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Sostenibilità

caveghiaia.jpgDopo l'approvazione in Commissione Ambiente, con voto del Movimento 5 Stelle e della maggioranza, della nascita del Parco Regionale Fluviale del Secchia che interessa 17 comuni tra la provincia di Modena e Reggio Emilia, i cavatori hanno calato la maschera e sbugiardato la Regione Emilia-Romagna con poche semplici paroline. Questo quello che dichiarano pubblicamente con il comunicato di Sauro Marazzi, componente della Giunta Confapi di Reggio Emilia:

"Il parco investirebbe una fascia fluviale che da decenni è soggetta ad una intensa attività di estrazione di ghiaie e sabbie alluvionali. [...] Il giacimento ghiaioso, sito sulla sponda sinistra del Fiume Secchia, è il più importante del territorio e non ha alternative in ambito provinciale ".

Da non credere alle proprie orecchie, da anni la Giunta della Regione Emilia-Romagna ci racconta che le casse di espansione sono

"azioni volte a realizzare interventi e opere per la sicurezza idraulica del territorio".

In realtà, secondo gli imprenditori reggiani, sono una regalia ai cavatori che così possono violare "legalmente" la LR 17/91 che disciplina le attività estrattive, che all'Art 2 recita:

"Comma1. Nei corsi d' acqua e nel demanio fluviale, lacuale e marittimo, su cui ha competenza la Regione, e' vietata l'estrazione di materiali litoidi. Comma 2. La disposizione del comma 1 non si applica alle estrazioni che derivano da interventi di difesa e sistemazione idraulica finalizzati al buon regime delle acque ed alla rinaturalizzazione dei corsi d' acqua".

Tutte balle. I sospetti di tanti ambientalisti oggi sono una certezza. Della sicurezza e del buon regime delle acque non interessa nulla a nessuno, il vero obiettivo è l'oro dei fiumi: la ghiaia, bella pronta e già pulita. Lo ha ammesso nero su bianco il comunicato di Confapi.

Riteniamo che la Magistratura vada informata di tutto ciò e si riprendano in mano tutte le autorizzazioni regionali alla realizzazione di casse d'espansione e in generale a lavori negli alvei fluviali.

Quante di queste opere erano realmente necessarie e quante un regalo agli amici cavatori? Speriamo zero, ma a pensar male.... Anche perché in Regione i cavatori hanno uno referente politico impareggiabile, da loro sponsorizzato con finanziamenti elettorali regolarmente registrati. Proprio l'Assessore alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli (Pd).

ANDREA DEFRANCESCHI

Capogruppo

In venti anni la superficie cementificata in Emilia-Romagna è raddoppiata, a parità di popolazione. Qualche domanda bisognerebbe porsela se, a Bologna ad esempio, s'è coperta di cemento una superficie pari a 6500 volte la grande Piazza Maggiore negli ultimi 10 anni, ovvero 45 CHILOMETRI quadrati!
Eppure i proclami continuano incessanti. La Giunta a guida Comandante Errani continua a blaterare parole vuote - che per loro non hanno alcun significato: "stop al consumo del territorio" o "cemento zero" sono solo slogan da agitare in campagna elettorale o nei discorsi ufficiali, ma nella realtà si continua a costruire e distruggere il nostro territorio (se non credete che possa pronunciare simili falsità... http://youtu.be/RkGO9fOoTPI).
Un nostro attivista di Modena ha creato una mappa interattiva, che tutti possono aggiornare per segnalare nuovi casi di cementificazione selvaggia: nel VIDEO sopra trovate il tutorial. VI INVITIAMO A SEGNALARE I CASI E A PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA MAPPATURA!
Ma c'è anche un altro modo di segnalare il vostro amore per il territorio, e cioè partecipare alla fiaccolata di San Lazzaro di Savena, domani sera, GIOVEDI 15 dicembre dalle ore 21.00, un serpentone umano andrà da Piazza della Repubblica a Piazza Bracci.
L'obiettivo è quello di dare un segnale chiaro agli amministratori che, incuranti delle richieste e petizioni presentate e sottoscritte da oltre il 10% degli elettori di San Lazzaro, continuano imperterriti con il loro progetto cementificatorio del comune, che già si trova ai primi posti per espansione urbanistica tra i comuni dell'area bolognese.
Vogliamo sostenere la richiesta di svolgimento di un referendum comunale sull'urbanistica, richiesta che è stata bocciata in prima istanza me che il comitato promotore ha impugnato, richiedendo una sospensione cautelare d'urgenza dell'iter di approvazione del piano urbanistico che dovrebbe essere approvato in consiglio comunale il 20 dicembre prossimo.

ADERISCI ALL'EVENTO FACEBOOK:
https://www.facebook.com/events/261693570555912/


QUI LA LOCANDINA DELLA MANIFESTAZIONE:

fiaccolata_15_12.jpg

cemento.jpgQuando sentite Vasco Errani parlare di 'stop al consumo di territorio' (è al potere solo da una quindicina d'anni, non ha avuto il tempo...) non vi viene da ridere? A noi sì! In questa regione si tollerano casi incredibili come quello del Comune di Castelvetro (MO) dove la pianificazione territoriale si fa in base al Piano Regolatore Generale deliberato nel gennaio 1982. Gennaio '82 ci rendiamo conto? L'Italia di calcio allora aveva solo due Coppe del Mondo in bacheca... Trent'anni sono passati, viviamo in un altro mondo, con un'altra economia ed esigenze differenti. Eppure a Castelvetro, da allora, si va avanti solo con continue varianti urbanistiche. E' uno scandalo. Formalmente è possibile farlo, ma la Legge Regionale 20 del 2000 dice che i Comuni avrebbero dovuto adeguarsi, entro fine 2002, adottando un PSC. Non solo, ma l'ultima variante prevista dal Comune va a contrastare con l'indicazione del Piano Provinciale (PTCP) che prevede che la fascia che separa zona industriale dall'insediamento residenziale, sia fascia di tutela. A breve i cittadini si troveranno pile di piastrelle davanti alle finestre di casa? Vogliamo sapere dalla Giunta se intenda tollerare questa situazione, e se non ritenga che il continuo adottare modifiche al trentennale PRG non abbia comportato un ingiustificato aumento del territorio urbanizzato. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione regionale quali azioni intende mettere in campo la Giunta per bloccare il consumo di territorio a Castelvetro?

canalibologna.jpgIl geologo Mario Tozzi si è certamente sbagliato quando ha affermato che Bologna è a rischio allagamenti perché il fiume Reno scorre sotto la città. Il Reno, lo sappiamo tutti, non è stato intubato, ma è altrettanto vero che Emanuele Burgin, nel riprendere Tozzi, si è dimenticato che di corsi d'acqua a Bologna ne abbiamo intubati più di uno, due i principali: i torrenti Aposa e il Ravone, sarebbe quindi meglio che l'assessore, invece di polemizzare con il geologo, andasse a verificare se il dimensionamento di questi canali sotterranei è sufficiente a sopportare questi nuovi eventi meteorologici che stanno sempre più somigliando a tempeste tropicali.
Burgin poi afferma che "Il tema della eccessiva urbanizzazione è vero e la volontà della Provincia in questi anni e' stata quella di lavorare per frenare il consumo di suolo", ci spieghi allora come mai proprio in tema di impermeabilizzazione dei suoli la Provincia ha recentemente "alleggerito" le norme contenute nel piano urbanistico provinciale.
Fino all'aprile scorso infatti era di fatto impedita l'ulteriore impermeabilizzazione delle aree di ricarica della falda, per evitare da un lato il continuo impoverimento della falda stessa e dall'altro di cercare di limitare il pericolo di allagamenti, se l'acqua non riesce a penetrare nelle falde si riversa nei torrenti aumentando i rischi di esondazione a valle.
Da aprile la norma è stata notevolmente "addolcita" visto che adesso, sempre su quelle aree è possibile l'impermeabilizzare fino al 75% dei suoli se si trattava di insediamenti produttivi e del 55% se residenziali, non ci pare proprio che, come dice l'assessore, si stia lavorando per frenare il consumo di territorio.
E, a voler essere maligni, una ragione a questo "ammorbidimento" delle norme, la si potrebbe trovare nel fatto che la Provincia è proprietaria di aree poste proprio su queste aree che possono essere "valorizzate" coma va di moda dire oggi, magari costruendoci sopra otto palazzine, come succede in quel di S. Lazzaro, ad esempio.

eco-casa.jpgLorenzo Bolognini ha dimostrato con i fatti che costruire in maniera economica in classe A+ è possibile e conveniente. Lo ha fatto aprendo la sua nuova abitazione in occasione dell'open day della Eco-Casa di San Lazzaro, cui hanno assistito almeno 250 persone. Il nostro caro Assessore Gian Carlo Muzzarelli avrebbe fatto bene ad essere presente per rendersi conto che la sua difesa a spada tratta del cemento è ormai la disperazione di uno chiuso nel bunker. Il PD ha bocciato i nostri emendamenti al piano energetico per costruire in Classe A (tranne uno, per un errore), nell'antistorico tentativo di proteggere gli interessi dei costruttori e delle multinazionali del gas. Sì perché con una Eco-Casa ci si libera dal vincolo del gas per sempre, producendo calore grazie al metabolismo del corpo e al circolo forzato dell'aria. In tutto l'edificio c'è solo una piccola stufa a pellet, nel caso l'acqua calda non dovesse bastare. Parliamo di una rivoluzione dei consumi, e questa è costata solo 1.600 € al metro quadro - ma avrà costi di gestione bassissimi. La sua dimensione ragguardevole poi, dimostra che il concetto è applicabile anche a piccoli condomini, non solo a casette monofamiliari. Se i nostri amministratori non fossero così vecchi e legati a doppio filo agli interessi del mattone, forse si accorgerebbero che un'altra via è possibile.

Un video della casa: http://video.repubblica.it/edizione/bologna/san-lazzaro-la-casa-di-classe-a-piu/79698/78088

Il Facebook di Bolognini: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1790916302668.2103631.1532443515&type=3&l=e5ad7511b1

alluvione.jpgDisgrazia, tragedia, calamità, emergenza. Sono termini estremi, che in Italia abusiamo per descrivere qualunque situazione complicata. C'è caldo d'estate? Incredibile! La chiamiamo "emergenza-caldo". Piove in autonno? E' "emergenza-maltempo". Se poi la pioggia, purtroppo, provoca danni consistenti e anche vittime, è "tragedia", "disgrazia", ma soprattutto "calamità". Calamità? Molto più spesso, solo la logica conseguenza di un completo disinteresse per l'ambiente, di politiche miopi, di mancanza di rispetto per la natura e i suoi cicli naturali. Tutto parte da lontano, ma qui è meglio evitare la discussione sull'effetto-serra, il riscaldamento globale, la deforestazione e il conseguente cambio drastico negli equilibri meteorologici della Terra. Limitiamoci alla nostra piccola Italia. Ci sorprendiamo che i terreni si "sciolgano" con le piogge. Ma perché? E' la naturale conseguenza dell'abbattimento indiscriminato degli alberi, dell'antropizzazione estrema anche di zone fragili. Le radici compattano e trattengono il terreno. Senza alberi, le frane sono all'ordine del giorno. Ci meravigliamo della furia dell'acqua, che intasa le città. Come mai, ci chiediamo? Le fogne e i canali di scolo mal manutenuti? Forse, ma anche la cementificazione a tappeto che caratterizza le nostre pianure e il nostro ambiente urbano. Nessuno spazio verde, solo parcheggi, centri commerciali, strade, autostrade. E l'acqua non filtra nel terreno, ma scivola sull'asfalto e diventa un torrente in un attimo. Com'è possibile non capire che le nostre azioni hanno una conseguenza, e che le prime vittime di queste politiche sconsiderate siamo noi stessi?

