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pinocchiopaese.jpgA novembre, il sindaco di Caorso Fabio Callori millantava di un grande accordo per la costruzione di un mega parco divertimento in provincia di Piacenza nell'area di Zerbio di Caorso *fatevi due risate*
Sulla stampa piacentina si potevano leggere dichiarazioni di questo tono: "Mille assunzioni, un casello autostradale ad hoc e la previsione di oltre tre milioni di visitatori il primo anno. Sembra avere tutte le carte in regola il megaparco divertimenti pensato da un imprenditore bergamasco e proposto agli amministratori della bassa piacentina, con l'accordo bipartisan dell'azzurro Fabio Callori, sindaco di Caorso e del collega di centrosinistra di Monticelli Sergio Montanari."
Una mega cementificazione senza senso in un area vasta già servita da parchi divertimenti come Gardaland e Mirabilandia e altri parchi enormi. Con gli amici del Movimento 5 Stelle di Piacenza abbiamo interpellato quindi la Regione. Se esistesse un progetto le procedure dovrebbero transitare anche dalla Regione. Cosa scopriamo oggi con la risposta dell'Assessore alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli? Che era tutta aria fritta!!! In poche parole i politici di Pdl e Pd che hanno diffuso quella notizia hanno raccontato bugie, fatto propaganda. Citiamo testuali le parole dell'assessore Muzzarelli di risposta alla nostra interrogazione:
"In riferimento all'interrogazione in oggetto si fa presente che non si ha notizia circa la realizzazione di un parco divertimenti in prossimità di Zerbio di Caorso". Prosegue poi l'Assessore affossando la notizia fatta circolare (a che pro?) dai politici piacentini a novembre. "Si è inoltre provveduto a richiedere informazioni in merito al Comune di Caorso, competente ai sensi della L.R. 9/99, allo svolgimento della procedura di verifica (screening) nonché del permesso di costruire, di un siffatto intervento e delle eventuali varianti urbanistiche , con nota prot. del 3 febbraio 2012, ha comunicato che "al competente ufficio non è arrivata alcuna richiesta di Valutazione d'Impatto Ambientale sul progetto relativo ad un mega parco divertimenti da realizzarsi in località Comune di Caorso".

"Si tratta lo stesso Comune di Caorso che annunciava il progetto alla stampa piacentina in novembre?
Mah.
Se mai questo scempio di cemento dovesse nascere diamo un consiglio su come chiamarlo: Pinocchioland.

Oggi una delibera di Giunta approva il finanziamento alla sperimentazione per la cura Zamboni alla Sclerosi Multipla che garantisce "comunque la copertura di tutti i costi dello studio, anticipando anche quelli a carico delle Regioni in cui hanno sede gli altri Centri sede di sperimentazione".
Il finanziamento sarà di 2,742 milioni di €uro in totale.
La notizia è di quelle che ci rende felici anche perché in molti, nel momento dell'approvazione della nostra risoluzione, furono scettici sulla sua efficacia.
Peccato solo per la nota dell'assessore Lusenti, a cui vorremmo ricordare che questa copertura totale ed aprioristica del finanziamento nasce da una precisa richiesta delle opposizioni, con iniziativa del Movimento 5 Stelle, che presentarono un emendamento, poi trasformato appunto in risoluzione, nella seduta dello scorso 21 dicembre. Ci sarebbe sembrato opportuno che l'Assessore, nella sua nota stampa, riconoscesse il merito dell'Aula. Invece niente. D'altronde la Regione Emilia-Romagna deve cercare di ricostruirsi un'immagine dopo il servizio di Report (http://youtu.be/31pecDVUkgY) dal quale emergeva che il ritardo nel finanziamento regionale favoriva imprenditori della sanità privata (Villa Maria...). Lo stanziamento è comunque una gran bella novità da diffondere.
Come dice il nostro amico Matteo Dall'osso da anni in prima linea: "Vinciamo noiiii!!!"

foto (2).JPGL'ispettore superiore del Corpo Forestale dello Stato Memmo Cesareo ha posto i sigilli al parcheggio scambiatore di Vergato per mancato rispetto delvincolo della soprintendenza regolato dalla Legge Galasso, cioè i 150 metri di distanza dall'alveo del fiume (in questo caso il Reno). Il Movimento 5 Stelle aveva sollevato il caso (ricordate? http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/11/parcheggio-irregolare-da-1-milione-di-soldi-tuoi.html), stigmatizzando l'uso di circa 1 milione di € di denaro pubblico per un parcheggio pericolosamente collocato in una zona d'esondazione del fiume. Questa locazione è stata causa, fra l'altro, della necessità dicostruire un imponente muro di pietra e cemento - folle tentativo di contenere un'eventuale piena.

Il 17 novembre scorso denunciammo che a Vergato si stava costruendo un parcheggio scambiatore abusivo da 1 milione di Euro: € 350.190,35 di Fondi Regionali DUP (fondi europei, statali e regionali), € 350.190,34 vengono da un mutuo concesso dalla Cassa DD.PP. a carico del Comune, € 206.582,76 dalla Regione Emilia-Romagna confinanziamento dei piani d'area. Sono previsti 156 posti auto, che quindi costerebbero quasi 6.000 € l'uno, un'enormità! Eravamo a conoscenza della mancata richiesta di autorizzazione di svincolo paesaggistico,purtroppo una consuetudine a certe altitudini sull'Appennino... Anche il quel caso il Sindaco Sandra Focci non mancò di regalarci alcune perle che vogliamo ricordare: in primis, sancì che le affermazioni del sottoscritto erano una 'serie di bugie'. Poi come spesso accade le cose succedono 'a sua insaputa', pare. Infatti liquidò la nostra prospettiva di chiusura come 'sogni amministrativi di opposizioni fuori dalla realtà e di unconsigliere regionale che cerca a tutti i costi un consenso elettorale divenuto per lui piuttosto incerto' (22 novembre 2011) e bollò quasi come una formalità la visita delC orpo Forestale dello Stato, dicendo che 'qualcuno ha persino frainteso una visita al cantiere degli agenti della Forestale.Questi hanno rilevato e sanzionato un prelievo improprio di ghiaia e non, comesi vocifera, carenze progettuali.' (23 novembre 2011). Infatti hanno poi messo i sigilli, che vedete in foto... Purtroppo per lei non riuscì a fermare lo sbrodolamento dichiaratorio, aggiungendo: 'Ci metto la faccia e aggiungo che ritengol'opera essenziale per la il futuro di Vergato e, come già precisato in unarisposta alla minoranza, il progetto è corretto e sufficiente in tutte le sue forme (23 novembre 2011). C'ha messo la faccia Bene, allora tolga quella faccia dalla poltrona di Sindaco di Vergato. Si dimetta. Lo faccia per dignità, almeno. Adesso ci aspettiamo che decisioni analoghe a quelle prese per il parcheggio scambiatore siano prese per quanto riguarda la cava di ghiaia e l'impianto di lavorazione posti, in località Lissano, sulle rive del fiume, cui mancano le stesse autorizzazioni."

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scuolaterremoto.jpgI dati ufficiali che ci ha fornito la Regione, su nostra richiesta, non sono chiari e sono parziali ma possiamo dedurre che l'82% delle scuole non ha l'antisismica! Inoltre non esiste una mappatura regionale, e ci chiediamo come farà la Protezione Civile in caso di emergenza.
Abbiamo ottenuto questi numeri, che stiamo diffondendo, grazie ad un accesso agli atti che il Movimento 5 Stelle ha fatto lo scorso dicembre, e che scoperchia il pentolone: in Regione le scuole fatte prima dell'Ottocento sono il 5,7%, quelle dell'anteguerra il 24%, e solo il 18% a norma!

CONSULTA LA TABELLA CON I DATI

GUARDA COME CI HA RISPOSTO LA REGIONE

Un paio di mesi fa con un accesso agli atti abbiamo chiesto e ottenuto i dati ufficiali che riguardano l'adeguamento alle norme antisismiche delle scuole del territorio regionale. I risultati, come temevamo, sono agghiaccianti. Solo il 18% degli edifici scolastici è in linea con le norme di sicurezza, pur avendo l'agibilità ed essendo attivo e frequentato ogni giorno da migliaia di bambini e ragazzi. Ben l'82% degli edifici invece non è a norma. Qui ovviamente il problema viene da molto lontano, ed è stato sottovalutato da generazioni: s'è dovuta aspettare la tragedia di San Giuliano di Puglia del 2002 per attivare un piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici. Ma la cosa gravissima è che la Regione non abbia che una vaga idea di quali scuole siano a norma e quali no. Come farà la Protezione Civile ad intervenire adeguatamente in caso di emergenza? Leggiamo cosa ci rispondono, testualmente, alla nostra richiesta di accesso agli atti: 'ln merito alle autorizzazioni antisimiche, si può genericamente dire (sic!) che tutto quanto costruito dopo il 1983-84 nei comuni classificati sismici in tali anni, e tutto quanto costruito dopo il 2005 nei comuni classificati sismici ''ex novo" in tale anno, può ritenersi a norma. Tutto quanto costruito precedentemente non risulta ovviamente a norma, fatti salvi gli edifici adeguati mediante interventi specifici.' Ecco, da queste parole si capisce la superficialità nell'approccio alla questione. La Regione Emilia-Romagna ci ha informato di aver investito circa 25 milioni di € per adeguare poco più di un centinaio di edifici scolastici; e ha concesso alcuni altri milioni per eseguire le verifiche tecniche su centinaia di edifici. Proprio un paio di giorni fa è stato annunciata dal Governo la proroga dei termini per ulteriori controlli. Un segnale di scarsa attenzione, secondo noi. Non ci sono stati forniti dalla Regione i riscontri sull'effettiva realizzazione delle opere, e quindi sul denaro realmente speso. Stupisce quindi molto una risposta così approssimativa e che una mappatura precisa non esista. Da questo si deduce anche che, per quanto l'anno di costruzione delle scuole sia nella maggioranza dei casi noto, la loro adeguatezza normativa sia ottenuta per deduzione: le percentuali potrebbero essere quindi soggette ad una lieve oscillazione. Crediamo sia comunque il caso di smetterla di spandere cemento sulla nostra regione per edificare solo villette, autostrade e centri commerciali e dedicarsi invece a mettere in sicurezza le nostre scuole.

I NUMERI
La Regione ci ha segnalato che in Emilia-Romagna sono presenti 1774 edifici scolastici e, stando ai documenti che ci sono stati forniti: 33 sono stati costruiti prima dell'Ottocento, 69 nell'Ottocento, 56 tra il 1900 ed il 1920; 269 tra il 1921 ed il 1945; 536 tra il 1946 ed il 1960; 390 tra il 1961 ed il 1975 e 335 dopo il 1976. Di 86 non ci è stata fornita alcuna datazione. Di scuole nuove, costruite dopo il 2005 e quindi certamente edificate con tutti i crismi di antisismicità, la Regione non ce ne ha indicata nemmeno una.
I Comuni emiliano-romagnoli dichiarati sismici sono ben 326, e solo 22 non lo sono (su cui sorgono 50 scuole, fermo restando che non ci sono nella risposta i Comuni della provincia di Piacenza). Sul territorio di questi 326 Comuni abbiamo potuto individuare solamente 192 scuole edificate dopo il 1983-84, di cui quindi si può "genericamente dire" che siano a norma... Alle quali aggiungiamo quelle "sistemate", prendendo per valida l'ipotesi più ottimistica, ovvero che gli interventi pianificati siano stati tutti effettuati e siano risultati risolutivi. Il numero di scuole a norma diventa 317, che non arriva quindi al 18% del totale. Quindi il restante 82% non lo è.

LE MANCANZE DELLA RISPOSTA
Alla richiesta di accesso agli atti la Regione ha risposto in modo lacunoso:
• per la Provincia di Piacenza non ci sono stati forniti dati, ma solo per la città capoluogo.
• A differenza della richiesta non ci è stato indicato, in nessun caso, quali scuole siano a norma con le normative antincendio e quali non lo siano.
• A differenza della richiesta non ci è stato indicato, in nessun caso, se l'agibilità sia stata concessa in seguito ad un'ordinanza del Sindaco.
• Da queste mancanze sappiamo che la Regione non è in possesso di una database che comprenda agibilità e norme antincendio per le scuole.

ANDREA DEFRANCESCHI
Capogruppo
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
Emilia-Romagna

Qui potete vedere il video della nostra dichiarazione di voto sulla campagna "L'Italia sono anch'io", per i diritti di cittadinanza.

ASCOLTA L'INTERVISTA RADIOFONICA A GIOVANNI FAVIA: http://chirb.it/fnC3fm


Da decenni la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) è presa in giro dal Comune e dalla Provincia di Bologna. Ormai è quasi una barzelletta, dal sapore tragicomico, la ricerca di una nuova sede per l'Associazione di Volontariato che, ricordiamo, è una ONLUS che svolge ricerca scientifica e assolve ad un importante ruolo di tutela della biodiversità e di recupero della fauna selvatica, con il CRAS (Centro Recupero Avifauna Selvatica). Da anni le promesse non vengono mantenute e Nadia Caselli (delegata provinciale) può raccontare una serie di episodi fantozziani di promesse fatte e mai mantenute. Ma recentemente è successo di peggio: alcuni anni fa la LIPU presentò un progetto di recupero di un edificio per avere una sede adeguata al CRAS: costo 140.000 €. La Provincia di Bologna nel 2006 lo recepì e nel 2007 una delibera stabiliva che l'intervento sarebbe stato cofinanziato da Regione (105.000 €) e Provincia (10.000 €), oltre a 25.000 € della LIPU stessa e all 'identificazione dell'immobile da concedere, dovere del Comune di Bologna. Ma il Comune, mostrando pigrizia e disinteresse sulla questione, non ha svolto il suo compito ed il finanziamento è stato revocato. E per la LIPU niente sede. Ora, questo atteggiamento del Comune è incomprensibile e colpevole, anche perché è noto a tutti che le disponibilità immobiliari da riqualificare non manchino. Un esempio? La casetta del custode di Villa delle Rose, in disuso e malridotta, potrebbe essere destinata proprio alla CRAS. Se non si trova in fretta una soluzione la Lipu dovrà chiudere, probabilmente già a fine febbraio.
Se la Lipu non sarà più in grado di svolgere il proprio servizio, il Comune sarà costretto a rivolgersi a dei privati, con un aggravio di costi per la collettività. La Lipu infatti non grava sulle casse comunali nemmeno per un euro, si basa sul lavoro volontario e ha una importante funzione pubblica. Lipu non è un'associazione come le altre, ma un vero e proprio partner dell'amministrazione nella tutela e recupero della fauna selvatica, non solo volatili. A chi porteranno ora gli animali gli agenti della polizia municipale bolognese quando li dovessero trovare?

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Questa mattina i rappresentanti del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia, Consigliere Regionale, e Alberto Papperini, Consigliere Comunale di Cesenatico, hanno presentato alla Procura della Repubblica di Forlì un esposto sul caso Gesturist.
La questione Gesturist pare configurarsi come l'ennesimo esempio di uso personalistico di cosa pubblica: l'enorme patrimonio del Comune di Cesenatico del valore di molti milioni di euro (campeggi, stabilimenti balneari, ristoranti, attrezzature turistiche, ecc.) che poteva essere utilizzato per ridurre l'ingente debito accumulato (50 milioni di euro) e per investimenti indispensabili alla collettività, è stato invece svenduto nel 2010 a cifre ridicole. Secondo noi la procedura di dismissione delle quote che il Comune di Cesenatico deteneva in Gesturist (oltre il 74%) non è stata corretta in quanto è stata abbandonata la dovuta evidenza pubblica. In pratica, Gesturist Spa ha attuato una serie di operazioni societarie che l'hanno portata a dividersi in due società: la prima da cedere ai privati, cui sono stati assegnati i beni immobili più pregiati, la seconda destinata ad esser posseduta al 100% dal Comune, a cui sono rimaste le briciole. La prima è la 'good company' privata, il cui passaggio di mano è stato indirizzato verso alcuni imprenditori designati. Come? Attraverso un diritto di prelazione mal interpretato, secondo noi, e introdotto per delibera a favore di quelli che già erano soci di minoranza in Gesturist. Ci pare che ci siano numerose stranezze che lasciano spazio al sospetto di un'operazione pilotata a danno dell'interesse pubblico e per questo abbiamo presentato il nostro esposto.
Alle diseconomie di gestione degli appalti dati dal Comune a Gesturist Spa senza gara pubblica e con scarsi controlli, che hanno danneggiato il bilancio comunale ed hanno causato un grave danno di immagine alla città di Cesenatico, si è successivamente aggiunta una 'svendita' di cui va verificata la legittimità (da tempo il nostro Consigliere Comunale denuncia la cattiva gestione degli appalti pubblici e del patrimonio comunale) Questo è periodo di saldi, ma in questo caso i saldi sono andati a sfavore di tutta la collettività e a favore solo di alcuni imprenditori 'amici'. Questo è un sistema che non vogliamo più tollerare. Vogliamo vederci chiaro, sapere come stanno effettivamente le cose, se l'amministrazione comunale abbia agito correttamente o meno e se sussista o meno un danno erariale: per tale motivo abbiamo presentato l'esposto anche alla Corte dei Conti.

