Ieri l'agenzia di stampa DIRE ha pubblicato la lista di chi riceve (e riceverà) l'assegno vitalizio dalla Regione Emilia-Romagna, quindi dai soldi di tutti noi contribuenti. Molti nomi percepiscono, o percepiranno, una doppia indennità: sommeranno quella di incarichi pubblici di altro tipo: in società partecipate, ad esempio, o in Parlamento, o in Europa. Sotto trovate l'elenco, ma qui vi pubblichiamo prima la nostre impressione (e un file che aggiorna anche i prossimi beneficiari... fino al 2030 - esclusi gli attuali presenti nel parlamentino di viale Aldo Moro: vitalizi_2010_2030.pdf)
Un anno fa, appena arrivati in Regione, chiedemmo l'elenco completo dei vitalizi che i soldi dei cittadini avrebbero dovuto pagare da qui al 2030. L'elenco è impressionante, ma all'epoca non ottenemmo molta attenzione nonostante gli assegni costino oltre 4 milioni all'anno alla comunità (e la cifra è in costante aumento). La nostra proposta di eliminare da subito i vitalizi, anche per i consiglieri di questa legislazione, fu prontamente affossata da tutti gli altri partiti politici. La scelta è stata quella di abolirli dal 2015. E' molto facile far pagare ai posteri i problemi di oggi. Purtroppo questa scelta non fa altro che confermare la tendenza di questa maggioranza: l'amore per i bei titoli sui giornali ma la poca disposizione alla rinuncia ai propri privilegi. Da qui al 2015 temiamo infatti che la situazione possa cambiare, e i vitalizi essere reintrodotti. Non sarebbe la prima volta che si trova un escamotage: a livello nazionale ricordiamo i "rimborsi" elettorali, autentica refurtiva; a livello regionale il finto taglio ai rimborsi chilometrici che non fanno risparmiare nulla o quasi alle nostre casse. Anche se la situazione rimanesse la stessa ci sembra la maniera di rimandare il problema che temiamo esploderà come un bubbone dalla prossima legislatura. La maggioranza di oggi si fa bella agli occhi della gente, ma sposta i problemi su chi verrà domani. Questo infatti creerà un grosso buco nel bilancio della Regione: da dove prenderemo i soldi per pagare i quasi cinque milioni di euro di vitalizi che gli ex-consiglieri percepiscono e percepiranno? Chi tapperà la falla, se nessuno verserà più i contributi?
Alcuni casi-simbolo sono scandalosi: Pier Luigi Bersani, una volta lasciato il Parlamento, sommerà al vitalizio da parlamentare quello regionale; stessa cosa potranno fare Pier Luigi Castagnetti o Carlo Giovanardi.
Isabella Bertolini (PdL) aggiungerà al vitalizio romano il nostro, di 1.897 €; fra otto anni Flavio Delbono comincerà a riscuotere 2.640 € al mese. Sono solo alcuni esempi che dovrebbero indurre una riflessione.
MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA-ROMAGNA
Agenzia Dire:
Mentre la politica discute sull'opportunità o meno di inserire un intervento sulle pensioni nella manovra estiva, gli ex consiglieri e assessori regionali dell'Emilia-Romagna dormono sonni tranquilli. Perché potranno almeno contare sul più o meno sostanzioso vitalizio maturato negli anni trascorsi in viale Aldo Moro (o viale Silvani, per i più anziani). Assegni mensili che variano dai 1.060 euro netti dell'Idv Paolo Nanni (per 5 anni di legislatura) ai 3.668 euro riconosciuti al netto delle tasse al modenese ex Margherita Luigi Gilli, assessore dal 2005 al 2010, in consiglio regionale dal 1992, quando entrò per la Dc in sostituzione di Carlo Giovanardi (che in quanto parlamentare in carica non percepisce l'assegno). I beneficiari del vitalizio regionale nel 2011 sono in tutto 124, ai quali si aggiungono 26 eredi di ex amministratori defunti che percepiscono un'assegno di reversibilità. Per i primi la spesa lorda mensile a carico del bilancio dell'Emilia-Romagna è di oltre 340.000 euro, ai quali si aggiungono più di 48.000 euro delle reversibilità. Così, più o meno, si arriva ai 4,8 milioni messi a budget alla voce vitalizi per il 2011, che potrebbero diventare oltre 5 milioni nel 2013, a fronte del milione e mezzo di copertura assicurato dal contributo obbligatorio versato dai consiglieri. L'Assemblea legislativa lo scorso anno ha battuto un colpo, assecondando il dibattito sui costi della politica, con l'abolizione dell'emolumento a partire dalla prossima legislatura (2015). I diritti acquisiti, però, non sono in discussione. E chi ha maturato il vitalizio non lo perderà.
