E' un grande classico degli ultimi mesi: i vecchi partiti e i vecchi politici si sono accorti che le IDEE del Movimento 5 Stelle e le nostre battaglie fanno presa sui cittadini. Convincono perché sono vere, proprio perché nascono dagli stessi cittadini e non sono calate dall'alto. Quindi va di moda rubacchiare le battaglie e le parole d'ordine che portiamo avanti da due anni come Movimento, da 4 come Liste civiche a 5 stelle: ci tocca sentire Renzi dire "no alla Casta" o, più prosaicamente qui in Emilia-Romagna, tutti a gettarsi sul corpo ferito della Consulta degli Emiliano-romagnoli nel Mondo. Ma chi l'ha ferito? Chi ha portato avanti il tema nell'indifferenza generale? Il Movimento 5 Stelle. I partiti che ora se ne escono con progetti di legge sono gli stessi che la consulta l'hanno approvata e sempre tollerata.
Ottobre 2011
Disgrazia, tragedia, calamità, emergenza. Sono termini estremi, che in Italia abusiamo per descrivere qualunque situazione complicata. C'è caldo d'estate? Incredibile! La chiamiamo "emergenza-caldo". Piove in autonno? E' "emergenza-maltempo". Se poi la pioggia, purtroppo, provoca danni consistenti e anche vittime, è "tragedia", "disgrazia", ma soprattutto "calamità". Calamità? Molto più spesso, solo la logica conseguenza di un completo disinteresse per l'ambiente, di politiche miopi, di mancanza di rispetto per la natura e i suoi cicli naturali. Tutto parte da lontano, ma qui è meglio evitare la discussione sull'effetto-serra, il riscaldamento globale, la deforestazione e il conseguente cambio drastico negli equilibri meteorologici della Terra. Limitiamoci alla nostra piccola Italia. Ci sorprendiamo che i terreni si "sciolgano" con le piogge. Ma perché? E' la naturale conseguenza dell'abbattimento indiscriminato degli alberi, dell'antropizzazione estrema anche di zone fragili. Le radici compattano e trattengono il terreno. Senza alberi, le frane sono all'ordine del giorno. Ci meravigliamo della furia dell'acqua, che intasa le città. Come mai, ci chiediamo? Le fogne e i canali di scolo mal manutenuti? Forse, ma anche la cementificazione a tappeto che caratterizza le nostre pianure e il nostro ambiente urbano. Nessuno spazio verde, solo parcheggi, centri commerciali, strade, autostrade. E l'acqua non filtra nel terreno, ma scivola sull'asfalto e diventa un torrente in un attimo. Com'è possibile non capire che le nostre azioni hanno una conseguenza, e che le prime vittime di queste politiche sconsiderate siamo noi stessi?
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GUARDA IL VIDEO: http://youtu.be/oLDWFoAwMuQ
L'Assemblea ha accolto la nostra risoluzione che impegna la Giunta a rinnovare la fruizione pubblica per l'edificio dell'ex clinica Beretta di Bologna. Il prestigio, la storia e il valore dell'edificio non possono essere barattati semplicemente con il denaro che potrebbe essere ricavato dalla vendita, senza alcun ragionamento legato al contesto urbanistico, commerciale ed alla mobilità della zona. Anche perché al momento il mercato non favorisce la vendita, ma anzi la svendita di immobili. Sarebbe una scelta lungimirante investire risorse ed energie per valorizzare l'edificio in un progetto pubblico-privato, tenendo insieme le necessità finanziarie dell'Ausl ed il valore strategico del sito, di concerto con il quartiere. Perché non promuovere la creazione di un ostello a supporto del turismo sanitario e della gioventù di cui la città è sprovvista? L'Assessore Carlo Lusenti ha implicitamente fatto capire col suo intervento che nessuno dalla Giunta di Bologna si sia fatto vivo con lui per cercare una via alternativa alla mera vendita, e quindi s'è proceduto a indire le due aste (poi deserte). E' un tradimento, da parte del governo della città, delle indicazioni del Consiglio Comunale - che aveva votato un Ordine del Giorno analogo. Gli Assessori Lepore e Rizzo Nervo e il Sindaco Merola cosa hanno fatto per rispettare il volere del Consiglio Comunale e tutelare la destinazione dell'ex Beretta? Ma questo nuovo voto mette Comune e Regione con le spalle al muro. Ora l'AUSL dovrà portare avanti la valorizzazione di accordo con il Comune, evitando di lanciarsi in un'asta pubblica o trattativa privata tout-court e sperimentando tutte le vie alternative possibili. Oggi festeggiamo, abbiamo vinto una prima battaglia grazie all'azione congiunta degli eletti 5 stelle in Quartiere, Comune e Regione.
Giovanni Favia
Consigliere Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
SUL BLOG REGIONALE ABBIAMO PARLATO ANCHE DI
... COME L'UOMO SAPPIA PIANGERE MOLTO SUL LATTE CHE LUI STESSO HA VERSATO http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/la-conseguenza-delle-azioni-delluomo.html
...COME I CONTI DELLA CORTE TORNINO SOLO QUANDO CONTA (?) http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/i-conti-della-corte-tornano-solo-quando-conta.html
...COME ANCHE LEGAMBIENTE DICA NO AL PASSANTE NORD http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/anche-legambiente-dice-no-al-passante-nord.html
Ieri abbiamo notato uno strano attivismo sulle Agenzie di Stampa rispetto ai pareri della Corte dei Conti. Ci siamo subito accorti che la maggioranza si stava fiondando a pesce a strumentalizzare un parere positivo della Corte. Un classico gioco politico, anche comprensibile. Ma ci chiediamo, e lo abbiamo denunciato, come mai questi pareri siano ritenuti importanti solo se positivi.
