Empoli -
Personalmente ho molte difficoltà nel considerarmi una persona inquadrabile all'interno di un contesto funzionariale, anche perché -citando nonno Silvio- ne "l'Italia che ho in mente" queste figure sempre in odor di parassitismo dovrebbero gradualmente scomparire. Qualunque lavoro decida di continuare o cominciare a fare ho sempre concepito i miei servigi al pari di un collaboratore esterno, cercando sempre di metter l'accento sulle mie capacità e soprattutto sulla mia indipendenza mentale.
Va da sé, quindi, che la mia presenza nell'ambiente scolastico, nel bene e nel male, è discreta come uno stupro alla messa di Natale.
Eppure io credo che nel futuro, sia nella scuola che nelle altre sfere a carico dell'amministrazione, la mia visione contrattuale -per non parlar di quella didattica, relazionale, ecc.- sarà molto più presente di come lo sia attualmente. E di fatto con i miei (pochi) coetanei punti di contatto ideologici alle volte se ne trovano.
A me personalmente non interessa che mi si paghino le ferie o i contribuiti di un dipendente, né sinceramente anelerei all'obiettivo di esser funzionario, ergo non licenziabile.
Se di una figura o di un servigio professionale ce n'è bisogno -e da che mondo e mondo, nella scuola dell'obbligo difficilmente si potrà sostituire anche nel lungo termine l'insegnante con un un tutoring o l'autoapprendimento- obiettivo della comunità scolastica e non dovrebbe esser quella di far lavorare le persone più brave. Criterio questo evidente e lapalissiano ai più, che però tuttavia si scontra con le logiche iperconservatrici, assistenzialiste e quasi misericordiose delle selezioni del personale mediante graduatorie.
Non ho i dati del costo effettivo della gestione provinciale delle medesime. Credo tuttavia che sia altissimo e i costi da queste derivato, se messi in mano alla dirigenza dei singoli istituti, secondo me, risolverebbe una buonissima parte della continua penuria economica delle strutture scolastiche con, non di secondaria importanza, la possibilità da parte dei dirigenti scolastici di poter assumere mediante collaborazione ad ore, gli insegnanti ritenuti più validi per il contesto educativo in essere.
Se venissi pagato le 35 € lorde che mi spettano di compenso per un progetto orario extra, riuscirei, mettendole in dichiarazione e riducendo l'imponibile con la giustificazione di spese effettive realmente realizzate, non solo a guadagnare cifre analoghe a quelle attuali (se non di più), ma anche ad abbattere appunto suddette spese, motivandomi altresì nel creare, per il sottoscritto e per la scuola, altre possibili forme d'introito, come ad esempio la creazione di corsi extra, progetti, ecc. E soprattutto mi guadagnerei con il lavoro e l'impegno, giorno dopo giorno, quella continuità scolastica sbandierata da mille sindacati e etichette politiche e che di fatto non è altro che l'ennesima araba fenice di baracca Italia. Della serie, parafrasando Metastasio, "la stabilità dei precari è come l'araba fenice, che ci sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa". Eppure io lo so dove bisognerebbe cercarla.

