Se solo, a fine ottobre, la nostra risoluzione sulla Centrale di Russi non fosse stata discussa in chiusura di seduta, quando gran parte dei consiglieri avevano già abbandonato l'aula, la scellerata costruzione sarebbe già stata bloccata da sei mesi. Invece, anche se all'epoca la maggioranza si era spaccata in aula - e anche se oggi c'erano anche esponenti Pd a protestare davanti alla terza torre della Regione - il Pd continua a mettere fretta sulle procedure burocratiche per l'approvazione. Cosa c'è sotto? Oggi, nella sede del settore Ambiente della Regione si è discusso, nella sessione definitiva della Conferenza dei Servizi, sull'ok da dare alla Centrale del Ravennate. E ora attendiamo di sapere quale decisione sia stata presa. Prima dell'ultima approvazione, però, è necessario che vengano discusse anche le linee guida sulle biomasse, com'è già stato per il fotovoltaico. Quindi, perchè non aspettare quest'ultimo passaggio? Oltretutto, il 26 ottobre la maggioranza si era spaccata sul tema, nel corso della votazione della nostra risoluzione: Sel, Federazione della sinistra e Italia dei valori avevano votato a favore, insieme a Lega Nord e a quei pochi Consiglieri del Popolo delle Libertà rimasti. Solo i Democratici si erano opposti. Oggi, però, alcuni loro simpatizzanti erano in viale Aldo Moro a protestare insieme all'associazione Clan-destino e agli altri gruppi di cittadini. Prima di prendere decisioni affrettate, quindi, il Pd faccia chiarezza in casa sua!
Febbraio 2011
Che sta succedendo nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che riguarda l'impianto eolico industriale che dovrebbe sorgere a San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese? In attesa che qualcuno ce lo spieghi, abbiamo depositato un'interrogazione alla Giunta Regionale. Ci risulta infatti che AGSM, la ditta che si propone di installare le pale, sia al 100% del Comune di Verona, quindi autorizzata ad operare solo sul proprio territorio. Per questo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato AGSM. Inoltre l'impianto dovrebbe sorgere in parte su terreni di proprietà comunale. Ma il Comune si era dichiarato contrario all'impianto!! E, stando alle dichiarazioni dell'Assessore Provinciale Burgin, in caso di sblocco della VIA quei terreni verrebbero espropriati. Ci sembrerebbe scorretto, visto che l'azienda non ha presentato nei limiti di tempo di legge la documentazione integrativa alla richiesta di VIA. Quindi, domandiamo alla Giunta se non creda che la Provincia stia venendo meno al proprio ruolo di garante nella procedura di VIA, in questo caso. E se non sia giusto che al Comune di San Benedetto Val di Sambro sia lasciata la possibilità , come da delibera comunale n.71 del novembre 2008, di mettere tali terreni all'asta.
"Superamento concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per uso verde pubblico, privato e residenziale, parco pubblico area demaniale con accesso da via della Berleta, in prossimità del "cortile minore" della ditta "Gironi Francesco & C." sita in via Magellano 29 nel Comune di Bologna". Ci dispiace dirlo: ma purtroppo sono stati confermati timori e denunce del Comitato dei Cittadini della Berleta. La Gironi è un'azienda inquinante, come avevamo detto nel video "rumore infernale" (http://www.youtube.com/watch?v=Br0rrUU0wBA), per cui la loro querela pare destinata a finire nel cestino...
L'esito delle verifiche sui terreni compiuto dall'Arpa il 29 novembre scorso recita infatti ciò che avete letto sopra. In particolare, scrive l'Arpa nella relazione datata 31 gennaio, i prelievi "evidenziano superamenti delle CSC per uso verde pubblico, privato e residenziale". Nel caso di piombo e zinco in tutti i campioni prelevati, per il rame in uno di questi ("5 mt dall'angolo nord"), per il cadmio nel medesimo campione.
Qualche esempio: sui campioni di terreno (prelevati nei dintorni dello stabilimento) il piombo è stato rilevato in concentrazioni pari a 172, 281, 290 e addirittura 1012 mg/Kg, quando il limite di legge è 100.
Il cadmio a 3,2, con limite a 2. Il rame a 453, con limite a 120. Lo zinco a 213, 335, 530 e 653 mg/Kg, con limite di legge a 150.
