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MoVimento 5 Stelle

Giugno 2011

vignetta treno.jpgLo abbiamo detto più volte, e non ci stancheremo mai di ripeterlo: gli aumenti del 10 per cento ai biglietti ferroviari sono DEL TUTTO ingiustificati. E, oltretutto, che da anni i prezzi non aumentassero è più che ragionevole, visto che il servizio non è certo migliorato, ma peggiorato. I comitati dei pendolari denunciano quasi quotidianamente ritardi sempre più gravi, condizioni igieniche atroci, aria condizionata rotta in piena estate e carrozze chiuse o malandate.
Se questo non bastasse, il tentativo di introdurre un sistema di tariffazione unica per i trasporti regionali, il Progetto Mi Muovo, per ora è solo una grande 'fregatura' per i pendolari. Infatti è semplice fare un paragone con il servizio Io Viaggio, in funzione in Lombardia. Là l'integrazione dei sistema tariffario ha comportato degli aumenti, certo, ma solo per le tratte corte. A trarne vantaggi sono stati proprio i pendolari delle lunghe tratte. Un pendolare Bergamo-Milano paga 85 € al mese con Io Viaggio, usando bus e treno, contro i 124 € che spenderebbe con abbonamenti scorporati. Qui da noi invece il Mi Muovo e questi nuovi aumenti ci fanno balzare in testa alla classifica delle regioni più care per gli abbonamenti. E la corsa sulla tratta 21-30 km sarà seconda solo alla Liguria, con 2,8 €. Troppo. Siamo al fianco di Crufer e Federconsumatori nel chiedere che venga costituita una Authority regionale indipendente per il trasporto pubblico e ferroviario, per vigilare sull'equità dei livelli tariffari e sulla qualità del servizio e per assicurare la concorrenza.

vignetta casa.gifMartedì in Aula abbiamo presentato 15 emendamenti al Progetto di Legge di iniziativa della Giunta sulla costituzione di un fondo per l'edilizia sociale. I nostri emendamenti sono stati TUTTI respinti, senza essere eletti, dalla Maggioranza compatta. La stessa che invece ha supinamente approvato i 5 emendamenti, sempre presentati in Aula, dell'Assessore Muzzarelli... Scopri com'è andata e guarda le nostre proposte nel file allegato! Progetto di legge fondi con note ed emendamenti.doc

Martedì in aula abbiamo imparato un'altra cosa, che evidenzia ulteriormente la chiusura della Maggioranza a nuove proposte. Si è infatti riproposto il gioco per cui i nostri emendamenti, presentati in aula, vengono bocciati - senza essere letti - da Pd e soci. In quest'occasione, però, il trucco è stato svelato: infatti i 5 emendamenti dell'Assessore Gian Carlo Muzzarelli, presentati anch'essi in aula, sono stati votati compattamente dalla maggioranza, che non ha obiettato sui modi, nonostante si trattasse di un Progetto di Legge di iniziativa della Giunta, che stava emendando se stessa (!). Lasciando da parte le polemiche, ancora una volta Pd, IdV, SeL e FdS hanno dimostrato di non essere in grado di prendere una posizione politica: quella che i nostri emendamenti volevano imprimere ad una Legge, quella sull'housing sociale che si discuteva, vaga e dalle maglie troppo larghe. Il senso delle nostre proposte andava nella direzione di garantire un ruolo forte della Regione all'interno del fondo immobiliare chiuso.
L'Assessore Muzzarelli poi soffre di sdoppiamento della personalità: parla di case ad alta efficienza energetica, quando in commissione ha bocciato la nostra proposta di costruire solo case in classe energetica A. E forse questa Giunta non è la stessa che, col discorso introduttivo di mandato del Presidente Vasco Errani, parlava di 'stop al consumo del territorio' e di 'cemento zero': oggi ha infatti bocciato il nostro emendamento che prevedeva di mettere un blocco alla cementificazione di suolo vergine (e non costruzioni ex-novo) al 70% del capitale investito. Nulla da fare, nella legge non si prevede alcun vincolo, se non un intendimento generico: la solita carta straccia. Forse la Maggioranza non è nemmeno la stessa che parlava di 'Palazzo di vetro': infatti ci è stato compattamente bocciato anche l'emendamento che chiedeva totale trasparenza via internet sulla consistenza del patrimonio e relativi beneficiari. Peccato inoltre che non si sia voluto prevedere un livello minimo di riduzione del canone di alloggio, che avrebbe garantito un vero aiuto ai destinatari dell'housing sociale. E non ci stupiamo nemmeno dell'arroganza dell'assessore, che non ha nemmeno assistito alla discussione in aula dei suoi stessi emendamenti. Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo.

imagesCA3WD1QC.jpgOggi in commissione V, in Assemblea legislativa regionale, l'assessore alle Politiche socialiTeresa Marzocchi ha presentato i dati statistici di copertura degli asili nidi e delle scuole materne in Regione. L'obiettivo di Lisbona, il 33%, è fallito. Siamo fermi al 30,3%. Siamo la prima Regione d'Italia, ma non possiamo certo accontentarci. Il conformarsi al meno peggio è quello che sta trascinando il Paese in basso, non accontentiamoci. Le politiche alternative, mai perseguite con convinzione, non hanno riscontrato successo. Si possono ripensare, evitando di appiattirci su una miope valutazione dei costi: i nidi a gestione diretta (pubblica) costano un terzo in più ad utente rispetto a quelli a gestione indiretta o a quelli privati. Ma è un calcolo parziale. La principale voce di 'risparmio', infatti sono i bassi salari che le cooperative sociali danno ai propri dipendenti. E' scandaloso che le i soci- lavoratori guadagnino circa la metà dei loro colleghi pubblici. E, inoltre, è anche anti-economico per la collettività. Con uno stipendio di 700-800 € al mese, infatti, una persona non vive: sarà quindi naturale conseguenza che si rivolga con frequenza ai servizi del welfare, facendo quindi ricadere il risparmio del datore di lavoro sulla collettività. Senza considerare che, anche dal punto di vista del servizio, è probabile che debba cercarsi un secondo lavoro, non garantendo quindi serenità e freschezza nel momento di accudire i bambini. Crediamo che sia imprescindibile come da noi già proposto che si equiparino gli stipendi dei soci-lavoratori a quelli dei dipendenti pubblici. Inoltre le cooperative dovrebbero garantire il rispetto dell'articolo 18 sul licenziamento dei lavoratori, norma che invece non sono tenute a rispettare. Per noi è fondamentale che gli operatori del settore siano qualificati e garantiscano un ottimo ser vizio: obiettivi per i quali è necessario rispettare e gratificare il lavoratore.

UN CENTRO DUE PERIFERIE
I dati ci rivelano anche altre gravi criticità del servizio: la sua diffusione non uniforme, in particolare, ci preoccupa a Piacenza e Rimini la copertura si ferma al 21,1% e al 20,5%, contro il 36,7% di Bologna. Eppure anche nel 'centro' del sistema, è notizia di questi giorni, ben 300 bambini sono rimasti fuori dalle liste. Inoltre c'è un oggettiva scarsa copertura in Appennino, soprattutto in quello piacentino e parmense. Ben il 60% dei Comuni montani non ha servizi per la prima infanzia. Associando questi dati a quelli dell'offerta scolastica per le medie e le superiori, il rischio di uno svuotamento delle nostre montagne è concreto.

TabellaAsili[2].jpg

biomasse-250.jpgQuesta sera a Galliera, presso i locali dell'ex bocciofila, si terrà un interessante incontro informativo sul tema del biogas e della centrale prevista in paese. Assieme al Professore Michele Corti, dell'Università degli Studi di Milano, interverrà anche Giovanni Favia. Nell'occasione saranno presentati gli emendamenti al piano energetico regionale proposti dal Movimento 5 Stelle e la risoluzione sulla centrale di Medicina.
Non mancate!
Appuntamento alle 21.00 presso via del Parco 10.

