
Cari amici,
capisco che, di primo acchito, leggere che il Movimento 5 Stelle si spenda per una testata giornalistica "tradizionale" possa sconcertare. E il VDay2, ricorda, giustamente, qualcuno di voi? Ce lo siamo scordato? No, e infatti le critiche dovrebbero arrestarsi di fronte all'atto scritto, alla risoluzione che abbiamo preparato e che è inequivocabile quando recita "sarebbe auspicabile che tutte le testate pubblicate fossero in grado di mantenersi solamente attraverso la pubblicità, gli abbonamenti e le copie vendute, senza dover ricorrere ai contributi pubblici". Siamo ancora contro il finanziamento pubblico ai giornali, ma siamo dalla parte dei lavoratori che rischiano il posto - senza avere colpa di lavorare per un quotidiano in un Paese le cui leggi sovvenzionano la carta stampata. La nostra risoluzione è chiaramente impostata sullo stato dei lavoratori: sono citate le condizioni che stanno sopportando, la lunga incertezza (la stessa situazione si ripete dal 2008, quasi regolarmente) e la richiesta alla Giunta dice: "ad attivarsi affinché vengano salvaguardati gli attuali posti di lavoro e le professionalità da questi rappresentate". La potete leggere integralmente qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/Risoluzione_Unita.doc
Qualcuno non è d'accordo nella tutela dei diritti dei lavoratori? Cosa c'entrano i finanziamenti pubblici all'editoria con le famiglie e le persone che rischiano? Forse dovremmo chiedere di togliere i rimborsi fiscali sulle accise della benzina e del gasolio per le imprese di autotrasporto, così poi vedremmo finire sul lastrico gli autotrasportatori che il camion lo guidano solo?
La nostra volontà di mantenere vive le voci critiche, dopo un ripensamento profondo del sistema dei giornali in Italia, che porti all'eliminazione dei contributi statali, è parte di una concezione della pluralità d'informazione come libertà. Forse chi ha l'idea che ci si debba "informare" solo su internet dimentica alcune cose fondamentali:
1 - che le testate giornalistiche registrate su internet sono soggette alla legge valida per quelle cartacee
2 - che l'informazione "libera" su internet che molto spesso troviamo copiata e riadattata su migliaia di blog altro non è che il rimpasto del lavoro fatto a monte da un qualche giornalista, da qualche parte nel mondo, PAGATO da una qualche testata che gli ha anche messo a disposizione i mezzi per la diffusione. L'idea che su internet si faccia informazione a costo zero è molto romantica ma non veritiera.
3 - che, una volta risistemate le anomalie del mercato dei giornali in Italia, sarà il mercato stesso e saranno i consumatori a decidere quando e cosa comprare, se su carta o su internet - e rimarranno aperte solamente le testate che intercetteranno i gusti del pubblico e raccoglieranno pubblicità: insomma quelle vive. Non possiamo obbligare nessuno a trovarsi le informazioni su internet se non vuole farlo.
Casi analoghi li abbiamo votati o sollevati anche in altre occasioni. Per esempio con l'interrogazione sul recente sciopero della RAI (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/interrogazione%20caso%20Rai.doc) oppure quando abbiamo appoggiato, col voto in aula, una risoluzione sull'intricata vicenda Rete7 / L'Informazione che mette in pericolo decine di lavoratori (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/RisoluzioneRete7.pdf ) .
Non possono essere, lo ribadiamo, i lavoratori a pagare per gli errori dei "padroni".
Il caso de l'Unità è emblematico.
Dal 1997 non è più il giornale del PCI/PDS (NON è più un giornale di Partito) e il giornale nel giro di 3 anni (è l'estate del 2000) chiude: c'è solo on-line. Nel 2001 lo fa rinascere la Nuova Iniziativa Editoriale che mette alla guida noti giornalisti, molti dei quali oggi scrivono su Il Fatto Quotidiano come Marco Travaglio. Cos'è successo nel frattempo? E' successo che nel 2006 l'Unità aveva ricominciato a tirare copie e, soprattutto, a venderle. Poi - prossime le elezioni regionali in Sardegna in cui cercava la riconferma - l'imprenditore Renato Soru ha rilevato il 20 maggio 2008 la NIE, diventando il nuovo azionista di maggioranza e mettendo alla guida del giornale Conchita De Gregorio. Costosissima operazione di restyling grafico, formato e linea del giornale hanno indotto alla fuga le firme di cui sopra, per cui il quotidiano s'è impoverito di professionalità e ha perduto copie. Da circa 60.000 vendute quotidianamente nel 2008 a circa 30.000. In soli tre anni! E, intanto, i fuoriusciti Padellaro, Colombo e Travaglio creavano il Fatto Quotidiano e il suo grande successo... Soru ha presto perso interesse per l'Unità, una volta dimessosi da Presidente della Sardegna e perse le elezioni 2009, tanto che lui stesso considera la testata in vendita sin da allora. Da ottobre è sotto inchiesta e gli sono stati congelati 3 milioni di € dalla Guardia di Finanza per evasione fiscale... Chi sa spiegare cosa c'entra tutto questo con i lavoratori de l'Unità che - lo ricordiamo - non sono solo giornalisti ma anche segretari, poligrafici, stampatori, trasportatori, tecnici?
