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MoVimento 5 Stelle

Luglio 2011

Un consiglio di lettura per l'estate; una storia vera con un messaggio che arriva fino ai giorni nostri. E' uscito per Aliberti il romanzo storico "Il bracciale di sterline. Cento bastardi senza gloria. Una storia vera di guerra e di passioni" (pg. 349, 40 foto) scritto dai giornalisti reggiani Matteo Incerti e Valentina Ruozi e frutto di anni di ricerche da parte degli autori e di altri storici e ricercatori.
LA TRAMA - E' la storia vera di cento uomini e donne provenienti da tutta Europa (partigiani italiani, inglesi, scozzesi, spagnoli, russi, olandesi, greci, disertori tedeschi e austriaci) che nel marzo 1945 scesero dal cielo e dai sentieri dell'Appennino reggiano, guidati dalle magiche note di una cornamusa scozzese, per attaccare il quartier generale della Linea Gotica a Botteghe d'Albinea. Il loro coraggio contribuì ad accelerare l'avanzata degli Alleati e dei partigiani, la fine della guerra e della dittatura aprendo il varco finale per la liberazione della Valle del Po che avvenne un mese più tardi. In quell'inferno, due bambine ricevettero in dono due bracciali di piccole monete. Da Operazione Tombola, il nome in codice di questa operazione segreta nacquero cinque amori per la vita. Sessantasei anni dopo, grazie a internet, il filo d'Arianna della storia, dagli Stati Uniti alla Scozia, dall'Australia all'Italia riunisce dieci protagonisti di allora: si intrecciano così amori, ideali, sogni, e come in una favola quei bracciali rivelano alle due bambine di un tempo, diventate nonne, la storia di due coraggiosi soldati.
IL MESSAGGIO- Il romanzo parte nel 1945 ed arriva a giorni d' oggi. Ritrovati grazie ad internet questi arzilli ex combattenti (alcuni di loro sono in Rete anche ad oltre o quasi 90 anni di età), ci lasciano il loro messaggio. Un messaggio di anti-eroi diventati per caso eroi. C'è Gino, ebreo sfuggito ai lager diventato partigiano e commandos con gli inglesi e ingegnere dopo la guerra, che impreca contro i condannati in parlamento e indica che il futuro si chiama solo energia dal sole. C'è Bruno,che non sopporta più lo sfacelo morale dell'Italia di oggi, la novantanovenne ex staffetta Mary che chiede ai giovani di costruire un futuro con responsabilità recuperando il valore del risparmio, Libero che spiega come negli anni '60 per responsabilità chiuse la sua azienda inquinante per riconvertirla. Ci sono David il suonatore di cornamusa scozzese riemerso dalle nebbie della storia dopo 66 anni e Rocky, il veterano americano che libero' Bologna, Reggio, Parma, Brescia e che ritrovato su facebook, ci fece anche visita lo scorso aprile in Regione. David e Rocky ci ricordano che gli orrori della guerra lasciano segni tutta la vita. Ma che la vita, nonostante le ferite che la nostra anima può aver subito, va vissuta in ogni istante, lottando per i nostri ideali ed inseguendo i nostri sogni, perché ha una sua magia da cogliere in ogni istante.
Come scritto da un lettore è un romanzo che "parla della Resistenza senza strattonarla politicamente verso destra o verso sinistra, ma lasciandola come centro di un avvenimento di forte e umana ricerca della Libertà".
ONLINE - Il libro è acquistabile in tutte le librerie d'Italia (esempio Feltrinelli ) oppure online scontato del 25% su Amazon.it , Libreria Universitaria , Ibs , etc.
RECENSIONI - Leggi le recensioni dei lettori sul blog del libro
o sul gruppo facebook e la pagina fb.
Presto un nuovo consiglio di lettura per l'estate con un romanzo dedicato al mondo dell'informazione libera e gli intrecci politico-affaristici.

Vittoria! La Provincia di Reggio cancella ufficialmente la costruzione di un nuovo inceneritore e prevede l'estensione. della raccolta porta a porta ad un totale di oltre 250.000 abitanti (la metà della popolazione) per raggiungere entro tre anni il 67% di raccolta differenziata su tutto il territorio. Unico impianto di smaltimento finale previsto : il trattamento meccanico biologico. Tutto come proposto nel 2006 insieme ai Comitati Salute Ambiente, Beppe Grillo, l'allora assessore Pinuccia Montanari e sigillato da oltre 15.000 firme raccolte tra marzo 2007 e settembre 2008. Il risultato raggiunto pero' non è un traguardo finale. Infatti il porta a porta verrà esteso solo nei Comuni della Bassa, per Reggio rispetto al piano "Montanari" del 2007 sarà per 65.000 persone anzichè le 100.000 previste ed in collina e montagna (a parte il centro di Castelnuovo Monti e Carpineti) e nel resto di Reggio rimane il sistema a cassonetti stradali.
Siamo a metà del guado, ma sulla buona strada riconosciamo il lavoro svolto da Mirko Tutino, che si è dimostrato sul tema di pasta diversa rispetto al predecessore Alfredo Gennari, che nel 2007 di fronte alle prime 5.000 firme pro raccolta porta a porta e trattamento meccanico biologico, consegnategli da Beppe Grillo disse:
"Ma noi facciamo tanto abbiamo anche la raccolta dei tappi per l'Africa" (sic!).
Visto che il mondo non si ferma nel 2014 (quota 67% di differenziata) ma va avanti, anche noi andremo avanti
a) per potenziare le politiche di riduzione rifiuti,
b) per estendere gradualmente negli anni a venire il porta a porta nei Comuni dove è previsto anche per le frazioni di plastica, vetro-lattine,carta e per estenderlo anche in Collina e poi in seguito Montagna, partendo dai Comuni collinari confinanti con Reggio Emilia (pensiamo alle frazioni di Albinea, Quattro Castella, Scandiano confinanti con il Comune di Reggio che già fanno il porta a porta integrale. Lì non è collina.
c) studiare e promuovere la costruzione di Centri Riciclo modello "Vedelago" per sostituire la produzione di "combustibile da rifiuti" con le sabbie sintetiche per edilizia e industria plastica.
d) implementare le già previste politiche di tariffa puntuale
e) iniziare un percorso con piccole e medie aziende ed università per introdurre il concetto di "ecodesign" e politiche "dalla culla alla culla" per i prodotti. Su questo inviteremo a Reggio Emilia i migliori esperti europei e mondiali. Per un futuro dove nuovi posti di lavoro verranno creati dall'industria del riciclo e del riutilizzo nel vero pieno rispetto dell'ambiente.

Quanta acqua sotto i ponti è passata da quel 2006 quando con Beppe Grillo e grazie all'unico politiche che allora ci ascoltava, l'allora assessore Pinuccia Montanari, invadevamo pacificamente a piu' riprese i consigli comunali e provinciali di Reggio con le nostre proposte: porta a porta, trattamento meccanico biologico, riciclo, rifiuti zero...


Andrea Defranceschi, capogruppo in Regione Movimento 5 Stelle-Beppegrilo.it
Matteo Olivieri, consigliere comunale Reggio 5 Stelle-Beppegrillo.it