979087.jpgIncredibile, anziché andare avanti qui torniamo indietro...Tanto indietro da risalire ai tempi della prima rivoluzione industriale: a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, alle porte della nostra "civile" Emilia-Romagna, Enel intende riconvertire la sua centrale ad olio combustibile in una centrale a carbone da 1960 MW! È un segnale sconfortante di come nel campo dell'energia si continui a guardare al passato anziché al futuro. Ma, ovviamente, la preoccupazione è grande anche per le pesantissime ripercussioni sulla qualità dell'aria nella zona. Sappiamo tutti che la Pianura Padana è già oggi una delle zone più inquinate d'Europa, senza bisogno di una nuova fonte di smog.
Anche se la centrale sorge su territorio della Regione Veneto, certo non possiamo sperare che i fumi inquinanti si fermino sulle sponde del Po. Per questo sollecitiamo un intervento del Presidente Vasco Errani, che è anche Presidente della Conferenza Stato-Regioni, perché si faccia portatore di una richiesta lungimirante di investimenti nel Parco del Delta del Po che siano orientati allo sviluppo del turismo, dell'agricoltura e della pesca nel massimo rispetto dell'ecosistema della zona e della sostenibilità delle attività.

costi politica.jpgI numeri non mentono: alle dipendenze della Regione Emilia-Romagna, fra Giunta e Assemblea, ci sono 214 dirigenti in dotazione organica, 214 unità, solo 109 unità sono di ruolo (pari al 50,93%), 28 (pari al 13,08%) sono dirigenti nominati politicamente secondo la LR 43/2001, 22 sono dirigenti in comando da altre amministrazioni (quindi anche costoro indirettamente di nomina politica), infine, 39 posti sono scoperti e 6 sono conservati indisponibili. È giunto il momento di ripristinare la legalità di queste proporzioni, visto che stiamo parlando di 84 dirigenti di nomina politica contro 109 di ruolo. La legge stabilisce infatti che solo il 15% dei dirigenti possa essere nominato (LR 43/2001). Noi siamo sotto questa percentuale solo formalmente, mantenendo artificiosamente alto il numero della dotazione organica (214 appunto) che non corrisponde alle reali esigenze della nostra istituzione. Nella risoluzione che abbiamo presentato in Regione, e che probabilmente verrà discussa domani, chiediamo appunto che venga rideterminata la dotazione organica dei dirigenti dell'Ente, in maniera trasparente e secondo le reali esigenze amministrative. Inoltre ci sembra il caso di smettere di trincerarsi dietro formule burocratiche per poter aumentare la quota di dirigenti di nomina politica: oltre ai numeri sopracitati ci sono anche gli 11 Direttori Generali (tutti premiati con "eccellente" a fine anno, e quindi con la massima gratifica economica) e i 5 Direttori d'Agenzia ad essere dirigenti politici. Noi non possiamo permetterci di avere una struttura esecutiva che dipenda dal vento che soffia in politica, per coerenza, indipendenza, trasparenza e rigore. Chiediamo quindi che tutte le cariche dirigenziali siano equiparate nel calcolo della percentuale di nominati, senza distinzioni fra art. 18, LR 43, ecc ecc e che tale percentuale scenda al 5%. Infine, chiediamo una selezione trasparente con Curricola on-line e concorsi pubblici con graduatorie dalle quali attingere. Domani, se riusciremo ad arrivare alla discussione dell'oggetto, vedremo come voteranno i colleghi.

stemma vergato.jpgLe reazioni alla Sentenza della Corte dei Conti che testualmente 'Condanna il sig. Nanni Ivano al pagamento in favore del Comune di Vergato della somma di € 60.000 (sessantamila), oltre interessi legali', per il grave danno recato alle casse comunali, sono un triste e chiarissimo esempio del degrado morale cui è giunto questo Paese. Da una parte l'ex-Direttore tecnico parla di 'Vittoria', dall'altra, casualmente?, il Sindaco di Vergato Sandra Focci, in carica dal 2004, ma con un lungo passato di Consigliera comunale e Assessore, usa le stesse parole 'vittoria, tutto il resto è chiacchiericcio'. Entrambi, impegnati con lo champagne, evidentemente non hanno letto la sentenza, disponibile su internet (http://www.respamm.it/giurisprudenza/viewdec_s.php?id=%D4z1%5B%F8ip%AC8b%847N%A4%F5%98%23%7F%60%12%1C2-%11%1C%87Y%07%E9%5Ea%A9&srchp=76). Ora vediamo se festeggeranno la vittoria anche quei cittadini, e le piccole imprese locali, che hanno costruito o ristrutturato dal 2004 a oggi, e ai quali, come da sentenza della Corte dei Conti, l'Amministrazione adesso andrà a chiedere tutti gli arretrati. E mentre Pantalone paga, Nanni e la Focci festeggiano la loro delirante 'vittoria'. Il degrado di questo Comune è ormai irrecuperabile, serve subito un Commissario Prefettizio e l'indizione di nuove elezioni, nell'interesse del bene comune. Intanto lunedì depositeremo la richiesta di una Commissione d'Inchiesta regionale: la nostra Regione non può, anche a sua tutela, continuare a chiudere gli occhi mentre le sue funzioni delegate vengono platealmente disattese dal rispetto delle leggi. Davvero non riusciamo a capire di cosa possa gioire il Geometra quando la Corte così parla di lui 'Per quanto sin qui dedotto, il Collegio ritiene dunque sussistente una condotta gravemente colposa del sig. Nanni, direttamente causativa, nella misura che si andrà a specificare, del danno alle finanze comunali perseguito in questa sede' e perché si debba prestar orecchio a simili fandonie. E quello che per la signora Focci è un "chiacchiericcio"? I giudici lo definiscono così: 'Ritiene pertanto il Collegio che nella dedotta vicenda il mancato intervento degli altri soggetti comunali interessati (in primis Consiglio, Giunta e dirigenti Responsabili dell'Area 3), concretizzatosi anch'esso in una continuata ed assolutamente ingiustificabile inerzia, pur non facendo venire meno la responsabilità per colpa grave dell'odierno convenuto assuma, tuttavia, concorrente rilevanza nella produzione dell'evento dannoso. Tale apporto concausale... appare complessivamente stimabile...nella misura del 75 per cento, con corrispondente riduzione al 25 per cento della percentuale di responsabilità restante a carico del sig. Nanni.' Di cosa debba gioire il Sindaco, visto che adesso gli atti del processo Nanni tornano alla Procura p er indagare, con esiti scontati vista la sentenza, sulle responsabilità sue e dei suoi Assessori, davvero non riusciamo a capirlo. Ma l'importante è che lei sia felice!

lkdis2.gifProprio come in occasione della nostra ultima proposta per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità (solo qualche giorno fa: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/06/disabili-ecco-proposte-semplici-e-dimpatto-ma-sui-giornali.html), anche questa volta i giornali non hanno dedicato NEMMENO UNA RIGA alla nostra proposta, un Progetto di Legge, depositato ieri. Ma, già è vero, noi siamo un Movimento di PROTESTA, e non di PROPOSTA...