Sui campioni di polvere (prelevati su mobili e davanzali delle abitazioni di Via della Berleta), rispetto ai valori del campione di riferimento (prelevato in via Dossetti) si sono registrate differenze enormi: il piombo a 470 mg/Kg contro il 16 di via Dossetti, il nichel a 8897 (!) contro i 12 del campione di riferimento; il ferro a 34981 rispetto ai 1640 di via Dossetti, l'alluminio a 13000 contro i 2400 del titolo di paragone.
Stando al Disciplinare tecnico della Regione per la concessione dell'area demaniale alla ditta, inoltre, "per lo scarico delle acque reflue provenienti dal piazzale di deposito dei rottami" Gironi avrebbe dovuto (con atto del Comune datato 30 agosto 2007) costruire una "vasca di sedimentazione e di desoleazione per il trattamento delle acque di prima pioggia e dei relativi accessori". Ad oggi, nulla è stato ancora costruito. Inoltre, sul Disciplinare si precisa che "il materiale depositato" non avrebbe dovuto "costituire pericolo per l'ambiente e per la generale pubblica incolumità ".
Considerato allora che, "all'atto di individuazione di contaminazioni è obbligo del Concessionario dare comunicazione agli Enti competenti e avviare una procedura di bonifica di sito potenzialmente inquinato", e che l'amministrazione regionale "ha facoltà di procedere alla revoca" della concessione demaniale "qualora sussistano motivi di sicurezza e di pubblico interesse", nei giorni scorsi abbiamo depositato un'interrogazione alla Giunta nella quale chiediamo di revocare immediatamente la concessione demaniale alla Gironi, procedendo a controlli ancor più approfonditi su terreni, aria e anche acqua del fiume Reno.
Sia chiaro: non abbiamo nulla contro un'azienda che dà lavoro a quindici persone e svolge un'attività di recupero di materiali, anzi. Però una ditta "insalubre di prima classe" come la Gironi non può sorgere nel bel mezzo di un'area residenziale. E' semplice, tutto qui. E speriamo che i dati che oggi rendiamo pubblici possano servire anche a rispondere al collega Manes Bernardini della Lega, che solo ora ha presentato un'interrogazione sul tema...
Per opera di una delibera della Regione Toscana, da lunedì prossimo le corse ferroviarie della linea Bologna-Pistoia, da Porretta terme al capolinea, saranno in buona parte sostituite da un servizio bus. Qual è il ruolo dell'Emilia-Romagna in questa funesta decisione? La continua emorragia di corse dei treni non farà che disincentivare, giorno dopo giorno, l'uso del mezzo pubblico. Con conseguenze drammatiche sull'inquinamento atmosferico, e pure sullo sviluppo del turismo. È quanto sosteniamo in un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta depositata oggi in Regione. Per opera della delibera toscana, infatti, da notizie di stampa risulta che "si procederà alla sostituzione, dal prossimo 28 febbraio, di 10 treni con 12 coppie di autobus per collegare le città di Pistoia e Porretta". Ma la Bologna-Pistoia rappresenta non solo un importante collegamento al servizio dei pendolari, ma anche un'importantissima linea funzionale allo sviluppo del turismo appenninico e termale. Senza considerare il fatto che la sostituzione del servizio ferroviario con autolinee genera un sicuro e certo aumento dell'inquinamento ambientale, un'ovvia diminuzione della sicurezza dei passeggeri ed un indiscutibile aumento del traffico pesante sulla strada statale. In che termini, allora, questo provvedimento è stato concordato con la Regione Emilia-Romagna? Ed è stato posto in essere un piano infraregionale di sviluppo del turismo appenninico che preveda lo sviluppo del trasporto su rotaia?
