MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Marzo 2011

censura.jpgNella seduta dell'Assemblea legislativa di oggi, in Aula si discuteva della nostra Risoluzione per richiedere la sospensione del Primario Nicola D'Imperio e della Dottoressa Paola Billi dal servizio. La risoluzione segue la raccolta, da parte dei nostri Consiglieri regionali, di una corposa documentazione in merito alla morte della signora Mainetti, avvenuta nell'autunno scorso. E arriva pure dopo importanti risvolti dell'inchiesta penale aperta sul caso in Procura a Bologna.
Bene: adducendo ragioni di privacy, la seduta dell'Assemblea legislativa è stata completamente censurata: niente diretta streaming su internet, nessuna persona in aula, e persino niente verbale. Un provvedimento che non veniva preso da anni, a memoria dei funzionari "storici" di viale Aldo Moro. È una decisione anacronistica, che ci riporta agli Anni Settanta, quando sono datati gli unici due casi in cui questo successe. Chissà se era così l'Unione Sovietica di Breznev? A parte le battute, non ha alcun senso impedire ai cittadini di assistere ad un dibattito trasparente adducendo motivi di privacy: i nomi dei soggetti coinvolti sono arcinoti, già pubblicati varie volte sui giornali. La verità è che questo è l'ennesimo tentativo di auto-difesa della Casta. Vorremmo ricordare che la commissione d'inchiesta istituita dall'assessore regionale alla Salute Carlo Lusenti stabilì che, nel caso del decesso della signora Mainetti, tutto s'era svolto secondo criterio. Salvo poi essere smentita dalla consulenza tecnica medico legale disposta dalla Pm Rossella Poggioli sulla morte della 59enne. Che disse che la signora 'poteva essere salvata con elevata probabilità'. Crediamo, allora, che sia interesse di tutti stabilire come siano davvero andate le cose. E prendere i provvedimenti adeguati per migliorare il servizio sanitario a tutela di ogni cittadino.

risoluzione D'Imperio rivisitata 01032011-1.doc

poltrone.jpgC'è voluto il Commissario straordinario di Bologna per porre un freno all'uso partitistico delle poltrone del Consiglio di Amministrazione di Hera...Era ora! Certo, Mauro Roda, Presidente del Comitato di Tesoreria del PD bolognese, non rappresenta proprio l'esempio di netta divisione fra politica e affari che sarebbe bene dare. E forse il livello 'tecnico' non è elevatissimo. Ma almeno grazie al NIET di Anna Maria Cancellieri abbiamo evitato una riconferma di Francesco Sutti e di Paolo Trombetti, legale storico dell'ex Pci e avvocato dell'ex sindaco Flavio Delbono nel caso "Cinzia-gate". Ancora ci scandalizziamo di come, allora, nessuno del PD avesse detto una parola... Dov'era all'epoca Virginio Merola, quando il Sindaco di cui era Assessore nominava il proprio avvocato in un CdA così importante, senza alcuna competenza? La verità è che a Merola i doppi incarichi vanno benissimo. O no? Ci dia una risposta chiara, SI o NO. Perché, nel caso, dovrebbe avvertire il suo capolista, Maurizio Cevenini, di lasciare il posto di consigliere in Regione...!

nucleare simpson.jpgBasta ambiguità, vogliamo spiegazioni sulla commissione tecnica per il nucleare che la Regione ha istituito a gennaio! Quanto costa? Cosa intende fare? Che finalità si pone? È utile lavorare sul nucleare quando già nel lontanissimo 1987 gli italiani avevano detto NO a questa nefasta fonte energetica? Per chiarire tutto questo, presenteremo in sede di Assemblea legislativa regionale una Risoluzione, che chiede la rettifica della delibera che ha istituito la commissione. Le sue finalità appaiono infatti quanto meno generiche. E oltretutto tra gli scopi, oltre a un'assistenza nello smaltimento delle scorie di origine ospedaliera e alla dismissione della centrale di Caorso, si fa anche un vago riferimento a 'indirizzi della Regione in materia di uso civile dell'energia nucleare'". Ma siamo pazzi? Senza dimenticare il fatto che la Regione finanzia tecnopoli come Enea e Cnr. Dall'assessore competente vogliamo, in merito, garanzie. In questi centri non deve essere fatta ricerca sul nucleare!

LEGGI L'ARTICOLO SU IL FATTO QUOTIDIANO

chiuso ospedale.jpgA Ferrara gli accessi al pronto soccorso (generale, ortopedico, oculistico, ostetricia e pediatrico) erano 69.542 nel 2000, sono diventati 78.699 nel 2010 (+ 9157). Una crescita conseguente anche all'invecchiamento della popolazione della città. Si tratta di 215 accessi al giorno, 365 giorni l'anno, che a seguito della chiusura del Sant'Anna, verranno trasferiti a Cona. Solo una parte di essi avviene tramite 118, moltissimi si recano in ospedale autonomamente o accompagnati dai famigliari.

I ricoverati rappresentano il 18,9% degli accessi (2010), con un trend in forte diminuzione (erano 23,6% nel 2000), in linea con la politica aziendale di riduzione dei ricoveri. Dunque l'anno scorso 63.848 casi (175 al giorno) sono stati risolti in giornata, con rientro a casa del paziente. Pensiamo all'importanza di tale servizio per gli anziani residenti in città, ma anche per i bambini, i cui genitori, in caso di emergenza (vera o presunta), ricorrono al pronto soccorso pediatrico (11.832 nel 2010, 32 al giorno) attualmente disponibile in città 24 ore al giorno. La chiusura del Sant'Anna complicherà anche l'assistenza ai parti, poiché il pronto soccorso di ostetricia e ginecologia, attualmente disponibile in città 24 ore al giorno, verrà trasferito a Cona.

Nessun capoluogo della regione è mai stato privato dell'ospedale e del pronto soccorso in città. A Bologna, Modena, Reggio, Parma, Piacenza, Ravenna, Rimini esiste almeno un ospedale con pronto soccorso in città, in ossequio all'elementare principio che l'erogazione del servizio deve avvenire più vicina possibile al baricentro dell'utenza.

Questi numeri per far capire che la chiusura del Sant'Anna sarebbe un pesante macigno anche per l'assistenza ordinaria (non in emergenza). Attualmente l'ospedale cittadino assicura moltissime prestazioni in day hospital (il paziente entra ed esce in giornata). Il dipartimento di medicina, l'anno scorso, ha gestito 8.185 accessi in day hospital, 26.053 il dipartimento medico specialistico, 2.826 quello chirurgico e 11.672 il dipartimento riproduzione ed accrescimento. Un esercito di pazienti che attualmente, in corso Giovecca, riceve le risposte diagnostiche e terapeutiche di cui necessita, in giornata e con un percorso ordinario. Cure molto importanti come chemioterapia e radioterapia sono attualmente disponibili in città, in day hospital. Ebbene domani, per le stesse prestazioni, ci si dovrà recare a Cona, al netto di quanti saranno gestititi dagli ambulatori e dalla casa della salute. Perciò è assai probabile che buona parte di quei pazienti dovrà, suo malgrado, diventare clientela della clinica privata prevista nell'area Sant'Anna.