I VITALIZI PIU' ALTI - La pattuglia degli ex consiglieri ed assessori con più di sessant'anni, età in cui si acquisisce il diritto all'assegno, è nutrita (124 persone) e annovera fra le sue file personaggi politici ancora sulla cresta dell'onda, ma soprattutto tanti volti del passato, eletti agli albori dell'avventura regionale, iniziata con le elezioni del 1970. Come Ione Bartoli (Pci), nel primissimo gruppo degli eletti e assessore ai Servizi sociali con Guido Fanti, presidente dal 1975: per un vitalizio mensile netto di 2.320 euro. Stesso discorso per il bolognese Dante Stefani, ex consigliere ed assessore negli stessi anni (successivamente è stato anche presidente della Fiera di Bologna), che per il servizio reso percepisce un assegno da 2.644 euro. Luigi Gilli guida il ristretto manipolo dei 13 ex che incassano emolumenti superiori ai 3.000 euro: ne fanno parte gli ex assessori Giorgio Ceredi (Pci) beneficiario di un vitalizio da 3.660 euro netti (4.950 lordi); il ravennate Pier Antonio Rivola (dalla Dc al Ppi) con 3.655 euro; Radames Stefanini (Pci) con pari importo; l'ex presidente della Regione, Lanfranco Turci, con 3.657 euro; il ravennate della Dc, Natalino Guerra con 3.651 euro; gli altri ex Dc, Renzo Contini con 3.646 euro netti, Gianfranco Galletti con 3.345 euro e Corrado Truffelli con 3.498 euro. E ancora: il diessino modenese Renato Cocchi con 3.339 euro; l'ex assessore alla Sanitá della giunta Errani, Giovanni Bissoni, con 3.166 euro, assieme al collega dell'Agricoltura Guido Tampieri con 3.156 euro e al consigliere modenese del Pci Luciano Guerzoni, che percepisce 3.153 euro.
I PIU' BASSI - Nell'elenco con vitalizi più bassi molti nomi noti della politica, come il costituzionalista Augusto Barbera, eletto con il Pci nel 1980 e dimissionario nell'82 (1.568 euro il suo assegno), o l'urbanista Giuseppe Campos Venuti, che dalla Regione percepisce un vitalizio di 1.938 euro netti. Poco più sostanzioso l'assegno di Paola Bottoni, assessore al Bilancio prima della Provincia, poi del Comune di Bologna con Sergio Cofferati, che riscuote mensilmente 2.212 euro. Scorrendo la lista, compaiono anche Federico Castellucci, che in Regione è stato assessore all'Industria e all'artigianato negli anni '80 (2.673 euro) e che ha recentemente lasciato la guida della Finanziaria Bologna metropolitana, e Lamberto Cotti, presidente della Società reti e mobilità del Comune di Bologna (1.834 euro il suo vitalizio). Tra i beneficiari del vitalizio anche l'ex presidente di Confcooperative, Ivo Cremonini (1.487 euro) che per la Regione ha, tra le altre cose, presieduto la Consulta degli emiliano-romagnoli all'estero. Un assegno da 2.811 euro viene staccato ogni mese a favore dell'ex parlamentare della Dc Virginiangelo Marabini, tuttora consigliere della Fondazione Carisbo, mentre l'ex consigliere regionale dell'Udc, Maria Cristina Marri si ferma a 1.318 euro, una manciata di euro meno di Carlo Monaco, ex braccio destro di Giorgio Guazzaloca, entrato in Consiglio regionale nel 2005 dopo aver sfidato Vasco Errani per la presidenza con il sostegno del centrodestra. Importo simile per l'ex consigliere di Alleanza Nazionale Gioenzo Renzi (1.432 euro). Tra gli ex illustri Emilio Sabattini, ex Margherita, oggi presidente della Provincia di Modena per il Pd (2.206 euro netti), ma anche Luciano Vandelli, assessore indipendente dal 2000 al 2005 nella squadra di Errani, poi presidente Cup e l'ex parlamentare bolognese dei Ds (poi Sinistra democratica) Katia Zanotti (2.329 euro). (Fonte Dire)

