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MoVimento 5 Stelle

Aprile 2011

Ascolta e condividi i nostri spot per il tour semestrale! Prime tappe: Bologna il 2 maggio, Rimini il 3, Ravenna il 5.

SPOT Bologna

SPOT Rimini

SPOT Ravenna


È passato ormai un anno da quando siamo entrati in Assemblea Regionale grazie alle 161.056 stelle che brillarono nel cielo dell'Emilia-Romagna. Proprio per non far affievolire la speranza che si accese quel fatidico 28 di marzo 2010 abbiamo deciso e fortemente portato avanti l'idea di sperimentare una nuova forma di politica dove il controllo sociale dei cittadini sui loro dipendenti, i politici eletti, sia un valore irrinunciabile.
È quindi la seconda volta che organizziamo una verifica per ogni singola provincia dell'Emilia-Romagna, presentandoci davanti ai nostri elettori.
Ma che cosa sarà questa serata? Un'assemblea provinciale di partito? Un politburo allargato? Un tribunale del popolo? Niente di tutto questo. La serata si rivolgerà direttamente ai cittadini "con l'elmetto" che hanno votato per il MoVimento, assegnandoci un'enorme fiducia e responsabilità che noi ci sentiamo di condividere con voi. Desideriamo trasformare il voto "a perdere" per i partiti tradizionali in un voto "a rendere", quello per il MoVimento.
Illustreremo il lavoro svolto in regione, spiegheremo le difficoltà, gli errori, le vittorie e tutto quel che ne è conseguito.
Noi rappresentanti del Movimento 5 Stelle non scappiamo col vostro voto, piazzandoci sulle nostre comode poltrone per cinque anni. Noi siamo qui davanti a voi senza niente da nascondere, forti del nostro impegno.

Voi, nostri elettori e sostenitori, potrete decidere:
Non siete soddisfatti del nostro operato? Votate NO, e mandateci a casa.
Condividete il nostro lavoro? Allora votate SI per confermarci altri sei mesi.

Siamo dei cittadini "prestati alla politica" e per noi tutto questo è sacrificio, pesanti responsabilità, passione e non un privilegio da difendere o tutelare, quindi, con piacere, controllateci pure.
Abbiamo rinunciato a buona parte del nostro stipendio, ad un milione di euro di rimborsi elettorali. Non ci interessano i soldi, ma cambiare questo Paese. Noi siamo diversi.

Andrea Defranceschi * Giovanni Favia

malasan.jpgCi hanno risposto evasivamente. Hanno detto che cercavamo di coprire di fango la sanità emiliana, quando invece il nostro intento è quello di portare scoperchiare il pentolone dell'intreccio fra politica e malasanità, per salvare il tantissimo buono che c'è fra infermieri, medici, operatori sanitari. Poi hanno istituito una commissione che ha detto che tutto s'era svolto regolarmente, anche se una paziente era morta (succede, in effetti, non è questo il punto). Peccato che le perizie successive abbiano stabilito che la signora potesse essere salvata con buone probabilità. Poi hanno censurato la seduta dell'assemblea legislativa in cui volevamo discutere del fatto: niente personale, niente giornalisti, niente diretta streaming e niente verbale. Ottimo posto dove coprirci di insulti e dirci che mentivamo. Ma non mentivamo, visto che pochi giorni dopo il primario e i medici di cui parlavamo noi sono stati raggiunti dall'avviso di fine indagini. Non ci hanno chiesto scusa, e noi siamo sempre più sicuri di andare avanti per eliminare il marcio nel nostro sistema. Adesso sbianchettateci questa.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Premesso

• che il 25/9/2010 si è verificato il decesso di una paziente di 59 anni, avvenuto dopo una endoscopia operativa presso l'Ospedale Maggiore di Bologna, per cui 4 medici, tra i quali il direttore della U.O. di Gastroenterologia e la dottoressa che aveva eseguito la polipectomia, della stessa U.O. dell'Ospedale Maggiore, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo;
• che nel periodo tra il 20/10/2010 e il 15/11/2010 sono decedute altre 2 persone dopo o durante una endoscopia interventistica eseguita dalla stessa operatrice, di cui all'intervento precedente e sempre eseguita presso l'Ospedale Maggiore;
• che il 21/4/2011 è deceduto un altro paziente, di 75 anni, sempre presso l'Ospedale Maggiore, subito dopo un'endoscopia e, precisamente, nel corridoio antistante l'endoscopia digestiva, dove era stato "lasciato" per la mancanza di una adeguata Sala risvegli;

considerato

• che 4 eventi di tale portata, nel volgere di pochi mesi, non possono certo essere dovuti a "coincidenze";
• che già da anni i medici dello stesso reparto avevano denunciato le gravi problematiche all'interno dell'U.O. di Gastroenterologia e l'inadeguatezza delle scelte del direttore dell'U.O. stessa;
• che non vi è stata alcuna risposta, da parte della Direzione dell'AUSL, come, invece, invocato da parte dei sindacati dei medici;


Interroga la Giunta e l'Assessore competente per sapere

 come mai l'AUSL non si sia attivata, analogamente ad altre occasioni in passato, prima nel cercare di prevenire tali eventi, con incontri con il personale medico, poi con la sospensione del direttore dell'U.O. di Gastroenterologia, responsabile diretto di ogni accadimento nel reparto;
 se sia vero che la responsabilità dell'endoscopia interventistica dell'Ospedale Maggiore fosse stata affidata proprio alla dottoressa responsabile dei primi tre incidenti mortali, cioè colei che la perizia, del medico legale incaricato dal Pubblico Ministero, definisce "inesperta";
 se sia vero che la recente (in quanto risalente a circa 1 anno fa) ristrutturazione delle sale endoscopiche dell'Ospedale Maggiore abbia previsto una Sala risvegli, non attrezzata per le emergenze e senza sorveglianza infermieristica, al contrario delle comuni regole adottate in questi casi e contro le obiezioni degli infermieri dell'endoscopia digestiva;
 come sia possibile che durante le recenti procedure per l'accreditamento sia stato dato un parere favorevole anche alla U.O. di Gastroenterologia dell'Ospedale Maggiore, nonostante le evidenti inadempienze nella gestione del reparto stesso;
 se siano necessari altri decessi prima che la direzione dell'AUSL prenda, finalmente, una decisione riguardo alla U.O. di Gastroenterologia dell'Ospedale Maggiore ed al suo direttore;
 quali siano le reali motivazioni che impediscono, all'assessore regionale ed alla direzione dell'AUSL, di operare secondo quella che sarebbe una loro precisa responsabilità continuando, pervicacemente, nella protezione di persone inadeguate al loro compito e potenzialmente arrecatrici di nocumento alle vite dei cittadini loro affidate in cura;
 se, a fronte dell'inerzia degli organismi di controllo a ciò deputati, non sia, sommamente urgente, sottoporre il caso alla "Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari", affinché si faccia chiarezza sulla reale gestione della sanità in Emilia-Romagna, svelando trame e protezioni che impediscono i corretti adempimenti degli organismi di controllo, consentendo, così, la rimozione dei responsabili, diretti ed indiretti, dei gravi errori, inadempienze ed inefficienze che hanno causato e continuano a causare incidenti mortali presso l'U.O. di Gastroenterologia dell'Ospedale Maggiore.