Apprendiamo infine che al Sant'Anna é stata definita le procedura per la gestione extra ospedaliera del politrauma (incidenti). L'obiettivo prioritario è di ridurre la mortalità precoce e tardiva, utilizzando al meglio le risorse disponibili. Ci domandiamo se la nuova organizzazione garantirà anche la presenza 24 ore al giorno degli specialisti della Tac cerebrale, della Tac total body, della chirurgia vascolare e della banca del sangue, reparti attualmente gestiti in regime di reperibilità notturna e/o festiva. Il problema era già stato segnalato, nel caso della gestione dell'infarto, dagli specialisti che avevano redatto l'audit relativo, poichè anche l'emodinamica funziona in regime di reperibilità. Fino a quando il paziente dovrà sperare nella tempestiva chiamata e nel rapido arrivo in ospedale del medico reperibile?

Ricordiamo che il 16 e 17 Aprile Progetto per Ferrara e il Movimento 5 Stelle hanno approntato un referendum popolare auto-finanziato (che quindi non costerà una lira ai cittadini) per chiedere ai ferraresi se vogliano mantenere anche un presidio al Sant'Anna, in pieno centro. ABBIAMO BISOGNO DI VOLONTARI! Ne mancano ancora 40! Contatta Angelo Storari a.storari@comune.fe.it 329 9780480 per segnalare la vostra disponibilità.

amianto vignetta.jpgUna risoluzione che impegni la Giunta regionale ad invitare ciascun Comune dell'Emilia-Romagna ad emettere un'ordinanza per un censimento approfondito sulla presenza di amianto. È quanto abbiamo presentato, in Regione, nei giorni scorsi: l'esempio è quello di San Lazzaro di Savena (Bo) dove, stando alle cifre della mappatura regionale, solo 2 erano i luoghi a rischio. In seguito all'ordinanza comunale del febbraio 2010, e al conseguente censimento, i siti erano diventati 121. Un caso emblematico che ci fa capire quanti luoghi siano potenzialmente a rischio nella regione, del tutto sconosciuti o ignorati. Se tale enorme discrepanza potesse matematicamente applicarsi a tutto il nostro territorio, avremmo potenzialmente 45.000 (!) siti a rischio in Emilia-Romagna.
Non dobbiamo fare allarmismo, ma neanche nasconderci dietro ad un dito. In seguito ad una nostra interrogazione l'Assessore Carlo Lusenti ci ha risposto che "appare percorribile la proposta di ordinanza sindacale" come fatto dal Comune di San Lazzaro. Ne siamo contenti, e speriamo quindi che la nostra risoluzione venga approvata in aula e produca velocemente i suoi effetti.
L'ordinanza "di riferimento" prevede che tutti i proprietari di immobili auto-dichiarino le condizioni del proprio stabile e che si affidino, per l'eventuale rimozione, incapsulamento o sovracopertura a ditte specializzate, pena severe sanzioni economiche. L'esecuzione dei lavori sarà poi sottoposta ad un controllo ulteriore.
E' un sistema che mette la responsabilità civica del cittadino al centro del sistema di prevenzione della salute di tutti. Crediamo che sia la maniera migliore per minimizzare i rischi connessi alla presenza di amianto sul nostro territorio. La seconda risoluzione chiede di fare un percorso analogo anche per gli edifici pubblici, studiando il sistema migliore per avere una risposta pari al 100%.

ogg___risoluzione_amianto.doc

ogg___risoluzione_amianto_enti.doc

idrocarburi.jpgLa Regione dica "stop" allo sfruttamento a fini estrattivi di eventuali giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio regionale!
Oggi abbiamo depositato una RISOLUZIONE URGENTE (che quindi, secondo i criteri d''urgenza' regionali, verrà discussa il 29 e 30 marzo...) perché si assiste con preoccupazione a un proliferare di richieste per la ricerca di idrocarburi. Ora sono in corso tre Valutazioni di impatto ambientale sui permessi di ricerca, denominati 'Fiume Reno', 'Fiume Secchia', 'Fiume Panaro', di cui alle istanze presentate dall'Hunt Oil Company of Italy. I territori oggetto di ricerca però, ospitano numerose Aree Protette appartenenti al sistema Natura 2000, Parchi e Riserve Naturali, elementi di alto pregio ambientale e paesaggistico, siti a valore storico-testimoniale. Se ciò non bastasse, poi, presentano ampissime aree interessate da fenomeni di dissesto idro-geologico e in generale delicate e ad orografia complessa. E contrariamente a quanto sostenuto dalla Ditta proponente il Piano Energetico Regionale assolve, anche in termini di fabbisogni di idrocarburi, ai bisogni richiesti dal tessuto artigianale e industriale della Regione. Infine, le trivellazioni usano sostanze pericolose, e l'estrazione comporta rischi di inquinamento dei terreni, dell'aria e delle falde acquifere con prodotti cancerogeni, rischi di esplosioni, di perdite di gas pericolosi per la viabilità. Tutti i Comuni interessati dallo scellerato progetto hanno più volte espresso la loro contrarietà, ma sembra ormai fatto assodato che le necessità delle comunità non vengano ascoltate. E' dunque essenziale che, da parte sua, viale Aldo Moro si adoperi in ogni sede, e in particolare nei confronti del Ministero dell'Ambiente, perché non vengano concessi permessi di trivellazione sul proprio territorio. I cittadini dell'Appennino si aspettano che tutti i partiti politici facciano una scelta di responsabilità per tutelare la salute del territorio e di tutti noi.

ASCOLTA L'INTERVISTA RILASCIATA DA ANDREA DEFRANCESCHI A RADIO FUJIKO!

scuola digitale.jpgLa Lista civica Carpi 5 Stelle organizza, per domani 23 marzo, un incontro pubblico per parlare di Scuola Digitale (ore 18.30 alla Sala congressi di via Peruzzi, sopra la stazione delle corriere). Vorremmo fosse un'occasione di confronto fra studenti, insegnanti, genitori e non solo, su un argomento che riteniamo meriti d'essere affrontato, anche (e a maggior ragione!) in un contesto difficile come quello che sta attraversando adesso il mondo della scuola. Si parlerà, in particolare, di competenza digitale con il professor Antonio Fini, esperto in tecnologie dell'educazione, per cercare di capire se e quanto corrisponda al vero, la credenza diffusa che la generazione dei cosiddetti 'nativi digitali' sviluppi una particolare abilità nell'uso delle nuove tecnologie digitali, per il semplice fatto di crescere in un mondo che ne è pervaso. Si discuterà poi di ebook ed ebook reader, che si suppone inizino a fare il loro ingresso nel mondo della scuola a partire dal nuovo anno scolastico, visto che un decreto legge prevede per l'Anno 2011-2012, l'adozione esclusiva di libri utilizzabili nelle versioni on-line, scaricabili da internet, o miste. Ci aiuterà a far luce sull'argomento Marco Croella di Simplicissimus Book Farm srl. Siete tutti invitati!!

fritturina.jpgQuesta mattina, il portavoce del Movimento 5 Stelle di Ravenna Pietro Vandini e il Consigliere regionale Giovanni Favia hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ravenna sul contratto fra la Carburanti del Candiano SpA, del gruppo Setramar e il Ravenna Calcio. Nel contratto, la sponsorizzazione a favore del club è subordinata all'ottenimento di "titoli autorizzativi per la realizzazione dello stabilimento industriale". Obiettivo: la costruzione di un impianto per la produzione di biodiesel da materie prime di importazione e una nuova centrale elettrica da 53 MW nella città di Ravenna.
Davanti agli uffici giudiziari, un gruppo di attivisti a 5 stelle hanno offerto simbolicamente pesce azzurro della nostra Romagna, per rinfrescare la memoria ai politici locali e non solo, su come siano andate le cose.
Hanno cercato di screditarci rivoltando contro di noi la tifoseria della squadra, ma ovviamente noi non abbiamo nulla contro il club e i suoi tifosi. Anzi. Vogliamo solo che le cose vengano fatte alla luce del sole. E, di certo, in questo caso così non è stato. Non è stato giusto non ascoltare i cittadini su un tema cardine come la salute. E sulla costruzione di una centrale da 53 Mw che inquinerà terribilmente. C'è bisogno di cittadinanza attiva per sconfiggere gli inciuci della vecchia politica: ed è da cittadini che noi, oggi, abbiamo presentato questo esposto ai magistrati. Chissà, magari un po' di fosforo contenuto nel pesce azzurro aiuterà anche i politici locali a ricordarsi di coinvolgere la gente nelle decisioni invece di compiere scelte di salute pubblica sulla pelle delle persone!

