Usare due pesi e due misure per casi analoghi può generare sospetti ma, soprattutto, gettare discredito sul sistema sanitario emiliano-romagnolo e sulla grandissima professionalità e abnegazione che dimostrano quotidianamente la stragrande maggioranza degli operatori sanitari, tecnici, medici e infermieri che operano nelle nostre strutture. Purtroppo, ancora una volta dobbiamo tornare sul caso del Dottor Nicola D'Imperio, primario all'Ospedale Maggiore di Bologna e sotto indagine da parte della Procura. Per quale motivo, a differenza del suo collega Dottor Giuseppe Sangiorgi del Policlinico di Modena, prontamente allontanato dalla struttura per mancato prolungamento del contratto, D'Imperio è ancora saldo al suo posto, e in odore di rinnovo contrattuale? Al suo fianco, inoltre, continua ad operare la Dottoressa Paola Billi, che ha materialmente eseguito alcuni interventi dall'esito nefasto. Ricordiamo che la Perizia parla di "gravi responsabilità" a carico degli imputati. Crediamo che sia meglio per tutti, per la serenità e l'equilibrio degli imputati, per i pazienti e per la serietà del nostro servizio sanitario, sospendere fino al termine del procedimento penale chiunque sia indagato, non procedendo ai rinnovi contrattuali. Il discorso, comunque, è generale ed estendibile a tutti i presidi sanitari sul territorio regionale. Questo però pare un tabù: vi ricordate quando secretarono la seduta dell'Assemblea Legislativa durante la discussione della nostra risoluzione (youtu.be/IfB7-04ek0M). Le responsabilità andrebbero cercate anche più in alto, è certo. Ma almeno, con la sospensiva, si eviterebbe di gettare discredito su una struttura dove 400 medici, 900 infermieri, 250 tecnici e 200 operatori sanitari si impegnano ogni giorno per garantire ai pazienti il proprio diritto alla salute. E' proprio a loro tutela che crediamo che non vada gettato il bambino con l'acqua sporca, ma condotto un lavoro che porti a separare la parte sana della struttura da quella, eventualmente, marcia.
Settembre 2011
Ieri, durante una conferenza stampa, il Movimento 5 Stelle era a fianco del Comitato cittadini proponenti l'alternativa al Passante Nord, quell'anellone di asfalto che dovrebbe servire per dribblare la città di Bologna. Abbiamo RISPOSTO "presenti" all'invito che il Comitato aveva rivolto a tutte le forze politiche. L'unica altra presente era la Lega Nord di Manes Bernardini. Ne abbiamo colpa noi se a destra e a sinistra c'è stata una completa mancanza di risposte? Io credo di no. Noi lavoriamo sui progetti, e più forze politiche condividono le nostre idee, più siamo contenti. Tuttavia, durante la conferenza ho ritenuto importante ribadire che le posizioni politiche di Movimento 5 Stelle e Lega Nord rimangono quelle di sempre: distantissime ed inconciliabili. Testualmente ho ripetuto che "non esiste alcuna asse con la Lega". Però ieri, giornalisticamente, era più "gustoso" parlare di un'Asse Favia-Lega, e quindi cosa credete sia uscito nei titoli? Beh, sapete già dove reperire una buona informazione quando la volete, vero? ;)
Venendo al tema della conferenza, ieri abbiamo spiegato con dovizia di particolari, con documentazioni e argomentazioni il nostro motivato NO al Passante Nord. Ma quest'aspetto è passato in secondo piano. Anzi, in terzo, visto che la replica di Giacomo Venturi, Vicepresidente della Provincia di Bologna con delega ai trasporti, ha avuto nelle sintesi il nostro stesso spazio e ci abbia fatto passare agli occhi dei cittadini come dei pivelli impreparati. Peccato che la sua replica fosse una BALLA COLOSSALE. Così, lo diciamo, in maniera semplice e schietta. Abbiamo le carte che lo testimoniano. Le pubblicheremo al più presto, e allora vedremo che cosa saprà rispondere Venturi, e cosa scriveranno i giornali. Saremo ancora noi gli impreparati, o lui un bugiardo?
Giovanni Favia
Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere sulla comica Passante Nord. Che cos'è? Un anellone stradale che dovrebbe "dribblare" Bologna, nelle intenzioni dei progettisti, tagliando la pianura a nord, e consentendo quindi di alleggerire il traffico sulla Tangenziale. Ora, il progetto è stato bocciato dal Commissario dell'Unione Europea perché viola le norme che regolano il conflitto di interessi in quanto attribuita per affidamento diretto e senza gara ad Autostrade. E' così necessario rielaborare una variante più corta, che possa essere spacciata per un semplice aggiustamento dell'autostrada già esistente. Beh, del nuovo progetto neanche l'ombra: dove passerà? Quanto sarà lungo? Che paesi coinvolgerà? Mistero, non è dato sapere. Eppure Alfredo Matteoli, Ministro PdL, dice alla Festa de l'Unità (PD) fra gli applausi generali "che il tavolo è ormai chiuso, entro fine settembre". Che tavolo? Chi ci ha partecipato? Cos'hanno stabilito? Al di là del drammatico impatto sull'agricoltura, sull'inquinamento e sulla vita dei cittadini, è pazzesco che amministratori locali e cittadini non sappiano cosa gli calerà sulla testa. Stiamo parlando di una striscia di asfalto larghissima e lunghissima che rappresenterà una ferita irreparabile all'ecosistema della Pianura Padana. Oggi, in una conferenza stampa, assieme alla nostra Consigliera Comunale Federica Salsi, abbiamo sostenuto il Comitato dei Cittadini proponenti un'alternativa al Passante Nord. Questo non è un Comitato del NO, è un gruppo di cittadini che da nove anni si batte contro quest'opera fuori dal tempo e dalla logica proponendo un'alternativa reale. Perché non possiamo dimenticare che:
- se si fa il Passante Nord, addio agricoltura biologica: e gli investimenti dei contadini?
