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With or without Farage for the right reasons


Vivendo in Gran Bretagna molti mi hanno chiesto un'opinione su Farage.
Cercherò di essere obbiettivo.

Farage e il suo partito l'UKIP incarnano il voto di protesta contro una classe politica che come in altre parti d'europa si è distaccata Dalla base.
Stranamente il loro manifesto fa riferimento ad uno Dei principi cardine della comunità europea: la sussidiarietà cioè che le decisioni devono essere prese al livello più basso e locale possibile.
Dico stranamente perché il partito di Farage vuole uscire dall'unione europea (non dall'euro che non esiste quassù)
. La sua critica al sistema Europa è su due livelli


  1. Critica al sistema politico e alle politiche economiche e monetarie europee;

  2. Critica alle politiche sul movimento Dei cittadini europei all'interno del territorio dell'unione.


Detto questo l'UKIP è un partito liberista che vuole meno tasse, uno stato leggero, con politiche rigide sull'immigrazione e il movimento Dei cittadini europei, non crede all'effetto Serra e al cambiamento climatico, si oppone alle rinnovabili ed è fortemente nuclearista e pro fracking.

Sono fascisti?
I veri partiti di estrema destra e xenofobi quassù sono il british national party e la english defence league.
L'UKIP non è estremista altrimenti si sarebbe giá Unito al front national ma ultra conservatore.
A me personalmente rievoca Enoch Powell (Tory) e il suo discorso rivers of blood.

Detto questo, il programma dell'UKIP e incompatibile con quello del movimento. Sul 99% Dei punti siamo agli antipodi.
L'unico punto condiviso in soldoni è la critica alle politiche economiche dell'unione.
Per questo formare un gruppo con loro sarebbe contrario ai trattati che istitutiscono e disciplinano il funzionamento del parlamento europeo.

Meditate, informatevi e non fatevi buggerare.
Ci sarà un voto online per scegliere se andare con farage ed io voterò NO.

Se Vincerà il SÌ a EFD, ma spero che nella coscenza collettiva prevarrà il buonsenso, finiremo di essere un Movimento e ci trasformeremo in partito politico.
A quel punto con quale faccia diremo alla casta siete tutti uguali? Che la nostra è una rivoluzione culturale? I
l prossimo anno l'ukip quassú si alleerà con I conservatori. Abbiamo giustamente criticato il patto Molotov Ribbentrop tra pd e Fi e ora Ne facciamo uno simile?

Spero che il buonsenso prevarrà.
A riveder le stelle.

Massimo Morelli (UK)

Per chi fosse interessato: Rivers of Blood Speech di Enoch Powell, 1968

Nel rispetto dei cittadini italiani all'estero che ci seguono e che ci hanno supportato alle ultime elezioni politiche, riteniamo sia legittima e doverosa una spiegazione riguardante l'espulsione del portavoce Alessio Tacconi dal meetup Europa.

Alessio Tacconi era arrivato come tanti altri nel meetup Europa con tante buone intenzioni:

Il Meetup "Amici di Beppe Grillo" Europa deve essere il principale punto di riferimento per tutti i "Cittadini" italiani all'estero che si riconoscono nei principi del MoVimento 5 Stelle. Insieme a tutti gli altri membri di questo gruppo, voglio far conoscere i temi delle 5 Stelle del programma del Movimento a tutti gli italiani all'estero.
Questo Meetup riesce ad unire l'utile al dilettevole! Si lavora insieme per promuovere le idee del MoVimento 5 Stelle in Europa e, d'altra parte, si incontrano persone speciali pronte a collaborare e condividere esperienze diverse. FANTASTICO !

Parole sue che lui stesso aveva scritto nel suo profilo del meetup.

Seguite dalle belle promesse, del video e nella dichiarazione di intenti, durante le Parlamentarie in cui prometteva di restare sempre fedele alle regole del MoVimento 5 Stelle e al suo programma (Minuto 3:25):

https://www.youtube.com/watch?v=Uc0Q_sRpzHI

Tuttavia durante la campagna elettorale, a seguito di critiche mossegli da una parte di attivisti che hanno sollevato dubbi sui suoi 500 mila volantini postali, anzichè accettare le critiche ha preferito ignorare il meetup Europa per crearsi un suo meetup il giorno dopo l'avvenuta elezione, il 1° marzo 2013.

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Alessio, che non accetta critiche verso di lui, critica costantemente il MoVimento 5 Stelle:

In varie occasioni ha espresso critiche dando anche solidarietà a chi, una volta espulso, anzichè dimettersi è passato al gruppo misto.

Fino ad arrivare a una sua intervista all'huffington post in cui dichiara candidamente il suo pensiero di cambiare gruppo.

Oltre a ciò ogni mese trattiene l'intera somma della diaria, oltre ai 5000 euro lordi di stipendio dovuti, in barba a quanto da lui sottoscritto che così recita: "Trattamento economico: L'indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo."

Giustifica la diaria trattenuta con il fatto che il costo della vita in Svizzera è più alto che in Italia. Ma nel momento in cui Alessio accettò di candidarsi come portavoce, sapeva che la somma gli sarebbe stata sufficiente. Ora, dopo essere stato eletto, trova scuse per aumentarsi lo stipendio.

Per questi motivi il 15 ottobre 2013 Alessio Tacconi viene espulso tramite una votazione dal Meetup "Amici di Beppe Grillo Europa" del quale faceva parte al momento in cui è stato eletto come portavoce.

Nel frattempo continua le "critiche costruttive" verso il M5S, critiche costruttive che rilascia a giornali già ampiamente schierati nella denigrazione quotidiana dell'M5S e che vengono riutilizzate per danneggiare e screditare l'immagine del MoVimento stesso di cui fa parte.

AGGIORNAMENTO DEL 1 marzo 2014: Alessio ha abbandonato il MoVimento 5 Stelle per entrare nel gruppo misto.

