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Riprendiamoci i Passeggi!


Fano - 

passeggi.pngIl giorno sabato 26 maggio, a partire dalle ore 16,30, si terrà la seconda edizione della festa "Riprendiamoci i Passeggi". Per chi si fosse perso l'evento nel maggio scorso, ricordiamo che le promotrici sono un gruppo di mamme 5 stelle stufe di vedere il lento e inesorabile degrado a cui va incontro, giorno dopo giorno, questo bellissimo, oltre che centrale, parco cittadino. Un'idea semplice, ma nel contempo efficace per riportare un po' di allegria ed urla infantili tra gli alberi e le panchine dei Passeggi. Basta presentarsi con qualche bibita, un dolce fatto in casa od una pizza, accertarsi che nonni, zii, bimbi, mamme e papà siano informati e partecipino numerosi ed il gioco è fatto. Un paio di palloni e tanta voglia di divertirsi. I più volenterosi potranno anche portare sacchi per la raccolta, rigorosamente differenziata, dei rifiuti. Sarà un pomeriggio molto "costruttivo", infatti abbiamo "grandi progetti" e invitiamo tutti i bambini ad aiutarci!! In cosa? Venite a scoprirlo muniti di tanta voglia di fare e potremo tutti insieme restituire a questo splendido luogo la vivacità e la vita che gli spetta e che lo ha reso scenario nel passato di momenti indimenticabili per tutti noi. L'idea è a 5 stelle, ma la partecipazione è aperta a tutti; passiamo insieme un pomeriggio all'insegna dello svago e del divertimento nel parco più centrale di Fano che non dobbiamo lasciare cadere nel degrado e nell'abbandono!! Il nostro messaggio? I passeggi sono di tutti, RIPRENDIAMOCELI!


Fano - 

GiroItalia.jpgProviamo a dare un respiro futuro alla bella ed entusiasmante esperienza della tappa del Giro, che tutti abbiamo vissuto. Riprendiamo gli obiettivi dello stesso Santorelli. Il primo: sensibilizzazione all'uso della bicicletta in città e alla mobilità leggera. Allora pensiamo che vale la pena ripristinare i passaggi pedonali rialzati eliminati per l'arrivo di tappa. Quelli precedenti erano perfetti: costringevano le auto a rallentare, ma permettevano ai mezzi di soccorso di attraversarli con agilità. Sarebbe bene riqualificare le piste ciclabili esistenti e crearne nuove. Ma in bilancio la Giunta, di cui fa parte lo stesso Santorelli, ha stanziato per questo fine la bellezza di 0 euro! Il centro pedonalizzato ed una ripulita a strade e parchi, anche se solo quelli contingenti alla manifestazione, sono stati enormemente apprezzati da fanesi e turisti. Ci vorrebbe, per questo aspetto, un giro al giorno! Secondo obiettivo: risollevare l'economia fanese in bassa stagione. Allora sarebbe meglio, da oggi in poi, puntare su iniziative sportive soprattutto amatoriali, che richiamino turisti per un'intera settimana o più, come avviene già a Gabicce e a Rimini per il ciclismo e altri sport minori. Si possono avere 5000 turisti per una settimana. O dare vita a iniziative culturali di ampio respiro che attirino per mesi interi le persone da fuori città e regione. Se vogliamo una città e un turismo a misura d'uomo e che valorizzi le nostre potenzialità, non possiamo far conciliare lo spirito vero del Giro con i SuperQuad e i "Sapori e Motori": da una parte puntiamo ad attrarre il turista per la bellezza della città, la sua vivibilità e la mobilità leggera, dall'altra richiamiamo e facciamo arrivare i motori rombanti fino alla spiaggia. Il turista resta un po' spaesato. Non riusciamo a darci, in questo modo, un'identità. In conclusione, il rischio di questo Giro d'Italia è quello di aver creato un grande clamore ad effetto, ma che si estingue in una frazione di secondo. Giusto il tempo di un fotogramma che scorre via, mentre le luci della ribalta si spengono. Sarebbe molto meglio, invece, dare seguito concreto e coerente ad un evento che ha scatenato tra i cittadini entusiasmo e orgoglio, senso di appartenenza ad una città sotto i riflettori per qualcosa di positivo.