Bologna, 3 maggio 2011

Il Consigliere
(Giovanni Favia)

bus.jpgCome rispondere per non rispondere nulla...L'assessore Alfredo Peri e lo stesso presidente Vasco Errani si sono trincerati dietro la scusa che ormai siamo a metà anno e i soldi dal Governo non sono arrivati. Che occorre avere una 'cassa' prima di poter fare investimenti. Tutte scuse: quando servono i soldi la Regione li trova, come per coprire i buchi di bilancio delle ASL malgestite. Le scelte di come distribuire i fondi sono scelte soprattutto politiche! E i cittadini emiliano-romagnoli non possono continuare a pagare biglietti raddoppiati per un servizio di trasporto pubblico dimezzato, in attesa che la Regione ottenga i finanziamenti da Roma. Invece, questa mattina l'assessore regionale ai Trasporti si è lavato la coscienza così, rispondendo alla nostra interrogazione a risposta immediata in aula. "Motivando il tutto con l'imminenza dei tagli ai trasferimenti di fondi da Roma - chiariva l'interrogazione - a dicembre dell'anno scorso la Regione Emilia-Romagna ha proceduto ad aumenti tariffari generalizzati sui mezzi di trasporto pubblico". Per citare solo il caso di Bologna, il biglietto in vettura sui bus è passato da 1€ a 1,50€, la corsa semplice da 1€ a 1,20€, il citypass da 8,50€ a 11€, un biglietto di FER per il servizio extraurbano 2 zone da 1,60€ a 2€. "Parallelamente agli aumenti, poi - sottolinea Favia - i gestori dei servizi hanno operato anche riduzioni di tratte, linee e corse". Peccato che, successivamente agli annunciati tagli, "l'accordo raggiunto il 16 dicembre 2010 fra Governo e Regioni sul finanziamento del trasporto pubblico locale (TPL) prevedesse, per il 2011, il trasferimento alle Regioni di 425 milioni di euro di risorse aggiuntive". Risorse finanziarie che, "dal 2012, per questo servizio verranno trovate grazie alla compartecipazione delle Regioni al gettito fiscale derivante dall'accisa sul carburante. Ma nonostante questo, i cittadini continuano a pagare biglietti aumentati per poter lasciare la propria auto a casa." Com'è possibile che per avere diritto ai mezzi pubblici i cittadini debbano essere penalizzati?

LEGGI l'ARTICOLO PUBBLICATO SU IL FATTO QUOTIDIANO

Il testo integrale della nostra interrogazione:
interrogazione_a_risposta_immediata_TPL_aumenti_ingiustificati.doc

aeroporto.jpgLa scorsa settimana, in Commissione Mobilità, abbiamo avuto un lampante esempio di come l'amministrazione getti il denaro pubblico dalla finestra. Che amarezza...L'assessore ai Trasporti Alfredo Peri, da tre mandati in plancia di comando, ha ammesso che 'l'Emilia-Romagna è "in affanno" nella costruzione di un sistema un po' più integrato rispetto a quello esistente'. Bella scoperta, con quattro aeroporti in meno di 200 chilometri! È chiaro che la situazione peggiore sia il dualismo Forlì - Rimini. Nel pozzo senza fondo del Ridolfi da anni e anni la Regione butta soldi, ma nonostante tutto la perdita dell'anno è 9,5 milioni. Il Fellini ha più potenziale, ma comunque perde 2 milioni. La brillante soluzione è fare una holding! Che, in pratica, significa creare una nuova società - cioè nuove poltrone da spartire fra gli amici - per gestire le altre due. E secondo quale piano industriale? 'Io non lo so - ha ammesso con sconcerto lo stesso Peri, e infatti il piano non esiste. Ma almeno, con che percentuali tra i soci? Non sanno nemmeno questo: Peri parla di 'fusione', mentre il relatore Pd Tiziano Alessandrini nella presentazione della legge parla di 'holding'. Ma intanto l'Emilia-Romagna si prepara a elargire 3 milioni di Euro. 'Ma da che cilindro è stata estratta proprio la cifra di 3 milioni?!' Abbiamo chiesto in Commissione. 'È un calcolo umanistico' - ha chiosato Peri. E poi, cos'è tutta questa fretta? Visto che le elezioni imporranno a Rimini un nuovo Sindaco, credo sarebbe meglio aspettare la sua posizione'. Servono commenti?!?

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verlicchi-hera.JPGQuesta mattina siamo andati a lottare a fianco degli operai della Verlicchi davanti alla sede bolognese di Hera in viale Berti Pichat. I delegati dei lavoratori erano lì davanti per protestare contro l'atteggiamento vergognoso che la nostra società partecipata ha manifestato, e purtroppo non per la prima volta. Questo caso è solo la punta di un iceberg: ci eravamo già occupati di situazioni analoghe ai tempi del Consiglio Comunale. Qui assistiamo al fatto che Hera non abbia ancora riattaccato la corrente alla Verlicchi, bloccandole di fatto il lavoro. In questo modo l'azienda meccanica sta perdendo circa 10.000 € al giorno di possibili ricavi, dato che ha già riottenuto alcune commesse da Ducati e Bmw. Questo problema, comunque, avrebbe anche potuto essere aggirato rivolgendosi ad altri fornitori. L'aspetto più grave è che Hera vanta 250.000 € di crediti e li esige con una prelazione rispetto agli stipendi dei lavoratori!
È un atteggiamento indegno, freddo e insensibile, paragonabile a quello delle peggiori banche. Hera è una società che gode di ottima salute, non ha certo bisogno di esigere con urgenza un pagamento di tale entità. Per la Verlicchi, invece, che cerca di ripartire, quei soldi sono importanti. L'arroganza di Hera rischia di tarpare le ali alla rinascita della fabbrica di Zola Predosa. E i politici che fanno? Blaterano di voler aiutare il tessuto economico e poi accettano che un'azienda partecipata come Hera soffochi le imprese in un momento così delicato? Crediamo sia tempo di rivedere questo rapporto fra politica e impresa. Questa mattina la pressione dei lavoratori e dei giornalisti ha indotto Hera a cambiare rotta, sensibile solo al ritorno di immagine. È però un metodo dal respiro corto, miope e pericoloso: è già avvenuto che Hera si sia comportata in maniera impropria per una società a partecipazione pubblica, che dovrebbe comprendere il momento di difficoltà imprenditoriale e stare al fianco delle imprese. Scriveremo a Daniele Manca, a capo del Patto di Sindacato, per chiedere di modificare il codice etico della multiutility. I lavoratori plaudono le parole di Castagna, ma come si fa ad applaudire chi sostiene ancora che chiederanno la prelazione al curatore fallimentare? Hera vergogna!

