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MoVimento 5 Stelle

Novembre 2011

inalca.jpgQuesta sera a Castelnuovo Rangone - Auditorium Renzo Bavieri presso le scuole medie - Parcheggio Piazza Brodolini (piazza del mercato) alle 21.00 si terrà un incontro pubblico per informare la cittadinanza sull'inceneritore di Castelvetro per cui Inalca a chiesto l'autorizzazione. Vi invitiamo a partecipare!

QUI l'evento: http://www.facebook.com/events/181812678577232/


Secondo noi il progetto di Inalca Spa di costruire a Castelvetro (MO) presso il suo stabilimento, un inceneritore che brucerà 30.000 tonnellate di biomasse l'anno non è sostenibile e per questo abbiamo presentato un'interrogazione alla Giunta regionale. Saranno biomasse prodotte con rifiuti di origine animale, quindi ritagli di carne, grasso, ossa e altro, ma il suo scopo principale sarà incamerare contributi pubblici con i 'certificati verdi'. Invece che essere bruciati gli scarti potrebbero essere riutilizzati e valorizzati diversamente e trasformati in cibo per animali domestici ed altri utilizzi, come alcuni studi ed esperienze industriali (su tutti quelli condotti dal Crpa di Reggio Emilia dagli Anni Settanta) dimostrano. Pare quindi evidente che il progetto presentato da Inalca Spa per lo stabilimento di Castelvetro, pur totalmente legittimo sul piano formale, non rappresenti un esempio di innovazione industriale e di perseguimento della qualità ambientale, ma sia fortemente condizionato dalla possibilità di incamerare incentivi pubblici. Incentivi pagati dai contribuenti italiani, tramite il meccanismo dei 'certificati verdi'. Per questo progetto si prevede di bruciare circa 30.000 ton/anno (84 tonnellate al giorno) di scarti e la procedura di VIA verrà conclusa entro i primi di dicembre. Purtroppo, a quanto ci dicono i Comitati di cittadini, la popolazione di Castelvetro è stata tenuta all'oscuro di questo progetto, che in zona potrà avere ripercussioni anche dal punto di vista dell'impatto olfattivo, ovviamente. Per questo nella nostra interrogazione chiediamo alla Giunta se da Inalca sia stato rispettato il DLGS 152/06, secondo il quale il gestore, entro 45 giorni dalla presentazione dell'istanza, deve provvedere a sua cura e sue spese alla pubblicazione su un quotidiano a diffusione provinciale o regionale, informando la popolazione. Inoltre viene poi chiesto se risulti che Inalca Spa intenda importare presso questo impianto consistenti quantitativi di biomasse di origine animale da altri stabilimenti, ubicati anche al di fuori della regione e se l'Emilia-Romagna, all'interno delle sue politiche agroalimentari, consideri ambientalmente più innovativo e sostenibile un sistema che preveda la trasformazione degli scarti per un riutilizzo per fini alimentari, oppure preferisca un sistema che preveda il trattamento di distruzione termica. Insomma, l'in cenerimento che permette di godere dei contributi pubblici a spese del cittadino per la cosiddetta 'valorizzazione energetica'. Infine una domanda sulla sicurezza: 'Che tipo di garanzie dovrà fornire Inalca Spa riguardo i controlli sull'emissioni, dato che nella scheda monitoraggio è previsto un solo controllo delle emissioni all'anno, nonostante siano presenti bollitori, trituratori, coclee e 270 tonnellate anno di additivi che verranno inceneriti?'.

inalcaarticolo.jpg Articolo uscito oggi su l'Informazione

Parco Po Fenicotteri_small.jpgA qualcuno sarà venuto un coccolone! Defranceschi Presidente? Giammai! Defranceschi Presidente? Magari!
Qualunque sia la vostra posizione, sappiate che qui stiamo parlando di una provocazione. E che il ruolo di cui parliamo è quello di Direttore del Parco del Delta del Po, Veneto. Questo bando (http://www.parcodeltapo.org/images/documenti/avviso_Direttore_x_pubblicazione.pdf) ci sembra un po' troppo "libero" e povero di dettagli per assegnare un ruolo così importante. Siccome ci sembra che l'attenzione verso i Parchi sia costantemente in calo, ma non verso le ben retribuite poltrone dirigenziali, il nostro Capogruppo Defranceschi ha lanciato la provocazione candidandosi - nei modi e nei tempi prescritti dalla legge - per una posizione per la quale avrebbe i titoli. Perché? Per capire come funziona la selezione, visti modi e tempi e "voci" che volevano un uomo della Lega Nord già pronto...
Vi terremo informati!

Sacroscanto diritto, quello di effettuare delle scelte editoriali. Ci mancherebbe altro che i media dovessero riportare qualunque cosa senza effettuare scremature o selezioni. Troppa informazione equivarrebbe a nessuna informazione. Tuttavia alcune scelte lasciano perplessi. Nell'Appennino bolognese c'è un giornale, l'unico davvero venduto e diffuso nelle nostre montagne, che da mesi ha scelto di scremare le notizie relative al Movimento 5 Stelle, nascondendole come meglio possibile. Legittimo, ma ci chiediamo quanto possano essere contenti i cittadini che non hanno accesso ad altre testate. Comprano quel giornale per inerzia e abitudine? Smetteranno di comprarlo quando anche in appennino arriverà internet veloce e potranno informarsi?

Intanto vi facciamo notare che altri giornali hanno ritenuto degna la notizia che abbiamo portato alla luce: Rassegna_Cigna.pdf!

