Con una interrogazione alla Giunta Regionale il consigliere regionale il Movimento 5 Stelle ha denunciato il tentativo di Hera Spa di "riconvertire una linea dell'impianto di termodistruzione di Ferrara allo smaltimento di sfalci di potature in legno per un totale di 43.000 tonnellate annue (che si andrebbero ad aggiungere alle 130.000 tonnellate/anno di rifiuti solidi urbani bruciate ogni anno nelle altre linee)" che dimostra come in realtà - numeri alla mano - l'impianto di Ferrara stia lavorando sotto le proprie potenzialità. La richiesta da parte di Hera Spa di bruciare 43.000 tonnellate di biomasse legnose in una linea dell'inceneritore di Ferrara è il tentativo di questa società quotata in Borsa di ricevere gli incentivi pubblici dei "Certificati verdi" garantiti dalla produzione energetica della combustione di rifiuti biodegradabili, in quanto gli incentivi da combustione di rifiuti non biodegradabili tramite i "Cip6" è vietata dall'Unione Europea ed è stata finalmente sospesa in Italia (anche se, come abbiamo denunciato, Federambiente proverà a reintrodurli! http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/09/il-ritorno-dei-cip6.html). Casi simili si stanno registrando a Forlì, dove Hera Spa chiede di bruciare 23.000 tonnellate di biomasse dentro all'inceneritore di rifiuti solidi urbani. A Modena inoltre si chiede di ampliare le linee d'incenerimento anche se complessivamente nella nostra Regione stanno lavorando sotto le proprie potenzialità. Questo è dovuto sia all'incremento della raccolta differenziata che ad una minor quantità di rifiuti prodotta a causa della crisi economica. Nonostante tutto nella provincia di Parma si vuole proseguire con l'antieconomico ed insensato progetto di costruzione di un nuovo termodistruttore di rifiuti (vi ricordate il surreale NON-DIBATTITO in aula? http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/inceneritore-di-parma-lo-scandalo-di-un-aula-muta.html) mentre in quella di Modena si pensa di potenziare l'impianto esistente e al tempo stesso in quella di Ferrara è da parecchio aperto un contenzioso legale contro l'ampliamento delle linee esistenti.
LE PROPOSTE. Nell'interrogazione alla Giunta il Movimento 5 Stelle chiede "di fronte alla realtà sempre più evidente dei numeri, come dimostra il caso di Ferrara, di opporsi alla costruzione di nuovi inceneritori o potenziamento delle linee presenti, e puntare invece su progetti di riduzione alla fonte, raccolta differenziata spinta domiciliare, creazione d'impianti di compostaggio e digestione anaerobica, trattamento meccanico biologico, centri riciclo e centri riciclo totale dei rifiuti". Tra le tecniche da rimodulare le proprie politiche regionali studiando nuovi piani simili a quelli impostati nei Paesi Bassi con le strategie "Cradle to Cradle"(dalla culla alla culla) da parte di aziende di servizi come la Van Gansewinkel, che sta programmando la chiusura delle discariche e la graduale chiusura entro i prossimi dieci anni di tutti gli impianti d'incenerimento che gestisce".
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| Sentenza del TAR, l'inceneritore riparte :( »








Maria Teresa Fortini tramite TG in Movimento
Hera deve aver copiato dall' idea geniale del "verde per caso" altoatesino tale Helmut Moroder che ha inventato la balla cosmica di Bolzano co2 neutrale! leggi per credere!
http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1028%3Abolzano-citta-neutrale-o-meglio-come-ridurre-la-co2-puntando-sullincenerimento-&catid=67%3Ainceneritore&Itemid=153
Quello che va rivisto è il sistema dei certificati verdi: in pratica si incentiva la combustione indiscriminata del legno e dei rifiuti organici (che sarebbero compost). Ha senso far crescere un albero per poi bruciarlo, inquinando e sottraendo spazio all'agricoltura?
Buongiorno,
anche in provincia di Ravenna, a Roncalceci la CTS che si occupa di trasporti eccezionali sta completando l'iter burocratico, all'insaputa di tutta la cittadinanza, per impiantare un impianto per produrre energia bruciando biomasse legnose.
Così in un territorio come quello della provincia di Ravenna saranno 3 gli inceneritori, oltre a quello di Hera nella zona industriale di Ravenna, Russi ed ora Roncalceci, senza contare quello di Forlì che ha ottenuto il nulla osta per raddoppiare le sue dimensioni, che dista 15 km da Roncalceci e 30 km da Ravenna.
Ma quanto ci vuole ad opporsi a queste centrali ecologiche, che sono solo escamotage per ottenere incentivi nonostante producano ceneri e sostanze tossiche, quando cambieranno le cose a Ravenna?
Quando succederà che questa cricca di politici dinosauri si toglierà dai co...oni?