Dopo il balletto fra Carlo Lusenti e Vasco Errani, che a luglio dicevano che l'Emilia-Romagna non avrebbe applicato ticket aggiuntivi, eccoli invece qua. Purtroppo la nostra denuncia di tre settimane fa sulla mancata proporzionalità fra aumenti e reddito familiare lordo non ha avuto alcun seguito (
Brutta pagina nel tentativo di controllo dell'informazione, dove il confine fra tutela delle Istituzioni e censura è molto labile.
Assistere alla 'guerra' fra pedoni e ciclisti è molto triste: è una battaglia fra poveri, dove escono solo sconfitti. La campagna di discredito nei confronti dei ciclisti così detti 'indisciplinati' e le tante contravvenzioni elevate contro le due ruote sono il sintomo di un'idea di mobilità che funziona al contrario. Ma com'è possibile che vengano multati ciclisti che nel traffico e nel caos della città s'ingegnano per sopravvivere? Prima di tutto ci vorrebbero delle ciclovie adeguate, attrezzate, sicure e con sedi e incroci il più possibile separati dalla strada per le auto. Lo si può fare eliminando i parcheggi in superficie delle macchine, spostandoli innanzi tutto fuori dal centro storico e dalle sue stradine strette... Poi, una volta costruita una rete valida, si potrà procedere a multare chi ancora insista in comportamenti irregolari... Ma contro le auto che parcheggiano in seconda fila, contro quelle che bloccano quelle poche piste ciclabili che abbiamo, contro quelle che sfrecciano sui viali o che imboccano le strade contromano... Contro questi comportamenti degli automobilisti non ho visto nessun post su Facebook... (il riferimento è allo status su Facebook del Sindaco di Bologna Virginio Merola, che chiedeva di denunciare i ciclisti che commettessero infrazioni, NdR).
Non è un segreto per nessuno che molte importanti decisioni siano prese nel segreto delle riunioni massoniche piuttosto che nelle pubbliche aule consiliari ed è umano e comprensibile che le persone si riuniscano in comunità e gruppi uniti da alcuni punti in comune. Su questo non c'è nulla di male, almeno fino a quanto le finalità delle logge non diventano eversive o contro la legge come lo era la P2, o sue copie più recenti. Essendo che molti incarichi pubblici sono assegnati sulla scorta di una conoscenza personale, di tipo fiduciario (lo è anche la "delega" elettorale in fondo, specialmente in caso di elezioni con preferenza), crediamo che sarebbe un'ottima operazione di trasparenza richiedere ai candidati ai pubblici incarichi una dichiarazione di appartenenza, o non appartenenza, a organizzazioni di tipo segreto. In Toscana c'è una Legge (articoli 12 della legge regionale n° 68 del 1983 e 9 della legge regionale n° 11/ 1979) che richiede proprio ai consiglieri regionali una dichiarazione in tal senso che, se poi riscontrata come falsa, può portare alla revoca dell'incarico. D'altronde il Consiglio di Stato (con sentenza 6 ottobre 2003 n. 5881) ha stabilito che sia legittimo imporre a chi ha un incarico pubblico di comunicare l'eventuale appartenenza a logge massoniche. Sarebbe opportuno introdurla anche da noi, e lo chiediamo attraverso un'interrogazione, consentendo ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti conoscendoli fino in fondo, e mettendo eventualmente in luce alcuni legami importanti nell'intreccio fra politica e affari.