I SUPER RIMBORSI DEL SUPER-SEGRETARIO

Non capiamo se si tratti di distrazione o malafede, ma comunque è un grosso danno per il Comune di Camugnano, quindi c'è sembrato opportuno segnalarlo con un esposto alla procura, depositato alcune settimane fa presso la caserma dei Carabinieri di Camugnano, e una interrogazione regionale. Il caso è semplice, nella sua gravità. Il segretario comunale in questione è Giorgio Cigna, che ha l'incarico conferitogli congiuntamente dai comuni di Camugnano e Castel di Casio. I due comuni hanno pensato di "spartirsi" un segretario, giustamente, per condividere le spese, e quindi risparmiare. Ma il segretario scelto risiede a Forlì. La legge dice chiaramente che lui ha diritto al rimborso delle spese di viaggio sostenute TRA I DUE COMUNI, ma esclude categoricamente che possa venir rimborsato DALLA RESIDENZA alla sede di lavoro. Succede così che in soli 18 mesi intaschi 23.407,84 euro da gennaio 2010 a luglio 2011, con una media mensile di 1.232 euro esentasse, solo per benzina e pedaggi autostradali. Il risparmio, beffardamente, si trasforma quindi in una spesa enorme per le casse disastrate di due piccoli comuni appenninici. Le spese per il segretario, che i Comuni hanno concordato nella misura dei 3/5 a Camugnano e dei 2/5 a Castel di Casio, diventa enorme: il costo per il Comune di Camugnano sarebbe di 54.429,71 € per avere un segretario (di Fascia A classe I B) per tre giorni alla settimana (60% = 3/5) a cui andrebbero aggiunti oltre 7.000 euro annui di rimborsi spese di viaggio che non sono dovuti, ma che sono stati pagati. In conclusione, il Comune di Camugnano spenderebbe oltre 60.000 € per avere un segretario per 3/5, quando potrebbe avere un segretario a tempo pieno di fascia IV per meno di 50.000 € (si veda il caso del vicino Comune di Granaglione che ha la stessa popolazione del Comune di Camugnano e spende per i l segretario comunale, meno di 47.000 €. Sarebbe bastata una telefonata ad uno dei vicini comuni di Monzuno, Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro, convenzionati per il servizio di segreteria, per capire che loro rimborsano in media 259 €/mese, a fronte di comuni con distanza massima di 30 km, contro una media mensile per Giorgio Cigna di 1.232 € per due comuni con distanza di 10 km. Alla Magistratura il compito di chiarire se ci sia dolo o grave incapacità degli amministratori.

Andrea Defranceschi
Capogruppo Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

C'eravamo qualche settimana fa, ci saremo il 3 dicembre. Perché non è possibile che si parta a tagliare sempre i servizi più importanti e mai i privilegi... Un'ambulanza in meno su tre in servizio significa un taglio del 33%, ovvero un enorme problema per i cittadini.

Secondo l'Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro, che fornisce dati quasi in tempo reale, la Regione Emilia Romagna con 50 morti risulta prima nella triste classifica come numero di morti in rapporto agli abitanti. L'Emilia Romagna ha già superato del 20 % i morti sui luoghi di lavoro dell'intero 2010 (40 morti).

L'Osservatorio Indipendente di Bologna monitora tutte le vittime suoi luoghi di lavoro in Italia dal 1 gennaio 2008, mettendo in evidenza che il rapporto col numero di abitanti è l'unico parametro valido per capire se una regione o una provincia presta attenzione a questo triste fenomeno.

Le statistiche non tengono conto degli Agricoltori in pensione, che tuttavia continuano l'attività, ed i lavoratori che muoiono mentre svolgono attività lavorativa in nero.

La nostra regione è purtroppo la peggiore, anche se fa finta di non vedere quanto sta accadendo.

Emilia Romagna 50 morti + 20% sull'intero 2010 (40 morti).

Tutto ciò accade mentre il nostro Assessore Muzzarelli ed il Direttore regionale dell'INAIL presentano il rapporto regionale Inail 2010.

Cosa c'è ne facciamo dei dati 2010 quando sta per finire il 2011 con il 20% di morti sul lavoro in più?

GIOVANNI FAVIA
Consigliere Regionale
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Triste episodio nella stampa locale riminese. Fare i conti in tasca ai consiglieri e ai politici piace molto anche a noi (ed è sacrosanta trasparenza), ma lo "scoop" non va cercato a tutti i costi. Infatti, si rischia di fare la figura dei fessi disinformati. Pare proprio che sia successo a molte testate romagnole... Leggete per credere. Sotto, la perfetta risposta del Consigliere comunale di Rimini, Luigi Camporesi, che si contraddistingue per stile e ironia. Siamo certi che calerà un velo tombale sulla questione, ora che ha dimostrato la sua perfetta trasparenza.

rcampo2.jpg

In merito ai commenti apparsi sugli organi di stampa locale oggi 23/11/2001, circa le dichiarazioni sulla situazione parimoniale e
reddituale dei pubblici amministratori, mi preme sottolineare alcuni punti.
Il mio curriculum e la mia autobiografia sono pubblicati su Internet da mesi, con informazioni molto più dettagliate di quelle
apparse quest'oggi. Invito quindi tutti i cittadini interessati a visionarle.
Ringrazio in particolare il Resto del Carlino ed il Corriere di Rimini per gli articoli, che hanno dato spazio a notizie già pubbliche
ma magari accessibili solo agli internauti, notizie peraltro pubblicate prima della mia candidatura a Sindaco di Rimini.
La mia autobiografia ed il mio curriculum sono visionabili senza filtri sul sito www.rimini5stelle.it
In particolare il curriculum è alla pagina http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2011/04/luigi_camporesi_curriculum.pdf
mentre l'autobiografia alla pagina http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2011/04/luigi_camporesi_biografia.pdf
Invito tutti i cittadini che desiderino avere informazioni sulla mia persona a leggerli. Nel caso invece desiderino contattarmi,
possono farlo scrivendo al mio indirizzo e-mail luigicamporesi@gmail.com oppure telefonarmi al numero +393391771461.

