19,6 picogrammi per grammo di grasso, quando la soglia oltre la quale un prodotto viene ritirato è 5. E' la quantità media di diossina rilevata sul campione di latte prelevato a due mamme ravennati, una di Savarna e una di Porto Corsini, località del ravennate. L'indagine è stata promossa da Pietro Vandini del nostro gruppo di Ravenna 5 Stelle, e finanziata grazie all'aiuto di Associazione Naturista, Legambiente, Articolo 32, Ravenna Viva ed altri privati cittadini. Ma non possono essere i cittadini con le proprie finanze a muoversi, ci devono pensare le istituzioni. I risultati evidenziano una concentrazione di diossina pericolosissima (una donna aveva 15,7, l'altra 23,4) e l'affermazione di Paolo Ghinassi, Direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Asl di Ravenna in cui dice che 'Sappiamo che il latte materno contiene diossine. Non servono indagini. Nelle aree industrializzate è così. Non servono accertamenti' ci fa ribrezzo. Ricorda tanto quella che diceva "con la Mafia dobbiamo convivere". Noi non ci arrendiamo a questa idea. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione regionale per chiedere alla Regione di farsi promotrice di analisi multisito totalmente indipendenti sulla presenza di diossine nel latte materno e di animali, analisi che dovranno tenere in considerazione ogni tipo di possibile fonte d'emissione. Inoltre crediamo sarebbe utile sviluppare presso il Dipartimento di Prevenzione e Salute Pubblica delle Asl dell'Emilia-Romagna corsi di formazione sulla gestione rifiuti che prevedano l'insegnamento anche delle più moderne tecniche di smaltimento rifiuti alternative all'incenerimento e discarica, con l'ausilio di esperti di livello internazionale.
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un motivo in più per votare MoVimento 5 Stelle.
Grazie per l'impegno.
Ricordatevi quanto afferma Stefano Montanari da anni:
http://www.nanodiagnostics.it/images/086-06.pdf
Attenzione!
non vorrei che il clamore ( e le paure) che queste notizie suscitano portino, qualche ultrapavido, a sconsigliare l'allattamento materno.
La superiorita' del latte materno non e' in discussione nemmeno davanti a questi numeri, anche perche' quel bambino ha vissuto nell'utero di quella donna inquinata e, a togliergli il latte materno, si aggiungerebbe solo danno al danno.
Se si riuscisse a fare queste indagini per poi attuare qualche piano che limiti , in futuro ,la persistenza e l'incremento, va bene, ma attenti a influire negativamente sulle percentuali di allattamento materno.
La diossina resta nel corpo per sempre, non facciamo diventare queste mamme degli untori criminalizzandole