Oggi in Aula il Movimento 5 Stelle ha portato all'attenzione generale, grazie ad una interrogazione a risposta immediata, la questione Ferrari/Maserati (incontro la scorsa settimana qui: http://www.youtube.com/watch?v=7D1Va7L_ETk). Cosa succede fra Maranello e Modena? Succede che FIAT pensa di applicare il modello contrattuale Pomigliano anche agli stabilimenti del Cavallino (vi ricordiamo - en passant - due dichiarazioni successive del "Guru" Sergio Marchionne: 21 Luglio 2011 - "Fiat: Marchionne, non duplicheremo modello Pomigliano" *** 3 Ottobre 2011 - "Marchionne: modello Pomigliano per tutti gli stabilimenti italiani FIAT" W LA COERENZA) e, ormai fuori da Confindustria, non ha dato indicazioni sullo sviluppo industriale di un'azienda completamente sana, anzi, in ottima forma: leggete qui: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/11/07/news/ferrari_vendite_record_e_soldi_in_cassa_lo_stato_di_grazia_del_cavallino-24602020/?ref=HREC1-12.
Le maestranze sono preoccupate perché si parla di produrre 50.000 piccole Maserati a Grugliasco, e di spostare anche le produzioni d'élite nel torinese, facendo perdere molte commesse allo stabilimento, che si troverebbe con centinaia di lavoratori senza lavoro. Ma, appunto, la situazione non è stata chiarita dall'azienda, mai. E la Regione? Ha mandato 2 letterine a Confindustria e s'è stupita che FIAT non abbia risposto. Per forza, ha cambiato indirizzo.
In Aula l'Assessore Gian Carlo Muzzarelli ha sviato la nostra interrogazione, rispondendo sulla Maserati quando la maggioranza dei quesiti riguardava Ferrari. Poi ha infarcito di belle parole le uniche due informazioni che ci ha dato: che l'assessorato ha inviato due letterine a Confindustria e incontrato i dipendenti Ferrari l'ultima volta lo scorso febbraio. Bello sforzo...
Noi oggi abbiamo promosso un incontro-lampo fra Muzzarelli e i lavoratori (a breve il nuovo video). Resta da capire cosa serva parlare con Confindustria se FIAT è uscita dall'Organizzazione... ma tant'è: due letterine senza risposta e un incontro di 9 mesi fa è tutto quello che la Regione ha fatto. Ne abbiamo preso atto e perciò abbiamo ritenuto opportuno fare incontrare faccia a faccia l'Assessore con i lavoratori. Non importa se l'appuntamento non era stato fissato, o la sede non è adeguata. E' anche una questione di educazione e rispetto. Non c'è un momento inadatto per parlare del futuro di due marchi importantissimi per la Regione e della vita di centinaia di operai. L'Assessore s'è limitato a ripetere gli impegni generici, parlando poi di 'show per le telecamere'. Però quand'era solo davanti ai microfoni c'è stato perfettamente a suo agio, senza nessuno davanti con cui interloquire. Anche la definizione di show fa sorridere: noi la chiamiamo 'trasparenza'... Ci impegneremo per tenere i riflettori accesi su questa vicenda, perché la questione non venga fatta cadere. Stiamo pensando ad una risoluzione, e speriamo che molti colleghi ci seguano: penso a SEL e FdS. Intanto dal Presidente della Commissione Attività Produttive abbiamo ottenuto l'impegno a trattare del caso in Commissione.








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