Fano - 

vetro.gifCome mai a Montemaggiore c'è la raccolta differenziata porta a porta per organico, carta, metalli, plastica e indifferenziato, a Calcinelli organico e indifferenziato, a Bellocchi carta, organico e indifferenziato? A Fano? Dipende dai quartieri. Eppure è sempre Aset che gestisce la raccolta. Il perché è semplice: ogni Comune decide come operare la raccolta differenziata. Tanto che S. Ippolito (servito sempre da Aset) ha raggiunto il 78% della differenziata. Un risultato eclatante, anche perché la bolletta per i cittadini non è aumentata, non viene più pagata l'ecotassa e il 78% dei rifiuti non va più in discarica (con beneficio ambientale ed economico). A Fano la giunta ha deciso di non applicare la raccolta porta a porta in modo uniforme e rapido per non far aumentare la bolletta. A questo punto o è bugiardo il sindaco di S.Ippolito, o sono degli incompetenti quella della Giunta comunale fanese. Propendiamo per la seconda ipotesi, per diversi motivi. Il primo: l'obiettivo del 65% della raccolta differenziata non verrà raggiunto, come nei programmi, entro il 2012 (siamo miseramente al 49%). Facendoci pagare un anno in più di ecotassa (900 mila euro). Il presidente dell'Aset, Mattioli, per sorreggere il "moccolo" all'amministrazione comunale, ha detto che "già" nel 2013 raggiungeremo il 65%. Ma come? Se il programma prevedeva il 2012, come può usare quel "già"? Siamo alle comiche. Da aggiungere, la raccolta differenziata porta a porta della carta non ci sarà più, ma verranno messi dei cassonetti nelle strade, per rendere "meno impegnativo" per le famiglie il conferimento. Qui siamo all'assurdo: la raccolta porta porta non è il sistema meno impegnativo in assoluto per l'utente? Ti vengono a prendere la carta a casa! E con quale spreco, dopo aver acquistato e distribuito le vaschette per la carta e aver acquistato i camioncini per la raccolta, ora si passa a un altro metodo di raccolta? Oltretutto il porta a porta permette una selezione migliore (i cittadini sono controllati famiglia per famiglia) e più remuneratività (il materiale con poche impurità viene pagato di più dai consorzi di riciclo), mentre il cassonetto no (tutti buttano in modo anonimo, con meno cura nella selezione della carta idonea). In questo modo la gente non viene educata alla raccolta differenziata, ma lasciata in balia di regole astruse e non uniformi. Chi redige i progetti e realizza i programmi, vuole seriamente far rimanere invariata la bolletta e raggiungere il 65% della raccolta differenziata? Pare proprio di no. E' ora che chi ha delle responsabilità si faccia da parte: soprattutto la Giunta con il Sindaco in testa.