Votazione_811_Inceneritore_ParmaSMALL.jpgScandaloso. Come novelli Ponzio Pilato, quelli che dovrebbero tutelare la salute degli emiliano-romagnoli se ne sono lavati le mani, abdicando dal proprio ruolo di rappresentanti dei cittadini. Mercoledì 27 in Aula l'assise ha bocciato una risoluzione che il Movimento 5 Stelle aveva depositato lo scorso novembre. Nonostante l'avessimo protocollata otto mesi fa la risoluzione era ancora attualissima: tutti sappiamo che l'inceneritore di Uguzzolo è stato fermato per sospetto abuso edilizio e che il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva d'urgenza dell'atto amministrativo avanzata da Iren Spa. Inoltre sul progetto c'è una inchiesta della Commissione Europea perché l'affido diretto ad Iren Spa dell'opera non rispetterebbe le norme europee: il rischio di una multa minima di 9 milioni di euro. La nostra risoluzione, scritta con l'aiuto di alcuni tecnici europei, proponeva alternative all'inceneritore per consentire che il piano provinciale della Provincia raggiungesse gli obiettivi di una raccolta differenziata minima al 65% con soluzioni alternative. Invece l'aula è stata muta. In un quarto d'ora ha liquidato un problema serissimo, senza che nessuno intervenisse nel dibattito. E' l'assordante silenzio dei difensori degli inceneritori. Una vergogna, e i cittadini devono sapere. A votare la nostra risoluzione, oltre al nostro Capogruppo Andrea Defranceschi e al sottoscritto, solo la Consigliera Gabriella Meo. L'aula era semideserta, con 30 presenti e 20 assenti. In dieci si sono astenuti, non sapendo evidentemente di cosa si parlasse: sono Aimi, Bazzoni, Leoni, Pollastri e Alberto Vecchi (tutti PdL), oltre a Cavalli e Manfredini (Lega Nord), Grillini (IdV, l'unico dei suoi in aula), Noè (UdC) e Naldi (Sel). Compattissimo invece il fronte pro-inceneritore: è quello del PD. Hanno votato contro la risoluzione Alessandrini, Barbieri, Casadei, Cevenini, Costi, Marani, Mazzotti, Monari, Montanari, Mori, Moriconi, Mumolo, Pagani, Pariani e Luciano Vecchi, tutti del Partito Democratico. Richetti ha scelto di non votare. E Gabriele Ferrari, il Consigliere di Parma? Ovviamente anche lui allineato e coperto: ha votato contro la proposta, a favore quindi dell'inceneritore. Ma almeno Roberto Garbi? No, lui addirittura era già andato a casa, forse ad accogliere Pier Luigi Bersani atteso nella sua città. Almeno l'opposizione si sarà opposta? Macché, anche Luigi Giuseppe Villani era già in macchina verso casa. Ma nemmeno la Lega, sempre sul territorio? No, anche Roberto Corradi era a casa. Che vergogna: assieme a lui mancavano anche Barbati, Bartolini, Bernardini, Bignami, Bonaccini, Carini, Donini, Errani, Fiammenghi, Filippi, Lombardi, Malaguti, Mandini, Piva, Riva, Sconciaforni e Zoffoli. Che i cittadini sappiano che i loro rappresentanti non ritengono un problema serio come l'inceneritore degno della loro presenza sul luogo di lavoro. A settembre faremo una conferenza stampa dove mostreremo il video del 'non-dibattito' surreale cui abbiamo assistito.

connessione-lenta-180x130.jpgIl piano telematico che oggi l'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato (coi soli voti della Maggioranza) è di corto respiro, ricco solo di proclami ma non di risorse. Abbiamo sentito tante bella parole, ma questo piano si propone di cablare la regione a 7 MegaBit, ovviamente solo teorici, non reali (chi naviga sa che la velocità dichiarata è molto superiore a quella effettiva). Si rendono conto che in Giappone e Corea lavorano alla banda ultra-larga da 1 GigaBit? Ammesso e non concesso che riuscissimo a realizzare tutti i punti del piano, saremmo già indietro di anni rispetto ai nostri competitors. E poi senza investimenti non si va da nessuna parte e in questa Regione si investe sulle autostrade di cemento e non su quelle digitali. Sul trasporto delle cose invece che sul trasporto delle idee. Abbiamo una mentalità vecchia. Fra l'altro le nostre proposte per utilizzare i software open source nei computer del Consiglio Regionale è stata bocciata. Perché? Avremmo risparmiato centinaia di migliaia di euro in licenze Microsoft! Per non parlare della telefonia: anche la nostra proposta per usare i sistemi voip di comunicazione è stata bocciata. In pratica, abbiamo scelto di votare favorevolmente a tutti i gli emendamenti migliorativi e invece di astenerci sull'approvazione del Piano Telematico nella sua interezza perché siamo enormemente delusi nei confronti di una pianificazione che guarda indietro anziché avanti, senza ambizione e senza convinzione.

Intervenendo in aula durante la presentazione del Piano Energetico dell'Emilia Romagna, il consigliere Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle ha annunciato il voto contrario al piano Muzzarelli, presentando con il collega Defranceschi trentadue emendamenti e proposte, bocciate in primis dal Pd.
"Questo non è piano per la green economy ma per la grey economy la combustione di biomasse e rifiuti è eccessiva e negativa, andrebbe integrato con quello della mobilità e dei rifiuti perchè è necessario agire tenendo conto di ogni aspetto - ha spiegato Favia- inoltre è stato redatto tenendo conto di un mondo che non c'è più, cioè i dati del 2007 pre crisi".
RISPARMIO ENERGETICO -Andando più nello specifico Favia ha proposto che "la Regione Emilia Romagna punti soprattutto su due fattori: l'efficienza ed il risparmio energetico e non la produzione di più energia per il futuro. Oggi le tecnologie ci sono per ridurre i consumi energetici anche dell'80% a parità di stile di vita ed efficienza produttiva di quella attuale". Su questo il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento per far sì che tutti gli edifici in nuova costruzione siano in classe energetica A (massimo risparmio energetico). Proposta che è stata parzialmente accolta con l'emendamento numero 5 che è di premessa ad una serie di altri articoli del provvedimento in materia. Peccato che altri punti della proposta che prevedevano la classe A siano stati bocciati. "A questo punto ci attendiamo che tutto l'impianto della legge sia coerente su questo punto, non un nuovo edificio dovrà essere eretto in Emilia Romagna se non sarà di classe energetica A, cioè a massimo risparmio ed efficienza energetica. Questo principio si applichi a tutto il piano" commenta Favia.
FOTOVOLTAICO SUI TETTI Sulla produzione energetica Favia ha stigmatizzato il piano presentato da Muzzarelli. "Si vuole puntare su più tecnologie, invece in Emilia Romagna avremmo dovuto specializzarci sulla nostra prerogativa. Parliamo di fotovolatico sui tetti sfruttando in positivo quanto di negativo è stato fatto in questi anni con la cementifcazione selvaggia del territorio. Perchè non si creano grandi parchi fotovoltaici non sui terreni agricoli ma sfruttando tutti i tetti di capannoni, nuovi e vecchi edifici ad esclusione di quelli storici, creando una democrazia energitica diffusa in mano ai cittadini e non alle grandi compagnie ?".
DEMOCRAZIA ENERGETICA -Una proposta questa che ha spiegato Favia "crea moltissimi posti di lavoro per le nostre aziende ed artigiani". Su questo è stato presentato un emendamento bocciato sempre del Pd.
EOLICO KYTEGEN -Sul fronte dell'eolico Favia ha detto "che la nostra regione non offre grandi potenzialità" se si esclude ad esempio la proposta avanzata già tempo fa dal MoVimento 5 Stelle di sfruttare le ex piattaforme petrolifere sulla costa romagnola dove sperimentare, come proposto in un emendamento a firma Favia " l'eolico ad alta quota tramite sorte di aquiloni, più efficiente dell'eolico tradizionale e meno impattante dal punto di vista paesaggistico ambientale. Su questo investe ingenti somme la Cina e l'Italia che ha il brevetto non fa nulla...". Anche questa proposta è stata bocciata.
RIDUZIONE RIFIUTI - Un emendamento (bocciato anche questo dal centrosinistra) proponeva di considerare il risparmio energetico e di materia sul fronte della riduzione dei rifiuti, "con nuove strategie industriali come l'Ecodesign e quello che nel Benelux viene chiamato "Cradle to cradle" dalla culla alla culla" ha spiegato Favia.
Sul tema dell'agricoltura legato all'energia si è proposto con emendamenti di "preservare i migliori suoli agricoli di prima e seconda classe affinchè non vengano realizzati su quei suoli campi fotovoltaici e colture dedicate per impianti a biomasse". Questa proposta non è stata approvata dalla maggioranza dei consiglieri regionali dell'Emilia Romagna.
STOP TRIVELLE - La maggioranza di centrosinistra ha anche bocciato un emendamento presentato da Defranceschi per stoppare di fatto le trivellazioni per fini estrattivi petroliferi e non solo in Emilia Romagna.