malasanità.JPGAnche in Emilia-Romagna, e in particolare negli ospedali di Bologna, Reggio Emilia, Forlì e Cesena, la Guardia di finanza ha eseguito controlli su strumenti chirurgici non a norma, con parti ossidate o corrose. Cosa sa la Regione di queste forniture nei nostri nosocomi? E quali strumenti di autocontrollo ha intenzione di mettere in piedi per evitare che casi incresciosi come questo si ripetano? È quanto ci chiediamo in un'interrogazione a risposta scritta depositata oggi in Regione, in merito all'inchiesta delle Fiamme gialle di Belluno partita su segnalazione della Direzione medica dell'ospedale 'San Martino'. Dai controlli eseguiti dagli investigatori, risulterebbe infatti che solo il 5 per cento degli strumenti esaminati avessero il marchio "CE". Mentre tutta l'altra merce non era affatto conforme alla normativa del ministero della Salute. Come mai nessuno si è accorto che il restante 95 % degli strumenti medici era fallato? C'era qualche interesse in questo non voler vedere?! Evidenti sono poi "i possibili rischi derivanti da ciò: in particolare, il pericolo di contaminazione e infezioni, tanto per i pazienti quanto per il personale sanitario giornalmente a contatto con la strumentazione chirurgica. Quali sono, allora, ci chiediamo, gli ospedali della nostra regione coinvolti dall'inchiesta? Da quale anno, nelle nostre strutture ospedaliere, vengono usati strumenti chirurgici della ditta finita nel mirino della Finanza? E risultano segnalazioni anche da parte di Direzioni medico-ospedaliere emiliano-romagnole?

interrogazione strumenti chirurgici.doc

nucleare_nograzie.pngQualche giorno fa denunciammo che, ad ottobre, il Gruppo Consiliare del PD avanzò una risoluzione dove si chiedeva di investire nel nucleare di quarta generazione (sic). La risoluzione, la trovate nel file allegato sotto, era firmata anche da Gabriella Meo di SEL-Verdi e da Liana Barbati dell'IdV, oltre che da Monica Donini e Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra. Il Consigliere Gian Guido Naldi, di SEL, ci ha risposto piccatamente di essere da sempre anti-nuclearista, così come, ci ha detto, il suo partito a livello nazionale e ancor più regionale.
Capiamo che il Consigliere Naldi rivendichi la propria storia politica distinta da quella della sua collega di gruppo Gabriella Meo, ma entrambi - ci spiace per lui - appartengono allo schieramento SEL-Verdi. Dunque Naldi non dovrebbe disconoscere la firma di Gabriella Meo in calce alla risoluzione 556 di ottobre con la quale si intendeva impegnare la Giunta a 'sostenere con forza la ricerca scientifica nel campo del nucleare di quarta generazione'. Una verà assurdità. Per fortuna un nostro emendamento cancellò quella frase. Comunque non volevamo fare polemica, ma ci si siamo limitati a riportare dei fatti per ottenere una risposta univoca da parte di tutte le forze suppostamente anti-nucleariste: Naldi ce l'ha data, aspettiamo quella del PD. Se su questo tema lavoriamo tutti nella stessa direzione possiamo ottenere il risultato sperato.

Il Nucleare secondo il PD - la risoluzione della maggioranza.


ogg_556_EMENDAMENTO_risoluzione_nucleare_2010_26_10(2).doc

malasanita.jpegA Ferrara gli accessi al pronto soccorso (generale, ortopedico, oculistico, ostetricia e pediatrico) erano 69.542 nel 2000, sono diventati 78.699 nel 2010 (+ 9157). Una crescita conseguente anche all'invecchiamento della popolazione della città. Si tratta di 215 accessi al giorno, 365 giorni l'anno, che a seguito della chiusura del Sant'Anna, verranno trasferiti a Cona. Solo una parte di essi avviene tramite 118, moltissimi si recano in ospedale autonomamente o accompagnati dai famigliari.

I ricoverati rappresentano il 18,9% degli accessi (2010), con un trend in forte diminuzione (erano 23,6% nel 2000), in linea con la politica aziendale di riduzione dei ricoveri. Dunque l'anno scorso 63.848 casi (175 al giorno) sono stati risolti in giornata, con rientro a casa del paziente. Pensiamo all'importanza di tale servizio per gli anziani residenti in città, ma anche per i bambini, i cui genitori, in caso di emergenza (vera o presunta), ricorrono al pronto soccorso pediatrico (11.832 nel 2010, 32 al giorno) attualmente disponibile in città 24 ore al giorno. La chiusura del Sant'Anna complicherà anche l'assistenza ai parti, poiché il pronto soccorso di ostetricia e ginecologia, attualmente disponibile in città 24 ore al giorno, verrà trasferito a Cona.

Nessun capoluogo della regione è mai stato privato dell'ospedale e del pronto soccorso in città. A Bologna, Modena, Reggio, Parma, Piacenza, Ravenna, Rimini esiste almeno un ospedale con pronto soccorso in città, in ossequio all'elementare principio che l'erogazione del servizio deve avvenire più vicina possibile al baricentro dell'utenza.

Questi numeri per far capire che la chiusura del Sant'Anna sarebbe un pesante macigno anche per l'assistenza ordinaria (non in emergenza). Attualmente l'ospedale cittadino assicura moltissime prestazioni in day hospital (il paziente entra ed esce in giornata). Il dipartimento di medicina, l'anno scorso, ha gestito 8.185 accessi in day hospital, 26.053 il dipartimento medico specialistico, 2.826 quello chirurgico e 11.672 il dipartimento riproduzione ed accrescimento. Un esercito di pazienti che attualmente, in corso Giovecca, riceve le risposte diagnostiche e terapeutiche di cui necessita, in giornata e con un percorso ordinario. Cure molto importanti come chemioterapia e radioterapia sono attualmente disponibili in città, in day hospital. Ebbene domani, per le stesse prestazioni, ci si dovrà recare a Cona, al netto di quanti saranno gestititi dagli ambulatori e dalla casa della salute. Perciò è assai probabile che buona parte di quei pazienti dovrà, suo malgrado, diventare clientela della clinica privata prevista nell'area Sant'Anna.

Apprendiamo infine che al Sant'Anna é stata definita le procedura per la gestione extra ospedaliera del politrauma (incidenti). L'obiettivo prioritario è di ridurre la mortalità precoce e tardiva, utilizzando al meglio le risorse disponibili. Ci domandiamo se la nuova organizzazione garantirà anche la presenza 24 ore al giorno degli specialisti della Tac cerebrale, della Tac total body, della chirurgia vascolare e della banca del sangue, reparti attualmente gestiti in regime di reperibilità notturna e/o festiva. Il problema era già stato segnalato, nel caso della gestione dell'infarto, dagli specialisti che avevano redatto l'audit relativo, poichè anche l'emodinamica funziona in regime di reperibilità. Fino a quando il paziente dovrà sperare nella tempestiva chiamata e nel rapido arrivo in ospedale del medico reperibile?