Fano - 

ospedale_medici_(mv)13.jpgGiudichiamo inopportuno riunire sotto un unico tetto l'accoglienza ospedaliera di cui Fano e Pesaro insieme ai loro retroterra hanno bisogno. Per due motivi essenziali. Perché innanzitutto la necessità di incontrarsi a metà strada, seppur non sacrificasse Fosso Sejore, dovrebbe rivolgersi alla vallata dell'Arzilla, che ci sembra meritevole di altrettanta affezione. E perché per rispondere al parametro, ancor più virtuoso dell'attuale, che prevedi in futuro 2,5 posti/letto ogni mille abitanti ci sarebbe bisogno di progettare un ospedale di 700 posti. Una dimensione giudicata esagerata per un ospedale territoriale dalla letteratura scientifica e da Umberto Veronesi dalle cui proposte di rinnovamento della rete ospedaliera sembra che il dirigente della sanità regionale, dr. Carmine Ruta, abbia preso ispirazione. La dimensione ottimale per rendere un ospedale efficiente ed economico infatti contemplata fra i 250 e i 400 posti. Come il dr. Tiziano Carradori, direttore degli ospedali riuniti di Ravenna, già ebbe a dire in una passata conferenza organizzata dal comitato in difesa del S. Croce. E allora sarebbe meglio e più economico progettare due distinti ospedali che posti negli attuali snodi viari di Chiaruccia e Villa Fastiggi renderebbero più facilmente accessibile il loro servizio agli utenti delle vallate del Metauro e Cesano per Fano e della vallata del Foglia per Pesaro. Ospedali che svalicano il tetto dei 400 posti sono quelli cosiddetti Hub come quello di Torrette di Ancona che svolgendo anche funzione di didattica e ricerca universitaria e ospitando le alte specialità come cardiochirurgia, neurochirurgia, trapianti d'organo, rispondono a bacini più vasti di quelli provinciali per assicurarsi una casistica che ne assicuri l'efficienza, la qualificazione e la razionalità di spesa. E quindi è proprio per non essere campanilisti ed entrare in un inutile rivalità con Ancona, che non ha senso progettare un unico ospedale in Provincia. Rispettando la storia e la dignità delle due città, senza creare una umiliante gerarchia e senza dar corda a quell'incubo di città metropolitana in cui qualcuno immagina di fondere i due abitati. Non è più epoca di concentrazione urbana, men che meno nelle Marche che hanno come valore e caratteristica il disegno antropico dei "mille borghi". Nella vicina Umbria, al nostro confine, dal 2004 al 2008, è stato realizzato il nuovo ospedale di Branca che serve gli 80.000 abitanti sparsi fra Gubbio e Gualdo Tadino, dotato di 200 posti-letto, 5 sale operatorie, le più moderne tecnologie è costato 37,8 mln di euro; non è difficile pensare che i 130 mln su cui Mezzolani spera di poter mettere le mani possano servire a entrambe le città.

Antonio Colucci, rappresentante per Fano 5 stelle nel coordinamento in difesa dell'ospedale S. Croce


Fano - 

ufficio119.jpgRimaniamo allibiti dalle parole dell'assessore Silvestri sul taglio volontario, ma non obbligatorio, del possibile 10% dello stipendio degli assessori. Secondo Silvestri, gli assessori sono super oberati di impegni, tanto che stanno in ufficio dalla mattina alla sera. Ma avete mai provato a parlare o a cercare in ufficio i nostri assessori? Direbbe Tom Cruise: "Missione Impossibile". Le scuse sono sempre le stesse: "l'assessore è fuori stanza; oggi non è in ufficio; mandi una mail, ecc.". Visto che a noi piace la concretezza, vorremmo ricordare a Silvestri che il 20 dicembre 2010 è stata approvata in consiglio comunale una nostra mozione sulla riorganizzazione della viabilità della zona Poderino: dopo un incidente ogni due o tre settimane, non vorremmo che "ci scappasse" il morto prima che qualcosa si muova.Occorre riorganizzare i sensi unici, installare zone "30 all'ora", rendere visibili le intersezioni attraverso una cura delle siepi e il parcheggio a distanza di legge nei pressi degli incroci. Addirittura abbiamo presentato una proposta fatta da un cittadino che ha creato un percorso virtuoso e sicuro della zona, con simulazione in piantina. Dopo quasi due anni nulla si è mosso. Dopo ripetuti colloqui e telefonate con l'Assessore Silvestri, dopo un'ulteriore lettera firmata da 150 cittadini, l'inerzia la fa da padrona. Prima la scusa era che non c'erano i soldi, ora il problema è che manca il personale all'assessorato alla viabilità: solo due tecnici ingegneri per tutti i problemi di traffico a Fano. Allora lanciamo una proposta: perché invece di mantenere 10 assessori inutili, non ne mandiamo a casa qualcuno, assumendo dei tecnici che possano risolvere i problemi concreti della città? Altro che taglio volontario del 10% dello stipendio.

L'amministrazione ha bisogno di un organico completo e competente. Altro che problemi di attaccamento alla poltrona per i nostri assessori.

Ancora una volta la Giunta dimostra come sia fuori dalla realtà e lontana dai bisogni tangibili della città.