cieco.jpgRispondendo all'interrogazione 1640 a risposta immediata presentata da noi del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna il Sottosegretario Alfredo Bertelli ha confermato sostanzialmente che dal 1970 brancoliamo nel buio per quanto riguarda il controllo dell'agibilità degli edifici. La Regione NON ha un osservatorio sull'attuazione delle previsioni urbanistiche da parte dei Comuni del territorio regionale. Insomma, nessuno controlla che le leggi vengano applicate. E infatti gli scandali tipo Liber Paradisus (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/lacrime-legionellose-di-coccodrillo.html) lo dimostrano... Come sempre la Giunta si protegge usando il futuro prossimo: 'faremo', 'organizzeremo', 'vedremo'. Insomma, la tattica del rinvio. Fatto sta che ancora una volta ci vuole il caso eclatante per svegliare questo governo, ma non si può sempre aspettare di aver versato il latte per agire...

avido.jpgL'assestamento di bilancio era la prova d'appello per la classe dirigente emiliano-romagnola per dimostrare di sapersi calare nei panni di una popolazione in difficoltà, alla quale tanti sacrifici sono stati richiesti. Prova fallita. Il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna ha presentato alcuni emendamenti al bilancio per: eliminare i vitalizi già da QUESTA legislatura; eliminare l'uso delle auto blu e della auto di servizio; diminuire gli assessorati da 14 a 12; ridurre ad un massimo del 50% del budget le spese di rappresentanza di Agenzie Regionali e Enti regionali.
Naturalmente, senza alcuna remora, tutti i Consiglieri, da destra a sinistra, hanno bocciato i nostri emendamenti scegliendo di salvaguardare i propri privilegi. Ancora una volta la classe dirigente ha confermato di volersi tenere ben aggrappata alla condizione di casta 'superiore'."
Bocciati anche i nostri emendamenti per agevolare fiscalmente le imprese montane http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Appennino+Reggiano%2C+5Stelle%3A+bocciati+gli+sconti+Irap&idSezione=27468 e per incentivare, attraverso la riduzione dell'irap, le assunzioni a tempo indeterminato http://www.estense.com/?p=158295

vignetta casta.jpgOra abbiamo che i dati ufficiali in mano, forniti dalla Regione Emilia-Romagna, possiamo dirlo: il nuovo sistema dei rimborsi chilometrici non ci fa risparmiare praticamente nulla, è un vero e proprio trucco da bisca di cui a farne le spese sono i cittadini. Con una delibera del 1 marzo ci hanno aumentato il rimborso al chilometro da 0,61 € fino a 0,81 €: cioè, per le tabelle ACI abbiamo tutti una fuoriserie! Certo, abbiamo ridotto il massimo delle presenze: sono scese da 16 a 12, ma almeno sono certificate con timbratura. Quindi stiamo premiando i consiglieri che vengono meno: con 12 presenze incamerano lo stesso che prima prendevano venendo 16 volte. Con questo nuovo sistema la Regione Emilia-Romagna risparmia solo 1.800 € al mese, pari al 2,6% sulle spese per i rimborsi chilometrici. Una bazzecola! Fra l'altro il risparmio è in buona parte dovuto alla cancellazione dei rimborsi ai consiglieri bolognesi. Si tratta, in totale, di circa 20mila euro all'anno: ridicolo. Inoltreil sistema contempla solo i viaggi in auto. Quindi chi viene in treno riceve parecchi euro in più ad ogni viaggio: un consigliere di Piacenza, ad esempio, in treno paga 57 € fra andata e ritorno in Euro Star prima classe ma ne riceve 278, e la differenza l'incassa. Da Rimini il treno costa in totale 48 €, ma il rimborso è 208. C'è qualcosa che non va... Ora speriamo che con la nostra risoluzione il sistema venga rivisto per riconoscere solo ciò che è dovuto: un rimborso REALE proporzionato alle presenze. La nostra proposta è quella di vincolare il rimborso alla automobile realmente posseduta ed eliminare i rimborsi forfetari, che chiunque di noi riceve a prescindere dall'attività politica svolta: si tratta di 2.277 € al mese, netti. E non ci dicano che li hanno calati rispetto a prima: anche un solo euro ricevuto privo di giustificazione sarebbe un privilegio inaccettabile. Noi chiediamo che siano rimborsate solo le spese realmente sostenute e documentate per l'attività consiliare. E' un principio di giustizia basilare.

Che rimborso prendono i consiglieri emiliano-romagnoli? I dati sono disponibili qui: Tabelle_Rimborsi_chilometrici.pdf

Qui, uno schema riassuntivo facile facile... SCARICA LO SCHEMA

... E a voi rimborsano gli spostamenti così magnificamente quando andate a lavorare???

***

LEGGI ANCHE: IL DRAMMA DELLE CARCERI http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/il-dramma-delle-carceri-sovraffollate.html

IL VENTO NUOVO HA GIA' SMESSO DI SOFFIARE http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/il-vento-nuovo-ha-gia-smesso-di-soffiare.html

CE L'ABBIAMO FATTA: TEXANI GO HOME! http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/texani-go-home.html

carceri.jpgLa situazione degli istituti penitenziari nella nostra regione è drammatica. Nonostante una capienza regolamentare di 2.394 persone, le nostre carceri ospitano 4.373 detenuti di cui 138 donne con indici di sovraffollamento altissimi sia all'interno delle case circondariali quali Piacenza (238,20), Modena (210,86), Bologna (229,78) e Ravenna (213,56), sia all'interno dell'OPG di Reggio Emilia (216,67).
Gli stranieri presenti sono 2.291 con una percentuale del 52,39%, con una dato che sale al 60,5% all'interno dell'istituto penale per minori. Il 29,84% dei detenuti stranieri è in carcere per reati legati alla droga, contro l'11,42% dei detenuti italiani per i quali il reato più frequente è invece quello legato al patrimonio, seguito dal reato contro la persona e quello legato alla legge sulla detenzione delle armi.
Il 44,36% della popolazione carceraria non ha una sentenza definitiva e tra questi 1940 detenuti, il 44,5% è in attesa del giudizio di primo grado.
Il piano carceri partito nel gennaio 2010 con tanto di dichiarazione di stato d'emergenza e relativo commissario, ancora latita in Emilia-Romagna dove delle 5 gare d'appalto solo una è stata messa in cantiere.
Da approfondire inoltre l'utilizzo deI Fondo Sociale Europeo (oltre 500.000 € per il solo 2010) dedicato ai percorsi formativi per i detenuti, a Parma il costo è 1000 € per detenuto, mentre a Modena la cifra sale a 4500 €.

sxsx.jpgI soggetti politici e le società a partecipazione regionale, provinciale e cittadina che controllano l'Aeroporto Marconi di Bologna e la Fiera del capoluogo hanno trovato l'accordo: saranno Duccio Campagnoli e Giada Grandi a guidare Fiera e Marconi per i prossimi anni. Queste nomine sono la conferma che le belle parole che sembravano animare la stagione del 'vento che è cambiato' sono state subito spazzate via dallo stesso vento. La nomina di Duccio Campagnoli (ex Cgil, passato dalle primarie Pd, uno che dice che la norma anti-riciclo del Comune di Bologna "per lui non vale" e infatti s'è visto) in Fiera dimostra che il Pd è sempre pronto a piegare le regole ai propri interessi e a fare tutte le eccezioni del caso per gli amici. Le regole valgono solo per gli altri. Ah, complimenti vivissimi a Virginio Merola per il comitato dei tre saggi: davvero molto utile per queste scelte illuminate. Il comitato dei saggi (chi sono? leggi qui) avrebbe dovuto dare una mano a scegliere persone di assoluto valore e CV comprovati... S'è visto anche questo...
E' scandaloso come Il PD faccia pagare a tutti i cittadini le sue logiche spartitorie: cos'è, un ufficio di collocamento per impegnarsi tanto a trovare un posto a Campagnoli? Lo informiamo che esiste anche la pensione: fra l'altro lui dal prossimo agosto 2012 si godrà 4.125 € lordi di vitalizio regionale (i privilegi pregressi non si toccano!), può stare sereno a casa a dar da mangiare ai piccioni.
Purtrooppo, come avevamo ampiamente previsto (leggi articolo sotto pubblicata su Il Resto del Carlino qualche giorno fa) il do ut des insito della vecchia politica ha fatto sì che una delle prime dichiarazioni sull'aeroporto Marconi fosse quella di 'promuovere un sistema regionale': cosa significa? Che cercheranno di accollare i buchi di Forlì all'aeroporto di Bologna, per salvare i voti in Romagna cui Vasco Errani tiene tanto. Vergognoso!
Ricordiamo che la Legge Anti-Casta del Movimento 5 Stelle, depositata ormai un anno fa, arriverà in commissione a settembre: se verrà approvata il mercato delle poltrone sparirà, e con esso una vecchia concezione della politica.

faviacarlinojpg.jpg

mesegiu.jpgEcco pronto il nuovo Mese a 5 Stelle! Vi accompagnerà tutta l'estate, perché il prossimo sarà pronto solo a settembre. Quindi scaricatelo, diffondetelo, portatelo in vacanza per farlo conoscere nelle altre regioni... In questo numero: la guida per opinionisti negligenti (utilissima con i vicini di ombrellone che criticano il Movimento solo per sentito dire), la Casta che non si taglia i privilegi e una pagina sulla sanità. cliccate sul link sottostante (oppure quello per leggere e commentare l'articolo se ricevete questa notifica via mail) per scaricare il PDF!