.CONDONO%20EDILIZIO.jpgÈ l'ennesima volta che veniamo coperti di insulti e querele nel momento in cui denunciamo una situazione di irregolarità, anche gravissima. Il geometra Ivano Nanni, ex direttore tecnico del Comune di Vergato, è stato condannato dalla Corte dei Conti Emilia-Romagna dopo essere stato oggetto anche delle nostre denunce per la sua connivenza in abusi edilizi nel territorio di sua pertinenza. In questo caso la condanna è per aver causato un danno alle casse del Comune di Vergato: per nove anni, dal 2000 al 2009, durante i quali era il responsabile delle pratiche edilizie, Nanni non ha provveduto ad aggiornare (a partire dal 2003/4, in base all'Istat) il costo di costruzione (che viene fatto pagare ai cittadini che eseguono i lavori), facendo così incassare al Comune molto meno del dovuto. Ancora una volta, purtroppo o per fortuna, possiamo dire: avevamo ragione, ma abbiamo imparato a non aspettarci scuse. Le scuse, e i pagamenti, più importanti sono quelli che dovrebbero ricevere i cittadini onesti di Vergato, e tutti quelli che amano l'Appennino e lo vedono sistematicamente deturpare da amministratori disonesti.
Casualmente i calcoli della Corte dei Conti cominciano proprio con l'avvento sulla poltrona di Sindaco di Sandra Focci: complimenti vivissimi. Considerato che il 75% della responsabilità è stata attribuita agli Amministratori, vediamo come lei e la sua Giunta pagheranno gli oltre 240.000 € di danni causati a tutti i cittadini senza parlare di tutti quelle abitazioni illegittime che di oneri non ne hanno proprio mai pagati. Fatti su cui la Corte dei Conti ha già avviato un'indagine parallela ma che inevitabilmente confluirà in questa.. Che, di danni per ogni singolo abitante, fanno quasi 30 €.
Ora chiediamo le dimissioni IMMEDIATE del Sindaco Sandra Focci, già alla guida del Comune proprio nel periodo incriminato 20 04-2009, e di tutti gli Assessori e i Consiglieri presenti in quella legislatura e che ancora oggi dovessero avere un ruolo politico in Comune. Hanno dimostrato di non sapere tutelare il bene comune. Nella prossima seduta dell'Assemblea Legislativa Regionale, il 28 giugno, presenteremo la richiesta di istituire una Commissione d'Inchiesta Regionale su urbanistica, edilizia pubblica e privata e tutela ambientale nel Comune di Vergato: questo perché, come da noi già denunciato attraverso numerosi esposti e ricorsi, in quei territori ci sono molte situazioni di costruzioni abusive, cave che scavano senza autorizzazione paesaggistica, impianti di lavorazione della ghiaia di cui nessuno ha nozione, abusi in Siti di Interesse Comunitario. Sul fronte penale, infine, il giudice ha accettato la costituzione a parte civile della Regione Emilia-Romagna, proprio come avevamo chiesto ed ottenuto noi con una risoluzione presentata in aula, e ora Viale Aldo Moro chiederà il risarcimento per ogni singolo abuso nel processo che si terrà - con rito abbreviato - il prossimo 13 luglio

vignetta handy.gifDa quando ci siamo insediati, ormai è trascorso più di un anno, abbiamo cercato di portare avanti una battaglia fondamentale per i diritti delle persone con disabilità: esonerarli dalla presentazione dell'ISEE. Dopo aver cercato di fare passare un emendamento in sede di approvazione della Legge Finanziaria 2010, ora ci riproviamo con un Progetto di Legge - che però vuole fare un passo avanti. A dicembre le altre forze politiche, che in campagna elettorale millantano di essere al fianco delle persone con disabilità, ci bocciarono la proposta. Ora il nostro Progetto prevede che la persona con disabilità grave sia esentata dalla presentazione della dichiarazione dell'ISEE per l'accesso agli interventi finalizzati a compensare la condizione di disabilità (relativi alle prestazioni necessarie per il superamento dell'handicap grave), senza pr evedere, sul piano delle prestazioni generali, un esonero dall'ISEE.
Troviamo fortemente ingiusto che chi soffra di un handicap grave, oltre a pagare le tasse come fanno la maggior parte delle persone, venga costretto anche a contribuire al costo delle prestazioni essenziali per vivere. Questo comporterà che i familiari delle persone con disabilità non siano spinte ad escludere la persona con disabilità dal nucleo familiare. La scelta di questa soluzione rende, poi, molto più difficili i cosiddetti 'abusi' che sussisterebbero esonerando l'handicap grave dall'ISEE. Infatti, nel caso di esonero dall'ISEE dell'handicap grave, i soliti "furbi" avrebbero potuto essere tentati di ottenere, comunque, l'handicap grave per poi avere l'esonero dalla presentazione dell'ISEE per tutto. Viceversa, con la soluzione adottata in questo progetto di legge, non serve a nulla fare il "furbo" per ottenere l'h andicap grave. Infatti, non c'è nessun vantaggio se poi quel portatore di handicap finto grave non ha concretamente bisogno dell'assistenza personale, o dell'assistenza domiciliare, o di altre agevolazioni, poiché, cosa se ne farebbe di chiedere, ad esempio, l'assistenza personale, che è senza ISEE, se poi tale assistenza personale, in concreto, non gli serve a nulla? Ci rendiamo conto che la spiegazione sembri complicata, ma è più semplice delle apparenze: il punto chiave è che riteniamo inammissibile chiedere a chi ha l'handicap grave di contribuire, in base alle regole dell'ISEE, al costo delle prestazioni essenziali per vivere. Chi ha un handicap grave, a differenza delle altre persone, ha necessità di prestazioni che coinvolgono tutte le sfere della vita. Ci auguriamo di trovare totale convergenza delle altre forze politiche su questo Progetto di Legge, in virtù di uno sbandierato impegno a fianco delle persone con di sabilità e delle loro famiglie.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL PROGETTO:
pdl_disabili_m5s[1].doc

referendumh2o.jpgE' stata ventilata l'ipotesi che in bolletta i cittadini-clienti-proprietari di Hera (la mutiutility emiliano-romagnola che gestisce acqua e rifiuti) possano ritrovarsi un aumento tariffario del 3,5%. Naturalmente il rincaro è stato vigliaccamente spacciato come una conseguenza della vittoria schiacciante dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno.
Praticamente i cittadini, che hanno risparmiato sui consumi dell'acqua, dovrebbero pagare Hera per i mancati incassi!!! Incredibile e inaccettabile che a subire le colpe di una gestione scellerata dell'acqua debbano essere sempre e comunque i cittadini.
I REFERENDUM NON C'ENTRANO NULLA. La situazione è nata dal fatto che, negli anni scorsi (a partire dal 2004) Hera ha fatto male i suoi conti, mettendo a bilancio preventivo un quantitativo di acqua che poi non è stato in realtà venduto (grazie alla oculatezza dei cittadini). Quindi ora c'è un buco nel bilancio di circa 20 milioni di euro. E a pagare per gli errori dei suoi manager (remunerati profumatamente per non saper fare il proprio lavoro) ora non possono essere ancora gli utenti. Pessima, fra l'altro, l'idea infantile di pararsi dietro la scusa dei danni apportati dalla vittoria dei Sì ai Referendum. Una menzogna insopportabile e vigliacca. Dato che a fare i conti male per le casse della partecipata sono stati i suoi membri di Consiglio di Amministrazione - e non da due settimane fa - siano loro a pagare, prendendosi le giuste responsabilità per gli errori commessi. Questi poltronifici che sono i CdA, fatti da gente priva di competenza specifica, di trombati della politica, di amici dei partiti fanno solo danni: paghino loro! I primi rami secchi ad essere segati sono lì.

lacrimedicoccodrillo.gifIl nostro incontro della settimana scorsa con le Associazioni delle persone con disabilità FISH e FAND ha dato una piccola spinta all'attenzione per il tema fra i Gruppi Assembleari. FISH e FAND si sono incontrate con la Federazione della Sinistra. Per noi è molto positivo che una forza di Governo presti orecchio alle richieste dei rappresentanti dei disabili. Purtroppo FDS scorda clamorosamente di essere forza, appunto, di governo, organicamente inserita nella maggioranza che guida la nostra Regione da quando è nata. FDS preferisce giocare su due tavoli, con dichiarazioni che sono da partito "di lotta e di governo" (un po' allo stile Lega Nord: di Governo a Roma, di opposizione e lotta a Pontida). Dicono di voler stare al fianco di FAND e FISH nella richiesta dell'Osservatorio sulle disabilità? Ma chi è l'Assessore alla Salute? Carlo Lusenti, espressione della maggioranza di cui fanno parte. E allora perché non lo sfiduciano? Dicono di voler stare vicini a FAND e FISH nelle loro richieste, quindi - per esempio - nel dare un biglietto gratis agli accompagnatori di un disabile non autosufficiente negli spostamenti? Eh sì, ma chi è l'Assessore ai Trasporti? Alfredo Peri, Assessore espressione della maggioranza di cui FDS fa parte.
Ancora: FDS dice di voler essere al fianco della Associazioni nella grande manifestazione di Roma: giustissimo, ma FAND e FISH sono venute negli uffici regionali per parlare di temi regionali, sui quali il parlamentino regionale possa avere massima influenza, non per parlare di temi nazionali, sui quali Viale Aldo Moro può ben poco...
Potrebbe fare qualcosa di più un partito di governo, o è lì perché - senza la coalizione - non avrebbe conquistato neanche un consigliere?