Infine, come suggerito da uno dei nostri attivisti più spiritosi, vorrei fare notare che:

1) Qualsiasi commercialista nei casi come quello del sottoscritto, consiglierebbe la suddivisione dei redditi fra i due coniugi per
rientrare nelle categorie sociali protette, mentre mia moglie ed io abbiamo preferito fornire più base imponibile tassabile.
2) La Ducati Monster Dark anno 2000 giace inutilizzata da anni in un box, ed è in vendita.
Per i contatti vedere il numero sopra, pregasi astenersi perditempo.
3) Il mio curriculum è a disposizione non solo dei curiosi, ma anche per chi avesse posizioni libere da ricoprire per le quali
siano richieste le competenze maturate nella mia carriera professionale.

A disposizione,
Luigi Camporesi,
Consigliere Comunale
MoVimento5Stelle Rimini

Ieri eravamo riuniti in aula per la votazione su chi sarà il Garante Garante dei Detenuti dell'Emilia-Romagna (lautamente pagato dai contribuenti). Il garante dovrebbe rappresentare tutta l'aula. Invece il nome (Desi Bruno, avvocato penalista) è stato indicato dai colleghi di SEL e Rifondazione al PD, il quale s'è fatto portatore della richiesta. Eppure ne avevamo parlato in commissione! Così ho chiesto la sospensiva per poter vagliare le candidature e le proposte, curricola alla mano. Ma ci è stata negata dalla Maggioranza. Trasparenza e meritocrazia sono parole che il PD usa solo come marketing e non nella pratica. Nei contenuti: Desi Bruno è titolare di un grosso studio di Avvocati, è in conflitto di interessi* evidente secondo la legge recentemente approvata (art. 9 comma 3 L.R. 13 2011). Ovviamente questo rende possibile farsi un portafoglio clienti in maniera molto facile, infatti l'unica professione in conflitto di interessi per un garante dei detenuti e proprio quella d'avvocato penalista. I detenuti sono i tuoi primi clienti...
Inoltre dovrà avere a che fare con la Casa Circondariale, è ovvio che cercherà di limitare i conflitti... perchè con la casa circondariale un penalista ci lavora. Noi avevamo proposto che il nome venisse dal mondo del no profit impegnato nelle carceri. E pensare che in commissione, quando avevamo discusso delle nuove norme per le nomine, anche il Capogruppo PD aveva ritenuto 'non prive di fondamento' (testuale) le riserve avanzate su un possibile conflitto di interessi dell'avvocato Desi Bruno (già garante a Bologna nell'ultimo mandato). Importante da segnalare il fatto che nella mia ultima visita nelle carceri diversi detenuti si siano lamentati proprio dell'operato del garante comunale, ovvero lei stessa.... Inoltre su questo nome non c'è stato l'accordo fra governo e Opposizioni. Credevo fosse ovvio che si discutesse più a lungo o che almeno i capigruppo di maggioranza chiedessero un parere alle altre forze politiche, verificando il lavoro fatto dalla stessa nel carcere della Dozza (uno dei più critici d'Italia) di Bologna, per trovare una convergenza. Invece nulla, la Maggioranza è stata sorda nonostante lo ripeto, non si trattasse di una nomina di sua esclusiva competenza, ma di garanzia per tutte le forze politiche (infatti ci volevano per la prima giornata i 2/3 dei voti). Siamo riusciti, uscendo dall'aula, a far mancare la maggioranza qualificata dei due terzi per l'elezione. L'Assemblea ha quindi dovuto aspettare oggi per votare, a maggioranza semplice e con solo 26 consensi (su 50) Desi Bruno. Avanti coi carri, mi vien da sorridere pensando a come Rifondazione Sel ed il PD si siano lamentate dello scarso rispetto per le minoranza avuto dal governo Berlusconi fino a ieri. Stay Tuned

Giovanni Favia

* Art. 9 LR 13:
punto 3: L'incarico è incompatibile con l'esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato e di qualsiasi attività commerciale, imprenditoriale o professionale da cui possa derivare un conflitto di interessi con l'incarico assunto.
_______________________________________________________

aerosoldi.jpgFinalmente siamo riusciti ad ottenere una risposta ufficiale da parte dell'assessore Alfredo Peri: ci hanno messo 70 giorni, contro i 30 di legge, per dirci quanto avevano buttato per gli Aeroporti di Rimini e Forlì. Ora però abbiamo in mano la risposta ad un accesso agli atti formulato nei primi giorni di settembre, e possiamo dirlo. Dal 2006 ad oggi la Regione Emilia-Romagna ha buttato 1,5 milioni di € per il Fellini, e 6,5 milioni di € per il Ridolfi. Non contenta ne ha già programmati altri 3 per la nuova società SAR SpA. Nella lettera, su nostra richiesta, Peri specifica che questi 3 milioni sono dati senza conoscere il piano industriale, infatti, dice 'la società ha in corso di completamento la stesura del piano industriale che si articolerà lungo le direttrici previste proprio dalla citata LR. 4/2011'. Che irresponsabilità! Ricordiamo, en passant, che quel piano era già atteso per settembre, poi ancora per ottobre. Adesso possiamo fissare una data di presentazione o i cittadini dovranno continuare a versare soldi per tutelare questi bacini di consenso elettorale?