- se si fa il Passante Nord, Autostrade prevede di far pagare la percorrenza della Tangenziale per i non residenti
- il Passante Nord è in acceso conflitto con la Cispadana. Ma quante macchine devono passare da qua?
- il Passante Nord costerebbe 2 miliardi di €, ma è stato progettato su dati vecchi. L'opera fu pensata quando si prevedevano tassi di crescita del traffico del 20%, cosa che non si è affatto verificata.
- quale autotrasportatore, che ha tempi strettissimi, sceglierà di fare il giro largo quando potrà tagliare per la città?
- L'inquinamento aumenterà perché ci saranno 17 chilometri in più: si parla di inquinamento di bacino, non di zona. Se inquino pazzamente a 10 km di distanza... Non mi sono salvato qui.
- PD e PDL sono i partiti del cemento. Va cambiata la concezione del trasporto, non si possono sempre fare nuove strade e poi dichiarare che si vuole incentivare il trasporto su ferro e farsi belli con i proclami "green"...
Zero trasparenza, zero informazione. Mettiamoci una pezza.
Il Partito Democratico, l'Italia dei Valori, SEL e Federazione della sinistra chiedono, con la risoluzione 1777 (LEGGILA) di cambiare i criteri di valutazione del reddito per i ticket sanitari extra introdotti con l'ultima manovra Finanziaria. Accidenti, possibile che sia la stessa Maggioranza che appoggia l'Assessore Carlo Lusenti, quello che questi criteri di distribuzione dello sforzo economico li ha stabiliti? Possibile che questo PD sia lo stesso PD che ci ha sbeffeggiato quando, in tempi non sospetti, chiedemmo che non fossero applicate fasce di reddito così ampie ma più dettagliate, o quando proponemmo l'uso dell'ISEE (o l'individuazione di criteri più puntuali, equi e stringenti) per la ripartizione in fasce?
Non capiamo perché allora non impugnino davanti al Tar il provvedimento governativo che a loro dire a sovrastima le entrate conseguenti all'applicazione dei nuovi ticket per la nostra Regione, determinando, conseguentemente, un finanziamento da recuperare pari a circa 100 milioni di euro ed il mancato trasferimento di tali somme. Fra l'altro, l'applicazione dei ticket non è obbligatoria, ma è stata la Regione a ritenerli fondamentali per i bilanci. Perché non fanno valere le competenze della Regione impugnando la norma che prevede tali Ticket alla Corte Costituzionale, tenuto conto che la Regione dispone di liquidità di cassa tali da coprire questi mancati trasferimenti? La verità è che questo Partito Democratico è affetto da schizofrenia politica, non sa dove andare. E quando si sposta in una direzione lo fa senza sapere perché. Ci ricordiamo i cartelloni all'indomani delle ultime elezioni: 'il vento è cambiato" diceva. Forse. E sicuramente ha spostato la banderuola del PD.
Il referendum sull'inceneritore di Parma non si farà. All'unanimità, ma guarda un po', i capigruppo del consiglio comunale di Parma, composta PDL PD(menoL) Altra Politica Altri Valori UDC Rifondazione Comunista e Gruppo Misto, hanno bocciato la richiesta di referendum abrogativo dell'inceneritore di Parma. Tutti uniti contro la libertà dei cittadini ad esprimere la propria opinione. Tutto ciò, nonostante il segretario comunale non avesse rilevato «interferenze negative rispetto a contenuti dell'istanza referendaria», avesse messo in evidenza «la mancanza di un regolamento comunale ad hoc» ed auspicasse un intervento del Consiglio comunale che andasse «a colmare questa rilevante lacuna».
Due le motivazioni principali dell'inammissibilità del quesito secondo i capigruppo: "non risponde ai criteri di unicità della questione nonché di brevità, chiarezza e univocità" e "riguarda un'opera già appaltata e in fase di realizzazione".
In Italia il popolo è sovrano solo una volta ogni cinque anni, durante le elezioni, poi (per l'attuale politica) passa nel dimenticatoio e si trasforma da sovrano a mero sondaggio. Siamo passati dalla Democrazia alla demoscopia.
Il vuoto tra il Palazzo e i cittadini si fa sempre più grande.
Anche a Parma avremo una lista a 5 stelle.
Noi non ci arrenderemo mai, loro ..dovranno farlo per forza!!!