AGGIORNAMENTO DEL 21 giugno 2015: Tacconi è entrato nel gruppo del PD

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Sono ormai gli ultimi giorni disponibili per dare il nostro appoggio alla "Iniziativa Cittadina Europea per un Reddito di Base Incondizionato". Abbiamo tempo fino al 14 gennaio per arrivare a 1 milione di firme, raccolte le quali la Commissione Europea sarebbe obbligata ad analizzare la proposta presso il Parlamento Europeo.

L'obiettivo è quello di garantire ad ogni persona nella UE il diritto incondizionato, a livello individuale, al soddisfacimento dei propri bisogni materiali al fine di condurre una vita dignitosa, come indicato dai trattati dell'Unione europea, e di favorire attraverso l'introduzione di un Reddito di Base Incondizionato, la partecipazione alla società.

Il RBI sradicherebbe la miseria, favorirebbe la partecipazione sociale, aumenterebbe la qualità del lavoro salariato, promuoverebbe il senso di appartenenza all'Unione Europea e il senso di solidarietà tra i cittadini europei.

Qualunque cittadino europeo maggiore di età può firmare l'iniziativa fornendo i suoi dati anagrafici, di residenza ed un numero di documento di identità attraverso il seguente link: http://basicincome2013.eu/ubi/it/firmare-liniziativa


Clicca qui se vuoi partecipare alla discussione sul MeetUp Europa.


Segnalato da Simone Centuori (MeetUp Spagna e MeetUp Europa) e Dario Olivieri (MeetUp Parigi e MeetUp Europa)

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L'adesione ai partiti politici tradizionali sta diminuendo mentre le iscrizioni ai social media sono in netta ascesa. E' giunto il tempo che i partiti politici si abituino a questo nuovo tipo di coinvolgimento - elastico, meno leale e relativo.

"Salve. Faccio parte dell'equipaggio: sono un assistente di volo. Ho una laurea in Lingue e sono membro del Parlamento Italiano." Maria Edera si è rivolta così all'affollato meeting londinese del partito che rappresenta, il "Movimento 5 Stelle", o "Five Star Movement". E' un nuovo tipo di partito politico, che non è per niente un partito: è un movimento molto ampio con un programma generico, fondato in rete dal comico e blogger Beppe Grillo. Non ci sono quote di iscrizione né una struttura centralizzata. Il movimento è coordinato tramite un enorme gruppo Facebook e vari meet-up online, nei quali i "clicktivists", gli attivisti del click, si mettono d'accordo per incontrarsi faccia a faccia. Il Movimento inoltre non ama particolarmente l'establishment. Nel 2009, Grillo ha organizzato il "VaffanculoDay" contro le caste italiane e, durante la campagna elettorale del 2013, ha rifiutato di concedere interviste a tutti i media italiani, comunicando solamente attraverso il suo blog. Il Movimento ha solo 3 anni ma, pur violando ogni precetto del politicamente corretto, alle ultime elezioni un italiano su quattro gli ha dato il proprio voto.

Questo risultato è uno degli eventi più notevoli nella recente storia politica dell'Europa. Tuttavia, i partiti e la partecipazione in rete potrebbero essere il futuro anche di questo paese. Tutti i partiti politici hanno bisogno di un apparato di coordinamento, ma il modello attuale di partecipazione partitica è ormai in ginocchio. I laburisti sono scesi sotto i 200.000 membri, i conservatori sono addirittura la metà. Nei primi anni '50, la somma degli iscritti a questi due partiti si attestava intorno ai 4 milioni. Tra l'altro, un miglioramento sembra improbabile, in quanto non solo pochi giovani s'iscrivono ai partiti, ma il loro impegno tende anche ad essere meno intenso di quello dei britannici più anziani. La fiducia nel sistema dei partiti è crollata drammaticamente. Nel 2012, l'82% dei cittadini ha dichiarato di fidarsene poco.

I social media e internet stanno diventando gli spazi della politica. L'Oxford Internet Survey - che fornisce ogni anno un'istantanea del nostro comportamento su internet - mostra un netto aumento dell'attivismo politico in rete. La percentuale delle persone che tra il 2007 e il 2011 ha firmato una petizione online è raddoppiata raggiungendo il 14%, mentre quella delle persone che hanno fatto la stessa cosa off-line sta declinando. Nel 2011, per la prima volta la gente ha contattato un politico o un partito più attraverso la rete (8%) che tramite i canali tradizionali (7%). Nel Regno Unito, sia il partito conservatore sia il partito laburista hanno più followers su Twitter che membri formalmente iscritti. I followers di Twitter sono anche fedeli - tendendo a seguire solo rappresentanti del proprio partito, con livelli relativamente bassi di sovrapposizione. Inoltre, i sostenitori virtuali di partiti e movimenti sono in genere abbastanza coinvolti, andando effettivamente a votare per il partito che "likano". Sono anche più propensi della media nazionale a partecipare a dimostrazioni o scioperi.

Ma è così importante un click? A giudicare dal meet-up di Sabato, assolutamente sì. Più o meno 70 persone - soprattutto Italiani residenti a Londra - hanno passato la giornata a discutere di questioni politiche nel claustrofobico Teatro John Snow della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale. Le discussioni sono state accese ma ben strutturate. I sostenitori erano motivati, politicizzati, attivi e desiderosi di portare più gente nel mondo della politica. Passano il loro tempo libero a scrutinare i processi legislativi e a riferire ai loro rappresentanti in Parlamento: sono un team di ricerca virtuale. Sono quel genere di persone che concludono quello che iniziano, quel genere di persone di cui i partiti hanno un disperato bisogno. In Italia, vi sono più o meno 200.000 persone del genere, che si sono iscritte al partito attraverso la rete e che ora si incontrano regolarmente - una forza d'urto invidiata da tutti gli altri partiti. Ci sono altri benefici meno ovvi. Selezionando i candidati all'interno dei gruppi locali, il Movimento 5 Stelle ha di gran lunga la squadra di parlamentari più interessante e rappresentativa della Camera, e forse addirittura della storia del Parlamento Italiano. Straordinariamente per il Paese, la metà sono donne. E' il partito più giovane, con un discreto margine sugli altri. E, seduti di fianco all'assistente di volo, ci sono un disoccupato, un astrofisico e una madre col figlio. Maria è convinta che questa diversità apporti nuove prospettive per risolvere i problemi.

