Ci hanno risposto evasivamente. Hanno detto che cercavamo di coprire di fango la sanità emiliana, quando invece il nostro intento è quello di portare scoperchiare il pentolone dell'intreccio fra politica e malasanità, per salvare il tantissimo buono che c'è fra infermieri, medici, operatori sanitari. Poi hanno istituito una commissione che ha detto che tutto s'era svolto regolarmente, anche se una paziente era morta (succede, in effetti, non è questo il punto). Peccato che le perizie successive abbiano stabilito che la signora potesse essere salvata con buone probabilità. Poi hanno censurato la seduta dell'assemblea legislativa in cui volevamo discutere del fatto: niente personale, niente giornalisti, niente diretta streaming e niente verbale. Ottimo posto dove coprirci di insulti e dirci che mentivamo. Ma non mentivamo, visto che pochi giorni dopo il primario e i medici di cui parlavamo noi sono stati raggiunti dall'avviso di fine indagini. Non ci hanno chiesto scusa, e noi siamo sempre più sicuri di andare avanti per eliminare il marcio nel nostro sistema. Adesso sbianchettateci questa.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Premesso
• che il 25/9/2010 si è verificato il decesso di una paziente di 59 anni, avvenuto dopo una endoscopia operativa presso l'Ospedale Maggiore di Bologna, per cui 4 medici, tra i quali il direttore della U.O. di Gastroenterologia e la dottoressa che aveva eseguito la polipectomia, della stessa U.O. dell'Ospedale Maggiore, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo;
• che nel periodo tra il 20/10/2010 e il 15/11/2010 sono decedute altre 2 persone dopo o durante una endoscopia interventistica eseguita dalla stessa operatrice, di cui all'intervento precedente e sempre eseguita presso l'Ospedale Maggiore;
• che il 21/4/2011 è deceduto un altro paziente, di 75 anni, sempre presso l'Ospedale Maggiore, subito dopo un'endoscopia e, precisamente, nel corridoio antistante l'endoscopia digestiva, dove era stato "lasciato" per la mancanza di una adeguata Sala risvegli;
considerato
• che 4 eventi di tale portata, nel volgere di pochi mesi, non possono certo essere dovuti a "coincidenze";
• che già da anni i medici dello stesso reparto avevano denunciato le gravi problematiche all'interno dell'U.O. di Gastroenterologia e l'inadeguatezza delle scelte del direttore dell'U.O. stessa;
• che non vi è stata alcuna risposta, da parte della Direzione dell'AUSL, come, invece, invocato da parte dei sindacati dei medici;
Interroga la Giunta e l'Assessore competente per sapere
come mai l'AUSL non si sia attivata, analogamente ad altre occasioni in passato, prima nel cercare di prevenire tali eventi, con incontri con il personale medico, poi con la sospensione del direttore dell'U.O. di Gastroenterologia, responsabile diretto di ogni accadimento nel reparto;
se sia vero che la responsabilità dell'endoscopia interventistica dell'Ospedale Maggiore fosse stata affidata proprio alla dottoressa responsabile dei primi tre incidenti mortali, cioè colei che la perizia, del medico legale incaricato dal Pubblico Ministero, definisce "inesperta";
se sia vero che la recente (in quanto risalente a circa 1 anno fa) ristrutturazione delle sale endoscopiche dell'Ospedale Maggiore abbia previsto una Sala risvegli, non attrezzata per le emergenze e senza sorveglianza infermieristica, al contrario delle comuni regole adottate in questi casi e contro le obiezioni degli infermieri dell'endoscopia digestiva;
come sia possibile che durante le recenti procedure per l'accreditamento sia stato dato un parere favorevole anche alla U.O. di Gastroenterologia dell'Ospedale Maggiore, nonostante le evidenti inadempienze nella gestione del reparto stesso;
se siano necessari altri decessi prima che la direzione dell'AUSL prenda, finalmente, una decisione riguardo alla U.O. di Gastroenterologia dell'Ospedale Maggiore ed al suo direttore;
quali siano le reali motivazioni che impediscono, all'assessore regionale ed alla direzione dell'AUSL, di operare secondo quella che sarebbe una loro precisa responsabilità continuando, pervicacemente, nella protezione di persone inadeguate al loro compito e potenzialmente arrecatrici di nocumento alle vite dei cittadini loro affidate in cura;
se, a fronte dell'inerzia degli organismi di controllo a ciò deputati, non sia, sommamente urgente, sottoporre il caso alla "Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari", affinché si faccia chiarezza sulla reale gestione della sanità in Emilia-Romagna, svelando trame e protezioni che impediscono i corretti adempimenti degli organismi di controllo, consentendo, così, la rimozione dei responsabili, diretti ed indiretti, dei gravi errori, inadempienze ed inefficienze che hanno causato e continuano a causare incidenti mortali presso l'U.O. di Gastroenterologia dell'Ospedale Maggiore.
Bologna, 3 maggio 2011
Il Consigliere
(Giovanni Favia)