Ogni anno si ripete lo stanco rituale della visita ferragostana alle carceri, cui l'anno scorso cedetti anch'io, ma di Ferragosto in Ferragosto assistiamo ai soliti proclami, e la situazione nelle carceri italiane, ed emiliano-romagnole in particolare, continua a peggiorare. Quest'anno abbiamo deciso di fare un'interrogazione alla Giunta Regionale per capire, concretamente, cosa abbia intenzione di fare per lenire le sofferenze dei detenuti (ricordiamo che la metà è in carcere in attesa di giudizio, quindi non ancora dichiarata 'colpevole') e per alleggerire il difficile lavoro delle guardie carcerarie. La situazione è insostenibile, e non fa altro che innescare una spirale di dolore: la precarietà delle condizioni igieniche e la promiscuità innervosisce i detenuti, cosa che a sua volta mette in difficoltà il personale di controllo in sottonumero. Ai detenuti non sono garantiti nemmeno certi diritti, a causa della scarsità delle guardie, come fare una visita medica in ospedale o godere dell'ora d'aria. Al personale, d'altro canto, viene chiesto di operare praticamente in assenza di materiali: mezzi vetusti, poca benzina, mancanza delle dotazioni più elementari. E in tutto questo ci sono della intere ali degli istituti di pena che sono lasciate vuote per l'impossibilità di controllarle con così poco personale. E' ingiustificabile. E' chiaro che non è aumentando la capienza delle carceri che si può risolvere il problema, ma che sia necessario ripensare il sistema detentivo e di recupero in una chiave più attiva e meno punitiva, ma sul brevissimo periodo ogni metro quadro in più di spazio sarebbe importante. Vorremmo sapere cosa intenda fare la Regione, anche in termini di pressione sul Governo di Roma, in tal senso. Infine apprendiamo che a settembre i fondi destinati alla refezione dei detenuti saranno esauriti. Come faremo fronte all'emergenza-pasti?"
La Manovra finanziaria che dovrebbe togliere l'Italia dalle secche è ingiusta e inutile.
Il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna augura a tutti i propri amici, elettori, sostenitori e attivisti un Buon Ferragosto! Ricaricate le pile (con energia pulita!) perché questo sarà un autunno molto, molto impegnativo...
L'aria nuova, che doveva portare anche nomine ai vertici degli enti comunali bolognesi e alle partecipate su scala meritocratica, puzza terribilmente di vecchio. Il processo selettivo adottato pare non aver associato alla trasparenza (meritoria) la meritocrazia (link alle nomine e ai candidati:
Temiamo che a Rimini si vada incontro ad un nuovo scandalo in stile Civis (ricordate la telenovela del tram su gomma bolognese?). Questa linea di bus in corsia riservata in esecuzione fra Rimini e Riccione non serve. un momento di grossa crisi come questo spendere tutti quei soldi pubblici, stimiamo un costo di 130 milioni totale, è uno schiaffo in faccia a chi è in difficoltà. Soprattutto, è ovvio, perché l'opera è completamente inutile: c'è già la linea del tram 11 a coprire quella distanza, ed è l'unica far profitto per l'azienda di trasporti. E' vero, la linea 11 è un po' lenta. Ma il problema è che il tram soffre il troppo traffico sul lungomare. Si potrebbe cercare di isolare in alcuni tratti il binario, per rendere la via più scorrevole, e limitare l'accesso delle auto. Sprecare tutti quei milioni per una linea, fra l'altro non vicina al mare - che rischia di non essere usata dai turisti, è assurdo.