I nostri partiti politici si dovranno abituare a questa nuova forma di coinvolgimento - elastico, meno leale e relativo - che nonostante tutto può essere messo in moto al momento delle elezioni. Facebook e Twitter possono diffondere un messaggio e mobilitare le piazze quasi senza nessun costo. Pensateci: nel Regno Unito le elezioni spesso si vincono o si perdono in base alla capacità di far andare a votare gli elettori nei collegi più marginali. Se fossi lo stratega di un partito, in queste aree marginali cercherei di usare i social media per aggregare i sostenitori e creare unità auto-gestite di volontari che coordinino autonomamente le proprie attività. Ovviamente, però, tale pubblico non garantirà la stessa lealtà e affidabilità di quello che ha pagato per anni la quota di iscrizione e ci potrebbe voler un po' di tempo prima di abituarsi.

Raccogliere le risorse diventerebbe più complesso, ma le attività sul campo sarebbero meno care e le donazioni in rete potrebbero aiutare a colmare il deficit. Altri problemi potrebbero manifestarsi con il tempo: il Movimento di Grillo ha avuto successo anche perché ha affidato molto potere alle sezioni locali. Questo modello decisionale decentralizzato ha persuaso molti a rinunciare a serate e weekend per incontrarsi in piccole assemblee in giro per l'Italia. Un partito che facesse qualcosa del genere nel Regno Unito sarebbe molto coraggioso. Ma, in fin dei conti, tutti i partiti politici hanno bisogno di un apparato di coordinamento: hanno bisogno di organizzare i sostenitori, raccogliere denaro e mobilitare gli elettori. Il sistema dei partiti ha enormi difficoltà a svolgere questo ruolo. Sarebbe il momento di pensare a qualche alternativa.

Articolo originale

Traduzione a cura di Stefano Golinelli

MeetUp Europa

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Firmate qui la petizione per il diritto di voto a 18 anni per il Senato della repubblica


Anche 4,3 milioni di 18-24enni devono poter eleggere i senatori in Italia, ultimo Paese europeo nell'Indice di giustizia tra le generazioni. L'articolo 58 della Costituzione va urgentemente modificato così: "I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il diciottesimo (Ndr: ora „venticinquesimo") anno di età."


Votare a 25 anni: un anacronismo unico al mondo

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui i cittadini devono attendere i 25 anni d'età per godere i pieni diritti politici. Nel mondo si vota quasi ovunque dai 18 anni, con 27 eccezioni tra i 16 e i 21 anni. E' solo in Italia che per eleggere metà del Parlamento bisogna aver compiuto 25 anni. Tra i cinquanta milioni di maggiorenni con diritto di voto per la Camera, 4,3 milioni di 18-24enni (8 %) non possono votare per il Senato, il cui voto di fiducia è obbligatorio per qualsiasi governo. Di conseguenza il governo del paese non può essere in carica se non è approvato dai rappresentanti della parte più anziana degli adulti.
Il risultato delle elezioni di febbraio 2013 ha costretto la formazione di un innaturale governo di partiti nemici tra loro. Se però 4,3 milioni di 18-24enni avessero potuto votare, forse l'Italia avrebbe ora maggioranze più omogenee nelle due camere e un governo più stabile.


2013: un voto generazionale

Il sociologo Marco Albertini stima che alle elezioni della Camera del 2013 quasi metà dei 18-24enni (47%) abbia votato per il Movimento 5 stelle. Le percentuali per il M5S scendono con il crescere dell'età fino a diventare bassissime oltre i 60 anni. Secondo Albertini questo sarebbe il più rilevante spostamento di voto nella storia italiana e un caso unico di "voto generazionale" nel quale i più giovani votano in un modo massicciamente diverso da tutti gli altri.

Mentre la disoccupazione giovanile ha superato il 40 %, è paradossale che proprio i più colpiti non siano autorizzati ad eleggere metà del Parlamento e quindi a determinare il governo. Attualmente la maggior parte dei decisori economici e politici trascurano l'impatto a lungo termine delle loro decisioni - per esempio in campo ambientale, finanziario e tecnologico - e fanno scelte che massimizzano i benefici a breve termine. Per questo, diversi autori e organizzazioni propugnano un maggior peso politico per i giovani. La Fondazione per i diritti delle generazioni future sostiene il diritto di voto dalla nascita, così come fecero 48 parlamentari tedeschi di tutti i partiti, inclusi il Presidente e i vicepresidenti del Bundestag tedesco nel 2003. Altre organizzazioni sono a favore del diritto di voto a 16 anni, come in Austria e in Brasile.


La gerontocrazia avanza nei Paesi industrializzati

Nel paese con "l'economia più pericolosa del mondo" (Time), ogni giorno vacilla il 62° governo in 68 anni. Aggiungendo l'ingovernabilità alla depressione economica l'Italia può diventare un rischio per l'intera Europa. I due uomini chiave del dramma italiano sono il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il senatore pregiudicato Silvio Berlusconi. La loro età: 88 e 77 anni.

La gerontocrazia (potere degli anziani) è un fenomeno in crescita nella maggior parte dei paesi ricchi. Dal 1990 al 2005, l'età dell'elettore mediano nei Paesi OCSE è aumentata tre volte più rapidamente che nei precedenti 30 anni. In molti paesi, tra i quali l'Italia, più della metà degli elettori hanno 50 anni o più. Questa tendenza è confermata dall'Indice di giustizia tra le generazioni (IJI), composto da quattro indicatori: debito pubblico per ogni minorenne, povertà giovanile, spesa sociale pro capite per gli anziani, divisa per il resto della spesa sociale, impronta ecologica pro capite. Secondo gli autori di questo Indice i Paesi OCSE prosperano in buona parte a spese dei loro giovani e delle generazioni future.


