La Regione Emilia-Romagna ha aggiornato in questi giorna la propria cartografia ufficiale e ha catalogato la frana di Ripoli come ATTIVA, inserendo quindi la quasi interezza dell'abitato di Santa Maria Maddalena nella zona rossa. Come sapete da parecchi mesi il Movimento 5 Stelle monitora la situazione della Variante di Valico, presenta atti in aula e denuncia l'evoluzione dei lavori. Il cambiamento di status della frana, che prima dell'inizio dei lavori di Autostrade era solo 'quiescente' (indicata in verde), provocherà un danno economico enorme ai cittadini di Ripoli, portando ad un grosso deprezzamento del valore delle loro proprietà. Chi comprerebbe mai una casa edificata su una frana attiva? Ma, naturalmente, il problema principale non è questo: il nodo della situazione è la sicurezza delle duecentocinquanta famiglie che vivono in quelle case, poggiate su un terreno franoso che lo scavo del tunnel sta facendo smottare. Con l'avanzare dei lavori il dissesto franoso sta seguendo gli scavi. Come può il Prefetto Nicola Tranfaglia persistere sul convincimento che non ci siano rischi per la popolazione? Come può la Regione Emilia-Romagna limitarsi a monitorare la zona, senza mai intervenire attivamente a tutela dei propri abitanti? Crediamo che questa vicenda possa inoltre costituire un pericoloso precedente: se a Gennarino Tozzi (Condirettore generale di Autostrade, responsabile nuove opere) e alle Autostrade è consentito fare simili opere in un contesto di frana attiva, come sarà possibile in futuro dire di no, eventualmente, ad altri che volessero costruire nuove case, ad esempio? Segnaliamo che la cartografia ufficiale della Regione Emilia-Romagna evidenzia un'evoluzione negativa della situazione dissesti lungo tutto il percorso appenninico della Variante. Come già denunciammo qualche mese fa anche l'imbocco sud è stato ora catalogato in rosso, frana attiva, per un'area molto vasta - mentre prima era verde, quiescente. Già allora dicemmo che il tunnel si sta spostando. Inoltre sono comparsi altri due sistemi franosi attivi, uno a nord di Ripoli - proprio in corrispondenza dell'ingresso nord del tunnel, e uno nei dintorni della località Selva. Autostrade sta minando la sicurezza del nostro Appennino. Fermiamoli!!!
ANDREA DEFRANCESCHI


Sono proprio curioso di sapere cosa si inventeranno stavolta per bocciare il nostro emendamento che è di una semplicità estrema. Tre mesi fa la Regione ci ha informato che la Provincia di Bologna ritirava i suoi 470.000 € per l'importante progetto della Ciclovia del Reno (ricordate?
La mancanza di una visione di futuro della regione Emilia-Romagna è ogni giorno più palese nelle scelte della Giunta Errani. Adesso l'Assessore Sabrina Freda tuona contro le automobili, accusandole di essere la causa del tremendo inquinamento della nostra pianura. Quindi blocco del traffico allargato a tutti i capoluoghi, oltre alle città sopra i 50.000 abitanti. Semplicemente ridicolo. Chiaramente limitare la circolazione delle auto può servire, ma il provvedimento preso da solo è una foglia di fico su un problema enorme che - sotto tutti gli altri aspetti - è stato e continua ad essere non solamente ignorato, ma anche aggravato dalla giunta di questa regione, Freda compresa.
Finalmente siamo riusciti ad ottenere una risposta ufficiale da parte dell'assessore Alfredo Peri: ci hanno messo 70 giorni, contro i 30 di legge, per dirci quanto avevano buttato per gli Aeroporti di Rimini e Forlì. Ora però abbiamo in mano la risposta ad un accesso agli atti formulato nei primi giorni di settembre, e possiamo dirlo. Dal 2006 ad oggi la Regione Emilia-Romagna ha buttato 1,5 milioni di € per il Fellini, e 6,5 milioni di € per il Ridolfi. Non contenta ne ha già programmati altri 3 per la nuova società SAR SpA. Nella lettera, su nostra richiesta, Peri specifica che questi 3 milioni sono dati senza conoscere il piano industriale, infatti, dice 'la società ha in corso di completamento la stesura del piano industriale che si articolerà lungo le direttrici previste proprio dalla citata LR. 4/2011'. Che irresponsabilità! Ricordiamo, en passant, che quel piano era già atteso per settembre, poi ancora per ottobre. Adesso possiamo fissare una data di presentazione o i cittadini dovranno continuare a versare soldi per tutelare questi bacini di consenso elettorale?