Dal 1972 ad oggi l'Istituto di Gattatico (RE) dedicato a papà Alcide Cervi, testimone della Resistenza prima e figura emblematica del Dopoguerra poi, custodisce - con decine di incontri, pubblicazioni ed iniziative all'anno - la memoria dei sette fratelli Cervi trucidati dai fascisti nel dicembre '43 e la storia delle campagne, delle lotte democratiche e dei valori antifascisti alla base del nostro Paese. Dire, come fa il Consigliere regionale Pdl Fabio Filippi, che svolga 'un'attività di scarso rilievo culturale e sociale' è falso, dal cinico punto di vista della produzione di appuntamenti come dal più alto e imponderabile livello della promozione culturale. Ed è pure offensivo e grottesco, a pochi giorni dalla festa della Liberazione. Oggi, Filippi ha annunciato che depositerà un'interrogazione volta a chiedere al presidente Vasco Errani il taglio dei contributi a Casa Cervi. Si tratta di una politica strumentale e fuori luogo per modi e tempi, oltretutto (e non a caso) avanzata da un esponente di destra. Senza voler essere tacciato di 'benaltrismo', altri sono per noi gli sprechi cui la Regione Emilia-Romagna dovrebbe mettere mano. Non certo le già striminzite finanze destinate alla Cultura per l'anno appena iniziato. "Grazie" ai tagli governativi agli Enti locali, l'Emilia-Romagna avrà a disposizione ben 12milioni di euro in meno. E tutto questo mentre il turismo culturale nella nostra regione non fa che aumentare. È proprio un'ottima idea allora, quella di Filippi, di segare ulteriormente le iniziative che richiamano studiosi e turisti lungo la via Emilia. Invece di iniziare a pensare ad una seria decurtazione dei privilegi di noi consiglieri, a partire da un serio taglio a indennità e rimborsi...

Federico Aldrovandi.jpgSiamo all'assurdo. Non ci resta che manifestare il nostro affetto e la nostra solidarietà a Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi. Che dopo aver perso il figlio appena diciottenne nel corso di un drammatico controllo di polizia, ora andrà a processo per aver criticato il magistrato che, in prima battuta, condusse le indagini sulla morte del ragazzo lavorando solo su di lui e sull'ipotesi della sua assunzione di droghe. Mamma Patrizia, che dal palco di Woodstock a settembre scorso aveva raccontato insieme al marito e al giornalista Rai Filippo Vendemmiati il documentario sulla vicenda giudiziaria legata alla morte di Federico, sarà processata il 1 marzo 2012 con l'accusa di diffamazione nei confronti della Pm Mariaemanuela Guerra, insieme a giornalisti della Nuova Ferrara, per le critiche che fece alla prima inchiesta sull'accaduto. Ma se non fosse stato per la caparbietà e il coraggio di questa famiglia, il decesso di Federico sarebbe stato liquidato per sempre come un incidente. Per questo mandiamo alla famiglia di Aldrovandi un grande abbraccio virtuale.

Che figura questo PD!

E menomale che eravamo ineleganti e faziosi a sollevare dubbi. In occasione della convalida degli eletti in Assemblea Regionale, il 3 giugno dell'anno scorso, fummo gli unici a non votare la nomina della collega consigliera Pd Daniela Montani. Nulla di personale contro di lei, ovviamente. Ma ci pareva che la valutazione sulla sua eleggibilità fosse stata svolta con una certa superficialità da parte dell'Ufficio di Presidenza. Evidentemente, se anche la Corte d'Appello di Bologna ha dato ragione a Marco Barbieri (sempre Pd) - primo dei non eletti a marzo 2010 nella lista Pd in provincia di Reggio -, qualche problemino nella scelta di Montani ci fu".
La notizia è che anche il secondo grado di giudizio ha dato ragione a Barbieri sulla legittimità della sua elezione a consigliere regionale al posto della collega Montani. La sentenza d'appello è immediatamente esecutiva, a meno che la consigliera Montani non ne ottenga (dalla stessa Corte che le ha dato torto) la sospensiva in vista di un ulteriore ricorso in Cassazione.
Il Partito democratico aveva voluto escludere il 7% degli elettori dell'Emilia-Romagna dall'Ufficio di presidenza (cioè il Movimento 5 Stelle) scegliendo di assegnare ogni posto dell'Opposizione al PdL. Quindi, a suo tempo, non avemmo modo di discutere la questione nella sede appropriata.
In Assemblea, però (era il 3 giugno scorso), chiedemmo lo stralcio della votazione di Montani e al momento del voto per non rischiare un voto amministrativamente illeggittimo, uscimmo dall'Aula. Addirittura da parte del consigliere regionale Maurizio Cevenini, ora anche capolista di Virginio Merola alle Comunali, era arrivato l'invito a ritirare la nostra richiesta di approfondimento della questione. Mentre il Capogruppo Pd in Regione, Marco Monari, parlava di "atteggiamento sgradevole" da parte nostra, nel sollevare dubbi sull'eleggibilità di una collega presente in aula. Sarebbe elegante, ora, che qualcuno ci porgesse le sue scuse. Ma non lo farà, perché la logica della casta impone autoprotezione e chiusura, mancanza di trasparenza e insabbiamento.
Spiace fare le Cassandre: ma se ora un giudice ha sancito l'ineleggibilità della consigliera, evidentemente i nostri dubbi non erano così insensati. Oltretutto, in primo grado viale Aldo Moro si costituì parte civile al fianco di Montani. Chi paga per la caparbietà della Regione e le leggerezze del suo Ufficio di presidenza?! E la collega dovrà restituire quasi un anno di stipendi e benefit? E poi ci si lamenta delle spese legali, a quattro mesi dall'inizio.