Faremo i nostri complimenti ai consiglieri regionali Mauro Manfredini, Gian Guido Naldi e Luciano Vecchi quando li vedremo correre una maratona... Però crediamo non ci sia bisogno di farlo nel deserto. Per solidarietà al popolo Saharawi moltiplichiamo le nostre iniziative di ospitalità nei confronti dei loro bambini, ad esempio, ma i Consiglieri stiano in ufficio a lavorare. Altrimenti, perché tre? Uno basta. Ricordiamo, fra l'altro, che solo negli ultimi due anni abbiamo inviato, per conferenze o iniziative legati ai Saharawi, ben tredici consiglieri in missione. Non sono un po' troppi? La nostra solidarietà alla causa del popolo Saharawi, dagli Anni Settanta impegnato nella lotta per la propria indipendenza nel territorio del Sahara Occidentale, fra Mauritania, Algeria e Marocco, è totale. Quello che critichiamo, invece, è la missione nord-africana dei tre Consiglieri, di Lega, SEL e PD, con la quale l'Emilia-Romagna intende ribadire la propria vicinanza alla causa. Francamente non vediamo perché i cittadini emiliano-romagnoli debbano pagare questi viaggi-spot ai Consiglieri. Tutta la delegazione costerà svariate migliaia di euro ai contribuenti. E poi Manfredini non era quello che gridava, lo ricordiamo in una trasmissione tv, contro l'acquisto da parte della Regione di cinque dromedari da latte proprio per i Saharawi? Questi animali, e settanta capre da latte, saranno consegnate proprio durante la Sahara Marathon del 28 febbraio alla quale dovrebbero partecipare i nostri colleghi. Il problema è che simili iniziative, e i relativi costi e processi decisionali, non sono comunicati dalla Regione in maniera sufficientemente trasparente e fruibile a tutti. Pubblicare le delibere per chi ha accesso alla rete regionale, quindi pochi, non basta. Per questo motivo stiamo mettendo a punto un Progetto di Legge che garantisca la massima trasparenza in tutti gli atti che possano incidere sulla vita e le tasche del cittadino.
Mentre i politici dei partiti accusano il Movimento 5 Stelle di "non avere idee", "non avere programmi" le nostre proposte avanzano e vengono insegnate anche all'Università . Stiamo parlando delle tecniche di gestione "Rifiuti Zero" e le alternative a discariche e inceneritori. Ricordate la gestione Zero Waste fatta a Cesena durante Woodstock con il 91% di materiale post consumo inviato a riciclo e compostaggio e la riduzione rifiuti grazie al nostro progetto e le decine di volontari ? Il "caso Woodstock Rifiuti Zero" è entrato a far parte di un corso universitario online di "gestione sostenibile dei rifiuti" promosso dall'Università di Modena e Reggio nell'ambito di un progetto finanziato dall'Unione Europea.
Trovate lezioni su "compostaggio", "riciclo eco-efficiente", "trattamento meccanico biologico", "Centro Riciclo Vedelago e Rifiuti Zero", "come gestire a livello comunicativo gestionale programmi rifiuti zero", il "trattamento meccanico biologico", la "raccolta porta a porta".
Il corso in e-learning è gratuito ed aperto a tutti. Basta registrarsi presso il sito
http://www.eco-ambiente.unimore.it/
Si possono seguire lezioni singole o tutto il corso online. Seguirlo liberamente oppure fare il corso vero e proprio con esame ed attestato finale. Tutto sempre gratuitamente.

Mercoledà sera si terrà al Cinema Italia di Castenaso (BO) l'incontro organizzato dalla Lista Civica Castenaso a 5 Stelle dal titolo
INCENERITORI: SOLUZIONE O PROBLEMA?
Interverrà la dott.ssa Patrizia Gentilini, l'oncologa che da anni si batte con grandissima determinazione contro gli inceneritori, e Carla Poli, direttrice del Centro Riciclo Vedelago recentemente premiata come imprenditrice dell'anno dalla Comunità Europea (www.centroriciclo.com).
Saranno inoltre presenti Giovanni Favia, Consigliere Regionale del Movimento 5 stelle Emilia-Romagna, e Nunzio Diana, Cons Comunale della Lista Civica a 5 Stelle di Castenaso.
Appuntamento quindi mercoledì 23 febbraio, ore 21.00, presso il cinema Italia di via Nasica 38 a Castenaso (BO). Vi aspettiamo!
Abolire la tassa sulla raccolta per i residenti in ogni provincia emiliano-romagnola, colpire con pene più severe chi non rispetta le regole, incentivare l'agricoltura e il turismo enogastronomico locale, promuovere la ricerca che può portare a un marchio regionale per i nostri tartufi. Queste le linee guida dei 18 emendamenti, con cui puntiamo a migliorare radicalmente il Progetto di legge del Gruppo Pd in Regione sulla raccolta dei tartufi in Emilia-Romagna. Gli emendamenti saranno discussi la prossima settimana in Commissione Ambiente e territorio. E speriamo che ci prestino la giusta attenzione: diverse sentenze della Corte costituzionale hanno sancito negli anni, come noi sosteniamo in uno degli emendamenti, il divieto della raccolta dei preziosi tuberi nelle aree poste sotto tutela ambientale. Punto che non è ancora stato recepito dalla nostra legge regionale, che attualmente quindi è incostituzionale. E che, "stranamente", il nuovo progetto non va minimamente a toccare. Come mai? C'è qualche lobby da tutelare dietro questa dimenticanza?!
