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MoVimento 5 Stelle

Maggio 2011

mobbing.jpgDa quasi un anno, al Dipartimento di Sanità Pubblica del Servizio Sanitario Regionale dell'Emilia-Romagna dell'ASL di Bologna, Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro, pendono le denunce di tre impiegate di Enti di Formazione Professionale (AGEFORM Agenzia di formazione lavoro fondata nel 1993 da CGIL, CISL e UIL, e IAL Emilia Romagna ente di formazione professionale della Cisl) che lamentano di essere soggette a mobbing sul luogo di lavoro. Dopo 10 mesi, pur avendo avviato il procedimento, non risulta che l'Asl l'abbia chiuso. Sono questi i tempi medi o ci sono, su questi specifici casi, pressioni che ne rallentano ( oppure ostacolano) la definizione? È quanto denunciamo in un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna depositata in questi giorni. Tenuto conto, allora, che la tempestività dell'accertamento è fondamentale per la rimozione delle cause del mobbing nel più breve tempo possibile, chiediamo alla Giunta regionale "se reputi non più rinviabile la definizione del procedimento", e quindi se non sia il caso che anche viale Aldo Moro "si metta in moto per sollecitare fli uffici competenti". Di più: questa potrebbe essere l'occasione per migliorare la situazione generale del mondo del lavoro, attraverso l'inibizione dell'"accreditamento" alle aziende nelle quali si siano verificati casi di patologie correlate a mobbing o disagio lavorativo e che non abbiano attuate, previa valutazione del rischio psicosociale ai sensi dell'art 4 del DLgs 626, tutte le misure di tipo preventivo e migliorativo delle situazioni a rischio.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE:
interrogazione_mobbing_enti_formazione.doc

Son bastati un paio di mesi (e, a dire il vero, qualche episodio spiacevole come il divieto di filmare e una lettera minacciosa ricevuta dal nostro consigliere a 5 Stelle ad aprile), per far cambiare idea ai parrucconi della politica! Da ierisera, il Comune di Sala Bolognese (Bo) ha infatti stabilito la possibilità di assistere in diretta streaming alle sedute del Consiglio comunale. Da oggi quindi le prossime assemblee saranno finalmente pubbliche, nel vero senso del termine, proprio come ad aprile avevamo chiesto noi. Anche se non ci daranno mai la soddisfazione di ammetterlo, si tratta di un grande successo a 5 stelle: l'11 aprile, infatti, il nostro rappresentante era stato caldamente invitato a smettere di riprendere. Non era la prima volta che nei piccoli comuni dell'hinterland si calpestava una regola fondamentale: che il Comune, cioè, è la casa dei cittadini, che i Consiglieri sono i rappresentanti dei cittadini stessi e che dev'essere una casa di vetro trasparente. Ma a Sala eravamo andati ben oltre, con una lettera dai toni minacciosi inviata dai tre capigruppo che siedono in Consiglio che avevano 'caldamente invitato' il nostro rappresentante a non riformulare richieste di effettuare riprese video: una concezione feudale del Comune che non abbiamo accettato!

ECCO IL LINK PER LA DIRETTA STREAMING:
http://www.livestream.com/testsalabolognese/video?clipId=pla_26553060-dca0-4162-91f7-1f68b90fc685&utm_source=lslibrary&utm_medium=ui-thumb

bottigliafreda.jpgA dicembre presentammo un emendamento alla Finanziaria che chiedeva alla Regione Emilia-Romagna di alzare sino al massimo tetto possibile le tariffe per l'estrazione di acqua potabile dal nostro sottosuolo. Questo per tutelare una risorsa comune, l'acqua appunto, dall'aggressività delle tante imprese che imbottigliano acqua minerale a costo praticamente zero, facendone ricavi favolosi senza rischi. Siamo il Paese del Mondo dove si consuma più acqua in bottiglia - con enorme consumo di carburante per il trasporto, di energia per l'imbottigliamento e di materiali per le bottiglie - che poi diventano rifiuti ingombranti e difficili da gestire. Beh, allora la maggioranza delle forze politiche espresse un generico interesse per la nostra proposta, ma tutti la bocciarono. Ora, l'idea torna in auge con l'interesse di altre forze politiche. Interesse al quale l'Assessore Sabrina Freda (IdV) non trova di meglio che rispondere che "la questione non è semplice e ci stanno lavorando" (funziona sempre così) e la spiegazione delle difficoltà è: "la Regione non può bloccare l'arrivo di acqua minerale imbottigliata in altri territori che potrebbe penalizzare le nostre imprese". Incredibile: la priorità del nostro Assessore all'Ambiente è la tutela degli interessi delle multinazionali dell'acqua (sono tre o quattro le grandi case che imbottigliano sotto nomi diversi un po' ovunque) anziché la difesa del nostro territorio e della nostra ricchezza comune. E poi il Federalismo non dovrebbe andare esattamente nella direzione di lasciare alle singole Regioni maggior margine di manovra all'interno della normativa nazionale? La nostra richiesta richiedeva di muoversi, all'interno della fascia fra minini e massimi consentiti dalla legge italiana, verso il gradino più alto. Tutto qui. Eppure...


PS: Lunedì 30 maggio vi invitiamo tutti all'incontro SUDDITI I CITTADINI? E' ora di scegliere! DEMOCRAZIA DIRETTA! che si terrà a Modena, in via Ciro Menotti 137 presso la Sala degli Ulivi, alle ore 21.00.

pericolo amianto.jpgE' di ieri la notizia che il reparto aeronavale della Guardia di Finanza di Rimini, sorvolando la zona di Maranello (Mo), ha scovato e poi sequestrato un'area con circa 400.000 chilogrammi di amianto in un ex stabilimento ceramico abbandonato. Una drammatica scoperta che rilancia con forza il tema dei censimenti a livello locale e regionale dei siti ancora infestati dal materiale killer. Occorre rivedere il sistema di monitoraggio, per evitare che sfuggano situazioni così drammatiche ed eclatanti per le maglie troppo larghe dei controlli. Ora, il rappresentante legale della società immobiliare del Crociale di Modena - che aveva preso in leasing da Italease l'intero complesso industriale - sarà denunciato alla Procura per getto pericoloso di cose, deposito incontrollato di rifiuti e inottemperanza a un ordine dell'autorità. Ma al di là dei rilievi penali, ciò che è grave è l'omissione di atti d'ufficio da parte del dirigente responsabile del Comune di Maranello in quanto titolare dell'ordinanza che, in passato, aveva intimato alla società proprietaria di provvedere alla bonifica dell'area. Dalle prime notizie emerse non risulta, infatti, che abbiano avuto seguito le ulteriori azioni di competenza necessarie a superare l'inerzia della società stessa.
A marzo abbiamo depositato una risoluzione in cui chiediamo che viale Aldo Moro si attivi 'per formulare un nuovo censimento che consenta una più precisa e puntuale rilevazione oggettiva della presenza di amianto negli edifici pubblici, attraverso i mezzi che ritenga più opportuni, che ottenga il 100% di risposte da parte degli Enti interpellati'. Purtroppo, come si vede dalla cronaca il tema è di sempre più urgente attualità. Questo fatto deve essere da stimolo per far sì che al più presto si voti ed approvi il nostro documento!

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA NOSTRA RISOLUZIONE:
ogg___risoluzione_amianto_enti.doc

trivellona.jpgNella vita, non si potrebbe vivere senza piccole 'bugie bianche'. Più triste è constatare che anche i politici mentano, ma in questo caso ciò non significa che sia legittimo. È, anzi, una cosa grave. E non giustificabile. Nel rapporto politico-elettore può mancare tutto, ma non la fiducia e la sincerità. In questo caso, il sindaco di Vergato e presidente della Comunità montana dell'Appennino Bolognese Sandra Focci ha mentito, sapendo di mentire, ai cittadini. E ne abbiamo avuto prova oggi, quando in sede di commissione regionale III "Territorio e ambiente" si discute, con il contributo di associazioni ed enti territoriali, il Piano energetico regionale.
Solo lunedì sera, in un'assemblea pubblica sul tema delle trivellazioni sui nostri Appennini, alla presenza dell'assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli e di decine di cittadini, Focci aveva affermato che (testuali parole) 'I Comuni hanno dato un parere negativo al 100% per quanto riguarda la valle del Reno'. E ancora: 'Lo dico perché, oltre che sindaco, sono presidente della Comunità montana. Abbiamo dato parere negativo, dopo un attento esame dei nostri uffici tecnici, mentre alcuni Comuni non si sono ancora espressi. Morale: Focci aveva tutto l'interesse a presentarsi, agli occhi dei cittadini della montagna infuriati all'idea dello stupro del loro territorio, come la paladina della tutela dell'ambiente. Menomale che abbiamo la registrazione della serata...
Oggi invece, in commissione ci è giunta l'osservazione dell'Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani sul Piano energetico. Ebbene: a pagina 4 si dice che, per quel che riguarda i 'giacimenti di metano', 'anche questa limitata ma importante risorsa andrebbe ulteriormente ricercata ed esplorata'. E il documento è siglato proprio da Focci in qualità di presidente della Comunità montana. Ci si chiede allora se Focci non si vergogni di prendere in giro così sfacciatamente i cittadini, su un tema tanto delicato. Chi mente in questa maniera, giocando sulla salute e sulla credulità delle persone può continuare a rappresentare degnamente tutti i Comuni della valle del Reno?