Il nostro impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro, nel limite delle nostre possibilità, è stato su tutti i campi. Ricordate, recentemente, quanto ci siamo spesi per la Ferrari/Maserati? Secondo il ragionamento dei detrattori-a-priori avremmo dovuto tacere perché nel Gruppo Fiat abbiamo messo in passato tanti soldi pubblici e al Movimento 5 Stelle non piacciono le auto inquinanti...
Crediamo, ancora una volta, di non aver assolutamente tradito il mandato elettorale. Vedrete che se cercheranno di mettere soldi pubblici ne l'Unità, nell'Informazione, a Rete7 o altrove (cosa tecnicamente molto, molto difficile se non impossibile) noi ci opporremo. State tranquilli, il Vday2 lo abbiamo bene a mente.
ANDREA DEFRANCESCHI



Quattro medici dell'Ospedale Maggiore di Bologna andranno a processo per la morte della 59enne Loredana Mainetti. Quando presentammo la nostra risoluzione sul caso, in Aula, prima sbianchettarono il documento, poi secretarono la seduta approfittandone per attaccarci con violentissimi attacchi personali.
"L'approvazione delle proposte di legge sulla riorganizzazione del sistema regionale della aree protette e dei siti della Rete Natura 2000 è un passo importante per la tutela del verde" - dice Andrea Defranceschi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle, che aggiunge "Siamo particolarmente contenti per l'istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano e per l'istituzione del Parco regionale fluviale del Secchia il cui progetto, oltre che dal Movimento 5 Stelle, era co-firmato con alcuni colleghi. Abbiamo così fatto un importante passo in avanti per la tutela del nostro territorio e per mettere le basi per uno sviluppo economico sostenibile sia nell'area del Secchia" - ricordiamo che il Parco interesserà ben 17 Comuni della provincia di Modena e Reggio Emilia e Piacenza con il parco dello Stirone e del Piacenziano - "L'istituzione del Parco Regionale del Secchia, che includerà anche le aree della Corte Ospitale, sul quale c'eravamo già mossi, e di Palazzo Rainusso permetterà di preservare tutta l'area dalla cementificazione di 16.000 metri quadrati programmata oltre dieci anni fa da una passata giunta del Comune di Rubiera."
Dopo l'approvazione in Commissione Ambiente, con voto del Movimento 5 Stelle e della maggioranza, della nascita del Parco Regionale Fluviale del Secchia che interessa 17 comuni tra la provincia di Modena e Reggio Emilia, i cavatori hanno calato la maschera e sbugiardato la Regione Emilia-Romagna con poche semplici paroline. Questo quello che dichiarano pubblicamente con il comunicato di Sauro Marazzi, componente della Giunta Confapi di Reggio Emilia:
Sono proprio curioso di sapere cosa si inventeranno stavolta per bocciare il nostro emendamento che è di una semplicità estrema. Tre mesi fa la Regione ci ha informato che la Provincia di Bologna ritirava i suoi 470.000 € per l'importante progetto della Ciclovia del Reno (ricordate?
L'altro pomeriggio abbiamo presentato i nostri primi quattro emendamenti al Bilancio, che arriverà in Aula il 20, 21 e 22 del mese. Tutti e quattro gli emendamenti erano costituitivi di nuovi articoli, ma sono stati bocciati praticamente senza alcun commento. Il primo, che riguardava le norme per la designazione dei componenti di Consigli di Amministrazione altro non è che una riproposizione più stringente della norma anti-riciclati vigente nel Comune di Bologna. Eppure, pregiudizialmente, è stato respinto perché presentata dal Movimento 5 Stelle. Ma come funziona? Il PD se la vota in Comune per fare bella figura e in Regione no? In effetti così certi casi come quelli di Duccio Campagnoli (non ti ricordi la storia?
La mancanza di una visione di futuro della regione Emilia-Romagna è ogni giorno più palese nelle scelte della Giunta Errani. Adesso l'Assessore Sabrina Freda tuona contro le automobili, accusandole di essere la causa del tremendo inquinamento della nostra pianura. Quindi blocco del traffico allargato a tutti i capoluoghi, oltre alle città sopra i 50.000 abitanti. Semplicemente ridicolo. Chiaramente limitare la circolazione delle auto può servire, ma il provvedimento preso da solo è una foglia di fico su un problema enorme che - sotto tutti gli altri aspetti - è stato e continua ad essere non solamente ignorato, ma anche aggravato dalla giunta di questa regione, Freda compresa.
Sono passati 14 mesi da quando denunciammo le estrazioni irregolari di Arenaria di Montovolo dalle cave di Grizzana Morandi. Nessuno ci ha ascoltato, e il furto ai danni della comunità si ripete. Il primo furto, risalente al 2005, lo denunciammo attraverso un esposto. Oggi il Comune ci ricasca, sempre col solito Assessore Luigi Bettocchi. Qui potete vedere le foto che mostrano i mezzi della Ditta Baraccani, scortati dal quelli del Comune di Grizzana, scavare e raccogliere le preziose formazioni rocciose la mattina del 7 Dicembre 2011. Si tratta delle pietre cadute a seguito dell'esplosione del 2009 (vedi sotto). Per inciso vorremmo ricordare che i titolari della Ditta Baraccani sono stati condannati a tre anni per estorsione. Reato compiuto nei confronti di cittadini del Comune di Vergato che protestavano contro il loro impianto abusivo di lavorazione della ghiaia i n quel comune. E' con questa gente che fanno affari le amministrazioni? E' a loro che dobbiamo regalare delle rocce che valgono un occhio della testa?"