La Regione Emilia-Romagna si è accorta che sta promuovendo le bunga-bunga girls?! Per decenza e pietà , viale Aldo Moro ritiri il patrocinio al Carnevale di Cento! È quanto abbiamo chiesto, con una lettera inviata direttamente al Presidente Vasco Errani, dopo la segnalazione da parte di un attivo: sui manifesti dell'evento campeggia il logo di viale Aldo Moro. Mentre, nei giorni scorsi, veniva pubblicata la notizia che all'iniziativa prenderà con ogni probabilità parte anche Karima "Ruby" el Maghroub, per le toghe protagonista dei festini a luci rosse di Berlusconi, insieme a Iris Berardi (anche lei nell'inchiesta sulle serate ad Arcore). E' da giorni che chiediamo conferma dell'appoggio dato dalla Presidenza della Regione a questo evento. Ma se la decisione è stata presa in totale silenzio, non siamo nemmeno riusciti ad averne notizia a dadi tratti. Quando bastava guardare i cartelloni pubblicitari per trovare in bella mostra il logo della Regione, accanto a quello di Emilia-Romagna Turismo. E, ovviamente, della Presidenza del consiglio dei ministri (!!). Per questo, abbiamo scritto direttamente a Errani chiedendogli di non guastare definitivamente l'immagine dell'Ente cui è a capo, già massacrato dalla batosta del caso Cracchi-Delbono. E speriamo che, oltre al patrocinio, non ci tocchi scoprire che in tempi di crisi come questi viale Aldo Moro ha anche investito finanziamenti nel carnevale bunga-bunga...
Per l'anno appena iniziato, e "grazie" ai tagli governativi agli Enti locali, l'Emilia-Romagna avrà a disposizione ben 12milioni di euro in meno per la cultura. E tutto questo mentre il turismo culturale nella nostra regione non fa che aumentare. Certo, la dieta culturale è imposta da Roma. Ma viale Aldo Moro non può accettare questa imposizione immobile: si chieda un finanziamento straordinario al Governo, e si cerchino altri fondi fra le maglie dell'assestamento di bilancio della Regione. Senza dimenticare di razionalizzare i pochi spiccioli rimasti a disposizione.
La notizia dei drastici tagli è stata data oggi in Commissione assembleare Cultura: nel 2011 i finanziamenti a disposizione per teatri, festival e biblioteche passeranno da 31 a 19 milioni di euro. E ciò andrà , con ogni evidenza, a detrimento del turismo culturale dalle altre regioni e dall'estero. Che negli ultimi dieci anni è passato dall'11 al 33%. Dei drammatici tagli, poi, si è discusso questa mattina davanti a soli sette membri di commissione su 17. Questo è l'interesse che le altre forze politiche pongono sulla questione?! Consapevoli, dunque, del fatto che le serie decurtazioni avvengono per disposizione di Roma, la Regione non può stare a guardare. Si inizi dalla razionalizzazione del denaro che c'è: creando, per esempio, poli bibliotecari che riuniscano diversi piccoli Comuni. O evitando la frammentazione di più e più iniziative sullo stesso tema, magari nel raggio di pochissimi chilometri. Come accaduto di recente, ad esempio, nel caso di alcuni festival sul cortometraggio. Il proliferare di associazioni, teatri e festival serve troppo spesso a soddisfare piccole ambizioni personali, garantire posti di potere e coltivare il clientelismo piuttosto che divulgare le arti. È tempo invece che anche in questo campo la politica faccia un grosso passo indietro.
La Regione Emilia-Romagna ha già stanziato 2,5 milioni di euro per finanziare la realizzazione della tangenziale in località Vado (Monzuno), sull'Appennino bolognese. Ma, ad oggi, non risulta nemmeno iniziato nessuno dei lavori. Dove sono finiti i soldi erogati? E perchè i cantieri non sono ancora stati aperti? E' quanto chiediamo alla Giunta di viale Aldo Moro, con un'interrogazione a risposta scritta depositata nei giorni scorsi. La Società Autostrade ha infatti riconosciuto un finanziamento alla Provincia per il mancato abbattimento del viadotto in località Vado, come sancito da un accordo tra Regione, Provincia e Comune. E l'accordo d'intervento sulla SS325 prevedeva anche la realizzazione di un Parco Fluviale. Purtroppo, però, al momento non c'è assolutamente traccia di nessun lavoro avviato benchè, durante un'Assemblea pubblica a Vado, il 15 luglio 2008, il sindaco Andrea Marchi, l'assessore regionale Alfredo Peri e l'assessore provinciale Graziano Prantoni avessero promesso l'inaugurazione della nuova tangenziale il 15 luglio 2010 (!!). Oltretutto, la scelta sul destino del vecchio tratto autostradale è già costata ai cittadini € 70.000 per l'incarico di un sondaggio alla Ditta Oikos. In più, alto è il rischio di speculazioni edilizie in riva al fiume nell'area della vecchia autostrada, attualmente abbandonata a se stessa e in fase di alto degrado strutturale. Il che aumenterà progressivamente i costi per un suo eventuale recupero funzionale. Noi aspettiamo notizie...