... Ma ce l'abbiamo fatta grazie agli errori del PD. Ebbene sì, perché se non fosse stato per stanchezza, distrazione o pressapochismo, anche questa volta il Partito Democratico avrebbe tenuto la porticina aperta all'atomo. Nonostante le belle parole ai tempi del referendum c'è chi ha ribadito la linea pro-nucleare: è Anna Pariani. Un plauso alla Consigliera di Imola, che ha avuto il coraggio di chiedere che il suo voto fosse chiaramente verbalizzato in un NO. Almeno ha avuto il coraggio di gettare la maschera sulla sua posizione rispetto al nucleare.
Andiamo con ordine: a marzo scorso presentammo una risoluzione per impegnare la Regione a considerare il nucleare solo a fini medici o di decommissioning, cancellando quindi quel riferimento al "nucleare di quarta generazione" presente in una delibera dell'Assessore Muzzarelli (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/26/troppe-ambiguita-del-pd-sul-nucleare-la-regione-dice-no-poi-investe-milioni/100214/). La proposta era rimasta in coda ai lavori sino ad oggi, quando l'abbiamo fatta associare al volo ad un'altra nostra proposta sempre relativa al nucleare: in questo caso un referendum europeo (ne abbiamo parlato qui). L'aula è andata in confusione. Vuoi per la stanchezza, per l'orario di chiusura ravvicinato, o perché troppe volte si vota a scatola chiusa, senza conoscere bene il contenuto degli atti. Fatto sta che siamo riusciti a trovare la convergenza per deliberare l'avvio di un percorso che porti ad una moratoria europea contro la costruzione di nuove centrali. Associando la vecchia risoluzione alla nuova, però, in aula si è creato un bel trambusto e la maggioranza si è fratturata fra favorevoli, contrari e astenuti. E così il Pd ha votato il pacchetto completo, sconfessando una loro stessa delibera. Meglio così!
Il Consorzio COSEA ha chiesto di poter ampliare la propria discarica di Cà dei Ladri, nel Comune di Gaggio Montano (BO). Noi crediamo che ampliare ulteriormente la discarica di Cà dei Ladri sarebbe un errore. In primo luogo, ovviamente, è evidentissimo il problema della collocazione della discarica: si trova infatti in una zona fragile dal punto di vista idrogeologico, molto franosa. Sotto c'è la vecchia Via Porrettana, e la Nuova Porrettana in costruzione. Senza dimenticare il fiume Reno. Se il percolato filtrasse in seguito ai dissesti idrogeologici vi immaginate il dramma di vedere inquinata la principale fonte d'acqua di tutta Bologna? In secondo luogo la richiesta di aumento del tonnellaggio di 380.000 tonnellate si basa sulla convinzione che 100.000 ne proverranno da altre regioni. Ma quali accordi sono stati firmati? Non ne abbiamo trovato traccia. L'accordo con la Provincia di Pistoia risale al 1997, e non ce ne sono di successivi. Perché dovremmo accollarci i rifiuti della Toscana? Non ci sono emergenze. Se COSEA è una società tosco-emiliana, questo non è rilevante: la legge parla chiaro: 'E' vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionali.' In ogni caso l'Unione Europea ci dice che la discarica dev'essere l'ultima opzione per lo smaltimento dei rifiuti. Non riusciamo proprio ad immaginare soluzioni alternative?
Proprio qui, sulle torri dalle quali il Presidente e la Giunta lanciano promesse di battaglia contro il digital divide e promettono al popolo una connessione veloce... Internet va piano. Ed è pieno di filtri. Come mai? Mistero.
Negli ultimi anni la velocità pare addirittura calata, ma intanto - sia nel 2009 che nel 2010 - la Regione s'è autocelebrata scrivendo su alcune delibere la stessa frase: ""Per quanto concerne la navigazione Internet, sin dall'adozione del suddetto Disciplinare si è riscontrata una significativa riduzione nel traffico registrato dai sistemi di controllo. I volumi di traffico Internet si sono assestati a livelli decisamente inferiori rispetto agli anni precedenti e soprattutto si è potuto operare proattivamente nel filtrare la navigazione verso siti web non attinenti l'attività lavorativa".
Navighiamo meno? Ci bloccano siti "non attinenti l'attività lavorativa"? Visto che la frase è ripetuta in anni successivi, quali dati fanno capire che "i volumi di traffico si sono assestati a livelli decisamente inferiori"?
Considerato che qui non possiamo usare sistemi voip (con relative spese), che è difficile uploadare qualunque file (i filtri sono piuttosto potenti), che non c'è sistema wireless e che non si usano software open-source... E' evidente che vogliamo saperne di più: abbiamo presentato una corposa interrogazione per sapere i dati del traffico internet in regione, e capire quanto la non-digitalizzazione ci rallenti.