Consulta il Piano energetico regionale:

http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/energia/sezioni_home/2_piano_triennale/secondopianoattuazione_2011_2013.pdf


Dal Resto del Carlino-Cronaca di Bologna di oggi, un intervento del nostro Consigliere regionale Giovanni Favia:

"È ovvio che ci siano differenze fra destra e sinistra. Sono differenze che vengono dalla storia dei partiti, dalle personalità degli interpreti, dall'elettorato di riferimento. Ma è altrettanto vero che oggi, i partiti di destra e di sinistra - ed in primis le ammiraglie centriste PD e PDL - sono accomunati da una concezione partitocratica e personalistica della politica, che schiaccia il valore partecipativo della democrazia. Ormai i partiti sopravvivono al solo scopo di auto-perpetuarsi, perdendo col tempo la passione e privatizzando la funzione di rappresentanza dei cittadini. Questo sistema è prossimo al collasso proprio per la connivenza di PD e PDL, che - se presentano posizioni diverse su qualche tema - lo fanno esclusivamente per rispondere alle esigenze del loro elettorato. Ragionano così: non per visioni diverse, ma per calcoli di marketing. E lo fanno perché la sopravvivenza del partito è tutto, e non è fine a se stessa: serve per far girare una serie di favori, interessi, amicizie, appalti, consulenze, nomine, scambi di poltrone che costituiscono un sistema di potere che noi rifiutiamo.
Provate a chiedervi perché il segretario dei Verdi di Bologna, Filippo Bortolini, che alle comunali ha sostenuto la lista di SEL-Vendola, sia presente del CdA di ERVET società partecipata dalle Regione Emilia-Romagna; oppure perché Angelo Di Giansante, amico personale di Silvana Mura, tesoriera e numero due di IDV, sia stato nominato Presidente di ErGo, o anche come mai, in rappresentanza di tutti i cittadini di Bologna, l'Avvocato penalista Paolo Trombetti, legale privato del Sindaco Flavio Delbono e presidente E.R. della fondazione culturale RED controllata da D'Alema, sia stato infilato dal Pd nel 2009 nel CdA di Hera (a circa 100000 euro annui!), pur senza averne alcuna competenza? La lista potrebbe continuare (per fortuna in regione sta arrivando una nostra proposta di legge contro questa spartizione).
Quando ci sono poi di mezzo i soldi ed i grandi appalti, sono sempre tutti allineati: 250 milioni di euro dietro un obbrobrio come il People Mover, per non parlare delle gravi responsabilità bipartisan sul Civis o della colata di cemento che sta piovendo su Bologna con la scusa dell'housing sociale (quando vedete due parole in inglese preparatevi perché dietro c'è sempre la fregatura). Per alcuni il MoVimento 5 Stelle (vero Calzolari?) è un serbatoio di voti. Ma noi non abbiamo "elettori", ma "persone" che hanno sposato il nostro progetto e ci aiutano a portarlo avanti. Siamo sempre di più perché la gente si rende conto che il vero voto utile è a noi.
I partiti vogliono dimostrare di poter cambiare rotta? Tolgano i soldi dalla politica. La politica non è carriera, non è interesse. La politica è un servizio che alcuni cittadini fanno ad altri cittadini, ed è come noi la concepiamo. Questo loro non lo capiscono. Se vogliono cominciare, rinuncino ai rimborsi elettorali, che costano agli italiani oltre 1 miliardo di euro l'anno. Ma senza i soldi delle campagne pubblicitarie e le clientele, chi li voterebbe più questi qua?"

"Se in futuro il collega Andrea Defranceschi vorrà unirsi a noi in questo sforzo sarà il benvenuto". Così, ieri, il Capogruppo Pd in Regione Marco Monari ha risposto piccato al nostro annuncio che viale Aldo Moro aveva finalmente deciso di ascoltare cittadini e Movimento 5 Stelle nella lotta contro la caccia agli idrocarburi in Appennino. Bene: Monari ci accusa, tanto per cambiare, di "dipingere la realtà diversamente da come essa è". Ma chi racconta una favola ai cittadini, e chi la verità, se è vero - come è vero - che il Piano energetico regionale sanciva il benvenga alle trivellazioni. E che lo scorso 29 marzo il Pd ha bocciato una nostra risoluzione sul tema giudicandolo non urgente?

Dopo la rivolta dei cittadini, e la bocciatura in Aula della nostra risoluzione che chiedeva di bloccare lo sfruttamento selvaggio degli Appennini alla ricerca di idrocarburi, finalmente lunedì abbiamo registrato un dietrofront di viale Aldo Moro in favore della tutela del territorio. Ora speriamo che anche i sindaci dei Comuni interessati facciano il loro dovere, partecipando alla Conferenza dei servizi. Di trivelle si è parlato in un'assemblea pubblica tenutasi lunedì sera a Marzabotto (Bo). E qui, davanti a decine di cittadini, l'assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli ha promesso che, se la maggioranza dei Comuni in Conferenza dei servizi dovesse opporsi, anche la Regione si opporrà alle trivellazioni. E' un cambio di politica radicale: fino a un mese fa, la politica regionale era ben diversa. Non solo perché ogni richiesta delle multinazionali di violentare il nostro territorio sono state varate senza battere ciglio. Non solo perché, il 29 marzo scorso, è stata bocciata la nostra risoluzione volta a bloccare le trivellazioni. Ma anche perché la voglia di trivelle era ben chiara nei contenuti espliciti del Piano energetico regionale.

Nel documento, ad esempio, è scritto: "Le royalties che derivano da tale attività [si riferisce all'up-stream] rappresentano un'importante voce del bilancio dello Stato e della Regione." (pag. 66). E ancora: "Un possibile mutamento di tendenza è legato all'inserimento della valorizzazione delle risorse endogene ed in particolare del metano tra gli obiettivi della politica energetica nazionale. In questo senso si esprime la legge regionale n. 26/04. Lo spazio concreto di iniziativa della Regione in questo campo può riguardare: a) il contributo alla semplificazione ed accelerazione delle procedure autorizzative, per quanto di competenza; b) la messa in campo di misure atte ad attrarre nuovi investitori, specie per quello che riguarda gli incentivi alla coltivazione dei giacimenti marginali, previa valutazion e dei possibili fenomeni legati alla subsidenza" (pag. 67).

Ben venga, allora, questa inversione di rotta della Giunta, arrivata grazie alla lotta dei comitati di cittadini e delle associazioni come Legambiente, oltre che alla nostra battaglia in Aula. E ora ci aspettiamo che anche i primi cittadini dei Comuni interessati dalla minaccia di dissesto idrogeologico facciano la loro parte: partecipino attivamente alla Conferenza e blocchino questo scempio. È da folli lasciare la possibilità a queste compagnie straniere di venire a depredare il nostro territorio per due spiccioli. Esponendoci inoltre al pericolosissimo rischio di subsidenza. Noi, questa battaglia la combattiamo da sempre. Chi è, allora, che dovrebbe unirsi a chi nella lotta per la tutela del territorio? Noi o loro?

LA NOSTRA RISOLUZIONE PER DIRE STOP ALLE TRIVELLAZIONI:
risoluzione pozzi.doc

LEGGI IL PIANO ENERGETICO REGIONALE:

demetra.regione.emilia-romagna.it/stampa/delibere_pdf/viii%20legislatura/2007/0141-ogg2130.pdf

parto-naturale.jpgNegli ospedali della nostra regione le donne in attesa di partorire non hanno diritto, se lo volessero, ad ottenere l'analgesia epidurale. In alcuni ospedali manca il personale, in altri invece la prestazione è a pagamento (oltre 700 euro) e ad "estrazione".
Giunta e assessore competente si impegnino ad attivare le iniziative più opportune perché le tecniche di analgesia epidurale per l'espletamento del parto naturale vengano incluse fra le prestazioni garantite, a titolo gratuito, in tutti gli Ospedali della Regione e a tutte le partorienti senza distinzione di età e di reddito.
Per noi è una questione di civiltà, e oggi abbiamo depositato una risoluzione. La situazione infatti sta aggravandosi: chi partorirà dal primo giugno in poi, in base all'accordo interaziendale sottoscritto dal Policlinico Sant'Orsola e dall'Ospedale Maggiore di Bologna, e dall'Ospedale di Bentivoglio (BO), avrà diritto all'epidurale gratuita solo se ha meno di 26 anni oppure più di 38 o se soffre di ben determinate patologie. E questo inasprimento nella libertà di scelta della donna, nella civilissima Emilia-Romagna, arriva in una situazione di difficoltà già vigente per chi non avesse la possibilità di pagare oltre 700 euro per l'anestesia. Al Policlinico bolognese, ad esempio, fino a oggi di epidurali gratuite ne venivano messe in calendario appena 10 a settimana: chi telefonava prima, si aggiudicava l'anestesia gratis, le altre donne, dovevano farla a pagamento. Una lotteria a discapito della salute femminile che troviamo del tutto inaccettabile.
Considerato allora che le linee guida, in materia di parto, emanate dalla stessa Regione Emilia-Romagna prevedrebbero l'esistenza di un reparto ospedaliero di Maternità che offra gratuitamente l'analgesia epidurale in ogni provincia della regione, e che, al momento, non è così in tutte le province, chiediamo che l'Assemblea si faccia portavoce, alla giunta e all'assessore competente, per garantire all'interno dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, o dei punti nascita, gli spazi e le figure professionali necessari per attuare il parto indolore, sia in regime di ricovero, sia in attività libero-professionale intramuraria. Fondamentale è che sia la gestante ad avere la totale libertà di scelta su come partorire. Anche per questo, stiamo preparando un progetto di legge per la promozione e l'agevolazione nelle strutture sanitarie emiliano-romagnole del parto umanizzato.