In assenza di un regolamento ad hoc, il sindaco di Castel di Casio sull'Appennino bolognese ha agito d'iniziativa, negando al Comitato per la fusione dei cinque comuni dell'Alta valle del Reno il permesso di utilizzare le sale pubbliche per le assemblee aperte già in programma. Si dà il caso che Mauro Brunetti sieda ininterrottamente sulla poltrona di primo cittadino, prima a Camugnano e poi a Castel di Casio, dal 1980. Ha forse paura che, ora, l'attività del Comitato gli faccia perdere la poltrona? Dopo quarant'anni di governo indiscusso è ovvio che tenti, con ogni forza, di ostacolare un Comitato che, tra le tante utili iniziative, porta anche all'eliminazione di inutili poltrone. Senza voler mettere il cappello su un'associazione di cittadini che deve, giustamente, essere apartitica e indipendente, il Movimento 5 Stelle intende appoggiare il Comitato, e tutti i gruppi che nasceranno con l'obiettivo di eliminare i Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti. Per questo, il Capogruppo del Movimento in Regione, Andrea Defranceschi, metterà a disposizione dell'associazione il suo stipendio per poter affittare altri spazi. E visto che il sindaco ha addirittura negato l'autorizzazione all'uso di suolo pubblico per un banchetto informativo, previsto per domani mattina al mercato in località Berzantina, domani saremo anche noi a volantinare per non lasciare soli i cittadini in questa giusta battaglia.
Mentre l'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna ha rimandato ancora la discussione della nostra risoluzione relativa alle alternative all'inceneritore che Iren Spa vorrebbe costruire a Parma dall'Unione Europea arriva il colpo da ko. Infatti è stato aperto un procedimento d'infrazione relativo agli appalti del progetto dell'inceneritore che la multiutility vorrebbe costruire in località Uguzzolo. L'apertura del procedimento d'infrazione contro l'Italia per gli appalti affidati ad Iren Spa su quel progetto conferma che avevamo visto giusto. Un piccolo promemoria. In data 16 giugno 2010 con una interrogazione a firma di Favia e Defranceschi facevamo presente alla Regione come la convenzione che affidava ad Iren (prima Enia Spa) il progetto non era a norma di legge utilizzando le ragioni portate avanti dagli avvocati che poi hanno presentato l'esposto all'UE. Naturalmente per la Giunta Errani tutto era regolare. Peccato che l'Unione Europea non la pensi così. In seguito avevamo anche denunciato l'anomalia di un appalto per opere civili da 43 milioni di euro con un unico partecipante con Iren Spa che aveva minacciato querela.
A fronte della procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea chiediamo immediatamente il blocco del progetto, dal momento che ora a rischio è lo stesso finanziamento europeo e puntare immediatamente sulle alternative già presentate nella nostra risoluzione. Senza se e senza ma.
Assistiamo all'uscita di notizie deliranti sul nucleare, da parte di un Preside dell'Università più antica e rinomata d'Europa, e di un assessore regionale. E francamente non ci spieghiamo come entrambi possano rincorrere la follia di una strada che 24 anni fa gli italiani hanno già bocciato. E che rappresenta l'esclusiva volontà di un governo in agonia. Ieri, infatti, l'assessore regionale allo Sviluppo sostenibile (!) Gian Carlo Muzzarelli ha annunciato l'istituzione di una Commissione regionale per il nucleare, mentre il l numero uno di Ingegneria a Bologna esprimeva il suo apprezzamento per questa fonte di energia. E' semplicemente da irresponsabili che, nei giorni dell'orientamento universitario, un preside illuda degli studenti con ipotesi di lavoro futuro su un'energia ormai morta e superata. Mentre dovrebbe indirizzare i giovani alle energie rinnovabili come quella solare e l'eolico, e al recupero energetico degli edifici. Per quanto riguarda la scelta di viale Aldo Moro, poi, caschiamo dalle nuvole: la Giunta, sempre pronta a negare commissioni d'inchiesta su casi ben più urgenti quali "Terremerse" o i recenti decessi sospetti in ospedali bolognesi, motivando i suoi no con ragioni di contenimento economico, ha detto subito sì all'istituzione di un gruppo di lavoro su nucleare e rifiuti radioattivi. Motivo? Informare i cittadini. Ma gli emiliano-romagnoli non hanno nessuna voglia di essere informati su argomenti cui hanno detto il loro chiaro no nel 1987. Se ne facciano tutti una ragione.
