Faenza -
E venne il giorno del tentativo di difesa del signor Rossi, dopo la vergognosa, seppur nel solco della politica più consolidata, nomina di Zagonara quale Amministatore Delegato di Aser. A difendersi dalle patetiche bugie dette contro di lei ci penserà tranquillamente l'ex capogruppo Silvia Bandini; noi, che teoricamente non meritiamo neanche una risposta (forse perché è difficile darci una risposta, non avendo niente di decoroso da risponderci) vorremmo invece aggiungere qualcosa. Poi vedremo se il sig. Rossi, a sua volta, avrà qualcosa da risponderci. Partiamo dalle poche righe a noi dedicate nel post pubblicato sul sito di IDV Ravenna: "e infine i Grillini, con quale coerenza si reputano idonei, con ragazzi poco più che ventenni senza mestiere e nessuna esperienza di lavoro, a guidare le amministrazioni comunali di città importanti. Ad essi non intendo rispondere perché sinceramente non conoscono il significato della parola decenza e coerenza. L'IDV è il partito della Legalità e tutte le sue azioni sono improntate al rispetto del significato fondamentale per noi di questa parola."
GABRIELE ROSSI, COORDINATORE PROVINCIALE IDV RAVENNA
Premettiamo che la nostra presa di posizione non è per demonizzare Zagonara, che Rossi vuol mostrare, nel suo comunicato, come il povero cristo trattato da mostro (da cui il titolo del post "Sbatti il mostro in prima pagina"), ma questo Rossi lo sa benissimo; per noi Zagonara è in effetti un povero cristo, che come tutti probabilmente ha bisogno di trovare un lavoro, ma che come tutti lo dovrebbe trovare attraverso un percorso giusto, che tenga conto del suo curriculum. Non ci è mai capitato di vedere nessuno, nella vita dei comuni mortali, che come primo VERO lavoro si trovasse collocato come Amministratore Delegato di una società, men che meno oggi, nell'era dell'eterno precariato, in cui i giovani sono purtroppo costretti, anche se laureati (non è il caso di Zagonara, laurerando di 34 anni...) a lavorare come stagisti, o con contratti a progetto o comunque eternamente saltuari. Noi denunciamo, ovviamente il sistema sistematicamente lottizzatorio dei partiti nei confronti delle società pubbliche, quello che noi del Movimento 5 Stelle combattiamo con COERENZA e che IDV, almeno in provincia di Ravenna, ha invece fatto suo con formidabile nonchalance. Sembrano lontani anni luce i tempi del V-Day, in cui Di Pietro a Bologna saliva sul palco insieme a Grillo per lanciare la battaglia contro la Casta dei politici Condannati, corrotti o poltronari ed a Faenza la prof. Berdondini ci affiancava col suo banchettino IDV nella raccolta delle firme. Sembrano lontani anni luce i giorni in cui, affiancati dalla stessa Berdondini, la Bandini ed altri attivisti (Zagonara non c'è mai stato, per la cronaca) si raccoglievano le firme contro il lodo Alfano, che concedeva l'immunità delle alte cariche dello Stato, cercata da Berlusconi solo per permettere a lui ed ai suoi sodali di continuare a farsi beffe della democrazia. Per un certo periodo abbiamo creduto, non lo neghiamo, che con il partito creato da Antonio Di Pietro si potesse lavorare e condividere una visione diversa ed etica della politica. Poi sono arrivate le elezioni comunali, a Faenza: il gruppo comunale di IDV stava lavorando al programma e discutendo se far parte o meno della costituenda compagine di centrosinistra, quando, per la prima, ma definitiva volta, ha fatto irruzione a Faenza il sig. Rossi, imponendo i suoi diktat e ricevendo come prima reazione il lancio sul tavolo delle proprie tessere da parte di alcuni delle persone migliori e più attive del gruppo; da quel giorno chi era fuori, ma si era sentito vicino, capì che anche IDV era un partito come tutti gli altri (proprio allora, tra l'altro, noi di Fatti Sentire decidemmo definitivamente di costituire il nostro gruppo 5 Stelle); alcuni militanti idealisti, come Silvia Bandini, credettero (sbagliando, come vediamo oggi) di poter cambiare anche il partito da dentro e decisero di rimanere. Quanti rospi di pastoia politica ha dovuto ingoiare in Consiglio Comunale, insieme ai numerosi attivisti puliti dell'IDV faentino, prima di capitolare di fronte a questa porcheria ordita dal Referente Provinciale ed avallata dal Sindaco! A noi Rossi dice che non sappiamo cosa siano decenza e coerenza? Noi da sempre lottiamo per un sistema trasparente e meritocratico; i nostri candidati sono sicuramente mediamente giovani, ma partono dal basso, e dove si prospetta l'ipotesi di governo di qualche città (vedere Parma) dichiarano prima chi saranno i componenti della squadra, onde permettere ai cittadini di valutarne la credibilità e la competenza. Non c'è spazio, nel nostro Movimento, per dovere qualcosa a qualcuno. Per noi tutte le cariche in società pubbliche devono essere assegnate per curriculum, attraverso bandi pubblici in condizioni di massima oggettività a trasparenza. Non ci sentirete mai dire, come ha fatto il sindaco Malpezzi, che quel posto di AD era dovuto, perché faceva parte di un accordo. Ovviamente tralasciamo le tresche poltronistiche della Provincia, solo perché, per noi, le Province non devono esistere e speriamo che presto non esistano più. A schiena dritta.
Fatti Sentire - Movimento 5 Stelle Faenza