L'Assemblea Legislativa ha votato tre documenti che impegnano la Giunta a chiedere una sospensiva dei lavori alla Variante di Valico.
Cantiamo vittoria. In questo caso, conta il risultato e - lo abbiamo sempre detto - se le nostre battaglie sono portate avanti da altri noi le appoggiamo ugualmente. Non ci interessa mettere la bandierina sull'atto votato, per cui siamo contenti di poter dire che abbiamo vinto dopo la lunga discussione su quattro risoluzioni inerenti i lavori della Variante di Valico e un lavoro di taglia e cuci in aula da autentici sarti.
Ma soprattutto hanno vinto gli abitanti di Ripoli e il principio che la sicurezza dei cittadini venga prima di tutto. Ieri la discussione è stata lunga e dura, e per noi rappresenta la punta di un iceberg di un lavoro che continua da oltre un anno, fatto di interviste sul luogo, studi sul territorio, dati raccolti, conferenze stampa, video, dichiarazioni,... Non ci importa che la nostra risoluzione sia stata bocciata di misura. L'importante è aver imposto un tema alla pubblica attenzione con tutto l'impegno di cui siamo stati capaci. Prima non avevamo nessun appoggio, eravamo i soli nel panorama politico a opporci al cieco proseguire degli scavi (guardate questo video, al minuto 17'20" e al minuto 21' e 50"...)
E ora che tre risoluzioni impongono ad Autostrade, attraverso la Giunta, di dover sospendere i lavori in via cautelativa. Sicuramente anche dal punto di vista politico il fatto che il Partito Democratico abbia dovuto, con una virata in extremis per evitare di andare sotto nei numeri, imporre una condotta differente al proprio Assessore ai trasporti Alfredo Peri è un risultato non indifferente. Ora ci auguriamo che il principio di precauzione e di condivisione delle scelte sia la bussola anche per le infrastrutture future.
Ambiente: Febbraio 2012
Questa la nostra denuncia dell'altro giorno...
""Il Professor Augusto Desideri, facente parte del Collegio dei Tecnici incaricato di valutare i rischi derivanti dallo scavo della Variante di Valico, ha mentito al Prefetto di Bologna. Il Professore, a libro paga di Autostrade, ha dichiarato durante la riunione del 26 gennaio che 'gli inclinometri 13 e 16, a monte della Galleria, sono sostanzialmente fermi'. E' una bugia: infatti lo strumento 13 s'era spezzato due settimane prima, alla profondità di 68 metri, a causa delle fortissime vibrazioni e degli spostamenti di masse di terreno. Questo non è un dettaglio e, dato che è sul verbale del collegio dei tecnici che il Prefetto Angelo Tranfaglia ha deciso che 'non esista pericolo immediato per la popolazione' nella riunione del 2 febbraio, ci domandiamo come abbia potuto prendere una decisione corretta. La menzogna da parte del tecnico è un atto gravissimo che vanifica il lavoro di monitoraggio e raccolta dati e lo piega alla volontà di Autostrade. Desta impressione vedere le istituzioni, che dovrebbero proteggere i cittadini, tacere."
Il Prefetto, potete ascoltare la sua risposta letta dal giornalista Francesco Spada di è-TV nel video, ha confermato. I giornali non hanno riportato nulla. A voi sembra normale?
19,6 picogrammi per grammo di grasso, quando la soglia oltre la quale un prodotto viene ritirato è 5. E' la quantità media di diossina rilevata sul campione di latte prelevato a due mamme ravennati, una di Savarna e una di Porto Corsini, località del ravennate. L'indagine è stata promossa da Pietro Vandini del nostro gruppo di Ravenna 5 Stelle, e finanziata grazie all'aiuto di Associazione Naturista, Legambiente, Articolo 32, Ravenna Viva ed altri privati cittadini. Ma non possono essere i cittadini con le proprie finanze a muoversi, ci devono pensare le istituzioni. I risultati evidenziano una concentrazione di diossina pericolosissima (una donna aveva 15,7, l'altra 23,4) e l'affermazione di Paolo Ghinassi, Direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Asl di Ravenna in cui dice che 'Sappiamo che il latte materno contiene diossine. Non servono indagini. Nelle aree industrializzate è così. Non servono accertamenti' ci fa ribrezzo. Ricorda tanto quella che diceva "con la Mafia dobbiamo convivere". Noi non ci arrendiamo a questa idea. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione regionale per chiedere alla Regione di farsi promotrice di analisi multisito totalmente indipendenti sulla presenza di diossine nel latte materno e di animali, analisi che dovranno tenere in considerazione ogni tipo di possibile fonte d'emissione. Inoltre crediamo sarebbe utile sviluppare presso il Dipartimento di Prevenzione e Salute Pubblica delle Asl dell'Emilia-Romagna corsi di formazione sulla gestione rifiuti che prevedano l'insegnamento anche delle più moderne tecniche di smaltimento rifiuti alternative all'incenerimento e discarica, con l'ausilio di esperti di livello internazionale.
