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Ambiente


Fano - 

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Gent.mo Presidente (della commissione urbanistica ndr) Cristian Fanesi,

apprese in consiglio comunale del 10 marzo 2015 e nell'incontro pubblico tenuto a Bellocchi il 13 marzo 2015, le parole di grande apertura e disponibilità a poter utilizzare, da parte della minoranza, la commissione Urbanistica-Ambiente al fine di analizzare a fondo le problematiche legate alla zona industriale di Fano,

Chiediamo

in base all'art. 16 comma 2 del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Comunale,

la convocazione della commissione sopracitata per un numero di volte corrispondente all'elenco delle problematiche di seguito esposte:

Problematica legata alla tutela dell'ambiente e della salute. Salubrità dell'aria
Dall'analisi delle polveri effettuate ad ottobre 2014 da un cittadino della zona industriale, risulta che le polveri sono composte per il 97% da alluminio. Inoltre si segnalano casi di testimonianza di bruciori agli occhi della popolazione limitrofa.

Attraverso l'apporto di documentazione appartenente al Comune, la presenza dell'assessore competente, dei dirigenti competenti, e di una rappresentanza dell'Arpam, chiediamo che sia fatta chiarezza sui dati che il Comune ha in suo possesso sulle azioni intraprese in questi anni per tutelare la salubrità dell'aria della zona industriale e sulle intenzioni future.

Problematica legata alla tutela dell'ambiente e della salute. Salubrità delle acque
Esistono dati contraddittori e non del tutto chiari sulla gestione delle acque di scarico delle aziende della zona industriale, che si ripercuotono sulla salubrità delle acque dei torrenti limitrofi e delle acque di falda.

Attraverso l'apporto di documentazione appartenente al Comune, la presenza dell'assessore competente, dei dirigenti competenti e di una rappresentanza dell'Arpam, chiediamo che sia fatta chiarezza sui dati che il Comune ha in suo possesso, sulle azioni intraprese in questi anni per tutelare la salubrità delle acque della zona industriale e sulle intenzioni future.

Problematica legata alla viabilità e all'espansione urbanistica delle ditte della zona industriale.
Esistono criticità sull'applicazione del PRG della zona, soprattutto per quanto riguarda la situazione viaria e in particolar modo di via Toniolo.

Attraverso l'apporto di documentazione appartenente al Comune, la presenza dell'assessore competente, dei dirigenti competenti e di una rappresentanza legale, chiediamo che sia fatta chiarezza sui dati che il Comune ha in suo possesso, sulle azioni intraprese in questi anni per realizzare l'espansione urbanistica e viaria della zona industriale e sulle intenzioni future.

Problematiche relative a concessione di sanatoria giurisprudenziale
Esistono criticità di legalità sul cambiamento del Regolamento Edilizio comunale attraverso l'introduzione della cosiddetta "sanatoria giurisprudenziale". Il tutto potrebbe dare corso ad una serie di liti legali con onerosi esborsi che potrebbero gravare sulle casse comunali.

Attraverso l'apporto di documentazione appartenente al Comune, la presenza dell'assessore competente, dei dirigenti competenti e di una rappresentanza legale del Comune e di una eventuale controparte che riterremo utile allo scopo, chiediamo che sia fatta chiarezza sui dati che il Comune ha in suo possesso, sulle azioni intraprese in questi anni per affrontare la problematica e sulle intenzioni future.

In attesa di un riscontro scritto (da inviare anche agli indirizzi email dei consiglieri) per la calendarizzazione delle quattro convocazioni richieste, porgiamo cordiali saluti

Fano, 23 marzo 2015


Fano - 

profilglass.jpgAl Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

Al Consiglio Comunale

PREMESSO CHE:

Ormai da diversi anni nell'ambito produttivo della zona industriale di Bellocchi si è consolidata la realtà della PROFILGLASS spa, tale industria - operante nel settore dell'alluminio - mentre dal lato dello sviluppo produttivo e della crescita occupazionale ha avuto un ruolo positivo sul tessuto socio-economico della Città, da quello riguardante la situazione territoriale ed ambientale ha avuto un impatto che si è concretizzato con un sensibile abbassamento della qualità della vita della locale comunità di cittadini residenti, vicinanti e confinanti con gli stabilimenti produttivi.

Nel corso degli anni, alla crescita commerciale della PROFILGLASS si sono abbinati i vari ampliamenti edilizi e, le aree disponibili (sicuramente non pensate dagli urbanisti pianificatori per quel tipo di industria che andava e radicarsi) nelle vicinanze del primo nucleo produttivo è andata man mano ad esaurirsi.

Sempre di più la PROFILGLAS si ampliava, sempre di più i residenti locali restavano stretti nella morsa della sua fortunata crescita, sempre minore era la volontà degli amministratori e dei vari responsabili di affrontare le nuove problematiche che si presentavano.

La passata amministrazione comunale non ha adeguatamente sostenuto l'azienda durante il suo percorso di crescita e questa dovendo fare delle scelte di vitale importanza, di fronte al protrarsi dell'indecisione amministrativa, si è trovata a dover prendere decisioni borderline incappando finanche che in illeciti amministrativi costruendo parte di un ampliamento di un capannone in maniera abusiva.

L'amministrazione comunale in carica nel Consiglio Comunale del 22/12/2014 ha approvato una modifica del Regolamento Edilizio Comunale con l'art 36-bis che introduce la cosiddetta Sanatoria Giurisprudenziale, quasi plasmandola per le sole esigenze di sanatoria della Profilglass e contravvenendo al Testo Unico Edilizia: D.P.R. 380/2001 ed in specifico al titolo III capo II art. 36 comma 1 e, s.m.i. , e a quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di stato del 2013 n. 3220 e mettendo l'azienda in un imbarazzante situazione di duro confronto con i residenti locali, i quali hanno percepito questo atteggiamento dell'Amministrazione come un favoritismo fatto alla Profilglass ai loro danni.

Il sopra citato provvedimento amministrativo di modifica del Regolamento Edilizio Comunale darà, con ogni eventualità, corso ad una serie di liti legali tra i tre attori: Comune, Cittadini e Comitati, Profilglass, con onerosi esborsi che graveranno sulle casse comunali.

L'incapacità cronica di risolvere ogni situazione presente sul campo si continua a perpetuare con il previsto prolungamento di via Toniolo, (per la realizzazione del quale la Profilglass ha rilasciato una polizza fideiussoria) infatti oggi, come già successo qualche anno fa, l'azienda si trova a doversi ampliare attivando nuove linee produttive per restare competitiva sui mercati globali. Purtroppo ancora una volta come già in passato, il non prendere decisioni definitive per rimandale a futuri amministratori lascia intravedere all'orizzonte il rischio concreto della non realizzazione del tratto viario ed il suo inglobamento nel comparto produttivo della profilglass.

Anche in materia ambientale l'amministrazione resta inerte non tutelando i cittadini nonostante il manifestato consenso dell'azienda - la quale ha fatto chiaramente sapere di non volersi sottrarre all'installazione di centraline fisse.

CONSIDERATO

Il ruolo economico e sociale che la Profilglass in tutti questi anni ha svolto per lo sviluppo della nostra Città;

il diritto al lavoro sancito dalla nostra Costituzione e l'obbligo di favorirlo, e avvantaggiarlo, che ogni onesto amministratore deve perseguire proteggendo l'impiego acquisito dai lavoratori della collettività amministrata;

il diritto alla salute di tutti i cittadini residenti e l'obbligo alla tutela dell'ambiente e del territorio;

CHIEDIAMO

Che venga istituita una commissione speciale d'indagine ai sensi dell'art 24 del regolamento del consiglio comunale che abbia il compito di:

  • verificare fatti e comportamenti, acquisire atti e provvedimenti degli organi del Comune, dei Responsabili degli Uffici e dei Servizi;
  • Compiere ispezioni e disporre audizioni dei dipendenti che nel corso degli anni hanno svolto incarichi riguardanti le tematiche oggetto;
  • Richiedere audizioni volontarie a soggetti esterni direttamente ed indirettamente coinvolti;
  • Richiedere audizioni volontarie a ex amministratori Comunali che nel corso dei precedenti anni si sono direttamente occupati delle tematiche in oggetto;
  • Richiedere audizione ai professionisti e consulenti esterni che a vario titolo si sono occupati della questione;
  • Verificare se tutti i provvedimenti approvati e/o intrapresi hanno causato e/o possono causare danni erariali;
  • Redigere a termine dei lavori una relazione scritta sui fatti accertati, nella quale si potranno indicare provvedimenti e azioni da intraprendere nel caso vengano riscontrate omissioni o comportamenti illeciti e suggerire opportune misure e soluzioni legali concrete per approdare alla definitiva risoluzione delle problematiche individuate
.

Fano - 

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Torna di attualità l'annosa questione del dragaggio del porto, dopo che le basse maree dei primi giorni di gennaio hanno evidenziato a tutti come il porto di Fano sia ormai ridotto a poco più che uno stagno, ennesima dimostrazione di incapacità di affrontare e risolvere i problemi da parte dei politici che ci hanno governato e continuano a governarci in Comune ed in Regione. Il Sindaco Seri si affretta a convocare tavoli di confronto con gli operatori economici danneggiati dalla penosa situazione del porto, dispensando buoni propositi e promesse a iosa. Persino il suo predecessore Aguzzi ha la bella faccia tosta di mettersi a disposizione per risolvere il problema, con tanto di soluzioni in tasca, dopo aver governato la città per ben dieci anni senza aver risolto un bel nulla.

La realtà è che i cittadini e gli operatori economici del porto di Fano sono stati presi in giro per più di dieci anni con interventi parziali costosi ed inutili. Oggi ci ritroviamo peggio di prima, dopo aver speso milioni di Euro dei contribuenti, con la consapevolezza che la famosa vasca di colmata di Ancona, data per anni quale soluzione del problema, è stata solo uno specchietto per le allodole che non risolverà un bel niente, essendo la quota volumetrica riservata a Fano del tutto incapiente per le necessità del nostro porto.

Serviva invece da parte del Comune presentare in Regione un progetto per una vasca di colmata da realizzarsi nel territorio comunale di 100.000 metri cubi, a servizio esclusivo del porto di Fano, per un dragaggio approfondito e risolutorio. E prima di dirci che mancano i soldi si faccia il conto di quanto hanno speso Regione e Comune fino ad oggi per non risolvere niente.

Serviva trattare con ENEL Green Power per l'installazione di un sistema atto a ridurre fortemente il rilascio dei fanghi dalla centrale elettrica del canale Albani, principale causa dell'insabbiamento del porto. Offrendo le dovute compensazioni alla ditta prima che facesse gli investimenti per l'ammodernamento della centrale e la manutenzione straordinaria del canale.

Serve inoltre fare le dovute pressioni in consiglio regionale affinché si approvi una legge, come quella in vigore in Emilia Romagna, che consenta il recapito a mare delle sabbie più profonde meno inquinate, una volta rimosso e tombato in vasca di colmata lo strato superficiale inquinato da metalli pesanti ed idrocarburi. Ma tutto ciò richiedeva e richiede progettualità, impegno e competenze.

I cittadini prendano finalmente coscienza che se continueranno a votare questi personaggi e questi partiti, continueranno ad essere presi in giro sul dragaggio del porto, così come sull'ospedale e sulle altre questioni che hanno giustamente a cuore. Il Movimento 5 stelle, alle prossime elezioni regionali, ci sarà. Quindi, un'alternativa concreta c'è.


Fano - 

Un grazie di cuore ai tantissimi cittadini che hanno partecipato alla quarta tappa del Movimentour e che, a lungo, hanno dialogato con il candidato sindaco Hadar Omiccioli e con la nostra ospite, la Senatrice Paola Taverna.
Tanti gli argomenti sul tappeto: l'ospedale, l'interquartieri, la piscina lo sviluppo delle attività sportive e ancora: la legge elettorale, la sanità pubblica, il reato di clandestinità, la comunicazione.
Paola Taverna e Hadar Omiccioli hanno risposto, senza giri di parole, alle numerose domande dal pubblico che, per oltre due ore (malgrado la temperatura tutt'altro che mite), ha seguito attivamente l'incontro.
A sorpresa, il palco è stato poi raggiunto dal Deputato Andrea Cecconi, che ha contribuito ad approfondire i temi trattati. Una sanità che si basa sui servizi nel territorio e non su un ospedale unico, una nuova piscina con fondi pubblici diversificati, lo sport come momento di sostegno sociale e turistico, un voglia nuova di partecipazione alla vita politica. Questo ha espresso la gente che è intervenuta all'incontro.
Bellocchi sarà la prossima tappa del Movimentour, dove, il 15 febbraio 2014, Hadar Omiccioli sarà accompagnato dai Parlamentari Roberto Fico e Carla Ruocco e si parlerà di servizi educativi e sociali.

PAOLA TAVERNA A FANO - #MoVimenTour in streaming


Fano - 

Ospite di tutto rilievo per la quarta tappa del Movimentour del 18 gennaio presso la piazzetta del centro commerciale di S.Orso alle ore 17,00 (in caso di cattive condizioni meteo, nella sala del circolo anziani di S.Orso). La senatrice in commissione Sanità, Paola Taverna incontrerà i fanesi, assieme al candidato Sindaco Hadar Omiccioli di Fano 5 stelle, in un imprevedibile e originale dibattito sulla gestione delle opere pubbliche attraverso il project financing. Imprevedibile e originale, poiché avremmo due personalità diverse, quella della Taverna e di Omiccioli: spumeggiante la prima, più riflessivo il secondo. Ma con un unico comun denominatore: la competenza e la serietà profonda che derivano da un'esperienza ormai consolidata in Parlamento e in consiglio comunale. Si affronteranno le tematiche della nuova piscina comunale e della promozione dello sport a Fano, coniugando il tutto alla problematica dell'ospedale unico, visto che la strategia realizzativa percorsa fino ad oggi per entrambe le strutture sarebbe stata quella del project financing, cioè affidamento a privati di opere pubbliche. Tematica tutt'altro che semplice e lineare. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini fanesi a partecipare numerosi all'incontro, visto che si darà ampio spazio, come sempre, al dibattito con il pubblico, al fine di rendere ancora più concreto e realizzabile il programma del Movimento 5 stelle a Fano.


Fano - 

acqua-fukushima.jpgDa alcune settimane la giunta Aguzzi ha dichiarato guerra agli inquinatori dell'Arzilla. Peccato che la tanto pubblicizzata "tolleranza zero" non abbia, ad oggi, prodotto il ben minimo risultato. Nonostante i toni da sceriffo texano assunti dal giovane assessore Serfilippi, gli accertamenti pubblicizzati in pompa magna nel mese scorso non hanno ancora portato a nessun risultato. Infatti, nonostante l'Arpam abbia identificato ben due scarichi fuori legge (uno all'angolo tra via Madonna Mare via Verdi e l'altro nei pressi di ponte Mimmo), il Comune non ha fatto assolutamente nulla per farli chiudere, neanche una multicina piccola piccola. Agli atti non c'è traccia alcuna che siano state avviate indagini volte a rintracciare i responsabili.

Come al solito, tanto rumore per nulla. L'importante è farsi pubblicità sulle spalle dei fanesi.

D'altronde non stupisce se Sefilippi ha impiegato ben tre anni per scoprire ciò che tutti i fanesi sanno da una vita, ossia che l'Arzilla è inquinata. Andando avanti di questo passo, per venire a capo del problema, non impiegherà meno di un paio di lustri, con le conseguenza che ormai tutti conosciamo sulla balneabilità della costa fanese e i connessi rischi di non riuscire a confermare la bandiera blu già dal prossimo anno, con i danni economici e occupazionali che ne deriverebbero.

Tra l'altro, nonostante l'ARPAM si sia resa disponibile ad effettuare analisi, anche giornaliere, del tratto di mare antistante la foce del torrente, il Comune, a quanto pare, non ne ha fatto richiesta, accontentandosi di analisi una tantum (5 e 26 agosto). Nonostante sappia benissimo che nell'Arzilla ci siano scarichi d Escherichia Coli superiori ai valori massimi ammissibili. Inoltre in questo lasso di tempo ci sono state piogge, come il 10, 14 e 20 agosto, che possono aver portato un'eccedenza di batteri in mare. Cosa che è avvenuta il 14 agosto presso la Gimarra e Sassonia Sud, dove si sono fatte le analisi e dove è stato ordinato il divieto di balneazione. Mentre, in assenza di analisi, non è dato sapere se in quei giorni le acque dell'Arzilla fossero idonee alla balneazione oppure no. Ma si sa, meglio non rovinare l' "arzilla" settimana ferragostana .

Pare quindi logico concludere che questa giunta sia più interessata a farsi pubblicità sui giornali, piuttosto che salvaguardare la salute dei cittadini. Inutile dire che costringeremo il sindaco a rispondere dei suoi ingiustificabili ritardi in consiglio comunale, attraverso un'interrogazione. Ai cittadini non resta che attendere il momento in cui l'assessore Serfilippi berrà davanti alle telecamere un sorso d'acqua del torrente Arzilla, come quel deputato giapponese che ha sorseggiato l'acqua di Fukushima.


Fano - 

Pupo-e-Santorelli1.jpgSiamo contenti che in una settimana l'assessore Santorelli ci abbia dedicato tanta attenzione con due comunicati di fuoco. Forse avverte i primi brividi di agosto, temendoci competitivi per le prossime elezioni comunali. E curiosamente ci attacca a testa bassa come se noi fossimo al governo di questa città e lui all'opposizione. Curiosi lo stile e la tempistica.

A noi ci bastano poche righe per controbattere. Perché i concetti a cui aspiriamo sono agli antipodi rispetto a quelli dell'assessore Santorelli. Mentre lui vorrebbe un Popolo delle Libertà... di fare quello che gli pare, a noi interessa fare le cose e farle bene. Nello specifico: solo per aver chiesto cosa c'entrasse un patrocinio alla cultura per una festa dance privata, con anche una sezione Dance Performance HOT & SEXY, è stato scatenato un putiferio come se fossimo in una guerra civile delle feste in salsa fanese. Invece di togliere semplicemente il patrocinio e far svolgere la festa in modo autonomo (questo noi volevamo), l'arroganza dell'assessore competente ha portato ad esasperare gli animi tanto da far annullare la festa stessa (altro che colpa dei grillini!)

Solo per suggerire di concordare preventivamente con la Sovraintendenza le opere fondamentali per la città, invece di fare prima e poi beccarsi le osservazioni ostative della stessa, ci viene riversata una valanga di improperi dall'assessore Santorelli perché se si operasse come diremmo noi, gli uffici e l'assessore dovrebbero fare troppi incontri sfibranti (voglia di lavorare?). Come se noi non apprezzassimo il grande sforzo dei commercianti e privati che hanno rivitalizzato in questi anni il centro storico. Il fatto è che gli stessi esercenti sono stati abbandonati a se stessi dall'amministrazione.

Solo per essere in confronto e in comunicazione con le realtà culturali, turistiche e produttive della città, attraverso una serie di incontri rivolti a tutte le realtà succitate, con inviti a 360 gradi e riunioni aperte a tutti per ascoltare chi lavora per Fano, l'assessore berlusconino ci accusa di tramare con le forze ostili allo sviluppo di Fano.

Un consiglio: "Caro assessore, non è che ha lei il monopolio delle relazioni e delle attività di questa città. Si rilassi, passi un bel ferragosto e respiri profondamente. Vedrà che le sue paure e suoi incubi "antigrillini" passeranno. Siamo talmente diversi nel concepire questa nostra città, che le rispettive strade non si incontreranno mai".


Fano - 

carloni.jpgIeri a Carloni dev'essere andata la Sovraintendenza di traverso, così che dopo aver preso carta e penna e gridato ai giornali il proprio sdegno ora minaccia di ricorrere al Consiglio Regionale, a tutti i Deputati e Senatori marchigiani e persino al Presidente del Consiglio Enrico Letta. Che al solo pensiero di poter finalmente conoscere Mirco Carloni, immaginiamo, non stia più nella pelle.

Sintetizzando le ragioni di una polemica al solito senza capo né coda, al povero Carloni, che evidentemente già si considera il Sindaco in pectore della città, non va proprio giù che la Sovraintendenza ai beni architettonici e paesaggistici faccia il proprio dovere, evidentemente. E ancora di più non riesce a digerire la figura di un sovraintendente che anziché assecondare prono i desiderata dei poteri forti della città, faccia con scrupolo e rispetto delle leggi il proprio dovere, che è appunto quello di sovraintendere alla conservazione del patrimonio collettivo dei cittadini talvolta minacciato dall'interesse di pochi.

A proposito della strada della barche e del secondo casello dell'Autostrada c'è poi da dire che Carloni s'è svegliato con mesi di ritardo, per cui è lecito supporre che la cosa non gli stia troppo a cuore. Nei due casi in questione, leggi e vincoli paesaggistici e naturalistici non possono essere calpestati a piacimento. Ciò non significa che le azioni non vadano intraprese, ma in una visione di salvaguardia, quella sì. E in tantissime città questo viene fatto, non rinunciando alla crescita equilibrata e rispettosa. A Fano, invece, troppe volte abbiamo visto realizzare scempi in nome dello sviluppo a tutti i costi. In questa storia spiace soltanto per gli esercenti di Piazza XX settembre, che purtroppo, a quanto pare, dovranno rifare daccapo gli arredi esterni. Ma la responsabilità non è certo della sovraintendenza, quanto piuttosto della Giunta Aguzzi. Ogni problema si sarebbe infatti evitato adottando per tempo un valido regolamento d'arredo urbano. Ma pianificare non è evidentemente il pezzo forte dei nostri politici, che hanno l'abitudine d'esser causa del male di cui poi accusano il medico.


Fano - 

viabilità-nuova-centro.jpgL'esempio simbolico più scriteriato del nuovo progetto di viabilità del centro storico può essere rappresentato dalla riorganizzazione viaria di via Cavour: se prima i sensi unici delle strade laterali di tale via facevano defluire le auto verso l'esterno, ora, a sensi invertiti, le porteranno in direzione via Cavour. In quali condizioni? Pochissimi parcheggi, divieti di sosta formali ma non reali (come avviene ora). Ma la domanda nasce spontanea: dove passeranno ciclisti e pedoni? Certo, faranno delle bellissime passeggiate notturne dalle 23,00 alle 6,00 del mattino, quando ci sarà ZTL! Qui il nostro mondo è alla rovescia. Invece di tutelare in centro ciclisti e pedoni, si tutelano gli automobilisti! C'è bisogno di una rivoluzione copernicana di pensiero per riprogettare il centro storico. Non certo quello che ha pensato l'assessore Silvestri. E' chiaro a tutti che il centro della nostra città non è stato costruito per la viabilità di oggi. Ebbene, altre città nella nostra stessa situazione, hanno chiuso al traffico o perlomeno hanno attuato zone di ztl molto restrittive. E' chiaro il motivo: hanno voluto dare una progettualità allo sviluppo del centro. Mentre da noi si pensa a come far passare le auto in piazza XX settembre. Sembrerà impossibile, ma nel nuovo progetto è contemplato. Oppure si insiste pervicacemente a lasciare la maggior parte di via Nolfi aperta al traffico, in presenza di pochissimi negozi e senza possibilità di fare fermate e soste. Tanto che i residenti non hanno parcheggi a disposizione (quelli laterali sono per chi ha la ztl). Per non parlare della paventata riapertura di via Nolfi lato sud. Una zona scolastica e di uffici pubblici. Senza marciapiedi!

Quali sono le soluzioni? Innanzi tutto capire che cosa vogliamo che il nostro centro storico diventi: luogo di servizi, residenziale, area dormitorio, di mercato o scrigno da preservare? Tutte queste cosa assieme non ci possono stare. Noi propendiamo per la valorizzazione storica, culturale e di commercio di prossimità, che richiami ad una qualità della vita migliore per chi vi abita e per i turisti. Le condizioni ci sono tutte: parcheggi numerosi all'esterno del centro, associazioni culturali e dei negozianti in forte attività. Valorizziamo quello che abbiamo. E facciamo un progetto di ztl totale del centro storico. Non quello a pezzi e a sprazzi avanzato da questa giunta.


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H-F6h-te-gusta2.jpgFano 5 stelle ha proposto una mozione popolare che impegni la giunta comunale ed il Sindaco ad esprimere parere contrario alla costruzione di un nuovo Ospedale di Fano e Pesaro in località Fosso Sejore.

Secondo il Comitato S.Croce ci sono almeno 6 ragioni fondamentali per appoggiare tale iniziativa:

1) SALVAGUARDARE IL NOSTRO TERRITORIO DALLA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA:
il tratto costiero e le colline interessate da questo folle progetto costituiscono una delle zone più belle della nostra provincia, non a caso soggette a vincolo paesaggistico da oltre 40 anni (un dono lasciatoci da amministratori evidentemente più lungimiranti e attenti al bene pubblico degli attuali). Si aggiunga a ciò che la Statale Adriatica è già sottoposta, specie durante l'estate, ad un intenso traffico veicolare che, in presenza di una struttura ospedaliera prospiciente, diventerebbe insostenibile.
L'alternativa è aggiungere colate di asfalto alle colate di cemento; non si capisce come di fronte a questa prospettiva l'Amministrazione si sia però preoccupata di negare il permesso alla realizzazione di una fontana per abbeveraggio degli uccelli.

2) SALVAGUARDARE E POSSIBILMENTE MIGLIORARE IL LIVELLO DI ASSISTENZA SANITARIA DEL NOSTRO TERRITORIO:
la realizzazione dell'ospedale unico riduce ulteriormente la disponibilità di posti letto nella nostra provincia che risulta già al di sotto al parametro di 3 posti letto/1000 abitanti. Non è assolutamente accettabile che la città di Fano ed il suo interland siano privati di un adeguato Servizio sanitario in rapporto alla sua estensione ed al suo numero di abitanti (140.000)

3) LA REALIZZAZIONE DELL'OSPEDALE UNICO NON MIGLIORA LA QUALITA' DELL'OFFERTA SANITARIA:
infatti il piano sanitario regionale 2012-2014 prevede che le alte specialità rimarranno esclusivo appannaggio di Ancona (come del resto è logico in una regione che conta 1.500.000 abitanti).
Peraltro la lotta alla mobilità passiva (altra giustificazione a questo progetto) non verrà resa più efficace per il semplice motivo che migrazione dei pazienti verso la vicina Romagna non è legata all'assenza di Specialità ma alla radicata prassi che vede sia i nostri medici (in primis per le lunghe liste di attesa del nostro territorio) che gli specialisti romagnoli operanti nella nostra provincia far riferimento per vari interventi a strutture private convenzionate Romagnole.

4) QUESTO PROGETTO NON PORTERA' AD ALCUN RISPARMIO
al contrario genererà insostenibili aggravi che ricadranno sui contribuenti. Negli anni recenti sono stati fatti rilevanti investimenti strutturali sia nell'ospedale di Fano che nell'ospedale di Pesaro; facile prevedere che con la realizzazione del nuovo Ospedale (costoso non si sa ancora quanto) tali investimenti diventeranno denaro sprecato. La vera spinta ad un consistente risparmio deriverebbe da una effettiva integrazione di tutte le strutture ospedaliere della provincia con eliminazione di reparti specialistici doppi o tripli e con la unificazione tecnico -gestionale. Non è difficile immaginare che questa, che è la vera sfida imposta dalla spending review, cozza inevitabilmente contro le necessità politiche.

5) QUESTO PROGETTO E' UN'OFFESA ALL'INTELLIGENZA E ALLA DEMOCRAZIA.
Infatti non è supportato da alcuno studio serio che quantifichi la previsione di spesa in base ai due scenari: integrazione funzionale con mantenimento delle attuali strutture verso la realizzazione di un Nosocomio unico provinciale.
Tale decisione inoltre non ha minimamente preso in considerazione le obiezioni, i suggerimenti, le critiche che sono state poste dal basso (da chi cioè dovrà pagare ed usufruire del futuro assetto sanitario), ma ha visto l'Amministrazioni regionale, Comunale ed Aziendale procedere come un rullo compressore.
Inoltre non è dato sapere che fine faranno le aree dei due ospedali una volta dismesse; non è difficile immaginare che verranno sottratte alla comunità per affidarle a qualche costruttore privato che provvederà a trarne il massimo profitto con la costruzione di condomini, centri commerciale etc.

6) INFINE (LAST BUT NOT LEAST) IL GRANDE ASSENTE DA QUESTA OPERAZIONE E' IL TERRITORIO.
Si corre dietro ad un nuovo Policlinico per fare un'inutile concorrenza a quello Regionale già esistente ed impoverire il territorio di strutture di assistenza di base, anziché potenziarle ed aumentarne l'efficienza e la qualità.

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