Mese5StelleGiugno2011.pdf

imagesCA2GLIEH.jpgL'idea di Enel di eseguire i lavori di manutenzione straordinaria all'impianto di Bargi proprio in estate è sconcertante! Con l'abbassamento previsto del livello delle acque e i lavori il lago sarà precluso alle attività sportive che di solito lo animano d'estate. Oltre all'incontro informativo con le istituzioni, Enel avrebbe dovuto prevedere una consultazione preventiva con albergatori, operatori turistici, ristoratori e altri, che probabilmente avrebbero consigliato di eseguire i lavori in un altro momento dell'anno. Che danno economico causerà alla comunità appenninica questa chiusura? Vorremmo ricordare che sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per il potenziamento turistico del bacino, ed è stato creato anche un parco a tema. ci rivolgiamo direttamente all'Assessore Simonetta Saliera, che ha la delega alla montagna, per sapere quale sia la sua posizione riguardo alla tutela degli investimenti e dello sviluppo turistico nel nostro Appennino. Abbiamo richiesto alla Regione tutti gli atti che riguardano questa vicenda, autorizzazioni comprese. E ora vedremo che ci risponderanno.

Leggi l'Agenzia Dire che, lo scorso 14 giugno, dava la notizia dei lavori al bacino di Bargi:

(ER) ACQUA. SI ABBASSA IL BACINO DI SUVIANA, LAVORI ALL'IMPIANTO


DA AGOSTO A NOVEMBRE 16 CANTIERI APERTI A BARGI (DIRE) Bologna, 14 giu. - Per i lavori di manutenzione dell'impianto idroelettrico Enel di Bargi, il livello del bacino di Suviana sara' ridotto in modo "significativo" dall'inizio dell'estate ai primi di novembre. I cantieri aperti saranno 16 e vi opereranno otto diverse ditte, per un investimento di 2,5 milioni di euro e per un totale di 35.000 ore uomo-lavorate.
"Data la rilevanza che il bacino di Suviana presenta per il
territorio abbiamo preferito illustrare nel dettaglio gli
interventi previsti- chiarisce il responsabile dell'unita'
Business idroelettrica di Bologna Amelio Brunelli, durante la
visita all'impianto con le autorita' e le istituzioni locali- e
soprattutto le iniziative da noi intraprese per assicurare che i
lavori avvengano nel massimo rispetto delle normative vigenti nel
campo della sicurezza e dell'ambiente". L'impianto di Bargi restera' chiuso dall'8 agosto al 22 novembre 2011 e i suoi lavori saranno gestiti secondo il "modello 4c idro", presentato dallo stesso Brunelli. Si tratta di quattro linee guida che prevedono di condividere le strategie e gli obiettivi con tutte le istituzioni e le ditte coinvolte, di costruire la programmazione mettendo al primo posto sicurezza e ambiente, di controllare ogni attivita' con verifiche dirette sul campo e di comunicare gli obiettivi e le attivita' nei confronti del territorio e delle ditte.

(Com/Sal/ Dire)
18:43 14-06-11

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Succede a Parma

L'ultima notizia è quella che la Corte dei Conti ha condannato 33 persone, tra dirigenti, funzionari e componenti di due Giunte comunali: quella passata guidata da Elvio Ubaldi e l'attuale presieduta da Pietro Vignali. Per i giudici, il danno complessivo causato alle casse del Comune dalle polizze assicurative fuorilegge (gli anni vanno dal 2000 al 2011) è stato di 369.800 euro.
Questa sentenza ci piace perché fa ricadere sulla responsabilità personale degli amministratori la cattiva gestione del denaro pubblico.
Più di una volta mi sono sentito decantare, in consiglio regionale, le lodi del modello amministrativo di Parma.
Con una banale ricerca fatta nel sito della Corte dei Conti ho trovato sentenze di condanna al Comune di Parma per i bilanci che vanno dal 2007 al 2010. Tra i rilievi, la Corte evidenzia "l'utilizzazione sistemica e ripetuta nei diversi esercizi di rilevanti plusvalenze da alienazioni dei beni patrimoniali (per oltre 45 milioni di euro)...per assicurare l'equilibrio di bilancio di parte corrente".
Cosa significa tutto ciò? Che il Comune ha venduto il suo patrimonio per gestire le spese di tutti i giorni, come se un padre di famiglia vendesse la casa per portare tutte le sere la famiglia a cena pasteggiando a champagne.

Questa cattiva gestione parte da lontano, con l'ex sindaco Ubaldi che ad esempio vendette il 35% delle quote dell'allora AMPS ai gruppi San Paolo IMI e Benetton per poi ricomprarle sborsando un differenza di quasi 12 milioni di euro.

Si ricordano bene i cittadini di Parma, quando, nel 2000, venne venduto circa il 35% delle azioni della ex municipalizzata Amps alle due società Edizione Holding (gruppo Benetton) e NHS (gruppo San Paolo IMI) per 74,9 milioni di euro e poi riacquistate dal comune nel 2003 per 86,5 milioni di euro.

Ma se Sparta piange, Atene non ride. Sappiamo infatti che il comune di Forlì sta attuando una gestione simile a quella di Parma, costituendo una Holding delle partecipate per poter meglio effettuare il consolidato dei bilanci. Balle. Per effettuare un consolidato tra i bilanci delle partecipate e quello del comune basta unificare il piano dei conti, imponendo a tutte di avere il medesimo. Il giochino delle partecipate serve solo ad eludere il patto di stabilità, che tutti noi sappiamo serve a contenere il debito pubblico già enorme nel nostro Paese.

I cittadini di Parma percepiscono che c'è qualcosa che non va. Oramai dopo gli scandali Parmalat e Guru non possono più sopportare che il loro nome venga accostato a scandali finanziari, né pubblici, né privati.
Il cambiamento sta arrivando, potrà essere dolce e guidato dal fresco vento buon senso, o sarà un uragano che travolgerà gli attuali attori della politica parmigiana.

Oggi tutti a stracciarsi le vesti per la notizia che la nuova sede del Comune di Bologna chiuderà tre giorni verrà chiusa per "problemi sanitari" legati alla qualità dell'aria. Peccato che l'amministrazione abbia dormito due anni, dando finte risposte alle criticità che il MoVimento 5 Stelle segnalò per primo già in Consiglio Comunale 2 anni fa. Ma lavorando a stretto contatto coi cittadini i risultati arrivano. Sanguinamenti al naso, cefalee, giramenti di testa, malattie diffuse alla vie respiratorie, non erano bastati alla politica per muoversi per tempo. Chi doveva controllare? Alle denunce non sono seguiti i fatti, e questo è il punto più grave: c'è stato un comportamento omissivo. Forse la manutenzione frequente e corretta avrebbe alterato i delicati conteggi del project financing? I cittadini bolognesi saranno contenti di essersi impegnati per 9 mln di euro l'anno per 27 anni per la manutenzione di questo palazzo che non sa respirare. Si sapeva già tutto, o quasi, e si è voluto nascondere la testa sotto la sabbia.