Ci chiediamo a cosa servano i pareri espressi dalla Corte dei Conti, se poi non vengono seguiti nel momento in cui non sono buoni. Noi riteniamo che vada data la massima attenzione ai richiami della Corte, evitando di strumentalizzare a proprio vantaggio i pareri positivi e attenendosi per quanto possibile ai consigli anche quando essi evidenzino qualcosa di migliorabile. Come fu nel 2010, quando la Corte - in merito al 2009 - scrisse che non è consentito effettuare aumenti di capitale di società che da tre anni sono in perdita*. Era il caso della SEAF, società di gestione dell'Aeroporto di Forlì che è stato invece ancora foraggiato per l'ennesima volta, grazie ad un trucco finanziario. E ora, con la nascita di SAR, il gioco si ripete. Oggi, la corte dei Conti ha ribadito il proprio richiamo sulla SEAF/SAR. Siamo quasi certi che nessuno fiaterà al riguardo, ma passerà tutto sotto silenzio.
Tangenzialmente vi ricordiamo che spiccano, tra le altre partecipazioni della Regione, Aeradria (aeroporto di Rimini), quota posseduta 991.573,00 pari al 7,02%;
Aeroporto Marconi di Bologna, quota posseduta 6.510.215 euro, pari all'8,80%;
Apt Servizi, quota posseduta di 132.600 euro, pari al 51%;
Aster, quota posseduta di 223.223 euro, pari al 30,165%;
Bologna Fiere, quota posseduta 7.344.537 euro, pari al 7,832%;
Cup 2000, quota posseduta 139 mila euro pari al 28,84%;
Ervet, quota posseduta 8 milioni pari al 98,641%;
Fer, quota posseduta 41 milioni, pari al 91,69%;
Lepida, quota posseduta 18 milioni, pari al 97,858%.
* * IL DOCUMENTO DELLA CORTE DEI CONTI LO TROVATE QUI:
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/emilia_romagna/2010/delibera_430_2010_frg_e_relazione.pdf
a pag. 100/101
Troppo spesso in questa regione, l'Associazionismo è legato a stretto giro con la maggioranza di governo locale (PD), depotenziando di fatto la critica e le azioni contro gli esecutivi, responsabili di azioni criminali verso l'ambiente e la nostra salute, quanto quelli della Lombardia o del Veneto. In queste regioni però le associazioni alzano il livello dello scontro, avendo contro amministrazioni PDL-Lega, cosa che qui, a parità di scempi, non sempre accade. In questo caso invece plaudiamo al comunicato stampa di Legambiente (che riportiamo sotto) che ha il coraggio di prendere una posizione netta e chiara contro le dichiarazioni di Vasco Errani inerenti il Passante Nord. Su queste basi, ci sentiamo di poter dire che lavoreremo dalla stessa parte per fermare quest'opera distruttiva.
Giovanni Favia
Il comunicato di Legambiente:
Grave errore di Errani equiparare passante nord di Bologna e servizio ferroviario metropolitano
Legambiente commenta le dichiarazioni del Presidente della Regione
Il passante nord è anacronistico, sia dal punto di vista ambientale che economico.
Il piano strategico metropolitano è una buona occasione per il rilancio di Bologna, ma la città deve avere ben chiaro quale sia la direzione su cui puntare
Nella giornata di ieri il presidente della regione Vasco Errani è intervenuto a Bologna durante la presentazione del Piano strategico metropolitano, rilanciando la necessità di partire col passante nord e col servizio ferroviario metropolitano.
Un parallelo molto preoccupante che confonde le priorità della nostra regione, di Bologna e del momento storico che stiamo attraversando, di crisi economica e lotta ai cambiamenti climatici.
A fronte di tagli al servizio pubblico, impoverimento delle famiglie, ad un problema endemico di inquinamento atmosferico della pianura, la strada da percorrere è solo quella di un potenziamento della mobilità collettiva e alternativa, che renda sempre meno necessario l'uso dell'auto.
Al contrario il passante nord (di cui manca anche il progetto, per la versione ristretta) è l'ennesima facilitazione alla mobilità su gomma, inquinante ed energivora e l'ennesima colata di cemento su un territorio ormai troppo compromesso.
Legambiente quindi critica nettamente questa visione espressa dal governatore regionale.
"Se il tema è quello di fare lavorare le imprese ci sono "grandi opere diffuse" a cui mettere mano: l'adeguamento del patrimonio edilizio scolastico, il completamento della rete delle piste ciclabile, il SFM e il rinnovo energetico del patrimonio edilizio esistente" dice Lorenzo Frattini presidente di Legambiente "Riteniamo che per la Regione sia indispensabile essere chiari con le priorità, perché l'esperienza insegna che tra due scelte in campo la vecchia logica dell'autostrada è sempre quella che trova la via più facile, e le lobbies più forti a sostenerla"
Oggi abbiamo presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta se ritenga possibile elaborare un piano di mobilità scolastica, naturalmente da concordare con FER, le aziende di trasporto pubblico locale, i comitati degli utenti, i dirigenti scolastici delle scuole interessante, le Province ed i Comuni. Si tratterebbe di cercare di mitigare, grazie ad un confronto aperto e alla disponibilità di tutti gli attori in causa, i deleteri effetti della riforma Gelimini per quanto concerne i nuovi orari di lezione che hanno creato una diversificazione negli orari di entrata ed uscita con notevoli problemi gestionali per il trasporto pubblico e di traffico nelle zone in cui sorgono, arrecando difficoltà anche agli studenti. Si potrebbero prevedere orari di entrata e uscita scaglionati ma in modo razionale. Tramite il confronti diretto con gli interessati usciranno ottime soluzioni.
