E' arrivata la conferma che la Hunt Oil Company rinuncerà ai due ulteriori permessi di ricerca che aveva in animo di portare a compimento in Emilia-Romagna:
Texani go home, potremmo dire! Che bella vittoria! Crediamo che il nostro lavoro, e la risoluzione emendata approvata ieri, abbiano dato un contributo fondamentale a questo successo. E' un passo importante per la difesa delle nostre ricchezze, anche perché crediamo che la Hunt Oil rinuncerà al suo terzo permesso, quello "Secchia" già approvato, per mancanza di ritorno economico dell'operazione.Martedì l'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a confermare il parere negativo a tutte le richieste di coltivazione di idrocarburi che prevedano l'utilizzo di tecniche "non convenzionali", che aumentano l'impatto ambientale dell'attività estrattiva, specificando da subito che ciò vale anche per le richieste di ricerca e le eventuali fasi di perforazione del pozzo. Nel documento si impegna poi l'esecutivo a dare parere negativo a tutte le richieste di ricerca e di coltivazione di idrocarburi che riguardino sia le zone del territorio regionale colpite da subsidenza e da fenomeni franosi sia quelle all'interno di Aree protette o di siti della Rete Natura 2000.
Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo fatto un grosso lavoro per smuovere la maggioranza su questa risoluzione, che è in gran parte identica a quella che ci bocciarono a marzo: e pensare che solo tre mesi fa il Capogruppo del Pd Marco Monari diceva che la questione non era urgente. S'è perso tempo, ma ora, grazie all'opera di sensibilizzazione che abbiamo portato avanti e alla pressione dei cittadini, dei comitati e delle amministrazioni locali, siamo giunti all'approvazione di una buona risoluzione. Fondamentale per la sua efficacia è l'inserimento di un nostro emendamento che la rende stringente, altrimenti sarebbe stata una rete a maglie larghe: ora invece le zone off-limits per le trivelle sono anche alvei dei fiumi, sistemi di crinali, zone di tutela agro naturalistica, aree archeologiche, terreni con siti a quote superiori a 1.200 e - soprattutto - le aree tutelate dalla Legge Galasso: ovvero fino a 150 metri di distanza dagli argini dei fiumi e 300 metri dalle rive dei laghi. Siamo soddisfatti.
Nella risoluzione si sollecita anche la Giunta regionale ad attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per aumentare la percentuale delle royalties a favore degli enti locali e ad esigere da parte del Ministero dello sviluppo economico il rispetto sostanziale del principio dell'intesa preventiva con la Regione territorialmente interessata, nelle fasi conclusive del procedimento per il rilascio degli eventuali permessi di ricerca e coltivazione. Sono punti importanti della risoluzione: il sistema delle royalties prevede indennizzi scandalosamente bassi: il M5S non è favorevole al fatto che i comuni svendano il proprio territorio per denaro ma a volte, a causa dei tagli imposti dal governo, sono stati costretti a farlo per un piatto di lenticchie.








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