manifesto referendum piccolo.jpgIl 12 e 13 Giugno 2011 abbiamo un'occasione irripetibile per far sentire la nostra voce. Quattro quesiti importantissimi ci chiedono se vogliamo che l'acqua rimanga per sempre un bene comune, se vogliamo scongiurare un ritorno al nucleare, se vogliamo che la legge sia davvero uguale per tutti. Quattro quesiti, 4 SI. Ma perché la nostra voce valga davvero, dovremo essere 25 milioni di italiani a votare. Aiutaci anche tu a raggiungere il quorum perché i referendum siano validi. SCARICA IL MANIFESTO DA DIFFONDERE E FAR CIRCOLARE!

bandierabalcone.jpgA Novellara, in Provincia di Reggio Emilia, alcuni cittadini sono stati costretti a rimuovere dai propri balconi le bandiere del forum acqua bene comune, in sostegno ai SI dei referendum del 12 e 13 giugno prossimi.

Troviamo vergognoso che a sporgere denuncia siano stati alcuni esponenti di un partito politico che ha tutto l'interesse a far fallire i referendum del 12 e 13 giugno per difendere il nucleare, l'acqua privata e il proprio leader. I vigili urbani sono stati costretti ad invitare i cittadini a rimuovere le bandiere che sventolavano sui balconi anche se poi il Sindaco è riuscito ad ottenere che la multa prevista, di 1000 € (!) venisse sospesa, ma la rimozione dei vessilli c'è stata. E' propaganda illegittima? Questa legge va cambiata, ancora di più alla luce del vero scandalo: la Casta, ad ogni campagna elettorale, si auto-condona le multe con una legge ad hoc, sanando migliaia e migliaia di manifesti irregolarmente affissi con la cifra simbolica di 1000 €. Ora invece pretende che sia ogni singolo cittadino a pagare 1000 € per aver messo una bandiera al proprio balcone! Ora ci auguriamo che i partiti, se davvero tengono alla riuscita delle consultazioni popolari, scatenino la propria macchina propagandistica per portare tutti alle urne. Il 12 e 13 giugno il successo sarà raggiungere il quorum, la vittoria la maggioranza dei SI.


Il video sulle bandiere rimosse a Novellara:
http://tv.repubblica.it/dossier/referendum-2011/reggio-emilia-chi-espone-bandiere-del-referendum-rischia-1000-euro-di-multa/68749?video&pagefrom=1

Un servizio de "Le Iene" che ricorda lo scandalo dei manifesti:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/211743/calabresi-condono-manifesti-elettorali.html

IMG_3522.JPGStop al mercato delle poltrone, libertà assoluta agli elettori nelle città che andranno al ballottaggio, e proposte concrete per cambiare la politica e il benessere dei cittadini in quelle dove il sindaco è già stato eletto. Sono i punti saldi esposti questa mattina in Regione dai nostri Consiglieri Regionali Andrea Defranceschi e Giovanni Favia e i candidati sindaco e neoeletti consiglieri comunali Massimo Bugani (Bologna), Pietro Vandini (Ravenna) e Luigi Camporesi (Rimini), Alberto Papperini (Cesenatico) e Raffaele De Sandro Salvati (Cento). Eccovi i primi lanci di agenzia...E poi, qua sotto trovate i link di alcune foto!

(ER) APERTURA DEI GRILLINI: MAGGIORANZA DEBOLE, AVRANNO BISOGNO DI NOI

(DIRE) Bologna, 18 mag. - Fuori dalla giunta di Virginio Merola,
se mai dovesse esserci un invito esplicito, "perche' altrimenti
tradiremmo il voto dei nostri elettori". Ma pronti a indicare al
sindaco i nomi di tecnici "competenti". Persone comunque del
movimento? "Persone degne". Dopo la sbornia elettorale il
Movimento 5 Stelle fissa la rotta, e non solo a Bologna. Oggi i
due consiglieri regionali Giovanni Favia e Andrea Defranceschi
hanno ospitato nei loro uffici di viale Aldo Moro alcuni dei
consiglieri comunali eletti nelle altre citta'
dell'Emilia-Romagna in cui si e' votato per presentarli alla
stampa. "Abbiamo sfondato il muro dei 40 eletti- rivendica Favia
con orgoglio- e abbiamo fatto tutto in due anni, quindi e' un
grandissimo risultato". Tanto che il bolognese Massimo Bugani
ironizza sull'invito a crescere del leader del Pd Pierluigi
Bersani: "Lo stiamo facendo, glielo stiamo dimostrando".
A Bologna e' stato il segretario cittadino della Cgil Danilo
Gruppi a invitare il neosindaco Merola a trovare spazio nella sua
giunta per le istanze grilline. Favia sul punto e' netto: "Non ci
vendiamo per delle poltrone. Nessuno di noi potrebbe entrare
nella giunta con questo sindaco". Discorso che vale per tutte le
altre citta': "Ma se vogliono da noi il nome di un tecnico-
aggiunge il consigliere regionale facendo comunque un'apertura al
sindaco- noi glielo diamo". Si trattererebbe comunque di
simpatizzanti del movimento? "Di persone degne", risponde Favia
che pero' di nomi non ne fa.

Insomma i grillini si tengono lontani
dalle giunte, anche se l'apertura di credito c'e' tutta rispetto
al refrain della lontananza dai poli. "Non vogliamo fare la fine
di Verdi e Idv che sono stati costretti a votare provvedimenti
contrari al mandato dei loro elettori", puntualizza Defranceschi.

Anche perche' il timore, come spiega il ravennate Pietro Vandini,
"e' che offerte simili possano arrivare per sporcarci, per far
credere che siamo uguali agli altri". E invece "il problema che
hanno con noi- riprende Favia- e' che non riescono ad
annetterci". Nulla a che vedere con gli "animali addomesticati" a
cui Favia paragona Sel. E a proposito dei vendoliani e di Amelia
Frascaroli il grillino ridimensiona il risultato ottenuto dalla
loro lista: "Non e' cosi' eclatante, visto che e' la somma di
diversi soggetti. Non c'e' solo Sel, ci sono anche i Verdi, pezzi
di Rifondazione e del Pd che si riconoscono in Frascaroli".

Soprattutto, Favia non riesce a mandare giu' "gli attacchi
sferrati ieri dal portavoce di Frascaroli. Ci hanno dileggiato,
hanno detto che i nostri sono voti persi. Invece in campagna
elettorale Frascaroli disse che era pronta al dialogo con noi...

Ora ci deve dire se ci vede come nemici o no".
Ma al dialogo il Movimento 5 Stelle non rinuncia: "Noi
speriamo di poterlo fare in consiglio, anche perche' questa
giunta sara' debole- sentenzia Favia- Bastera' qualche assenza,
il Pd si trovera' spesso senza maggioranza e ad aver bisogno di
noi".
Quanto ai posti di garanzia di Palazzo
d'Accursio (la vice presidenza del consiglio comunale e la
presidenza della commissione Bilancio) tradizionalmente riservati
alle minoranze, Bugani ammette che sara' difficile ottenerne
qualcuno: "Pdl e Lega nord hanno fatto due gruppi distinti... Ma
se ci offrono qualcosa noi non ci tiriamo indietro, piu'
riusciamo a vigilare e meglio e'".
Intanto, il neo consigliere del Comune di Bologna annuncia le
prime battaglie che intende intraprendere: riduzione degli
stipendi di sindaco e assessori ("anche del 50%"), no al People
mover ("faremo di tutto per fermarlo") e anagrafe pubblica degli
eletti. Proprio Bugani ha esordito in conferenza stampa aprendo
sotto le telecamere e i flash dei fotografi la busta che
conteneva il risultato del test antidroga. "Sono negativo a
tutto", comunica. Ma il Movimento 5 stelle non chiedera' di nuovo
a Virginio Merola di sottoporsi al test, ora che e' diventato
sindaco: "In ogni caso- ci tiene a precisare Favia- la nostra
richiesta era un atto di trasparenza in stile 'Iene' (la
trasmissione di Italia Uno, ndr), non certo in stile Giovanardi".