20080603_medici.gifIl 13 giugno la Direzione sanitaria dell'Ausl bolognese ha sancito formalmente il trasferimento della Chirurgia a indirizzo oncologico dell'ospedale Bellaria alla Chiururgia A del Maggiore a Bologna. Ma da mesi, ormai, i malati che chiedono di essere messi in lista per gli interventi al Bellaria si sentono rispondere che non è possibile. Di fatto, quindi, il nosocomio è già chiuso. Con buona pace della Direzione sanitaria, che ora afferma che l'ospedale sia poco utilizzato!
Le liste d'attesa per interventi chirurgici oncologici sforano già i limiti dei 30 giorni. Nel 2009, ad esempio, la Chirurgia del Maggiore è riuscita ad operare solo il 64% dei pazienti con cancro entro 1 mese. Il che vuole dire che un terzo dei pazienti con cancro (con cancro!) ha aspettato l'intervento più di un mese! Sono dati ufficiali, tratti dal report ufficiale dell'USL. Di certo, allora, la chiusura di un'Unità operativa non migliorerà il servizio e i tempi d'attesa, per malati già messi a dura prova da patologie gravi. Per questo, abbiamo già pronta una risoluzione e un'interrogazione sul tema. Vogliamo capire a quale logica risponda la politica di razionalizzazione dell'Ausl. L'obiettivo è dare un servizio migliore ai cittadini, o piuttosto si mira a sistemare parenti e baroni della sanità a discapito dei pazienti? Da fonti sanitarie, ci risulta infatti che - nel momento in cui la Chirurgia verrà formalmente trasferita al Maggiore - a guadagnarci sarà solo la moglie del potente professor Liguori, ex Primario della Chirurgia generale ad indirizzo oncologico, la direttrice dell'Unità Operativa Semplice (UOS) di Chirurgia senologica, dottoressa Cucchi. Che grazie alla chiusura della Chirurgia generale e oncologica, e la permanenza in attività di Chirurgia senologica, potrà vedere realizzato il suo sogno di diventare Primario. Risulta inoltre che per raggiungere i suoi scopi artificiosamente Cucchi abbia aumentato il numero di ore dell'utilizzo della sala chirurgica. Come? Eseguendo interventi ambulatoriali in sala, e facendo di conseguenza gonfiare di ben dieci volte i costi sanitari per le casse della Regione.

Leggi il testo integrale della nostra Risoluzione:
href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/risoluzione_chirurgia_bellaria%5B1%5D.doc">risoluzione_chirurgia_bellaria[1].doc

motocrossSASSO.jpgÈ dalla fine degli Anni Settanta che a Sasso Marconi un folto gruppo di motociclisti distrugge, indisturbato, un'ampia area in zona di tutela fluviale e in area del pubblico demanio. Ci riferiamo alla pista abusiva di motocross in località Scaletto, alle porte di Sasso Marconi (BO). Ma è solo la punta di un iceberg. Basta recarsi sul posto, o osservare le immagini satellitari (NELL'IMMAGINE A LATO) per rendersi conto dello scempio paesaggistico e della palese inosservanza delle leggi. Questa pista sorge infatti sulle sponde del fiume Reno, in una zona sottoposta a tutela fluviale, a due passi dalla Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico - sotto tutela regionale. È scandaloso che in questi decenni si sia consentito di stravolgere un'area così ampia per il passatempo di qualcuno: non dimentichiamo che per realizzare la pista sono state movimentate grosse cubature di terra. Abbiamo in mano delle carte che provano che le Amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del Comune di Sasso Marconi non solo si siano sempre disinteressate della cosa ma, anzi, abbiano ritenuto positivo il concentrarsi di quest'attività - molto impattante per l'ambiente e gli animali - in una zona prestabilita. Abbiamo preparato un'interrogazione per avere altri dati e per chiedere alla Regione che ristabilisca la legalità a Sasso Marconi. Ma attenzione: il motocross abusivo è diffuso su tutto l'Appennino, con gravi conseguenze non solo ambientali, ma anche per le ripercussioni sul turismo e le coltivazioni tipiche. Sarà necessario mantenere alto il livello di guardia!

PRIME PROPOSTE PER IL PRIT 2011-2020
Favia: "Liberiamo i nostri centri storici:
I parcheggi vanno fuori dal centro, o Colombo si contraddice"
Disincentivare la mobilità privata e favorire quella pubblica

Ieri, sul sito de Il Resto del Carlino, è uscito quest'articolo http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2011/06/16/526047-favia_nuovi_parcheggi.shtml Si tratta di una prima parte delle proposte che inseriremo nelle nostre osservazioni al PRIT del prossimo decennio.
Ecco la nota stampa:

"Stiamo elaborando alcune proposte per una mobilità davvero sostenibile
da presentare nella discussione sul Piano Regionale Integrato dei Trasporti
per il decennio che viene" - dice Giovanni Favia, Consigliere Regionale
del Movimento 5 Stelle - "Mi sembra che le idee di alcune
amministrazioni siano un po' contraddittorie. A Bologna, dove si parla di
pedonalizzazione del centro, l'Assessore Andrea Colombo sembra parecchio
confuso: annuncia tre parcheggi interrati... In centro! Questa non è la
maniera di disincentivare l'auto, e i flussi di traffico nelle strade
urbane e della prima cintura non ne avrebbero alcun giovamento. I parcheggi
scambiatori devono essere in periferia, prima accoglienza per chi arriva:
serviti in maniera eccellente, veloce, frequente e puntuale da mezzi
pubblici a basso impatto ambientale. Solo fornendo un'alternativa valida
e comoda" - spiega Favia - "convinceremo i cittadini a rinunciare
all'auto. Secondo noi i parcheggi interrati in centro dovrebbero essere
solo pertinenziali, ovvero dedicati ai residenti delle vicinanze. E, di
contro, per ogni nuovo parcheggio sotterraneo si dovrebbero togliere stalli
in superficie - liberando spazio per creare nuove piste ciclabili. Questo
anche per ridurre l'impatto sia in termini estetici che di spazio che le
auto hanno quando sono parcheggiate nei vicoli medievali delle nostre
città. Con il porta-a-porta per i rifiuti e la sparizione dei cassonetti,
recupereremmo un bel decoro... Per togliere sempre più macchine dal centro
suggeriamo anche di lavorare sui bandi per le case ERP situate dentro le
mura storiche. Si tratta solo di indirizzare l'assegnatario che non è in possesso di un'automobile nelle case di edilizia popolare del centro piuttosto che in periferia (dove è più bassa la congestione degli stalli) e viceversa, si chiama efficenza a costo zero! Per risolvere grandi problemi bisogna agire in maniera integrata a tutti i livellli."