Ricordiamo che il 16 e 17 Aprile Progetto per Ferrara e il Movimento 5 Stelle hanno approntato un referendum popolare auto-finanziato (che quindi non costerà una lira ai cittadini) per chiedere ai ferraresi se vogliano mantenere anche un presidio al Sant'Anna, in pieno centro. ABBIAMO BISOGNO DI VOLONTARI! Contatta Angelo Storari a.storari@comune.fe.it 329 9780480 per segnalare la vostra disponibilità.

ergo-colore-dicitura.JPGNel fornire a viale Aldo Moro la propria autocertificazione di non incompatibilità fra ruolo di Presidente dell'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori - ER.GO., ed altri impieghi, Angelo Di Giansante ha allegato un curriculum in cui ci sono svariate difformità rispetto a quanto riscontrabile alla Camera di commercio di Bologna. In particolare, sulla sua attività di costruttore ed albergatore. Cosa serve ancora alla Regione per dichiarare la decadenza della nomina, effettuata con delibera di Giunta?
Grazie a banali verifiche quali una visura camerale, o ancora più semplicemente la lettura di un indirizzo e-mail o un controllo sul web ci siamo accorti che Di Giansante ricopre ancora, al di là delle sue dichiarazioni di "pulizia" e correttezza, ruoli di primo piano in società che si occupano di servizi abitativi e di ristorazione. E che lo stesso ha primari e rilevanti interessi economici in attività che possono portare ad un evidente conflitto d'interessi con la carica pubblica esercitata. Un esempio su tutti? Nella homepage del sito http://www.costruzionidigiansantespa.it/ si legge: "L'impresa Di Giansante Costruzioni S.p.a. esiste ed opera da cinquant'anni nel settore delle costruz ioni nell'area bolognese. Negli ultimi anni diversifica il proprio campo d'azione allargando i settori d'intervento: la ricettività alberghiera e studentesca".
Anche se quindi viale Aldo Moro non aveva obbligo alcuno nel controllare un'autocertificazione il cui unico responsabile, anche dal punto di vista penale, resta il dirigente, come può accettare la Regione di restare con le mani in mano mentre un suo Ente perde di credibilità e prestigio?!".
Per questo abbiamo presentato un'interrogazione e una risoluzione.

italia-150.jpgChiediamo "che la festività del 17 marzo non venga computata come festività soppressa, ma bensì come un'autentica festa nazionale. Vi chiediamo di ingenerare nei lavoratori un senso di appartenenza allo Stato."
E' uno dei passaggi della nostra lettera indirizzata ai Presidenti Vasco Errani e Matteo Richetti.
Abbiamo condiviso la scelta della seduta solenne dell'Assemblea legislativa per dare il massimo risalto ai festeggiamenti dell'Unità. Crediamo tuttavia che l'Emilia-Romagna non abbia bisogno di assecondare il Governo Berlusconi nello 'scippo' del giorno di ferie che il Decreto Legislativo n. 5 del 22 febbraio 2011 ha perpetrato ai danni dei dipendenti: secondo noi non è giusto che i lavoratori siano privati della libera scelta di godere di un giorno di riposo, come invece avviene col decreto. Anche perché le motivazioni addotte dal Governo sono di tipo economico. Hanno il coraggio di dirlo dopo che hanno buttato centinaia di milioni di euro negando l'Election Day? Non scherziamo!


Andrea Defranceschi - Giovanni Favia
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
Assemblea legislativa regionale

f185bf79c1affe5064fcb096819d66b1.jpgFrancamente trasecoliamo: dopo una manciata di mesi dall'inaugurazione in pompa magna della nuova struttura (e anche seri problemi di gestione dei pazienti, fino al caso limite dell'anziana deceduta al Maggiore per una banale emorragia conseguente ad un intervento di protesi all'anca), nelle sale operatorie dell'ospedale di Vergato - sull'Appennino bolognese - vanno già sostituite le porte e il sistema di trattamento dell'aria. Chi paga per questi sprechi? Di oggi è infatti l'annuncio della Provincia che, per due mesi, al nosocomio dell'Appennino non si eseguiranno interventi. Sui malfunzionamenti nell'ospedale avevamo già presentato, all'inizio di dicembre, un'interrogazione a risposta immediata in Assemblea legislativa regionale. Interrogazione alla quale, guarda caso, l'assessore alla Salute Carlo Lusenti in persona ci rispose che la situazione era ampiamente sotto controllo e frutto di una più vasta progettualità di riorganizzazione della sanità nel Bolognese. Per cui, non c'era alcuna necessità né di una commissione d'inchiesta né di altri approfondimenti sul funzionamento della struttura. Di certo però, a due mesi dal decesso della pensionata per emorragia dopo un intervento, ci sono i disagi a cui continuano ad essere sottoposti i cittadini. Ora, e per due mesi, chi dovrà essere operato sarà prima trasferito a Porretta per l'intervento chirurgico e poi riportato a Vergato per il periodo di degenza. Contemporaneamente impariamo che, all'ospedale di Porretta, si trasferiscono dal Maggiore di Bologna interi reparti di degenti con le rispettive equipe mediche. Dopo i milioni di euro spesi per la struttura di Vergato e, a venti km, per quella di Porretta, chi risarcirà pazienti e famigliari dei disagi portati da questo nuovo modello di sanità migratoria?

interrogazione decesso Ospedale
Interogazione a Risposta in Aula Ogg. 812 Seduta 06 12 2010.doc

Fratelli piemontesi p.jpg"La vergogna di portare oggi un nome che fu tra i più gloriosi: Italia". Tranquilli: non siamo impazziti. È solo una frase tratta dal prologo di un saggio con cui il Capogruppo della Lega nord in Regione, Mauro Manfredini, ha scelto di festeggiare il 150° dell'Unità d'Italia. Il titolo del libro a firma Elena Bianchini Braglia, che il consigliere ha pensato di omaggiare a tutti i colleghi dell'Assemblea legislativa (usando soldi suoi, ci auguriamo!), è "Risorgimento. Le radici della vergogna". E nel retro di copertina si può leggere: "Risorgimento: uno stupro". Non che ignorassimo le posizioni dei leghisti circa l'unità d'Italia, ma francamente troviamo quantomeno di cattivo gusto celebrare l'Unità, in un consesso istituzionale quale l'Assemblea legislativa regionale, regalando un libro che usa la violenza sessuale come metafora del processo risorgimentale. Cosa dobbiamo aspettarci, da questi simpaticoni della Lega, per la seduta straordinaria dell'Assemblea fissata per mercoledì proprio per celebrare il 150°?!

Fabio "Aistan" Filippi, consigliere regionale Pdl dell'Emilia Romagna, è il Re Mida al contrario del nucleare. Quando lo nomina, il ritorno all'atomo in Italia si allontana.

Dopo il "memborabile" discorso del 26 ottobre 2010 all'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna , che è valso ad Aistan anche un brano rap a lui intitolato , il superconsigliere all'uranio si è ripetuto.

Intervistato da Radio Bruno il 10 marzo 2011 sul ritorno all'energia nucleare, in soli 50 secondi ha illuminato i cittadini con nuove profezie :

1)"L' Emilia Romagna ha votato a favore del nucleare (inesistente) di 4a generazione...."

Per super Aistan non è mai esistito l'emendamento presentato da Giovanni Favia (Movimento 5 Stelle) contro il nucleare di 4a generazione. Emendamento votato dalla maggioranza dei consiglieri regionali eletti proprio il 26 ottobre 2010.