(Evi/ Dire)
16:37 18-05-11

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cielo_stellato.jpgIl cielo sopra l'Emilia-Romagna è ancora più stellato dopo la tornata delle Elezioni Amministrative del 15 e 16 maggio.
Oltre 44.000 persone hanno scelto i nostri sindaci, nei 14 Comuni dove ci siamo presentati. Ora avremo tre Consiglieri Comunali a Bologna, tre a Ravenna, uno a San Martino in Rio, uno a Castellarano, uno a Sala Braganza, uno a Codigoro, oltre a quelli che ci verranno assegnati - dopo i ballottaggi - in altri comuni come Rimini e Cesenatico.
Grazie davvero a tutti voi che ci avete creduto! Ora avrete un riferimento in più nei vostri Comuni per rendere più trasparente il vostro rapporto con le istituzioni. Grazieeeee!!! Aiutateci ancora con le vostre segnalazioni, il vostro impegno, diffondendo le nostre idee sulla rete e agli amici.

I risultati:

  • Bologna - Massimo Bugani - 19.969 - 9,50% - Movimento 5 Stelle - 17.778 - 9,40%
  • Ravenna - Pietro Vandini - 8.452 - 9,83% - Movimento 5 Stelle - 7.347 - 9,30%
  • Rimini - Luigi Camporesi - 8.487 - 11,32% - Movimento 5 Stelle - 7.655 - 11,76%
  • Cento - Raffaele De Sandro Salvati - 966 - 4,91% - Movimento 5 Stelle - 898 - 5,81%
  • Cesenatico - Alberto Papperini - 2.019 - 14,16% - Movimento 5 Stelle - 1.845 - 14,47%
  • Finale Emilia - Carlo Valmori - 327 - 3,61% - Movimento 5 Stelle - 314 - 3,95%
  • Salsomaggiore Terme - Fabrizio Crinò - 671 - 6,16% - Movimento 5 Stelle - 621 - 6,48%
  • Codigoro - Andrea Castagnoli - 1.135 - 15,02% - Movimento 5 Stelle - 1.135 - 15,02%
  • Tresigallo - Eleonora Castaldini - 221 - 7,89% - Movimento 5 Stelle - 221 - 7,89%
  • Vigarano Mainarda - Emanuele Andreatta - 389 - 8,08% - Movimento 5 Stelle - 389 - 8,08%
  • Sala Baganza - Giuseppe Distante - 283 - 9,58% - Movimento 5 Stelle - 283 - 9,58%
  • Rottofreno - Eduardo De Luca - 575 - 9,49% - Movimento 5 Stelle - 575 - 9,49%
  • Castellarano - Denis Severi - 601 - 7,27% - Movimento 5 Stelle - 601 - 7,27%
  • San Martino in Rio - Alessandro Bussetti - 323 - 7,73% - Movimento 5 Stelle - 323 - 7,73%

Go sveglia M5S.jpgIl dado è tratto. Teniamo i nervi saldi e seguiamo gli exit poll!! Stay tuned :)

Il link della Regione con i risultati degli spogli:
http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/elezioni2011/

Lenzuolone M5S.jpgAvete tempo fino alle 15 di oggi pomeriggio per cambiare le città e i paesi della nostra regione con un voto più che utile! Correte alle urne, quindi!
Sono oltre un milione gli emiliano-romagnoli chiamati alle urne per eleggere sindaci e Consigli comunali di 46 Comuni (di cui i capoluoghi di provincia Bologna, Ravenna e Rimini): a questi si aggiunge anche il rinnovo della Provincia di Ravenna.

Buon voto a tutti! Ricordatevi di fare una croce sul nome del nostro candidato Sindaco, e una - MOLTO IMPORTANTE - sul simbolo della LISTA!!!

piazzamaggiore.jpgNegli ultimi giorni la campagna elettorale ha preso una piega polemica fastidiosa, anche se non del tutto inaspettata. Siamo stati accusati di essere "inutili" e ai cittadini è stata venduta la favola che un voto per noi sia disperso. Da quanti anni con questa favoletta ci hanno fatto ingoiare di tutto?
Ecco cosa scrive Beppe Grillo sul suo blog.

"L'unico voto utile è quello che dai a te stesso, alle tue convinzioni, a un programma. Libertà è partecipazione come diceva Gaber. Libertà non è inserire una scheda in un'urna e sperare che siano gli altri a occuparsi della tua vita. Se non te occupi tu dei problemi che ti riguardano, dalla scuola alla salute, perché dovrebbero occuparsene dei politici professionisti equivalenti a parassiti sociali molto ben pagati e senza responsabilità alcuna dei risultati (mai) raggiunti. La democrazia non è una competizione fatta di percentuali, ma la somma di responsabilità individuali, di pensieri, di persone, di obiettivi condivisi. La democrazia senza il senso di comunità non è nulla. E' un artificio, un castello costruito sulle nuvole. Un voto al MoVimento 5 Stelle non è un voto tolto a qualcun altro, ma un'affermazione di esistenza dei cittadini."

Qui in Emilia-Romagna il Pd è stato colto da tremarella pre-elettorale, e ha fatto ricorso alla paura delle destre per tenersi attaccato quell'elettorato che da tempo non si riconosce più nel "Partito". L'attacco è stato totale. Siccome sappiamo che sui media non ci sarà completezza di informazione, ecco alcune note che abbiamo diffuso ma che non troverete pubblicate:

VICENDA TEST-ANTIDROGA:
Non capiamo tutta questa agitazione nel centro-sinistra per la nostra richiesta di un test anti-droga ai candidati: quando lo chiese Daniele Corticelli nessuno alzò un polverone così. Massimo Bugani però l'ha fatto subito, e appena arriveranno i risultati li daremo. Non capiamo... La destra mi sembra più calma, la sinistra nel panico, anche se né Manes Bernardini né Virginio Merola hanno ancora risposto. Li aspettiamo. Questa è una polemica montata sul nulla, una classica 'arma di distrAzione di massa'. Il centro-sinistra sposta l'attenzione su di noi, e su un solo concetto di una lunga conferenza stampa, perché non sa come rispondere alle nostre vere domande, quelle che interessano i cittadini: cosa vogliamo fare con la cementificazione del territorio? Cosa vogliamo fare sull'abbassamento dei costi della politica? Cosa vogliamo fare con il People Mover e il Civis? Il Pd è incostante, non riesce a mantenere una posizione chiara...
Fra l'altro siamo stati attaccati da Franco Grillini, dell'IdV, che forse lamenta qualche problema di memoria: non si ricorda quando 'Le Iene' di Italia 1 gli chiesero il test antidroga davanti al Parlamento e non ebbe problemi a farlo? Perché ora non va più bene? Cos'è cambiato? Si sono già scordati la campagna che fecero qualche tempo fa a Roma? Riportiamo uno stralcio di un articolo di allora:

"Armati di preservativi e di pere, sdoganando lo slogan "Le pere è meglio mangiarsele che farsele", Paolo Cento, Luana Zanella, Grazia Francescato, Paola Balducci, Franco Grillini (Sinistra democratica) e Donatella Poretti (Rosa nel pugno) si fanno avanti sorridenti. È evidente l'intenzione di sbeffeggiare l'iniziativa. "Denunciamo l'ipocrisia di questo test: come quelli antidoping bisognerebbe farli al sabato, non di mercoledì. La sfida all'Udc è di fare il test a sorpresa, un sabato deciso dai giornalisti".

Forse non ricordano nemmeno la proposta del Gruppo Provinciale di Bologna IdV presentata nel dicembre scorso? La memoria gliela rinfreschiamo noi
www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/bo/?p=1010
e ricordiamo anche che il Partito Democratico la bocciò la richiesta...

Problemi di memoria corta? Consigliamo di assumere molto fosforo...


QUESTIONE NUOVO STABILIMENTO DUCATI
Pretestuosamente, i giornali continuano a riportare che presenteremo un esposto contro la variante la PSC per il nuovo stabilimento della Ducati, che sorgerà su un'area agricola di qualità primaria. Non è vero. Sappiamo non esserci stata alcuna variante, proprio perché l'accordo fra istituzioni ha scelto di percorrere la via di andare in deroga agli strumenti urbanistici. E' questo che contestiamo, il ricorso all'articolo di una legge che invece andrebbe usato solo per "pubblica utilità". E questo non è il caso. Ecco la nostra specifica, a firma di Giovanni:

Siamo contenti che Ducati vada bene, è un grande orgoglio per Bologna e in particolare per Borgo Panigale, e io sono di Borgo Panigale, quindi non posso che essere felice se l'azienda va bene. Se Gabriele Del Torchio fosse stato presente avrebbe sentito che ho detto che lui fa 'un ottimo lavoro'. La nostra critica e l'oggetto del nostro esposto è sulla compra-vendita del terreno. A noi, come cittadini e difensori della cosa pubblica, interessa che le regole valgano per tutti. Non abbiamo nulla in contrario a che l'amministrazione identifichi una zona adeguata al nuovo stabilimento Ducati, che rappresenta un patrimonio locale e nazionale, ma vogliamo che tale trattativa sia fatta alla luce del sole e senza ricorrere pretestuosamente all'articolo 40 della Legge Regionale 20, che consente di andare in deroga agli strumenti urbanistici solo per 'pubblica utilità': e questo non è il caso.

