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Trasporti


Fano - 

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Torna di attualità l'annosa questione del dragaggio del porto, dopo che le basse maree dei primi giorni di gennaio hanno evidenziato a tutti come il porto di Fano sia ormai ridotto a poco più che uno stagno, ennesima dimostrazione di incapacità di affrontare e risolvere i problemi da parte dei politici che ci hanno governato e continuano a governarci in Comune ed in Regione. Il Sindaco Seri si affretta a convocare tavoli di confronto con gli operatori economici danneggiati dalla penosa situazione del porto, dispensando buoni propositi e promesse a iosa. Persino il suo predecessore Aguzzi ha la bella faccia tosta di mettersi a disposizione per risolvere il problema, con tanto di soluzioni in tasca, dopo aver governato la città per ben dieci anni senza aver risolto un bel nulla.

La realtà è che i cittadini e gli operatori economici del porto di Fano sono stati presi in giro per più di dieci anni con interventi parziali costosi ed inutili. Oggi ci ritroviamo peggio di prima, dopo aver speso milioni di Euro dei contribuenti, con la consapevolezza che la famosa vasca di colmata di Ancona, data per anni quale soluzione del problema, è stata solo uno specchietto per le allodole che non risolverà un bel niente, essendo la quota volumetrica riservata a Fano del tutto incapiente per le necessità del nostro porto.

Serviva invece da parte del Comune presentare in Regione un progetto per una vasca di colmata da realizzarsi nel territorio comunale di 100.000 metri cubi, a servizio esclusivo del porto di Fano, per un dragaggio approfondito e risolutorio. E prima di dirci che mancano i soldi si faccia il conto di quanto hanno speso Regione e Comune fino ad oggi per non risolvere niente.

Serviva trattare con ENEL Green Power per l'installazione di un sistema atto a ridurre fortemente il rilascio dei fanghi dalla centrale elettrica del canale Albani, principale causa dell'insabbiamento del porto. Offrendo le dovute compensazioni alla ditta prima che facesse gli investimenti per l'ammodernamento della centrale e la manutenzione straordinaria del canale.

Serve inoltre fare le dovute pressioni in consiglio regionale affinché si approvi una legge, come quella in vigore in Emilia Romagna, che consenta il recapito a mare delle sabbie più profonde meno inquinate, una volta rimosso e tombato in vasca di colmata lo strato superficiale inquinato da metalli pesanti ed idrocarburi. Ma tutto ciò richiedeva e richiede progettualità, impegno e competenze.

I cittadini prendano finalmente coscienza che se continueranno a votare questi personaggi e questi partiti, continueranno ad essere presi in giro sul dragaggio del porto, così come sull'ospedale e sulle altre questioni che hanno giustamente a cuore. Il Movimento 5 stelle, alle prossime elezioni regionali, ci sarà. Quindi, un'alternativa concreta c'è.


Fano - 

AEROPORTO-FANO2012-720x405.jpgDopo la risposta da parte del Sindaco alla nostra interrogazione presentata in Consiglio Comunale, non sappiamo se essere soddisfatti per averli scoperti ancora una volta o se essere arrabbiati per la superficialità con cui amministrano il denaro pubblico. Come mai? Purtroppo: "si sono dimenticati!" (queste sono state le parole del sindaco), avete capito bene, si sono dimenticati di chiedere e di riscuotere un affitto per ben 20 anni. Ciò dal 1995, anno in cui hanno firmato la convenzione e dato in gestione tutti gli immobili costruiti con i soldi dei cittadini fanesi nella zona dell'aeroporto di Fano alla società aeroportuale "Fanum Fortunae" S.r.l.

Bastava questo per chiedere il risarcimento del danno erariale per i tanti quattrini che non sono entrati nelle casse comunali, ma naturalmente non finisce qui. Infatti gli amministratori della società "Fanum Fortunae", che fornisce servizi commerciali all'interno dell'aeroporto, oltre a non pagare l'affitto, hanno chiesto e ottenuto dall'amministrazione comunale la sottoscrizione ed il versamento di una quota di aumento di capitale di ben 300mila euro, finalizzato a lavori di ristrutturazione delle infrastrutture aeroportuali date in concessione dallo stesso Comune ed all'acquisto di un mezzo antincendio. Il tutto, ovviamente, deliberato dal Consiglio Comunale con il voto favorevole dei membri della stessa Giunta che si dimenticava di chiedere l'affitto!

Gli stessi amministratori della "Fanum Fortunae", poi, pensarono bene di utilizzare 130mila euro del suddetto aumento di capitale per i progetti, rilievi ed analisi relativi alla realizzazione della pista in asfalto dell'aeroporto, opera di competenza dell'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e quindi capitoli di spesa non contemplati nella delibera di approvazione dell'aumento di capitale presa dal Consiglio Comunale.

