
Concorrenza sleale. Ancora una volta, contro il Made in Italy... a spese dei cittadini italiani. Il caso è di quelli spinosi: stiamo parlando di un intreccio fra lampade a led, cimiteri, certificati bianchi e patrocini abusivi. Siamo intervenuti, una volta venuti a conoscenza del caso, presentando una risoluzione in Regione.
Parallelamente depositeremo un esposto alla Procura della Repubblica, uno alla Corte dei Conti ed uno all'Authority per la Concorrenza.
I fatti
La Regione Emilia-Romagna con la firma dell'Assessore Gian Carlo Muzzarelli ha inviato a tutti i comuni una circolare (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/REGIONE%20PEC%20VOTIVA%2B.pdf ) dove si invitano le amministrazioni ad aderire ad un progetto patrocinato dalla regione stessa, per le lampade votive dei cimiteri "gratuite" (in realtà pagate con denaro dei cittadini, i famosi CERTIFICATI BIANCHI (http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_bianco). Facendo direttamente pubblicità ad una azienda commerciale, la Gesco srl con sede in Toscana, di cui non siamo stati in grado di individuare stabilimenti produttivi sul territorio e nemmeno esperienza nel settore della produzione di lampade votive e più in generale di lampade a led. L'unica cosa rintracciabile è il sito dell'azienda, riconducibile ad un assessore PD di un comune toscano.
Concorrenza sleale
Troviamo scorretto, per non dire di più, oltre che non legittimo sotto il profilo amministrativo, che la Regione privilegi attraverso un patrocinio un'azienda piuttosto che un'altra, invitando direttamente i Comuni ad aderire ad un progetto commerciale finanziato con denaro dei cittadini. Ancora più tragicomica la situazione se si tiene presente che si danneggiano le aziende del territorio che producono lavoro ed occupazione a favore di aziende "passamano". Lo si può definire un patrocinio abusivo. La nostra tesi è avvalorata da un parere, in un caso analogo, datato giugno 2011, del Garante per la Concorrenza, l'attuale Ministro Antonio Catricalà, e una circolare ministeriale (la Uce 000901 del 16 febbraio 2010) che definisce "non opportuno fornire adesioni e concedere patrocini a iniziative che abbiano, anche indirettamente, un fine lucrativo", ricadendo, infine, in una fattispecie prevista dal Regolamento CE n. 597/2009 del Consiglio dell'11 giugno 2009 relativo alla "Difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità Europea. Con la sua iniziativa il nostro caro Assessore penalizza fortemente le realtà emiliane che lavorano nel campo dell'illuminazione a led, con particolare riferimento a quelle specializzate nella sostituzione delle lampade votive. Queste aziende stanno già perdendo commesse, e saranno costrette a ridurre il personale, se non a chiudere e per che cosa? Per finanziare una partita di giro di cui è protagonista questa Gesco SrL, che non ha esperienza nel settore votivo e si limita a comprare e rivendere lampadine fatte in Cina. E' questa la maniera di difendere l'occupazione? Interveniamo prima che si apra una crisi occupazionale.
Lo stravolgimento dei certificati bianchi
I certificati bianchi sono nati per premiare il risparmio energetico. Purtroppo il loro nobile fine è spesso travisato: i soldi pubblici e gli incentivi, come frequentemente accade, fanno gola agli "avvoltoi" che imbastiscono attività al solo scopo di rastrellare i contributi. Il Movimento 5 Stelle è favorevole da anni allo sostituzione dell'illuminazione votiva (e non solo) con la più conveniente illuminazione a led. E' necessario però controllare che, come in questo caso, i contributi siano attribuiti correttamente. Sarebbe stato più opportuno, ad esempio, che la regione coordinasse, attraverso intercenter, un acquisto complessivo di lampadine, consentendo quindi che il vantaggio economico dei certificati bianchi rimanesse nelle casse pubbliche. Oppure che si fosse selezionata una Esco attraverso un bando ad evidenza pubblica. Infatti l'inganno del progetto Votiva+ (così ha denominato la Gesco questa sua iniziativa lucrativa) è proprio nel fatto che i comuni, nel momento della firma del contratto per la fornitura di lampadine, cedano all'azienda i diritti ad incassare e rivendere i certificare bianchi. Milioni di Euro messi tutti insieme. In secondo luogo, crediamo che sarebbe opportuno "premiare" con questi certificati chi DAVVERO risparmia, misurando il consumo prima e dopo l'installazione cosa che in questo caso non avviene. Essendo poi che la contribuzione applicata ai "led votivi" consente, per Gesco srl, di ripagare anche quattro volte il costo della lampadina (0,2 centesimi di costo per lampadina contro l'oltre euro di certificato pubblico), c'è il rischio che i prodotti vengano acquistati al solo scopo di intascare il contributo pubblico, senza poi procedere all'installazione. Ma quale certificato bianco consente di ripagare quattro volte un acquisto? Pensiamo ad esempio se con i certificati bianchi applicati ai frigoriferi in classe si ripagasse cinque volte il costo del frigorifero...
Insomma Muzzarelli Bocciato in matematica, tutela del Made in Italy e libera concorrenza.
FOTO SCATOLA LAMPADA:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/foto%202.JPG
FOTO SCATOLA LAMPADA 2:
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Piede del sito: di chi è il progetto?
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/progettogescopiedesito.jpg
Risoluzione Movimento 5 Stelle:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/risoluzionevotiva.pdf
Esposto alla Corte dei Conti:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostocorteconti.pdf
Esposto al Garante:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostogarantevotiva.pdf
Esposto alla Magistratura:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostomagistratura.pdf
* in risposta al suo simpatico titolo.

La risoluzione, volta unicamente a tutelare i diritti dei lavoratori della redazione di Bologna dell'Unità, giornalisti e non, che che come tanti di diverse aziende si erano rivolti a noi preoccupati del loro futuro ed a cui abbiamo dato regolarmente ascolto, come nel caso di lavoratori della Rai regionale, di Etv-Rete 7, della Ferrari, della Maserati, dell' Omsa e di altre realtà , ha suscitato molte reazioni negative da parte di cittadini. In diversi casi reazioni diffamatorie, scomposte e sopra le righe, attribuendomi la folle volontà di concedere finanziamenti pubblici a un qualunque organo di stampa, incluso il quotidiano in questione.
Oggi in Aula il Movimento 5 Stelle ha portato all'attenzione generale, grazie ad una interrogazione a risposta immediata, la questione Ferrari/Maserati (incontro la scorsa settimana qui:
Incredibile: venerdì, in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro, qualcuno ha avuto la brillante idea di convocare una conferenza stampa dai toni trionfalistici per presentare i dati regionali relativi agli incidenti. Beh, sono tragici, come tragica è ogni morte sul lavoro: l'Emilia-Romagna è al secondo posto per decessi sul lavoro (42), dietro solo alla Lombardia (52) (dati 2011, sono praticamente in tempo reale). Peccato che il numero assoluto, se rapportato alla popolazione della regione, ci lanci al primo posto in questa triste graduatoria. E pensare che prima della crisi non era così: ora, per risparmiare, si taglia sulla sicurezza, è drammatico! E' una conseguenza delle aste al massimo ribasso: dei tempi di consegna strozzati, della fretta... Qui c'è gente che muore, nel 2010 ci sono state 87 vittime, non parliamo di contravvenzioni per divieto di sosta! Il fatto che si sia invece voluto sottolineare come gli indennizzi per infortuni siano calati è indice di scarsa serietà: infatti, con la crisi economica, i numeri non sono paragonabili. Senza considerare che i trucchetti statistici sono molto semplici: ora per esempio si dice che gli infortuni siano calati in rapporto ai lavoratori: peccato che siano considerati "lavoratori" anche i cassaintegrati, quindi persone che di fatto non posso infortunarsi... E così il numero scende. Altro trucco? Non vengono computati gli infortunati nel percorso casa-lavoro, che però l'INAIL risarcisce... Se si fosse voluto fare un lavoro rigoroso e non attività di propaganda, in questa conferenza si dovevano annunciare nuove assunzioni e non un nuovo, fumoso, 'progetto'. Le regole esistono, vanno fatte rispettare. Se non investirà più risorse in sicurezza la Regione si renderà complice di questa strage silenziosa.
L'aria nuova, che doveva portare anche nomine ai vertici degli enti comunali bolognesi e alle partecipate su scala meritocratica, puzza terribilmente di vecchio. Il processo selettivo adottato pare non aver associato alla trasparenza (meritoria) la meritocrazia (link alle nomine e ai candidati:






