chiusura Sant'Anna.jpgL'apertura del nuovo ospedale di Cona prevede, unico caso in regione, la chiusura del Sant'Anna e del Pronto soccorso in centro a Ferrara. Il quesito cui saranno chiamati a rispondere i ferraresi domani e domenica (dalle 9 alle 19) è " VUOI CHE IN CORSO GIOVECCA RIMANGA L'OSPEDALE CON IL PRONTO SOCCORSO?" Chi è favorevole al mantenimento dell'ospedale in città voterà "SI'", chi invece ritiene soddisfacente l'attuale progetto di chiusura potrà votare no. Giovedì sera, a Cassana, oltre cento volontari del Movimento 5 Stelle hanno ritirato il kit completo per il seggio (tavolino, sedie, urne, schede..). Siamo pronti! Domani alle 9 inizierà la più grande consultazione autogestita mai organizzata a Ferrara. Venite tutti a firmare, facciamo vedere alla vecchia politica cosa significa "partecipazione"!
Intanto, ieri il sindaco Tagliani, per la prima volta, ha fatto sapere ai ferraresi che le "aziende e le istituzioni sono impegnate a realizzare in Corso Giovecca una struttura sociosanitaria chiamata Casa della Salute, che garantisca la continuità assistenziale nelle 24 ore 7 giorni su 7". Fa piacere che il solo annuncio del referendum abbia prodotto questo primo risultato!! Fino ad ora i direttori delle due aziende e l'assessore alla sanità della regione avevano affermato il contrario. Quello di Tagliani è un bell'esempio di politica camaleontica da Palazzo! Noi non vogliamo prendere in giro i ferraresi, abbiamo un vero Piano B. Le cliniche universitarie non dovranno passare alla sanità privata né essere circondate da villette. Quegli edifici devono ospitare l'ospedale della città (150-200 posti letto), il Sant'Anna orientato alla cura degli anziani, con alcuni reparti (ortopedia, cardiologia, urologia) ed un vero Pronto soccorso. Una struttura, anche universitaria, che consenta alla facoltà di medicina di attuare parte della ricerca e della didattica in città. Un ospedale cittadino coordinato con quello di Cona, analogamente a quanto avviene a Modena. I proclami lanciati da Tagliani alcuni secondi prima dell'apertura dei seggi, comunque, non ci convincono. Se poi dicesse il vero, sarebbe comunque troppo poco rispetto alle necessità della popolazione residente in città. Il disagio provocato dalla chiusura del Sant'Anna riguarda anche Barco, Ponte, Francolino, Cassana, Porotto. Per questo ci aspettiamo un afflusso massiccio ai seggi ed un "SI" alto e forte per la difesa del Sant'Anna e del Pronto soccorso!!

8 commenti

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  • Questa scelta del movimento 5 stelle è per gli esperti internazionali di gestione sanitaria e per me che sono addetto ai lavori non condivisibile. Le strutture d' emergenza - urgenza non devono essere frammentate, pena un drastico calo dell' efficienza (costo/benefici) e dell' efficacia (qualità in valore assoluto della prestazione), ma devono essere accorpate il + possibile (Es. in regione ci sono solo tre Trauma Center, un solo centro ustioni ed una chirurgia della mano). Chi fa troppo di rado una manovra, chi troppo di rado si trova davanti una reale emergenza ( e Ferrara non è New york) nel momento di necessità ha delle performance insufficienti. Questo è descritto in TUTTA la letteratura scientifica internazionale.
    In sintesi la soluzione proposta fa lievitare di molto i costi (credo che forse li raddoppi visto che i turni di guardia devono essere per forza doppi) ed anche abbassare la qualità assistenziale nel vero bisogno delle patologie tempo dipendenti con il solo vantaggio di una maggiore comodità solo per il cittadino camminante, quindi non a rischio, ed a scapito dei casi realmente gravi che vedono allungarsi i tempi di stabilizzazione clinica. Bisogna infatti pensare oltre alla viabilità, che già questa vedrebbe Cona in vantaggio per la velocità media nettamente + elevata e per l' assenza d' intoppi dovuti sl traffico, che ben + tempo prezioso si perde nei trasferimenti interni e qui la razionalità di un nuovo progetto fa ancor + la differenza. Strana poi la scelta di volere la Cardiologia e l' Ortopedia, reparti questi intimamente connessi con l' attività di Pronto Soccorso e non si capisce perchè non dovrebbero stare a Cona.
    Modena poi, additata come esempio, è pesantemente criticata dagli addetti ai lavori dato che la scelta organizzativa pone la scelta in ogni caso sconveniente o fra un raddoppio dei reparti e delle attrezzature o per una divisione di reparti specialistici tra i due poli con la conseguenza di dover frammentare clinicamente un degente che presenta + patologie concomitanti e dover subìre anche una serie di trasferimenti costosi, scomodi e che dilatano a dismisura i tempi di degenza.
    Mi spiace ma questa cosa non mi trova per nulla d' accordo. Non credo che il Movimento debba andare a caccia di voti prostituendo l' onestà intellettuale che normalmente lo contraddistingue.

