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Lavoro: Febbraio 2012

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Concorrenza sleale. Ancora una volta, contro il Made in Italy... a spese dei cittadini italiani. Il caso è di quelli spinosi: stiamo parlando di un intreccio fra lampade a led, cimiteri, certificati bianchi e patrocini abusivi. Siamo intervenuti, una volta venuti a conoscenza del caso, presentando una risoluzione in Regione.
Parallelamente depositeremo un esposto alla Procura della Repubblica, uno alla Corte dei Conti ed uno all'Authority per la Concorrenza.

I fatti
La Regione Emilia-Romagna con la firma dell'Assessore Gian Carlo Muzzarelli ha inviato a tutti i comuni una circolare (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/REGIONE%20PEC%20VOTIVA%2B.pdf ) dove si invitano le amministrazioni ad aderire ad un progetto patrocinato dalla regione stessa, per le lampade votive dei cimiteri "gratuite" (in realtà pagate con denaro dei cittadini, i famosi CERTIFICATI BIANCHI (http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_bianco). Facendo direttamente pubblicità ad una azienda commerciale, la Gesco srl con sede in Toscana, di cui non siamo stati in grado di individuare stabilimenti produttivi sul territorio e nemmeno esperienza nel settore della produzione di lampade votive e più in generale di lampade a led. L'unica cosa rintracciabile è il sito dell'azienda, riconducibile ad un assessore PD di un comune toscano.

Concorrenza sleale
Troviamo scorretto, per non dire di più, oltre che non legittimo sotto il profilo amministrativo, che la Regione privilegi attraverso un patrocinio un'azienda piuttosto che un'altra, invitando direttamente i Comuni ad aderire ad un progetto commerciale finanziato con denaro dei cittadini. Ancora più tragicomica la situazione se si tiene presente che si danneggiano le aziende del territorio che producono lavoro ed occupazione a favore di aziende "passamano". Lo si può definire un patrocinio abusivo. La nostra tesi è avvalorata da un parere, in un caso analogo, datato giugno 2011, del Garante per la Concorrenza, l'attuale Ministro Antonio Catricalà, e una circolare ministeriale (la Uce 000901 del 16 febbraio 2010) che definisce "non opportuno fornire adesioni e concedere patrocini a iniziative che abbiano, anche indirettamente, un fine lucrativo", ricadendo, infine, in una fattispecie prevista dal Regolamento CE n. 597/2009 del Consiglio dell'11 giugno 2009 relativo alla "Difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità Europea. Con la sua iniziativa il nostro caro Assessore penalizza fortemente le realtà emiliane che lavorano nel campo dell'illuminazione a led, con particolare riferimento a quelle specializzate nella sostituzione delle lampade votive. Queste aziende stanno già perdendo commesse, e saranno costrette a ridurre il personale, se non a chiudere e per che cosa? Per finanziare una partita di giro di cui è protagonista questa Gesco SrL, che non ha esperienza nel settore votivo e si limita a comprare e rivendere lampadine fatte in Cina. E' questa la maniera di difendere l'occupazione? Interveniamo prima che si apra una crisi occupazionale.

Lo stravolgimento dei certificati bianchi
I certificati bianchi sono nati per premiare il risparmio energetico. Purtroppo il loro nobile fine è spesso travisato: i soldi pubblici e gli incentivi, come frequentemente accade, fanno gola agli "avvoltoi" che imbastiscono attività al solo scopo di rastrellare i contributi. Il Movimento 5 Stelle è favorevole da anni allo sostituzione dell'illuminazione votiva (e non solo) con la più conveniente illuminazione a led. E' necessario però controllare che, come in questo caso, i contributi siano attribuiti correttamente. Sarebbe stato più opportuno, ad esempio, che la regione coordinasse, attraverso intercenter, un acquisto complessivo di lampadine, consentendo quindi che il vantaggio economico dei certificati bianchi rimanesse nelle casse pubbliche. Oppure che si fosse selezionata una Esco attraverso un bando ad evidenza pubblica. Infatti l'inganno del progetto Votiva+ (così ha denominato la Gesco questa sua iniziativa lucrativa) è proprio nel fatto che i comuni, nel momento della firma del contratto per la fornitura di lampadine, cedano all'azienda i diritti ad incassare e rivendere i certificare bianchi. Milioni di Euro messi tutti insieme. In secondo luogo, crediamo che sarebbe opportuno "premiare" con questi certificati chi DAVVERO risparmia, misurando il consumo prima e dopo l'installazione cosa che in questo caso non avviene. Essendo poi che la contribuzione applicata ai "led votivi" consente, per Gesco srl, di ripagare anche quattro volte il costo della lampadina (0,2 centesimi di costo per lampadina contro l'oltre euro di certificato pubblico), c'è il rischio che i prodotti vengano acquistati al solo scopo di intascare il contributo pubblico, senza poi procedere all'installazione. Ma quale certificato bianco consente di ripagare quattro volte un acquisto? Pensiamo ad esempio se con i certificati bianchi applicati ai frigoriferi in classe si ripagasse cinque volte il costo del frigorifero...

Insomma Muzzarelli Bocciato in matematica, tutela del Made in Italy e libera concorrenza.

FOTO SCATOLA LAMPADA:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/foto%202.JPG

FOTO SCATOLA LAMPADA 2:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/foto%203.JPG

Piede del sito: di chi è il progetto?
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/progettogescopiedesito.jpg

Risoluzione Movimento 5 Stelle:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/risoluzionevotiva.pdf

Esposto alla Corte dei Conti:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostocorteconti.pdf

Esposto al Garante:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostogarantevotiva.pdf

Esposto alla Magistratura:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/espostomagistratura.pdf

* in risposta al suo simpatico titolo.


LEGGI QUANTO S'E' SFORZATO L'ASSESSORE PER DIFENDERE FERRARI E MASERATI

L'Assessore Gian Carlo Muzzarelli s'è guardato bene dall'impegnarsi per la difficile situazione che stanno attraversando gli stabilimenti Maserati e Ferrari nel modenese: con un accesso agli atti del 25 gennaio siamo entrati in possesso del carteggio fra l'Assessore e l'Amministratore Delegato di Maserati Harold Wester. Due blande letterine, con le quali Muzzarelli si china alla risposta evasiva dell'AD del Tridente. Punto e basta. Sulla Ferrari assolutamente nulla. Zero. Come si può lasciare che due marchi così prestigiosi ed economicamente rilevanti smantellino la propria pianta produttiva o, peggio, abbandonino il territorio? Fra l'altro la seconda comunicazione di Muzzarelli è datata 5 Settembre 2011. Da allora il nostro Assessore, interpellato da noi in aula, non ha fatto più nulla. Nella risposta che ci diede al question time disse 'Come si sa formalmente e come abbiamo chiesto ripetutamente al Chief executive officer di Maserati, Harald Wester, noi chiediamo ancora una volta che la proprietà presenti alle istituzioni e ai lavoratori un piano concreto in cui si dia rispetto e seguito alla promessa relativa al fatto che investimenti in altri stabilimenti siano aggiuntivi e non sostitutivi dello stabilimento modenese. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposte ufficiali.' Era l'8 novembre 2011: sono passati ALTRI tre mesi, oltre ai due di attesa dall'ultima lettera. Con che faccia si può dire che 'abbiamo chiesto ripetutamente' quando lo si è fatto solo una volta? Il comportamento di Muzzarelli si può definire menefreghista e irresponsabile. Ricordiamo che l'Assemblea legislativa ha respinto la nostra risoluzione sui casi Ferrari e Maserati, preferendo approvare quella all'acqua di rose proposta dalla Maggioranza: ma anche questa non ha prodotto nulla di nulla - stando a quanto risposto dall'assessorato. Quindi gli atti che approviamo sono solo aria fritta, e la Giunta va avanti per la sua strada?

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