Italia, prima in gerontocrazia

I molti Paesi che vedono crescere il numero e il peso politico dei cittadini più anziani farebbero bene a volger lo sguardo verso l'Italia. La popolazione italiana è la terza più vecchia del mondo. Questa peculiarità e una legislazione elettorale anacronistica hanno favorito per decenni una predominanza degli anziani nella società, nell'economia, nel Parlamento e nel governo. Le conseguenze si possono misurare: tra 29 Paesi OCSE, l'Italia è 27° sia nell'Indice di giustizia tra le generazioni1 (2013) sia nello squilibrio della spesa sociale, sette volte più alta per gli anziani che per il resto della popolazione (rispetto a tre volte in molte nazioni). Nel 2011 il nostro debito pubblico per ogni minorenne era di € 220.000, il secondo più alto tra i Paesi OCSE, il tasso di povertà giovanile era il quinto più alto. Negli ultimi due anni di recessione (PIL - 4,3 %) questi valori sono ulteriormente peggiorati.

Secondo il Centro Europa Ricerche l'Italia ha vissuto negli ultimi sei anni una vera "Grande Depressione" economica, con un calo del reddito disponibile reale pro capite dal 2007 più profondo che non nelle due peggiori depressioni del 1866-1871 e del 1929-1935. In Italia una quota crescente del gettito fiscale va a pagare gli interessi sull'enorme e crescente debito pubblico (133 % del PIL), dal 2007 la produttività e la produzione industriale sono calate di un quinto, il PIL si è ridotto del 9%. Da decenni l'economia sommersa e l'evasione fiscale ammontano a un quinto del PIL. Disuguaglianza economica, povertà e disoccupazione (13 %), continuano a crescere, mentre ogni anno decine di migliaia di giovani laureati lasciano il Paese.

In Italia sindacati e partiti dei pensionati difendono efficacemente gli interessi degli anziani, mentre i giovani non hanno alcuna rappresentanza del genere. Inoltre, i patrimoni e redditi degli anziani benestanti maturarono nei decenni di rapida crescita economica dopo la seconda guerra mondiale. A tali benefici non potranno certo aspirare molti giovani di oggi, in tempi di precarietà del lavoro, bassi salari, disoccupazione e recessione.


La classe dirigente più vecchia d'Europa

"Con un'età media di 59 anni, gli uomini di potere italiani sono i più vecchi in Europa", dice un rapporto della Università della Calabria. Secondo il rapporto l'età media dei professori universitari è di 63 anni, quella dei banchieri e dei vescovi 67. Solo 3 su 2500 parlamentari scelti con le ultime tre elezioni politiche prima del 2013 avevano meno di 30 anni.

Il livello d'istruzione degli anziani in Italia non è inoltre all'altezza delle posizioni di rilievo che essi occupano nella società. Nel Programma dell'OCSE per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti (PIACC, 2013) l'Italia è all'ultimo posto tra 24 paesi OCSE. In effetti, l'Italia è uno dei paesi industrializzati con il più basso tasso di scolarizzazione e di laureati. Questo divario è ancora maggiore per gli italiani più anziani, che furono giovani quando pochi accedevano all'istruzione superiore.


Votare a 18 anni !

Decenni di gerontocrazia hanno rallentato in Italia la capacità d'innovazione e di competitività e il rinnovo generazionale. Abbassare da 25 a 18 anni l'età per eleggere i senatori è una misura semplice e a costo zero, che può essere presa immediatamente. L'equilibrio generazionale e la stabilità politica in Italia e in Europa ne possono solo beneficiare.

di Marco Morosini

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Bibliografia
- Vanhuysse, Pieter (2013), Intergenerational Justice in Aging Societies: A Cross-national Comparison of 29 OECD Countries, Gütersloh: Bertelsmann Stiftung    


- Tepe, Markus & Vanhuysse, Pieter (2009), 'Are Aging OECD Welfare States on the Path to Gerontocracy? Evidence from 18 Democracies, 1980-2002,' Journal of Public Policy, Vol. 29, No. 1, pp. 1-28.


- Vanhuysse, Pieter; Goerres, Achim, Eds. (2011) Ageing Populations in Post-Industrial Democracies, Comparative Studies of Policies and Politics, Routledge

Rassegna stampa sulla gerontocrazia in Italia

Italy: The Nation That Crushes Its Young, B. Severgnini, New York Times, 30.10.2013

Will gerontocracy dominate the future of industrialised countries ? M. Morosini, Intergenerational Foundation (IF), 14.11.2013

Gerontocracy to Dominate in Affluent Countries? M. Morosini, Our World, UN University, 4.10.2013

Italy's elderly elite short changes its children and destabilises Europe, M. Morosini, The Conversation (UK), 2.10.2013

Gerontocracy in Italy - The Minimum Legal Voting Age of 25 Years and its Consequences, M. Morosini,Openpop.org, University of Oxford, 22.8.2013

Gérontocratie et crise en Italie, M. Morosini, Mediapart, 11.9.2013

Nur nicht von Italien lernen, M. Morosini, Tageszeitung, 23.9.2013

Eine Verjüngung ist dringend - Wahlrecht mit 18 für ein stabiles Italien - und auch für Europa, M. Morosini, Basler Zeitung, 30.7.2013

Più giustizia tra le generazioni, M. Morosini, Avvenire, 7.7.2013

Pagano di più ma contano poco I giovani italiani sono i più colpiti dalla crisi, ma una legge arcaica conferisce loro i pieni diritti politici solo a 25 anni.
Marco Morosini, Area, 22.11.2013, Lugano, Svizzera

Attivisti M5S Europa, firmatari della lettera

Agli eletti del Movimento 5 Stelle al Parlamento italiano
Oggetto: campagna elettorale del deputato Alessio Tacconi

Europa, il 21/04/2013

Cara/o eletta/o al Parlamento del Movimento 5 Stelle,
ti scriviamo per attirare di nuovo la tua attenzione sulle modalità che hanno portato all'elezione di Alessio Tacconi alla Camera dei Deputati.