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    volevo far sapere che non e' l'unico ospedale che dovrebbe essere chiuso, c'e anche quello di avigliana (torino). e sicuramente a guardare bene ce ne saranno altri...
    non ci sono soldi per l'asl... ma pero' consoliamoci perche forse i nostri partiti avranno un'aumento dei finanziamenti...
    fanno sempre piu schifo...

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    Abbiamo consultato molti medici al riguardo e nel contesto specifico abbiamo dalla nostra parte anche alcuni specialisti del pronto soccorso. Innanzi tutto la teoria dei soli ospedali grandi non é universalmente condivisa. Un conto è disporre di alcune grandi strutture iper specializzate per territori vasti (i cosiddetti hub), un altro é teorizzare che gli ospedali al centro di grandi comunità (sopra i 100 mila abitanti) debbano chiudere. Privare Ferrara di un ospedale in città significa allungare i tempi di soccorso (oltre dieci munuti in più per il rientro delle ambulanze, per tragitti già oggi di 20-25 minuti)e costringere tutti i residenti a recarsi a Cona anche per le cure in day hospital. Verrebbe meno anche il servizio di soccorso in città nelle ore notturne e nei festivi. Gli accessi al pronto soccorso sono 80 mila l'anno, di cui solo il 20% danno luogo a ricovero. Quasi 65 mila pazienti vengono curati in giornata e tornano a casa. Questi dovranno recarsi a Cona, 10 km più in là, senza servizi pubblici, di notte e nei festivi. Ci sono inoltre 50 mila accessi per prestazioni e terapie in day hospital ogni anno. Questi pazienti dovranno recarsi a cona, anche per chemioterapie e radioterapie. Riguardo alle emergenze esistono due scuole di pensiero: scoop and run e stay and play. La prima afferma che il paziente va prelevato in fretta e velocemente trasportato ai reparti di cura (Usa). La seconda predilige la cura e la stabilizzazione sul posto, facendo girare medici sulle ambulanze (Francia). Quello che è sicuro, tuttavia, é il fatto che il tempo è prezioso sempre, ma soprattutto per ictus, infarti, politraumi, gravi emorragie, gravi insufficienze respiratorie. Dunque allungare i tempi di rientro delle ambulanze, spostando il pronto soccorso dalla città, non è mai buona politica sanitaria.

  • Per Calanchi.

    http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/11/TESTATA-numero-10.pdf

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    80 mila persone che devono affluire a Cona. distante in media 7 km dal centro di Ferrara, per incidenti o infortuni relativamente banali o per malori ad eziologia sconosciuta; sono un carico di traffico esorbitante per la rete stradale da arginello fluviale ( quali sono Via Ravenna e Via Comacchio); sono un micidiale sovraccarico di polveri ed inquinanti da idrocarburi; sono un rischio personale e collettivo per chi sofferente deve condurre un automezzo, sono uno spreco enorme di risorse economiche per il costo dei carburati e per l'impegno di familiari e badanti etc.. Il tutto mentre l'attuale ospedale viene " sbarrato" in attesa di una molto futuribile ristrutturazione, senza garanzia di finanziamento.

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    80 mila persone all' anno devono affluire a Cona. distante in media 7 km dal centro di Ferrara, per incidenti o infortuni relativamente banali o per malori ad eziologia sconosciuta; sono un carico di traffico esorbitante per la rete stradale da arginello fluviale ( quali sono Via Ravenna e Via Comacchio); sono un micidiale sovraccarico di polveri ed inquinanti da idrocarburi; sono un rischio personale e collettivo per chi sofferente deve condurre un automezzo, sono uno spreco enorme di risorse economiche per il costo dei carburati e per l'impegno di familiari e badanti etc.. Il tutto mentre l'attuale ospedale viene " sbarrato" in attesa di una molto futuribile ristrutturazione, senza garanzia di finanziamento.

  • Carissimo Lamberto,
    capisco tutto ed ognuno può avere le sue idee.
    Del tu commento non condivido nulla, ma sono semplicemente basito quando affermi: "Non credo che il Movimento debba andare a caccia di voti prostituendo l' onestà intellettuale che normalmente lo contraddistingue."
    NON ABBIAMO PROSTITUITO PROPRIO UN BEL NULLA SIAMO SOLO ANDATI AD UNA CONSULTAZIONE POPOLARE SU DI UNA SCELTA CHE INTERESSA TUTTI I CITTADINI e FORSE ANCHE QUELLI DI MONTE SAN PIETRO CHE PAGHERANNO, INSIEME A TUTTI GLI ITALIANI, QUESTE SCELTE CHE COL TESSUTO URBANO ITALIANO E CON LA GESTIONE OCULATA E PUNTUALE DELLA SANITÀ NON HANNO NULLA DA SPARTIRE.

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    Ora ricordo: Calanchi, sei il medico con il quale mi sono confrontato nell'assemblea degli eletti di Marzo a Bologna. In quella sede non hai replicato alle mie argomentazioni, pur avendolo promesso, e te ne sei andato prima della conclusione. Ora accusi me ed il Movimento, che ha appoggiato l'iniziativa, di prostituzione intellettuale. Credi davvero di essere più puro degli altri? Mi spieghi perchè appena insediato in consiglio nel 2009, dall'opposizione, hai votato a favore della relazione programmatica del tuo sindaco Pd?

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