Incredibile. A Vergato si sta costruendo un parcheggio scambiatore da 1 milione di Euro: € 350.190,35 sono Fondi Regionali DUP (fondi europei, statali e regionali), € 350.190,34 vengono da un mutuo concesso dalla Cassa DD.PP. a carico del Comune, € 206.582,76 dalla Regione Emilia-Romagna con finanziamento dei piani d'area. Sono previsti 156 posti auto, per cui ognuno costerà ai cittadini quasi 6.000 €. Una cifra da condominio in città. Purtroppo quel parcheggio è costruito senza tutti i permessi. Semplicemente, non è mai stata richiesta l'autorizzazione paesaggistica, per un'area che ricade nelle zone tutelate dalla Legge Galasso. Il parcheggio è infatti in riva al Fiume Reno, nella zona di esondazione. Essendo così vicino i progetti prevedono un muraglione con massi di dimensioni ciclopiche (sic!) per arginare il fiume. Anche un bambino capisce che si tratti di una soluzione disastrosa, che comporta problemi ancor a peggiori di quelli che vuole evitare. Il Reno, come ogni fiume, ha infatti bisogno di un'area nella quale eventualmente esondare. Per fortuna gli organi di Pubblica Sicurezza hanno chiesto alla Procura il blocco del cantiere. A giorni si attende la firma del Pubblico Ministero. Comunque l'Autorizzazione Paesaggistica non può essere richiesta in sanatoria quindi abbiamo presentato un'interrogazione regionale per sapere come la Regione intenda tutelare la pubblica sicurezza e il rispetto delle leggi, che a Vergato - in materia urbanistica - sono calpestate sistematicamente. Fino ad ora dobbiamo registrare la complice inerzia della Giunta regionale, che ha sempre preferito chiudere tutte e due gli occhi davanti ad una serie di situazioni ampiamente documentate come, ad esempio, sulla presenza di un impianto di lavorazione della ghiaia non autorizzato, scavi non autorizzati all'interno di una cava per 2 anni di fila, concessioni e autorizzazioni edilizie illegittime all'interno di un Sito d'Interesse Comunitario... La continua mancanza di vigilanza della Regione sulle proprie competenze può provocare anche il commissariamento da parte del Ministero... A questo punto non sappiamo se dovercelo augurare...
Voglio condividere con voi questa nota, perché difficilmente domani la troverete sulla stampa. E' importante, perché è il segnale che qualcuno pensa sia possibile dare sempre e comunque un prezzo alla vita e alla serenità mentale delle persone. E' inaccettabile.
Troppo spesso in questa regione, l'Associazionismo è legato a stretto giro con la maggioranza di governo locale (PD), depotenziando di fatto la critica e le azioni contro gli esecutivi, responsabili di azioni criminali verso l'ambiente e la nostra salute, quanto quelli della Lombardia o del Veneto. In queste regioni però le associazioni alzano il livello dello scontro, avendo contro amministrazioni PDL-Lega, cosa che qui, a parità di scempi, non sempre accade. In questo caso invece plaudiamo al comunicato stampa di Legambiente (che riportiamo sotto) che ha il coraggio di prendere una posizione netta e chiara contro le dichiarazioni di Vasco Errani inerenti il Passante Nord. Su queste basi, ci sentiamo di poter dire che lavoreremo dalla stessa parte per fermare quest'opera distruttiva.
Oggi abbiamo presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta se ritenga possibile elaborare un piano di mobilità scolastica, naturalmente da concordare con FER, le aziende di trasporto pubblico locale, i comitati degli utenti, i dirigenti scolastici delle scuole interessante, le Province ed i Comuni. Si tratterebbe di cercare di mitigare, grazie ad un confronto aperto e alla disponibilità di tutti gli attori in causa, i deleteri effetti della riforma Gelimini per quanto concerne i nuovi orari di lezione che hanno creato una diversificazione negli orari di entrata ed uscita con notevoli problemi gestionali per il trasporto pubblico e di traffico nelle zone in cui sorgono, arrecando difficoltà anche agli studenti. Si potrebbero prevedere orari di entrata e uscita scaglionati ma in modo razionale. Tramite il confronti diretto con gli interessati usciranno ottime soluzioni.






