Empoli - 
Anche ad Empoli "grazie" ad un ordine del giorno del Partito Democratico si è discusso di rimborsi elettorali/finanziamento pubblico ai partiti.
Questo l'intervento del capogruppo Gabriele Sani in Consiglio ad inizio discussione, questa poi è andata avanti per ulteriori 2 ore..
Sotto il testo rimesso a pulito:
Quando nel 1974 ci fu la discussione per l'introduzione del finanziamento pubblico ai partito Luigi Longo, partigiano, membro dell'Assemblea Costituente, segretario del PCI prima di Enrico Berlinguer si espresse così sul finanziamento pubblico ai partiti:
«A nostro avviso il finanziamento ordinario dei partiti da parte dello Stato porterebbe come conseguenza da un lato l'accentramento dei poteri amministrativi e quindi anche organizzativi e politici all'interno dei partiti e dall'altro l'instaurazione dei rapporti di dipendenza dell'apparato allo Stato che menomerebbe profondamente il carattere di 'libere associazioni di cittadini' riconosciuto ai partiti dalla Costituzione e quindi la loro autonomia organizzativa e politica»
In questo periodo si fa molto parlare di politica - antipolitica questo è un argomento senza senso, non esiste l'antipolitica esiste la "buona politica" e la "cattiva politica", la buona politica è quella che sa prevedere quali sono le conseguenze delle proprie azioni sul futuro.
Probabilmente Luigi Longo aveva visto, perché sapeva fare buona politica, quelle che sarebbero state le conseguenze dell'introduzione del finanziamento pubblico ai partiti, questa è una fotografia dello stato attuale.
In questa discussione direte sostanzialmente due cose, che i partiti sono riconosciuti dalla Costituzione e che se non ci fosse il finanziamento pubblico sarebbero in mano a delle non bene precisate lobby.
L'articolo 49 della Costituzione garantisce i partiti come libere associazioni di cittadini per il semplice motivo che contestualizzando nel dopoguerra si veniva da un periodo in cui durante il fascismo erano state vietate le associazioni e le libere assemblee, dentro a questo articolo della Costituzione ci siamo anche noi, c'è anche il MoVimento 5 Stelle, ci sono tutte le associazioni.
Che la Costituzione in questo caso non c'entri nulla, non solo ce l'ha detto chi la l'ha scritta, Longo, ma anche il fatto che non esiste un articolo 9 dei partiti (Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Ndr.), cioè la Repubblica non tutela i partiti in quanto tali, tutela le libere associazioni dei cittadini!
L'altro è sulle lobby. Bene, allora vediamo un po' chi finanza non i partiti politici, ma gli uomini, che sono integranti dei partiti.
E' cronaca di questi giorni che la fondazione di Penati è stata finanziata dalla ditta appaltatrice che poi, con un appalto regolare, ha vinto la gara per i guardrail della famosa Milano Serravalle, ma è noto a tutti che la fondazione che fa capo all'onorevole Bersani, "Nuova economia - nuova società", abbia tra i suoi sostenitori la lega delle cooperative, tanto per citare un caso dei farmaci nelle coop.
Probabilmente l'elenco più interessante viene quando nel 2007 la fondazione più famosa, Italianieuropei di D'Alema, pubblicò in un momento di folle trasparenza, l'elenco dei sostenitori, elenco che le fondazioni non devono neanche tenere in carico ai registri, cioè nelle fondazioni, e ogni parlamentare ne ha una barra due, non deve neanche rendere conto di chi finanza, non di quanto, ma di chi!
Comunque nel 2007, la fondazione di D'Alema tirò fuori questo elenco e tra a nomi troviamo:
- Tosinvest, del gruppo Angelucci, cliniche private, oltre che a Libero e Il Riformista
- Pirelli
- Merloni,
- Associazione nazionale delle cooperative, questo non stupisce,
- FIAT Geva,
- Eriksson, quella dei telefonini
- Glaxo farmaceutica,
- Pharmacia & Upjohn che è una nota casa farmaceutica
- Phillip Morris tabacchi,
- Roamed spa, che è il gruppo De Benedetti,
Le lobby ci sono già nei partiti e probabilmente ci sono grazie a questo meccanismo.
La parte probabilmente più interessante dell'ordine del giorno è quella che parla di trasparenza, ovvero si chiede al Parlamento di fare una legge sulla trasparenza, questo è come se una famiglia facesse una riunione per decidere come si taglia il pane.
Se volete fare la trasparenza fatela, lo potete fare da domattina, prendete un sito internet, ci mettete i bilanci e rendicontate quanto ricevete e quanto spendete.
Chiudo dicendo che in tutta questa discussione bisogna semplicemente decidere se in questo paese c'è ancora la democrazia o meno e se il voto referendario, che è un voto costituzionalmente, questo sì, riconosciuto, conta ancora qualcosa o meno!
Il voto referendario c'è stato e quando la politica contrasta con il volere popolare non è più democrazia, questo è un punto che bisogna arrivare a capire, perché altrimenti qui ci troviamo a fare referendum ciclici, come sul nucleare così su altri argomenti, e infatti ora partirà il referendum, l'ennesimo, sul finanziamento pubblico ai partiti.
Chiudo dicendo con una domanda, ma se questa classe dirigente fosse stata presente nel 1946, il 18 giugno, cosa si sarebbe fatto? Si sarebbe proclamata la monarchia?!