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GIOVANNI FAVIA
Consigliere
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it
Emilia-Romagna

ALBERTO PAPPERINI
Consigliere Movimento 5 Stelle
Comune di Cesenatico

v2-daymilano2.jpgLa risoluzione, volta unicamente a tutelare i diritti dei lavoratori della redazione di Bologna dell'Unità, giornalisti e non, che che come tanti di diverse aziende si erano rivolti a noi preoccupati del loro futuro ed a cui abbiamo dato regolarmente ascolto, come nel caso di lavoratori della Rai regionale, di Etv-Rete 7, della Ferrari, della Maserati, dell' Omsa e di altre realtà , ha suscitato molte reazioni negative da parte di cittadini. In diversi casi reazioni diffamatorie, scomposte e sopra le righe, attribuendomi la folle volontà di concedere finanziamenti pubblici a un qualunque organo di stampa, incluso il quotidiano in questione.

Cosa che ho ribadito non era in previsione, avendo ben presente e condividendo la nostra posizione che ha dato vita alla raccolta firme del "Vday2" del 25 aprile 2008 per la libera informazione.

Lo spirito che mi ha mosso era quello dell'articolo 3 della prima parte della Costituzione della Repubblica Italiana, quella che tutela i diritti fondamentali di ogni individuo e che prevede che "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Dai cittadini tramite la rete sono state fatte anche molte critiche costruttive ed equilibrate, che hanno rilevato come determinate espressioni potevano essere facilmente strumentalizzate dai nostri detrattori, sempre in agguato.

Nella risoluzione,dovendo per forza creare un documento che potesse essere votato dalla maggioranza del consiglio di questa Regione, per ottenere lo scopo insito nella stessa, ho costruito assieme ai nostri collaboratori, un paio di frasi che secondo la rete e i cittadini non solo non lasciavano capire il vero spirito, ma addirittura si prestavano a troppe interpretazioni. Un errore che ho ed abbiamo colto.

Gli eletti del Movimento 5 Stelle sono dipendenti dei cittadini che li hanno votati . Quindi la prima cosa da fare è rivedere i contenuti delle proprie azioni politiche, qualora non vengano condivisi e/o sostenuti, ma anche magari non capiti. Pertanto, ascoltato il parere dei cittadini tramite la Rete ho ritenuto in coscienza di ritirare la risoluzione in oggetto.

Dai diversi contributi ricevuti in rete in questi giorni mi è stato possibile costruire un nuovo documento di respiro molto più vasto, in grado di coniugare diversi aspetti del nostro programma politico. Un documento animato non solo dalla preoccupazione per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, ma più in generale dalla necessità di ripensare profondamente il sistema dell'informazione a carattere locale e regionale, slegandolo da logiche di assistenzialismo tramite finanziamenti pubblici e influenze della sfera politica-partitica.

Un esperimento forse unico, in cui i Cittadini scrivono un atto politico tramite la Rete ed il consigliere è alla fine quasi un semplice collettore e finale firmatario.

Un primo esempio cui aspirare, trattandosi di reale democrazia partecipata e diretta.

Il documento in questione è qui in allegato e sarà depositato il 9 gennaio alla riapertura degli uffici.

Un grazie a tutti e un magnifico 2012 a 5 stelle.


Andrea Defranceschi

LA NUOVA RISOLUZIONE CHE VERRA' DEPOSITATA E SOSTITUIRA' QUELLA PRECEDENTE
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