Le notizie di stampa, i dati e le segnalazioni che ci arrivano destano molta preoccupazione: ogni anno 3 milioni di cittadini europei contraggono infezioni "nosocomiali" durante la degenza, e 50.000 di questi muoiono. In Italia parliamo di 700.000 infezioni l'anno e 15.000 morti sospette. Ci sono alcuni microrganismi in particolare (Klebsiella, Pseudomonas e Acinetobacter) estremamente resistenti agli antibiotici contro i quali sarebbe il caso di lottare attraverso la prevenzione, l'informazione e la sorveglianza. Ricordiamo che già nel 2002 la Regione Emilia-Romagna aveva commissionato un'indagine conoscitiva dalla quale risultava che solo il 37% delle unità di terapia intensiva aveva definito criteri espliciti per la diagnosi di infezione delle vie respiratorie e meno del 30% delle unità di terapia intensiva aveva attivato una politica antibiotica basata sulla definizione di un protocollo per la profilassi e la terapia. Questi vecchi dati sono molto preoccupanti. Abbiamo presentato un'articolata interrogazione alla Giunta per avere un quadro molto più completo e attuale della situazione, a partire dalla richiesta dell'esistenza di un osservatorio sulle infezioni nosocomiali. Oltre al gravissimo danno umano, alle vite perse e ai drammi personali, queste infezioni sono anche un grande costo per la comunità: prolungano le degenze, le rendono complicate e richiedono cure specifiche. Quindi riteniamo sia doveroso avere chiaro il quadro della situazione e procedere immediatamente con l'attuazione di una campagna informativa e formativa per gli operatori sanitari, gli infermieri e i pazienti.
Federambiente, la lobby delle multiutilities di cui fanno parte Hera ed Iren, è pronta a chiedere di rifinanziare - naturalmente con i nostri soldi - gli inceneritori di rifiuti! Sarebbe un gesto di forte contrapposizione contro l'Unione Europea, le leggi che regolano la libera concorrenza e le fonti rinnovabili. La clamorosa mossa anti-europea che Federambiente (presieduta da Daniele Fortini, AD di Asia Napoli ed in quota Pd) sta compiendo è rilevata nella lettera, che sta per essere inviata ed è in fase di redazione e di cui il Movimento 5 Stelle è entrato in possesso. QUI trovate la versione che sta girando tra i lobbysti ed esperti del settore per la sua redazione finale.
Cosa si legge nel documento?
Senza incentivi pubblici agli inceneritori, "la situazione degli investimenti è in stagnazione, pochi termovalorizzatori sono costruiti negli ultimi cinque anni e praticamente nessun nuovo impianto è stato programmato". Ricordiamo che tra il 2007 ed il 2008, dando seguito alle indicazioni dell'Unione Europea che già aveva aperto procedimenti d'infrazione contro l'Italia, la normativa che tramite i così detti "Cip6" ed i "Certificati verdi" del decreto Bersani del 1999 incentivava con denaro pubblico l'incenerimento dei rifiuti, era stata rivista. Rispettando sia le norme Ue che il Trattato di costituzione dell'Ue in tema di libera concorrenza, erano stati così banditi gli incentivi relativi alla combustione dei rifiuti non biodegradabili.
Nel suo documento indirizzato al Parlamento Federambiente afferma nero su bianco "l'attenzione sulle difficoltà che stanno investendo gli impianti di termovalorizzazione realizzati, ristrutturati o ampliati nel periodo interessato dalle modifiche normative sul tema dell'incentivazione dell'energia da fonti rinnovabili sull'individuazione delle procedure per il calcolo della parte rinnovabile". Tradotto: senza soldi pubblici non riusciamo più a costruire inceneritori. Nel documento Federambiente parla di "investimenti di cui il paese ha drammaticamente bisogno" riferendosi agli inceneritori, ma non fa mai cenno di tutte le tecniche alternative: dai centri riciclo modello Vedelago , al trattamento meccanico biologico, alle tecniche Rifiuti Zero, a quelle "Cradle to Cradle" (dalla culla alla culla) applicate nei Paesi Bassi.
Federambiente non si accontenta. Nel documento sta definendo un altra proposta. In questo caso contro ogni norma democratica che di fatto azzera le proteste di comunità locali, Comuni o Province contro gli inceneritori. Si legge nel documento: "Non esiste ad oggi alcuna credibile "sanzione" per le amministrazioni che pure a fronte della legittimità delle richieste autorizzazione e della bontà dei progetti, rallentano o bloccano il processo autorizzativo per un malinteso e spesso ingiustificato senso del diniego precostituito a qualunque iniziativa che possa suscitare opposizione sul territorio". Cosa propone Federambiente? "Se ad esempio una Provincia non rilascia l'autorizzazione o non fornisce un diniego motivato entro i tempi stabiliti, le subentra la Regione e se entro tempi prestabiliti il processo non è ancora concluso, i poteri degli enti locali sono surrogati dall'amministrazione centrale dello Stato". Tradotto: scavalchiamo i cittadini e andiamo avanti.
Il MoVimento 5 stelle diffonde questo documento in modo che tutte le associazioni ambientaliste possano prevenire questo scempio e facciano pressioni affinché non sia presentato ed i partiti non approvino queste norme anti-europee e antidemocratiche. In tal senso sono state presentate da Giovanni Favia e Davide Bono, in Emilia-Romagna e Piemonte, due risoluzioni per impegnare le rispettive Giunte regionali a bloccare tali proposte.
QUESTA SETTIMANA ABBIAMO PARLATO DI...