Alessio Tacconi è stato eletto nella circoscrizione Europa, dove il sistema di voto permette di indicare 2 preferenze. Per ottenere queste preferenze, questo candidato ha compiuto atti secondo noi incompatibili con il Movimento 5 Stelle.

Chiediamo, a tutto il gruppo parlamentare, di calendarizzare appena possibile una riunione nella quale possiate discutere sul caso e prendere i provvedimenti opportuni.
Se e quando lo riterrete utile, ci rendiamo disponibili ad inviarvi una delegazione a Roma per darvi tutte le spiegazioni di persona.

Cosa è successo?


  1. Alessio Tacconi, insieme ad altri due candidati del Movimento 5 Stelle, Filippo Burnelli e Daniele Calissi (candidati rispettivamente alla Camera ed al Senato) hanno inviato 500.000 lettere/volantino in Europa a tariffa postale agevolata (4 centesimi per ogni invio) in base all'articolo 17 della legge 515/93, spendendo una cifra intorno ai 45.000 euro (15.000 a persona). La prossima volta decideremo un massimale di spesa, come avviene normalmente in moltissimi posti in Italia. E comunque, non avevano il diritto di farlo. La legge, infatti, indica come soggetti che hanno il diritto all'agevolazione postale:
    a. i candidati nei collegi uninominali (non è il nostro caso).
    b. la lista dei candidati nelle circoscrizioni (come è il caso delle ultime elezioni), come soggetto unico decisionale nella sua totalità.Ebbene, queste tre persone hanno agito, all'oscuro degli altri candidati, arrogandosi un diritto che, di fatto, non era il loro.
    La legge indica chiaramente che, alla "lista dei candidati", è consentito l'invio di un numero massimo di copie pari al numero degli elettori iscritti nella circoscrizione. Questo ad ulteriore dimostrazione che il diritto è della lista dei candidati e non dei singoli candidati. Infatti, se tutti avessero fatto come loro, si sarebbe abbondantemente andati sopra il numero delle lettere autorizzate.

  2. Noi del Movimento 5 Stello però, ci diamo delle regole più restrittive rispetto alla legge.

  3. Visto che le agevolazioni postali elettorali poi vengono pagate dallo Stato alle poste italiane, abbiamo calcolato che questa spedizione di 500.000 lettere, di fatto è un finanziamento pubblico per la loro campagna elettorale, costata agli italiani circa 300.000 euro.

  4. Questo per noi va sicuramente contro i principi del Movimento 5 Stelle che vogliamo portare avanti.

  5. Sul volantino, neanche a dirlo, hanno promosso solo le loro tre candidature, elencando una serie di demagogiche promesse elettorali mascherate dal titolo "Nostre proposte", senza fare riferimento alcuno ai punti del Programma Nazionale.

  6. Di seguito il link alle varie parti della lettera: busta, retro e proposte.Il link facebook citato nella lettera non puntava verso nessuno dei siti ufficiali degli attivisti a 5 Stelle in Europa usati per la campagna elettorale a favore di tutta la lista (www.meetupeuropa.eu, www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/estero/, www.meetup.com/meetupeuropa) .

Questi 3 candidati non hanno sentita l'esigenza di condividere E DECIDERE con gli altri attivisti/candidati, on line, le "LORO" proposte, prima di presentarle agli elettori, tutto questo in palese violazione dell'art 4 del nostro "Non Statuto" che recita: " ... organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione".
Non rispettando il "Non Statuto", Alessio Tacconi non ha rispettato il "Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento" che recita: "I parlamentari sono tenuti al rispetto dello Statuto, riferito come "Non Statuto"."

Poiché secondo noi Alessio Tacconi non ha rispettato il "Non Statuto", ha interpretato la legge per i suoi soli scopi personali, si è allontanato dai principi del Movimento utilizzando il finanziamento pubblico, e il tutto tenendo all'oscuro gli attivisti, abbiamo voluto denunciare i fatti sul MeetUp amici di Beppe Grillo Europa.

La spaccatura seguita alla denuncia di questi comportamenti sta producendo ulteriori strascichi. Tacconi, Calissi e Burnelli stanno aprendo decine di pagine Facebook in tutta Europa, con i nomi di città e nazioni europee, ovviamente senza condividere con nessuno tali scelte, nemmeno quando ci sono già MeetUp attivi in quelle zone.

Riteniamo intollerabili tali comportamenti e, se la scelta fosse la nostra, espelleremmo Alessio Tacconi dal gruppo parlamentare condannandone i comportamenti tenuti.

Pertanto ti chiediamo di:

  • rispondere a questa lettera in tempi brevi, dopo discussioni con il gruppo parlamentare,
  • condannare chiaramente e pubblicamente tali comportamenti,
  • chiedere l'espulsione d'Alessio Tacconi dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, secondo quanto stabilito dal "Codice di comportamento" che recita: "i parlamentari del M5S riuniti potranno, per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l'espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza".

È un pericoloso precedente, in vista di un ritorno al sistema delle preferenze in Italia, in quanto scaltrezza e disponibilità economica vincono sul merito. La spazzatura elettorale sull'attivismo. Ti facciamo inoltre presente che un eventuale vostro silenzio su questi fatti, legittimerà implicitamente il loro comportamento con tutte le conseguenze relative.

Nel restare a disposizione per informazioni aggiuntive, ti ringraziamo d'averci letto e ti auguriamo buon lavoro.

I firmatari:

Alessio Crosetto, Meet-up Europa
Alberto Maritano, America Meridionale
Alberto Pezzolesi
Alessandro Bonifacio, Meet-Up Londra
Alessandro Malfatto, Meet-Up Londra
Andrea Abate
Andrea Bovo,Linz, Austria
Andrea D'Ambra
Andrea Turra
Angelo Incarbone, Meet-Up Munchen
Benedetto Nicoletti, Meet-Up Spagna
Benedetto Ratto
Bruno Padoan, Dresda (Germania)
Carlo Braggio, Meet-Up Europa
Daniela Signorino Gelo
Dario Langella, Meet-Up Londra
Diego Ciccarone, Meet-Up Spagna
Dora Di Caprio
Edgardo Arcuri
Ercole Folgieri
Ermenegildo Pin
Fabio Capponi
Fabio Fodaro, Meet-up Londra
Fabio Polverini. Repubblica Ceca - Praga
Fabrizio Francioni
Ferruccio Cittadini
Flavio Di Francesco, Singapore
Francesco Attademo
Francesco Paolucci
Francesco Rizza, Meet-up Londra
Gabriele Bellerino, Meet-up Europa e Meet-up Berlino
Giampaolo Marchioro
Giovanna Chimeri, Parigi
Giuseppe Cosentino, Meet-up Europa
Giuseppe Giordano Gruppo Meetup Europa
Giuseppe Tricarico
Gloria Scocco - Parigi
Guido Roncalli
Guglielmo Vetriani
Isabella Bovio, Meetup Londra
Jessica Oppedisano, Meetup Londra
Leo Criaco, Meet-Up Londra
Loredana Quinterno
Manuel Aghito, Meetup Europa
Massimiliano Gambardella
Massimiliano Pizzato, Meet-Up Europa
Massimo Morelli - Meet-Up Europa, Meet-Up Londra
Massimo Silanus
Marcello Pilato
Maria Zei
Matteo Salani
Maurizio Stella, Meet-Up Parigi
Melania Pomante
Michele Mazzavillani
Nadia Sotiriou
Nicola Marini
Nicolo' Costantino, Lione, Meet-Up Europa
Oreste Parlatano
Pasquale Incoronato, Meet-Up Europa, Berlino
Pasquale Venanzio
Pierluigi Merlin
Piergiorgio Frezza, Copenhagen, Danimarca
Raffaele Marino, MoVimento Cinque Stelle di Ercolano (NA), Meet-up Europa
Roberto Bonifazi, Organizer Meet-Up Grenoble
Roberto Pasqualetti
Roberto Raber, Meet-Up Londra
Romano Mascali, Meetup di Mascalucia (CT)
Romolo Daniele De Siati, Meet-up Bruxelles
Rosa Salerno, Meet-up Londra
Toti Farrugio
Vanessa Viganò
Vincezo Olivadese
Viola Ferrante
Walter Cista, Meet-up Londra


Attivisti che vogliono sottoscrivere questa lettera possono farlo postando nei commenti di questa pagina il proprio nome, cognome e gruppo o MeetUp nel quale operano, una tantum tutti i nomi saranno aggiunti all'elenco.

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Quanto guadagna?
Lo stipendio di un deputato italiano è di 14.000 euro al mese.


Non male ...
Ma i deputati del Movimento 5 Stelle ne trattengono solo 3.000, i restanti 11.000 li restituiscono allo Stato, cioè al cittadino. Dal momento che i deputati e i senatori sono stati eletti, il M5S in soli due mesi e mezzo, ha fatto risparmiare al cittadino ben due milione e mezzo di euro.


Qualche deputato ha voluto lo stipendio integro?
Dei 163 eletti del M5S ce ne sono stati 6 che hanno preferito rimanere con la retribuzione piena e sono passati al gruppo misto.


Come è stato coinvolto in politica?
Ero stufo delle ruberie dei partiti politici. Ho studiato Arte e Lettere presso l'Università di Roma e ho lavorato in una ONG. Un giorno entrai in un sito web e iniziammo una discussione sulla città con un gruppo Meetup che si incontrava in un bar nel mio quartiere a Roma. E parliamo di politica.


Quanti eravate?
Dieci, da uno che lavorava in un mercato ad un avvocato... e io. Anche lei potrebbe esser stato li, come uno qualsiasi dei suoi lettori. Eravamo solo persone normali.


Che cosa avete fatto?
Parlare di pulizia delle strade, i furti, la disoccupazione ... In Roma e in Italia.


Senza entrare in politica?
Mettiamo le cose in chiaro; se vuoi che ci si prenda cura della tua città, del tuo paese, devi portare una buona amministrazione per i tuoi rappresentanti, influenzarli, e se puoi tu, presentarti e fare politica. Ricevo ogni giorno mail con le opinioni di chi mi diedero il loro voto. Facciamo politica Insieme.


Non tutti sanno o possono ...
Andiamo! Tutti possono partecipare. Nel 2008 abbiamo deciso di andare alle manifestazioni con una domanda: perché i cittadini comuni non possono candidarsi alle elezioni?


Con quali soldi?
Io misi 10 € e gli altri numeri del genere. Ottenemmo il 3% dei voti. Ci sembravano molti.


Erano molti voti. E non c'era nessun capo?
Beppe è solo il nostro megafono. Non decide le liste né i candidati, né il programma, né i soldi (neanche un solo euro di bilancio) non mi ha mai telefonato per darmi indicazioni.


Sembra avere un brutto carattere ...
Lo leggiamo naturalmente, ma non ha alcun ruolo o responsabilità nel M5S.


Chi dà gli ordini per i deputati?
Abbiamo un capo gruppo ufficiale che cambia ogni 3 mesi. Ci riuniamo in assemblea, ogni commissione la sua, e prendiamo le grandi decisioni in una congiunta.


Ma se già in un condominio si litiga... immaginati in politica!
Per caso i condomini non finiscono per decidere tutto tra di loro? I cittadini non hanno bisogno di cricche di imprenditori che gravano sul bilancio pubblico, soldi ai politici, soldi ai giornali che li prendono per stare in silenzio... si ridono di noi!


Ci sono democratici che non credono nelle assemblee, perché le hanno sofferte...
All'inizio ci si stanca. Anche a noi ci costava, ma, a poco a poco, ci siamo andati conoscendo ed ora prendiamo le decisioni con fluidità.


Come la scelsero?
Dopo quelle elezioni del 2008, ho scritto un libro sui sicari dell'America Latina. Sa che in Guatemala uccidono per 5 euro? E ho lavorato con le ONG in Africa. Ho imparato il portoghese a Lisbona, tirando fuori mobili dalla soffitta per 10 euro al giorno, quando ho ricevuto una e-mail ...


Che cosa diceva?
Era del M5S. Avevano visto che già ero stato candidato e mi invitarono a presentarmi alle primarie aperte a tutti su internet per decidere le loro liste. Avevo ragione.


E risultò quarto a Roma.
Ci presentammo su internet in 72 candidati, con la fedina penale pulita e senza aver mai partecipato ad alcun partito politico. Nella lista eravamo 40.


Quanti voti avete preso in Italia?
9 milioni di voti, il 25%.


Sembra che il M5S si stia sgonfiando.
È una crisi di crescita, pensi che abbiamo preso un quarto dei voti di tutta Italia in soli 2 mesi e mezzo di campagna elettorale, finanziata con micro donazioni da internet: € 700.000 euro. Io ho donato 20 euro. Di tutto il budget arrivammo a spenderne solo 300.000. Il resto è andato alle vittime del terremoto in Emilia.


E le spese per hotel, locali, manifesti, cene, propaganda, gli autobus?
Oggi non abbiamo bisogno di tutto questo. I partiti non hanno bisogno di sussidi statali. Noi non abbiamo nemmeno un locale.


Basta riunirsi in rete?
Gli appuntamenti in rete, ma ci incontriamo faccia a faccia nei bar o luoghi pubblici.
Si sono rifiutati di sostenere la sinistra ed è stato consirato dare ossigeno a Berlusconi...
Destra o sinistra ... è la stessa corruzione. Che i condannati non entrino in Parlamento ... è di sinistra o di destra?


Mi piacerebbe vedervi tra cinque anni...
Anche a me. E sono convinto che non saremo un partito politico in più.


Votare non basta
"La democrazia non è votare un giorno ogni quattro anni, e lamentarsi tutto il resto del tempo. Se ci limitiamo a questo", avverte Di Battista, "dovremmo accettare che i partiti chiedano bustarelle alle imprese di costruzione a cambio della concessione di appalti per i quali tutti noi ne dovremmo pagare i costi gonfiati. L'alternativa non è votare (già senza intermediari di partiti) a questa o a quella impresa, o depositare un voto con la nota 'Spero che mi rubino poco' o 'Almeno che mi rubino quelli di qua' ma rinnovare i partiti, rigenerandoli dall'interno e forzare le primarie. O creare altre organizzazioni democratiche. O tornare a rivotare a quelli di sempre..." ma poi, conclude il deputato, "non vi lamentate"

Testata: La Vanguardia
Nazione: Spagna
Data pubblicazione: 24/07/2013
Traduzione a cura di: Fabio Capponi
Link articolo originale: Versione cartacea

garavini.png

Siamo venuti a conoscenza che l'on. Laura Garavini del PD, eletta nel febbraio scorso per la Circoscrizione Estero - Europa, è stata nominata come futuro Ministro per le politiche europeee Integrazione e Cultura del Land Assia (Germania) in caso di vittoria alle elezioni del partito SPD (cugino tedesco del PD).

Ora ci sorge spontanea una domanda: in caso di vittoria del SPD in Assia, come farà la deputata Garavini a conciliare la nuova carica istituzionale come ministro del governo dell'Assia essendo già una parlamentare italiana?

Tra l'altro l'On. Garavini è componente dell' Ufficio di Presidenza del gruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati.

Nella sua pagina personale di Facebook l'on. Garavini non nasconde affatto l'attività svolta per il SPD in Assia. Infatti in uno dei suoi post dice quanto segue: "Per tutta l´Europa è importante che in Germania ci sia un cambiamento alle politiche in settembre. Per questo, accanto al mio lavoro in parlamento, sto sostenendo la SPD in campagna elettorale. Oggi il candidato dell´Assia, Thorsten Schäfer-Gümbel, mi ha proposto come responsabile per l´Europa e per l´integrazione nel suo team elettorale. Soprattutto durante le vacanze estive darò il mio contributo alla campagna della Spd".

L'on. Garavini però omette di dire che è stata nominata come Ministro e non come semplice responsabile nel team elettorale.

Inoltre ci chiediamo se la deputata Garavini stia utilizzando denaro pubblico dello Stato italiano per poter sostenere le spese viaggio durante la campagna elettorale del SPD in Assia, visto che le vengono normalmente rimborsate dalla Camera dei Deputati tutte le missioni nel suo collegio elettorale che include anche la Germania (suo paese di residenza visto che abita a Berlino).

Purtroppo per la legge italiana non esiste una norma relativa all'incompatibilità delle cariche parlamentari con altre cariche istituzionali estere. Esiste solo un caso di ineleggibilità dall'art. 9 del D.P.R. 361 del 30 marzo 1957 "Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati" che " estende la causa di ineleggibilità a tutti coloro che abbiano impiego da Governi esteri per il quale la deputata Garavini potrebbe diventare ineleggibile.

Resta il fatto che l'on. Garavini non ha ancora espresso la sua volontà, in caso di vittoria elettorale del SPD in Assia, di dimettersi dalla carica di Deputato oppure di aspettare la sopravvenuta ineleggibilità per le prossime elezioni politiche in Italia.

Marcello Pilato
MeetUp Berlino
MeetUp Europa

1a12.jpg

Proposta di Marco Morosini (mamo@ethz.ch), Zurigo, per il programma e la comunicazione del 
Movimento 5 stelle.

Il M5S si impegni per salari
 più equi in Italia, secondo il principio "1:12": nessuno guadagni in un mese più di quanto in un anno guadagnano i dipendenti meno pagati nello stesso ente o stessa azienda.

I parlamentari del M5S valutino il miglior modo per perseguire questo obiettivo: disegno di legge, azione
 del governo, iniziativa di legge popolare, referendum, modifica
 costituzionale, o altro.

Il M5S si impegni per salari equi anche in Europa. Secondo alcuni il paese che applicasse il principio 1:12 sarebbe penalizzato rispetto ai paesi che non lo applicano.


PER SALARI EQUI IN ITALIA E IN EUROPA

Negli ultimi 30 anni la forbice tra i salari più alti e più
 bassi si è aperta a dismisura. In Europa, e specialmente in Italia, i compensi 
dei top manager hanno raggiunto livelli milionari, che non hanno riscontro nei loro reali meriti. Nel 
contempo, un numero crescente di cittadini, specialmente giovani, ricevono salari così bassi,
 da non poter condurre una vita dignitosa.

Le nazioni con la maggiore equità di reddito sono ai primi
 posti per gli indicatori sociali, ambientali, di qualità della vita e di
 felicità delle persone.

Mentre in molte grandi aziende il divario tra salario massimo e salario mediano è di 100 o 1000 volte, grandi aziende hanno successo anche con piccoli divari salariali, per esempio in Giappone il divario salariale massimo è 37 (Nissan) e per Mitsubishi, Sharp, Toyota è di 11, 13, 15 volte. Negli USA hanno piccoli divari salariali: Berkshire Hataway, di Warren Buffett, (10), Dell e Microsoft (13). In Italia Eataly ha un divario massimo di 5 volte.


ceo_usa.jpg


Rapporto tra il compenso medio dei manager e quello dei lavoratori in USA (1966-2008)
(Fonte wikipedia)


L'OCSE E LE DISEGUAGLIANZE ECONOMICHE

Con due dettagliati studi l'OCSE ha lanciato l'allarme sulle molteplici conseguenze negative del crescente divario di salari e di redditi per le persone e per la stabilità del sistema sociale ed economico.

  • L'OCSE ha creato un Osservatorio permanente delle diseguaglianze economiche


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L'INIZIATIVA "1:12 PER SALARI EQUI" IN SVIZZERA

lohnverteilung.jpg
Il 21.3.2011 la Gioventù socialista svizzera (JUSO) ha 
presentato alla Cancelleria federale con 113'005 firme valide, su 8 milioni di
abitanti, una proposta di referendum popolare per introdurre nella Costituzione
 un articolo che sancisca il principio "1:12" per la differenza tra il salario
 minimo e massimo in una stessa azienda. Il referendum sarà tenuto nell'autunno-inverno 2013.


Testo dell'iniziativa 1:12 per salari equi (in Italiano)

(vai al sito)

"Testo della modifica
 costituzionale:

I. La Costituzione 
federale è modificata come segue:
Art. 110a (nuovo) 
Politica salariale
1) Il salario massimo 
versato da un'impresa non può superare di oltre dodici volte il salario minimo
 versato dalla stessa impresa. Per salario si intende la somma delle prestazioni
 (denaro e valore delle prestazioni in natura o servizi) che sono corrisposte in
relazione a un'attività lucrativa.
2) La Confederazione 
emana le prescrizioni necessarie. Disciplina in particolare:
a. le eccezioni,
 segnatamente per quanto con cerne il salario delle persone in formazione, degli
 stagisti e delle persone con posti di lavoro protetti;
b. l'applicazione al
 lavoro a prestito e al lavoro a tempo parziale."


APPLICAZIONE IN ITALIA DELLA INIZIATIVA 1:12

Alcuni aspetti tecnici e di contenuto di una iniziativa 1:12 in Italiasono da discutere e chiarire. Su questi ho preso contatto con gli inizianti svizzeri, che ci possono assistere. Es.:

a) 1:12 o 12:1 ? - A seconda che si voglia mettere l'accetto sui compensi più alti o sui più bassi

b) Salario mediano o salario minimo? Gli inizianti svizzeri hanno scelto di riferirsi al salario minimo in un ente o azienda, per esercitare pressione anche all'estremo inferiore del divario salariale. Riferendosi invece al salario mediano conta poco o nulla che i salari inferiori siano bassi o bassissimi.

c) Obbligo, divieto, incentivi, disincentivi? Considerando la realtà giuridica e politica italiana, occorrerà studiare la forma più praticabile e efficace per avvicinarsi all'obiettivo 1:12. Sarebbe preferibile arrivarci con un sistema d'incentivi e disincentivi (es. fiscali). Obblighi e divieti sanciti per legge, sono forse più difficili da ottenere, nonché giuridicamente e politicamente discutibili, ma non sono impensabili. La via scelta dagli inizianti svizzeri è di introdurre il principio 1:12 nella Costituzione elvetica.


DISUGUAGLIANZA ECONOMICA


CREARE UN OSSERVATORIO DEL DIVARIO SALARIALE IN ITALIA

Sarebbe opportuno creare in Italia un "Osservatorio del divario salariale" in collaborazione con una Università o ente di ricerca socio-economica, e possibilmente in collaborazione con un giornale, per es ispirato a:

ceo.jpg

Fonte: www.payscale.com/data-packages/ceo-income/fortune-100

rosso1.jpeg

Care e cari tutti,
di seguito la richiesta della Senatrice M5S Daniela Donno:

Ciao Max,
ho notato che avete fatto un gran lavoro sul materiale riguardo il reddito di solidarietà, mi chiedevo se si potesse approfittare della vostra esperienza estera e delle conoscenze professionali acquisite per tentare con proposte fattibili di ridurre le 103 infrazioni a carico dell'Italia.
Le mie commissioni sono: Politiche Europee, Agricoltura, Diritti Umani.
Non dimentichiamoci che quanto prima si riducono le infrazioni l'Italia potrà ridurre anche il debito nei confronti dell'Europa ;).
A presto in tua/vostra risposta
Daniela

Rilancio un GRAZIE enorme a tutti coloro che si sono spesi per la redazione delle slides, in Parlamento facciamo un figurone!!! =D

Qui potete trovare il sondaggio al fine di decidere da quali infrazioni iniziare.

Qui l'elenco delle infrazioni.

Scelte quelle da cui vogliamo iniziare creiamo le varie cartelle de vari Paesi sul Meet Up Europa e semmai se spunta fuori qualche "esperto" potremmo anche aggiungere una slides con dei suggerimenti mirati.

Qui il thread di discussione.

Contattaci su movimentocinquestelle.eu@gmail.com

Vai al sito M5S estero, movimentocinquestelle.eu

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