Questo doveva essere il Governo della sicurezza, parola-chiave utilizzata a destra e a sinistra per raccattare voti in mancanza di altre idee. Ai nobili propositi di una Nazione più sicura, però, non è seguito alcun fatto. E i tagli sono un clamoroso assist alla criminalità organizzata e non. Tanto da costringere i poliziotti a protestare contro il Governo, simboleggiato dalla Prefettura. E' successo in molte città italiane, e così pure emiliano-romagnole.
Questa settimana abbiamo assistito ai presidi dei lavoratori della Polizia di Stato, del Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, che esprimevano le loro giustificate lamentele per i continui tagli alle risorse che servono loro per lavorare, e quindi per garantirci quella sicurezza tanto sbandierata. I cittadini sentono che è aumentata la "percezione dell'insicurezza". E, per questo, l'iniziativa era rivolta anche a loro. A tutti noi. Per capire che la buona volontà degli agenti c'è, ma troppo spesso manca - addirittura - la benzina nelle auto! La sicurezza è un bene della comunità, e ai tagli si aggiungono gli sprechi. E' stato Gianni Tonelli, presidente nazionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) a portare un esempio: "due volanti del commissariato di Imola per fare rifornimento devono spostarsi ogni volta a Bologna. Con un distributore a Imola non solo si risparmierebbe ma si eviterebbe di perdere tempo a fare avanti e dietro: ad oggi, infatti, a causa degli spostamenti invece che di due volanti, sul territorio ce n'e' una sola".
La situazione del parco mezzi è drammatica, e così anche per le attrezzature informatiche: gli iscritti al SAP si sono autotassati per acquistare 20 computer che la prossima settimana verranno consegnati all'amministrazione.
Il Movimento 5 Stelle depositerà la prossima settimana una mozione per cercare di ridurre, con misure alternative, l'effetto dei tagli e per consentire di reintegrare la dotazione operativa delle forze dell'ordine.
A partire dalle 10.00 su
http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/wcm/al/astud/pub/multimedia/index.htm
la DIRETTA della Commissione Regionale III in cui si parlerà di People Mover. Una grande vittoria della trasparenza, seguiteci e prendete appunti! :)
... e adesso sospendono il Civis (comunicato). Ma sul MeetUp, noi lo sappiamo bene, dal 2007 avevamo capito quanto sbagliato fosse il progetto. E quando nel 2009 portavamo il caso in Consiglio Comunale a Bologna? Derisi. Nessuno si scuserà, nessuno pagherà.
Domani sarà un giorno storico per la Regione Emilia-Romagna. Siamo finalmente riusciti a squarciare la cortina che proteggeva la segretezza della commissioni! A seguito di una nostra richiesta infatti la Commissione III di domani (giovedì ore 10,00) sarà in DIRETTA STREAMING! Ce l'abbiamo fatta!!! Evviva!!! Non è una commissione a caso, ma quella in cui si parlerà di People Mover (la famigerata monorotaia da 120 milioni che vorrebbero realizzare fra aeroporto e stazione), con l'assessore ai trasporti Alfredo Peri che relazionerà sulla situazione. E' una grandissima vittoria della trasparenza e ringraziamo quella parte di colleghi con i quali si riesce ad avere un dialogo. Siamo davvero convinti che questo sia il primo passo per riavvicinare la politica ai cittadini. In pochi sanno che è proprio nelle Commissioni che si prendono le decisioni e, grazie a una semplice telecamera e ad una connessione internet, potrà vedere con i propri occhi come lavoriamo. Sicuramente non ci fermeremo qui: chiarito che non esistono impedimenti tecnici e legislativi, ora è solo questione di volontà: aprire tutte le commissioni allo streaming sarà il nostro obiettivo, così come abbiamo sempre detto. E' un piccolo passo, o tale può sembrare, ma lo riteniamo un grandissimo successo.
Potrete seguire la diretta su:
http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it/
ricordatevi: giovedì 20 ottobre ore 10.00!
Bisogna dirlo! Siamo dei ladri di voti! E' tutta colpa nostra se il Partito Democratico perde! Loro sono bravissimi, ma noi gli rubiamo qualche migliaio di voti e così perdono! Siamo molto brutti e cattivi e dovremmo lasciarli liberi di vincere ed essere felici! E invece no, ci ostiniamo a voler partecipare: lo abbiamo fatto in Piemonte, e Mercedes Bresso ha perso per colpa del nostro 4%! Bisogna ammetterlo, non ha certo perso perché il suo programma fosse identico a quello di Cota e prevedesse la TAV. No, ci mancherebbe. Ha perso per colpa dei ladri di voti. E la storia si ripete oggi: Frattura, un ex Forza Italia ma giustamente candidato col PDmenoELLE, ha perso in Molise per 1.500 voti, cedendo a Iorio del PdL, ormai al terzo mandato. Di chi è la colpa??? Del 5,6% (oltre 10.000) di quel cattivone di Antonio Federico del Movimento 5 Stelle Molise! E' tutta colpa sua se il centrosinistra è riuscito a perdere. Non del fortissimo PD che ha preso il 9%, non della candidatura... E' tutta colpa nostra... Come siamo cattivi... Ma voi non vi vergognate...?!?!?
GIOVANNI FAVIA
PS: Nell'immagine i tweet che ho inviato a Dario Franceschini, uno dei tanti che ha addossato al M5S la colpa della sconfitta del centro-sinistra in Molise. Seguitemi anche su twitter cercando @giovannifavia (http://twitter.com/#!/giovannifavia)
ABBIAMO PARLATO ANCHE DI...
