Se è verissimo che pagare le tasse e le imposte è un dovere di buon cittadino, è altrettanto vero che lo Stato non possa permettersi di abusare della pazienza degli italiani e della buona fede di chi sempre ha rispettato gli obblighi di una corretta vita in comunità. La notizia che la Rai richieda indistintamente a tutte le attività economiche produttive e professionali il pagamento del canone anche per Pc, Tablet e smartphone perché POTENZIALMENTE in grado di accedere alle trasmissioni radio e tv suona proprio come un abuso. Mentre radio e televisore sono concepiti proprio per vedere e ascoltare le trasmissioni Rai, e non solo, pc, tablet e smartphone sono strumenti di lavoro e comunicazione - spesso irrinunciabili. È del tutto pretestuoso pretendere il pagamento di un canone extra per gli studi medici, i professionisti, i negozianti che abbiano un accesso ad internet. I computer di cui si dotano professionisti e aziende non sono concepiti per la ricezione di trasmissioni radiotelevisive, ma bensì per supporto nell'organizzazione del lavoro, nell'adempimento delle prestazioni lavorative, nella comunicazione e formazione. La rete è un sistema libero: se la Rai vuole far pagare l'accesso ai propri contenuti via web, lo faccia on demand, con username e password. Abbiamo già pronta una risoluzione che abbiamo depositato oggi: chiederemo al Presidente Vasco Errani che si faccia portatore presso il Governo, in sede di Conferenza Stato-Regioni della volontà dei cittadini emiliano-romagnoli di non sottostare a questa gabella, che riteniamo ingiustificata. L'iniziativa della Rai è in contrasto con gli obiettivi dell'agenda digitale e gli sforzi che stanno mettendo in atto le Regioni ed il Governo per rilanciare la competitività delle aziende in forte crisi. La normativa che regola nel nostro Paese il pagamento del canone RAI è arcaica, risale ad un Regio Decreto Legge del 1938...
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L'abuso, a mio parere, è aggravato dal fatto che le trasmissioni sul sito Rai si possono vedere solo attraverso l'installazione di un plug-in creato da Microsoft (!), attualmente NON DISPONIBILE per iOS (ovvero, il sistema alla base degli iPhone, iPad e iPod Touch).
A questo punto mi chiedo con quale criterio la Rai arriva a dire che tali dispositivi siano POTENZIALMENTE in grado di accedere alle trasmissioni radio e TV.
La Rai vuole il canone per accedere ai servizi on-line? Be', renda i suoi contenuti accessibili solo a chi ha la volontà (!) di acquistarli, e inaccessibili a tutti gli altri.
Normalmente, è questo che fa un'azienda seria nel mondo del commercio.
Ecco, appunto!