Abbiamo bloccato il Progetto di Legge sulla caccia: è stato ritirato in Commissione, proprio ieri, dal relatore. Come abbiamo fatto? Mercoledì sera avevamo protocollato l'istanza di questione pregiudiziale di costituzionalità ai sensi dell'articolo 74 del Regolamento interno, coordinato con l'articolo 29, comma 10 (suona difficile, ma non lo è). Eravamo certi che il Progetto di Legge non fosse costituzionale, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato una Legge analoga della Regione Abruzzo. Per quale motivo? Non si fa il calendario venatorio con un Progetto di Legge, ma con un Atto amministrativo. E' stata quindi smentita la teoria dell'assessore Tiberio Rabboni, che sosteneva il Progetto di Legge idoneo e costituzionale. Perché ricorrevano al PdL? Perché così le associazioni ambientaliste non avrebbero potuto impugnarlo. E' un trucco da bisca, un sotterfugio. Lo abbiamo smascherato, e siamo contenti che ora si possa procedere a stilare un calendario venatorio con un atto deliberatorio che, eventualmente, potrà essere impugnato dalle associazioni ambientaliste.
ANDREA DEFRANCESCHI
Ieri in Aula abbiamo tentato di razionalizzare la montagna di neve caduta, in queste settimane, sul nostro territorio. La nostra proposta è stata bocciata.
Il sottoscritto consigliere
Bologna, 15.02.2012
I
(Giovanni Favia)
Su tutto il nostro territorio regionale avviene un fenomeno vergognoso, ci sarebbe da dire, se non che i suoi tratti ridicoli strappano una risata. Vengono individuate come aree di tutela faunistica, in cui cioè la caccia è proibita, zone industrializzate, centri commerciali, parcheggi e... Sedi di partito.
Emblematico il caso di Ravenna.
Sarà capitato a molti di recarsi presso le Bassette e di imbattersi in beccacce e pernici a passeggio tra le officine, oppure di scorgere le orecchie di un leprotto dietro gli scaffali della Coop a far quietamente capolino tra i barattoli di pelati. Sono cose che capitano, qui a Ravenna. Deve essere per questo motivo che la Provincia di Ravenna e l'Ambito Territoriale di Caccia quando Libero Asioli era ancora Assessore (e Presidente di Federcaccia... guarda un po'), hanno dichiarato "vietati alla caccia" e "rifugio per gli animali selvatici" interi pezzi di città, con cemento ed edifici. A fungere da preziose aree di ripopolamento, il Centro Commerciale ESP e buona parte dell'abitato di Borgo Montone, il Centro Iperbarico e l'immensa area asfaltata del Consar, la zona dal cinema Astoria alla coop Teodora con relativi parcheggi, l'intero insediamento dei capannoni alle Bassette, un quartiere tra viale Europa e via Antica Milizia, tutto l'abitato chiuso fra viale Randi, la Classicana e la Faentina, Cinema City compreso, una parte di Classe e quasi tutto Ponte Nuovo. Non bastasse, ci giungono segnalazioni anche per località urbanizzate del forese come Savio, San Pietro in Campiano, San Michele, Godo... Un vero scandalo per cui abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Lo sta preparando Pietro Vandini e il suo gruppo Consiliare e 5 Stelle di Ravenna. Ma perché una simile assurdità? Lo Stato obbliga le Province a vietare la caccia su almeno il 20% del territorio. Ci sorge il dubbio che preziose aree di tutela come quelle appena citate siano state inserite, spacciate per terreni agricoli, per raggiungere tale quota. Evidentemente, una forzatura.