COMMISSIONE IN DIRETTA WEB!!! NON MANCATE! CE l'ABBIAMO FATTA! http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/commissione-in-diretta-evviva.html
IN MAGGIORANZA SONO RIDOTTI ALLA FOTOCOPIATRICE... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/maggioranza-a-corto-di-idee-e-di-memoria.html
INDIGNATI, ANCHE PER LA MANIFESTAZIONE VIOLATA (video) http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/indignati-anche-per-la-manifestazione-violata.html
SALVIAMO LA CORTE OSPITALE DALLA COLATA DI CEMENTO! http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/salviamo-la-corte-ospitale-dal-cemento.html
Nove mesi tondi tondi per partorire un documento-fotocopia. E' la fotografia di un gruppo a corto di idee e di memoria. E' la situazione della Maggioranza a guida PD dell'Emilia-Romagna. Era il 17 gennaio scorso quando depositavamo una risoluzione per chiedere che in Regione le galline da uova (le "ovaiole") fossero, come da Direttiva CEE del 1999 (allora c'era ancora la Comunità Economica Europea), tutte allevate in gabbie modificate, quindi migliori dal punto di vista dell'animale. Insomma, in parole povere: basta con gli allevamenti intensivi in batteria: per lo meno allevamento a terra quando non, ancora meglio, all'aperto. In fondo produrre una dozzina di uova allevate in batteria costa 0,66 €, a terra 0,82 €, all'aperto 0,98 €. Quindi, a uovo, l'incremento è pochissimi centesimi che, anche moltiplicato per le 220 uova di consumo pro-capite (inclusi derivati) dà pochi euro a testa. Insomma, secondo noi una battaglia di legalità, di rispetto della concorrenza (chi s'è adeguato dovrebbe aver speso soldi per nulla? Perché?) e di salute. Nessuna risposta. Da nove mesi, e ormai, a gennaio, la Direttiva CEE dovrà entrare in vigore. Ma la nostra risoluzione giace in un cassetto. Ora però la Maggioranza ne presenta una tutta sua. Uguale, in molte parti, ma più vaga (un classico). Comunque sia siamo certi che ora se la voterà e poi andrà a riscuotere davanti all'opinione pubblica. Un modo di operare che abbiamo già visto innumerevoli volte, e che dimostra come abbiano bisogno delle idee altrui per tenersi assieme, che delle loro si vergognano.
Ero in Piazzale San Giovanni alla manifestazione organizzata dagli indignados. Il corteo procedeva pacifico ed allegro. Improvvisamente sono spuntati centinaia di giovani, vestiti di nero, incappucciati o con il casco, armati di spranghe e martelli. Si sono infiltrati tra i manifestanti. Hanno attaccato la polizia, incendiato cassonetti, spaccato vetrine. Le forze dell'ordine hanno caricato tutti i manifestanti, con lanci d'acqua e fumogeni. La guerriglia é durata oltre un'ora, con più assalti dei black bloc e più cariche di polizia. I manifestanti cacciavano i teppisti ogni volta che questi, in ritirata, tentavano di nascondersi tra gli indignados riuniti attorno alla statua di San Francesco. I black bloc hanno sabotato la manifestazione, che è stata dispersa prima che si potesse tenere l'assemblea programmata. I giovani indignados hanno reagito benissimo, non accettando provocazioni e cacciando i teppisti al grido di "No Violenza".
La manifestazione spontanea era stata già da prima "violata" da bandiere di partito, apertamente non volute e non richieste dagli indignados. C'erano bandiere di Sel e Pdci, con tanto di banchetti piazzati per la vendita di magliette, cd e panini. Foto e video della manifestazione e dei disordini sono rintracciabili in rete (fb, siti del Movimento).
E' un peccato che sia andata così. In tutta Europa le manifestazioni si sono svolte pacificamente ed alcune sono tuttora in corso. Solo in Italia i disordini hanno preso il sopravvento sul messaggio degli indignados. Ogni volta che nel nostro paese la popolazione si mobilita pacificamente, per manifestare il proprio dissenso o per chiedere l'applicazione dei propri diritti, entrano in scena teppisti organizzati ed addestrati militarmente, che stravolgono le manifestazioni. Anche ieri il risultato è stato che, solo in Italia, i media hanno parlato di disordini, violenze, cassonetti bruciati, invece di raccontare i temi all'origine della mobilitazione dei giovani indignati di tutto il mondo.
Essi, fuori dai partiti, spontaneamente e pacificamente, hanno gridato le contraddizioni dell'attuale modello di sviluppo, che ha cancellato il futuro alle nuove generazioni, distrutto l'ambiente, sprecato le risorse del pianeta, indebitato stati e popoli, distrutto milioni di posti di lavoro, massacrato il welfare, scaricato sui cittadini i profitti rubati da banche, multinazionali, grandi imprese, manager, speculatori. Un modello garantito dai partiti e da una classe politica, di destra e di sinistra, subalterni ai poteri economici privati e pubblici, attratti solo dalla gestione, ancorché "controllata", del potere. Una casta che ha deluso i popoli, bruciato ogni speranza nella giustizia sociale, nella difesa dell'ambiente e della salute, nella gestione oculata dei beni comuni. Una politica che ha allontanato i cittadini, privandoli di ogni forma di democrazia diretta e partecipata.