2)"Il referendum sul nucleare fallirà perchè oramai non c'è più l'influsso negativo di Chernobyl...."....

Dopo queste dichiarazioni rilasciate nell'etere, il giorno seguente, o sarebbe meglio dire "The Day After", l'11 marzo in Giappone è successo quello che tutti purtroppo sanno con il ritorno dell'incubo nucleare collegato all'immane tragedia seguita al terremoto e lo tsunami.

Aistan Filippi, si è dimostrato ancora una volta il Re Mida al contrario che allontana il nucleare in Italia.

Il 12 giugno ricordiamoci di andare a votare contro il ritorno al nucleare e per l'acqua pubblica!. Non possiamo affidare il nostro futuro a questi apprendisti dell'energia!

istockphoto_14591553-cartoon-smartphone.jpgRiportiamo sotto le agenzie Dire di ieri sul nostro blitz per rendere pubbliche le commissioni in Regione. Un'idea - riprendere con i telefonini nelle stanze chiuse dove i partiti credono di poter fare i loro inciuci indisturbati - alla quale l'Ufficio di presidenza dell'Assemblea ha subito risposto rigidamente, affermando che sarebbe bastato che noi lo chiedessimo ufficialmente. Conosciamo il regolamento, e sappiamo che con una trafila burocratica è, a volte, possibile rendere pubblica parte di una commissione. Ma noi questa burocrazia non la vogliamo. L'ironia del Presidente dell'Assemblea Matteo Richetti non è sufficiente a nascondere la sua debolezza: per loro le porte aperte sono un'eccezione, per noi devono essere la regola.


ER) REGIONE. COMMISSIONI CHIUSE, BLITZ GRILLINI CON SMARTPHONE

FAVIA: PROVOCAZIONE, MA PRONTO PDL PER CAMBIARE REGOLAMENTO

(DIRE) Bologna, 11 mar. - Una provocazione, certo, ma 'sul serio'. Tanto che al blitz seguira' un progetto di legge per cambiare il regolamento dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna che da sempre vieta la presenza di 'pubblico' alle commissioni consiliari. I grillini, fin dalla campagna elettorale per le regionali, promisero di cambiare la norma: Giovanni Favia, fresco dell'esperienza al Comune di Bologna dove alle commissioni assistono solitamente giornalisti e cittadini, quasi stentava a credere che in Regione non funzionasse cosi'. In puro stile '5 stelle', Favia due giorni fa ha annunciato con un video su Facebook le sue intenzioni: "In commissione- dice riprendendosi con uno smartphone- non ci fanno entrare con le telecamere, non vogliono che vengano divulgate le loro chiacchierate". Dunque, aggiunge, "i cittadini non possono sapere come i politici dibattono e discutono sul loro futuro". Ma "noi entreremo col nostro telefonino, non si accorgeranno di niente perche' sono vecchi, vecchissimi, e cercheremo di aprire un canale di trasparenza". Detto fatto. "Ieri abbiamo fatto una ripresa col telefonino in terza commissione- riferisce Favia- ovviamente si tratta di riprese brevi perche' il mezzo non consente altrimenti, ma ci stiamo attrezzando per fare una diretta streaming".(SEGUE)


(Evi/ Dire)
12:45 11-03-11


(ER) REGIONE. COMMISSIONI CHIUSE, BLITZ GRILLINI CON SMARTPHONE -2-

(DIRE) Bologna, 11 mar. - A quanto pare gli altri consiglieri non si sono accorti di nulla, "a parte quelli che erano seduti vicino a me", racconta Favia. Quella di ieri, spiega il consigliere, era una provocazione, ma il Movimento 5 stelle fa sul serio. Tanto che ha pronto un progetto di legge sulla trasparenza per chiedere una revisione del regolamento che renda obbligatorie le riprese audio e video delle commissioni. "Il presidente dell'Assemblea legislativa, Matteo Richetti, prende tempo. Noi vogliamo che le
cose cambino in fretta". Del resto, conclude Favia, non si possono neanche accampare
problemi tecnici: "Gli strumenti ci sono, visto che per il Consiglio regionale la diretta streaming funziona gia'".

(Evi/ Dire)
12:45 11-03-11

La vicenda del Decreto legislativo "Romani" sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 3 marzo, è un perfetto esempio di improvvisazione e di politiche di corto respiro in un settore, come quello delle rinnovabili e in particolare del fotovoltaico, che meriterebbe ben altre attenzioni e competenze.

Che il bubbone dovesse scoppiare era chiaro, il costo totale per incentivare le sole rinnovabili vere, "assimilate" escluse, è salito vertiginosamente dai 2,5 miliardi di euro del 2009, ai 3,4 miliardi del 2010 fino ad oltrepassare quest'anno i 4 miliardi di euro e sorpasserà, si prevede, nel 2012 i 10 miliardi di euro annui. Per lo Stato finanziariamente insostenibile.
La strada scelta dal decreto, di modificare al ribasso le tariffe incentivanti stabilite dallo stesso Governo, solo 7 mesi fa, stabilendo, inoltre, che le disposizioni attualmente in vigore "si applicano alla produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici per i quali l'allacciamento alla rete elettrica abbia luogo entro il 31 maggio 2011", ripeto "allacciati" e non "autorizzati" e visti i tempi di Enel per l'allacciamento (90 gg.) una follia e un'ingiustizia per chi ha già investito. Non si cambiano le regole in corsa. Infine, il decreto legislativo rimanda ad un nuovo decreto ministeriale, da adottarsi entro il 30 aprile 2011 l'effettiva quantificazione degli incentivi (art. 25, commi 9 e 10), non fa altro che creare un'ulteriore caos normativo gettando, di fatto, l'intero settore nell'incertezza, senza contare gli innumerevoli contenziosi che si instaureranno.

Era necessario, invece, sciogliere da subito il nodo centrale, il fotovoltaico incentivato non doveva nascere per sostituire le produzioni agricole, ma per obiettivi di micro e media diffusione attraverso la solarizzazione dei tetti, andavano incentivati i cittadini nelle loro scelte verso una nuova consapevolezza in materia energetica, favorendo la produzione e generazione distribuita sul territorio, che ha il vantaggio fondamentale di ridurre le perdite dovute alla rete, inoltre, andavano privilegiati gli impianti integrati sull'involucro esterno degli edifici, che hanno molteplici vantaggi: occasione di riqualificazione architettonica, aumento di professionalità diffuse tra gli installatori artigiani, diffusione di conoscenza sul fotovoltaico tra le amministrazioni locali e tra i cittadini stessi.

E' evidente, in questa vicenda, anche la parte che sta giocando la grande lobby filonucleare, ma l'aver permesso speculazioni spropositate su terreni agricoli, anche pregiati, come quelle in Puglia e Veneto, a favore di grandi investitori finanziari o industriali, spesso stranieri, spesso multinazionali e l'aver consentito, a qualunque prezzo, il decollo di una tecnologia "buona" tacendo dell'enorme speculazione che ormai l'accompagnava, non è responsabilità solo dell'attuale Governo ma anche delle sue "opposizioni".
Come non ricordare il trattamento che mi è stato riservato, solo tre mesi fa nel dibattito in Aula, da parte della maggioranza di Centro-sinistra di questa Regione, quando il M5S ha cercato di far approvare un provvedimento tampone antispeculazione?

Ora la lobby delle rinnovabili industriali, dietro cui spesso si celano gli stessi delle fonti fossili se non la malavita, si sta muovendo mediaticamente per difendere i propri interessi, acquistando pagine sui quotidiani nazionali seminando confusione ed ignoranza.

Avete scritto in molti, alla mia casella di posta, sull'onda dell'emergenza, chiedendo una presa di posizione del M5S. Bene, io chiedo le immediate dimissioni del ministro Romani, per manifesta incapacità, ma non posso tacere su questi "contributi in bianco" che stanno drogando il mercato e che sono l'antitesi del nostro concetto di democrazia energetica.
Con i soldi delle nostre tasse stiamo finanziando i fondi d'investimento americani, vi rendete conto? L'Italia, per gli speculatori delle energie rinnovabili, è diventata la gallina dalle uova d'oro. Gli agricoltori piantano pannelli, invece che grano e la nostra imprenditoria si sta adagiando sulla rendita.

Io, con i soldi delle mie tasse, voglio finanziare le famiglie, i piccoli artigiani installatori, gli impianti sotto gli 0,5 Megawatt.

Chiudendo: decreto "Romani" bocciato per illegittimità amministrativa, tempi impropri e assenza di pianificazione.
Ma che sia chiaro, i contributi come li conosciamo oggi, vanno superati con una reale democrazia energetica e con una politica industriale, parole incomprensibili, sia per questo Governo, che per quelli precedenti targati PD.

Giovanni Favia

1civis.jpgContraddizioni all'interno del fascicolo di Irisbus sul Civis?! Capirai che novità: la cosa non stupisce affatto! La commissione Sicurezza per il filobus a guida ottica ha annunciato, in questi giorni, che impiegherà ancora un paio di mesi a stabilire una volta per tutte quello che noi sosteniamo da anni: ovvero che il Civis non è affatto a norma, e che nel frattempo si stanno spendendo centinaia di migliaia di euro della collettività per un progetto inutile. Quello che stupisce, invece, è che chi ha infilato la città di Bologna in questo ginepraio o lo difenda (vedi l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca) o se ne discosti, come il candidato sindaco del Pd Virginio Merola. Quand'era al fianco di Cofferati, l'ex assessore all'Urbanistica non vedeva nulla dello scempio che stava compiendo l'amministrazione comunale? Non basta ora dire che s'ispira a Chiamparino (come se fosse un merito, fra l'altro!): anche Merola è responsabile delle scelte della sua ex giunta, quindi che se ne vada a casa e lasci agli elettori del Partito Democratico la possibilità di eleggere una persona nuova e valida per il futuro della città.

zio_sam1.jpgA.A.A. cercasi Volontari a 5 Stelle per sabato 16 e domenica 17 aprile 2011

Progetto per Ferrara e il MoVimento 5 Stelle hanno indetto un referendum per chiedere ai cittadini ferraresi se vogliano mantenere o meno l'ospedale e il Pronto Soccorso nel centro storico della città estense.

Stiamo organizzando decine di gazebo elettorali, sia in città che nelle frazioni limitrofe, per consentire ai cittadini di esprimersi liberamente e non subire una decisione imposta dall'alto, frutto di uno strano concetto di razionalizzazione economica.

Ma per realizzare questa grande operazione di democrazia autofinanziata ci serve anche il tuo aiuto!

Ci occorrono:
40 Volontari, che, dalle 8,00 alle 20,00 (l'orario di voto è dalle 9 alle 19), diano la propria disponibilità a stare ai banchetti - per almeno uno dei due giorni.
Poi, naturalmente, ci servono i materiali! Quindi sedie, tavolini, biro, espositori, megafoni... Forza ragazze e ragazzi, mettetevi una mano sul cuore e venite a darci una mano!

Per dare la vostra disponibilità: Angelo Storari
a.storari@comune.fe.it
329 9780480

wonder-woman-8-marzo-mimosa.jpgAltroché mimose: occorre aumentare le pratiche che agevolino le donne nella vita di tutti i giorni! È con questo scopo che il Gruppo del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna ha depositato un Progetto di Legge per aumentare le aree di sosta "rosa" in Regione e favorire azioni di Mobilità solidale. In pratica, facilitare gli spostamenti e le soste alle donne che abbiano "transitorie difficoltà" di movimento legate alla gravidanza e al trasporto di neonati, o alla necessità di compiere visite o cure ospedaliere. Un modo utile per celebrare in maniera diversa la Festa della Donna. Nel giorno in cui le donne torneranno in piazza senza vessilli di partito e strumentalizzazioni, per parlare di pari opportunità e lotta alla violenza di genere, l'auspicio è quello di poter andare oltre l'idea delle aree sosta al femminile: il Codice della Strada non permette infatti di dare carattere autoritario alle aree "rosa": speriamo che il Legislatore venga sensibilizzato allora anche dal nostro Progetto di Legge, e lo modifichi. Intanto però il testo prevede l'istituzione di un contrassegno apposito, della validità di 24 mesi, da esporre sul parabrezza per l'identificazione certa di chi avrà diritto ad usufruire di questi nuovi spazi che verranno collocati presso ambulatori ginecologici, asili nido, uffici pubblici e ambulatori pediatrici. Invece di regalare una mimosa, optiamo per un gesto di civiltà. Ancor meglio, facciamo tutt'e due!

censura-vignetta.jpgAvevamo ragione noi! Ieri, la Prefettura di Ferrara ha sancito, una volta per tutte, il diritto di accesso del consigliere comunale di "Progetto per Ferrara" Valentino Tavolazzi (e di qualunque altro collega le richiedesse) alle registrazioni audio della riunione dei Capigruppo in Comune. Di più: ha suggerito all'amministrazione che la Commissione Statuto e Regolamento del Consiglio esamini seriamente le contraddizioni segnalate in merito da Tavolazzi. Un'azione, quella del consigliere, che ha impedito un clamoroso balzo indietro nella sacrosanta esigenza di trasparenza nelle istituzioni che i cittadini sentono ogni giorno di più.
Nei giorni scorsi, il Consigliere della lista civica aveva sollevato dubbi sulla legittimità delle recenti decisioni, assunte dal presidente del Consiglio Francesco Colaiacovo (Pd) - in accordo con altri capigruppo - di sospendere la registrazione audio della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, sostituendola con la mera verbalizzazione degli interventi. E, soprattutto, aveva criticato aspramente la scelta di non mettere a disposizione dei richiedenti neppure le registrazioni esistenti, successive all'adozione del provvedimento. Alla faccia della democrazia!
Ancora una volta si dimostra, invece, che la tecnica "fiato sul collo" dei consiglieri paga e dà i suoi frutti, sia in termini di maggior democrazia nelle istituzioni, che di trasparenza dell'azione politica e amministrativa. Insistere sui sacrosanti diritti di trasparenza favorisce l'avvicinamento delle istituzioni, in questo caso anche della Prefettura, all'esigenza di rispetto delle regole democratiche espressa dai cittadini.