"Siamo ancora alla demagogia che serve a raccogliere consenso. Due ospedali al prezzo di uno è molto simile allo slogan dei detersivi, ma per ospedali non è mai funzionato così". Certo, se l'iniziativa non è la tua e 14423 Ferraresi accorrono ai banchetti del Movimento 5 Stelle per dire NO alla chiusura dell'ospedale Sant'Anna, non resta altro che bollare di populismo la partecipazione democratica dei cittadini. La pensa così il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, sul referendum di Progetto per Ferrara che - fra sabato e domenica - ha portato alle urne più del 10 % dei 114mila aventi diritto al voto: il 20% dei Ferraresi che avevano votato alle ultime elezioni.
Rattrista dire, allora, che evidentemente Tagliani non è cresciuto a pane e democrazia. Lo dimostra quando impegna la proprie risorse umane e politiche nel tentativo di contenere la portata democratica e partecipativa del referendum, sottraendole all'ascolto dei cittadini ed alla conseguente azione nel loro interesse. Il primo cittadino chiede al Movimento 5 Stelle un piano di fattibilità per mantenere il Sant'Anna ed il pronto soccorso in città, quando, come vicesindaco prima e consigliere regionale poi, responsabile della sanità, ha partecipato allo spreco di denaro pubblico nello scandalo nazionale di Cona e nella più grande prova di incapacità amministrativa del Dopoguerra. Dopo aver contribuito insieme al Pd a creare enormi disagi ai Ferraresi, lasciando cadere a pezzi il Sant'Anna senza offrire in venti anni una alternativa alla città, ora Tagliani ha pure la faccia tosta di chiedere, a chi ha dato voce ai cittadini, dove e come reperire le risorse necessarie per non sommare un secondo grave errore a quello già compiuto. E lo fa dopo che il suo partito ha bruciato 500 milioni di euro in un progetto irrealizzato, causando sofferenze ai cittadini. Se il Pd ed i suoi satelliti non presteranno attenzione al messaggio lanciato sabato e domenica scorsi, saranno costretti a sommare nuove perdite ai 10 mila voti già registrati in meno da Tagliani e dalla sua coalizione nel 2009. Se il sindaco vuole davvero il bene della città, non limitandosi a fare il mero notabile esecutore, non gli resta che affiancare il M5S nella battaglia in Regione, per cambiare i piani di demolizione del Sant'Anna e del pronto soccorso in città. A Modena il Pd, con un sindaco ex Pci, lo ha fatto. Ovviamente non ne gioirà chi ha già messo le mani sull'area del Sant'Anna, per aprire la clinica privata e costruire meravigliose villette. In politica si deve scegliere, o si paga un prezzo. In questo caso la scelta é tra l'interesse di pochi, che si arricchiscono a danno del bene comune, e quello di molti che subiscono. Noi sappiamo da che parte stare. Tagliani può ancora cambiare idea e battersi con noi.

L'articolo sul referendum comparso sul sito del Fatto quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/18/i-grillini-fanno-votare-15-mila-persone-per-dire-no-al-nuovo-ospedale/105257/

barbom3.jpgE menomale che eravamo ineleganti e faziosi a sollevare dubbi. In occasione della convalida degli eletti in Assemblea Regionale, il 3 giugno dell'anno scorso, fummo gli unici a non votare la nomina della collega consigliera Pd Daniela Montani. Nulla di personale contro di lei, ovviamente. Ma ci pareva che la valutazione sulla sua eleggibilità fosse stata svolta con una certa superficialità da parte dell'Ufficio di Presidenza. Evidentemente, se anche la Corte d'Appello di Bologna ha dato ragione a Marco Barbieri (sempre Pd) - primo dei non eletti a marzo 2010 nella lista Pd in provincia di Reggio -, qualche problemino nella scelta di Montani ci fu".
La notizia è che anche il secondo grado di giudizio ha dato ragione a Barbieri sulla legittimità della sua elezione a consigliere regionale al posto della collega Montani. La sentenza d'appello è immediatamente esecutiva, a meno che la consigliera Montani non ne ottenga (dalla stessa Corte che le ha dato torto) la sospensiva in vista di un ulteriore ricorso in Cassazione.
Il Partito democratico aveva voluto escludere il 7% degli elettori dell'Emilia-Romagna dall'Ufficio di presidenza (cioè il Movimento 5 Stelle) scegliendo di assegnare ogni posto dell'Opposizione al PdL. Quindi, a suo tempo, non avemmo modo di discutere la questione nella sede appropriata.
In Assemblea, però (era il 3 giugno scorso), chiedemmo lo stralcio della votazione di Montani. E non ottenendolo, uscimmo dall'Aula. Addirittura da parte del consigliere regionale Maurizio Cevenini, ora anche capolista di Virginio Merola alle Comunali, era arrivato l'invito a ritirare la nostra richiesta di approfondimento della questione. Mentre il Capogruppo Pd in Regione, Marco Monari, parlava di "atteggiamento poco elegante" da parte nostra, nel sollevare dubbi sull'eleggibilità di una collega presente in aula. Sarebbe elegante, ora, che qualcuno ci porgesse le sue scuse. Ma non lo farà, perché la logica della casta impone autoprotezione e chiusura, mancanza di trasparenza e insabbiamento.
Spiace fare le Cassandre: ma se ora un giudice ha sancito l'ineleggibilità della consigliera, evidentemente i nostri dubbi non erano così insensati. Oltretutto, in primo grado viale Aldo Moro si costituì parte civile al fianco di Montani. Chi paga per la caparbietà della Regione e le leggerezze del suo Ufficio di presidenza?! E la collega dovrà restituire quasi un anno di stipendi e benefit? E poi ci si lamenta delle spese legali, a quattro mesi dall'inizio dell'anno...

poltrona per due.jpgE rieccoci! Spiace constatare ancora una volta che, anche in casa Idv, la politica dei "Giano brifronte" va per la maggiore. Così, con una testa sbandierano la loro lotta ai doppi incarichi e ai poltronifici. E, con l'altra, nominano capolista per le Amministrative a Bologna il collega Consigliere regionale Franco Grillini. È proprio vero che un conto sono le dichiarazioni d'intenti per finire sui giornali, e un altro sono i comportamenti alla prova dei fatti. Ieri, la presentazione della lista dell'Italia dei Valori per le prossime elezioni comunali. A onor del vero, tra l'altro, oltre ad essere Consigliere Grillini presiede pure la commissione regionale Politiche economiche. Ci aspettiamo quindi, drammaticamente, che in viale Aldo Moro anche lui si trasformi in una 'primula rossa' come ha già fatto il collega e candidato sindaco della Lega Manes Bernardini. Purtroppo, questo accadrà ovviamente senza che nessuno abbia rinunciato allo stipendio di Consigliere. Né, nel caso del collega Idv, all'indennità extra di presidente di commissione. Certo, speriamo di essere smentiti. In quel caso saremo i primi a complimentarci...!

mafie.jpgFondi strutturali da stanziare, anno dopo anno, per l'educazione alla legalità. Un'intera settimana da dedicare ad iniziative ed incontri sulla lotta alla criminalità organizzata. Controllo del flusso di soldi in nero che attraversa tutta la via Emilia per approdare a San Marino. E poi: la massima trasparenza nelle catene di appalti e subappalti, soprattutto nei settori dell'economia più interessati dalle infiltrazioni. L'istituzione di un osservatorio regionale, che contenga le segnalazioni di situazioni sospette anche ad opera di associazioni e società civile, da girare poi all'autorità giudiziaria. E la costituzione a parte civile della Regione Emilia-Romagna nei procedimenti di mafia. Sono alcuni dei temi contenuti negli emendamenti che il Gruppo assembleare del Movimento 5 Stelle presenterà al Progetti di legge d'iniziativa della Giunta relativo alle "Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile".
I punti, a dire il vero, erano già tutti presenti nel nostro Progetto di legge, presentato ben prima di quello dei colleghi del Pd. E cioè all'inizio della Legislatura. Ma visto che, come al solito, a colpi di voti la Maggioranza ha fatto passare compatta il proprio testo come "base", presenteremo ciò che non è stato recepito da quel testo come emendamenti in Aula. A differenza delle altre forze politiche, a noi interessa fare della legalità un tema al vertice dell'agenda politica, come abbiam fatto fin dalla campagna elettorale per le Regionali 2010. Non ci interessa mettere le bandierine sulle leggi. Nonostante questo, è bene ricordarlo, se il Progetto a firma Pd è arrivato è grazie alle nostre iniziative precedenti, ai nostri 26 emendamenti.
Di entrambi i documenti si è parlato, qualche giorno fa, alla Commissione regionale Bilancio, alla presenza anche di "esperti" della materia. Le cronache di tutti i giorni ci hanno ormai insegnato che le mafie sono ben organizzate anche nella nostra Regione, non è più sufficiente allora ragionare sulle infiltrazioni nell'edilizia o in qualche singolo campo dell'economia. Bisogna iniziare a lavorare seriamente sull'educazione alla legalità, con l'aiuto concreto sul territorio anche di quelle associazioni che della lotta alle mafie hanno fatto la propria bandiera.

L'articolo comparso sull'Informazione:

mafiaarti.jpg

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mafie er.pdf

chiusura Sant'Anna.jpgL'apertura del nuovo ospedale di Cona prevede, unico caso in regione, la chiusura del Sant'Anna e del Pronto soccorso in centro a Ferrara. Il quesito cui saranno chiamati a rispondere i ferraresi domani e domenica (dalle 9 alle 19) è " VUOI CHE IN CORSO GIOVECCA RIMANGA L'OSPEDALE CON IL PRONTO SOCCORSO?" Chi è favorevole al mantenimento dell'ospedale in città voterà "SI'", chi invece ritiene soddisfacente l'attuale progetto di chiusura potrà votare no. Giovedì sera, a Cassana, oltre cento volontari del Movimento 5 Stelle hanno ritirato il kit completo per il seggio (tavolino, sedie, urne, schede..). Siamo pronti! Domani alle 9 inizierà la più grande consultazione autogestita mai organizzata a Ferrara. Venite tutti a firmare, facciamo vedere alla vecchia politica cosa significa "partecipazione"!
Intanto, ieri il sindaco Tagliani, per la prima volta, ha fatto sapere ai ferraresi che le "aziende e le istituzioni sono impegnate a realizzare in Corso Giovecca una struttura sociosanitaria chiamata Casa della Salute, che garantisca la continuità assistenziale nelle 24 ore 7 giorni su 7". Fa piacere che il solo annuncio del referendum abbia prodotto questo primo risultato!! Fino ad ora i direttori delle due aziende e l'assessore alla sanità della regione avevano affermato il contrario. Quello di Tagliani è un bell'esempio di politica camaleontica da Palazzo! Noi non vogliamo prendere in giro i ferraresi, abbiamo un vero Piano B. Le cliniche universitarie non dovranno passare alla sanità privata né essere circondate da villette. Quegli edifici devono ospitare l'ospedale della città (150-200 posti letto), il Sant'Anna orientato alla cura degli anziani, con alcuni reparti (ortopedia, cardiologia, urologia) ed un vero Pronto soccorso. Una struttura, anche universitaria, che consenta alla facoltà di medicina di attuare parte della ricerca e della didattica in città. Un ospedale cittadino coordinato con quello di Cona, analogamente a quanto avviene a Modena. I proclami lanciati da Tagliani alcuni secondi prima dell'apertura dei seggi, comunque, non ci convincono. Se poi dicesse il vero, sarebbe comunque troppo poco rispetto alle necessità della popolazione residente in città. Il disagio provocato dalla chiusura del Sant'Anna riguarda anche Barco, Ponte, Francolino, Cassana, Porotto. Per questo ci aspettiamo un afflusso massiccio ai seggi ed un "SI" alto e forte per la difesa del Sant'Anna e del Pronto soccorso!!

consulenze.jpgE i sette legali del servizio Attività consultiva giuridica e coordinamento dell'avvocatura regionale, cosa ci stanno a fare? È quanto ci chiediamo candidamente, alla notizia che - a neanche quattro mesi dall'inizio dell'anno - viale Aldo Moro ha già dato fondo al milione di budget preventivato per avvocati e periti. L'ufficio regionale liquida ogni anno ai suoi sette avvocati anche la quota per l'iscrizione all'Ordine professionale. Sulla Determina 7480 del 12/07/2010 si legge, ad esempio, che a loro verrà destinata "la somma complessiva di euro 1.531,23 quale rimborso spese sostenute per la tassa di iscrizione all'Albo degli Avvocati di Bologna, dando atto che la stessa grava sull'impegno n. 182 assunto sul capitolo 02850 "Spese legali e peritali"". Nulla da eccepire su questo. Ma se, poi, viale Aldo Moro si trova a dover "esternalizzare" il lavoro, per cosa vengono pagati questi professionisti? È veramente assurdo che, a soli quattro mesi dall'inizio dell'anno, la Regione abbia già finito il budget previsto in merito. Certo, nei mesi precedenti fra il nostro ricorso contro l'Errani Ter, il caso Terremerse, e lo scandalo Delbono, di magagne legali viale Aldo Moro ne ha avute...Ma davvero non era possibile risparmiare sulle consulenze esterne, visti i drammatici tagli al Bilancio in settori ben più importanti per i cittadini, come Cultura e Welfare?

Giovanni Favia
Andrea Defranceschi

vivisezione.jpgSono ancora troppi gli animali impiegati a scopi scientifici e sperimentali nei laboratori, visto il quadro scientifico e legislativo europeo. La Regione Emilia-Romagna si impegni a promuovere i metodi alternativi alla sperimentazione animale! È quanto chiediamo con una Risoluzione depositata oggi in Regione. Stando ai numeri resi noti a marzo dal ministero del Lavoro, si può leggere nel documento, le specie animali più sfruttate per la sperimentazione continuano ad essere topi (1.648.314) e ratti (682.925). Seguono uccelli (97.248), altri roditori e conigli (73.362), e pesci (59.881): animali largamente impiegati a causa del loro basso costo e perché facilmente maneggiabili, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche e di ricerca". E' poi in aumento il ricorso ai Primati. I cani, ad esempio, sono utilizzati per esperimenti fortemente invasivi, che comportano alti e prolungati livelli di dolore. Sconcertante è, infine, l'aumento degli animali utilizzati vivi e soppressi per fini didattici: quando mai come nell'ambito didattico sono disponibili un'ampia gamma di metodi sostitutivi all'animale. Le norme nazionali e comunitarie però, intanto vanno verso altre forme di ricerca. È tempo che anche la nostra Regione promuova, nelle sedi e nelle istituzioni opportune, la lotta alla sperimentazione su cavie e uccellini!