Di più, sarebbe un grave illecito l'istituzione di riserve fasulle perché servirebbe a ricomprendere in quella percentuale anche zone evidentemente inadatte ad ospitare fauna selvatica e, di conseguenza, a permettere l'attività venatoria su una area più vasta di quella consentita dalla legge. Si aggiunga che in questo modo il numero di licenze di caccia disponibili aumenta poiché, tanto maggiore è la superficie cacciabile, quante più le licenze che è possibile concedere. Essendo noto che i cacciatori costituiscono da sempre un bacino di voti consistente, ecco spiegato come mai anche il Comet è diventato un rifugio per le starne. Forse non è un caso se la sede provinciale del PD l'Assessorato Provinciale all'Agricoltura e la stessa ATC, oltre all'Unione Agricoltori di Ravenna, ricadano proprio all'interno di una di queste aree. Difficile credere ad un errore quando ogni giorno, prima di entrare in ufficio, qualsiasi funzionario o dipendente si trova davanti un cartello con la scritta "zona di rifugio - divieto di caccia" proprio in piena città. Il voto dei cacciatori fa comodo a tutti, così anche l'opposizione non è da meno e, a quanto sappiamo, nessuno della Lega Nord ha mai segnalato nulla nonostante la loro sede si affacci proprio su queste aree tabellate. Che i nostri politicanti abbiano cercato di porsi al riparo dalla furia dei cittadini? Inutile dire che anche per loro, visto l'andazzo, l'istituzione di vivai e zone di ripopolamento per la specie si sia posta come questione di imperiosa urgenza...
Il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna ha anche presentato un'interrogazione regionale per rivedere a scadenza annuale la ripartizione dei terreni secondo le caratteristiche di utilizzo reale che potete leggere qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/Interr%20definizione_superficie_agrosilvopastorale_caccia.doc
LE FOTO, pre farsi due risate...:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/IMG_0015.jpg
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/IMG_0016.jpg
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/cartelli%20caccia2.jpg
Lancio un appello alla Polizia Provinciale perché faccia un ultimo sforzo e dedichi un po' di energie per portare cibo agli animali selvatici nelle zone più remote del nostro Appennino (ma anche in campagna ce n'è bisogno). Le strade sono pulite, in città l'emergenza è passata. Ma in montagna la neve è ancora molto alta, e le possibilità per gli animali di procacciarsi il cibo ridotte al lumicino. Abbiamo letto l'allarme lanciato dalle Guardie Ecologiche Volontarie. Da due settimane molti animali selvatici stanno resistendo attingendo alle riserve accumulate durante il lungo autunno, ma ora hanno bisogno di una mano. E' nostro dovere evitare che questa neve faccia anche strage di fauna, che costituiscono una ricchezza insostituibile del nostro territorio.
ANDREA DEFRANCESCHI
A novembre, il sindaco di Caorso Fabio Callori millantava di un grande accordo per la costruzione di un mega parco divertimento in provincia di Piacenza nell'area di Zerbio di Caorso *fatevi due risate*
Sulla stampa piacentina si potevano leggere dichiarazioni di questo tono: "Mille assunzioni, un casello autostradale ad hoc e la previsione di oltre tre milioni di visitatori il primo anno. Sembra avere tutte le carte in regola il megaparco divertimenti pensato da un imprenditore bergamasco e proposto agli amministratori della bassa piacentina, con l'accordo bipartisan dell'azzurro Fabio Callori, sindaco di Caorso e del collega di centrosinistra di Monticelli Sergio Montanari."
Una mega cementificazione senza senso in un area vasta già servita da parchi divertimenti come Gardaland e Mirabilandia e altri parchi enormi. Con gli amici del Movimento 5 Stelle di Piacenza abbiamo interpellato quindi la Regione. Se esistesse un progetto le procedure dovrebbero transitare anche dalla Regione. Cosa scopriamo oggi con la risposta dell'Assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli? Che era tutta aria fritta!!! In poche parole i politici di Pdl e Pd che hanno diffuso quella notizia hanno raccontato bugie, fatto propaganda. Citiamo testuali le parole dell'assessore Muzzarelli di risposta alla nostra interrogazione:
"In riferimento all'interrogazione in oggetto si fa presente che non si ha notizia circa la realizzazione di un parco divertimenti in prossimità di Zerbio di Caorso". Prosegue poi l'Assessore affossando la notizia fatta circolare (a che pro?) dai politici piacentini a novembre. "Si è inoltre provveduto a richiedere informazioni in merito al Comune di Caorso, competente ai sensi della L.R. 9/99, allo svolgimento della procedura di verifica (screening) nonché del permesso di costruire, di un siffatto intervento e delle eventuali varianti urbanistiche , con nota prot. del 3 febbraio 2012, ha comunicato che "al competente ufficio non è arrivata alcuna richiesta di Valutazione d'Impatto Ambientale sul progetto relativo ad un mega parco divertimenti da realizzarsi in località Comune di Caorso".
"Si tratta lo stesso Comune di Caorso che annunciava il progetto alla stampa piacentina in novembre?
Mah.
Se mai questo scempio di cemento dovesse nascere diamo un consiglio su come chiamarlo: Pinocchioland.