Diritto_di_accesso_del_Consigliere_comunale_alle_registrazioni_delle_sedute_della_Conferenza_dei_Presidenti_dei_Gruppi_consiliari[1].pdf

calcio.jpgC'è un contratto fra la "Carburanti del Candiano Spa", del gruppo Setramar e il Ravenna Calcio: la sponsorizzazione a favore del club, però, è subordinata all'ottenimento dei "titoli autorizzativi per la realizzazione dello stabilimento industriale". Obiettivo: la costruzione di un impianto per la produzione di biodiesel da materie prime di importazione, e una nuova centrale elettrica da 53 MW nella città di Ravenna. Noi del Movimento 5 Stelle siamo entrati in possesso di questo documento, risalente al 2009, che ha aperto una breccia nell'intreccio fra politica e affari nella città romagnola. Ed è con questa prova in mano che ci domandiamo: è lecito vincolare una sponsorizzazione al buon esito della Valutazione di impatto ambientale (VIA) per un progetto d'impresa? Vorremmo infatti supporre che inceneritori da olii vegetali, centrali di produzione di biodiesel e pallone non siano parte di uno stesso mondo. Invece questo genere di legami ci fa sorgere più di un dubbio, anche perché Giuseppe Poggiali - presidente della "Carburanti del Candiano Spa" - ha firmato un contratto di sponsorizzazione pluriennale per un totale di 1,5 milioni di euro a fronte di un'esposizione mediatica risibile. Stiamo parlando di uno sponsor secondario, nemmeno presente sulle maglie, di una formazione che milita a metà classifica in Lega Pro, ex Serie C. Molte squadre di A non riescono ad arrivare ad ottenere tali cifre: che grande cuore questi imprenditori!! Che non ci prendano in giro. Sappiamo che il consenso dei cittadini passa anche attraverso il calcio, ne sa qualcosa Vidmer Mercatali, Senatore Pd, ex Sindaco della città e ora Presidente onorario del Ravenna Calcio. Oppure Maurizio Cevenini, a Bologna, o - per andare più su - il nostro Primo ministro col suo Milan. Chiediamo di far chiarezza a chi è competente, la Magistratura da una parte e le Istituzioni Regionali dall'altra. Presenteremo un'interrogazione alla Giunta regionale per conoscere nel dettaglio l'iter autorizzativo della VIA e consegneremo copia del documento di sponsorizzazione alla Procura, perché svolga le indagini che riterrà opportune. Anche tralasciando l'anomalia di questa sponsorizzazione (su cui non spetta a noi, ma agli organi preposti, dare un giudizio di merito) reputiamo scandaloso che con questo scambio sia stata autorizzata la realizzazione dell'ennesimo impianto inquinante in una città già fortemente provata dalle emissioni del polo chimico, di 4 inceneritori, dalle polveri rilasciate dalle attività portuali e dalla presenza di 25 siti industriali a rischio di incidente rilevante (RIR). E pensare che l'attuale Sindaco Matteucci insiste cocciutamente nell'imputare al traffico la maggiore responsabilità di inquinamento della nostra città! La Regione e la Provincia a fronte di quanto sta emergendo blocchino ogni autorizzazione!

I DETTAGLI DEL CONTRATTO FRA CARBURANTI DEL CANDIANO SPA e RAVENNA CALCIO

350.000 euro all'anno, IVA esclusa, da pagarsi in due rate da 175.000 l'una.
In cambio:
"Esposizione del marchio su rotor per un tempo di 4 minuti nel corso di ogni gara", "esposizione del marchio sulla panchina del quarto uomo", "pubblicità fonica allo stadio per n.2 passaggi da massimo 12 secondi per ogni gara", esposizione del marchio su calzoncini delle squadre del settore giovanile, esposizione del marchio presso il centro di allenamento di Glorie, esposizione del marchio nel back drop delle interviste presente all'interno della sala stampa, esposizione del marchio nelle locandine promozionali e nella distinta distribuita in tribuna Vip, esposizione del marchio nel sito internet ufficiale del Ravenna Calcio".
Poi una serie di attività di ufficio stampa, conferenza stampa di presentazione della sponsorizzazione, articolo pubblicato sulla rivista ufficiale del Ravenna e all'interno del sito internet della stessa società di calcio. N. 2 tessere di tribuna Gold, n. 4 tessere tribuna Vip, n.8 inviti alla cena di Natale degli sponsor del Ravenna, eventuali donazioni di biglietti durante la stagione, una visita dei giocatori in azienda (su specifica richiesta della "Carburanti"), volantinaggio allo stadio Benelli", utilizzo dell'identità visiva del Ravenna calcio.

"LA CONDIZIONE SOSPENSIVA"

Come si evince nel contratto entrato in nostro possesso snella parte iniziale del contratto e si spiega che "Carburanti" ha come oggetto sociale la produzione e commercializzazione di biodiesel e di energia elettrica" e "Carburanti ha avviato le pratiche per l'ottenimento delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione di uno stabilimento industriale per la produzione di biodiesel ed energia elettrica da oli vegetali nella zona portuale all'interno del sito petrolchimico multisocietario di Ravenna" poi molto interessante è la cosiddetta "condizione sospensiva" dove viene specificato che "l'accordo di sponsorizzazione è vincolato al verificarsi della situazione configurata in premessa ed essenziale e cioè che la Carburanti abbia ottenuto i titoli autorizzativi per la realizzazione dello stabilimento industriale meglio indicato in premessa entro il 31 dicembre 2009".
Ma non è finita. Per meglio tutelarsi da eventuali lungaggini il contratto continua così.
"Peraltro la validità della presente lettera d intenti verrà automaticamente prorogata di un ulteriore anno e cioè fino al 31 dicembre 2010 divenendo pertanto questo anche il termine finale per il verificarsi delle condizioni di cui sopra, qualora la stessa non si sia verificata entro il predetto termine entro il 31 dicembre 2009".
Teniamo presente che ad ottobre 2010 da Roma è arrivato il via libera da parte del Ministero ed ora l'iter è in mano a Regione Emilia Romagna e Provincia di Ravenna.

ospedale.jpgMantenere in città il Sant'Anna come piccolo ospedale d'eccellenza, con servizi mirati per la popolazione anziana e il Pronto soccorso. Ed aprire finalmente la nuova struttura di Cona, cercando di limitare al massimo i danni derivanti da un progetto scellerato. A questo mira il referendum lanciato dalla lista civica "Progetto per Ferrara" e dal Movimento 5 Stelle, e fissato per il weekend del 16 e 17 aprile. Una consultazione completamente autorganizzata e che, soprattutto, non costerà un solo centesimo ai cittadini perchè autofinanziata. Il referendum, come quello organizzato nel 2007 sulla centrale a turbogas e il potenziamento dell'inceneritore, sarà un'occasione per dare finalmente voce ai cittadini su un tema fondamentale come la salute. Un momento di vera (e utile) democrazia, alla faccia degli inutili banchetti per raccogliere firme contro Berlusconi, come fa il Pd con i soldi dei rimborsi elettorali. Nelle prossime settimane metteremo a punto la mappa dei banchetti gestiti da volontari a 5 stelle, a partire dal capoluogo fino alle cittadine dei dintorni. Come Barco, Pontelagoscuro, Francolino, Mizzana, Cassana, Porotto che saranno pesantemente penalizzate, in termini di servizi di emergenza, dal trasferimento dell'ospedale a Cona. E siamo certi che l'esito della consultazione potrà indurre la nostra classe politica a prendere finalmente in considerazione quello che noi chiamiamo il 'Piano B': mantenere in città, nell'area dell'attuale arcispedale, una struttura anche di degenza (100-200 posti letto) e soprattutto un Pronto Soccorso ancora degno di questo nome.

passante.jpgDomani pomeriggio Giovanni Favia sarà ospite (ore 15.30, Hotel Savoia Country House -via del Pilastro 2, Bologna) ad un incontro pubblico sul tema "Bologna .....proposte...per un rilancio delle Grandi Opere senza consumo di territorio". L'appuntamento, organizzato dal Comitato dei cittadini per un'alternativa al Passante autostradale Nord, sarà un'occasione in più per parlare di una nuova concezione delle Grandi Opere, di un futuro che ci veda sinceramente impegnati nella difesa del territorio e nella valorizzazione delle risorse esistenti. Partecipate numerosi!!!!!!!