In 41 giorni dall'inizio dell'anno la città di Bologna ha superato il limite di legge per le PM10 per ben 22 volte. E tutto questo accade mentre continuano a volerci far credere che basta installare qualche telecamera in centro ad abbassare i livelli di smog. Bene: è venuto il tempo che, dopo 15 anni di politiche fallimentari e inutili sperperi per progetti infrastrutturali altrettanto ridicoli, chi amministra Bologna si occupi della salute dei suoi cittadini. È tempo di ammettere che, purtroppo, Sirio e i blocchi settimanali delle auto in centro sono serviti ben poco a migliorare la qualità dell'aria che respiriamo. E tanto a rinpinguare le casse del Comune attraverso le multe. Ciò che occorre fare, e subito, è invece ridurre drasticamente il numero delle auto in ingresso verso il centro, e creare una mobilità alternativa efficiente che punti sui mezzi pubblici. Qualche esempio? Un collegamento fra Fiera, Stazione ferroviaria ed Aeroporto Marconi attraverso tratte già esistenti di binari, e un buon servizio ferroviario metropolitano. Senza parlare di vere politiche volte ad incentivare l'uso delle bici sul modello delle capitali nord-europee. Chi oggi sceglie le due ruote, "grazie" a ridicole piste ciclabili, rischia ogni giorno la vita. Questo è l'unico futuro possibile per salvare la nostra salute e per restituire benessere e serenità ai bolognesi. Chiunque governerà la città dopo le prossime elezioni dovrà andare in questa direzione. Noi siamo pronti e daremo battaglia su questi temi fino allo sfinimento.
Ogni anno 14mila euro e 76 giorni lavorativi vengono dilapidati per gli obblighi imposti a ciascun imprenditore dalla burocrazia. Ma finalmente anche nelle buie stanze di viale Aldo Moro qualcosa si muove: e quello che è accaduto due giorni fa porterà ad una vera rivoluzione nel rapporto fra cittadini e amministrazione. Martedì l'Assemblea legislativa regionale ha infatti approvato il nostro emendamento all'articolo 7 del Progetto di legge sul Durc (Documento unico di regolarità contributiva). E grazie a questo, le pubbliche amministrazioni acquisiranno direttamente e per via telematica il Durc, che per legge gli operatori economici saranno obbligati a presentare. Non si tratta certo di una virgola, ma della base stessa del Progetto di legge. Finalmente non saranno più i negozianti e gli imprenditori a dover perdere tempo, ogni anno, con code agli sportelli e spostamenti per consegnare il medesimo foglio già in possesso di Enti come Inps e Inail. Ma saranno le amministrazioni ad acquisire il certificato. Con un evidente risparmio di carta e personale anche per lo Sato, oltre che di energie e tempo per chi lavora. La legge senza l'articolo da noi inserito sarebbe stata solo nuova burocrazia, anche se con ottimi scopi. Un passo avanti verso il futuro!

L'8 settembre 2007 in occasione del Vday 1, decine di migliaia di persone firmarono in tutta l'Emilia Romagna la proposta di legge "Parlamento Pulito". In tutta Italia in due giorni furono raccolte 350.000 firme in tutta Italia.
Che cosa chiedeva questa legge? Tre semplici cose: fuori i condannati dal Parlamento e dalle altre istituzioni, massimo 2 mandati (10 anni) non cumulabili tra Comuni, Province, Regioni, Parlamento italiano ed europeo, ripristino della scelta dei candidati con preferenze uninominali.
La legge è insabbiata nel Parlamento dei nominati dalle segreterie di partito. Le firme di 350.000 cittadini sono nascoste nei cassetti. Ora vediamo il perchè...
Facciamo un piccolo esperimento sui cosidetti "leader" che tutti i giorni blaterano del nulla a spese nostre su telegiornali e giornali assistiti da denaro pubblico. Da quanto sono professionisti della politica?
FINI è in Parlamento dal 1983 (28 ANNI), CASINI in Parlamento dal 1983, già consigliere di Bologna nel 1980 (31 ANNI), BOSSI in Parlamento a Roma dal 1987 (24 ANNI) + CONDANNATO PER FINANZIAMENTO ILLECITO AI PARTITI PER LA TANGENTE ENIMONT, BERLUSCONI in Parlamento dal 1994 (17 ANNI) con diversi RINVII A GIUDIZIO, BERSANI nelle istituzioni da oltre 30 ANNI come presidente comunità montana Piacenza, consigliere regionale, presidente Emilia-Romagna, Ministro, Parlamentare. DI PIETRO in Parlamento Europeo, italiano e Ministro dal 1996 (15 ANNI), VENDOLA in Parlamento e consiglio regionale Puglia dal 1992 (19 ANNI).
Con la legge d'iniziativa popolare del V-Day 1, Parlamento Pulito questi politici non li vedreste più a blaterare del nulla a spese nostre.
Andrebbero a lavorare.
La nostra richiesta di chiarimenti sulla nomina di Angelo Di Giansante alla Presidenza dell'Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori (Er.go) ha già portato i primi effetti: farci scoprire che in Regione c'è un servizio di censura. L'interrogazione a risposta immediata in aula che abbiamo depositato stamane è stata infatti interamente oscurata da un foglio bianco recante la scritta "privacy". Null'altro. Con ogni probabilità frutto di una libera interpretazione dell'articolo 66 del Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa, che generalmente si applica alle delibere di nomina e non alle interrogazioni. La cui responsabilità , invece, dovrebbe rimanere dei Consiglieri che le presentano. Abbiamo richiesto le motivazioni di tale bavaglio preventivo: la risposta ufficiale, forse, l'avremo domani. Mentre, ufficiosamente, ci è stato solo detto che è prassi oscurare le discussioni di interrogazioni in cui si parli di inchieste giudiziarie. Come mai, allora, lo stesso non è stato fatto nel caso dei molti altri documenti da noi depositati? Per l'interrogazione sul caso "Terremerse", per quella sul decesso della signora Mainetti all'ospedale Maggiore di Bologna, per gli abusi edilizi della Sanguineda?
Durante la seduta dell'Assemblea Legislativa Regionale di domattina potrebbe verificarsi quindi il caso che il question time venga oscurato, sia attraverso una censura dello streaming web, che mediante l'allontanamento dei non-Consiglieri durante la discussione. Ma il comma 3 dell'articolo 66 recita: "la seduta è sempre segreta quando la delibera comporti apprezzamenti o valutazioni discrezionali di fatti concernenti persone."
Ci auguriamo che il bavaglio non venga applicato: noi preferiamo che la gente sappia. Per questo alleghiamo il testo della nostra interrogazione, in maniera che chiunque possa valutare l'assenza di "apprezzamenti" e la citazioni esclusiva di fatti e sentenze. Oppure la Regione ha qualcosa da nascondere sull'argomento?
Gruppo Assembleare
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
Assemblea legislativa regionale
A Borgo Panigale, un quartiere di Bologna che ospita - tra l'altro l'aeroporto - da quasi quarant'anni c'è un'azienda che da semplice rottamatore è diventata un colosso nel settore.
Da anni il Comitato dei Cittadini della Berleta (una strada del vicinato) denuncia il livello di inquinamento causato dall'azienda Gironi Rottami. In pochi li hanno ascoltati ma adesso hanno dati sufficienti per chiedere che la Gironi se ne vada. L'autorizzazione agli scarichi, in scadenza a giugno 2011, non dev'essere rinnovata.