Fano - 

25042012717.jpgSono sempre di più le decisioni che l'Amministrazione prende sulla testa dei cittadini, spesso in tutta fretta, senza calcolarne le nefaste conseguenze, sia in termini economici che ambientali. L'ultima, in ordine di tempo, è la questione dei fanghi del dragaggio del porto, che il Comune di Fano intende realizzare, in attesa della costruzione della cassa di colmata, in Ancona, prevista tra 10 mesi.

La bella trovata dell'attuale amministrazione, è quella di tirar fuori poco meno di 10.000 metri cubi di fanghi, caricarli sui camion, depositarli nel terreno di sua proprietà (cioè nostro) presso l'area di Torrette dove decenni orsono era stata prevista la realizzazione del parco turistico Fantasy World (che è rimasto, come dice il nome, appunto, nella fantasia). I cittadini della zona si sono allarmati e si stanno organizzando per difendersi da questa scelta, che oltretutto andrebbe a fiaccare la vocazione turistica della zona.

Eppure, una soluzione migliore ci sarebbe, ed è sotto gli occhi di tutti. Esiste un'area portuale gestita da "Marina Group" in grado di poter accogliere temporaneamente ben più di 10.000 metri cubi di materiale estratto dal porto e stoccato temporaneamente. Per circa 8 mila metri cubi è già stato fatto, sempre utilizzando una piccola porzione dell'area di Marina Group. Con la soluzione di Torrette, l'amministrazione comunale rischia di spendere centinaia di migliaia di euro per l'operazione di trasporto, per poi doverne spendere altre centinaia di migliaia, una volta che i fanghi si possano finalmente portare in Ancona (via terra? No, sarebbe meglio via mare). Con, in più, un enorme disagio per il traffico a causa dei mezzi pesanti sulla statale adriatica che faranno avanti e indietro. Se invece si riuscisse a depositare questi metri cubi proprio in questa area portuale, giungendo a un accordo come quello già stipulato per gli altri fanghi stoccati, avremmo ottenuto il risultato migliore: minor disagio per i cittadini, risparmio di soldi pubblici, evitare scontri sociali tra frazioni cittadine. Con il resto del risparmio ottenuto si potrebbero anche iniziare a progettare alcuni sistemi di pompaggio e drenaggio dei detriti in modo da non ritrovarci tra dieci anni con lo stesso problema. Alcuni esperimenti sono stati fatti a Cattolica, le nuove sabbie che entrano nel porto, pulite, potrebbero anche essere usate per il ripascimento delle spiagge.

FLI RIVERGINATION


Fano - 

fini_costituente_fli-150x150.jpgBeppe Grillo ce lo aveva detto alcuni anni fa: le nostre migliori e più innovative proposte verranno bollate come populistiche dai partiti e poi verranno copiate. Profetico. Ma non pensavamo che fossero scimmiottate così palesemente e spudoratamente. Ci riferiamo alle ultime due proposte di Futuro e Libertà (il nuovo partito di Fini, rappresentato anche in consiglio comunale a Fano da Napolitano) che ha proposto nell'ordine: 1) legge di iniziativa popolare a livello nazionale per togliere dalle liste e dal Parlamento i condannati, 2) proposta alla giunta comunale fanese per eliminare i cda delle aziende partecipate e metterle nelle mani di un amministratore unico. Prodromi di una nuova strategia basata sul ricostruire una certa verginità, ma solo a livello di trucco esteriore, di facciata.

Ma andiamo con ordine. Nel primo V day di Beppe Grillo, 350 mila cittadini hanno firmato una legge di iniziativa popolare per togliere i condannati dal Parlamento, non concedere più di due mandati agli eletti e ridare il voto di preferenza ai cittadini. In data 14 dicembre 2007 sono state consegnate le firme in Senato e ad oggi il Senato stesso ha deciso di non procedere alla calendarizzazione della proposta . Allora chiediamo a FLI: dove sono i suoi senatori e il presidente Fini, che invece di proporre un'iniziativa miseramente copiata dal Movimento cinque stelle, potevano e ancora possono far discutere la legge già depositata?

