Questa sera a Castelnuovo Rangone - Auditorium Renzo Bavieri presso le scuole medie - Parcheggio Piazza Brodolini (piazza del mercato) alle 21.00 si terrà un incontro pubblico per informare la cittadinanza sull'inceneritore di Castelvetro per cui Inalca a chiesto l'autorizzazione. Vi invitiamo a partecipare!
QUI l'evento: http://www.facebook.com/events/181812678577232/
Secondo noi il progetto di Inalca Spa di costruire a Castelvetro (MO) presso il suo stabilimento, un inceneritore che brucerà 30.000 tonnellate di biomasse l'anno non è sostenibile e per questo abbiamo presentato un'interrogazione alla Giunta regionale. Saranno biomasse prodotte con rifiuti di origine animale, quindi ritagli di carne, grasso, ossa e altro, ma il suo scopo principale sarà incamerare contributi pubblici con i 'certificati verdi'. Invece che essere bruciati gli scarti potrebbero essere riutilizzati e valorizzati diversamente e trasformati in cibo per animali domestici ed altri utilizzi, come alcuni studi ed esperienze industriali (su tutti quelli condotti dal Crpa di Reggio Emilia dagli Anni Settanta) dimostrano. Pare quindi evidente che il progetto presentato da Inalca Spa per lo stabilimento di Castelvetro, pur totalmente legittimo sul piano formale, non rappresenti un esempio di innovazione industriale e di perseguimento della qualità ambientale, ma sia fortemente condizionato dalla possibilità di incamerare incentivi pubblici. Incentivi pagati dai contribuenti italiani, tramite il meccanismo dei 'certificati verdi'. Per questo progetto si prevede di bruciare circa 30.000 ton/anno (84 tonnellate al giorno) di scarti e la procedura di VIA verrà conclusa entro i primi di dicembre. Purtroppo, a quanto ci dicono i Comitati di cittadini, la popolazione di Castelvetro è stata tenuta all'oscuro di questo progetto, che in zona potrà avere ripercussioni anche dal punto di vista dell'impatto olfattivo, ovviamente. Per questo nella nostra interrogazione chiediamo alla Giunta se da Inalca sia stato rispettato il DLGS 152/06, secondo il quale il gestore, entro 45 giorni dalla presentazione dell'istanza, deve provvedere a sua cura e sue spese alla pubblicazione su un quotidiano a diffusione provinciale o regionale, informando la popolazione. Inoltre viene poi chiesto se risulti che Inalca Spa intenda importare presso questo impianto consistenti quantitativi di biomasse di origine animale da altri stabilimenti, ubicati anche al di fuori della regione e se l'Emilia-Romagna, all'interno delle sue politiche agroalimentari, consideri ambientalmente più innovativo e sostenibile un sistema che preveda la trasformazione degli scarti per un riutilizzo per fini alimentari, oppure preferisca un sistema che preveda il trattamento di distruzione termica. Insomma, l'in cenerimento che permette di godere dei contributi pubblici a spese del cittadino per la cosiddetta 'valorizzazione energetica'. Infine una domanda sulla sicurezza: 'Che tipo di garanzie dovrà fornire Inalca Spa riguardo i controlli sull'emissioni, dato che nella scheda monitoraggio è previsto un solo controllo delle emissioni all'anno, nonostante siano presenti bollitori, trituratori, coclee e 270 tonnellate anno di additivi che verranno inceneriti?'.
Articolo uscito oggi su l'Informazione








Queste cose sono assurde: è noto che il grasso animale e le ossa sono uno dei materiali più refrattari alla combustione...gli incentivi ci stanno portando alla follia, cosa bruceremo poi? I secchi pieni d'acqua?
Un impianto del genere ha rendimenti ridicoli, dal punto di vista termico non ha assolutamente senso questo processo. Sarebbe necessario intervenire per chiudere per sempre gli incentivi sulle centrali a biomasse.
Tra l'altro, proprio perche refrattari, ci sarà da aspettarsi materiale di risulta nell'ordine del 40% se non di più...che fine farà????
E' più facile perseguire nell'errore piuttosto che sforzarsi a migliorare quando le logiche che muovono certi personaggi sono solo legate al profitto! Manca poco che bruceranno le nostre salme eliminando definitivamente i cimiteri? Dipende tutto da quale lobby sia più autorevole...e intanto i cittadini strapagano per servizi insostenibili dal punto di vista ambientale.