Smentendo clamorosamente le proprie dichiarazioni rilasciate a metà luglio (
Alzi la mano chi pensa che ci troviamo di fronte a Tangentopoli 2. Io quel braccio ce l'ho ben alto, perché sono convinto che la situazione attuale sia in molti aspetti simile a quella del 1992. Ma con delle aggravanti, la più evidente delle quali è la delegittimazione dell'operato della Magistratura. Allora si cantava "Italia ladrona / il Pool non perdona". Oggi, quei politici che da quasi un ventennio dominano la scena, saliti alla ribalta proprio grazie al vuoto che creò Tangentopoli, si chiudono su se stessi - proteggendosi l'un l'altro a mo' di falange romana - con reciproche dichiarazioni di solidarietà. Assurdo. Se è vero che il nostro ordinamento prevedere l'innocenza fino a prova contraria, è anche vero che non possiamo diffondere solidarietà a piene mani agli indagati pur "con piena fiducia nell'operato della Magistratura", come vuole la formula di rito. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo fiducia nella Magistratura. Punto. La solidarietà la si dà a quelle persone che sono colpite da un lutto, da una disgrazia, o da un incidente nel quale siano parte lesa. La solidarietà che gli esponenti del PD e del PDL si stanno scambiando in questi mesi, e ancora più in questi ultimi giorni, è il preoccupante segnale di un'idea che li accomuna, quella della gestione del potere che schiaccia il cittadino e derubrica la pubblica amministrazione a mezzo per perseguire i propri affari. Questo non è ammissibile. L'arresto del Senatore PDL Alfonso Papa, il salvataggio in extremis del Senatore PD Alberto Tedesco, le indagini che coinvolgono il braccio destro di Giulio Tremonti Marco Milanese, col Ministro che denuncia di sentirsi spiato dentro la Caserma della Guardia di Finanza (!) e va a dormire in una casa che l'imprenditore gli "regala", il fascicolo aperto su Filippo Penati (PD) e altro ancora... Come si fa ad essere sempre solidali con tutti? Per non parlare delle nostre questioni emiliano-romagnole. A Parma il Sindaco Pietro Vignali (PDL), accusato di aver provocato un enorme buco nel bilancio della città viene attaccato dal centrosinistra: "Si dimetta!" - dicono. Ma non fanno lo stesso per il loro Sindaco di Serramazzoni (PD), indagato per corruzione e turbativa d'asta e nemmeno - ovviamente - per il Segretario Regionale e Consigliere Regionale Stefano Bonaccini, indagato per turbativa d'asta e violazione del segreto d'ufficio (e abuso d'ufficio?) ai tempi del suo Assessorato a Modena. Perché usare due pesi e due misure? Ci auguriamo che Bonaccini ne esca pulito, ma la nostra solidarietà va a quei magistrati che lavorano duro, in condizioni sempre più difficili, per dare a noi cittadini la speranza che la Giustizia esista ancora.
Qualche tempo fa avevamo sollevato la questione di una pista illegale nel Comune di Sasso Marconi (per ricordarlo, cliccate qui:
Non vogliono stare capiti. Ancora qualche giorno fa un Consigliere Regionale del PD ci ha detto, tramite giornali, di scegliere se stare a destra oppure a sinistra. Niente, non ce la possono fare a capire che il nostro concetto di politica è diversa. Gli abbiamo chiesto di dichiarare pubblicamente CHI gli abbia detto che "il Movimento 5 Stelle deve decidere da che parte stare". Siamo certi che la risposta potrà essere solo: "il mio concetto di politica come gioco di opposizioni pregiudiziali". La risposta, è ovvio, non è mai arrivata. Il Movimento 5 Stelle sa bene da che parte stare: da quella dei cittadini, perché noi tutti siamo cittadini, e non professionisti della politica che la considerano un mestiere da fare a vita, a dispetto dei santi - saltando da un partito all'altro con disinvoltura o "surfando" fra le correnti dello stesso senza paura. Siamo dalla parte di coloro che soffrono a causa di pensioni al limite della sopravvivenza, o per via di lavori sottopagati, o per una disabilità grave. Valutiamo le proposte e le dichiarazioni solo per la loro qualità e ripercussione sulla gente normale, non sulle nostre tasche, sul nostro consenso o in base al colore della loro matrice. Ieri un Consigliere Regionale, stavolta del PdL, ci accusava su un giornale di essere dei veterocomunisti, oggi gli eredi del PCI ci accusano di essere filo-berlusconiani: si vede che stiamo facendo bene il nostro lavoro!!! Ne siamo molto contenti e li lasciamo col loro defunto concetto di politica.
