Ancora sul sito internet della Provincia di Bologna si legge:
"Progetto di valorizzazione ambientale e turistico-ricreativa di un tratto del fiume Reno e delle sue pertinenze, con la realizzazione di una pista ciclo-pedonale
Il progetto prevede, all'interno dei territori comunali di Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore e Sala Bolognese, il recupero del ruolo del fiume Reno quale volano di un più ampio e coordinato processo di valorizzazione paesaggistico-ambientale delle risorse esistenti, anche in termini di fruibilità, attraverso la creazione di una rete di percorsi ciclo-pedonali di varie tipologie integrati in una rete che colleghi fra loro i centri abitati, il fiume, e le varie situazioni ambientali di pregio esistenti nell'area.
Obiettivo finale è la creazione di un lungo percorso ciclo-pedonale che parta da Porretta e arrivi al mare seguendo il percorso del fiume Reno, in un'opera di alto valore paesaggistico come nelle realtà europee più evolute. Attualmente il tratto del medio-Reno è in fase di progettazione esecutiva, il tratto dell'alta e media Valle del Reno (Marzabotto, Grizzana, Vergato etc.) è in fase di studio così come il tratto di Sasso Marconi, nel quale si prospetta la possibilità di utilizzare alcune piste di cantiere dismesse dopo la costruzione della Variante di Valico."
Ma la Provincia di Bologna ha ritirato il suo impegno (preso nel 2008) per 470.000 € (su 1.057.000 € totali) per cui la ciclovia probabilmente non si farà, oppure si farà solo a pezzetti.
Ieri n Commissione turismo non abbiamo avuto buone notizie: siamo stati informati che la Provincia di Bologna ha ritirato il suo finanziamento di 470.000 € per la lunga pista ciclabile che dovrebbe chiamarsi 'La Via del Reno', già in essere dal 2008. L'uso del condizionale è d'obbligo, perché i fondi che la Provincia aveva stanziato erano quasi la metà del milione di Euro necessario a costruire la ciclovia lungo il fiume, come detto. Purtroppo per due anni Provincia e Regione hanno dormito, senza avviare i lavori. E ora la crisi ha fatto sì che Carisbo (che aveva promesso i soldi alla Provincia) si sia tirata indietro. Invece i Comuni interessati dal progetto, Marzabotto, Grizzana e Vergato, hanno riconfermato l'investimento e Marzabotto ha già iniziato a lavorare: il rischio è quello di un'opera piena di buchi. Se è vero che l'Appennino è 'strategico', come ri pete spesso Vasco Errani e si legge anche sulla delibera; se è vero com'è vero che abbiamo creato un assessorato della Montagna, le cui deleghe sono in capo a Simonetta Saliera, la Regione Emilia-Romagna dovrebbe coprire il 'buco' creato dalla vergognosa defezione dell'ente provinciale. La Regione, che già partecipa al progetto per 357.000 €, dovrebbe fare uno sforzo - magari con un'opera di moral suasion presso finanziatori privati - per permettere alla ciclovia di essere completata. L'opera è molto importante per dare ossigeno al declinante settore turistico in Appennino, che da anni vede i suoi numeri in calo. Anche il recentissimo studio commissionato da Assoturismo-Confesercenti Emilia-Romagna indica le presenze turistiche in Appennino in calo dello 0,5%, a fronte di un aumento della regione dell'1,2%. Con piste simili in Europa si muovono milioni di cicloturisti: sono circa 3 milioni ogni anno, nella sola Germania , che scelgono le vacanze in bici. Ma il bacino d'utenza europeo è enorme: 10 milioni in Italia, 30 in Germania, 14 in Olanda e Scandinavia, 6 in Francia, 7 nel Regno Unito. Per una volta sarebbe bello vedere la nostra amministrazione impegnarsi davvero per le due ruote e non per i nastri d'asfalto con cui sistematicamente sfregia il nostro territorio.