Il fatto che il Ministro dell'Interno Maroni abbia annunciato che NON si farà l'Election Day è il chiaro segnale della volontà di affossare i referendum (due sull'acqua, uno contro il nucleare, uno sul legittimo impedimento) facendo mancare il quorum e non ascoltando quindi - in realtà - la volontà dei cittadini. Maroni ha fissato per il fine settimana centrale di Maggio (il 15 e 16) le elezioni Amministrative, mentre sembra che al voto referendario si andrà il 12 giugno. Sempre la solita storia, insomma: tanta fatica per raccogliere le firme e poi una decisione così, che rende difficile il cammino dell'approvazione del quesito. Senza considerare l'enorme spreco di denaro che subiranno tutti i cittadini: la doppia data comporta una spesa extra di circa 300 milioni di euro, che sicuramente farebbero comodo in altri settori... (sono un quinto di quel che investiamo annualmente in cultura a livello nazionale, per esempio).

centrale.jpgChe vergogna! Contro il parere dei cittadini, e parandosi dietro la scusa dei nuovi posti di lavoro e dei parametri di legge apparentemente rispettati, lunedì scorso la Conferenza dei servizi sul progetto per la Centrale a biomasse di Russi si è conclusa con un via libera. Ma noi non ci fermeremo nemmeno di fronte a questa decisione: appoggeremo il ricorso al Tar già annunciato dall'associazione Clan-destino, e continueremo a batterci contro lo scellerato progetto. In sede di Assemblea legislativa, il consigliere Pd Mario Mazzotti si era addirittura spinto a sostenere che, dopo l'apertura della centrale nel Ravennate, non ci sarà un incremento di Co2. Né è così certo il collega? E non ha nessun peso, per la Maggioranza in Regione, che alla discussione della nostra risoluzione contro Russi - a fine ottobre - Sel, Federazione della sinistra e Italia dei valori avessero votato con noi, insieme a a Lega Nord e a quei pochi Consiglieri del Popolo delle Libertà rimasti? Eh già... I pochi Consiglieri... Perché se quel pomeriggio del 26 ottobre 2010 i pidiellini fossero stati tutti e 11, e non solo 3 in aula, a quest'ora la centrale sarebbe già stata bloccata per sempre. Avremmo già vinto! Invece no, sui giornali leggiamo lo sconforto del povero GianGuido Bazzoni che si lagna perché la sua risoluzione del 3 novembre non è ancora stata discussa. La nostra era del 16 giugno precedente, ed è stata discussa oltre 4 mesi dopo. Ma la nostra domanda è più semplice. Cos'aveva da fare di così urgente quel giorno di assemblea per lasciare con tanta fretta l'aula, assieme a vari suoi colleghi? Perché non è rimasto? Dovrebbe spiegare questo ai cittadini.
Ora, la palla passa alla Giunta regionale che dovrà deliberare formalmente la Valutazione di Impatto Ambientale: l'assessore Gian Carlo Muzzarelli ha quindi l'ultima chance per fare la scelta giusta. In alternativa noi proponiamo - vista la sempre crescente disoccupazione ed emergenza ambientale - di convertire l'ex zuccherificio in un impianto di riciclo "stile Vedelago" (vedi www.centroriciclo.com). I posti di lavoro sarebbero enormemente di più, e i costi più ridotti. Inoltre, innoveremmo la filiera del trattamento dei rifiuti introducendo un circolo virtuoso nella stessa, e le emissioni di Co2 sarebbero pari a zero oltre alla salute dei cittadini tutelata.

errlus.jpgE così alla fine si scopre che i nostri sospetti erano fondati. Eppure il Presidente Vasco Errani non esitò ad invitarci a 'non tirare fango sulla sanità emiliana', quando invece le nostre erano accuse circostanziate ad alcuni elementi della dirigenza. Ci riferiamo alla tragica morte della signora Loredana Mainetti, a settembre, in seguito a complicanze sorte dopo la rimozione di un polipo. Allora chiedemmo chiarimenti e approfondimenti, ma tutto quel che fu in grado di dirci l'Assessore Lusenti fu che avrebbe istituito una commissione. Perfetto, in tre settimane la commissione sentenziò che era andato tutto bene... Il Presidente Errani ci accusò di strumentalizzare la vicenda. Invece no, avevamo dati concreti e testimonianze per dire che c'era qualcosa di storto. Ricevemmo anche molte e-mail personali infamanti quando invece il nostro unico intento era quello di sollevare il tappeto sotto il quale si nascondono i problemi della sanità regionale, e non certo attaccare il personale. Fummo l'unica forza politica a pubblicare la lettera dei sindacati contro la gestione D'Imperio. Ora che la perizia medica ha confermato che Loredana Mainetti poteva essere salvata 'con elevata probabilità' ci piacerebbe sapere cos'ha da dirci il Presidente. Ormai dall'Assessore Carlo Lusenti non ci aspettiamo più nulla: un uomo responsabile si sarebbe già dimesso almeno tre volte, invece lui è ancora lì. Allora chiediamo che lo rimuova Errani. E' incredibile ma Lusenti sembra inchiodato a quella poltrona, nonostante le numerose prove della sua incompetenza, dall'amianto alla paziente di Vergato morta in seguito ad un intervento all'anca. Lusenti invece continua a minimizzare tutto, sempre, sistematicamente. La sua commissione d'indagine sul Caso-Mainetti recitava che 'non c'è stata incuria' nel curare la paziente. Ci rendiamo conto? Da settimane e settimane stiamo preparando una risoluzione, protocollata oggi, ricca di dettagli e circostanze per chiedere la sospensione del primario Nicola D'Imperio e della Dottoressa Paola Billi, che eseguì l'intervento.


LA COMMISSIONE DI LUSENTI SCAGIONAVA TUTTI...

LA NOSTRA RISOLUZIONE

Forse sarebbe stato meglio che fosse passata sotto silenzio, ma ieri il Popolo delle Libertà, con la sottoscrizione di tutti i suoi consiglieri, ha presentato una risoluzione per impegnare la Giunta Regionale a chiedere al Governo di "sensibilizzare" la NATO a promuovere un intervento militare in Libia. Ma ci rendiamo conto? Vogliono fare la guerra alla Libia!
Si sono già scordati che il loro Capo era quello che faceva il baciamano a Gheddafi (vedi video sopra), quello che aveva permesso al Rais di impiantare il suo colorito accampamento al Gianicolo di Roma, quello che lo ringraziava per avergli insegnato l'arte del bunga-bugna, quello del 'Trattato d'amicizia' Italia-Libia? Va bene che essere delle banderuole non sembra scandalizzare più nessuno ma gli Italiani non hanno la memoria poi così corta, e non si lasceranno prendere per il naso. Il comportamento del PdL sul la faccenda, in Italia e in Regione, è all'insegna dei voltagabbana, dell'improvvisazione e - 'mi consenta' - del ridicolo.

Facciamoci anche altre due domandine...

Ci sembra anche strano che nel comitato Silvio per il Nobel (per la Pace!), comitato al quale Fabio Filippi ha aderito (www.silvioperilnobel.it) sia citato il suo grande rapporto con Gheddafi...

E poi ci interroghiamo ancora. Quale sarà ora la posizione di Matteo Riva e dell'IdV su Gheddafi? Vi ricordate la sua amicizia e i suoi rapporti di affari col Rais libico? Se ve li siete scordati, sono solo di pochi mesi fa, ecco qui un link utile... CLICCA

Il mese a 5 stelle
Newsletter
Trasparenza
RSS
Siti Amici
Iscriviti al MoVimento 5 Stelle
Archivi e categorie

   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons