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Lavoro

cimitero_luci.jpg
Concorrenza sleale. Ancora una volta, contro il Made in Italy... a spese dei cittadini italiani. Il caso è di quelli spinosi: stiamo parlando di un intreccio fra lampade a led, cimiteri, certificati bianchi e patrocini abusivi. Siamo intervenuti, una volta venuti a conoscenza del caso, presentando una risoluzione in Regione.
Parallelamente depositeremo un esposto alla Procura della Repubblica, uno alla Corte dei Conti ed uno all'Authority per la Concorrenza.

I fatti
La Regione Emilia-Romagna con la firma dell'Assessore Gian Carlo Muzzarelli ha inviato a tutti i comuni una circolare (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/REGIONE%20PEC%20VOTIVA%2B.pdf ) dove si invitano le amministrazioni ad aderire ad un progetto patrocinato dalla regione stessa, per le lampade votive dei cimiteri "gratuite" (in realtà pagate con denaro dei cittadini, i famosi CERTIFICATI BIANCHI (http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_bianco). Facendo direttamente pubblicità ad una azienda commerciale, la Gesco srl con sede in Toscana, di cui non siamo stati in grado di individuare stabilimenti produttivi sul territorio e nemmeno esperienza nel settore della produzione di lampade votive e più in generale di lampade a led. L'unica cosa rintracciabile è il sito dell'azienda, riconducibile ad un assessore PD di un comune toscano.

Concorrenza sleale
Troviamo scorretto, per non dire di più, oltre che non legittimo sotto il profilo amministrativo, che la Regione privilegi attraverso un patrocinio un'azienda piuttosto che un'altra, invitando direttamente i Comuni ad aderire ad un progetto commerciale finanziato con denaro dei cittadini. Ancora più tragicomica la situazione se si tiene presente che si danneggiano le aziende del territorio che producono lavoro ed occupazione a favore di aziende "passamano". Lo si può definire un patrocinio abusivo. La nostra tesi è avvalorata da un parere, in un caso analogo, datato giugno 2011, del Garante per la Concorrenza, l'attuale Ministro Antonio Catricalà, e una circolare ministeriale (la Uce 000901 del 16 febbraio 2010) che definisce "non opportuno fornire adesioni e concedere patrocini a iniziative che abbiano, anche indirettamente, un fine lucrativo", ricadendo, infine, in una fattispecie prevista dal Regolamento CE n. 597/2009 del Consiglio dell'11 giugno 2009 relativo alla "Difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità Europea. Con la sua iniziativa il nostro caro Assessore penalizza fortemente le realtà emiliane che lavorano nel campo dell'illuminazione a led, con particolare riferimento a quelle specializzate nella sostituzione delle lampade votive. Queste aziende stanno già perdendo commesse, e saranno costrette a ridurre il personale, se non a chiudere e per che cosa? Per finanziare una partita di giro di cui è protagonista questa Gesco SrL, che non ha esperienza nel settore votivo e si limita a comprare e rivendere lampadine fatte in Cina. E' questa la maniera di difendere l'occupazione? Interveniamo prima che si apra una crisi occupazionale.