Ci riferiamo gli esiti delle analisi effettuate dall'ARPA (tabelle in foto) dalle quali risulta lo spaventoso livello di contaminazione da metalli pesanti del terreno della zona e lo sforamento dei valori dell'inquinamento acustico, fino al 65% oltre i limiti di legge. Si tratta di una zona residenziale, per di più in area di tutela paesaggistica. Come se non bastasse la Gironi ha parte dei suoi stabilimenti nell'alveo del fiume Reno, per cui gode di una concessione demaniale, che scadrà ad agosto. Chiediamo alla Regione che non venga rinnovata. Abbiamo pronta un'interrogazione alla Giunta Regionale, che protocolliamo oggi, lunedì. Infatti i dati parlano chiaro: l'Arpa ha effettuato rilevazioni sul terreno in corrispondenza dei civici 29 e 33 di via della Berleta e, come comparazione, al n. 29 di via Dossetti, in un'altra zona della città . La concentrazione dei metalli pesanti è decine di volte maggiore nei pressi della Gironi. Il piombo, ad esempio, ha una concentrazione di 470 e 282 mg/Kg in via Berleta, e appena di 16 in via Dossetti. Il limite di legge, però, è 100... Situazioni analoghe si presentano per Rame, Cromo, Zinco, Ferro, Alluminio e Nichel, dove la concentrazione in via della Berleta 29 è stata di 8897 mg/Kg: il limite di legge è 120. Ora sono proprio curioso di sapere come replicherà la Gironi che querelò per diffamazione il nostro Portavoce Massimo Bugani, il nostro operatore Nicola Virzì e persino i residenti della zona solo per aver detto che si tratta di un'azienda inquinante. Bene, lo ribadiamo con forza: la Gironi è un'azienda inquinante. E ora attendiamo la loro querela.
P.S., 10 febbraio: In un'ottica di correttezza cui siamo particolarmente legati, teniamo a precisare che i prelievi (di cui vi abbiamo fornito i dati) non sono relativi a esami dei terreni ma alle polveri delle abitazioni limitrofe. A maggior ragione, i risultati ci sembrano ancora più gravi alla luce di questa precisazione. Avere dei veleni in casa è sicuramente peggio che trovarli nel proprio giardino!! L'Arpa ha comunque effettuato prelievi anche nei terreni demaniali circostanti l'azienda: e siamo in grado di anticipare che anche questi hanno dato risultati POSITIVI per alcuni parametri. Non appena, poi, Arpa ci fornirà i dati completi sul caso, sarà nostra cura divulgarli.
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E' finalmente disponibile il nuovo numero de "Il Mese a 5 Stelle". Per ragioni di budget non è naturalmente possibile stamparne tante copie quante ne servirebbero per tutti le nostre attività sul territorio, ma ecco un modo per farlo circolare velocemente. Potete mandarlo ai vostri contatti via e-mail, oppoure stamparlo e distribuirlo.Scarica e diffondi il Mese a 5 Stelle di Gennaio 2011
A Bologna sembra che adesso non lo voglia più nessuno, è il figlio reietto della premiata "destra-feat-sinistra". Rappresenta il classico esempio di opera pubblica all'italiana: tempi biblici, spreco di denaro pubblico, tecnologie ormai obsolete ed inadeguate, interessi economici molto forti dietro le scelte politiche... 250 milioni di euro che verranno spesi per completare il tortuoso percorso di quello che altro non è se non un semplice filobus su gomma... Solo estremamente pesante, impattante e NON ancora omologato! Intanto però c'è bisogno di aumentare del 20% (50% se fatto in carrozza) il prezzo del biglietto... ora un cittadino bolognese paga 1,2 € per una corsa semplice, ma se usa la macchinetta sul bus ben 1,5 €!
E nel frattempo la mobilità pubblica è sempre più nel caos per i cantieri che durano mesi e si spostano lungo la città ...
Accorciare la filiera e favorire le produzioni locali oltre a far bene alla salute può consentire un risparmio sia per i cittadini che per l'ambiente. Questa è la scommessa che sta dietro la presentazione odierna di questa proposta di legge: "Norme per incentivare il consumo dei prodotti agricoli ed agroalimentari a chilometri zero". E' sotto gli occhi di tutti una contraddizione, da un lato, la compressione, per la prima volta dal dopoguerra, anche dei consumi alimentari, dall'altro, i margini di guadagno sempre più ridotti dei produttori, strozzati dalle catene di intermediazione e distributive. Questa proposta di legge incentiva i prodotti agricoli ed agroalimentari a "Km Zero" e i mercati agricoli, come quelli che abbastanza spontaneamente stanno sorgendo in tutte le città dell'Emilia-Romagna, in cui è possibile la vendita diretta, da parte dei produttori, di prodotti agricoli ed agroalimentari, ottenendo come effetto secondario la tutela del territorio agricolo. La proposta vuole essere solo un primo passo in questa direzione, gli strumenti proposti possono essere ampliati, per esempio, con l'uso della leva fiscale o favorendo lo sviluppo dei gruppi d'acquisto.
Giovanni Favia
consigliere regionale
Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
P.S. Per presentare i vostri curricula al gruppo consiliare avete tempo ancora fino a venerdì 4 febbraio!
I candidati a Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna
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Federico Pizzarotti -
Federica Cuppini -
Gianluigi Alvoni -
Giovanni Favia