Secondo punto: taglio dei consigli di amministrazione delle aziende partecipate, quali Aset spa e Aset Holding, con gestione di un'unica personalità giuridica. Secondo il direttivo di FLI fanese, questa non è cavalcare l'antipolitica, ma una proposta concreta che va a migliorare l'efficienza e va a risparmiare in un ambito, come quello dei cda, dove vengono mandati i trombati delle politica a prendere uno stipendio per non decidere e fare nulla. Guarda caso, la nostra stessa proposta già fatta in consiglio comunale in data 22 febbraio 2012, che ha visto il voto contrario della maggioranza, mentre Napolitano era uscito dall'aula non votando. Alla faccia della coerenza e della bella copia su carta carbone! Da aggiungere anche la poca precisione nei dati riguardanti i risparmi potenzialmente ottenibili: FLI dice che si potrebbero risparmiare 150 mila euro all'anno, ma in realtà sarebbero 78 mila. Forse conteggiano anche lo stipendio dei Presidenti. Ma se ci deve essere un solo uomo alla guida delle partecipate, quello sarà il Presidente stesso al quale, almeno, occorre mantenere lo stipendio. Minimo, ma uno stipendio lo deve avere. Alla faccia dei calcoli populistici di FLI.

Un invito agli amici di FLI: dateci un vostro indirizzo email, così vi inviamo copia della prossima iniziativa per diminuire i costi della politica. Potrete fare un migliore "copia e incolla".

UN PONTE FATTO DI PAROLE


Fano - 

pontepasseggi.jpgNon passa mese che il consigliere Cecchi non annunci a breve la ricostruzione del ponte dei passeggi. I soldi sono stanziati, manca solo il progetto e poi si farà il bando. Tempo due mesi e tutto sarà realizzato (era dicembre 2011). Ma aggiunge sempre una postilla, pesante, però, come un macigno: "dopo che verrà rinnovata la convenzione con l'ENEL". Che è la proprietaria dell'area. Poi arriva l'assessore Serfilippi a dire che non occorre attendere la nuova convenzione, quella vecchia è rinnovata tacitamente secondo il parere di alcuni legali, ma va rinnovata nel 2014. Infine l'assessore Silvestri afferma che in realtà questo rinnovo tacito è in una specie di limbo, molto "fumoso", con criticità reali attuative.

Purtroppo, dai dati che abbiamo, la situazione è ben più grave. Sapete da quanto tempo questa convenzione non è stata aggiornata? Scartabellando tra i documenti del Comune, gli accordi sono stati siglati dal 1977 al 1986 e dal 1991 al 1999. Poi il vuoto. Il Comune non potrebbe, ad oggi, ricostruire il ponte che è in realtà sul terreno dell'ENEL. Nei testi delle convenzioni non si parla mai di tacite proroghe. Che fare ora? Innanzi tutto evitiamo di fare annunci spericolati. Poi prendiamo contatti con l'ENEL affinché almeno il ponte possa essere ricostruito, sotto la tutela di qualche accordo, anche parziale ma specifico per l'opera da fare. E non solo in base agli accordi "alla spicciolata" dell'Assessore Serfilippi. Inoltre, elemento forse il più importante, manca ancora il progetto dell'ufficio tecnico comunale. Signor Cecchi e assessore Serfilippi: poche parole e più fatti.


Fano - 

pesce-rete.jpgPeriodo pasquale: momento delle grandi conversioni. Il sindaco sembrava rimasto illuminato sulla "via di Damasco" da un moto di ragionevolezza. Tagliare i costi della politica. Peccato che cadendo da cavallo, come San Paolo, abbia sbattuto la testa e se ne sia dimenticato nel giro di 48 ore. Perché Aguzzi aveva emendato (modificato) il bilancio annunciando il taglio di due assessori per contenere i costi e per dare un segno ai cittadini. Peccato che quando l'abbiamo proposto noi ci abbia accusato di populismo e demagogia. Ma non è finita qua. Dopo due giorni, nell'ultimo consiglio comunale, il Sindaco ha emendato il suo emendamento. Ha proposto solo un taglio parziale delle indennità del primo cittadino e degli assessori, senza eliminare gli assessori. Siamo alla farsa, con quale autorità continua a guidare questa città? Quale profondo ragionamento lo ha condotto a questa clamorosa retromarcia? Il motivo è semplice: l'attaccamento alla poltrona da parte degli assessori a cui Aguzzi non riesce a dare un indirizzo definitivo.