Giovanni Favia

vignettaLK.jpgProficuo incontro negli uffici di Viale Aldo Moro fra i rappresentanti della Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili (F.A.N.D.) e della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (F.I.S.H.) e il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna.
È stato un incontro proficuo nel quale abbiamo trovato l'intesa per portare avanti alcune azioni semplici e dal costo ridottissimo ma di grande impatto per la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Primo punto fondamentale è l'attivazione di un Osservatorio Regionale sulla disabilità. Si tratta di un'operazione di trasparenza essenziale per conoscere la situazione regionale, e - naturalmente - per valutare l'effettiva efficacia dei servizi resi a fronte degli investimenti fatti. Una volta noti i numeri si potranno valutare soluzioni per migliorare l'impatto dei soldi investiti sulla vita delle persone con disabilità. Abbiamo concordato anche un paio di azioni semplici ma efficaci, che potrebbero essere applicate subito: consentire, a fronte del pagamento del titolo di viaggio da parte della persona con disabilità non autonoma, che il suo accompagnatore viaggi gratuitamente su tutta la rete 'Mi muovo'. Su Trenitalia la Carta Blu consente proprio questo, quindi crediamo sia applicabile anche ai mezzi regionali. Inoltre la creazione di un piccolo 'foglio di prima comunicazione' di diagnosi invalidante che i medici possano consegnare al paziente riconosciuto disabile. Alcuni consigli pratici sull'esempio di quanto già realizzato nel Comune di Bologna. Ci impegneremo per trovare la più ampia condivisione fra i Gruppi a queste ed altre proposte. Peccato che, nonostante i lanci di agenzia (che riportiamo sotto), le proposte non abbiano trovato spazio sui quotidiani. Speriamo solo che i problemi delle persone con disabilità non vengano sbandierati solo strumentalmente in caso di proteste eclatanti o campagne elettorali.


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diredisabili.jpg

zero privilegi.jpgDomani pomeriggio il nostro consigliere regionale Giovanni Favia "emigrerà" in terra lombarda per appoggiare un'iniziativa anticasta lanciata dagli amici a 5 stelle di Pavia. L'appuntamento è a Milano, all'enoteca "Arte del vino" di in via Fara 25 (a pochi passi dalla stazione Centrale) alle 15, per la conferenza stampa di presentazione della iniziativa "Zero Privilegi" (zeroprivilegi.org) . E' questo il nome che abbiamo dato alla raccolta firme per lalegge di iniziativa popolare regionale per la riduzione dei compensi dei consiglieri regionali lombardi. I nostri 80 dipendenti che al Pirellone godono di privilegi economici incompatibili con la realtà di crisi e con la nostra visione della politica.
L'iniziativa è partita con la raccolta di firme il 21 aprile, anche grazie all'appoggio delle 5 stelle emiliano-romagnole, e terminerà il 21 Ottobre 2011. Abbiamo già raccolto molte firme sia coi banchetti che depositando i moduli in tantissimi comuni (l'elenco completo e in continuo aggiornamento è su www.zeroprivilegi.org/dove-firmare). Ma non posiamo permetterci di fermarci ora: domani quindi lanceremo una FIRMA-WEEK dal lunedì 20 a domenica 26 giugno dove concentrare diverse iniziative.

illustrazione trivelle.jpgE dopo il successo referendario di ieri, meglio tenere i piedi per terra e continuare a combattere per le battaglie sul territorio. Questa sera il nostro Capogruppo in Regione, Andrea Defranceschi, prenderà parte all'incontro dal titolo "Texas o Appennino? Ricerca di idrocarburi e trivellazioni sul nostro territorio: situazione e rischi". Interverranno, insieme a Defranceschi, il Segretario di Legambiente Setta-Samoggia-Reno Ubaldo Radicchi, e il blogger Wolf Bukowski.
L'appuntamento è fissato per le 21, alla Sala del Consiglio comunale (via Roma 55) di Loiano (Bo).
Tutti i sindaci dei Comuni interessati sono stati invitati a partecipare, per comunicare pubblicamente alla cittadinanza la posizione che intendono assumere in sede di Conferenza dei servizi. Ci sarà da ridere, accorrete numerosi!!

battiquorum.jpgLa massiccia partecipazione al referendum è una splendida notizia per la nostra regione e per tutta l'Italia, la gente dell'Emilia-Romagna si conferma entusiasta partecipante alla vita politica del Paese!
È una bella sensazione, rafforzata dalla convinzione che in tutti e quattro i quesiti la maggioranza sarà per il SI. Abbiamo ottimi motivi per festeggiare, sia come italiani che come movimento politico: nessuno può negare che il Movimento 5 Stelle abbia dato un forte contributo nel recuperare alla politica molti astensionisti, anche cronici. E nel raccogliere centinaia di firme per arrivare alla proposta dei quesiti referendari. È l'ennesima dimostrazione che la politica, se fatta sui problemi della gente, senza i soldi e i trucchi dei politicanti, ai cittadini piace ancora tanto.

4 sì.jpgC'è ancora tempo per evitare che il Referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento si trasformi in un'occasione sprecata (e in un inutile spreco di denaro pubblico). I seggi resteranno aperti fino alle 15 di oggi, e manca davvero una manciata di voti per raggiungere il quorum.
Ogni singolo Sì è fondamentale!! Non state a guardare, correte alle urne e votate 4 Sì!

tetti.bmpOgni giorno viene data notizia di un nuovo decesso per amianto. Occorre che la Regione Emilia-Romagna si faccia carico di un'anagrafe generale degli ex esposti a polveri cancerogene. Oltre che di una più sicura mappatura dei siti a rischio, come da un anno a questa parte chiediamo con interrogazioni e risoluzioni sul tema.
Appoggiamo con forza la proposta dell'elenco degli ex esposti lanciata giorni fa da Vito Totire, medico del lavoro e presidente dell'Associazione esposti amianto e rischi per la salute, dopo la notizia dell'ennesimo decesso di un ex operaio delle Officine grandi riparazioni (Ogr) di Bologna. Se come dice il massimo esperto nella nostra regione in tema di polveri killer, ad oggi i decessi per l'esposizione all'amianto sono 201, a quante altre morti bianche di questo genere dobbiamo restare ad assistere? Oltretutto, con dati ed esempi abbiamo dimostrato come il censimento annuale che la Regione fa sugli immobili ricoperti da materiali pericolosi è del tutto insufficiente. Occorre dunque rivedere questo controllo, e premere perché in ogni Comune emiliano-romagnolo venga istituito un censimento locale. Il caso di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna insegna: i dati regionali parlano di 2 siti con presenza di amianto. Il censimento comunale basato su autodenunce, invece, conta ben 119 siti a rischio. Qual è, allora, la presenza reale delle polveri killer nella nostra regione, Comune per Comune?

carta.bmpUn edificio storico prima messo in vendita dal Comune di Monteveglio, sull'Appennino bolognese, ad una base d'asta di 400mila euro. E poi, mentre nessuno faceva offerte, lasciato andare in malora. Finché la stessa amministrazione comunale non si è sentita costretta ad abbattere quello che da immobile di pregio si era rapidamente trasformato per colpa dell'incuria in un rudere. Con grande perdita delle casse pubbliche, oltre che con il mancato rispetto della legge: che prevederebbe la possibilità di abbattere immobili di quel genere solo allo scopo di ricostruirli fedelmente e con gli stessi materiali dell'originale. È la paradossale vicenda che denunciamo in un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale.
Un'ordinanza del Comune di Monteveglio (n° Prot. n. 10135 del 23/12/2010) prevede infatti la demolizione dell'immobile di proprietà comunale in località Montebudello. Alcuni cittadini ne segnalano l'avvenuta demolizione, ma lo stabile - ex sede religiosa utilizzata recentemente anche come asilo -, era classificato, nel vigente Regolamento Urbanistico Edilizio comunale, come "Edificio di interesse tipologico ambientale" in virtù della storicità dell'insediamento, e già censito nel catasto gregoriano. Il punto è, quindi, che se demolito doveva essere ricostruito identico. Mentre al momento non ci risulta che siano partiti lavori di ripristino. Per caso, invece, l'Amministrazione comunale, nel rispetto dell'articolo 23 della parte seconda del vigente RUE, ha previsto la fedele ricostruzione dell'edificio...(e noi non ne siamo al corrente)?!
Se poi, in attesa della fallita vendita all'asta, il Comune aveva intenzione di far andare in malora lo stabile, tanto valeva alienarlo, per evitare una mancata entrata nelle casse comunali. L'edificio era stato in un primo tempo inserito nel piano delle alienazioni dell'amministrazione e posto all'asta con avviso pubblico (prot. 376 del 17/04/07) per un valore a base d'asta di 400mila euro. E successivamente con avviso pubblico (prot. 6554 del 3/7/07) per un valore a base d'asta di 320mila euro il 30 luglio 2007. Ma il bene non è stato venduto, malgrado l'abbassamento di prezzo e con una grossa perdita del Comune. Che nel frattempo lasciava cadere l'edificio in pezzi. Gli interventi previsti per questo immobile di valore storico, poi, dal RUE consistevano nel 'risanamento e ripristino conservativo'. Invece, all'atto della demolizione l'edificio, così come si evince dall'ordinanza, risultava ancora di proprietà comunale: un evidente fallimento delle pratiche di alienazione. E così, mentre i Comuni piangono miseria c'è chi sta a guardare il proprio patrimonio andare in malora...!