Il nostro pressing, già durante la campagna elettorale e a suon di interrogazioni e denunce, ha quindi costretto finalmente il sindaco "a fare il sindaco" tutelando la salute dei suoi cittadini. In settimana presenteremo un esposto alla procura denunciando la violazione della delibera regionale che si occupa di "legionella" e di gravi comportamenti omisivi.
Oggi il comune è stato chiuso, l'attività amministrativa di una città come Bologna semi bloccata e i batteri sono ben radicate negli impianti. Che succeda come a Torino per l'ospedale Molinette? Siamo nelle mani di dilettanti. La vera legionella che ci sta contaminando e togliendo l'aria, sono proprio questi improvvisati che speriamo presto di sostituire con un disinfettante a 5 stelle... Purtroppo c'è solo una certezza, al momento: a pagare sono sempre i cittadini. Stay tuned

divietotrivelle.jpgE' arrivata la conferma che la Hunt Oil Company rinuncerà ai due ulteriori permessi di ricerca che aveva in animo di portare a compimento in Emilia-Romagna:
Texani go home, potremmo dire! Che bella vittoria! Crediamo che il nostro lavoro, e la risoluzione emendata approvata ieri, abbiano dato un contributo fondamentale a questo successo. E' un passo importante per la difesa delle nostre ricchezze, anche perché crediamo che la Hunt Oil rinuncerà al suo terzo permesso, quello "Secchia" già approvato, per mancanza di ritorno economico dell'operazione.Martedì l'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a confermare il parere negativo a tutte le richieste di coltivazione di idrocarburi che prevedano l'utilizzo di tecniche "non convenzionali", che aumentano l'impatto ambientale dell'attività estrattiva, specificando da subito che ciò vale anche per le richieste di ricerca e le eventuali fasi di perforazione del pozzo. Nel documento si impegna poi l'esecutivo a dare parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che riguardino sia le zone del territorio regionale colpite da subsidenza e da fenomeni franosi sia quelle all'interno di Aree protette o di siti della Rete Natura 2000.
Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo fatto un grosso lavoro per smuovere la maggioranza su questa risoluzione, che è in gran parte identica a quella che ci bocciarono a marzo: e pensare che solo tre mesi fa il Capogruppo del Pd Marco Monari diceva che la questione non era urgente. S'è perso tempo, ma ora, grazie all'opera di sensibilizzazione che abbiamo portato avanti e alla pressione dei cittadini, dei comitati e delle amministrazioni locali, siamo giunti all'approvazione di una buona risoluzione. Fondamentale per la sua efficacia è l'inserimento di un nostro emendamento che la rende stringente, altrimenti sarebbe stata una rete a maglie larghe: ora invece le zone off-limits per le trivelle sono anche alvei dei fiumi, sistemi di crinali, zone di tutela agro naturalistica, aree archeologiche, terreni con siti a quote superiori a 1.200 e - soprattutto - le aree tutelate dalla Legge Galasso: ovvero fino a 150 metri di distanza dagli argini dei fiumi e 300 metri dalle rive dei laghi. Siamo soddisfatti.
Nella risoluzione si sollecita anche la Giunta regionale ad attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per aumentare la percentuale delle royalties a favore degli enti locali e ad esigere da parte del Ministero dello sviluppo economico il rispetto sostanziale del principio dell'intesa preventiva con la Regione territorialmente interessata, nelle fasi conclusive del procedimento per il rilascio degli eventuali permessi di ricerca e coltivazione. Sono punti importanti della risoluzione: il sistema delle royalties prevede indennizzi scandalosamente bassi: il M5S non è favorevole al fatto che i comuni svendano il proprio territorio per denaro ma a volte, a causa dei tagli imposti dal governo, sono stati costretti a farlo per un piatto di lenticchie.

lpar.jpgComportamenti omissivi e scarsa attenzione al tema. Fu il Movimento 5 Stelle il primo a sollevare la questione della criticità nell'edificio comunale di Piazza Liber Paradisus in un Consiglio comunale di due anni fa. Sotto è indicata la risposta che l'allora Vicesindaco Claudio Merighi diede al Consigliere Comunale di Bologna (allora) Giovanni Favia.
Oggi fa scalpore la notizia che per tre giorni la sede del Comune di Bologna verrà chiusa per "problemi sanitari" legati alla qualità dell'aria. Peccato che a Palazzo D'Accursio abbiano dormito due anni dando finte risposte alle criticità che il MoVimento 5 Stelle segnalò per primo già in Consiglio Comunale a Bologna due anni fa. Durante un "question-time" presentammo un'interrogazione a risposta immediata a cui rispose l'allora vicesindaco Merighi. Abbiamo dovuto aspettare che il MoVimento tornasse nelle istituzioni e che la situazione diventasse esplosiva e conclamata per vederne dei risultati... Dai verbali d'aula abbiamo raccolto la risposta dell'epoca letta dal vicesindaco che impegnava la giunta e CCC (consorzio cooperative costruzioni, realizzatore dell'opera) a far qualcosa che, evidentemente e con grave comportamento omissivo, in questi due anni non è stato fatto. Si sapeva già tutto, o quasi, e si è voluto nascondere la testa sotto la sabbia.

Ora abbiamo presentato un'interrogazione per sapere se l'azienda AUSL rispose in maniera veloce, puntuale e soddisfacente alle segnalazioni provenienti da più parti.

Questa la trascrizione della risposta di Merighi:

"....Sono stati testati gli uffici di dipendenti che avvertivano disagio alle polveri e CO2. L'esito delle indagini ha confermato che tutti i materiali posti in opera rispettano singolarmente i limiti di emissione previsti dalla normativa e ove questa non esistente dalla letteratura scientifica più recente. Ciò è la conferma di quanto certificato dalle schede tecniche dei materiali, dai collaudi funzionali degli impianti e, quindi, l'adempimento da parte del concessionario delle condizioni contrattuali in tema di realizzazione di edificio libero da inquinanti ambientali. Non vi sono, quindi, presupposti per prevedere una bonifica da materiali inquinanti. Il decadimento delle emissioni è proporzionale all'invecchiamento dell'edificio. Gli effetti si attenuano con la ventilazione dei locali. Si sta, quindi, concordando con il concessionario modalità di lavaggio periodico dell'aria, accompagnato da misurazioni e rilievo della quantità dell'aria per favorire i l processo di allontanamento delle sostanze volatili. Ciò potrà avvenire sia intervenendo per quanto possibile sugli impianti di ventilazione, sia favorendo presso tutti i dipendenti modalità di utilizzo degli uffici, apertura e chiusura dei vasistas e etc.. che ottimizzino il ricambio dell'aria senza incidere negativamente sulle temperature..."

trivellabucchi.jpgL'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a confermare il parere negativo a tutte le richieste di coltivazione di idrocarburi che prevedano l'utilizzo di tecniche "non convenzionali", che aumentano l'impatto ambientale dell'attività estrattiva, specificando da subito che ciò vale anche per le richieste di ricerca e le eventuali fasi di perforazione del pozzo. Nel documento si impegna poi l'esecutivo a dare parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che riguardino sia le zone del territorio regionale colpite da subsidenza e da fenomeni franosi sia quelle all'interno di Aree protette o di siti della Rete Natura 2000.
Abbiamo fatto un grosso lavoro per smuovere la maggioranza su questa risoluzione, che è in gran parte identica a quella che ci bocciarono a marzo: solo tre mesi fa il Capogruppo del Pd Marco Monari diceva che la questione non era urgente. S'è perso tempo, ma ora, grazie all'opera di sensibilizzazione che abbiamo portato avanti e alla pressione dei cittadini, dei comitati e delle amministrazioni locali, siamo giunti all'approvazione di una buona risoluzione. Fondamentale per la sua efficacia è l'inserimento di un nostro emendamento che la rende stringente, altrimenti sarebbe stata una rete a maglie larghe: ora invece le zone off-limits per le trivelle sono anche alvei dei fiumi, sistemi di crinali, zone di tutela agro naturalistica, aree archeologiche, terreni con siti a quote superiori a 1.200 e - soprattutto - le aree tutelate dalla Legge Galasso: ovvero fino a 150 metri di distanza dagli argini dei fiumi e 300 metri dalle rive dei laghi. Siamo soddisfatti: i trivellatori avranno la vita dura.
Nella risoluzione si sollecita inoltre la Giunta regionale ad attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per aumentare la percentuale delle royalties a favore degli enti locali e ad esigere da parte del Ministero dello sviluppo economico il rispetto sostanziale del principio dell'intesa preventiva con la Regione territorialmente interessata, nelle fasi conclusive del procedimento per il rilascio degli eventuali permessi di ricerca e coltivazione. Sono punti importanti della risoluzione: il sistema delle royalties prevede indennizzi scandalosamente bassi: noi non siamo favorevoli al fatto che i comuni svendano il proprio territorio per denaro ma a volte, a causa dei tagli imposti dal governo, sono stati costretti a farlo per un piatto di lenticchie.