-> Un referendum EUROPEO contro il nucleare: si può fare! http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/proponiamo-un-referendum-europeo-anti-nucleare.html
-> La Finanziaria e i suoi effetti sulla scuola. Scopriamo che... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/le-scuole-sulla-luna.html
-> I pendolari trattati come pezze da piedi. Ma cos'hanno fatto di male?!?!? http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/pendolari-trattati-come-pezze-da-piediquale-peccato-devono-espiare.html
-> La Provincia si ritira da un progetto per una lunga ciclovia: però spende 31 milioni per la nuova sede... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/la-ciclovia-zoppa.html
Incredibile. Il distacco fra politica e cittadini è sempre più grande ed evidente. Nella Finanziaria si prevede che vengano creati istituti scolastici onnicomprensivi da 1000 alunni in pianura, e da 500 in montagna. E sulla Luna, dove evidentemente vivono questi geni della politica, da quanti alunni dev'essere un istituto?!?! E' chiaro che pretendere che in montagna una scuola raccolga 500 bambini e ragazzi significhi ignorare completamente la realtà territoriale. il Governo si rende conto di quanto questo significherebbe imporre sacrifici tremendi alle famiglie e ai bambini? La verità è che la razionalizzazione è sacrosanta, ma è inammissibile che i settori nei quali si pretende di comprimere la spesa siano sempre gli stessi: sanità e istruzione. Si tagli da altre parti, si riducano gli sprechi in altri settori, ma giù le mani dalla scuola! Anzi sul futuro dei nostri bambini dovremmo spendere più risorse, non diminuirle.
Per questo motivo abbiamo accolto favorevolmente l'idea di un ricorso alla Corte Costituzionale che la Regione Emilia-Romagna ha intenzione di presentare contro la manovra finanziaria sul tema dell'organizzazione scolastica.
L'incidente avvenuto in Francia è l'ennesima conferma dell'enorme rischio che continuano a costituire i reattori nucleari sparsi per l'Europa (ci riferiamo a ciò che è successo a Marcoule, con un morto e quattro feriti). Per fortuna gli italiani hanno capito quanto sia inutile e pericolosa l'energia nucleare, e lo hanno dimostrato con la schiacciante maggioranza ottenuta ai referendum di giugno ma in Europa le centrali attive sono ancora molte. Germania e Svizzera (oltre al Giappone) hanno già annunciato che dismetteranno gli impianti entro pochi anni, ma la Francia, ad esempio, ha ancora 60 centrali attive, il Regno Unito 19, la Svezia 10 e la Spagna 8. Per questo abbiamo approntato una risoluzione che impegni la Giunta dell'Emilia-Romagna a farsi portatrice presso il Comitato delle Regioni ed i propri canali istituzionali con l'Unione Europea della richiesta di un referendum consultivo da svolgersi contemporaneamente in tutti gli Stati Membri dell'UE. Associata a questa richiesta, nel mentre, crediamo sia necessario introdurre una moratoria che impedisca la costruzione di nuove centrali. Sarà curioso vedere come voteranno i colleghi in regione dopo la sbornia di buoni propositi pre-elettorali e referendaria...
Il Comitato Regionale degli utenti delle Ferrovie dell'Emilia-Romagna (CRUFER) denuncia che sulla Bologna-Vignola, la Modena-Mantova e la Parma-Fornovo anche per settembre i treni saranno sostituiti da autobus per il mancato adeguamento dei convogli ferroviari agli standard di sicurezza. NE AVETE TROVATO TRACCIA SUI GIORNALI? QUALCUNO DI VOI CHE E' PENDOLARE HA LETTO O SENTITO L'IMPEGNO DELLE FORZE POLITICHE?
E' un trattamento indecente al quale troppo spesso i pendolari emiliano-romagnoli sono sottoposti. Perché vengono trattati come pezze da piedi? Quale grave peccato devono espiare? Quello di voler usare un mezzo pubblico a basso impatto ambientale per i propri spostamenti, come il treno? E' indecente che la Regione, i cui governanti regolarmente ad ogni mandato elettorale blaterano di 'cura del ferro' e di 'priorità alle ferrovie', continui a spendere a spandere solo per le autostrade: Cispadana, bretella Campogalliano-Sassuolo, bretella di Modena, E55... E' ora di finirla e di spostare risorse sul ferro. Ci pare però, purtroppo, che il 'piano' sia quello di stroncare il servizio ferroviario e di allontanarlo dal cittadino. Prima di lasciare la città di Bologna il Commissario Anna Maria Cancellieri aveva bloccato la scriteriata fusione fra ATC e FER, che invece vedo oggi il Vice Presidente provinciale Giacomo Venturi rimettere in agenda: il risultato di questa pericolosa fusione, ancora più a rischio per la spada di Damocle dei 17 milioni di € che ATC potrebbe dover rifondere al Comune di Bologna, sarebbe un allontanamento dell'azienda dai passeggeri e uno smarcamento nei confronti della funzione di controllo puntuale dei Consiglieri comunali, già oggi piuttosto complicato. Un danno gravissimo per tutte le amministrazioni coinvolte ma soprattutto, ancora una volta, per gli utenti.
Ancora sul sito internet della Provincia di Bologna si legge:
"Progetto di valorizzazione ambientale e turistico-ricreativa di un tratto del fiume Reno e delle sue pertinenze, con la realizzazione di una pista ciclo-pedonale
Il progetto prevede, all'interno dei territori comunali di Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore e Sala Bolognese, il recupero del ruolo del fiume Reno quale volano di un più ampio e coordinato processo di valorizzazione paesaggistico-ambientale delle risorse esistenti, anche in termini di fruibilità, attraverso la creazione di una rete di percorsi ciclo-pedonali di varie tipologie integrati in una rete che colleghi fra loro i centri abitati, il fiume, e le varie situazioni ambientali di pregio esistenti nell'area.