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA NOSTRA INTERROGAZIONE:
ogg_XXX_interrogazione_Montebudello_rev 1.doc

Questi referendum dimostrano lo stato confusionale dei partiti e la loro povertà ideale, a destra come a sinistra. Il numero uno del Carroccio a Bologna dichiara che voterà sì, subito smentito dai colleghi di partito e di coalizione, Fli è spaccato tra Briguglio e Ronchi, a sinistra l'assessore all'ambiente della provincia di Bologna Burgin dice, come anche Renzi, che votera' tre si e un no. Dopo pochi minuti via agenzie di stampa il coordinatore PD Lepore della giunta Merola, lo stoppa "tu sei un rottamatore, noi vogliamo costruire, siamo per i quattro sì". Idv sei mesi fa era contro il secondo quesito, ora che invece va di moda, vista l'onda popolare, è favorevole. Il movimento gia' un anno fa silenziosamente raccoglieva le firme in tutta italia, a testa bassa e con le idee chiare. Se questi partiti non riescono ad avere una visione unitaria e comune su temi come acqua ed energia nucleare, che cos'è che li tiene insieme? Io la risposta penso di conoscerla: tanti affari e un potenziale lavoro a vita.

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referendumAcqua500-300x211.pngQuando la malafede fa l'amore con l'ignoranza può nascere solo un mostro. Ieri, il consigliere regionale Gian Guido Naldi (Sel) ci ha accusato di aver fatto ostruzionismo alla discussione della sua Risoluzione sull'acqua pubblica, nella seduta d'Assemblea.

Dal dizionario Hoepli: 'Ostruzionismo: azione che tende volutamente a impedire o a ritardare ad altri una determinata attività'. Dalla Costituzione della nostra Repubblica, articolo 21: 'Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'.

Detto ciò, quando, alle 13 di ieri, il Presidente dell'Assemblea legislativa regionale Matteo Richetti ha dichiarato chiusi i lavori della seduta, iscritti a discutere della Risoluzione sull'acqua presentata da Naldi c'erano ancora il segretario regionale e consigliere Pd Stefano Bonaccini, quattro colleghi del Pdl, uno della Lega, la collega Udc e Giovanni Favia. Prima della chiusura dei lavori, poi, in Assemblea era già intervenuta sul tema anche Anna Pariani (Pd): Naldi intende accusare di ostruzionismo anche lei, e il segretario regionale del più importante partito della sua Maggioranza?

D'altronde la risoluzione di Naldi, su cui volutamente non ha voluto farci apporre la firma, è slittata per l'ordine del giorno preparato da loro stessi. Non è certo colpa del Movimento 5 Stelle se la seduta si è chiusa alle 13. E se, in questa regione, si fa a malapena una seduta di Consiglio al mese. Chiediamo allora a ogni Capogruppo di proporre che ne vengano fatte almeno due: magari si riuscirebbe a discutere, finalmente, risoluzioni che aspettano dall'autunno 2010.

Troviamo paradossale che il collega di un partito, Sel, membro di tutte le amministrazioni che negli ultimi anni hanno svenduto il bene comune alle multiutility come Hera e Iren, ora accusi chi ha organizzato centinaia di banchetti per la raccolta firme e distribuito migliaia di volantini di non voler parlare di un tema così importante alla vigilia del referendum del 12 e 13 giugno. E comunque in Regione noi siamo solo due: certo, se Naldi ha scoperto la questione dell'acqua pubblica solo ora non può lamentarsi che sia rimasto poco tempo per parlarne...

tempi moderni mafia.jpgLa Regione si costituisca parte civile nei processi aperti in Emilia-Romagna per associazione a delinquere di stampo mafioso, anche - e soprattutto - quelli in cui restino coinvolti dipendenti o nominati a vario titolo in Enti pubblici e Partecipate. È quanto chiediamo con una Risoluzione ad hoc presentata in Regione. A mantenere d'attualità il problema delle infiltrazioni anche in Emilia-Romagna, sono infatti sempre nuove ed allarmanti notizie di stampa sul tema: non ultima, quella che vede il sindaco di Serramazzoni sull'Appennino modenese indagato per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione in un'inchiesta che lavora a presunte infiltrazioni malavitose in alcune gare. Come mai la Regione vara norme contro la criminalità organizzata, e poi non fa nulla se un sindaco Pd resta coinvolto in una brutta indagine?

Nella legge regionale varata lo scorso 4 maggio sul tema della lotta alla criminalità organizzata, non è previsto un meccanismo automatico di adozione di misure legali volte alla tutela dei diritti e degli interessi lesi dalla criminalità organizzata e mafiosa, ivi compresa la costituzione in giudizio nei relativi processi. Resta, insomma, un'attività discrezionale in capo alla Giunta regionale, mentre nel nostro progetto di legge, poi bocciato, ma su cui ci eravamo messi al lavoro sin da maggio dell'anno scorso questo era un punto fondamentale. Ora, la costituzione a parte civile da parte di viale Aldo Moro sarebbe un segnale forte: questa Regione non ammette l'inquinamento del suo territorio da parte delle mafie. I colleghi dimostrino con un semplice voto in aula i tanti contenuti della nuova Legge regionale non sono solo buone intenzioni!

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA RISOLUZIONE:risoluzione serramazoni.doc

medicine.gifAncora una volta, lo Stato risparmia il cittadino spende...Con la Legge 122/2010 lo Stato si è prefissato l'obiettivo di risparmiare 600 milioni di Euro. In adempimento a tale normativa, con determinazione n. 2186/2011 del 08/04/2011, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha abbassato il prezzo di riferimento di circa 4200 farmaci equivalenti di classe A. Ma si tratta di una forzatura: perché questo risparmio previsto e imposto non riesce ad essere tradotto in realtà dalle case farmaceutiche. Molte ditte, specialmente quelle medio-piccole, denunciano di non riuscire a garantire una produzione di larga scala e ad abbassare così tanto i prezzi dei farmaci. Quindi il consumatore-paziente si ritrova a pagare la differenza fra rimborso del SSN e costo effettivo del medicamento. Medicamenti che una volta erano gratuiti.
Si tratta di una sorta di ticket occulto, che grava interamente sulle spalle dei contribuenti. La situazione è stata affrontata in maniera differente dalle varie Regioni: Toscana, Basilicata, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lombardia hanno scelto di coprire la differenza tra il tetto massimo di rimborso e il costo dei farmaci generici equivalenti. Qui in Emilia-Romagna finora si è tentato di agire inducendo i medici a prescrivere le medicine più economiche e i farmacisti a consigliare l'opzione meno dispendiosa. Però non basta. In un'interrogazione a risposta immediata che presenteremo mercoledì 8 in Aula, chiederemo se la Regione non ritenga opportuno colmare con le proprie risorse il ticket occulto sgravando i cittadini da una spesa che, specie in caso di malattie croniche, può diventare davvero insostenibile. Ricordiamo infatti che anche se la differenza può essere definita 'contenuta' per i cittadini a reddito medio, sicuramente non lo è per chi dei farmaci ha spesso più bisogno: chi per esempio ha pensioni di invalidità di 250 € o chi, ed è il 50,8% dei pensionati Inps, non arriva a 500 € al mese.

