Se solo, a fine ottobre, la nostra risoluzione sulla Centrale di Russi non fosse stata discussa in chiusura di seduta, quando gran parte dei consiglieri avevano già abbandonato l'aula, la scellerata costruzione sarebbe già stata bloccata da sei mesi. Invece, anche se all'epoca la maggioranza si era spaccata in aula - e anche se oggi c'erano anche esponenti Pd a protestare davanti alla terza torre della Regione - il Pd continua a mettere fretta sulle procedure burocratiche per l'approvazione. Cosa c'è sotto? Oggi, nella sede del settore Ambiente della Regione si è discusso, nella sessione definitiva della Conferenza dei Servizi, sull'ok da dare alla Centrale del Ravennate. E ora attendiamo di sapere quale decisione sia stata presa. Prima dell'ultima approvazione, però, è necessario che vengano discusse anche le linee guida sulle biomasse, com'è già stato per il fotovoltaico. Quindi, perchè non aspettare quest'ultimo passaggio? Oltretutto, il 26 ottobre la maggioranza si era spaccata sul tema, nel corso della votazione della nostra risoluzione: Sel, Federazione della sinistra e Italia dei valori avevano votato a favore, insieme a Lega Nord e a quei pochi Consiglieri del Popolo delle Libertà rimasti. Solo i Democratici si erano opposti. Oggi, però, alcuni loro simpatizzanti erano in viale Aldo Moro a protestare insieme all'associazione Clan-destino e agli altri gruppi di cittadini. Prima di prendere decisioni affrettate, quindi, il Pd faccia chiarezza in casa sua!
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Le centrali a biomasse previste nelle riconversioni degli zuccherifici, in regione: Russi, Finale E., Ostellato, devono essere sostituite da progetti alternativi compatibile ambientalmente,
̮̬ una sola lotta da vincere insieme
porca miseria ̮̬ notizia di ieri che il progetto ̮̬ stato approvato in regione!!!!!!!!!!
DA INOLTRARE E FARE GIRARE CELERMENTE IL PIU' POSSIBILE
Carissimi amici,
Il Governo intende presentare in pre-consiglio martedi una bozza che di fatto bloccherÃÆÃ il fotovoltaico con effetto quasi immediato se non retroattivo. Tetto di 8.000 MW e stop agli incentivi un MW dopo. Chi finanzierÃÆÃ gli impianti in queste condizioni di incertezza e dopo tutta la disinformazione che ̮̬ stata fatta in questi giorni?
Stiamo agendo su vari fronti per cercare di parare il colpo:
1) oltre 55 parlamentari hanno firmato la lettera da noi predisposta per il capo dello stato e il presidente del consiglio dei ministri
2) lunedi si terrÃÆÃÂ una conferenza stampa congiunta di fronte al ministero dello Sviluppo con Legambiente, WWF, GreenPeace, Aper, Anev, AssoSolare, Grid Parity Project e Kyoto Club
3) stiamo cercando di organizzare una manifestazione di fronte a Palazzo Chigi per il giorno previsto di approvazione del Dlgs (mercoledi).
Tutto questo potrebbe non bastare purtroppo.
E' il momento di fare sentire quanti interessi sono toccati da un provvedimento cosi sbagliato.
Abbiamo predisposto il testo di una lettera (lo trovate nel seguito).
Ciascuno di noi lo dovrebbe inviare e impegnarsi a farlo inviare a quante piÃÆÃ¹ persone possa.
Se non ci muoviamo ora faremo la fine della Spagna e saremo spazzati via.
Dobbiamo far capire che non siamo pochi speculatori ma un vero settore industriale. Ogni operaio, ogni elettricista, ogni collaboratore dovrebbe mandare la mail.
Se ci credete diffondete agli amici, ai colleghi e ai collaboratori.
Se non lo facciamo adesso la settimana prossima potrebbe essere troppo tardi.
L'e-mail dovrebbe essere indirizzata ai seguenti indirizzi e-mail:
segreteria.presidente@governo.it,
Segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it,
Saglia.segreteria@sviluppoeconomico.gov.it,
Segreteria.capogabinetto@sviluppoeconomico.gov.it,
Ufficio.legislativo@sviluppoeconomico.gov.it,
segreteria.ministro@minambiente.it,
atelli.massimiliano@minambiente.it,
Lucarelli.paola@minambiente.it,
Degiorgi.marco@miniambiente.it
segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it
in cc andrebbe messo il seguente indirizzo:
email@preventivi-italia.com
Ancora meglio se potete fare inviare anche dei fax.
Vi fornisco i numeri di fax:
Presidenza del Consiglio dei Ministri: 06 67793067
Ministero dello Sviluppo economico: 06.47887964
Ministero dell'Ambiente: 0657288513
Ministero del Lavoro: 064821207
Se avete un profilo su Facebook, su Linkedin o su un altro social network diffondete la lettera. Di silenzio si muore!
Oggetto della mail: Senza lavoro per decreto: 15.000 famiglie a rischio
"On. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Ministro dello Sviluppo Economico
On. Ministro dell'ambiente, della tutela della natura e del mare
On. Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
In questi giorni, si decide la morte per decreto delle energie rinnovabili in Italia. Quindicimila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100.000 persone sarÃÆÃÂ colpito. E' un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrÃÆÃÂ pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E' quello che succederÃÆÃÂ se il Consiglio dei Ministri approverÃÆÃÂ il decreto sulle rinnovabili nella versione che circola in questi giorni all'interno del Parlamento e su cui si leggono anticipazioni di stampa.
Dopo pochi mesi dalla (lungamente attesa) approvazione, nel mese di agosto dello scorso anno, della legge sul nuovo conto energia, lo scorso 31 gennaio la Commissione europea ha adottato, come noto, una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.
A dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Stop ai progetti autorizzati e in corso di autorizzazione. Stop a molti cantieri in corso. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, piÃÆÃ¹ di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania. ÃÆÃâ questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l'eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri. A farne immediatamente le spese saranno circa 150.000 lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico.
In queste condizioni un'industria nascente ̮̬ condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta. Se nell'arco di pochi giorni non si riuscirÃÆÃ a introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilitÃÆÃ del sistema Paese. Mentre gli Stati Uniti di Obama, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto, mantengono saldo il timone verso lo sviluppo delle rinnovabili, l'Italia rischia un nuovo tracollo dopo quello degli anni Ottanta.
Siamo sbigottiti, ̮̬ incomprensibile. Non ̮̬ abbastanza promuovere l'ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15.000 addetti diretti e fino a 100.000 indiretti, offrire l'opportunitÃÆÃ a oltre 160.000 famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l'eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunitÃÆÃ di sviluppo?
Nonostante il parere positivo in sede di Commissioni Parlamentari (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull'energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrÃÆÃÂ , si teme, in senso diametralmente opposto a quello, voluto dalla Commissione, di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.
La realtÃÆÃÂ ÃÆÃ¨ diversa. A fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, ̮̬ vero che il settore delle rinnovabili si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si ̮̬ letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito al Paese di riavvicinarsi al gruppo dei paesi leader nel campo dell'innovazione e della capacitÃÆÃ produttiva.
Il fotovoltaico, in un contesto cosÃÆÃ¬ difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.
Confidiamo nell'equilibrio e nella saggezza del Governo e del Parlamento affincḫ̩ si voglia intervenire per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche. Confidiamo che saprete dare un futuro alle nostre famiglie e ai nostri figli che si trovano oggi incolpevoli nella precarietÃÆÃ e nell'incertezza."