Anche in serata alla serata in piazza del PD le alte gerarchie del Partito hanno pensato bene di dedicare un lungo passaggio per attaccarci: bene, si vede che ci temono.

Buon voto a tutti! Ricordatevi di fare una croce sul nome del nostro candidato Sindaco, e una - MOLTO IMPORTANTE - sul simbolo della LISTA!!!

Nella competizione elettorale i partiti minori spesso non partecipano e "appoggiano" il candidato di uno dei due poli. Si chiama "realpolitik". In sostanza il partito minore contratta a tavolino con il Pdl o il Pdmenoelle due consiglieri regionali, quattro consiglieri comunali, un assessore. Decide di non presentarsi, o di far finta per poi far confluire i suoi voti al ballottaggio. In pratica è la spartizione delle spoglie del cittadino elettore a sua insaputa.
A Torino, solo per fare un esempio, c'è Fassino che corre (ma dove corre povera anima?) con l'appoggio di tutti i partiti del centro sinistra di ordinanza che non hanno perciò presentato una loro lista, ma hanno già i consiglieri in Sala Rossa. Il partito minore può anche appoggiare indifferentemente un polo o l'altro. La candidatura della Bresso alla Regione Piemonte fu sostenuta dall'UDC di Casini. Il prezzo della rinuncia a una lista indipendente è l'assegnazione di un cospicuo numero di consiglieri a chi si presta a fare da mosca cocchiera. Il partito minore non è interessato alla percentuale di voti che avrà, ma al numero di poltrone che contratta prima. E' il modello "captive" contro quello del libero mercato. Un'azienda "captive" ha un solo cliente a cui fattura, se il cliente cambia le sue logiche o entra in crisi, l'azienda "captive" fallisce. E' successo a centinaia di società che lavoravano per Fiat o per Telecom.
La realpolitik di vendersi il culo conto terzi ti mette al riparo dal libero mercato, dal giudizio dei cittadini, vinci anche se perdi e non hai nessuna barriera da superare per entrare in Consiglio. Le aziende "captive" non sono interessate alla competizione, al miglioramento del prodotto, agli elettori, al rispetto del programma, vivono per il loro unico cliente. I partiti captive hanno Bersani e Berlusconi come clienti. Alcuni sono fedeli a un solo polo, altri sono ondivaghi, come i radicali, per alzare la posta. Per i partiti "captive" non esiste il rischio di impresa, non investono sui cittadini o sul rispetto del programma, ma solo su quello che chiamano alleato, ma in realtà è un elemosiniere che li tiene in vita. Una bella vita. Il potere di contrattazione dei partiti "captive" si affievolisce nel tempo insieme ai loro voti (dopo un po' il cittadino preferisce votare l'originale) fino alla loro scomparsa, In quel caso i sopravvissuti, di solito i vertici, confluiscono nel partito maggiore e si godono i frutti della realpolitik.
Altri esempi?
L'orologio nucleare si è fermato l'11 marzo 2011, ma i nuclearisti italiani non si fermano mai, veri zombie della politica. Alla Camera il voto sull'accorpamento del voto amministrativo e dei referendum è terminato con 276 contrari e 275 a favore. Un risultato che accontenta tutti. Il Governo, perché non è passata la mozione, l'opposizione (?) perchè ha dato testimonianza di esistenza in vita e ha potuto esprimere la sua rabbia e indignazione con il duo Bindi/Franceschini. Quest'ultimo ha detto: "E' inaccettabile e incomprensibile... Non si è trattato di un no qualsiasi visto che con l'election day si sarebbe votato insieme sul legittimo impedimento, sul nucleare e sull'acqua. Intendo convocare l'ufficio di presidenza". Referendum dei Movimenti per l'Acqua e di Idv che peraltro il pdmenoelle non ha mai voluto, né sostenuto.
La colpa del mancato accorpamento che avrebbe fatto risparmiare 350 milioni agli italiani e raggiungere il quorum è stata attribuita allo sciagurato Marco Beltrandi, radicale e pdimeoellino, paghi uno e prendi due. La cui confusione mentale traspare dalle parole per giustificare il suo voto: "Ho votato in dissenso dal Pd perchè sono contrario al quorum e perchè penso che l'election day sia un sotterfugio per aggirare la legge". Insomma ha votato no per dire si, ma voleva dire forse. Da ricoverare. Il dito puntato contro il capro espiatorio (qualcuno bisogna pur sacrificare) ha fatto passare in secondo piano l'assenza di 10 deputati pdimenoellini (*), 8 del FLI e 2 dell'Idv. Dov'erano questi signori pagati dagli italiani? Loro, insieme a chi ha votato a favore, sono responsabili di fronte alla Nazione dell'eventuale mancato quorum. Della costruzione di centrali nucleari in Piemonte, Sardegna, Campania. Del futuro dei nostri figli. Non esiste giustificazione per la loro assenza.
(*) Fassino era a Torino per una cerimonia per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, autorizzato dal partito

Vi e' qualcosa di incredibilmente comico nella goffe azioni del partito democratico.

Da quanto siamo entrati in regione, qualcosa e' cambiato. Per la prima volta in un Consiglio regionale dei politici si sono abbassati lo stipendio, e' stata istituzionalizzata la diretta streaming e anche se non da questa legislatura (come volevamo noi) sono stati aboliti i vitalizi. A microfoni spenti, anche i nostri antagonisti politici ammettono come, a far cambiare l'aria, sia stato il nostro ingresso nelle torri di Via Aldo Moro. Purtroppo le vittorie sono parziali, ad esempio gli stipendi sono ancora troppo alti, noi volevamo portarli per legge intorno ai 3000 euro, abolendo alcune forme di rimborso sganciate dalla realta' e dimezzando l'indennita' base, ma grazie al PD non e' stato possibile, solo una riduzione di facciata e la classica frase "nelle altre regioni fanno peggio". Pero' si sono presi i titoli nei giornali. Poco importa il fatto che la primogenitura della proposta di legge per ridurre i costi della politica fosse stata nostra, sappiamo come il PD ci tenga a sventolare la bandierina e glielo lasciamo fare. Dopotutto loro sono un partito, interessati alla gestione del consenso per poltrone e future elezioni, noi invece pensiamo alle prossime generazioni ed ad un presente con un cantuccio di aria fresca e pulita dentro al quale poter respirare.

pal.jpg Bene, questa premessa per tornare allo sketch comico targato PD, il teatrante (senza offesa per una cosi' nobile arte) di turno si chiama Costi Palma, soprannominata scherzosamente dagli amici Modenesi "Salma" per via del suo essere ancorata a forme di politica per noi defunte.

Questa signora ha presentato un'interrogazione in regione con annesso comunicato stampa, facendo intendere movimenti poco chiari ed ingannevoli legati alle cifre da me ed Andrea ricevute come stipendio. Insomma, come dice il detto popolare, la merda che si rivolta al badile. Il bello e' che questo comunicato e' partito nell'ultimo giorno utile per la stampa prima delle elezioni, e guarda caso poco prima di sera. Proprio un'operazione per far uscire un'articolo di tenore regionale diffamatorio o comunque ambiguo (toccandoci nel rigore) nei nostri confronti a due giorni dal voto (immagino quanti giornalisti se lo sarebbero aspettato fregandosi le mani), senza possibilita' di replica nostra, il giorno successivo, per via del silenzio elettorale. Peccato per la Consigliera Costi che il sottoscritto abbia la cattiva abitudine di rimanere in ufficio sino a tardi e che il lancio delle agenzie di stampa, tra mille altri, non mi sia sfuggito. Ora se i giornalisti vorranno scrivere dovranno riportare l'immediata replica, nella quale non sono stato per nulla moderato, capite che quando lotti senza sosta da mattina a sera, le scatole davanti a certe strumentalizzazioni ti girino.... A voi il comunicato a questo link invece il suo http://www.facebook.com/notes/palma-costi/interrogazione-sulle-indennità-dei-consiglieri-regionali-del-movimento-5-stelle/10150294356118238

AUTOGOAL DELLA CONSIGLIERA COSTI: ORA FUORI I CONTI DEL PD E LE LORO BUSTE
PAGA, LE NOSTRE SONO GIA' ONLINE

Clamoroso autogoal della Consigliera Palma Costi, che predica bene e
razzola male. Il PD, tramite la sua esponente modenese, prima chiede di
sapere quanto guadagnano i "consiglieri grillini", poi dice che sul
nostro sito ha trovato le buste paga ed indica gli importi. Delle due
l'una...