Per semplificare e capire meglio, è come se l'affittuario di un appartamento, che non paga l'affitto, chiede al proprietario del denaro per fare dei lavori nell'appartamento stesso, ma poi li usa per sistemare la macchina che è nel garage.

Tutto questo per far capire a chi ancora non ha "valutato" bene l'operato del Sindaco e della sua Giunta, la qualità e lo spessore degli amministratori comunali.

Naturalmente, per fare chiarezza di tutto sarà interessata la competente Corte dei Conti per l'eventuale danno erariale, e stiamo valutando di interessare anche la competente Procura della Repubblica per l'eventuale distrazione di denaro pubblico.


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viabilità-nuova-centro.jpgL'esempio simbolico più scriteriato del nuovo progetto di viabilità del centro storico può essere rappresentato dalla riorganizzazione viaria di via Cavour: se prima i sensi unici delle strade laterali di tale via facevano defluire le auto verso l'esterno, ora, a sensi invertiti, le porteranno in direzione via Cavour. In quali condizioni? Pochissimi parcheggi, divieti di sosta formali ma non reali (come avviene ora). Ma la domanda nasce spontanea: dove passeranno ciclisti e pedoni? Certo, faranno delle bellissime passeggiate notturne dalle 23,00 alle 6,00 del mattino, quando ci sarà ZTL! Qui il nostro mondo è alla rovescia. Invece di tutelare in centro ciclisti e pedoni, si tutelano gli automobilisti! C'è bisogno di una rivoluzione copernicana di pensiero per riprogettare il centro storico. Non certo quello che ha pensato l'assessore Silvestri. E' chiaro a tutti che il centro della nostra città non è stato costruito per la viabilità di oggi. Ebbene, altre città nella nostra stessa situazione, hanno chiuso al traffico o perlomeno hanno attuato zone di ztl molto restrittive. E' chiaro il motivo: hanno voluto dare una progettualità allo sviluppo del centro. Mentre da noi si pensa a come far passare le auto in piazza XX settembre. Sembrerà impossibile, ma nel nuovo progetto è contemplato. Oppure si insiste pervicacemente a lasciare la maggior parte di via Nolfi aperta al traffico, in presenza di pochissimi negozi e senza possibilità di fare fermate e soste. Tanto che i residenti non hanno parcheggi a disposizione (quelli laterali sono per chi ha la ztl). Per non parlare della paventata riapertura di via Nolfi lato sud. Una zona scolastica e di uffici pubblici. Senza marciapiedi!

Quali sono le soluzioni? Innanzi tutto capire che cosa vogliamo che il nostro centro storico diventi: luogo di servizi, residenziale, area dormitorio, di mercato o scrigno da preservare? Tutte queste cosa assieme non ci possono stare. Noi propendiamo per la valorizzazione storica, culturale e di commercio di prossimità, che richiami ad una qualità della vita migliore per chi vi abita e per i turisti. Le condizioni ci sono tutte: parcheggi numerosi all'esterno del centro, associazioni culturali e dei negozianti in forte attività. Valorizziamo quello che abbiamo. E facciamo un progetto di ztl totale del centro storico. Non quello a pezzi e a sprazzi avanzato da questa giunta.

MAROTTA... AI MAROTTESI


Fano - 

Marotta sì, Marotta no. Voto ai marottesi, ma anche a quelli di Ponte Sasso, ma anche ai fanesi e ai mondolfesi. La questione referendum Marotta sembra assumere i contorni di uno spettacolo di teatro surreale, se non fosse la cruda realtà.
Da una parte il Sindaco di Fano, preoccupato di mantenere la parte di Marotta fanese, più per incassare i proventi delle tasse dei cittadini e delle attività commerciali e turistiche di quella zona che per dare servizi e investimenti. Basti vedere le condizioni di degrado di alcune aree della zona mare e non solo. Dicono: abbiamo costruito appena adesso una scuola. Peccato che doveva essere finita anni fa visto che il progetto era partito con l'amministrazione precedente a quella del doppio mandato di Aguzzi. Così Aguzzi invoca il referendum coinvolgendo anche i cittadini di Fano. Non tanto perchè vuole maggiore coinvolgimento, ma perchè sa che difficilmente i fanesi accorreranno alle urne per la questione in oggetto, puntando così a non far raggiungere il quorum (che è come dare una seconda possibilità al fronte del NO).
E dall'altra parte il Pd, timoroso di perdere un bacino elettorale che ha sempre trovato in Stefanelli il paladino delle lotte da Ponte Sasso in giù. Basta seguire i suoi interventi in consiglio comunale. E così si appiattisce al parere del Sindaco, ma con una ciliegina in più: non solo far votare tutti i fanesi, ma anche i cittadini di Mondolfo. Chi più ne ha più ne metta.
Tutti, insomma, a strumentalizzare un comitato o l'altro. Tutti a pensare ai propri interessi. Ma vi siete chiesti cosa è importante ora? Ora è importante che chi abita in un territorio possa esprimere la sua decisione. Ecco perchè non ci schieriamo con nessuno. Ci schieriamo solo con la possibilità che chi abita nella zona di interesse (Marotta di Fano) possa manifestare la sua idea e dare un voto. Chi più dei marottesi conosce Marotta, le sue problematiche, le sue eccellenze, la situazione dei servizi ai cittadini? E chi meglio di loro potrà saggiamente esprimersi per scegliere se rimanere divisi in due ammistrazioni o essere unificati sotto l'egida del più vicino Comune di Mondolfo? Nessun altro. Le decisioni di Marotta lasciamole ai marottesi.


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Beppe sarebbe venuto al Carnevale di Fano se avesse avuto la possibilità di stare in mezzo alla gente e salire sul carro che lo raffigura. Ma per motivi di sicurezza, la Questura ha preferito negare questa possibilità. Di fronte a questa situazione la Carnevalesca non ha potuto far altro che offrire un posto in "tribuna ospiti e autorità". Ma a quel punto Beppe Grillo, voglioso di stare in mezzo alla gente e non "impacchettato" su una tribuna, ha preferito declinare l'invito, ringraziando comunque per la disponibilità data dalla Carnevalesca.
Sfuma così la sua presenza a Fano. Ma si concentra ancor più l'attenzione sul suo intervento in piazza del Popolo a Pesaro alle 17 di domenica stessa. Tappa importante all'interno dello tsunami tour, grazie al quale sta toccando con i suoi spettacoli-informazione, le maggiori città italiane. Da Fano confermiamo la partenza dei simpatizzanti in treno alle 15,14 per Pesaro. Quindi consigliamo di trovarsi alla stazione almeno mezz'ora prima per fare i biglietti.

NAUTOFONO 5 STELLE


Fano - 

megafono-volume.jpg Nelle nebbie della politica italiana, un suono e una voce faranno da guida in questi giorni nella città di Fano: il NAUTOFONO 5 STELLE. Un altoparlante che dal 25 gennaio annuncerà, a bordo di una macchina rigorosamente a metano, tutti gli appuntamenti che il Movimento 5 stelle di Fano organizzerà per la campagna elettorale. Non sarà né l'arrotino, né l'ombrellaio ad arrivare per le strade di Fano, ma un nutrito gruppo di cittadini decisi a riappropriarsi del proprio presente e futuro. "Un'invasione di campo" pacifica nella politica italiana. E per far conoscere il programma, i candidati e poter dare un contributo attivo, questi saranno gli appuntamenti in programma.
Partiamo subito con il botto: domenica 27 gennaio alle ore 17,00 in piazza del Popolo a Pesaro ci sarà Beppe Grillo sul palco a presentare il programma 5 stelle e i candidati della regione Marche.

Il 13 febbraio alle 21,00 presso la sala della coop Tre Ponti, in una serata aperta a tutti, i candidati regionali si presenteranno e diranno cosa intendono fare una volta eletti. Inoltre, saranno pronti a rispondere a tutte le domande che i cittadini vorranno fare.

Stesso stile di interazione tra candidati e cittadini, ma in modo più informale e colloquiale, ci potrà essere nei banchetti di sabato e domenica 9 e 10 febbraio e 16 e 17 febbraio, sotto palazzo Gabuccini e presso Piazza XX Settembre. Verrà consegnato il programma 5 stelle e si potranno scambiare osservazioni con i candidati e i rappresentanti del movimento locale. Contatto diretto tra cittadini, è questo che vogliamo per una politica radicalmente diversa da quella attuale.