aLTAN.jpgOggi l'aula emiliano-romagnola ha approvato il Paino Ambientale 2011-2013. Lo ha fatto, però, basandosi su dati vecchi, quindi non rispondenti alla realtà di oggi.
Questa è l'ennesima riprova della tracotanza della nostra amministrazione nei confronti delle sue stesse leggi, e del completo disinteresse di questa maggioranza per i temi ambientali. La facciata non basta, i fatti dicono che questa è la maggioranza del cemento. Sono stati confermati i progetti 2008-2010 - ma aumentate le risorse nonostante l'inconcludenza del vecchio piano. Studiando le carte noi però abbiamo scovato un grosso fallo in questo piano: le leggi prevedono infatti che per il nuovo Piano si faccia una Valutazione Ambientale Strategica, per capire gli effetti che avrà sull'ambiente, anche se si tratta della conferma di progetti precedenti. Per farlo, ovviamente, servono dati aggiornati. Purtroppo la Regione s'è 'scordata' di fare una nuova VAS, con dati 2010, e s'è limitata a riproporre tout court la vecchia, fondata su dati 2007. La legge quindi è stata infranta, e il Piano 2011-2013 non ha fondamento cogente. In aula abbiamo presentato una questione sospensiva per rinviare l'atto in commissione che la maggioranza ha respinto. Per questo abbiamo deciso che andremo al TAR per ricorrere contro questo Piano approvato in maniera irregolare.

La Regione Emilia Romagna fa muro contro la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle approvando una risoluzione che vede come primo firmatario Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle. Una risoluzione che impegna la Regione in sede di conferenza Stato-Regioni a fermare il folle progetto di riconversione a carbone a Porto Tolle ed è stata sottoscritta anche dai colleghi Monari (Pd), Barbati (Idv), Meo (Verdi), Naldi (Sel) ed ha visto il voto favorevole di Movimento 5 Stelle, centrosinistra, quello contrario di Pdl e Udc, mentre i consiglieri della Lega Nord erano assenti dall'aula al momento del voto.

LA RISOLUZIONE
In particolare la risoluzione di Favia del Movimento 5 Stelle sottoscritta anche dal centrosinistra chiede di "esprimere la netta contrarietà della Regione Emilia-Romagna al progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, attivandosi in tal senso in ogni sede competente a proporre un piano alternativo per lo sviluppo economico della zona, rilanciando turismo, agricoltura e pesca, cercando quindi di preservare l'ecosistema del Fiume Po e la qualità dell'aria senza danneggiare, e anzi favorendo, le attività economiche". Si chiede inoltre di " investire esclusivamente, nell'area del Parco del Delta del Po, sulla produzione energetica da fonti rinnovabili non combustibili e soprattutto non fossili".


IL TRUCCO DEL LEGHISTA ZAIA PER SBLOCCARE IL CARBONE CONTRO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO.

Inoltre nel documento che vede come primo firmatario Favia si denuncia il trucco utilizzato dalla Regione Veneto a guida leghista per aggirare una sentenza del Consiglio di Stato che aveva bocciato la riconversione a carbone. "La legge regionale veneta n. 36/1997 istitutiva del Parco del Delta del Po, dettava le linee guida per la creazione del Parco Regionale del Delta del Po in quella Regione. Al suo articolo 30 che l'attuale amministrazione della Regione Veneto intende modificare, si afferma in particolare al comma a) che "all'interno del Parco del Delta per produrre energia è necessario utilizzare metano o combustibile di pari o inferiore impatto ambientale". "Modificando il comma a) dell'articolo 30, la Regione Veneto di fatto spianerebbe la strada alla riconversione a carbone della centrale Enel Spa di Porto Tolle-Polesine Camerini, assecondando i progetti presentati da Enel Spa e creando notevoli ricadute negative sia per i territori della pr ovincia di Rovigo anche per i vicini territori delle province di Ferrara e Ravenna" continua la risoluzione. Il tutto contro "il Consiglio di Stato che con una sentenza emessa in data 10 maggio 2011 dando ragione ai ricorrenti (comitati ed associazioni ambientaliste) ha confermato l'impostazione definita nel comma a) dell'articolo 30 che la Regione Veneto intende modificare, in quanto è facilmente dimostrabile, anche utilizzando le normative europee, che il carbone inquina più del metano".

RICORSI-
Giovanni Favia nel corso del suo intervento prendendo spunto dalle richieste di associazioni e comitati ambientalisti ha anche chiesto che la Regione Emilia Romagna faccia sentire la propria voce attraverso opposizioni sul piano giuridico legale al piano di Enel Spa e governo di trasformare a carbone la centrale sul delta del Po.

.amianto 30 giu.jpgA Modena c'è la caserma Pisacane, sede dell'ex VIII Campale dell'esercito. La sua bonifica, da notizie di stampa, dovrebbe essere stata avviata nella primavera di quest'anno. Ma il suo nome non compariva nemmeno nell'elenco dei siti pubblici a rischio aggiornato al 23 dicembre 2010. Alla palestra "Rodriguez" di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, la rimozione dell'amianto dal tetto dovrebbe essere iniziata lo scorso 28 giugno. Ma il suo nome non è contemplato nella mappatura aggiornata al 30 dello stesso mese. E purtroppo potremmo enumerare un caso del genere per ogni provincia: cos'altro dobbiamo fare per dimostrare che il metodo regionale di censimento dei siti con presenza di polveri killer non è efficiente?
La mappatura degli "edifici pubblici o privati aperti al pubblico", aggiornata al 30 giugno 2011, è consultabile al link: http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/amianto/mappatura_amianto.pdf.

Ancora 630, contro i 771 del 23 dicembre 2010, i siti aperti al pubblico ancora da sanare. Fra questi soprattutto parrocchie, ospedali, scuole e asili d'infanzia. Prima fra i capoluoghi emiliano-romagnoli, in questa triste classifica, ancora Modena con 111 immobili, seguita poi da Reggio Emilia (99), Bologna (85), Ferrara (67), Forlì-Cesena (63), Parma (62), Piacenza (57), Ravenna (52) e Rimini (33).

Le maglie disposte dalla mappatura di viale Aldo Moro sono troppo larghe. Ma da mesi in Assemblea legislativa regionale sono bloccati tre nostri atti che chiedono di promuovere mappature comune per comune degli immobili ancora da bonificare. Quante altre persone devono ammalarsi prima che in viale Aldo Moro si accorgano dell'urgenza della questione? Oltretutto, anche in questa come - spiace dirlo - in diverse altre occasioni, l'assessore regionale alla Salute Carlo Lusenti aveva mostrato apprezzamento verso la nostra idea di mappature su luoghi privati da parte di Comuni. Poi, però, ci risulta che alle parole non abbia fatto seguire fatti.

Centrale-Russi.JPGIl Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia-Romagna ha dato ragione ai Cittadini sottoscrittori dell'appello bloccando la delibera che autorizzava la centrale di Russi (RA), che avrebbe preso il posto dell'ex-zuccherificio. Quindi i lavori sono sospesi, almeno fino al 1° dicembre, giorno in cui avrà luogo la prima udienza.
E' una vittoria straordinaria per tutti i cittadini che hanno a cuore la propria salute e non hanno voluto piegarsi alla tracotanza dei poteri forti, economici e politici. La sospensiva che ferma i lavori è la conferma che i cittadini possono riappropriarsi della politica. Perché questa politica è arrogante, non ascolta la gente e calpesta le leggi in nome di interessi economici privati. Le motivazioni indicano che la centrale non risponde ai vincoli della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Ravenna. Siamo proprio contenti, perché il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna ha contribuito economicamente a sostenere i costi del ricorso: possiamo tranquillamente dire di non aver mai speso meglio dei soldi: il nostro contributo deriva infatti dai famosi stipendi regionali di noi Consiglieri che ci auto-riduciamo. Ecco cosa facciamo di quel che resta...