Perché solo in Italia i temi sollevati dagli indignados non vengono raccontati dai media ed i politici li evitano con cura? A chi giova trasformare una pacifica manifestazione in guerriglia urbana? Perché i teppisti organizzati non vengono preventivamente messi in condizione di non nuocere? Dobbiamo davvero credere che le forze dell'ordine non li abbiano identificati, dopo mille episodi analoghi in altre manifestazioni? Tutto il mondo assiste al meraviglioso spettacolo delle piazze pacificamente occupate tranne che a Roma! Chi c'e dietro ai black bloc? A che scopo, in un corteo di giovani, pensionati, coppie con bambini, pacificamente manifestanti insieme agli indignados, tutto a un tratto spuntano centinaia di teppisti armati di spranghe? Lo fanno sicuramente per rubare la scena ai cittadini indignati e violentare la manifestazione. Ieri i black bloc hanno spostato l'attenzione dagli indignados a loro stessi, e ci domandiamo a chi possa giovare tutto questo!
Valentino Tavolazzi
Consigliere Comunale Progetto per Ferrara / Movimento 5 Stelle
Il Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it porta la battaglia per fermare la cementificazione attorno alla Corte Ospitale di Rubiera in Regione, che vede il progetto di edificare un albergo e alcune case lì vicino. La denuncia del consigliere comunale di Rubiera Claudio Pifferi è sacrosanta e intendiamo portare queste istanze direttamente all'attenzione della commissione competente con azioni e proposte atte ad ampliare l'area del Parco Fluviale del Secchia. Per fermare la cementificazione di migliaia di metri quadri a fianco della Corte Ospitale, Defranceschi avanzerà la proposta di ampliamento del Parco Fluviale del Secchia direttamente in commissione nell'ambito della discussione della nuova legge sui parchi. Il Movimento 5 Stelle si opporrà anche all'idea che le competenze sui Parchi passino dalle Regioni ai Comuni. Passare le competenze ai Comuni è folle. Questo, perchè le maglie per far passare cementificazioni e speculazioni sono piu' larghe e possono variare da una giunta all'altra. Intanto patrimoni verdi millenari saranno sommersi dal tratto di penna di una mappa variata da un ufficio tecnico comunale che farà da apripista al cemento. Come Movimento 5 Stelle abbiamo firmato una risoluzione della capogruppo dei Verdi Meo e da esponenti di Fds e IdV perché la riforma dei parchi a livello regionale sia il piu' partecipata possibile.
In Regione, durante la discussione in commissione, porteremo riguardo al Parco Fluviale del Secchia una proposta ben precisa: allargare l'area del Parco Fluviale a tutta la zona interessata alle casse d'espansione, quindi comprendendo Palazzo Rainusso, e tutta l'area circostante della Corte Ospitale. Tra l'altro a fianco di Palazzo Rainusso è in progettazione un parco urbano. Se si collegassero questi progetti avremmo un grande polmone di verde protetto nel territorio rubierese, che da questi due beni storici andrebbe fino al Secchia, con un unico grande percorso di storia e natura da lasciare intatto anche per le future generazioni. Con questa proposta l'intervento edilizio scellerato che si sta pensando a Rubiera, non avrebbe spazio di manovra. Se si vuole recuperare spazio per interventi si agisca semmai su aree dismesse, basta sacrificare terreni agricoli o verde!
Aumentano le manifestazioni di interesse dei grandi media per gli sprechi legati alla Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo. Nel video potete vedere, se ve lo foste perso, il servizio di Agorà su Rai Tre. L'articolo è invece del Sole 24 Ore.

Serramazzoni, la strana storia dell'inceneritore a "biomasse" pronto a bruciare "rifiuti solidi urbani indifferenziati, materiali residui da confenzionamento, rifiuti industriali, scarti industriali, pneumatici e plastiche, rifiuti ospedalieri". Così si legge nell'allegato tecnico al progetto presentato dalla signora Stefania Minozzi che ha richiesto di costruire nella frazione di San Dalmazio nel comune di Serramazzoni (Modena) un inceneritore a biomasse da 20.000 tonnellate l'anno. Un impianto che utilizzerebbe la tecnica della "dissociazione molecolare" che in realtà non brucerebbe solo scarti biodegradabili (cioè biomasse) ma rifiuti di ogni tipo. In pratica un inceneritore mascherato. Una follia contro la quale il Movimento 5 Stelle ha deciso di opporsi senza se e senza ma, appoggiando il locale Comitato e presentando una interrogazione in Regione con il consigliere Giovanni Favia. Tanti gli aspetti da chiarire che smontano questo progetto senza senso contro il quale il Comitato Salute Ambiente di San Dalmazio ha presentato anche un esposto per annullamento degli atti. Favia chiede alla Regione di esprimersi su un punto: "Nel suo atto per conto del Comitato Civico di San Dalmazio l'avvocato Fregni, ricostruendo tutto l'iter autorizzativo presentato dalla signora Minozzi Stefania, ricorda che a suo parere si configura un "illegittimità dell'atto amministrativo in violazione dell'articolo 16 delle N.T.A. del Comune di Serramazzoni e dell'art. A-21 Legge Regionale 20/2000 insussistenza dei presupposti". Ma non è finita: l'impianto sarebbe costruito a 250 metri da un asilo. Inoltre la via d'accesso all'area è servita da una cosidetta "strada bianca", difficile far passare ogni giorno possenti tir. Un progetto senza senso che chiediamo sia bloccato ad ogni livello istituzionale.