qui le proposte sulla mobilità sostenibile in Bologna e da e per bologna del M5S
http://consultadellabiciclettabologna.wordpress.com/2011/05/08/la-risposta-di-massimo-bugani/
Possiamo farcela lo stesso con una petizione dona un euro. Io abito in un paesino della Calabria e sarei onorato di poter partecipare alla costruzione di questa ciclovia. Si possono mettere dei cartelli lungo il percorso con la scritta " Pino Todaro, Antonio Rossi, Carlo verde ecc.... hanno contribuito alla realizzazione di questa opera". In famiglia siamo in 5 ditemi dove devo versare i miei 5 euro.
Mi chiamo Andrea Ballandi,
conosco molto bene la vicenda della ciclo-via del reno.
Cominciata tanti anni fa, quando l'allora Sindaco di Bologna, Walter Vitali (ultimo anno da Sindaco già si sapeva della sua promozione in Europa) e il sindaco di Casalecchio (Castagna), indirono una riunione pubblica per pubblicizzare il progetto di valorizzazione e fruizione del fiume Reno. Si parlava di ciclabile dalla Sorgente alla foce; addirittura si promise di giungere in sei anni a rendere balneabile le acque del reno.
Trascorsero alcuni anni e i fondi che dovevano arrivare dall' Europa non ci furono e il progetto proseguì con la famosa "Valorizzazione ambientale ecc. ecc" che di fatto si traduceva: costruiamo cave sul fiume e parte del ricavato dalla tassa di escavazione, andrà per la valorizzazione del fiume (ciclabile, parchi ecc. ecc.). Il progetto vince un finanziamento da Fondazione carisbo nel periodo in cui il Dott. Prantoni era assessore alla viabilità. Fu presentato a Castel Maggiore e si parlò di un costo/opera tra pubblico e privato di € 2.500.000,00 e a breve sarebbe diventata operativa. Non ricordo la data precisa ma direi intorno il 2004, il Dott. Prantoni confermò l'impegno, insieme alla provincia di ferrara di costruire la ciclabile lungo il reno, fino al mare.
E' un percorso bellissimo, ricco di storia come pochi. Il percorso Navile-Reno ripercorre il percorso della seta da bologna a Casalborsetti fino a Venezia, per poi proseguire ai grandi mercati mondiali; un percorso con 800 anni di storia, ricco di grandi interessi ambientali come le oasi di valle Santa con l'ecomuseo di Argenta e quello di saiarino e che dire della Valle di comacchio dove sono stanziali i fenicotteri rosa?
Beh, vado spesso in bicicletta lungo il reno, è veramente triste notare come nella parte ferrarese e in quella ravennate, la ciclabile è già stata fatta da alcuni anni, è percorribile da tutti con tutti i tipi di biciclette, la parte bolognese no. A bologna si sono fatte solo chiacchiere e basta. Un politico diversi anni fa mi disse che le ciclabili a Bologna non interessano, a Bologna ambiente e mobilità sostenibile non vanno d'accordo con Fiera e Tangenziale. Gli investimenti sono esclusivamente verso il cemento.
Grazie per quello che fate
andrea ballandi
Buogiorno,
ho letto il suo commento e visto che, assieme ad alcuni amici, vorrei seguire il Reno in bicicletta fino alla foce, avrei bisogno di qualche info.
Se possibile mi contatti al 3406003557 o caramallig@libero.it
GRAZIE
Sono daccordo con Andrea riguardo l'affermazione che le ciclabili a Bologna "non interessano". In realtà non interessano ai politici perché c'è poco da mangiarsi sopra. Tocca a noi, gente comune far valere le nostre necessità. L'unione fà la forza. Mentre le altre città vicine: Modena, Ferrara, Ravenna ecc.. si sono già dotate di una viabilità dolce ed alternativa ai motori a scoppio, privati e pubblici che siano, Bologna rimane in stand-by, con le sue pistarelle ciclabili finte, disegnate sopra i marciapiedi, senza ne capo ne coda, buone solo a scopi elettorali, di pura facciata.
Diamoci da fare!! Uniamoci e facciamo sentire la nostra rabbia!! coaguliamo le nostre ideee!! Per pietà, non voglio espatriare od aspettare di diventare vecchio per vedere realizzate le opere necessarie ad una città dove l'aria è oramai irrespirabile.