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galline.jpgNove mesi tondi tondi per partorire un documento-fotocopia. E' la fotografia di un gruppo a corto di idee e di memoria. E' la situazione della Maggioranza a guida PD dell'Emilia-Romagna. Era il 17 gennaio scorso quando depositavamo una risoluzione per chiedere che in Regione le galline da uova (le "ovaiole") fossero, come da Direttiva CEE del 1999 (allora c'era ancora la Comunità Economica Europea), tutte allevate in gabbie modificate, quindi migliori dal punto di vista dell'animale. Insomma, in parole povere: basta con gli allevamenti intensivi in batteria: per lo meno allevamento a terra quando non, ancora meglio, all'aperto. In fondo produrre una dozzina di uova allevate in batteria costa 0,66 €, a terra 0,82 €, all'aperto 0,98 €. Quindi, a uovo, l'incremento è pochissimi centesimi che, anche moltiplicato per le 220 uova di consumo pro-capite (inclusi derivati) dà pochi euro a testa. Insomma, secondo noi una battaglia di legalità, di rispetto della concorrenza (chi s'è adeguato dovrebbe aver speso soldi per nulla? Perché?) e di salute. Nessuna risposta. Da nove mesi, e ormai, a gennaio, la Direttiva CEE dovrà entrare in vigore. Ma la nostra risoluzione giace in un cassetto. Ora però la Maggioranza ne presenta una tutta sua. Uguale, in molte parti, ma più vaga (un classico). Comunque sia siamo certi che ora se la voterà e poi andrà a riscuotere davanti all'opinione pubblica. Un modo di operare che abbiamo già visto innumerevoli volte, e che dimostra come abbiano bisogno delle idee altrui per tenersi assieme, che delle loro si vergognano.

taschevuote.jpgSono passati nove mesi, ed ecco finalmente la proposta della Maggioranza sul taglio ai costi della politica. Una vera e propria gestazione, nove mesi, per un parto piuttosto deludente, a dire la verità. Noi non possiamo che essere contenti, da un punto di vista culturale, di aver dettato l'agenda, costringendoli, con la nostra proposta di legge, ad affrontare il tema. Per noi è una vittoria, però su stipendi e vitalizi Pd, Sel, IdV e Federazione della Sinistra hanno preferito non rinunciare a nulla, sia ben chiaro ai cittadini: le mani in tasca non se le sono messe!
Bene invece aver raccolto la nostra proposta dei rimborsi puntuali, a piè di lista, e non scandalosamente a forfait com'è stato finora. Per questa Legislatura, ci sarà solo un taglio del 10% degli stipendi d'oro della politica. Noi avevamo chiesto, in un momento in cui il paese sta andando economicamente a picco, che fosse del 50%: sarebbero rimasti più di 3000 euro al mese... Chi ha il coraggio di dire che con queste cifre non si viva bene? Sui vitalizi, invece ci chiediamo, forse un po' ingenuamente, perché non si possano eliminare subito... Le soluzioni tecnico-amministrative, che stanno diventando la foglia di fico del PD, ci sono eccome. Tant'è che dalla prossima Legislatura verranno aboliti, a meno che il prossimo Parlamentino non scelga di riattribuirseli con una bella retromarcia nel momento in cui il tema dovesse essere meno d'attualità... In ogni caso, a differenza della nostra proposta, non si vanno ad intaccare i privilegi di chi già li percepisce e nemmeno quelli di chi attualmente siede sui banchi dell'Assemblea (guarda un po'). Ci sembra la maniera di rimandare un problema che temiamo però esploderà come un bubbone dal 2014. La maggioranza di oggi si fa bella agli occhi della gente, ma sposta i problemi su chi verrà domani. Questo creerà un grosso buco nel bilancio della Regione visto che i firmatari non spiegano da dove prenderanno i soldi per pagare i quasi cinque milioni di euro di vitalizi che gli ex-consiglieri percepiscono e percepiranno. Chi tapperà la falla, se nessuno verserà più i contributi?

Oggetto 494 - Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Favia e Defranceschi: "Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 "Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale"" (24 09 10):

Il MoVimento 5 Stelle Modena e Provincia invita ufficialmente Sindaci ed Assessori all'Ambiente dei comuni della provincia di Modena a partecipare alla visita al centro di riciclo di Vedelago organizzata dal nostro MoVimento. Ecco il comunicato inviato per email.

Oggetto: Invito visita al centro riciclo rifiuti di Vedelago

Con la presente il movimento 5 stelle di Modena e provincia invita Sindaci e Assessori all'Ambiente di tutti i comuni di Modena e provincia alla visita organizzata presso il centro riciclo rifiuti di Vedelago (www.centroriciclo.com), che dal 1999 gestisce un impianto di selezione manuale di rifiuti ai fini del recupero dei materiali utili al riciclaggio, con un bacino di utenza di circa 1.150.000 abitanti ed un recupero dei rifiuti che si aggira al 99%.