Peccato che le uniche buste paga che manchino on-line siano proprio quelle
del PD e degli altri partiti!

Le nostre buste paga sono online sul sito e questo mostra la nostra
diversità dal PD e svela il contenuto strumentale ai fini elettorali di
questa boutade Piddina.

Però ci sentiamo di ringraziare la Consigliera Costi, ci spiana la strada
per una nuova interrogazione: chiederemo che tutte le buste paga vengano
messe da subito on-line insieme ai bilanci puntuali del gruppo consiliare e
relative consulenze e collaborazioni.

La Consigliera Costi ha prodotto come prima firmataria ben 8
interrogazioni, 1 interpellanza, 6 risoluzioni. Quanto ha guadagnato in un
anno? Quanto è costato alla collettività ogni suo singolo atto? Al 2010
(lo trovate qui:
http://trasparenza.emiliaromagna5stelle.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5)
la Consigliera percepiva netto oltre 8000 €/mese di cui, dice, versava, a suo dire,
1500 € al Pd. Però non abbiamo altre notizie, visto che non ha mai
pubblicato nulla.

Nel nostro MoVimento, ogni singolo cittadino può verificare come spendiamo
i soldi. Tutto è controllabile dai cittadini nelle relazioni semestrali
durante le quali illustriamo in assemblee pubbliche le entrate e le uscite
dello stesso, saldo bancario in mano.

"Nelle mie tasche - dice il Consigliere regionale Favia - entrano solo
2500 Euro mensili, come il MoVimento spenda il resto viene deciso in
assemblee pubbliche. La cifra stessa viene stabilita ogni sei mesi dai nostri elettori attraverso forme di democrazia partecipata, noi non abbiano nulla da nascondere. Il conto è intestato agli eletti, perché il nostro
MoVimento non è un partito e non abbiano ne tesorieri ne segretari, tutto
però è pubblico e verificabile. Comunque il MoVImento 5 Stelle regionale vorrebbe fare a meno di quei soldi in avanzo: abbiamo quindi presentato una proposta di legge
per dimezzare le indennità dei consiglieri regionali, bocciata dalla Costi
e da tutto il PD, che però finanzia con 1500 Euro al mese il partito,
pesando sulla collettività. Si vergogni.

Dov'è poi la trasparenza del PD?

Nel MoVimento 5 Stelle tutto viene tracciato ed è pubblico tramite il
nostro sito internet
http://trasparenza.emiliaromagna5stelle.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4
che la consigliera ben conosce. Il PD fa altrettanto? Non ci risulta.

Restiamo in attesa che la consigliera Costi e tutto il Partito Democratico
pubblichino online i loro resoconti di come spendono il denaro pubblico.
Nel frattempo NOI RILANCIAMO preparando un'interrogazione con cui
richiedere che la Regione fornisca pubblicamente questi dati e gli stessi
vengano pubblicati mensilmente su un sito internet.

Ricordiamo inoltre che il Movimento 5 Stelle è stato l'unico movimento
politico a RINUNCIARE AI RIMBORSI ELETTORALI (quasi un milione di Euro) che
sono stati lasciati direttamente allo Stato in quanto in questo caso la
legge lo permette. Il PD ha fatto altrettanto? Non ci risulta.

Capiamo che siano preoccupati per il nostro prossimo risultato elettorale,
ma così facendo, azionando un inceppata macchina del fango, la Consigliera Costi si
copre di ridicolo. Ora ci dica quanto guadagna al mese, al netto dei
versamenti al partito e compresi i rimborsi, e poi lo vada a dire anche ai
cassintegrati, raccontando come lei ed i suoi colleghi hanno fatto in Consiglio, che quelle indennita' sono adeguate. Vedremo come l'accoglieranno.

Giovanni Favia
Consigliere Regionale
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Casa abusiva.jpgFinalmente un risultato nella nostra battaglia contro gli abusi edilizi sull'Appennino bolognese! La Regione Emilia-Romagna, con delibera 439 del 2011, si è costituita parte civile nel processo che inizierà l'8 giugno contro Ivano Nanni, ex Direttore dell'Ufficio Tecnico del Comune di Vergato. La vicenda riguarda i lavori fatti illegalmente in una quarantina di stabili, fra cui case, stalle e capannoni, nella zona della Sanguineda, vicino Vergato. Abusi più volte denunciati dal Movimento 5 Stelle, costati minacce e denunce ad un consulente dell'unica inquilina "legittima", ed episodi spiacevoli anche al Capogruppo Andrea Defranceschi. Per noi è una grande vittoria, che arriva anche in conseguenza della mozione che presentammo in Aula proprio perché la Regione si costituisse parte civile. Finalmente, con questa decisione, l'Emilia-Romagna mette un paletto importantissimo nella tutela della legalità e del territorio. È una giornata fondamentale contro l'abusivismo. Nella delibera, infatti, si legge che 'la Regione Emilia-Romagna, in conseguenza di tali condotte delittuose, ha subito danni materiali e morali consistenti in particolare nella lesione delle funzioni amministrative dell'Ente Regione in materia di Siti di Importanza Comunitaria (SIC), nonché della propria immagine nei confronti dell'opinione pubblica locale e regionale, con effetti sicuramente pregiudizievoli per la stessa Regione Emilia-Romagna'. Una simile presa di posizione, a tutela dell'ambiente, costituirà un precedente da tenere sempre in considerazione, ed è la conferma che la nostra bussola è sempre stata e sempre sarà la legalità, e mai gli interessi privatistici. Ora, ci chiediamo se questo basterà a svegliare il Sindaco di Vergato Sandra Focci, che da anni, come uno struzzo, nasconde la testa sotto la sabbia: sarebbe il caso che facesse qualche controllo sugli abusi e dilizi nel suo Comune, anziché continuare ad ignorare la questione. Speriamo che questo suo comportamento omissivo non sia conseguenza di qualche scheletro nell'armadio...

La delibera sulla costituzione a parte civile da parte della Regione:
Delibera Sanguineda parte civile.pdf

mesemaggio.jpgA maggio abbiamo pubblicato il nuovo numero del Mese a 5 Stelle. Non hai ricevuto la tua copia? Vuoi diffonderlo fra parenti e amici ma non ne hai abbastanza? Ti serve per un banchetto, ma li hai finiti? Scarica e diffondi il Mese a 5 Stelle! LO TROVI QUI!

La nostra battaglia contro la chiusura dell'ospedale Sant'Anna di Ferrara non è finita con il referendum di metà aprile! Visto che il sindaco estense non ha nessuna intenzione di prendersi a cuore la volontà espressa dal 20 per cento dei Ferraresi che si son recati alle urne alle ultime elezioni, lo abbiamo fatto noi. E con il Consigliere comunale di "Progetto per Ferrara", Valentino Tavolazzi, abbiamo portato sin nell'ufficio del Presidente della Regione Vasco Errani le 14.347 schede del referendum consultivo per il mantenimento del Sant'Anna e del suo Pronto Soccorso. Errani è stato cortese, come sempre. Ma purtroppo ci ha sentito, non ascoltato. Le istanze espresse chiaramente dai cittadini rimangono quindi sostanzialmente ignorate. Ci ha infatti garantito che 'Il punto è dare la qualità assistenziale ai cittadini, e questa sarà data'. Vi pare abbastanza?! Non possiamo accontentarci di fare il compitino. A viale Aldo Moro sono 'pronti a fare tutte le verifiche' sul progetto, ha detto Errani. Ma quale qualità si può offrire ad un infartuato se l'ospedale più vicino sarà a dieci km dopo la chiusura del Sant'Anna?! La verità è chiara: nessuna intenzione nemmeno di porsi il dubbio se si stia facendo la cosa giusta. Insomma, anche questa volta Errani ha dato l'impressione di essere un cortese burocrate. La sua prima frase è stata ribadire che loro sono 'convintissimi della programmazione sanitaria fatta'. Non ci illudevamo che avrebbero stravolto improvvisamente il proprio piano, ma almeno che il Presidente ci trasmettesse la volontà di approfondire la questione. Vorrà dire che dovremo continuare forte con la nostra battaglia, perché qualcosa cambi.
Oltretutto, non c'è nessun altro capoluogo di provincia, in Emilia-Romagna, che sia privo del suo ospedale anche in centro. Sappiamo bene che quello di Cona aprirà a breve, dopo 20 anni di sprechi (e parlano di "programmazione"...), ma abbiamo sottoposto all'attenzione di Errani il nostro piano B: mantenimento in città di un piccolo presidio con pronto soccorso (200 posti letto), orientato alla cura specialistica degli anziani. Nel nuovo ospedale di Cona, ridimensionato a 500 letti, si potrà ospitare l'Università ed il centro di riabilitazione San Giorgio, realizzando in tal modo consistenti economie. Errani non ci ha spiegato perché a Modena possano coesistere il Policlinico in centro e l'Ospedale di Baggiovara a 7 km, o perché ci siano vicini l'Ospedale di Comacchio e quello del Delta. Forse perché l'area su cui sorge il Sant'Anna è molto appetibile economicamente?
Lo scorso mese, il 16 e 17 aprile, Ferrara ha dimostrato di essere una città viva, che ha voglia di politica attiva. Anche se, ovviamente, tutti i votanti non sono elettori del Movimento 5 Stelle, per noi tradire questa voglia di partecipazione sarebbe stato gravissimo, un tradimento verso noi stessi. E' per questo che siamo andati a colloquio con Errani e ci torneremo, come detto dallo stesso Presidente, per verificare che le promesse siano state mantenute...