Alzi la mano chi sa cosa sia il RAEE... Beh, ma fra i lettori di questo sito non vale! Voi siete troppo informati! In realtà il cittadino medio lo ignora. Per forza, chi si premura di spiegare cosa sia il RAEE? Il RAEE è la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici riveste fondamentale importanza sia dal punto di vista ambientale che del recupero delle materie prime. Ora, purtroppo, non arriviamo al 10% di materiale recuperato. Eppure ci sono in giro progetti interessanti.
ad esempio, è stato avviato un progetto denominato "Raeebilitando", attraverso il quale otto lavoratori diversamente abili hanno riciclato soprattutto piccoli e medi elettrodomestici, inferiori al mezzo chilo di peso, riuscendo in un anno a portare a recupero ben 22 tonnellate di Raee. Dall'85% del totale dei Raee lavorati si e' ricavato rame, alluminio, vetro, plastiche.
Tra i cittadini (esclusi quelli del Movimento 5 Stelle...) vi è ancora scarsa consapevolezza della necessità e dell'utilità che possono derivare dal corretto smaltimento dei Raee non ingombranti. Ancora in pochi sanno che questo recupero può avvenire direttamente nelle isole ecologiche o, per i rifiuti più ingombranti (frigoriferi, lavatrici) con il ritiro gratuito a domicilio da parte delle società multiservizi attive nella nostra Regione. Tra i materiali che ancora non vengono adeguatamente recuperati ci sono anche i telefoni mobili cellulari. Meritorie campagne in tal senso vengono svolte da associazioni di volontariato sia laiche che religiose.
Non molti sanno che una tonnellata di schede elettroniche assemblato con materiali riciclati ha un valore di mercato di ben 4.000 euro e porta ad un risparmio di 210.000 chilowatt/ora ed evita l'emissione di 46 tonnellate di anidride carbonica in atmosfera. Per questo, con un'interrogazione, abbiamo chiesto alla Regione SE e COME intenda promuovere la raccolta del RAEE, magari anche attraverso l'incentivazione di attività già ben avviate ed efficaci.
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Incredibile: venerdì, in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, qualcuno ha avuto la brillante idea di convocare una conferenza stampa dai toni trionfalistici per presentare i dati regionali relativi agli incidenti. Beh, sono tragici, come tragica è ogni morte sul lavoro: l'Emilia-Romagna è al secondo posto per decessi sul lavoro (42), dietro solo alla Lombardia (52) (dati 2011, sono praticamente in tempo reale). Peccato che il numero assoluto, se rapportato alla popolazione della regione, ci lanci al primo posto in questa triste graduatoria. E pensare che prima della crisi non era così: ora, per risparmiare, si taglia sulla sicurezza, è drammatico! E' una conseguenza delle aste al massimo ribasso: dei tempi di consegna strozzati, della fretta... Qui c'è gente che muore, nel 2010 ci sono state 87 vittime, non parliamo di contravvenzioni per divieto di sosta! Il fatto che si sia invece voluto sottolineare come gli indennizzi per infortuni siano calati è indice di scarsa serietà: infatti, con la crisi economica, i numeri non sono paragonabili. Senza considerare che i trucchetti statistici sono molto semplici: ora per esempio si dice che gli infortuni siano calati in rapporto ai lavoratori: peccato che siano considerati "lavoratori" anche i cassaintegrati, quindi persone che di fatto non posso infortunarsi... E così il numero scende. Altro trucco? Non vengono computati gli infortunati nel percorso casa-lavoro, che però l'INAIL risarcisce... Se si fosse voluto fare un lavoro rigoroso e non attività di propaganda, in questa conferenza si dovevano annunciare nuove assunzioni e non un nuovo, fumoso, 'progetto'. Le regole esistono, vanno fatte rispettare. Se non investirà più risorse in sicurezza la Regione si renderà complice di questa strage silenziosa.
Il personale delle Aziende Usl dedicato all'attività di vigilanza in Emilia-Romagna è pari a circa 550 operatori: troppi pochi per garantire l'assolvimento di tutti i compiti di controllo in materia di sicurezza e igiene del lavoro loro assegnati. Dire che nuovo personale non sia sostenibile è falso: l'anno scorso abbiamo incassato 5 milioni di € in contravvenzioni (sui 7 mln di € di multe elevate). Le risorse ci sono e sarebbe incredibilmente importante reinvestirle per la sicurezza sul lavoro. Com'è possibile chiudere gli occhi davanti ai numeri, che dicono che circa un terzo dei cantieri controllati risulta irregolare?
Oltre ad un'interrogazione regionale, il Movimento 5 Stelle sta elaborando una risoluzione per chiedere più risorse per la sicurezza e ha presentato anche un'interrogazione a risposta immediata in aula (il giorno 12 ottobre 2011) al quale l'Assessore Lusenti (ma perché lui e non Muzzarelli, il deus ex machina della conferenza stampa?) ha risposto citando dati vecchi e contraddicendosi molte volte.
... DI COS'ALTRO ABBIAMO PARLATO?
RAEE: Questo (utile) sconosciuto: cos'è, a cosa serve e come dargli una mano... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/raee-questo-utile-sconosciuto.html
SAHARAWI: Alzi la mano chi conosce la tragedia di questo popolo. Video-intervista di Giovanni Favia al rappresentante in Italia... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/un-popolo-dimenticato-i-saharawi.html
Tutti noi crediamo che l'epoca del colonialismo in africa sia conclusa ma purtroppo non e' così. Paradosso dei tempi, il colonizzatore non e' piu' europeo ma un "fratello" africano: lo stato del Marocco. L'ex Sahara spagnolo, da secoli vissuto dal pacifico popolo del deserto "Saharawi", è da decenni, nel silenzio della comunità internazionale, occupato militarmente dall'esercito marocchino. Nessuno ne parla per due motivi: il Marocco è appoggiato da alcune grandi potenze, Francia e Stati Uniti in primis, secondo il popolo Saharawi non è mai ricorso al terrorismo e non conosce l'integralismo islamico. Anzi, il suo tentativo di autodeterminazione è pacifico ed in percentuale, nel suo parlamento, vi sono più donne che in quello italiano. Una realtà del genere, in quell'area, andrebbe sostenuta, non abbandonata per opportunismo internazionale. La Francia all'interno dell'ONU copre il Marocco utilizzando il suo diritto di veto. Poco tempo fa Il ministro degli esteri Saharawi ha bussato alla porta del M5S in regione. Gli ho promesso che vi avrei informato su questa vergogna sconosciuta ai più. La Francia bombarda la Libia per liberare un popolo oppresso. La Francia mette il veto all'ONU su una risoluzione che mira a liberare un popolare oppresso. Soldi, materie prime, investimenti. Del diritto internazionale non importa niente a nessuno.
Assistiamo alla pubblicazione dell'aggiornamento dell'elenco degli edifici pubblici con presenza di amianto in Regione (lo trovate qui: http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/amianto/mappatura_amianto.pdf). Ormai è una stanca litania, una procedura meccanizzata che sembra fatta solo per scaricarsi la coscienza, per liberarsi da un obbligo legislativo. Perché questo elenco è incompleto, incompletissimo, e nessuno muove un dito per integrarlo e renderlo uno strumento davvero efficace per diventare un'arma nella conquista di una regione amianto-free.
I casi di cronaca che contraddicono la mappatura sono tanti. A Ferrara, eclatante, c'è il conclamato caso del Teatro Nuovo. I cittadini sono preoccupati, i gestori dicono che sia tutto a posto, sulla mappatura regionale, elaborata da ARPA e ASL, il teatro non c'è.
A Modena, invece, ci sono anche dichiarazioni di politici locali che contraddicono questo documento ufficiale. Ad esempio, ricordate l'Assessore Provinciale Egidio Pagani? In marzo dichiarò che 'nell'Ipsaa di Castel Franco la situazione e' sotto controllo: la rimozione dell'eternit è stata completata'. Strano, perché nella mappatura regionale due sedi dell'Ipsaa compaiono eccome, con situazione di rischio 2 (la più alta è 1). Quindi, o qualcuno s'è sbagliato, o ha mentito, o c'è un grosso problema di comunicazione...
Questo 'censimento colabordo',cui solo un terzo degli interpellati aveva risposto, è puntualmente smentito. E potremmo enumerare un caso del genere per ogni provincia: cos'altro dobbiamo fare per dimostrare che il metodo regionale di censimento dei siti con presenza di polveri killer non è efficiente? Anche se rimuovessimo tutto questo amianto, e al ritmo attuale impiegheremmo ancora parecchi anni, comunque è una goccia nel mare perché alla sollecitazione della Regione rispose solo il 30% degli interpellati. Quindi abbiamo due terzi degli edifici pubblici di cui non sappiamo nulla".
Ancora 612, contro i 771 del 23 dicembre 2010, e i 630 di giugno, i siti aperti al pubblico ancora da sanare. Di questo passo ci vorranno ancora parecchi anni per sanare la situazione. Fra gli immobili pubblici a rischio soprattutto parrocchie, ospedali, scuole e asili d'infanzia. Prima fra i capoluoghi emiliano-romagnoli, in questa triste classifica, ancora Modena con 107 immobili (ne sono spariti 4), seguita poi da Reggio Emilia (99, che non ha migliorato la propria situazione), Bologna (74, da 85 che erano), Ferrara (68, addirittura 1 in più!), Forlì-Cesena (62, -1), Parma (61, -1), Piacenza (57, non ha bonificato nulla), Ravenna (51, -1) e Rimini (33, stazionario).
Le maglie disposte dalla mappatura di viale Aldo Moro sono troppo larghe che ricorda che alla nostra proposta di promuovere mappature comune per comune degli immobili ancora da bonificare l'Assessore Carlo Lusenti s'era mostrato disponibile, salvo poi non muovere un dito. Quante altre persone devono ammalarsi prima che in viale Aldo Moro si accorgano dell'urgenza della questione? Per fortuna qualche Comune si sta muovendo: A Monteveglio un Ordine del Giorno che va in tal senso, presentato dalle liste 'Monteveglio Bene Comune' e 'Libera Monteveglio' è stato approvato. La mappatura si farà.
Un nostro attivista ha intrapreso, con la collaborazione di tanti cittadini, quest'attività di mappatura dal basso, cui tutti possiamo contribuire.
https://docs.google.com/leaf?id=0B_XSgmBCsSlZMTQzMjllN2EtNDVhNC00YWYxLTk5NjItOGMxYjRmYjk0ZWRk&hl=en_US
La sentenza del TAR, che consente ad Iren e CCC di riprendere i lavori dell'inceneritore di Parma, ci lascia davvero perplessi. Com'è possibile che, nel dubbio, a prevalere siano gli interessi economici di IREN anziché la tutela della salute dei cittadini?Un caso praticamente identico, in cui il TAR diede nella sostanza ragione ai comitati, salvo poi non fermare l'allargamento dell'inceneritore di Ferrara adducendo il mal interpretato 'interesse pubblico' ci fa pensare che ormai a dettare le regole siano le multi utility, e non più le amministrazioni. Per quel che è in nostro potere, il Movimento 5 Stelle continuerà a stare al fianco del Comitato Gestione Corretta Rifiuti nella comune battaglia per bloccare questo scempio ambientale e amministrativo. Perché la salute del cittadino viene prima di tutto, e nessuno può calpestare le regole del bene comune per i propri interessi. Ora mi piacerebbe che sotto la sentenza i nostri politici, che già hanno manifestato totale disinteresse per l'argomento (l'invito è a visionare il video qua sopra...) apponessero una firma dichiarando se siano d'accordo o meno. E poi se ne assumessero la responsabilità davanti alla gente. Ma non lo faranno, troppo pavidi.