Obiettivo finale è la creazione di un lungo percorso ciclo-pedonale che parta da Porretta e arrivi al mare seguendo il percorso del fiume Reno, in un'opera di alto valore paesaggistico come nelle realtà europee più evolute. Attualmente il tratto del medio-Reno è in fase di progettazione esecutiva, il tratto dell'alta e media Valle del Reno (Marzabotto, Grizzana, Vergato etc.) è in fase di studio così come il tratto di Sasso Marconi, nel quale si prospetta la possibilità di utilizzare alcune piste di cantiere dismesse dopo la costruzione della Variante di Valico."
Ma la Provincia di Bologna ha ritirato il suo impegno (preso nel 2008) per 470.000 € (su 1.057.000 € totali) per cui la ciclovia probabilmente non si farà, oppure si farà solo a pezzetti.
Ieri n Commissione turismo non abbiamo avuto buone notizie: siamo stati informati che la Provincia di Bologna ha ritirato il suo finanziamento di 470.000 € per la lunga pista ciclabile che dovrebbe chiamarsi 'La Via del Reno', già in essere dal 2008. L'uso del condizionale è d'obbligo, perché i fondi che la Provincia aveva stanziato erano quasi la metà del milione di Euro necessario a costruire la ciclovia lungo il fiume, come detto. Purtroppo per due anni Provincia e Regione hanno dormito, senza avviare i lavori. E ora la crisi ha fatto sì che Carisbo (che aveva promesso i soldi alla Provincia) si sia tirata indietro. Invece i Comuni interessati dal progetto, Marzabotto, Grizzana e Vergato, hanno riconfermato l'investimento e Marzabotto ha già iniziato a lavorare: il rischio è quello di un'opera piena di buchi. Se è vero che l'Appennino è 'strategico', come ri pete spesso Vasco Errani e si legge anche sulla delibera; se è vero com'è vero che abbiamo creato un assessorato della Montagna, le cui deleghe sono in capo a Simonetta Saliera, la Regione Emilia-Romagna dovrebbe coprire il 'buco' creato dalla vergognosa defezione dell'ente provinciale. La Regione, che già partecipa al progetto per 357.000 €, dovrebbe fare uno sforzo - magari con un'opera di moral suasion presso finanziatori privati - per permettere alla ciclovia di essere completata. L'opera è molto importante per dare ossigeno al declinante settore turistico in Appennino, che da anni vede i suoi numeri in calo. Anche il recentissimo studio commissionato da Assoturismo-Confesercenti Emilia-Romagna indica le presenze turistiche in Appennino in calo dello 0,5%, a fronte di un aumento della regione dell'1,2%. Con piste simili in Europa si muovono milioni di cicloturisti: sono circa 3 milioni ogni anno, nella sola Germania , che scelgono le vacanze in bici. Ma il bacino d'utenza europeo è enorme: 10 milioni in Italia, 30 in Germania, 14 in Olanda e Scandinavia, 6 in Francia, 7 nel Regno Unito. Per una volta sarebbe bello vedere la nostra amministrazione impegnarsi davvero per le due ruote e non per i nastri d'asfalto con cui sistematicamente sfregia il nostro territorio.
Dopo la vergognosa scenetta dell'Aula regionale MUTA mentre si affrontava (a fine luglio) una risoluzione che avrebbe potuto bloccare l'inceneritore di Uguzzolo (se non vi ricordate cliccate qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/inceneritore-di-parma-lo-scandalo-di-un-aula-muta.html e scoprirete chi c'era e chi non c'era), venerdì scorso a Parma c'è stata una fiaccolata contro l'ennesimo cancrovalorizzatore in programma sul nostro territorio. Circa duemila persone hanno chiesto che fosse la salute il principio di scelta, non i soldi. Ma attenzione, perché mercoledì 14 settembre è prevista la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia-Romagna sul ricorso presentato da IREN per riaprire il cantiere di costruzione, attualmente chiuso per abuso edilizio. Occhi e orecchie aperte!
Il 10 settembre 2011 ci sarà l'impepata di cozze a Roma. Alle 15 partirà da piazza Navona una processione laica. Ognuno con la sua cozza in mano. In fila indiana. Ordinati sul marciapiede per via santa Giovanna D'Arco. La cozza sarà deposta in un cestone in piazza Montecitorio. Partirò per primo con il mio carico di gusci di cozze freschi fatti arrivare da Livorno. E' importante essere disciplinati, non saltare la fila. Dare l'impressione di una forza tranquilla che nessun potere può intimidire. Non fornire alcun alibi al Sistema.