attesa.jpgQuesta mattina in Commissione Sanità ai Consiglieri Regionali è stata presentata la relazione conclusiva del "Gruppo di lavoro per la verifica delle condizioni clinico-organizzative degli interventi endovascolari extra-cardiaci negli ospedali della regione", una 'commissione' che ha lavorato sulle cartelle cliniche del reparto cardiologia di Modena a seguito di alcune denunce.
I dati emersi dall'indagine sono estremamente preoccupanti. La prima cosa che salta agli occhi è la frequente assenza di documentazione necessaria dalle cartelle cliniche: un fatto molto grave, perseguibile penalmente e che, fra l'altro, impedisce di fatto ai pazienti danneggiati di una solida base sulla quale sporgere denuncia. Altro fatto molto preoccupante è la segnalazione di una generalizzata scarsità e inadeguatezza delle informazioni pre-operatorie. Per finire, è denunciata l'esecuzione di procedure interventistiche endovascolari extra-cardiache senza il coinvolgimento di chirurgi specializzati. Crediamo che siano tutti aspetti sui quali indagare, anche perché la procedura sospensiva riguarda, e non capiamo il perché, solo il dottor Giuseppe Sangiorgi, cui è stato anticipatamente risolto il contratto. Vogliamo capire secondo quale ratio agisca la Regione in casi analoghi: sappiamo bene, infatti, che nel caso dell'Ospedale Maggiore nessun tipo di provvedimento è stato preso nei confronti dei dottori e dei responsabili. Oggi l'Assessore Carlo Lusenti ha detto che la responsabilità gestionale e clinica è 'a salire', lasciando intendere nuovi provvedimenti. Come al solito, però, s'è nascosto dietro un dito affermando che 'non esistono casi analoghi in altre strutture regionali': ci chiediamo come faccia ad affermarlo, non essendoci stati controlli. E' questo infatti l'aspetto preoccupante per denuncia stessa del Direttore dell'Assessorato Mariella Martini: nelle procedure per l'accreditamento mancavano dettagli sulle procedure cliniche, che solo ora si stanno implementando. E' carente anche il sistema di controllo, visto che le commissioni e gli approfondimenti sono avvenuti solo a seguito di denunce su casi specifici provenienti dall'esterno. Continueremo la nostra azione di controllo e vi terremo informati. Stay tuned.

Giovanni Favia
Andrea Defranceschi

Oil globe.jpgO ci sono due Gian Carlo Muzzarelli in Regione, oppure l'Assessore alle attività produttive che favoleggia di 'tutela dell'ambiente', di 'rispetto del territorio' e di 'salvaguardia della salute dei cittadini' è peggio del famoso Giano Bifronte, in cui una faccia dice una cosa e l'altra l'esatto contrario. Noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci sulla svendita del nostro territorio da parte dei nostri amministratori pubblici. Ed ecco, nel Pdf che trovate qui sotto, cos'è uscito sabato 9 aprile sulla Gazzetta di Modena, sul caso Hunt Oil.

Appena il 28 marzo scorso, guarda caso proprio il giorno prima dell'Assemblea nella quale si è discussa (poi bocciata dal Pd) la nostra risoluzione contro le trivelle, Muzzarelli fungeva da segretario durante l'approvazione della Delibera 424 con la quale si autorizzava la Hunt Oil a trivellare nella zona del Secchia. Bene, leggendo la delibera le conclusioni sono agghiaccianti. É consentita la ricerca nelle zone di tutela naturalistica, nel sistema floreale boschivo, nel sistema dei crinali, nelle zone di tutela agro naturalistica, e nelle zone ed elementi di interesse storico-archeologico a patto che non si vada fuori strada con mezzi motorizzati! (punto 4 delle conclusioni). Oltre a questo non c'è rispetto nemmeno per i siti di Rete Natura 2000 il che è scandaloso, trattandosi di una violazione della direttiva CEE 'Habitat'. In realtà, non ci sarebbe da stupirsi tanto: sulla questione il Pd ha chiaramente fatto intendere di voler solo rassicurare a parole i cittadini, ma di puntare - coi fatti - ai soldi delle aziende che cacciano gli idrocarburi

Sul Piano Energetico Regionale è infatti scritto:
"Le royalties che derivano da tale attività [si riferisce all'up-stream] rappresentano un'importante voce del bilancio dello Stato e della Regione." (pag. 66)
E ancora
"Un possibile mutamento di tendenza è legato all'inserimento della valorizzazione delle
risorse endogene ed in particolare del metano tra gli obiettivi della politica energetica
nazionale.
In questo senso si esprime la legge regionale n. 26/04
Lo spazio concreto di iniziativa della Regione in questo campo può riguardare:
a) il contributo alla semplificazione ed accelerazione delle procedure autorizzative, per
quanto di competenza;
b) la messa in campo di misure atte ad attrarre nuovi investitori, specie per quello che
riguarda gli incentivi alla coltivazione dei giacimenti marginali, previa valutazione dei
possibili fenomeni legati alla subsidenza" (pag. 67)

Sembra incredibile ma al punto 8 delle conclusioni si delegano i Comuni a fare eventuali approfondimenti per dimostrare che tali azioni non abbiano influenza negativa sui fenomeni di dissesto presenti: ma la valutazione del rischio idrogeologico spetta al Servizio Tecnico del Bacino del Reno! Siamo di fronte alla svendita del nostro territorio in cambio di pochi spiccioli: da tali concessioni la Regione intasca infatti solo 9 milioni di euro di royalties. Non valgono certo la sicurezza di tutti noi e la tutela del nostro futuro.

Gazzetta di Modena 9 aprile 2011.pdf

IL PIANO ENERGETICO REGIONALE E' CONSULTABILE AL LINK: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/stampa/delibere_pdf/viii%20legislatura/2007/0141-ogg2130.pdf

foto.JPGAndrea Defranceschi e Massimo Bugani, Capogruppo Regionale e Candidato Sindaco di Bologna del Movimento 5 Stelle, si sono recati questa mattina presso la Caserma di Polizia "Smiraglia", di via Leonetto Cipriani 24 a Bologna.
"Ci è arrivata una lettera dal SAP, il Sindacato Autonomo, che denunciava il grave stato di degrado in cui versa la caserma. Eravamo increduli, e abbiamo deciso fosse il caso di verificare con i nostri occhi" - dice Bugani - "La realtà è peggio di quanto ci avessero descritto. Abbiamo trovato i bagni in condizioni terribili: sanitari con scarichi rotti da tempo, incrostazioni sospette, specchi e vetri rotti e taglienti."
"Ma non solo i bagni erano messi male: infissi che non si aprono, intonaco cadente, muri e tetti con grandi chiazze di umidità, muffa, ragnatele e polvere depositata alta un dito. La caserma sembra abbandonata dopo il passaggio di una truppa di barbari" - dice Defranceschi - "E invece è semplicemente trascurata da almeno una quindicina di anni. Gli ultimi tagli del Governo, poi, sono stati la mazzata finale: una ulteriore riduzione del 30% sul budget di spesa dedicato alla pulizia che ha aggravato enormemente la situazione. Non è più solo una questione di decoro, già ampiamente calpestato: ormai è una questione di pericolo fisico per le persone e di rischio igienico."
"Sì, la situazione è gravissima. Qui vivono circa settecento persone, in 15.000 metri quadri, ma le pulizie sono affidate ad una ditta esterna che vi dedica al massimo una decina di operatori" - continua il Candidato Sindaco Bugani - "Non sono sufficienti. Quando il servizio era interno a pulire erano in diciannove, ma a seguito dei tagli la vecchia ditta esterna ha rinunciato. Per questo abbiamo deciso di scrivere congiuntamente una lettera aperta al Prefetto Nicola Tranfaglia, chiedendogli di attivarsi al più presto presso il Ministero dell'Interno. Non possiamo accettare questa situazione che è una macchia per tutta la città, e per le istituzioni e i politici sordi al richiamo degli agenti."
"Sappiamo che non rientra nelle competenze della Regione" - chiosa Andrea Defranceschi - "ma cercheremo di fare il possibile anche dagli uffici regionali per non far passare il caso sotto silenzio."