Lo stravolgimento dei certificati bianchi
I certificati bianchi sono nati per premiare il risparmio energetico. Purtroppo il loro nobile fine è spesso travisato: i soldi pubblici e gli incentivi, come frequentemente accade, fanno gola agli "avvoltoi" che imbastiscono attività al solo scopo di rastrellare i contributi. Il Movimento 5 Stelle è favorevole da anni allo sostituzione dell'illuminazione votiva (e non solo) con la più conveniente illuminazione a led. E' necessario però controllare che, come in questo caso, i contributi siano attribuiti correttamente. Sarebbe stato più opportuno, ad esempio, che la regione coordinasse, attraverso intercenter, un acquisto complessivo di lampadine, consentendo quindi che il vantaggio economico dei certificati bianchi rimanesse nelle casse pubbliche. Oppure che si fosse selezionata una Esco attraverso un bando ad evidenza pubblica. Infatti l'inganno del progetto Votiva+ (così ha denominato la Gesco questa sua iniziativa lucrativa) è proprio nel fatto che i comuni, nel momento della firma del contratto per la fornitura di lampadine, cedano all'azienda i diritti ad incassare e rivendere i certificare bianchi. Milioni di Euro messi tutti insieme. In secondo luogo, crediamo che sarebbe opportuno "premiare" con questi certificati chi DAVVERO risparmia, misurando il consumo prima e dopo l'installazione cosa che in questo caso non avviene. Essendo poi che la contribuzione applicata ai "led votivi" consente, per Gesco srl, di ripagare anche quattro volte il costo della lampadina (0,2 centesimi di costo per lampadina contro l'oltre euro di certificato pubblico), c'è il rischio che i prodotti vengano acquistati al solo scopo di intascare il contributo pubblico, senza poi procedere all'installazione. Ma quale certificato bianco consente di ripagare quattro volte un acquisto? Pensiamo ad esempio se con i certificati bianchi applicati ai frigoriferi in classe si ripagasse cinque volte il costo del frigorifero...

Insomma Muzzarelli Bocciato in matematica, tutela del Made in Italy e libera concorrenza.

FOTO SCATOLA LAMPADA:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/foto%202.JPG

FOTO SCATOLA LAMPADA 2:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/foto%203.JPG

Piede del sito: di chi è il progetto?
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/progettogescopiedesito.jpg

Risoluzione Movimento 5 Stelle:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/risoluzionevotiva.pdf

Esposto alla Corte dei Conti:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostocorteconti.pdf

Esposto al Garante:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostogarantevotiva.pdf

Esposto alla Magistratura:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostomagistratura.pdf

* in risposta al suo simpatico titolo.


LEGGI QUANTO S'E' SFORZATO L'ASSESSORE PER DIFENDERE FERRARI E MASERATI

L'Assessore Gian Carlo Muzzarelli s'è guardato bene dall'impegnarsi per la difficile situazione che stanno attraversando gli stabilimenti Maserati e Ferrari nel modenese: con un accesso agli atti del 25 gennaio siamo entrati in possesso del carteggio fra l'Assessore e l'Amministratore Delegato di Maserati Harold Wester. Due blande letterine, con le quali Muzzarelli si china alla risposta evasiva dell'AD del Tridente. Punto e basta. Sulla Ferrari assolutamente nulla. Zero. Come si può lasciare che due marchi così prestigiosi ed economicamente rilevanti smantellino la propria pianta produttiva o, peggio, abbandonino il territorio? Fra l'altro la seconda comunicazione di Muzzarelli è datata 5 Settembre 2011. Da allora il nostro Assessore, interpellato da noi in aula, non ha fatto più nulla. Nella risposta che ci diede al question time disse 'Come si sa formalmente e come abbiamo chiesto ripetutamente al Chief executive officer di Maserati, Harald Wester, noi chiediamo ancora una volta che la proprietà presenti alle istituzioni e ai lavoratori un piano concreto in cui si dia rispetto e seguito alla promessa relativa al fatto che investimenti in altri stabilimenti siano aggiuntivi e non sostitutivi dello stabilimento modenese. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposte ufficiali.' Era l'8 novembre 2011: sono passati ALTRI tre mesi, oltre ai due di attesa dall'ultima lettera. Con che faccia si può dire che 'abbiamo chiesto ripetutamente' quando lo si è fatto solo una volta? Il comportamento di Muzzarelli si può definire menefreghista e irresponsabile. Ricordiamo che l'Assemblea legislativa ha respinto la nostra risoluzione sui casi Ferrari e Maserati, preferendo approvare quella all'acqua di rose proposta dalla Maggioranza: ma anche questa non ha prodotto nulla di nulla - stando a quanto risposto dall'assessorato. Quindi gli atti che approviamo sono solo aria fritta, e la Giunta va avanti per la sua strada?

Voglio iniziare il nuovo anno con una buona notizia.

Vi ricordate la vicenda dell'Azienda Verlicchi? su questo blog ne parlammo qui
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/04/hera-strozza-
le-aziende-come-le-peggiori-banche-vogliamo-un-nuovo-codice-etico.html

Io partecipai ad un presidio dei lavoratori la scorsa estate, la situazione sembrava disperata.
Pochi giorni fa mi è arrivato un messaggio dal roccioso Cesare, uno di quei lavoratori che si è battuto come un leone per salvare il futuro dell'azienda dagli squali, anche fisicamente, quando delle non ben identificate persone la notte entrarono per portare via i macchinari.... I lavoratori difesero le loro macchine di lavoro. Parti l'occupazione, poi si cercò la via della cooperativa autogestita, ed infine... ecco il messaggio:

"...Donati ha comprato, siamo di nuovo una fabbrica viva, attiva. Anche se il pensiero è ancora rivolto alla non piena occupazione - impossibile chiederla - delle maestranze. La fabbrica è salva e tornerà a produrre. Grazie per esserci stati sempre vicini, grazie per aver creduto in noi e averci sempre supportato.
Adesso noi possiamo ricominciare a vivere sereni, e a sognare un po' di
futuro. Sono molto contento, come sono contento di averti conosciuto, di aver conosciuto Massimo e i ragazzi del movimento.
Un abbraccio
."

Queste parole riempiono il cuore, ed il pensiero va doveroso a tutte quelle
aziende che stanno lottando per la sopravvivenza. Mai arrendersi.

Giovanni Favia

PS: Video dello scorso aprile, quando Hera staccò la corrente alla Verlicchi...

v2-daymilano2.jpgLa risoluzione, volta unicamente a tutelare i diritti dei lavoratori della redazione di Bologna dell'Unità, giornalisti e non, che che come tanti di diverse aziende si erano rivolti a noi preoccupati del loro futuro ed a cui abbiamo dato regolarmente ascolto, come nel caso di lavoratori della Rai regionale, di Etv-Rete 7, della Ferrari, della Maserati, dell' Omsa e di altre realtà , ha suscitato molte reazioni negative da parte di cittadini. In diversi casi reazioni diffamatorie, scomposte e sopra le righe, attribuendomi la folle volontà di concedere finanziamenti pubblici a un qualunque organo di stampa, incluso il quotidiano in questione.

Cosa che ho ribadito non era in previsione, avendo ben presente e condividendo la nostra posizione che ha dato vita alla raccolta firme del "Vday2" del 25 aprile 2008 per la libera informazione.

Lo spirito che mi ha mosso era quello dell'articolo 3 della prima parte della Costituzione della Repubblica Italiana, quella che tutela i diritti fondamentali di ogni individuo e che prevede che "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Dai cittadini tramite la rete sono state fatte anche molte critiche costruttive ed equilibrate, che hanno rilevato come determinate espressioni potevano essere facilmente strumentalizzate dai nostri detrattori, sempre in agguato.

Nella risoluzione,dovendo per forza creare un documento che potesse essere votato dalla maggioranza del consiglio di questa Regione, per ottenere lo scopo insito nella stessa, ho costruito assieme ai nostri collaboratori, un paio di frasi che secondo la rete e i cittadini non solo non lasciavano capire il vero spirito, ma addirittura si prestavano a troppe interpretazioni. Un errore che ho ed abbiamo colto.

Gli eletti del Movimento 5 Stelle sono dipendenti dei cittadini che li hanno votati . Quindi la prima cosa da fare è rivedere i contenuti delle proprie azioni politiche, qualora non vengano condivisi e/o sostenuti, ma anche magari non capiti. Pertanto, ascoltato il parere dei cittadini tramite la Rete ho ritenuto in coscienza di ritirare la risoluzione in oggetto.

Dai diversi contributi ricevuti in rete in questi giorni mi è stato possibile costruire un nuovo documento di respiro molto più vasto, in grado di coniugare diversi aspetti del nostro programma politico. Un documento animato non solo dalla preoccupazione per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, ma più in generale dalla necessità di ripensare profondamente il sistema dell'informazione a carattere locale e regionale, slegandolo da logiche di assistenzialismo tramite finanziamenti pubblici e influenze della sfera politica-partitica.

Un esperimento forse unico, in cui i Cittadini scrivono un atto politico tramite la Rete ed il consigliere è alla fine quasi un semplice collettore e finale firmatario.

Un primo esempio cui aspirare, trattandosi di reale democrazia partecipata e diretta.

Il documento in questione è qui in allegato e sarà depositato il 9 gennaio alla riapertura degli uffici.

Un grazie a tutti e un magnifico 2012 a 5 stelle.


Andrea Defranceschi

LA NUOVA RISOLUZIONE CHE VERRA' DEPOSITATA E SOSTITUIRA' QUELLA PRECEDENTE
risoluzioneeditoria.pdf

Ogni tanto le urne danno esiti clamorosi. Alle ultime elezioni politiche gli eredi in ordine sparso di quello che è stato il maggior partito comunista d'Europa sono stati spazzati via, ridotti a "sinistra extraparlamentare". I motivi sono tantissimi. Uno, probabilmente, è che non stavano ad ascoltare la propria base ed erano incapaci di dare risposte concrete.
Noi qui in Regione ne abbiamo avuto un altro esempio lampante, sulla questione Ferrari-Maserati.
Per fortuna scripta manent... Bisogna però riportare correttamente i ai dipendenti di Maranello e Modena come sono andate le cose. La risoluzione della Maggioranza votata settimana scorsa in Aula è priva di ogni contenuto. Ma a loro, FdS, SeL e Pd, interessa mettere la bandierina, non certo risolvere i problemi!

Ma cos'è successo? Basta seguire la cronologia dei fatti:
4 novembre 2011 - Andrea Defranceschi incontra i dipendenti Ferrari in ufficio e realizza, pubblicandolo subito, un video youtu.be/7D1Va7L_ETk
8 novembre 2011 - Andrea Defranceschi porta al question-time, in Aula, le preoccupazioni per le sorti dei dipendenti Ferrari e Maserati e pubblica un nuovo video youtu.be/i9HOUB8ai1g nel quale si nota che lo stesso Capogruppo del Movimento 5 Stelle invita ad un incontro informale con gli operai l'Assessore Gian Carlo Muzzarelli. Gian Guido Naldi di SEL e altri politici vengono a rimorchio, avendo ignorato la questione fino all'intervento in aula di Defranceschi. Al termine dell'incontro Naldi & Co. Chiedevano di firmare una risoluzione congiunta.
25 novembre 2011 - Andrea Defranceschi spedisce a TUTTI i colleghi una proposta di risoluzione da firmare assieme, chiedendo il massimo appoggio fra tutte le forze politiche. Viene ignorato da tutti: rispondono un paio di colleghi del PdL.
30 novembre 2011 - la Maggioranza, prima firmataria Palma Costi, protocolla una risoluzione-fotocopia nella quale la parte finale è annacquata e assolutamente inutile ma la parte documentale è copiata da quella del M5S.
6 Dicembre 2011 - in Aula la maggioranza vota la propria risoluzione, bocciando quella del Movimento 5 Stelle.

Stando così le cose non stupisce che questa pseudo-sinistra sia scomparsa dal Parlamento e sopravviva solo quando sfrutta la legge elettorale per proteggersi dentro le riserve indiane delle coalizioni. Sono privi di contatti con la realtà, di idee e di correttezza istituzionale. Copiare non li porterà lontano, ma d'altronde sono già morti e non lo sanno.

Secondo l'Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro, che fornisce dati quasi in tempo reale, la Regione Emilia Romagna con 50 morti risulta prima nella triste classifica come numero di morti in rapporto agli abitanti. L'Emilia Romagna ha già superato del 20 % i morti sui luoghi di lavoro dell'intero 2010 (40 morti).

L'Osservatorio Indipendente di Bologna monitora tutte le vittime suoi luoghi di lavoro in Italia dal 1 gennaio 2008, mettendo in evidenza che il rapporto col numero di abitanti è l'unico parametro valido per capire se una regione o una provincia presta attenzione a questo triste fenomeno.

Le statistiche non tengono conto degli Agricoltori in pensione, che tuttavia continuano l'attività, ed i lavoratori che muoiono mentre svolgono attività lavorativa in nero.

La nostra regione è purtroppo la peggiore, anche se fa finta di non vedere quanto sta accadendo.

Emilia Romagna 50 morti + 20% sull'intero 2010 (40 morti).

Tutto ciò accade mentre il nostro Assessore Muzzarelli ed il Direttore regionale dell'INAIL presentano il rapporto regionale Inail 2010.

Cosa c'è ne facciamo dei dati 2010 quando sta per finire il 2011 con il 20% di morti sul lavoro in più?

GIOVANNI FAVIA
Consigliere Regionale
Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

ferrarimaserati.jpgOggi in Aula il Movimento 5 Stelle ha portato all'attenzione generale, grazie ad una interrogazione a risposta immediata, la questione Ferrari/Maserati (incontro la scorsa settimana qui: http://www.youtube.com/watch?v=7D1Va7L_ETk). Cosa succede fra Maranello e Modena? Succede che FIAT pensa di applicare il modello contrattuale Pomigliano anche agli stabilimenti del Cavallino (vi ricordiamo - en passant - due dichiarazioni successive del "Guru" Sergio Marchionne: 21 Luglio 2011 - "Fiat: Marchionne, non duplicheremo modello Pomigliano" *** 3 Ottobre 2011 - "Marchionne: modello Pomigliano per tutti gli stabilimenti italiani FIAT" W LA COERENZA) e, ormai fuori da Confindustria, non ha dato indicazioni sullo sviluppo industriale di un'azienda completamente sana, anzi, in ottima forma: leggete qui: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/11/07/news/ferrari_vendite_record_e_soldi_in_cassa_lo_stato_di_grazia_del_cavallino-24602020/?ref=HREC1-12.
Le maestranze sono preoccupate perché si parla di produrre 50.000 piccole Maserati a Grugliasco, e di spostare anche le produzioni d'élite nel torinese, facendo perdere molte commesse allo stabilimento, che si troverebbe con centinaia di lavoratori senza lavoro. Ma, appunto, la situazione non è stata chiarita dall'azienda, mai. E la Regione? Ha mandato 2 letterine a Confindustria e s'è stupita che FIAT non abbia risposto. Per forza, ha cambiato indirizzo.

In Aula l'Assessore Gian Carlo Muzzarelli ha sviato la nostra interrogazione, rispondendo sulla Maserati quando la maggioranza dei quesiti riguardava Ferrari. Poi ha infarcito di belle parole le uniche due informazioni che ci ha dato: che l'assessorato ha inviato due letterine a Confindustria e incontrato i dipendenti Ferrari l'ultima volta lo scorso febbraio. Bello sforzo...
Noi oggi abbiamo promosso un incontro-lampo fra Muzzarelli e i lavoratori (a breve il nuovo video). Resta da capire cosa serva parlare con Confindustria se FIAT è uscita dall'Organizzazione... ma tant'è: due letterine senza risposta e un incontro di 9 mesi fa è tutto quello che la Regione ha fatto. Ne abbiamo preso atto e perciò abbiamo ritenuto opportuno fare incontrare faccia a faccia l'Assessore con i lavoratori. Non importa se l'appuntamento non era stato fissato, o la sede non è adeguata. E' anche una questione di educazione e rispetto. Non c'è un momento inadatto per parlare del futuro di due marchi importantissimi per la Regione e della vita di centinaia di operai. L'Assessore s'è limitato a ripetere gli impegni generici, parlando poi di 'show per le telecamere'. Però quand'era solo davanti ai microfoni c'è stato perfettamente a suo agio, senza nessuno davanti con cui interloquire. Anche la definizione di show fa sorridere: noi la chiamiamo 'trasparenza'... Ci impegneremo per tenere i riflettori accesi su questa vicenda, perché la questione non venga fatta cadere. Stiamo pensando ad una risoluzione, e speriamo che molti colleghi ci seguano: penso a SEL e FdS. Intanto dal Presidente della Commissione Attività Produttive abbiamo ottenuto l'impegno a trattare del caso in Commissione.

Alla Ferrari hanno un problema. Non è Fernando Alonso, nè Felipe Massa, ma neppure si chiama Red Bull o McLaren. Si chiama Sergio Marchionne, e contratto-Pomigliano. Ferrari fa parte del gruppo FIAT, e l'AD abruzzo-canadese vuole imporre quel modello di lavoro anche per il Cavallino Rampante e il Tridente della Maserati, che ha gli stabilimenti a Maranello e Modena.
Oggi una delegazione di lavoratori è venuta negli uffici del Movimento 5 Stelle in Regione per esporre il caso e cercare assieme una soluzione.

La prima cosa che possiamo fare è allertare l'Assessore competente e portare il caso alla ribalta. Martedì mattina durante il question time in Aula porteremo all'attenzione della Giunta il caso degli stabilimenti Ferrari e Maserati di Maranello e Modena: fra il pubblico ci sarà anche una rappresentativa dei lavoratori. Lo scambio di idee avuto oggi è stato proficuo. La situazione è molto confusa, e la mancanza di chiarezza è proprio uno dei problemi. Le uniche comunicazioni ufficiali che sono arrivate in fabbrica dicono che il modello contrattuale di Pomigliano d'Arco sarà applicato anche a Maranello. Com'è possibile applicare un contratto spacciato per adatto ad un'azienda in crisi ad una realtà invece molto florida? (si perché i numeri dicono che la Ferrari produce tra le 7 e le 10 mila vetture all'anno, nel terzo trimestre 2011 l'azienda ha registrato un margine (risultato operativo su vendite) del 16,6%, mentre quello della Fiat è stato dell'1,3%; l'azienda nell'ultimo triennio ha assunto 160 persone su un organico di 3000 circa.) Crediamo che, se come pare il piano di Sergio Marchionne è produrre le nuove Maserati in un segmento di mercato B e C nello stabilimento di Grugliasco (Piemonte) e arrivare a 50.000 unità l'anno, allora l'Amministratore Delegato dovrebbe prendere in considerazione l'idea di lasciare la produzione dei modelli elitari della gamma negli stabilimenti modenesi. Non c'è Ferrari, non c'è Maserati senza Maranello, senza Modena. Il legame col territorio e il know-how dei dipendenti è fondamentale per un prodotto della qualità che l'acquirente si aspetta. Ora chiediamo alla Regione come intenda muoversi per tutelare la dignità dei lavoratori, i posti di lavoro e tutto l'indotto che questi grandi marchi generano per l'Emilia-Romagna. Le Istituzioni hanno investito in questi stabilimenti nel corso degli anni, non lasciamo che vengano sviliti così.