IMG_3513.JPG

impiegato_N.jpg Tutti i direttori generali della Regione, compresi quelli alla guida di agenzie che fanno capo a Viale Aldo Moro, sono stati giudicati "eccellenti" nello svolgimento del proprio lavoro l'anno scorso. Tutti, nessuno escluso, riceveranno quindi il premio di produzione massimo (compreso fra il 20% e il 25% dello stipendio annuo): qualche decina di miglia di euro a testa. La Regione, insomma, sborserà in tutto 400.000 euro per "gratificare" dieci persone (10!), ovvero i suoi direttori generali. Non c'è nulla di male nei premi di produzione: dovrebbero servire da stimolo a fare meglio. Ma funzionano solo se i criteri di valutazione, e le asticelle per superare i livelli, sono sufficientemente alti. Altrimenti sono un regalo. Altrimenti anziché premi sono un "fisso" mascherato. Altrimenti, addio meritocrazia. Sì, perché a premiare tutti, senza distinzione, si finisce col non premiare nessuno. Se non c'è un riconoscimento di una scala di valori, allora il sistema di incentivi viene automaticamente a cadere. E allora viene il dubbio che se anche l'operato di un Direttore Generale indagato per violazione della legge sugli appalti viene considerato comunque "eccellente", il significato di questa parola, in Regione, sia diverso da quello sul vocabolario.

arcobaleno.jpgIl Movimento 5 Stelle rifugge qualunque forma di discriminazione: ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo firmata a Parigi nel 1948, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, come recita l'articolo 2 della Dichiarazione, che è alla base dell'azione politica del Movimento 5 Stelle.

Ogni tentativo di strumentalizzazione di mezze frasi, espressioni dialettali o stralci di conversazione a fini elettorali o propagandistici noi la respingiamo allora con fermezza. E a chi cerca mezzucci per guadagnare un po' di consenso l'invito è, come al solito, quello di informarsi prima di parlare:

http://www.beppegrillo.it/2010/08/gay_senza_tutel/index.html

Fa tristezza vedere che alcuni esponenti politici, di più schieramenti, cavalchino pretestuosamente una inesistente polemica, solo per raccogliere qualche voto in più all'interno della comunità gay, offendendone quindi l'intelligenza. Li invitiamo a evitare di farsi sbugiardare sistematicamente documentandosi in anticipo - ad esempio sulla nostra adesione, 2010, al Manifesto della Rete Laica in difesa dei diritti civili.

Poltrona.jpgAvevamo presentato un progetto di legge per ridurre il numero degli Assessori da 12 a 10. E, finalmente, la scorsa settimana il testo è arrivato in Assemblea: Indovinate un po' che fine ha fatto? Il Pd ha preferito affossarlo, dopo averlo già fatto in commissione, evitando persino il voto. Non è stato possibile proseguire nell'analisi dell'articolato. Perché? Dal loro Capogruppo abbiamo sentito dire che la macchina della Regione ne sarebbe uscita rallentata. Rallentata?! E dire che la Toscana, che ha più o meno il nostro numero di abitanti, con 10 assessori funziona benissimo. Anche in Emilia-Romagna, poi, i servizi della Regione sono 10, per cui non c'è altra ragione di mantenere più Assessori. Se non quella di tenere ben salde due poltrone! Se proprio dovessimo mantenere un rapporto proporzionale col numero di cittadini, questo allora dovrebbe riguardare i Consiglieri. Benissimo. Mettiamo più Consiglieri, che portano le istanze del territorio e dovrebbero svolgere una funzione di controllo sul governo, e paghiamoli meno. Non è utile averne pochi, strapagati e controllabili - com'è invece adesso. Ma questo per il gruppo di potere attuale sarebbe rischioso: furono proprio loro a calare il numero di Consiglieri per tenerli docili su comode poltrone. Poltrone, quelle di Assessore, che sono invece troppo comode per ricompensare le varie componenti partitiche e correnti della Maggioranza: rinunciare anche solo a due creerebbe squilibri. La verità è che siamo appiattiti sulla Giunta e seguiamo pedissequamente la sua volontà: quello inviato con questo non-voto è un messaggio molto chiaro di difesa degli interessi della Casta e di prosecuzione nello spreco dei soldi dei cittadini. Se avessimo approvato questa legge avremmo risparmiato 1,5 milioni di Euro. Vi sembrano pochi?

187788_206628506024104_6267340_n.jpgRiempiamo le strade intorno alla piazza e il "crescentone" di Bologna, domani: dalle 16 Beppe Grillo sarà in Piazza Maggiore a presentare il candidato sindaco e portavoce dei cittadini bolognesi Massimo Bugani! Sul palco, insieme a Beppe, parteciperanno il candidato sindaco e portavoce Bugani, e tutti i candidati del Movimento 5 Stelle Bologna. Ovviamente potrete trovare anche gli immancabili banchetti del Movimento! Diffondete l'evento, e invitate gli amici. Ci vediamo in Piazza Maggiore!

mafia spa.jpgSgomberiamo subito il campo da dubbi ed equivoci: l'impegno del relatore e collega Pd Antonio Mumolo è stato buono. E, infatti, ieri abbiamo votato a favore degli articoli e della Legge 'anti-infiltrazioni mafiose' nel suo complesso. Anche perché la Legge discussa e approvata ieri riprende molti aspetti di quella che presentammo noi quasi un anno fa, e che naturalmente è stata affossata per fare largo a quella della maggioranza. Abbiamo anche ricevuto apprezzamenti in aula per la nostra attenzione al tema. Ma tutto è migliorabile e per questo avevamo convertito il nostro Progetto di Legge, presentato prima della Giunta e di qualunque altro gruppo, in 11 emendamenti. Tutti, immancabilmente, bocciati dalla maggioranza. Perché? Capiamo le divergenze politiche, ma in alcuni casi la bocciatura è stata pretestuosa. Risultato? La Legge che ne viene fuori è a maglie larghe, debole sotto alcuni aspetti: il PD non ha fatto abbastanza trincerandosi dietro la volontà di 'non appesantire la legge'. Che senso ha? Mancano molte norme riguardanti alcuni aspetti particolari, quali le illegalità sulle attività estrattive o sugli appalti. Altroché semplificazione normativa, qui siamo davanti ad un rallentamento e una serie di complicazioni immotivate. Ci dicano già, allora, quanti altri testi specifici dovremo affrontare. Non è possibile che ogni volta si rimandi l'introduzione di punti importanti adducendo la proposta che più avanti si farà una legge ad hoc. Crediamo che sia il caso di darci una tempistica ben stabilita per le leggi su temi specifici.
Certo, piuttosto che niente...Nel complesso questa Legge è un passo in avanti, quindi ieri abbiamo votato SI con convinzione. Che tristezza però vedere la Lega Nord astenersi e il Popolo della Libertà attaccarci in aula, accusandoci di cercare la pubblicità: proprio loro, che, escluso Andrea Pollastri, non hanno dato uno straccio di contributo all'elaborazione della Legge e hanno un leader nazionale che non fa altro che parlare davanti alle telecamere...
Ma cosa proponeva la nostra proposta di legge? Fondi strutturali da stanziare, sistematicamente, per l'educazione alla legalità. Un'intera settimana da dedicare ad iniziative ed incontri sulla lotta alla criminalità organizzata. Controllo del flusso di soldi in nero che attraversa tutta la via Emilia per approdare a San Marino. E poi: la massima trasparenza nelle catene di appalti e subappalti, soprattutto nei settori dell'economia più interessati dalle infiltrazioni. L'istituzione di un osservatorio regionale, che contenga le segnalazioni di situazioni sospette anche ad opera di associazioni e società civile, da girare poi all'autorità giudiziaria. E la costituzione a parte civile della Regione Emilia-Romagna nei procedimenti di mafia. Sono solo alcuni punti della Proposta, che ha nell'articolo 8 il suo cuore: qui si propone di istituire protocolli di intesta con lo Stato, protocolli fra Comuni, Province e Questure per rendere operativi i tavoli interforze; forme di raccordo con le polizie europee, accordi locali per facilitare lo scambio informativo fra forze dell'ordine a tutti i livelli. Importante anche la tracciabilità elettronica dei conti correnti per gli appalti pubblici. Ti invitiamo a leggere tutta la nostra legge sul sito www.emiliaromagna5stelle.it.