SCARICA L'ORDINANZA DEL TAR!

imagesCARQVUVR.jpgA settembre arriverà in commissione il nostro progetto di legge anti-casta (LEGGI QUI: http://aldemetra.regione.emilia-romagna.it/oggetti/doc/IX/OG2010031852.pdf). Se verrà approvato, i CdA delle aziende partecipate della regione Emilia-Romagna cesseranno di essere dei postifici per i politici di turno. Non ci troveremo più davanti a dei casi come quello di Filippo Bortolini, segretario dei Verdi e consigliere nel cda di Ervet (Agenzia regionale di valorizzazione economica del territorio)... oppure Angelo di Giansante (leggi questo articolo http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/03/dichiarazioni-difformi-nel-cv-di-di-giansante.html, ma anche questo e ancora http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/01/la-regione-nomina-a-capo-dellazienda-per-il-diritto-agli-studi-di-giansante-indagato-e-gia-multato-d.htmlquest'altro http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/02/bavaglio-preventivo-sul-caso-di-giansante.html). Non potrà però la nostra legge evitare casi come quello del vicesindaco ed assessore al bilancio del comune di Bologna. Per far quello bisogna votare M5S... Ma vediamo che è successo.

Sarà un caso di omonimia. E' un nome comune, Silvia. E anche il cognome, Giannini, suvvia, lo è. La Vicesindaco del Comune di Bologna Silvia Giannini tuona contro la politica-poltronificio e, anzi, è la relatrice di una proposta all'insegna della trasparenza, del no ai doppi incarichi e anti-riciclo per politici trombati (cercando di inseguire i temi del m5s). Perfetto! Invece l'altra Silvia Giannini è membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo CIR di De Benedetti (tessera N°1 del PD, stessa maggioranza in comune), che conta L'Espresso, Sorgenia (Energia elettrica) e Kos (sanità privata) fra le controllate, ed è stata nominata proprio in piena campagna elettorale.... Vi sorprendete se vi diciamo che sono la stessa persona? No? Il problema è proprio quello. Nessuno si scandalizza più se la Giannini Vicesindaco con delega al bilancio e alle Partecipazioni Societarie è la stessa che tuona contro i doppi incarichi e la stessa che deve anche curare gli interessi di CIR. Conflitti d'interesse? Vizi privati e pubbliche virtù. Lodevole l'interesse per il nuovo regolamento contro i doppi incarichi ma non dobbiamo dimenticarci i potenziali conflitti d'interesse che sono uno dei più grandi problemi di questo paese. Se è possibile regolare i doppi incarichi all'interno della sfera pubblica, molto più difficile è controllare le commistioni tra pubblico e privato Stay tuned.

SCARICA QUI IL NOSTRO PROGETTO DI LEGGE ANTI-CASTA
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Vergogna.

E' passato ormai un anno da quando sollecitavamo con forza l'approvazione di linee guida per regolare ed indirizzare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Era luglio, e il fotovoltaico speculativo stava imperversando sui campi agricoli della regione (e italiani). Solo ad ottobre riuscimmo a stabilire linee guida, ahinoi solo per il fotovoltaico, che evitassero da un lato, la speculazione economica, dall'altro la morte di un settore strategico come quello agroalimentare. E senza pregiudicare la microgenerazione diffusa.
Ora il cerchio si chiude perché sono biomasse, eolico, biogas e idroelettrico l'oggetto di nuove linee guida. Saranno utili per regolamentare un far west nel quale regnano, per ora, gli speculatori, o nuovi imprenditori della "green energy" come Giovanni Consorte. Ma perché ce ne occupiamo solo ora, a quasi un anno di distanza, quando avremo potuto farlo prima? Perché la regione ha dormito? chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati è un classico modo per dare il contentino alle lobby. Ma qui si è andati oltre: un bue con addosso la "zavorra dei comitati" non è riuscito a scappare in tempo, e cosa fa la giunta? Prepara a norma di legge la fuga dalla stalla, incredibile. Parliamo della centrale di Russi. Infatti nei "criteri generali di localizzazione", che individuano ed escludono le zone nelle quali non sarà possibile installare impianti, c'è un dettaglio vergognoso, una bella eccezione alla regola fatta ad hoc per la centrale a biomasse di Russi (RA), una delle più critiche sotto il profilo ambientale ma con le spalle ben coperte da potenti gruppi industriali... Insomma una vera e propria legge ad aziendam... Non ci credete? Guardate l'immagine. Un bue, nonostante la chiusura della stalla, è stato fatto scappare.
Nei contenuti il documento la Giunta regionale ci ha presentato, di spalla al piano energetico (l'assemblea li approverà insieme), conferma che i nostri amministratori sono per la GREY energy anziché per la GREEN energy: il fondamento del piano è ancora la combustione.
Da giovedì, quando inizierà la presentazione ai consiglieri, daremo il via alla battaglia.

Documento_finale_GPG20111074.pdf

Una mosca che informa

tzetze.pngForse vi sarete accorti che di fianco all'uccellino di Twitter, sotto i nostri articoli, è comparsa una mosca. Un altro animaletto virtuale? Più o meno. Per la precisione, è una mosca tze tze. Ma che cos'è? E a cosa serve? TzeTze (http://www.tzetze.it) è un nuovo portale che pubblica in tempo reale le notizie scelte dagli utenti. È un palinsesto dinamico originato dagli utenti, aggiornato ogni mezz'ora, che seleziona da siti e testate (rigorosamente solo on line - che non hanno quindi una derivazione cartacea o televisiva) le informazioni in base alla loro popolarità e attualità. Sono le notizie più importanti scelte dagli utenti!
L'obiettivo di TzeTze è di promuovere l'informazione indipendente in Rete svincolandosi dai mainstream media e di pubblicare le notizie in funzione dell'importanza attribuita loro dagli utenti. Siamo orgogliosi del fatto che emiliaromagna5stelle.it sia stato selezionato tra le fonti del nuovo TzeTze.it. Gli articoli più apprezzati di emiliaromagna5stelle.it verranno ripresi nell'homepage di TzeTze e, se cliccati, porteranno il lettore sul sito della fonte, quindi di nuovo da noi. Per il MoVimento 5 Stelle Emilia-Romagna è una nuova grande occasione di diffondere le proprie idee. E ad aiutarci sarete ancora una volta voi! Cliccate anche sulla mosca se vi piacciono le nostre notizie!
GRAZIE!

Ieri ero in Val di Susa e quello che ho visto è un popolo orgoglioso che non accetta di essere trattato da suddito da quelli che dovrebbero essere i suoi rappresentanti, ma che si atteggiano a padroni. Non sto parlando di chi organizza violente azioni paramilitari, quelli sono criminali che andrebbero arrestatii. Strano che le nostre forze dell'ordine non siano riuscite ad identificarli e fermarli prima che facessero i danni che hanno fatto, compromettendo l'immagine degli "eroi" valsusini: quei cittadini che hanno sfilato pacificamente mostrando il proprio dissenso verso un'opera scellerata che distruggerà l'ambiente e l'economia di un'intera vallata.
E' stata una brutta pagina per la democrazia: primo, perché ai valsusini non s'è mai chiesta l'opinione (attraverso un referendum consultivo) sulla TAV. Secondo, perché il confronto vero è stato sistematicamente rifiutato dai politici. Terzo, perché le decisioni calate dall'alto sono state imposte con la forza. Quarto, perché la verità della cronaca è stata taciuta o manipolata dai giornali e dalle tv. Per fortuna oggi c'è internet, un mezzo molto più democratico e incontrollabile. ieri ne ho approfittato per fare una specie di "diretta twitter" [òa trovi QUI: http://twitter.com/#!/giovannifavia ] dell'evento, e Beppe Grillo aveva una diretta streaming video.