morti-bianche.jpgIncredibile: venerdì, in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, qualcuno ha avuto la brillante idea di convocare una conferenza stampa dai toni trionfalistici per presentare i dati regionali relativi agli incidenti. Beh, sono tragici, come tragica è ogni morte sul lavoro: l'Emilia-Romagna è al secondo posto per decessi sul lavoro (42), dietro solo alla Lombardia (52) (dati 2011, sono praticamente in tempo reale). Peccato che il numero assoluto, se rapportato alla popolazione della regione, ci lanci al primo posto in questa triste graduatoria. E pensare che prima della crisi non era così: ora, per risparmiare, si taglia sulla sicurezza, è drammatico! E' una conseguenza delle aste al massimo ribasso: dei tempi di consegna strozzati, della fretta... Qui c'è gente che muore, nel 2010 ci sono state 87 vittime, non parliamo di contravvenzioni per divieto di sosta! Il fatto che si sia invece voluto sottolineare come gli indennizzi per infortuni siano calati è indice di scarsa serietà: infatti, con la crisi economica, i numeri non sono paragonabili. Senza considerare che i trucchetti statistici sono molto semplici: ora per esempio si dice che gli infortuni siano calati in rapporto ai lavoratori: peccato che siano considerati "lavoratori" anche i cassaintegrati, quindi persone che di fatto non posso infortunarsi... E così il numero scende. Altro trucco? Non vengono computati gli infortunati nel percorso casa-lavoro, che però l'INAIL risarcisce... Se si fosse voluto fare un lavoro rigoroso e non attività di propaganda, in questa conferenza si dovevano annunciare nuove assunzioni e non un nuovo, fumoso, 'progetto'. Le regole esistono, vanno fatte rispettare. Se non investirà più risorse in sicurezza la Regione si renderà complice di questa strage silenziosa.
Il personale delle Aziende Usl dedicato all'attività di vigilanza in Emilia-Romagna è pari a circa 550 operatori: troppi pochi per garantire l'assolvimento di tutti i compiti di controllo in materia di sicurezza e igiene del lavoro loro assegnati. Dire che nuovo personale non sia sostenibile è falso: l'anno scorso abbiamo incassato 5 milioni di € in contravvenzioni (sui 7 mln di € di multe elevate). Le risorse ci sono e sarebbe incredibilmente importante reinvestirle per la sicurezza sul lavoro. Com'è possibile chiudere gli occhi davanti ai numeri, che dicono che circa un terzo dei cantieri controllati risulta irregolare?
Oltre ad un'interrogazione regionale, il Movimento 5 Stelle sta elaborando una risoluzione per chiedere più risorse per la sicurezza e ha presentato anche un'interrogazione a risposta immediata in aula (il giorno 12 ottobre 2011) al quale l'Assessore Lusenti (ma perché lui e non Muzzarelli, il deus ex machina della conferenza stampa?) ha risposto citando dati vecchi e contraddicendosi molte volte.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/la-strage-silenziosa-dei-morti-sul-lavoro.html


... DI COS'ALTRO ABBIAMO PARLATO?

RAEE: Questo (utile) sconosciuto: cos'è, a cosa serve e come dargli una mano... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/raee-questo-utile-sconosciuto.html

SAHARAWI: Alzi la mano chi conosce la tragedia di questo popolo. Video-intervista di Giovanni Favia al rappresentante in Italia... http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/un-popolo-dimenticato-i-saharawi.html

investitura2.jpgL'aria nuova, che doveva portare anche nomine ai vertici degli enti comunali bolognesi e alle partecipate su scala meritocratica, puzza terribilmente di vecchio. Il processo selettivo adottato pare non aver associato alla trasparenza (meritoria) la meritocrazia (link alle nomine e ai candidati: http://www.comune.bologna.it/partecipazioni-societarie/news.php).
All'Aeroporto e alle Biblioteche le indicazioni del Comitato dei Saggi non sono state seguite. E dire che l'adozione dei tre "super-consulenti" era stata tanto sbandierata. Se andiamo a vedere nei CdA anche di GAM e Musei ci sono delle discrepanze, e non poche. E non dimentichiamo che la famosa 'norma anti-riciclo' è stata bypassata ad hoc per Duccio Campagnoli alla Fiera. Insomma, certamente la trasparenza adottata dalla Giunta è molto apprezzabile, nonostante il tentativo molto scolastico di 'giustificare' le scelte fatte, ma mettere in piazza un processo di selezione e poi non rispettarlo risulta arrogante. In quale altro concorso pubblico i vin citori potrebbero essere impunemente scavalcati da altri senza provocare reazioni? L'applicazione della nostra Proposta di Legge (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/ProgettodiLeggeAnti-Casta_M5S.pdf) porterebbe a risultati ben diversi che quelli ottenuti con questa foglia di fico del Comitato dei Saggi.

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