Strano, non ci saremmo mai aspettati che il Partito Democratico avrebbe scelto di continuare a perpetrare il proprio sistema di potere. E per farlo ha mandato avanti Anna Pariani, perfetta col suo disco rotto per le difese di ufficio del PD (siamo ironici!). La nostra risoluzione si prefiggeva di staccare, quasi del tutto eccetto la quota del 15% stabilita dalla Legge, i dirigenti regionali dalle sorti politiche dei partiti alla guida dell'istituzione (attualmente in Regione ci sono 84 dirigenti "politici" e 109 di ruolo). Invece la Maggioranza, che d'altronde governa qui da sempre e considera la Regione come qualcosa di proprio, ha preferito perpetrare il proprio sistema di controllo e potere. La nostra proposta prendeva le mosse dai numeri ufficiali, che non mentono: alle dipendenze della Regione Emilia-Romagna, fra Giunta e Assemblea, ci sono 214 dirigenti in dotazione organica, di cui solo 109 unità sono di ruolo (pari al 50,93%), 28 (pari al 13,08%) sono dirigenti nominati politicamente secondo la LR 43/2001, 22 sono dirigenti in comando da altre amministrazioni (quindi anche costoro indirettamente di nomina politica), infine, 39 posti sono scoperti e 6 sono conservati indisponibili. Pensavamo fosse giunto il momento di ripristinare la legalità di queste proporzioni, visto che stiamo parlando di 84 dirigenti di nomina politica contro 109 di ruolo. La legge stabilisce infatti che solo il 15% dei dirigenti possa essere nominato dai partiti (LR 43/2001). Noi siamo sotto questa percentuale solo formalmente, mantenendo artificiosamente alto il numero della dotazione organica (214 appunto) che non corrisponde alle reali esigenze della nostra istituzione. Nella risoluzione che abbiamo presentato prevedevamo una rideterminazione della dotazione organica dei dirigenti dell'Ente, in maniera trasparente e secondo le reali esigenze amministrative. Inoltre ci sembra il caso di smettere di trincerarsi dietro formule burocratiche per poter aumentare la quota di dirigenti di nomina politica: oltre ai numeri sopracitati ci sono anche gli 11 Direttori Generali (
Sembrano afflitti da uno strano caso di smemoratezza collettiva i nostri amministratori regionali. Da qualche giorno a questa parte Il Presidente Vasco Errani, l'Assessore Carlo Lusenti e i vari capi e capetti sul territorio stanno cercando di far passare il concetto che "erano stati fraintesi" sulla non applicazione del ticket aggiuntivo in Emilia-Romagna (vi ricorda qualcosa lo stratagemma comunicativo?). Beh, forse hanno bevuto la smemorina, ma noi - e tantomeno i cittadini e internet - si sono scordati delle dichiarazioni coraggiose di Errani e Lusenti, il 15 luglio scorso. Per rinfrescar loro la memoria ecco qualche link
Non dimenticare. Cercare la verità. Se conosciamo i responsabili materiali sono i mandanti politici a mancare. E' necessario rimuovere il segreto sulle carte dei Servizi Segreti. Uno Stato forte e maturo non può avere paura della verità.