La deposizione della cozza a Montecitorio è un esercizio catartico, simbolico. Servirà per purificare l'aria, per respirare profondamente e guardare in alto verso l'eterno cielo azzurro. Le cozze stanno formando una muraglia. Un groviglio di mitili avariati attaccati allo stesso scoglio. Politici, banchieri, giornalisti, concessionari camuffati da imprenditori. Il disastro economico li costringe a sorreggersi a vicenda. Se si stacca uno dal Palazzo, si staccano tutti. La politica dal basso, la partecipazione dei cittadini gli fa paura. E' per loro un salto nell'ignoto, nel buio dal quale provengono. Una resa dei conti rimandata per decenni. Qui si fa la nuova Italia o il 150° anniversario della Nazione sarà il primo anno della sua dissoluzione. La crisi sono loro, l'hanno creata loro, non possono risolverla loro. Il cambiamento non può venire dai banchieri o dai magistrati. Lo si è visto in questi anni. La corruzione è aumentata dopo Mani Pulite. L'economia è disastrata nonostante Ciampi e Dini della Banca d'Italia siano stati presidenti del Consiglio. Il Paese può essere cambiato solo dalla politica, ma non da questa politica. Gli italiani devono poter esercitare i loro diritti democratici, come hanno fatto per il referendum per l'acqua e per il nucleare. E come hanno chiesto con Parlamento Pulito, una proposta ignorata da tutti i partiti da quattro anni. Il potere deve ritornare nelle mani dei suoi legittimi proprietari: i cittadini. La partitocrazia è una forma diversa di dittatura, più subdola perché ti illude di essere in democrazia. I partiti hanno preso il possesso del Paese, il Parlamento è stato nominato da 5 segretari di partito. Questa è democrazia?
In piazza Navona saranno presenti dal mattino alcuni stand. Uno per Parlamento Pulito e gli altri per le proposte del MoVimento 5 Stelle tratte dal Programma.
Per chi volesse gustarsi un'impepata di cozze parlamentare, ecco la ricetta:
Pulire accuratamente le cozze parlamentari con acqua pubblica più volte.
Una volta pulite, mettetele in una casseruola capiente a bordo alto a prova di leggi ad personam, insieme a qualche cucchiaio di olio extra e due spicchi d'aglio schiacciati.
Coprire la pentola per evitare la fuga delle cozze da Montecitorio e mettere a fuoco democratico vivace.
Durante la cottura, mescolare le cozze tra loro: prendere la pentola per i manici e scuoterla con un movimento dal basso.
Il tempo di fare aprire le cozze e l'impepata è pronta. Va servita immediatamente, dopo averla spolverata con molto pepe nero macinato al momento.
Accompagnare con spicchi di limone e fette di pane tostato.
Il Parlamento Pulito a questo punto è servito.
Appuntamento per l'impepata di cozze domani a Roma, piazza Navona ore 15. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
(da www.beppegrillo.it)
Da anni la Regione Emilia-Romagna destina milioni di Euro per mantenere in vita quei cadaveri ambulanti che sono gli aeroporti di Forlì e Rimini. Sono così tanti soldi dei contribuenti che abbiamo perso il conto: abbiamo chiesto alla Regione (con CON QUESTA INTERROGAZIONE) che ci dica quanti sono in totale e perché insista a voler entrare anche in SAR SpA (la nuova società che fonderà SEAF di Forlì e AERADRIA di Rimini e in cui la Regione ha promesso che verserà 3 milioni) non conoscendo, il che è una cosa gravissima, il piano industriale del nuovo soggetto. Mettere fondi prima di sapere per che cosa è costruire una casa dal tetto...
120 milioni di €. Tanto costerà ai cittadini risparmiare di fare 500 metri a piedi, magari aiutati da tappeti mobili. Sì, perché la differenza fra People Mover (il faraonico progetto di monorotaia sopraelevata di collegamento aeroporto Marconi - stazione) e il Servizio Ferroviario Metropolitano (con la nuova fermata ormai completa di Borgo Panigale Scala, che potrebbe chiamarsi "Bologna Aeroporto") è quella: 500 metri. Perché poi entrambi i treni, sia il monorotaia che quello tradizionale, impiegano solo una manciata di minuti ad arrivare in stazione, su una linea che prevede una sosta per il PM (Lazzaretto) e nessuna per il treno.
Dal collega di Sinistra Ecologia e Libertà Gian Guido Naldi mi aspetto una parola chiara sul progetto del People Mover. Il suo partito è favorevole o contrario? Si o no? Cosa voterebbe lui dopo che anche Ugo Mazza ha firmato l'appello per fermare il PM? Mi sento di richiamare i Consiglieri di SEL all'ascolto dei propri elettori visto che parliamo di svariati milioni di euro stanziati dalla regione: si sentono di rifilare questo 'pacco' ai cittadini? Infatti dipenderà solo ed esclusivamente da SEL se il People Mover passerà! Si vogliono schierare con i poteri forti?