Perché è meglio fare economia con la diminuzione degli assessori invece di stagliuzzare qua e là raggiungendo lo stesso risparmio, ma mantenendo gli assessori? Il motivo è semplice: il bilancio di questo anno diminuisce di oltre la metà gli investimenti, riducendo l'attività amministrativa a mera attività "condominiale". Gestire la routine degli assessorati non richiede grandi sforzi di indirizzo politico, cioè un numero esagerato di assessori, quali sono oggi, ben dieci. Sarebbe un bel segno ridurre i costi della politica ed aumentarne l'efficienza. Ma il sindaco non pare avere la forza per attuare tutto ciò. Impigliato nella rete dei veti incrociati, sembra essere un pesce che boccheggia fuori dall'acqua e che il pescatore sembra pronto a tirare in barca. Questo è l'inizio della fine della Giunta Aguzzi.


Fano - 

almerino-mezzolani1-427x300-150x150.jpgSiamo contrari all'ipotesi di Ospedale Unico fra Fano e Pesaro. La nostra città ha un bacino di utenza di 140.000 abitanti che anche col parametro prevedibile per il futuro di 2,5 posti/letto per acuti ogni 1000 abitanti, giustifica e permette la presenza di un nosocomio di 300 posti pienamente compatibile con le dimensioni ottimali di un moderno ospedale che la letteratura scientifica e Umberto Veronesi, ispiratore del modello "hub & spoke" proposto dal dr. Ruta, è posta fra i 250 e i 400 posti-letto. Quindi Fano con la vallata del Metauro e quella del Cesano ha i numeri per garantire il mantenimento del S. Croce.

Un unico ospedale per le due città vicine di costa tradisce la morfologia della nostra Regione, che fa sì che ogni città costiera si relazioni più al suo entroterra che con quella prossima sul mare. Il progetto di città metropolitana è antimoderno, non è più tempo di concentrazioni urbane, ma di reti che possono efficacemente connettere i mille borghi delle nostre Marche. La città metropolitana Fano-Pesaro è innaturale e premierebbe solo forse la voglia di rivalsa verso Ancona di alcuni politici locali e rischia di accendere una cementificazione disastrosa sui territori "vergini" compresi fra le due città. Nell'attuale economia sempre più deindustrializzata, il paesaggio, la bellezza del territorio è una risorsa da non sciupare perchè attira una residenzialità qualificata, che è quello che può servire anche a farci uscire dalla crisi. L'errore del sito a Fosso Sejore è che invece di rendere l'ospedale più accessibile all'entroterra lo si allontana, spostandolo non verso gli assi viari periferici alle due città, ma ponendolo ancor più vicino alla costa marina, in un vallone chiuso, aperto solo verso il mare. E' paradossale se visto con occhi lucidi.

Noi riconosciamo ad Ancona il ruolo che gli spetta di centro ospedaliero di grande dimensione connesso con l'Università e quindi polo didattico e di ricerca medica e come tale anche sede delle alte specialità. Non è il caso di rivaleggiare in una regione di 1 milione e mezzo di abitanti con essa, sognando con il progetto di città metropolitana di usurparle il ruolo. Se Ancona è l'Hub, il mozzo, gli spoke, i raggi nella nostra provincia non possono ridursi ad uno. Lo dice la conformazione del nostro territorio, la storia, le identità.

Noi richiediamo con forza l'attuazione del processo di integrazione funzionale fra i due ospedali e non vogliamo che il progetto di nuovo nosocomio camuffi e nasconda i ritardi, le inconcludenze, le penalizzazioni del nostro S. Croce rispetto a tale obiettivo. Prima di pensare ad un abito nuovo, vogliamo sia verificata una nuova e migliore organizzazione dei servizi sanitari nella nostra provincia.

Per questo siamo completamente contrari al contenuto dell'ordine del giorno proposto in questo consiglio comunale congiunto.

I candidati a Fano


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