QUESTA SETTIMANA ABBIAMO PARLATO ANCHE DI...
AMIANTO - IL CENSIMENTO-COLABRODO indica ancora 612 siti in Regione. Ma sono mooooooolti di più... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/la-stanca-litania-del-censimento-colabrodo-sullamianto.html
BIOMASSE TRUCCATE - IL GIOCHETTO per avere i certificati verdi: soldi vostri per bruciare indiscriminatamente http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/biomasse-negli-inceneritori-trucco-per-avere-i-certificati-verdi.html
POSTE ITALIANE IN ATTIVO, ma non per i dipendenti http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/poste-italiane-in-attivo-ma-non-per-i-precari-e-per-le-nuove-tecnologie.html
MALASANITA' - DOBBIAMO PROTEGGERE chi lavora bene, e separarlo da chi fa danni http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/malasanita-proteggiamo-chi-lavora-bene.html
Con una interrogazione alla Giunta Regionale il consigliere regionale il Movimento 5 Stelle ha denunciato il tentativo di Hera Spa di "riconvertire una linea dell'impianto di termodistruzione di Ferrara allo smaltimento di sfalci di potature in legno per un totale di 43.000 tonnellate annue (che si andrebbero ad aggiungere alle 130.000 tonnellate/anno di rifiuti solidi urbani bruciate ogni anno nelle altre linee)" che dimostra come in realtà - numeri alla mano - l'impianto di Ferrara stia lavorando sotto le proprie potenzialità. La richiesta da parte di Hera Spa di bruciare 43.000 tonnellate di biomasse legnose in una linea dell'inceneritore di Ferrara è il tentativo di questa società quotata in Borsa di ricevere gli incentivi pubblici dei "Certificati verdi" garantiti dalla produzione energetica della combustione di rifiuti biodegradabili, in quanto gli incentivi da combustione di rifiuti non biodegradabili tramite i "Cip6" è vietata dall'Unione Europea ed è stata finalmente sospesa in Italia (anche se, come abbiamo denunciato, Federambiente proverà a reintrodurli! http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/il-ritorno-dei-cip6.html). Casi simili si stanno registrando a Forlì, dove Hera Spa chiede di bruciare 23.000 tonnellate di biomasse dentro all'inceneritore di rifiuti solidi urbani. A Modena inoltre si chiede di ampliare le linee d'incenerimento anche se complessivamente nella nostra Regione stanno lavorando sotto le proprie potenzialità. Questo è dovuto sia all'incremento della raccolta differenziata che ad una minor quantità di rifiuti prodotta a causa della crisi economica. Nonostante tutto nella provincia di Parma si vuole proseguire con l'antieconomico ed insensato progetto di costruzione di un nuovo termodistruttore di rifiuti (vi ricordate il surreale NON-DIBATTITO in aula? http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/inceneritore-di-parma-lo-scandalo-di-un-aula-muta.html) mentre in quella di Modena si pensa di potenziare l'impianto esistente e al tempo stesso in quella di Ferrara è da parecchio aperto un contenzioso legale contro l'ampliamento delle linee esistenti.
LE PROPOSTE. Nell'interrogazione alla Giunta il Movimento 5 Stelle chiede "di fronte alla realtà sempre più evidente dei numeri, come dimostra il caso di Ferrara, di opporsi alla costruzione di nuovi inceneritori o potenziamento delle linee presenti, e puntare invece su progetti di riduzione alla fonte, raccolta differenziata spinta domiciliare, creazione d'impianti di compostaggio e digestione anaerobica, trattamento meccanico biologico, centri riciclo e centri riciclo totale dei rifiuti". Tra le tecniche da rimodulare le proprie politiche regionali studiando nuovi piani simili a quelli impostati nei Paesi Bassi con le strategie "Cradle to Cradle"(dalla culla alla culla) da parte di aziende di servizi come la Van Gansewinkel, che sta programmando la chiusura delle discariche e la graduale chiusura entro i prossimi dieci anni di tutti gli impianti d'incenerimento che gestisce".
In questo momento di crisi occupazionale, all'interno di Poste italiane, azienda partecipata dallo stato e da poco privatizzata, a fronte di uno sbandierato bilancio positivo a livello nazionale di oltre un miliardo di euro (!) vi è una grave mancanza di personale, scarsità di investimenti in innovazione tecnologica (lavorano ancora macchine Olivetti da museo storico della tecnologia) ed il rifiuto dell'azienda di riconoscere ai lavoratori un aumento, minimo, per il rinnovo del premio di risultato nel triennio 2011/2013. Per quanto concerne la mancanza di personale, parliamo nella sola Emilia Romagna di carenze per 350 lavoratori, in particolare, 200 sportellisti e 150 portalettere, situazione, questa, destinata a peggiorare con i pensionamenti che si avranno a fine anno. Queste assunzioni mancanti risultano ancora più gravi tenendo conto che l'azienda ha attive delle graduatorie di precari da stabilizzare da anni.
Il Movimento 5 stelle si appresta a presentare una richiesta alla Giunta per verificare se questo stato di cose può incidere negativamente sui lavori, con chiaro scopo pubblico, dell'azienda ed a monitorare se vi siano o meno ricadute sui servizi pubblici offerti dagli sportelli delle Poste ai cittadini e alle imprese Emilianoromagnole.
I candidati a Movimento Cinque Stelle Emilia-Romagna
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Federico Pizzarotti -
Federica Cuppini -
Gianluigi Alvoni -
Giovanni Favia