muroparkvergato3.jpgIncredibile. A Vergato si sta costruendo un parcheggio scambiatore da 1 milione di Euro: € 350.190,35 sono Fondi Regionali DUP (fondi europei, statali e regionali), € 350.190,34 vengono da un mutuo concesso dalla Cassa DD.PP. a carico del Comune, € 206.582,76 dalla Regione Emilia-Romagna con finanziamento dei piani d'area. Sono previsti 156 posti auto, per cui ognuno costerà ai cittadini quasi 6.000 €. Una cifra da condominio in città. Purtroppo quel parcheggio è costruito senza tutti i permessi. Semplicemente, non è mai stata richiesta l'autorizzazione paesaggistica, per un'area che ricade nelle zone tutelate dalla Legge Galasso. Il parcheggio è infatti in riva al Fiume Reno, nella zona di esondazione. Essendo così vicino i progetti prevedono un muraglione con massi di dimensioni ciclopiche (sic!) per arginare il fiume. Anche un bambino capisce che si tratti di una soluzione disastrosa, che comporta problemi ancor a peggiori di quelli che vuole evitare. Il Reno, come ogni fiume, ha infatti bisogno di un'area nella quale eventualmente esondare. Per fortuna gli organi di Pubblica Sicurezza hanno chiesto alla Procura il blocco del cantiere. A giorni si attende la firma del Pubblico Ministero. Comunque l'Autorizzazione Paesaggistica non può essere richiesta in sanatoria quindi abbiamo presentato un'interrogazione regionale per sapere come la Regione intenda tutelare la pubblica sicurezza e il rispetto delle leggi, che a Vergato - in materia urbanistica - sono calpestate sistematicamente. Fino ad ora dobbiamo registrare la complice inerzia della Giunta regionale, che ha sempre preferito chiudere tutte e due gli occhi davanti ad una serie di situazioni ampiamente documentate come, ad esempio, sulla presenza di un impianto di lavorazione della ghiaia non autorizzato, scavi non autorizzati all'interno di una cava per 2 anni di fila, concessioni e autorizzazioni edilizie illegittime all'interno di un Sito d'Interesse Comunitario... La continua mancanza di vigilanza della Regione sulle proprie competenze può provocare anche il commissariamento da parte del Ministero... A questo punto non sappiamo se dovercelo augurare...

Parcheggio PTCP.JPG Dal PTCP è facile capire che il parcheggio sorga in area di esondazione fiume (in azzurro).

La bruttissima telenovela Cona sembrava giunta all'episodio finale, e invece siamo ancora qui - dopo 20 anni e 500 milioni di € buttati - a piangere ad ogni nuova puntata. Noi non siamo contrarii al nuovo Ospedale, ma critici sulla progettazione e gestione della nuova struttura e in battaglia da anni per salvare un presidio ospedaliero pubblico al Sant'Anna di Ferrara 8ricordate il referendum e le firme consegnate ad Errani (http://youtu.be/rETFu8qfOI0)?
Ancora una volta l'imminente apertura è stata rinviata. E sapete perché? Ecco le carte: con questa lettera, datata 2 novembre 2011, il Dipartimento di Sanità Pubblica di Ferrara esprime un parere pesantissimo sulla situazione dell'Ospedale di Cona e lo comunica all'assessorato alla Sanità del Comune di Ferrara.
La Commissione del Dipartimento di Sanità pubblica scrive che 'si rimarcano carenze di carattere generale per quanto riguarda la sicurezza', e ancora 'notevoli carenze igienico--sanitarie per presenza di sporco, polvere e residui di lavorazione sia nei percorsi che nelle aree di degenza che nelle aree comuni interne ed esterne', 'assenza di ogni elemento strutturale di accoglienza dei visitatori'. E' terribile rilevare inoltre una serie di gravi mancanze: non ci sono le segnalazioni per le uscite di sicurezza, mancano alcuni interruttori e differenziali idonei all'interruzione di corrente in caso di emergenza, alla Commissione non sono stati forniti i dati delle verifiche elettriche, nei bagni non sono presenti gli accessori previsti per un loro utilizzo, alcuni ambienti non si presentano regolarmente attrezzati. Non crediamo ci sia molto da aggiungere, se non lo sdegno che dovrebbero provare tutti i cittadini che da vent'anni pagano di tasca propria questo esempio di scandalo all'italiana. E che stanno già pagando per l'attività del nuovo ospedale. Ci aspettiamo dal Sindaco Tiziano Tagliani delle risposte documentate, non le solite parole di circostanza. Ma lui, ovviamente, tace.

139-Verbale ASL - FE - No Apertura Osp. Cona - FE.pdf

tabellafondosociale.jpgA leggere le agenzia di stampa sembra che la Regione Emilia-Romagna abbia sconfitto i tagli di Tremonti, ma non è vero. I numeri che ci hanno consegnato in Commissione (in tabella) dicono altro. C'è grande confusione fra Cassa e Competenza, che vengono mischiati, e rende difficile avere certezze sui dati. L'unica cosa sicura, al momento, è che la nota emessa dalla Regione non corrisponde al vero perché, per ora, l'Emilia-Romagna non supplisce ai tagli del Governo Berlusconi. Nemmeno un euro viene rimpiazzato all'interno del Fondo alle voci Famiglia e Pari Opportunità (che sono a ZERO, e appositamente escluse dalla nota, anche se molto importanti), e i 14 milioni in meno che arrivano dal FNPS (Fondo Nazionale per le Politiche Sociali) non sono rimpiazzati. Inoltre non è nemmeno certo che la Regione aumenti le risorse all'interno del Fondo Sociale rispetto all'anno precedente, anzi, pare che ci metta 33 mln (totali) contro i 45 dello scorso anno. Invitiamo la stampa ad andare direttamente alla fonte studiando i numeri, e fare le opportune verifiche, senza adagiarsi sulle comode note ufficiali.

piallassa2.jpgLa situazione nella zona della Piallassa Piomboni di Ravenna ci sembra grave: già nel 2008 la rottura di una paratia nella vasca di colmata dell'industria CMC adiacente portò al versamento di 20.000 metri cubi di fanghi nell'acqua. Poi s'è proceduto al quasi completo disboscamento dell'isola dall'altro lato dello stretto. E dire che la zona è Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale! Com'è possibile? Lo chiediamo alla Giunta in un'interrogazione regionale, elaborata con Pietro Vandini, consigliere del nostro gruppo di Ravenna anche perché a noi risulta che manchi la Valutazione d'Incidenza da parte del Ministero, che non ci siano autorizzazioni per il disboscamento, e che il cantiere sia privo della cartellonistica a norma. Insomma la Regione è a conoscenza di questo scempio ai confini della zona SIC - PSC, e per di più in un ambiente importantissimo per la nidificazione dell'avifauna protetta e cosa intende fare per ridurre i danni?
"Quando ho mostrato le foto all'Assessore e alla dirigente responsabile, hanno spalancato gli occhi facendo chiaramente intendere come non fossero a conoscenza dell'accaduto" - rivela il nostro Vandini - "Qui oramai funziona così: taluni, in questo caso l'Autorità Portuale, possono fare ciò che vogliono. Altro, in genere i cittadini "normali", no. Quando queste scelte autonome coinvolgono l'ambiente bisognerebbe essere ancora più severi, invece spesso si conclude con un nulla di fatto, 'tanto oramai gli alberi li hanno tagliati'. Vergognoso" - conclude schifato il Consigliere 5 Stelle.

cemento.jpgQuando sentite Vasco Errani parlare di 'stop al consumo di territorio' (è al potere solo da una quindicina d'anni, non ha avuto il tempo...) non vi viene da ridere? A noi sì! In questa regione si tollerano casi incredibili come quello del Comune di Castelvetro (MO) dove la pianificazione territoriale si fa in base al Piano Regolatore Generale deliberato nel gennaio 1982. Gennaio '82 ci rendiamo conto? L'Italia di calcio allora aveva solo due Coppe del Mondo in bacheca... Trent'anni sono passati, viviamo in un altro mondo, con un'altra economia ed esigenze differenti. Eppure a Castelvetro, da allora, si va avanti solo con continue varianti urbanistiche. E' uno scandalo. Formalmente è possibile farlo, ma la Legge Regionale 20 del 2000 dice che i Comuni avrebbero dovuto adeguarsi, entro fine 2002, adottando un PSC. Non solo, ma l'ultima variante prevista dal Comune va a contrastare con l'indicazione del Piano Provinciale (PTCP) che prevede che la fascia che separa zona industriale dall'insediamento residenziale, sia fascia di tutela. A breve i cittadini si troveranno pile di piastrelle davanti alle finestre di casa? Vogliamo sapere dalla Giunta se intenda tollerare questa situazione, e se non ritenga che il continuo adottare modifiche al trentennale PRG non abbia comportato un ingiustificato aumento del territorio urbanizzato. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione regionale quali azioni intende mettere in campo la Giunta per bloccare il consumo di territorio a Castelvetro?

pale2.jpgIl progetto sconclusionato della Enel Green Power, che vuole costruire un impianto eolico a Camugnano, sarà respinto. Ne siamo certi, così come avevamo anticipato alcune settimane fa, che sarebbe stato possibile bloccare l'installazione di pale eoliche.
Ecco qui le carte che lo fermeranno (in immagine): i tecnici della Enel hanno dimenticato, o fatto finta di dimenticare, che in quella zona c'è il VINCOLO DI CRINALE. Nella cartina che vedete sopra, ricavata incrociando il progetto ufficiale e la cartografia regionale, si capisce perfettamente: le zone interessate dal progetto eolico a Camugnano non sono toccabili. Il progetto verrà respinto perché non coerente con le linee guida approvate a luglio in aula. Abbiamo naturalmente fornito i documenti al geologo della Regione che sta seguendo la pratica, e siamo certi che le conseguenze saranno ineluttabili. Non capiamo come possa Enel tollerare tanta approssimazione dai suoi tecnici: ne saranno sicuramente scontenti gli investitori... Questo progetto era stato infatti già rimandato al mittente dalla Provincia, e ora la VIA è tornata in Regione: ma mancano comunque la relazione paesaggistica e l'elenco delle autorizzazioni e degli svincoli necessari. Tradotto, sarà senz'altro rimandato ad Enel per ulteriore documentazione, se non respinto a priori. E poi le aziende si lamentano della lentezza burocratica... Ma alcune non sono in grado di fornire una documentazione completa... e intasano gli uffici della Regione.
Ma come mai il collega Alberto Vecchi (PdL), che ora se ne esce con un'interrogazione raccogliticcia dopo aver letto la nostra opposizione sul Carlino (vedi articolo sotto), alla serata di presentazione del progetto tenutasi a Camugnano ad ottobre. Povero Alberto Vecchi, il suo fragile rapporto con l'Appennino si traduce in un'interrogazione strumentale che ne evidenzia solo l'incoerenza: forse ha già dimenticato che a luglio, in Aula, non votò gli emendamenti alle linee guida per la localizzazione degli impianti eolici presentati dal Movimento 5 Stelle, che avrebbero garantiti vincoli più severi proprio sulle zone di frana. Mi domando come mai, inoltre, visto che si dice sia residente a Castelluccio, quella sera non abbia potuto presenziare ed informarsi.

eolcam2.jpg

Invece di scrivere editoriali tardivi sul giornale o improvvisare risoluzioni raccogliticce, il Movimento 5 Stelle sta continuando l'opera di avvicinamento fra cittadini e Istituzioni per quanto riguarda la complicata vicenda della Variante di Valico, i cui lavori di scavo stanno provocando un veloce spostamento della frana sulla quale sorge la frazione di Ripoli, e la fessurazione delle case e della chiesa. Il Movimento 5 Stelle è riuscito ad ottenere dal Prefetto Angelo Tranfaglia un appuntamento con il Comitato dei Residenti di Ripoli per Mercoledì 16 novembre, la mattina. Contemporaneamente abbiamo richiesto con urgenza che siano convocati in Commissione regionale i cittadini interessati dalla frana, assieme al Condirettore Generale di Autostrade Gennarino Tozzi. Ci sembra sacrosanto che il Prefetto, di cui apprezziamo lo sforzo, abbia la possibilità di sentire anche un'altra versione dei fatti. E così pure la Regione che, per ora, non s'è degnata di ascoltare la gente che, in quelle case a rischio, ci vive. A parte il Movimento 5 Stelle il Comitato non ha ancora potuto parlare con NESSUNO all'interno delle Istituzioni. Ci sembra impossibile e assurdo, chiara rappresentazione di come la politica sia lontana anni luce dai problemi veri della gente.
Sotto potete trovare un brillante titolo del Il Resto del Carlino di ieri, e il video allegato è il nostro "riassunto" della storia(ccia) della Variante sin qui, almeno prima che il Prefetto e Autostrade - mercoledì - dichiarassero che l'opera andava avanti. A dispetto dei Santi.

titolo_Carlino_Variante.jpg

Audizione1.jpg

canalibologna.jpgIl geologo Mario Tozzi si è certamente sbagliato quando ha affermato che Bologna è a rischio allagamenti perché il fiume Reno scorre sotto la città. Il Reno, lo sappiamo tutti, non è stato intubato, ma è altrettanto vero che Emanuele Burgin, nel riprendere Tozzi, si è dimenticato che di corsi d'acqua a Bologna ne abbiamo intubati più di uno, due i principali: i torrenti Aposa e il Ravone, sarebbe quindi meglio che l'assessore, invece di polemizzare con il geologo, andasse a verificare se il dimensionamento di questi canali sotterranei è sufficiente a sopportare questi nuovi eventi meteorologici che stanno sempre più somigliando a tempeste tropicali.
Burgin poi afferma che "Il tema della eccessiva urbanizzazione è vero e la volontà della Provincia in questi anni e' stata quella di lavorare per frenare il consumo di suolo", ci spieghi allora come mai proprio in tema di impermeabilizzazione dei suoli la Provincia ha recentemente "alleggerito" le norme contenute nel piano urbanistico provinciale.
Fino all'aprile scorso infatti era di fatto impedita l'ulteriore impermeabilizzazione delle aree di ricarica della falda, per evitare da un lato il continuo impoverimento della falda stessa e dall'altro di cercare di limitare il pericolo di allagamenti, se l'acqua non riesce a penetrare nelle falde si riversa nei torrenti aumentando i rischi di esondazione a valle.
Da aprile la norma è stata notevolmente "addolcita" visto che adesso, sempre su quelle aree è possibile l'impermeabilizzare fino al 75% dei suoli se si trattava di insediamenti produttivi e del 55% se residenziali, non ci pare proprio che, come dice l'assessore, si stia lavorando per frenare il consumo di territorio.
E, a voler essere maligni, una ragione a questo "ammorbidimento" delle norme, la si potrebbe trovare nel fatto che la Provincia è proprietaria di aree poste proprio su queste aree che possono essere "valorizzate" coma va di moda dire oggi, magari costruendoci sopra otto palazzine, come succede in quel di S. Lazzaro, ad esempio.

casaripoli.jpgVoglio condividere con voi questa nota, perché difficilmente domani la troverete sulla stampa. E' importante, perché è il segnale che qualcuno pensa sia possibile dare sempre e comunque un prezzo alla vita e alla serenità mentale delle persone. E' inaccettabile.


"La situazione di oggi mi ha fatto tornare in mente una tristissima frase che Benito Mussolini pronunciò, pare, alla vigilia dell'entrata in guerra contro la Francia: 'Ho bisogno di mille morti da gettare sul tavolo della pace'. Qualcuno da sacrificare, insomma, per una causa più grande. Oggi" - dice Andrea Defranceschi - "sentire il Prefetto Angelo Tranfaglia dire che la Variante di Valico va avanti e Gennarino Tozzi di Autostrade sostenere che non si possa fermare, mi ha fatto rabbrividire. Ricordiamoci come finì allora... Praticamente i cittadini di Ripoli sono le persone da sacrificare in nome della presunta Grande Opera, la Variante. La loro lettera non ha alcun valore per qualcuno, evidentemente. Se si dà un prezzo alla vita delle persone, alla loro salute mentale e alla loro felicità, questo prezzo potrà sempre essere ribassato" - prosegue, amaro, Defranceschi - "Mi stupisco anche del comportamento della Regione Emilia-Romagna che, evidentemente, è l'utile idiota al tavolo con Autostrade e Prefetto. I tecnici geologi della Regione avevano scritto rapporti molti critici, severi e puntuali sui rischi per la popolazione. Ma se Autostrade alza la voce, i nostri Assessori sono pronti a chinare il capo. Se i tecnici neutrali, quelli regionali, non vengono ascoltati allora, lancio una provocazione, che siano licenziati. Almeno risparmiamo tempo e soldi" - conclude indignato il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, che ricorda come ieri il Partito Democratico abbia preferito, nell'ultima mezz'ora di lavoro in Aula, anticipare una mozione di solidarietà alla popolazione alluvionata ligure piuttosto che discutere della risoluzione del M5S sulla Variante di Valico. Questione di priorità. Il Movimento 5 Stelle attende anche la pubblicazione da parte di Autostrade dei fantomatici controlli effettuati preventivamente, di cui non si hanno notizie.


Andrea Defranceschi
Capogruppo Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna
Assemblea legislativa regionale

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ferrarimaserati.jpgOggi in Aula il Movimento 5 Stelle ha portato all'attenzione generale, grazie ad una interrogazione a risposta immediata, la questione Ferrari/Maserati (incontro la scorsa settimana qui: http://www.youtube.com/watch?v=7D1Va7L_ETk). Cosa succede fra Maranello e Modena? Succede che FIAT pensa di applicare il modello contrattuale Pomigliano anche agli stabilimenti del Cavallino (vi ricordiamo - en passant - due dichiarazioni successive del "Guru" Sergio Marchionne: 21 Luglio 2011 - "Fiat: Marchionne, non duplicheremo modello Pomigliano" *** 3 Ottobre 2011 - "Marchionne: modello Pomigliano per tutti gli stabilimenti italiani FIAT" W LA COERENZA) e, ormai fuori da Confindustria, non ha dato indicazioni sullo sviluppo industriale di un'azienda completamente sana, anzi, in ottima forma: leggete qui: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/11/07/news/ferrari_vendite_record_e_soldi_in_cassa_lo_stato_di_grazia_del_cavallino-24602020/?ref=HREC1-12.
Le maestranze sono preoccupate perché si parla di produrre 50.000 piccole Maserati a Grugliasco, e di spostare anche le produzioni d'élite nel torinese, facendo perdere molte commesse allo stabilimento, che si troverebbe con centinaia di lavoratori senza lavoro. Ma, appunto, la situazione non è stata chiarita dall'azienda, mai. E la Regione? Ha mandato 2 letterine a Confindustria e s'è stupita che FIAT non abbia risposto. Per forza, ha cambiato indirizzo.

In Aula l'Assessore Gian Carlo Muzzarelli ha sviato la nostra interrogazione, rispondendo sulla Maserati quando la maggioranza dei quesiti riguardava Ferrari. Poi ha infarcito di belle parole le uniche due informazioni che ci ha dato: che l'assessorato ha inviato due letterine a Confindustria e incontrato i dipendenti Ferrari l'ultima volta lo scorso febbraio. Bello sforzo...
Noi oggi abbiamo promosso un incontro-lampo fra Muzzarelli e i lavoratori (a breve il nuovo video). Resta da capire cosa serva parlare con Confindustria se FIAT è uscita dall'Organizzazione... ma tant'è: due letterine senza risposta e un incontro di 9 mesi fa è tutto quello che la Regione ha fatto. Ne abbiamo preso atto e perciò abbiamo ritenuto opportuno fare incontrare faccia a faccia l'Assessore con i lavoratori. Non importa se l'appuntamento non era stato fissato, o la sede non è adeguata. E' anche una questione di educazione e rispetto. Non c'è un momento inadatto per parlare del futuro di due marchi importantissimi per la Regione e della vita di centinaia di operai. L'Assessore s'è limitato a ripetere gli impegni generici, parlando poi di 'show per le telecamere'. Però quand'era solo davanti ai microfoni c'è stato perfettamente a suo agio, senza nessuno davanti con cui interloquire. Anche la definizione di show fa sorridere: noi la chiamiamo 'trasparenza'... Ci impegneremo per tenere i riflettori accesi su questa vicenda, perché la questione non venga fatta cadere. Stiamo pensando ad una risoluzione, e speriamo che molti colleghi ci seguano: penso a SEL e FdS. Intanto dal Presidente della Commissione Attività Produttive abbiamo ottenuto l'impegno a trattare del caso in Commissione.

La vera storia della Variante di Valico. Un progetto sbagliato, un paese a rischio, una soluzione ancora possibile. Il Movimento 5 Stelle cerca ancora di fermare i lavori, e cambiare il tracciato del progetto. Si può, si deve.

Andrea Defranceschi
Capogruppo

firma.jpgE' la petizione online e presso i banchetti in centro, la nuova iniziativa del M5S per salvare l'ospedale Sant'Anna ed il pronto soccorso in città. Il flop del trasloco, l'improvvisazione e l'incapacità dimostrate nello "scandalo di Cona", sono fonte di grande preoccupazione per il futuro dell'assistenza sanitaria ed ospedaliera in città. Da sempre denunciamo i gravi disagi subiti dai cittadini a causa dell'incompiuta ventennale e del progressivo degrado dell'ospedale storico, abbandonato al suo destino. Ferrara, dopo aver patito a lungo l'assenza di un ospedale degno di un paese civile, dovrà in futuro subire, anche per l'assistenza ospedaliera di base, il disagio di una mega struttura obsoleta, realizzata a 10 Km dalla città, in vent'anni e in un posto sbagliato senza collegamenti, costata alla collettività mezzo miliardo di euro, infrastrutture comprese.

La scelta devastante, compiuta nel 2000 dal sindaco Sateriale, dal vice sindaco Tagliani e dalla maggioranza che li sosteneva, di raddoppiare Cona e chiudere il Sant'Anna, ha ubbidito alla pressione regionale ed alla spinta speculativa sull'area pregiata di Giovecca, piuttosto che all'obbiettivo di dare una adeguata assistenza ospedaliera alla città. Nemmeno i conti tornano. Cona infatti costerà assai di più del Sant'Anna, a causa del contratto dei servizi da pagare a Progeste (23,6 milioni anno) e dei pesanti affitti Inail (Cona e San Pellegrino). Dovremo insomma farci carico di maggiori costi (più tasse) per una sanità peggiore!

Al tempo stesso in città rimarrà il deserto per molti anni o peggio una clinica privata al posto dell'ospedale! La fantomatica "Casa della Salute" non sarà disponibile prima di 4 o 5 anni, ed a regime le sue porte saranno sprangate di notte e nei festivi. I lavori di ristrutturazione dell'anello storico per realizzarla, non sono finanziati e richiederanno tempi lunghi per il completamento. Nel frattempo quali servizi ospedalieri resteranno in città? Gli anziani (a Ferrara 1 su 3) dovranno correre al pronto soccorso di Cona per un taglio, una colica, o recarsi nella Valle della Morte per una chemioterapia in day hospital? Tutto senza adeguati collegamenti e trasporto pubblico con l'aggravante di parcheggi a pagamento? Sono 50 mila/anno le prestazioni oggi erogate ai ferraresi al Sant'Anna e 15 mila gli accessi non gravi, notturni e festivi, al pronto soccorso! Ma il comico della vicenda è che stiamo già pagando un direttore della "Casa della salute che non c'è"!

E' incredibile poi che in vent'anni nessuno abbia pensato alle strutture didattiche per la Facoltà di medicina, che ovviamente deve seguire i pazienti a Cona. Si scopre ora che occorre un Polo didattico da 3500 metri quadrati (15 milioni di euro), da finanziare e realizzare! Che migliaia di studenti e specializzandi, oltre al disagio del pendolarismo quotidiano riversato su inadeguate vie di comunicazione, non potranno contare su parcheggi, spazi, tecnologie ed apparecchiature di ricerca adeguati. L'università non è ancora entrata in possesso del terreno. Mentre Bologna e Modena ci portano via le scuole di specializzazione che avevano fatto grande la nostra facoltà. E nel frattempo l'esodo di medici ospedalieri ed universitari esperti e stimati, ha raggiunto picchi mai visti.

Un colossale fallimento che imporrebbe le scuse ai cittadini da parte del Pd, dei suoi amministratori locali, in regione e nel Parlamento, dell'intera classe politica ferrarese che nell'ultimo decennio ha gestito l'operazione Cona. Il Movimento 5 Stelle prosegue nella sua dura battaglia per mantenere l'ospedale Sant'Anna ed il Pronto soccorso in città. Abbiamo organizzato online (http://www.progettoperferrara.org/salviamo-il-s-anna-1101.html), e presso i nostri banchetti in centro al sabato pomeriggio, la petizione popolare "Salviamo il Sant'Anna", che in forza dello statuto, sarà discussa nell'assemblea della Regione, dove si batteranno i nostri consiglieri Favia e Defranceschi. Invitiamo tutti i ferraresi a firmare la petizione per salvare il nostro ospedale ed il pronto soccorso!

Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Progetto per Ferrara
Movimento Cinque Stelle

Alla Ferrari hanno un problema. Non è Fernando Alonso, nè Felipe Massa, ma neppure si chiama Red Bull o McLaren. Si chiama Sergio Marchionne, e contratto-Pomigliano. Ferrari fa parte del gruppo FIAT, e l'AD abruzzo-canadese vuole imporre quel modello di lavoro anche per il Cavallino Rampante e il Tridente della Maserati, che ha gli stabilimenti a Maranello e Modena.
Oggi una delegazione di lavoratori è venuta negli uffici del Movimento 5 Stelle in Regione per esporre il caso e cercare assieme una soluzione.

La prima cosa che possiamo fare è allertare l'Assessore competente e portare il caso alla ribalta. Martedì mattina durante il question time in Aula porteremo all'attenzione della Giunta il caso degli stabilimenti Ferrari e Maserati di Maranello e Modena: fra il pubblico ci sarà anche una rappresentativa dei lavoratori. Lo scambio di idee avuto oggi è stato proficuo. La situazione è molto confusa, e la mancanza di chiarezza è proprio uno dei problemi. Le uniche comunicazioni ufficiali che sono arrivate in fabbrica dicono che il modello contrattuale di Pomigliano d'Arco sarà applicato anche a Maranello. Com'è possibile applicare un contratto spacciato per adatto ad un'azienda in crisi ad una realtà invece molto florida? (si perché i numeri dicono che la Ferrari produce tra le 7 e le 10 mila vetture all'anno, nel terzo trimestre 2011 l'azienda ha registrato un margine (risultato operativo su vendite) del 16,6%, mentre quello della Fiat è stato dell'1,3%; l'azienda nell'ultimo triennio ha assunto 160 persone su un organico di 3000 circa.) Crediamo che, se come pare il piano di Sergio Marchionne è produrre le nuove Maserati in un segmento di mercato B e C nello stabilimento di Grugliasco (Piemonte) e arrivare a 50.000 unità l'anno, allora l'Amministratore Delegato dovrebbe prendere in considerazione l'idea di lasciare la produzione dei modelli elitari della gamma negli stabilimenti modenesi. Non c'è Ferrari, non c'è Maserati senza Maranello, senza Modena. Il legame col territorio e il know-how dei dipendenti è fondamentale per un prodotto della qualità che l'acquirente si aspetta. Ora chiediamo alla Regione come intenda muoversi per tutelare la dignità dei lavoratori, i posti di lavoro e tutto l'indotto che questi grandi marchi generano per l'Emilia-Romagna. Le Istituzioni hanno investito in questi stabilimenti nel corso degli anni, non lasciamo che vengano sviliti così.

Qualcuno si ricorda quando andai in TV con in studio Matteo Renzi a "Le invasioni barbariche", ospite di Daria Bignardi, su la7? Già allora scopiazzava le nostre frasi, i temi, le battaglie. Ma oltre la suggestione delle parole c'è qualcosa di concreto? Ora dalla Leopolda è uscito un programma all'80% fotocopiato dal nostro (ma il resto è paurosamente distante). Che facciamo? Gli crediamo? Possiamo fidarci secondo voi?

divietotrivelle.jpgNei giorni scorsi ci siamo imbattuti in questa foto, che ritrae l'amministrazione di Sassuolo (MO) ben lieta di stringere la mano ai generosi texani della Hunt Oil (sì, quelli delle Trivelle, se non vi ricordate... (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/07/texani-go-home.html) per la donazione di 10.000 dollari. Tutto bene? Mah... Giudicate voi dai due articoli: noi terremo gli occhi aperti!!!

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eco-casa.jpgLorenzo Bolognini ha dimostrato con i fatti che costruire in maniera economica in classe A+ è possibile e conveniente. Lo ha fatto aprendo la sua nuova abitazione in occasione dell'open day della Eco-Casa di San Lazzaro, cui hanno assistito almeno 250 persone. Il nostro caro Assessore Gian Carlo Muzzarelli avrebbe fatto bene ad essere presente per rendersi conto che la sua difesa a spada tratta del cemento è ormai la disperazione di uno chiuso nel bunker. Il PD ha bocciato i nostri emendamenti al piano energetico per costruire in Classe A (tranne uno, per un errore), nell'antistorico tentativo di proteggere gli interessi dei costruttori e delle multinazionali del gas. Sì perché con una Eco-Casa ci si libera dal vincolo del gas per sempre, producendo calore grazie al metabolismo del corpo e al circolo forzato dell'aria. In tutto l'edificio c'è solo una piccola stufa a pellet, nel caso l'acqua calda non dovesse bastare. Parliamo di una rivoluzione dei consumi, e questa è costata solo 1.600 € al metro quadro - ma avrà costi di gestione bassissimi. La sua dimensione ragguardevole poi, dimostra che il concetto è applicabile anche a piccoli condomini, non solo a casette monofamiliari. Se i nostri amministratori non fossero così vecchi e legati a doppio filo agli interessi del mattone, forse si accorgerebbero che un'altra via è possibile.

Un video della casa: http://video.repubblica.it/edizione/bologna/san-lazzaro-la-casa-di-classe-a-piu/79698/78088

Il Facebook di Bolognini: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1790916302668.2103631.1532443515&type=3&l=e5ad7511b1

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