Crediamo che le manifestazioni pacifiche, di disobbedienza civile, dei valsusini siano un esempio che anche altri italiani potrebbero seguire. Qui da noi in Emilia-Romagna, ad esempio, ci sono tante opere civili - grandi infrastrutture - cui dovremmo opporci con più forza. Noi cercheremo di farlo, voi ci siete?

Pubblichiamo anche lo stralcio di una lettera del Consigliere di circoscrizione di Ferrara, Tommaso Mantovani.

"Gent. Direttore, mi permetto di intervenire in merito alla questione No Tav- Beppe Grillo. Dato che il Mov5stelle da lui patrocinato non è un partito, con gerarchie pensanti e ciechi esecutori, premetto che parlo a nome personale, come potrebbe fare qualsiasi altro attivista o simpatizzante. Trovo prima di tutto curioso che su Grillo e sulla sua visione politica sia esercitato da anni un certo silenzio-stampa, mentre oggi su tutti i media si sprechino i faccioni di Beppe, per farlo apparire amico dei black bloc. Come mai, prima e dopo i gli ultimi referenda, ci si è dimenticati di dire, ad esempio, che due delle 5 stelle del movimento sono proprio la difesa dell'acqua pubblica e delle fonti rinnovabili, contro il nucleare? In questi giorni di possibile campagna pre-elettorale, invece, ci si è affrettati a riprendere il nostro insieme ai dimostranti in Val di Susa. Non sarà per caso strumentale? A favore della TAV c'è uno schieramento bipartisan, che appoggia da una parte le aziende della moglie dell'ex-ministro Castelli e dall'altra le cosiddette "Coop rosse". E' uno dei motivi per cui Grillo dice che il Pdl è uguale al PD-l...Allora non si può lasciarlo impunito e lo si presenta come un eversivo sobillatore di terroristi. Con buona pace dei "benpensanti" di destra e di sinistra, che vorrebbero tanto stigmatizzarlo davanti al "popolo", posso testimoniare che non è così. Come si è già dimostrato a Reggio Emilia davanti a Schifani o negli incidenti pre-elettorali di Milano, Grillo e il Mov5stelle prendono le distanze dai violenti. Se andate a vedervi il filmato del suo intervento in Val di Susa, Grillo chiama "eroi" i manifestanti pacifici del corteo legalmente autorizzato. Questi fatti sono documentabili anche dai video postati su internet, a differenza dei titoli e sottotitoli sottilmente diffamatori apparsi sui giornali. Personalmente, aggiungo che anch'io ho forti perplessità che la TAV rappresenti davvero l'interesse pubblico: 17 miliardi spesi per rifare in maniera colossale una linea già esistente, mi sembrano una offesa per quei pendolari che in tutte le province vedono ogni giorno sopprimere la manutenzione e le linee dei treni. I trasporti pubblici devono essere al servizio non dell'immagine di un paese, ma dei suoi abitanti. Non a caso questa è un'altra delle 5 stelle del movimento di Grillo. E sono ancora più perplesso davanti all'insistenza dell'intervento in Val di Susa, la cui popolazione è contraria, anche in cambio di forti compensazioni in denaro. Le case espropriate, un impatto ambientale devastante sul regime delle acque e l'inquinamento da amianto non sono effetti collaterali sufficienti a fermare il progetto? E gli appalti già ottenuti da aziende in odore di mafia, nemmeno? Su questi allarmi Grillo è comunque in buona compagnia: basta documentarsi su un report della Gabanelli."

Intanto vi lasciamo una serie di video che ieri, tramite il direct-upload, ci hanno consentito di coprire l'evento:

La partenza della marcia:
http://www.youtube.com/watch?v=G20N_-bE81g

I manifestanti si preparano a forzare:
http://www.youtube.com/watch?v=LDY7Mn-3nCE

Beppe fra i manifestanti pacifici:
http://www.youtube.com/watch?v=JXX6YweQNnk

Beppe is back:
http://www.youtube.com/watch?v=X5pZXfZl3i0

Scontri con la polizia:
http://www.youtube.com/watch?v=woTkpfMu-uY

Beppe cerca di smorzare i toni:
http://www.youtube.com/watch?v=Z4LtbUq0SP4

I no-tav aiutano Beppe a ridurre il bruciore dei lacrimogeni:
http://www.youtube.com/watch?v=oIL0lSG3rhI

La testimonianza di un manifestante su un presunto lancio di oggetti:
http://www.youtube.com/watch?v=W31TyClM2Fs

rimborsi chilo.jpgPoco più di un trucchetto da bisca...Con le nuove tabelle applicate ai Consiglieri Regionali per i rimborsi delle spese di trasporto, tanto per cambiare a rimetterci sono sempre i cittadini. Spieghiamo cos'è successo: spinti dalle richieste della gente e incalzati dalle nostre tante proposte, gli amministratori regionali hanno avviato una pseudo-crociata anti-sprechi, fatta di annunci, proclami e pochi fatti. Quello dei rimborsi chilometrici è un esempio lampante: con la determina dirigenziale 9 del 2011 il rimborso al chilometro è salito infatti a 0,81 € al chilometro, con un aumento del 30% rispetto a prima (era 0,61 €/km). Questo significa che stando alle tabelle ACI, sulle quali si fanno i calcoli, tutti noi abbiamo una Audi 3000 cc da 265 Cv, o una BMW Cabrio 3000 cc da 218 Cv ma posso assicurare che non è così! Eppure, incredibilmente, l'Ufficio di Presidenza dice di aver fatto un'indagine sulle auto possedute dai consiglieri... Io ho un'auto ibrida, il mio collega una city-car con 1000 cc di cilindrata... Questi rimborsi gonfiati controbilanciano totalmente la riduzione dei rimborsi forfettari: non risparmiamo nulla. Dunque, stiamo parlando di rimborsi che - in pratica - rimangono forfettari. Eppure sul sito dell'Assemblea leggiamo ancora 'il rimborso spese di trasporto previsto dalla L.R. 42/1995 all'art. 6, comma 1, lettera b) per lo svolgimento delle attività connesse all'esercizio del mandato, costituito da un rimborso chilometrico che tiene conto della distanza tra la residenza e la sede dell'Assemblea, corrisposto in base alla effettiva presenza, fino ad un importo massimo corrispondente a 12 presenze mensili. Tali importi sono variabili e corrisposti a fronte di spese sostenute e puntualmente certificate', il che NON è vero. D'altro canto l'introduzione di un controllo sul numero di presenze, idea lodevole, prevede un tetto massimo di 12 gettoni al mese. Il controllo è giusto, ma il tetto presenze assurdo: significa svantaggiare chi in ufficio c'è sempre, dato che i giorni lavorativi in un mese sono circa il doppio.
Con la nostra risoluzione appena depositata chiediamo che i criteri di rimborso vengano rivisti con urgenza. Primo, sarà necessario legare il rimborso chilometrico all'auto effettivamente usata per venire al lavoro. Secondo, chiediamo che i rimborsi siano dati in base all'effettiva presenza in sede, come in ogni azienda gestita in maniera sana. Non chiediamo la luna: solo che si applichino i criteri che le aziende applicano ai propri dipendenti in tutto il mondo. Questa era una sperimentazione. Onde evitare di essere tacciati di demagogia, in vista della decisione se rinnovare o meno questo sistema abbiamo preparato una richiesta da inviare alla Corte dei Conti, in cui chiediamo un parere su questa situazione di cattiva gestione. Dati alla mano, vedremo.

LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE DELLA NOSTRA RISOLUZIONE:risoluzione_rimborsi_km_(1)[1].doc

Vogliamo vederci chiaro. Scusate se abbiamo questo viziaccio. Con un articolato accesso agli atti, e non soddisfatti delle prime, evasive risposte - abbiamo richiesto una documentazione completa sul patrimonio e le modalità di assegnazione degli alloggi dell'Aziende Case Emilia-Romagna (A.C.E.R.). fra pochi giorni dovremmo ricevere la risposta che, ovviamente, pubblicheremo... Stay tuned!
GUARDA QUI IL NOSTRO ACCESSO AGLI ATTI
079-Dati Situazione ACER Emilia-Romagna.doc

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