Mi si drizzano i capelli in testa a sentire Francesco Sutti (Presidente ATC) che paventa un nuovo aumento dei biglietti dell'autobus, dopo quelli che abbiamo appena avuto. Qualche giorno fa abbiamo parlato di un caso analogo che sta capitando a Rimini, con il TLC (130 milioni di soldi pubblici buttati: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/08/trc-opera-inutile---130-milioni-buttati.html) I cittadini potrebbero trovarsi costretti a pagare ancora. Ma dovrebbero prima chiedersi: 'perché dobbiamo spendere 27 milioni di € di contributi regionali per il People Mover? Perché quei soldi non sono usati per migliorare il servizio esistente? Per il bilancio sempre più magro del comune sarebbero manna dal cielo. Questa è la domanda. Il People Mover sarà molto peggio del Civis, che è il peggior fallimento degli ultimi anni, uno scandalo assoluto. Ce lo hanno presentato come un grosso risparmio di tempo, ma è una menzogna. Bisognerebbe sfruttare la rete del Servizio Ferroviario Metropolitano che abbiamo, facendo fermare a 'Bologna Aeroporto' i treni a corto-medio raggio. L'SFM consentirebbe poi un collegamento fra aeroporto e stazione rapidissimo (6 minuti). Per ora la fermata SFM è a qualche centinaio di metri dall'aeroporto. E allora? In tutti i grandi aeroporti europei si cammina per 15, 20, 25 minuti all'interno delle strutture aeroportuali, aiutati al massimo da qualche tapis roulant. Che problema c'è? Basterà una struttura che abbracci la fermata e faccia sentire il viaggiatore già all'interno del Marconi. Un'opera da 120 milioni di € come il PM è completamente inutile, l'ennesimo monumento al super-ego dei nostri amministratori, l'ennesima opera affidata alle cooperative rosse, l'ennesima finanza di progetto dove si privatizzano gli utili e socializzano le perdite. E non scordiamoci che, agli eventuali proventi (ma molto difficili, l'opera non si ripagherà..) del PM, dovremo togliere i 3 milioni di € che ogni anno ATC guadagna con l'Aerobus BLQ, che non esisterà più! 30 mln di Euro in dieci anni. Complimenti a SEL, IDV e tutti coloro che professano una differenza a sinistra del PD, tenaci solo quando si tratta di spartirsi le poltrone in giunta o nei listini bloccati. Stay tuned
Qualche settimana fa avevamo denunciato una situazione limite nel Comune di San Lazzaro (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/08/il-sottile-confine-fra-censura-e-tutela.html), dove l'amministrazione pubblica aveva stanziato fondi per perseguire penalmente un blog critico verso l'operato comunale.
Anche Alberto Vecchi (PdL) e Enzo Raisi (Fli) avevano manifestato forti perplessità nei confronti di questo tentativo di censura.
Ora, vorremmo sapere che posizione hanno i due esponenti sopra citati su ciò che sta accadendo nel comune montano di Monzuno (BO): anche lì l'Amministrazione comunale, a maggioranza PDL e Lega-nord, ha stanziato 2.948,50 € per sporgere querela contro il Blog "Chiacchiere da Bar" (http://monzunonelcuore.blogspot.com/) perché, a giudizio dell'amministrazione, ha pubblicato giudizi lesivi dell'immagine di alcuni componenti della maggioranza.
Secondo noi, l'operato di Fabio Vignoli, amministratore del blog, è stato corretto. Ma il punto non è questo, è l'uso di soldi pubblici per un tentativo di zittire una voce indipendente. Noi crediamo non sia corretto. E voi?

Tutti a Roma per "Parlamento Pulito" e per dare il benservito ad una casta di...cozze di partito incollate agli scogli del potere e dire basta ai loro assurdi privilegi, al finanziamento pubblico ai partiti, alle super pensioni con soli 2 anni di contributi, a benefit assurdi. Devono andare tutti a casa!. Sabato 10 settembre migliaia di cittadini emiliani e romagnoli scenderanno pacificamente a Roma.
Una gita nella bella capitale e nei pressi di Montecitorio dove passando di fronte al Parlamento italiano, cittadini comuni, ricorderanno pacificamente, portando con loro una cozza ripulita con il nome di un parlamentare, che l'8 settembre 2007, 350.000 italiani firmarono una proposta di legge popolare che chiedeva. a)l'ineleggibilità dei condannati in via definitiva, b) limite di due mandati (10 anni), c) ripristino dell'elezione diretta dei parlamentari con la preferenza unica (vedi referendum 1991). E' una proposta di legge elettorale che c'è già. Depositata in Parlamento, sottoscritta da centinaia di migliaia di cittadini in due week end, ma insabbiata nei cassetti di Camera e Senato. Chi sono i colpevoli dell'insabbiamento della richiesta di 350.000 cittadini ? I partiti tutti che sono in parlamento; Pdl, Lega, Pd, Idv, Udc, Fini, radicali etc... Anche coloro che al tempo firmarono e aderirono se ne stanno zitti e muti. A terrorizzare i "leader di partito", i professionisti della politica, è soprattutto la norma del 10 anni, 2 legislature e poi a casa! Come farebbero ?
Per meglio organizzare la gita a Roma, in ogni provincia sono stati allestiti diversi autobus. Altri cittadini inoltre autonomamente si stanno organizzando in treno e tramite il car-sharing.
Questi gli autobus organizzati dai gruppi di cittadini che aderiscono al MoVimento 5 Stelle ed ai Meet Up.
FORLI'-CESENA: contattate Stefano Oronti- tel: 334 2335921mail info@destinazioneforli.com
RAVENNA: per ogni informazione clicca qui
BOLOGNA-FERRARA (partenza da Bologna)-
Per ogni informazione clicca qui:
REGGIO EMILIA-PARMA (partenza da Reggio Emilia): per ogni informazione clicca qui
MODENA: per ogni informazione clicca qui
RIMINI: per ogni informazione clicca qui:







