Alla Ferrari hanno un problema. Non è Fernando Alonso, nè Felipe Massa, ma neppure si chiama Red Bull o McLaren. Si chiama Sergio Marchionne, e contratto-Pomigliano. Ferrari fa parte del gruppo FIAT, e l'AD abruzzo-canadese vuole imporre quel modello di lavoro anche per il Cavallino Rampante e il Tridente della Maserati, che ha gli stabilimenti a Maranello e Modena.
Oggi una delegazione di lavoratori è venuta negli uffici del Movimento 5 Stelle in Regione per esporre il caso e cercare assieme una soluzione.
La prima cosa che possiamo fare è allertare l'Assessore competente e portare il caso alla ribalta. Martedì mattina durante il question time in Aula porteremo all'attenzione della Giunta il caso degli stabilimenti Ferrari e Maserati di Maranello e Modena: fra il pubblico ci sarà anche una rappresentativa dei lavoratori. Lo scambio di idee avuto oggi è stato proficuo. La situazione è molto confusa, e la mancanza di chiarezza è proprio uno dei problemi. Le uniche comunicazioni ufficiali che sono arrivate in fabbrica dicono che il modello contrattuale di Pomigliano d'Arco sarà applicato anche a Maranello. Com'è possibile applicare un contratto spacciato per adatto ad un'azienda in crisi ad una realtà invece molto florida? (si perché i numeri dicono che la Ferrari produce tra le 7 e le 10 mila vetture all'anno, nel terzo trimestre 2011 l'azienda ha registrato un margine (risultato operativo su vendite) del 16,6%, mentre quello della Fiat è stato dell'1,3%; l'azienda nell'ultimo triennio ha assunto 160 persone su un organico di 3000 circa.) Crediamo che, se come pare il piano di Sergio Marchionne è produrre le nuove Maserati in un segmento di mercato B e C nello stabilimento di Grugliasco (Piemonte) e arrivare a 50.000 unità l'anno, allora l'Amministratore Delegato dovrebbe prendere in considerazione l'idea di lasciare la produzione dei modelli elitari della gamma negli stabilimenti modenesi. Non c'è Ferrari, non c'è Maserati senza Maranello, senza Modena. Il legame col territorio e il know-how dei dipendenti è fondamentale per un prodotto della qualità che l'acquirente si aspetta. Ora chiediamo alla Regione come intenda muoversi per tutelare la dignità dei lavoratori, i posti di lavoro e tutto l'indotto che questi grandi marchi generano per l'Emilia-Romagna. Le Istituzioni hanno investito in questi stabilimenti nel corso degli anni, non lasciamo che vengano sviliti così.








Cari Andrea e Giovanni il problema è che a loro delocalizzare conviene perchè hanno solo vantaggi come ben spiegato nel video.
Copio incollo da mia nota su FB applicabile in ogni situazione di delocalizzazione: specifico che è esemplificativa.
Quando passo vicino all'OMSA a Faenza e vedo quel megastabilimento industriale che paga le stesse tasse di ICI come quando era attivo ed "occupava" centinaia di lavoratori, pur rimanendo improduttivo, mi girano a 1000.
SI DOVREBBE TASSARE CON UN ICI 1000 VOLTE SUPERIORE A QUELLO ATTUALE (esempio) E LA DIFFERENZA USARLA PER RIDURRE LE TASSE SUL LAVORO..... CI METTI SU PANNELLI FOTOVOLTAICI? LE TASSE SI ABBASSANO A 500 VOLTE(esempio), VISTO CHE ALMENO UNA CERTA UTILITà SOCIALE IL CAPANNONE IN QUESTO MODO LA HA.
Ovvio che poi se la OMSA (di turno) vuole togliere di mezzo anche lo stabilimento, oltre che i lavoratori, ripristinando lo stato di fatto di campagna produttiva, ovvero cederlo ad altra attività produttiva, non dovrà pagare nulla..... ma gli conviene?
Altrettanto ovviamente questo sistema di colpire l'occupazione di territorio improduttiva può essere declinato in modo diverso per colpire, ad esempio, le attività produttive a forti impatto ambientale in modo da consigliargli di ridurre l'impatto con accorgimenti tecnologici ovvero delocalizzando l'attività in altri paesi(1) (con gli effetti di cui sopra sulla tassazione del bene improduttivo) ovvero in luoghi del paese dove l'impatto è minore (come nel caso di coesistenza tra attività produttive ed abitative).
Ricordo l'art 42 comma 2 della Costituzione: "La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, DI GODIMENTO E I LIMITI ALLO SCOPO DI ASSICURARNE LA FUNZIONE SOCIALE e di renderla accessibile a tutti." . OVVIAMENTE LA MODIFICA GRAFICA è MIA.(1) Ovviamente non possiamo intervenire in questi paesi imponendo la ns soluzioni, anche se lo scopo è quello anche di dare l'esempio e farci copiare.