trivella-pozzo-petrolifero.gifLa delibera 368/2011 approvata all'unanimità dalla Giunta regionale, su proposta di Gian Carlo Muzzarelli e con la quale si dà il via libera al permesso di ricerca idrocarburi denominato "Secchia", è in palese contrasto con il Piano Territoriale Paesistico Regionale. Per cui siamo in grado di bloccarla.
Il contrasto è palese, visto che l'articolo 35, comma 3 del PTPR recita: 'Nelle zone di riqualificazione della costa e dell'arenile, nelle zone di salvaguardia della morfologia costiera, nelle zone di tutela della costa e dell'arenile, nelle zone di interesse storico- archeologico appartenenti alle categorie di cui alle lettere a. e b1. del secondo comma dell'articolo 21, nelle zone di tutela naturalistica, nonché comunque nei terreni siti ad altezze superiori ai 1.200 metri, vale la prescrizione per cui non possono essere rilasciate autorizzazioni ai sensi dell'articolo 7 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 relative a nuove concessioni minerarie per attività di ricerca ed estrazione ai sensi del R.D. 29 luglio 1927, n. 1443.' Dunque, non si può trivellare sopra i 1.200 metri. E non si può farlo nelle zone di tutela naturalistica. Nella vasta area di concessione "Secchia" invece le aree sopra i 1.200 metri sono tante (i Monti Mocogno, Acuto, Montecreto e Calvanella nella provincia di Modena), e ci sono anche zone sottoposte a tutela naturalistica. Invece nella Valutazione di Impatto Ambientale autorizzata dalla delibera 368 NON c'è alcuna prescrizione a tutela del territorio. Anche quando si accenna a qualche vincolo, per esempio per i Siti di Interesse Comunitario e le Zone di Protezione Speciale tutelate dall'Europa, le frasi usate, sono francamente blande e facilmente aggirabili: 'il disturbo per la fauna dovrà essere ridotto al minimo, realizzando i lavori al di fuori del periodo riproduttivo dell'avifauna; - i percorsi di accesso all'area d'intervento dovranno interferire il meno possibile sugli habitat naturali; - dovrà essere evitato il taglio della vegetazione arborea, laddove compatibile con la realizzazione degli interventi previsti.'.
Il nostro Assessore Muzzarelli e l'Assessore Sabrina Freda ritengono in tutta onestà che questa sia la maniera di tutelare l'ambiente? Dove sono i tanto sbandierati "vincoli severissimi"? Andiamo, non scherziamo: viste le carte la Hunt Oil Company, titolare della concessione, avrebbe tranquillamente mano libera per eseguire le proprie ricerche anche oltre i 1.200 metri di altezza, e in zone di tutela naturalistica, dove una legge regionale lo proibisce. Ce n'è abbastanza per bloccare la delibera, per riportare la VIA in sede di Conferenza dei Servizi e per adottare, una volta per tutte, prescrizioni davvero a tutela del territorio e del pubblico interesse. Chissà perché dai nostri Assessori, invece, ancora non vediamo traccia di tale interesse.

Ricordiamo ai cittadini dell'Appennino (e non) l'incontro informativo sulla ricerca di idrocarburi martedì 14 giugno, alle 21 al Comune di Loiano!

Leggi il testo integrale della nostra interrogazione:
Interrogazione_M5S_Fiume_Secchia.doc

riolamini.jpgSarà la distanza dalle sedi istituzionali, sarà una vecchia abitudine a risolvere le questioni in via per così dire informale, sarà che l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica è logicamente minore, ma nei Comuni dell'Appennino bolognese il rispetto di leggi e normative sembra sempre più un optional...E l'ennesima riprova di questa amara constatazione è il blocco - dopo meno di 48 ore - dei lavori di ripristino della piazza Alvar Aalto a Riola di Vergato, per mancanza di autorizzazioni e per il mancato rispetto della legge Galasso. I lavori, che consistono nella sostituzione del brutto asfalto con una copertura in porfido, sono in gran parte finanziati dalla Regione Emilia-Romagna: per questo abbiamo depositato un'interrogazione, vogliamo sapere cosa ne pensi l'assessorato competente.

Per raccontare quanto accaduto fra martedì 24 e mercoledì 25 maggio occorre però partire da lontano. Dal Comune di Grizzana Morandi e in particolare dal suo potente Vice Sindaco Luigi Bettocchi con deleghe a Opere e Lavori Pubblici e alla Sovrintendenza alle attività del Servizio Assetto del Territorio. In lui c'è un mix di arroganza e spregiudicatezza che oggi stanno costando cari ai suoi concittadini e alle pubbliche casse, per il solito principio che chi paga è sempre pantalone. Già pochi anni fa, Bettocchi si era reso protagonista di un disinvolto commercio di pregiati sassi di arenaria della rinomata roccia di Montovolo, concessi a 'camionate', quindi senza una precisa stima del loro volume e soprattutto valore, a ditte locali e artigiani. Il tutto senza uno straccio di autorizzazione all'attività estrattiva, in pratica una cava abusiva. E sulla questione indaga attualmente la Magistratura.
Pochi mesi fa, poi, il Corpo Forestale dello Stato redige un verbale per costruzioni abusive in riva al fiume Reno in aree demaniali. Nonostante il Vicesindaco frequenti spesso la zona non si era accorto di nulla e oggi il Comune spenderà 2.000 euro di spese legali. Infine, alcune settimane fa di nuovo il Corpo Forestale dello Stato redige un verbale per lavori di scavo effettuati dal Comune in prossimità della famosa Chiesa di Montovolo, all'interno dell'omonimo Parco, che è anche Sito d'Interesse Comunitario. Mancavano infatti le autorizzazioni della Sovrintendenza.

Ma veniamo all'oggi. Martedì 24 maggio il "nostro" ci ricasca. Dopo 12 anni finalmente sembrano partire i lavori di rifacimento della Piazza Alvar Aalto a Riola di Vergato, finanziati in gran parte dalla Regione. Nonostante si tratti semplicemente di sostituire il brutto asfalto con una più decorosa pavimentazione in porfido, l'opera ha un travaglio lunghissimo. La Regione Emilia-Romagna lo finanzia, e congela per 12 anni i relativi fondi, già nel 1999, ma il Comune, dopo aver cambiato 3 diversi progetti nel corso degli anni, arriva alla delibera solo nel 2007. Sembra fatta e invece i lavori iniziano solo questa settimana. Costo totale per i cittadini: 308.000 euro.
Tempo neanche 48 ore, e i lavori sono già bloccati. La piazza infatti non solo è in riva al fiume Reno, e quindi tutelata dalla Legge Galasso, ma è davanti alla Chiesa di Alvar Aalto, unica opera dell'architetto in Italia, opera vincolata e meta di turisti e appassionati di architettura da tutto il mondo. Anche uno studente del primo anno di Scuola Geometri sa che in entrambi i casi occorre l'Autorizzazione Paesaggistica, cioè lo svincolo della Sovrintendenza per la Tutela del Paesaggio e delle Belle Arti. Un foglio di carta inutile per il Vicesindaco che procede come nulla fosse. Peccato che la Sovrintendenza e il Corpo Forestale, che sicuramente redigerà l'ennesimo verbale, non siano per nulla d'accordo.