spreco soldi.jpgE col bel tempo tornano anche le utilissime missioni della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo...Quanto ci costerà mantenere per due settimane la Consulta capitanata da Silvia Bartolini in Argentina? È quanto chiediamo in un'interrogazione a risposta scritta depositata oggi in Regione. Stando a quanto riportato dal sito "Blog turismo Emilia-Romagna" (http://www.travelemiliaromagna.it/le-giornate-dellemilia-romagna-in-argentina/), chiarisce il documento, "la Consulta è impegnata dal 29 aprile, e fino al 13 maggio, in una missione ufficiale in Argentina, in cui sono previste incontri con associazioni ed autorità locali, visite e inaugurazioni di mostre quale "Rumbo Rural" per favorire lo sviluppo del turismo rurale in zona a Mar del Plata, e "Da Bologna al 'fin del mundo' Ushuaia - un'emigrazione italiana del 1948-49" al Museo marittimo di Ushuaia". Sullo stesso sito, però, guarda caso "non sono riportati nè il numero dei partecipanti alla missione, nè i costi complessivi del viaggio per le casse della Regione Emilia-Romagna». Considerato allora che, «nell'ultimo triennio 2007-2009 per gettoni di presenza, indennità ai componenti della Consulta, pagamento spese di viaggio, e più in generale per le spese di funzionamento della Consulta degli Emiliano-romagnoli, l'Emilia-Romagna ha stanziato 890mila euro» e che «visti i tagli ai trasferimenti di fondi da Roma la Regione ha già decurtato voci fondamentali per i cittadini quali quelle relative a welfare e cultura», non sarebbe meglio «fare economia su queste iniziative spostando i fondi in altre voci?». Un esempio? 'Grazie' ai tagli governativi agli Enti locali, l'Emilia-Romagna avrà a disposizione ben 12milioni di euro in meno per la Cultura. E tutto questo mentre il turismo culturale nella nostra regione non fa che aumentare...

draghetti_merola.jpgLa Provincia di Bologna s'è negata a consegnarci copia del ricorso al TAR che presentò nel 2004 contro il Civis.
Non c'è alcuna ragione valida per cui la Provincia di Bologna ci abbia negato gli atti che avevamo richiesto: la lettera che abbiamo ricevuto oggi è ricca solo di scuse e riferimenti dallo scarso valore legale.
All'epoca di Vittorio Prodi la Provincia di Bologna avanzò un articolato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il Civis, ancora sotto la Giunta Giorgio Guazzaloca. Ovviamente appena arrivato Sergio Cofferati sulla poltrona di Sindaco il ricorso venne ritirato. Perché? Sarebbe stata l'occasione buona per azzerare tutto, senza pagare alcuna penale. Il Pd allora aveva la palla in mano per bloccare quel progetto che ora rinnega. La versione ufficiale dice 'perché nel 2004 Cofferati cambiò il progetto' ma è una sciocchezza. Se non ci fosse niente di strano sotto nessuno avrebbe nulla da nascondere e ci avrebbero dato il documento richiesto con un accesso agli atti ufficiale. E invece oggi la Provincia di Bologna ci ha altrettanto ufficialmente risposto di non volerci trasmettere il ricorso presentato allora. Questa omertà è la conferma che c'è la volontà di nascondere che il ritiro del ricorso fu puramente una decisione di convenienza politica ed economica, dettata dal fatto che Comune di Bologna e Provincia fossero passati sotto la guida della stessa maggioranza e che fossero coinvolti i soliti soggetti economici, Coop Costruzioni in primis. Appellarsi alla riservatezza nei rapporti fra difensore e difesa, come dice la lettera della Provincia, è assurdo: è l'avvocato a non poter divulgare gli atti, ovvimente, ma noi li abbiamo chiesti all'Istituzione difesa che - come tale - aveva la possibilità, anzi il dovere nei confronti dei cittadini, di trasmetterceli. Negando a tutti i cittadini l'accesso a queste carte la Provincia sta di fatto autorizzando i bolognesi a pensare che nascondano qualcosa. Per questo faremo ricorso al TAR. Ci chiediamo se la Presidente Beatrice Draghetti sia informata di questa decisione e cosa ne pensi.

ospedale lontano.jpgIl primo cittadino ferrarese forse dovrebbe rispolverarsi il dizionario di italiano: parla di 'rispetto dei cittadini', e poi definisce la libera espressione referendaria e l'opinione di 15mila abitanti del capoluogo estense un''iniziativa priva di senso'. Più che 'rispetto', a noi pare un mandare a quel paese il 20% dei Ferraresi che avevano votato alle ultime elezioni!!! Su un quotidiano di domenica scorsa, Tiziano Tagliani, si riferiva di nuovo al referendum del 15 e 16 aprile sull'ospedale Sant'Anna parlando di 'operazione demagogica'. E precisava che non avrebbe alzato un dito per portare il volere dei Ferraresi all'attenzione della Regione. Ma come si fa a definire 'demagogia' una mobilitazione spontanea di cittadini che in un solo weekend ha mosso 110 volontari del Movimento 5 Stelle e portato ai banchetti ben 14423 Ferraresi?! Oltretutto, come vicesindaco e consigliere regionale, nelle passate legislature Tagliani ha partecipato allo spreco di 530 milioni di euro pubblici nello scandalo di Cona, il nuovo polo in periferia a cui si lavora da 20 anni. E ora ha la sfacciataggine di affermare di non voler fare nulla a livello regionale. Così abdica a suo ruolo di sindaco: che dovrebbe essere innanzitutto quello di tutelare gli interessi dei propri abitanti. Non di fare il soldato del partito. Per questo, se Tagliani non è in grado di difendere gli interessi del 20 % dei votanti ferraresi alle ultime elezioni, lo faremo noi: e nei prossimi giorni porteremo le firme del referendum direttamente al presidente della Regione, Vasco Errani.
A riprova del fatto che, con il referendum promosso da Valentino Tavolazzi e dalla lista "Progetto per Ferrara" (Ppf), abbiamo fatto centro, c'è poi il fatto che Tagliani ricorra alla menzogna per difendersi. Sono sue le parole riferite da Tavolazzi in merito alla solitudine del sindaco nel Pd sulla vicenda Cona/Sant'Anna, alla condivisione dell'idea di includere il San Giorgio a Cona ed alla sua disponibilità a chiedere un incontro all'assessore regionale Carlo Lusenti, insieme a Ppf e ai consiglieri regionali Andrea Defranceschi e Giovanni Favia. Se oggi le rinnega, ricorrendo alla doppiezza dei politici di professione, significa che ha deciso insieme al Pd di attenersi rigorosamente solo al ruolo di soldato di partito, rinunciando invece di fatto a quello di sindaco. Del resto, lo aveva già fatto con la svendita delle reti gas ad Hera: speravamo che il successo di partecipazione al referendum potesse costituire per lui l'ultima occasione di recupero di credibilità. E invece...Del resto è stato eletto al secondo turno, con i voti di solo un terzo degli aventi diritto: dovrebbe tenerne conto!

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E' passato ormai un anno da quando entrammo in Assemblea Legislativa Regionale con il ruolo di Consiglieri. Ci avevate mandato voi, con 161.056 preferenze.

Ricordate?

Noi, vostri dipendenti regionali, abbiamo condiviso con voi l'impegno di proseguire il mandato. Lo spirito era ed è, quello di essere dei co.co.pro della politica, cittadini al servizio di altri cittadini.

Sei mesi dopo la prima tornata, siamo di nuovo qui davanti a voi per farci giudicare nuovamente.
Partiamo questa sera da Bologna, alla Sala Centofiori di Via Gorki 16 (ore 20.45). Saremo poi domani (il 3 maggio) a Rimini, il 5 a Ravenna, il 9 a Reggio Emilia, il 17 a Piacenza, il 19 a Modena, il 24 a Forlì, il 26 a Parma e il 27 a Ferrara.

Votando NO potrai decidere di mandarci a casa, perché non sei soddisfatto del nostro lavoro in Regione. Votando SI, invece, ci confermerai ancora.

La vostra presenza per noi sarà importantissima, e altrettanto fondamentale sarà il vostro aiuto nel diffondere questo evento anche fra chi non è a conoscenza diretta della rivoluzione politica "silenziosa" per cui ogni giorno ci battiamo. Toccare con mano è diverso da sentir dire.

Tanti credono che il MoVimento sia solo un fenomeno legato "alla protesta", di "dilettanti" della politica. Questa è l'occasione per mostrare come i dilettanti siano loro e come noi, invece, all'interno delle istituzioni ci distinguiamo per numero e qualità delle proposte, onestà ed integrità.

E' nostro compito riavvicinare i cittadini alla politica, farli interessare alla cosa pubblica, e non potremo farcela senza l'aiuto di tutti, tra cui il tuo. In gioco c'è il nostro futuro.



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