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E' martedì il giorno nero delle morti bianche


Empoli - 

Il bollettino delle morti bianche nel 2011 peggiora con 40 vite spezzate in più nei primi cinque mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2010. Un numero inquietante rapportabile alla media delle morti bianche di un mese. Come se ci fosse un mese in più per morire di lavoro. Così nei primi cinque mesi del 2011 il numero delle morti bianche è sempre più drammatico. Sono 202 le vittime del lavoro registrate nel Paese dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering di Mestre.

Si muore ogni giorno e più volte al giorno. E, purtroppo, si continua a morire il 17% in più dello scorso anno. Perché se nei primi cinque mesi del 2010 il numero dei decessi rilevati nei luoghi di lavoro arrivava a 172 quest'anno la cifra sale drammaticamente a 202.
Diversa, invece, rispetto allo scorso anno appare la classifica delle maglie nere, Lombardia a parte che detiene sempre il primato e che a fine maggio contava 26 vittime. E in effetti due nuove regioni occupano dal primo quadrimestre il podio: Emilia Romagna (20 morti) e Piemonte (19 decessi come la Sicilia). Seguono: Veneto (15), Toscana (14) e Campania (13).
E' sempre l'agricoltura il settore più pericoloso con il 37,6% delle morti bianche, seguita dal settore delle costruzioni (23,8% delle vittime).
Mentre relativamente meno preoccupanti sono le percentuali delle vittime del lavoro registrate nel commercio all'ingrosso e al dettaglio e nelle attività artigianali (11,4$), nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni (5 %), nei servizi (5,4$), nella produzione distribuzione manutenzione di energia elettrica, acqua e gas (4%); nello smaltimento rifiuti (2%).
La caduta dall'alto, poi, è la prima causa di morte (25,7 % del totale delle morti bianche), seguita dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti (18,8 per cento). Ricordiamo che la caduta dall'alto tra gennaio e aprile 2010 aveva provocato la morte di 41 lavoratori e quest'anno le vittime sono 52. Un dato drammatico che testimonia quanto ancora vengano trascurate le misure preventive e di formazione dei lavoratori per i lavori in quota.
Si continua a morire piuttosto frequentemente per il ribaltamento di un veicolo o di un mezzo in movimento (21,8% dei casi), per investimento di mezzo semovente (6,4%) e per contatto con organi lavoratori in movimento (6,4%). La morte seguita ad un'esplosione riguarda il 2,5% delle croci bianche, l'incendio (1,5) mentre il contatto con mezzi in movimento conta 5,9% delle vittime.
Tra le 202 persone che hanno perso la vita al lavoro nei primi cinque mesi dell'anno, le donne sono 5 mentre gli stranieri sono 22 (cinque solo nel mese di maggio), ovvero il 10,9 per cento del totale. Rumeni ed albanesi sono maggiormente coinvolti nel dramma.
La fascia d'età più a rischio è sempre quella che va dai 40 ai 49 anni con 48 vittime (erano 41 a fine aprile) e rappresentano il 23,9% delle morti bianche. Seguono quindi i cinquantenni (40 vittime) e i trentenni (39). Gli ultrasessantenni deceduti sul lavoro sono 57 (erano 45 alla fine del primo quadrimestre).
Nell'elaborazione dei giorni della settimana in cui si perde la vita è il martedì a 'diventare il giorno più nero con il 20,8 per cento degli eventi mortali, seguito dal mercoledì (17,3%). Ma i racconti di morte sul lavoro non si sospendono neppure nel fine settimana: tra venerdì, sabato e domenica continua a consumarsi più del 30% delle tragedie.

I candidati a Empoli


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