LA LETTERA AL PREFETTO

Bologna, 8 Aprile 2011

Spettabile Eccellenza Dott. Angelo Tranfaglia,

questa mattina, come lei saprà, ci siamo recati presso la Caserma della Polizia di Stato "Smiraglia" di Via Leonetto Cipriani n.24 a Bologna.

Siamo stati invitati a prendere coscienza coi nostri occhi dal Sindacato Autonomo di Polizia che, allo stato attuale, non ci risulta aver ricevuto segnalazioni di risposta o interessamento da alcuno degli altri politici interpellati. Siamo certi che dopo questa nostra riceveranno parecchie telefonate in più.

Ciò che abbiamo potuto verificare è una situazione ben oltre i limiti della decenza, che calpesta le condizioni igienico - sanitarie di base, presentando anche una condizione di pericolo fisico dovuto alla decadenza delle strutture e pericolo sanitario a causa dell'assoluta mancanza di igiene.
Nel nostro sopralluogo abbiamo potuto rilevare la presenza di numerosi vetri rotti, infissi non funzionanti, specchi infranti, sanitari e scarichi fuori servizio, incrostazioni sospette nei bagni, intonaco cadente, grandi chiazze di umidità, muffa, ragnatele e polvere stratificata. Uno scenario squallido, indegno di un luogo che dovrebbe essere esempio di pulizia, ordine ed efficienza, per garantire agli operatori di Polizia un ambiente adeguato allo svolgimento delle proprie funzioni di controllo e protezione.

Siamo consci che Lei e le Autorità competenti siano a conoscenza della situazione che grava sulla caserma "Smiraglia" da almeno quindici anni, e che si è ulteriormente aggravata con l'ulteriore taglio del 30% delle risorse destinate al contratto per l'appalto esterno all'impresa di pulizie. Da maggio 2010, stando a quanto ci è stato riportato, il personale addetto alle pulizie è stato ulteriormente dimezzato: ora in meno di dieci persone si occupano di una superficie di 15.000 metri quadrati nella quale vivono circa settecento persone, fra poliziotti e funzionari.

Siamo certi che vorrà attivarsi con urgenza presso il Ministero dell'Interno per porre rimedio a questa incresciosa situazione che getta discredito sulle nostre forze di Polizia e sullo Stato Italiano.

Con il massimo rispetto,
cordiali saluti,

Andrea Defranceschi - Capogruppo Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
Massimo Bugani - Candidato Sindaco Movimento 5 Stelle Bologna

civisleaks-logo.jpg
La questione Civis sta ammorbando la campagna elettorale bolognese. Ma quel che è peggio, sta danneggiando la mobilità bolognese e rischia di incidere pesantemente sulle tasche di tutti i cittadini.
Molte informazioni false, tendenziose, partigiane e volutamente inesatte stanno circolando, provenienti da più parti - normalmente tese alla tutela di interessi personali o corporativistici.
Per questo motivo abbiamo scelto di pubblicare una serie di documenti di cui siamo in possesso - perché chiunque possa farsi una propria idea sull'argomento.

Qui sotto potete scaricare
1- L'accordo definitivo fra ATC e Irisbus siglato il 24 luglio 2007 che riprende il già noto contratto del 2004 e accorcia i tempi dei lavori a 1000 giorni naturali dal 16 settembre 2007. La consegna sarebbe stata dunque prevista per agosto 2010.

SCARICA L'ACCORDO 2007

2 - Decreto del 22 giugno 2007 con il quale la Provincia di Bologna avallava il Civis. Da notare che nella ricostruzione cronologica non è presente il ricorso al TAR presentato dalla stessa Provincia sotto la giunta Guazzaloca e poi ritirato sotto il Sindaco Cofferati.

SCARICA IL DECRETO DELLA PROVINCIA

3 - L'importante Capitolato speciale di Appalto, parte integrante dell'accordo, che fissa i termini del contratto su cifre, tempistiche e penali. Interessante il punto 5b, pag. 45...

SCARICA IL CAPITOLATO d'APPALTO

Nel post precedente (e nel video sopra) avete potuto vedere la vera faccia del Partito Democratico: impreparato, indeciso, altalenante, temporeggiatore. Incapace di fare una scelta politica di difesa del territorio. Sulle pagine dei giornali invece trovate un Pd che si muove in difesa dell'Appennino.
COME AVVIENE UNA SIMILE TRASFORMAZIONE?

In questo caso-simbolo (ma vale per tantissime altre situazioni), più o meno così:
il nostro Capogruppo Andrea Defranceschi presenta una risoluzione che chiede di fermare tutte le trivellazioni. E' datata 23 marzo 2011.

LA RISOLUZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE sulle trivellazioni

Poi, è il 30 marzo, si arriva in Aula. La risoluzione viene presentata con carattere d'urgenza (guarda caso il giorno prima è stata approvata la ricerca sul fiume Secchia) e l'Aula può discuterne. O meglio, potrebbe. Se non che il Pd dice, per voce del Capogruppo Monari, di non avere le "competenze tecniche" per decidere (guardate il video sopra!). Ma quali competenze tecniche! Questa è una scelta politica di difesa del territorio! La discussione viene affossata. Il Pd, al solito, temporeggia. Dice che la questione "non è urgente" e chiede di andare a discuterne in commissione (ovvero rinviare di mesi e mesi la decisione). Il Movimento 5 Stelle chiede di votare la risoluzione. Votano tutti contro, o astenuti, a parte la Meo dei Verdi. Basta. La risoluzione viene bocciata (anche questo lo trovate nel video).

Poi, sorpresa delle sorprese, passano un paio di giorni e il Pd, proprio a firma Monari, presenta una risoluzione-farsa all'acqua di rose per poter dire ai propri elettori in Appennino (che però non dormono e si accorgono della differenza) che vi riportiamo qui sotto.