L'iniziativa in oggetto si svolgerà nella giornata di sabato 23 ottobre, andata e ritorno saranno a mezzo pullman che partirà da Modena (Largo dei Torrazzi) ritrovo alle 07.45.
Indicativamente il programma della giornata prevederà la proiezione di audiovisivi nella mattinata e visita all'interno dello stabilimento nel primo pomeriggio.
Ulteriori dettagli verranno forniti appena disponibili.
Data l'importanza del tema affrontato ed indipendentemente dalle appartenenze politiche, invitiamo i Sindaci e gli Assessori impossibilitati a partecipare, a delegare eventuali altri componenti della giunta che possano riportare quanto appreso durante la visita.
Augurandoci che in futuro una soluzione analoga al centro di riciclo di Vedelago venga attivata anche nella nostra provincia.

Per esigenze organizzative chiediamo cortesemente di confermarci la Vostra gradita presenza entro venerdì 8 ottobre

Contattare direttamente i responsabili dell'iniziativa all'indirizzo redazione@modena5stelle.it o al numero ***-******* per ulteriori informazioni e/o prenotazioni.

Distinti Saluti

Movimento 5 Stelle Modena e Provincia

SE VUOI PARTECIPARE LASCIA IL TUO NOMINATIVO
http://www.doodle.com/82qmb2syq666284d

PROGRAMMA
07.15 - Partenza da Medolla, via dell'Artigianato
08:00 - Partenza da Modena, Largo dei Torrazzi
09:30 - Sosta in Autogrill
11:00 - Arrivo a Vedelago e visita allo stabilimento.
13:00 - Pranzo
14:00 - Partenza per Modena
17:00 - Arrivo a Modena

amianto%20pericolo.jpgMa quale mistero: quello che stanno rimuovendo dai tetti dell'ospedale di Ravenna, negli anni attraversato da centinaia di pazienti e camici, è amianto. E quello del nosocomio romagnolo è solo uno dei 757 casi a rischio della nostra regione. Ieri è stata divulgata la notizia dell'"enigma" sui lavori di manutenzione dell'ospedale civile. Ma noi del Movimento 5 Stelle possiamo, purtroppo, dire con certezza che è proprio amianto quello che si sta rimuovendo, nel silenzio totale degli Amministratori. In queste settimane, stiamo passando al setaccio le carte sulle polveri killer negli immobili pubblici dell'Emilia-Romagna. "E possiamo dire - attacca il Capogruppo Andrea Defranceschi - che l'ospedale è uno dei 61 edifici, nella sola provincia di Ravenna, che andrebbero bonificati più o meno urgentemente". In tutta l'Emilia-Romagna, i numeri si gonfiano invece, e di molto: si tratta di 757 edifici pubblici e non: 198 nella provincia di Bologna, 90 a Ferrara, 77 a Forlì-Cesena, 73 a Piacenza, 85 a Parma, 131 a Modena, 35 a Rimini e 107 a Reggio Emilia. E questo elenco, che pubblichiamo integralmente sul nostro sito, fa venire i brividi perchè ci sono asili nido, scuole dalle materne alle superiori, campetti da calcio, palestre, parrocchie e chiese, ospedali e case di cura, cinema e centri commerciali, bocciofile e università. Tutti luoghi frequentati principalmente da bambini, anziani, persone malate, lavoratori o studenti. Dove ognuno di noi passa almeno un po' del suo tempo. C'è ancora molto da fare, quindi, per smaltire questo materiale cancerogeno dalle nostre teste. Per questo abbiamo pronte tre diverse interrogazioni sull'argomento amianto negli edifici pubblici, privati e nelle cave estrattive. Vogliamo capire come e in che tempi la Regione voglia occuparsene. Anche perchè, il sospetto è che questo elenco sia largamente incompleto. "Anche quella della nostra regione è una situazione sanitaria decisamente preoccupante e sottovalutata dalla classe politica - chiosa Defranceschi -, nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dichiarato che non esiste una soglia minima limite per la concentrazione di amianto nell'aria che rappresenti un rischio per la popolazione. Chiederemo che l'Emilia-Romagna diventi una Regione completamente deamiantizzata".

MAPPATURA AMIANTO 2010.pdf

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