Ora, tra richiesta delle autorizzazioni obbligatorie per legge e tempi tecnici passeranno almeno 3 mesi. Intanto la piazza, in cui parcheggiano le auto delle persone che si recano alle adiacenti attività commerciali, in cui si svolge il mercato del venerdì e dove si organizzano concerti e feste di Paese, forte richiamo per la stagione turistica alle porte, è devastata da un cantiere e in gran parte inutilizzabile. Siamo insomma di fronte all'ennesimo sperpero di tempo e denaro pubblico, dovuto solo all'incompetenza e alla presunzione di Amministratori inetti. Subito capaci però di lamentarsi per non avere i soldi per sistemare la locale scuola che casca a pezzi. Ora invece chi ripagherà i disagi dei cittadini, i danni alle attività commerciali della zona e i danni derivanti dai mancati introiti del turismo estivo?
È un'indecenza intollerabile che deve finire. Con un'interrogazione ad hoc chiederemo lumi alla Regione Emilia-Romagna. Infatti il DL 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, recita "L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Fuori dai casi di cui all'articolo 167, commi 4 e 5, l'autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi." E inoltre:"La regione esercita la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio ... Può tuttavia delegarne l'esercizio, per i rispettivi territori..... ai Comuni, purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche nonche' di garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia.". E ancora: "Le regioni vigilano sull'ottemperanza alle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo da parte delle amministrazioni da loro individuate per l'esercizio delle competenze in materia di paesaggio. L'inottemperanza o la persistente inerzia nell'esercizio di tali competenze comporta l'attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Ministero.". Allo stesso modo si esprime anche la Legge Regionale 23/2009. Cos'altro serve per dire che siamo davanti ad un insensato abuso e ad un altrettanto insensato spreco di denaro pubblico?
Chiederemo quindi alla Regione se non ritenga necessario riesaminare l'assetto delle funzioni delegate al Comune di Grizzana Morandi, e se non ritenga indispensabile, indifferibile e urgente porre rimedio all'attuale inerzia nell'esercizio delle competenze di vigilanza da parte della Regione Emilia-Romagna, onde evitare che il Ministero avochi a se le deleghe previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il minimo che invece potrebbe fare il Vice Sindaco Bettocchi sarebbe dimettersi, ma si sa l'Italia non è la Germania, dove si dimettono Ministri per aver copiato all'università 20 anni prima....

LINK:

http://www.regione.emilia-romagna.it/temi/territorio/pda-i-programmi-darea/le-norme-e-gli-atti-in-vigore/accordo-del-programma-darea-valle-del-reno/at_download/file

Buonanotte Silvana

silvana_mura.jpgIl Movimento 5 Stelle esprime viva preoccupazione per le condizioni di salute dell'On. Silvana Mura. Sapete cos'ha fatto? Ha chiesto pubblicamente che il Movimento 5 Stelle esprimesse la propria opinione sui 4 referendum!!! A meno di 10 giorni dalla votazione la signora non si è accorta delle migliaia di firme raccolte dai ragazzi del Movimento in tutta la Regione Emilia-Romagna, delle decine di banchetti che tutte le settimane facciamo in tutte le province, delle migliaia di volantini che distribuiamo, delle decine di post sul nostro sito, comunicati stampa, atti legislativi in Regione, tutti orientati in un'unica direzione: la vittoria dei SI contro il nucleare, a favore dell'acqua pubblica e contro il legittimo impedimento. Sembra evidente che la tesoriera dell'IDV frequenti troppo il Palazzo e poco le piazze: è riemersa da uno strano letargo o ha problemi con la memoria? In questo caso gli studenti impegnati con gli esami in questo periodo sapranno indicarle ottime pastiglie al fosforo, di cui ha evidentemente una grossa carenza.
Cogliamo l'occasione per ricordare che il Movimento 5 Stelle ha raccolto migliaia di firme per i quesiti sull'acqua - al contrario di IdV, che ha preferito proporre altri quesiti poi boccaiti dalla Corte - e che moltissimi nostri sostenitori hanno firmato per il nucleare e il legittimo impedimento. Questo perché crediamo che i referendum siano un'espressione popolare da non coprire con le bandiere di partito. Le nostre firme, poi, non sono costate nulla al cittadino perché il Movimento 5 Stelle rifiuta la refurtiva elettorale - a differenza di IdV.
Il Movimento 5 Stelle ha lottato, lotta e lotterà per una legge uguale per tutti, per cancellare il nucleare dalle opzioni energetiche italiane e per un'acqua di tutti. Voteremo compatti 4 SI il 12 e 13 giugno.

Speriamo che in caso di vittoria dei SI sui quesiti per l'acqua pubblica, i consiglieri IdV nei comuni e nelle regioni appoggerranno le nostre proposte di scorporare il servizio idrico dalle varie muliutility, arrivando così ad un verso servizio pubblico dove i bilanci e consigli d'amministrazione siano controllati ed eletti direttamente dai cittadini.

Grande vittoria! La Corte di Cassazione ha deciso: il 12 e 13 giugno ci sarà anche la scheda che chiederà se accantonare per sempre l'opzione nucleare in Italia. Con decisione maggioritaria, questa mattina, la Corte ha stabilito che le modifiche fatte dal Governo con il Decreto Omnibus non sono sufficienti per escludere il quesito dalla consultazione popolare.

Il quesito dovrebbe essere modificato, per cui la necessità di ristampare le schede fa stringere i tempi.
L'importante, però, è che con il voto del 12 e 13 giugno si possa definitivamente accantonare l'ipotesi nucleare e tutte le "vogline" sopite nelle amministrazioni locali. A cosa ci riferiamo? Ci riferiamo a questa delibera con la quale a gennaio, in gran silenzio, la nostra Giunta a guida PD ha istituito una Commissione per il nucleare. A che pro? Per essere "di supporto all'attuazione degli indirizzi della Regione in materia di uso civile dell'energia nucleare" come dice la delibera. Ma quale "uso civile" se di nucleare si diceva non ne volessimo vedere neanche l'ombra? Noi infatti abbiamo chiesto che questa frase venisse cancellata.
Lo facemmo con questa proposta, che prevedeva una gestione solo ai fini di decomissioning e sanitaria: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/Nostra%20proposta%20modifica%20commissione%20nucleare.pdf

Ecco qui un articolo su "Il Fatto quotidiano" che all'epoca ricostruì la vicenda: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/26/troppe-ambiguita-del-pd-sul-nucleare-la-regione-dice-no-poi-investe-milioni/100214/

Comunque sia ora il 12 e 13 giugno abbiamo 4 schede in cui votare e far votare sì!

La deliberazione:

Progr.Num. 119/2011
Questo giorno Lunedì 31 del mese di Gennaio
dell' anno 2011 via Aldo Moro, 52 BOLOGNA

Funge da Segretario l'Assessore
Presiede l'Assessore Rabboni Tiberio

attesa l'assenza del Presidente, ai sensi dell'art. 3, comma 2 L.R. 14/89


APPROVAZIONE DELLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE TECNICA DI SUPPORTO
ALL'ATTUAZIONE DEGLI INDIRIZZI DELLA REGIONE IN MATERIA DI USO CIVILE DELL'ENERGIA
NUCLEARE

Oggetto:
Cod.documento GPG/2011/88
Muzzarelli Gian Carlo
GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

si è riunita nella residenza di

la Giunta regionale con l'intervento dei Signori:

Num. Reg. Proposta: GPG/2011/88
-----------------------------------------------------
LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:
- l'Accordo tra Governo, A voti unanimi e palesi etc etc... (omissis del dispositivo)


d e l i b e r a

1. di approvare la composizione della Commissione tecnica di
supporto all'attuazione degli indirizzi della Regione in
materia di uso civile dell'energia nucleare, secondo quanto
riportato nelle premesse e qui integralmente richiamate,
attribuendole compiti di supporto tecnico-specialistico
necessario alla Regione Emilia-Romagna nell'esercizio delle
proprie funzioni;
2. di procedere con successivo atto del dirigente regionale
competente alla nomina dei componenti la Commissione tecnica
di cui sopra; nonché all'impegno e alla liquidazione del
rimborso spese agli aventi diritto;
3. di stabilire che la Commissione tecnica di supporto
all'attuazione degli indirizzi della Regione in materia di
uso civile dell'energia nucleare avrà la durata di anni
quattro.

REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Atti amministrativi
IN FEDE
Morena Diazzi
Morena Diazzi, Direttore generale della DIREZIONE GENERALE ATTIVITA' PRODUTTIVE,
COMMERCIO, TURISMO esprime, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della L.R. n. 43/2001
e della deliberazione della Giunta Regionale n. 2416/2008, parere di regolarità
amministrativa in merito all'atto con numero di proposta GPG/2011/88
data 20/01/2011
GIUNTA REGIONALE
Allegato parere di regolarità amministrativa

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