LA RISOLUZIONE-FARSA DEL PD

Ma come, non aveva detto che non era urgente? Non aveva detto di non avere le competenze tecniche? Nulla di strano, il solito giochino del Pd privo di idee e conoscenze che fa sue quelle degli altri, salvo poi non sapere che farne e come portarle avanti.
E la notizia? Come mai sui giornali esce alterata?
Diciamo che ogni passaggio di informazione è sottoposto all'interpretazione di chi lo riporta e di chi lo trasmette, oltre - ovviamente - di chi lo recepisce. In questo caso l'agenzia di stampa riporta:

diretrivelle.jpg

Ma poi sui giornali escono pezzi che presentano i fatti in maniera molto, molto diversa. Ecco un paio di esempi:

ildoma.jpg

gazmo.jpg

Ma com'è possibile? E' il flusso dell'informazione. Non lo si può controllare? Non proprio, ma si può lavorare giorno dopo giorno, come stiamo facendo, perché ai cittadini arrivi la pluralità delle voci, perché possano crearsi la propria opinione.

Un minimo di serietà  imporrebbe quanto meno il silenzio, ma ormai abbiamo capito di non poter contare su questa dote da parte di molti colleghi. Siamo allibiti nel vedere il Capogruppo del Pd in Assemblea legislativa regionale, Marco Monari, presentare un'interrogazione-farsa sul caso Hunt Oil, la società  petrolifera texana che ha avanzato molte richieste di autorizzazione a trivellare nel nostro Appennino. Il collega s'è già  scordato che solo la settimana scorsa la sua maggioranza ha bocciato la nostra risoluzione che chiedeva di far cessare le trivellazioni? E ora ne presenta una raffazzonata e generica per potersi vantare di aver fatto qualcosa... Salvo aver dichiarato in aula, lo riportiamo nel video che trovate sopra, di non averne le competenze... E anche di non ritenerlo 'un atto urgente'. Nonostante i permessi di ricerca siano all'ordine del giorno da anni, i nostri esperti amministratori non si sono premurati di documentarsi ed informarsi, seppur sollecitati dagli abitanti. è inaccettabile che si continui con questo andazzo: i cittadini sono presi in giro quando sono messi di fronte alla pantomima di un'azione politica che maschera invece una forte impreparazione e decisioni già  prese nelle segrete stanze del potere.

vignetta disabili.jpgFacile portare striscioni e spendere in Aula belle parole sui disabili, per poi tagliare le gambe in gran segreto alle proposte fattive a loro sostegno.è successo alla seduta d'Assemblea legislativa lo scorso martedì 29 marzo, in Regione: quando, davanti ad uno striscione di protesta esibito dall'area riservata ai visitatori, la consigliera Udc Silvia Noè si è scaldata sul tema alla presenza di rappresentanti dell'associazionismo per i diritti dei portatori di handicap e delle loro famiglie. Purtroppo, però, la collega consigliera non aveva dimostrato nei momenti importanti di essere loro vicina. Le decisioni politiche più influenti, infatti, si prendono in sede di approvazione della Finanziaria, quando vengono ripartite le risorse. E in quel caso, era il 21 dicembre 2010, l'Udc non votò affatto un nostro emendamento all'articolo 49 (della Legge Regionale 2/2003) che avrebbe cambiato, e di molto, la situazione.
Secondo la legge attualmente vigente, le persone con disabilità  che percepiscono un assegno di disabilità  devono inserirlo nella dichiarazione ai fini del calcolo dell'ISEE, contrariamente a quanto prevede la normativa nazionale. Questo fa salire il loro coefficiente: al momento di avanzare la richiesta per un servizio residenziale risultano quindi molto più 'ricchi' di quel che siano in realtà . Uno scandalo vero e proprio: perché questo li obbliga, spesso, a sborsare rette assolutamente insostenibili. Con il nostro emendamento, invece, puntavamo ad eliminare questa ingiustizia, e a porre un freno al contenzioso in essere che vede contrapposte le famiglie con disabilità  (assistite, il più delle volte dalle associazioni di categoria) e i Comuni. Non è ammissibile che l'assegno sia assimilato al reddito, come infatti prevede la norma nazionale. E invece, nessuno allora appoggiò la nostra iniziativa con un voto. A onor del vero, in autunno avevamo registrato anche l'interesse del consigliere Alberto Vecchi (Pdl) su questo punto. Ma poi pure lui, al momento del voto, s'è fatto di nebbia: un classico. Per i titoli sul giornale sono tutti molto propositivi e attivi. è per cambiare davvero le cose che poi non c'è nessuno!

Il nostro emendamento a tutela dei portatori di handicap e delle loro famiglie:
EMENDAMENTO_M5S_OGGETTO_747_N_1_handycap.doc

Dal sito dell'agenzia di stampa DIRE:

(ER) SANITÁ BOLOGNA. MORTE AL MAGGIORE, M5S: ATTENDIAMO LE SCUSE
"CI HANNO ACCUSATO DI BUGIE, MA LE MENZOGNE SONO TUTTE LORO"

(DIRE) Bologna, 1 apr. - "O i consiglieri regionali sono bugiardi
oppure sono incompetenti". Comunque sia, "ora ci devono chiedere
scusa". Fermo restando che l'avviso di fine indagine e il
possibile rinvio a giudizio dei quattro medici del Maggiore per
la morte di Loredana Mainetti "non e' ancora una sentenza di
colpevolezza", il consigliere regionale del Movimento 5 stelle
Giovanni Favia, attacca i suoi colleghi in Assemblea legislativa.
Due giorni fa, dopo aver secretato la seduta al momento di
discutere una risoluzione dei 'grillini', che chiedeva di
sospendere cautelativamente due dei medici in questione (il
primario Nicola d'Imperio e la gastroenterologa Paola Billi) i
consiglieri di maggioranza e opposizione di viale Aldo Moro "ci
hanno accusato di incompetenza, di dire bugie, di formulare
giudizi inadeguati". Un'accusa che ora Favia e il collega Andrea
Defranceschi rispediscono al mittente e in particolare alle
consigliere Pd Anna Pariani e Paola Marani. Quest'ultima "ha
asserito, convinta, che Billi avesse la necessaria esperienza in
quel tipo di intervento, quando invece i magistrati partono
dall'assunzione contraria", rintuzza Favia. E poi, in questa
vicenda, il comportamento di D'Imperio "e' inaccettabile dal
punto di vista politico e delle responsabilita'". Il consigliere
dice poi di avere documenti sulla vicenda che dara' ai
magistrati. Il capogruppo, invece, manda a dire ai consiglieri
che nonostante la seduta sia stata secretata "ho appuntato le
loro considerazioni e offese, parola per parola". L'intenzione
dei 'grillini', nel chiedere la sospensione dei medici dal
servizio in attesa delle decisioni della magistratura, "era solo
una cautela per salvaguardare i pazienti del Maggiore e la
reputazione della struttura", chiosa Defranceschi.

(Asa/ Dire)
20:06 01-04-11

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