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arzilla-valle.jpgMolti personaggi politici si sono prodigati nel commentare le prescrizioni date dalla Sovraintendenza sulla irrealizzabilità del casello a Fenile. Peccato che nessuno abbia letto la lettera del Sovraintendente. Forse neanche il Sindaco, a quanto pare. Infatti egli stesso va a raccontare ai giornali e ai fanesi che con un colpo di magia cercherà di vincolare la zona del nuovo casello per evitare future speculazioni edilizie. Ma non dice che in realtà il Sovraintendente non vuole questo. Noi abbiamo la lettera. Vi riportiamo uno stralcio del parere finale: "Risulta difficile, se non privo di significato, esprimere indicazioni di modifica al progetto che ne possano consentire un più compatibile inserimento nel contesto paesaggistico tutelato. L'opzione "zero" (cioè non costruire il casello, n.d.r.) e/o la delocalizzazione dell'opera in un ambito di paesaggio non tutelato, soprattutto in virtù di osservazioni fatte in merito al sovradimensionamento delle strutture aggiuntive e compensative proposte [...], appaiono l'unica alternativa che possa salvaguardare il delicato equilibrio dell'area [...]" Altro che vincolare l'area da strutture edilizie future. Il Sovraintendente boccia in pieno il casello e le strutture viarie annesse per quello che già sono! Una posizione netta e non negoziabile, come, al contrario, vuol far credere il Sindaco. Maestro nel minimizzare e nascondere i fatti. Un atto gravissimo di omissione nei confronti dei cittadini fanesi.

Ora che fare? Innanzi tutto, secondo noi, bisognerebbe rispettare il parere della Sovraintendenza, anche se poi l'ultima parola spetta al Ministero. Infatti, come sempre accade in Italia, fatta la legge trovato l'inganno: nella fattispecie, fatta la legge si troverà sicuramente la scappatoia ad hoc. Un' opera edilizia altamente invasive esce dalla porta e probabilmente rientrerà dalla finestra, nonostante l'area in questione sia sottoposta a protezione assoluta grazie a una legge regionale e venga definita ricca di valore paesaggistico e turistico. Noi comunque siamo sicuri che ben altre siano le priorità della viabilità cittadina: invitiamo la società Autostrade e il Sindaco, ad impiegare parte dei circa 80 milioni di interventi strutturali compensativi a disposizione per il casello di Fenile e le bretelle, per la realizzazione innanzitutto del secondo sospirato e famigerato stralcio dell'interquartieri e poi del terzo stralcio che completerebbe l'opera originale. Un modo per rispettare il paesaggio e dare degna conclusione a un progetto davvero utile che, mutilato dalla giunta Aguzzi, darebbe un sollievo al traffico che va da Fano a Pesaro.


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mozioneospedale.jpgAbbiamo pensato a questo strumento previsto dallo statuto comunale e finora, che io sappia mai utilizzato, per avere una misura della opinione popolare attorno alla questione dell'ospedale unico. Noi crediamo sia maggioritaria fra i fanesi e anche fra i cittadini dell'intera vallata del Metauro, così come quella del Cesano, un'opinione contraria al progetto di ospedale unico in sostituzione dei due attuali nosocomi delle limitrofe città costiere della nostra provincia. Si era parlato di fare un referendum che sancisse la volontà popolare, ma risulta dfficile trovare un quesito che sia ammissibile. La decisione di fare un nuovo ospedale e vendere quelli attuali è stata una decisione maturata sulla testa dei cittadini. I programmi elettorali del centro-destra e centro-sinistra contemplavano tutt'altro overossia il mantenimento delle attuali strutture ospedaliere e semmai il loro aggiornamento. Quindi è stata tradita la fiducia dei propri elettori e probabilmente è stato deliberatamente detta una cosa quando già se ne preparava un'altra. Riunire i due ospedali in un'unica azienda doveva portare ad una razionalizzazione dei servizi offerti e risparmiare risorse da destinare alle strutture territoriali. L'alleggerimento degli ospedali, il modello "lean" appunto comporta che questi si liberino di quelle funzioni improprie che potrebbero essere assolte dai presidi di base sul territorio. Ma a tuttora ci sembra un processo tutto in essere e poco avvertibile nei vantaggi dalla popolazione.

Sulla questione ospedale nuovo siamo sempre più perplessi, ma sicuri comunque si stia mascherando l'assoluta mancanza di novità sul piano organizzativo e sui risparmi che la fusione in un'unica azienda dei due ospedali cittadini doveva dare. I doppioni ci sono ancora e l'offerta dei servizi non si è arricchita significativamente. Ci chiediamo poi cosa possa significare organizzare i 2 ospedali in un'azienda scissa dal territorio visto che mancano e mancheranno ciò che è indispensabile per essere azienda sanitaria vale a dire le alte specialità che sono e resteranno appannaggio del centro regionale di Torrette di Ancona. Se il mandato conferito all'ipotizzato ospedale unico è quello di essere un nodo provinciale a non una struttura ad alta complessità perchè allora non coordinarsi anche con l'ospedale di Urbino all'interno dell'area vasta anzichè stabilire con essa un rapporto fra erogatore di prestazioni e corrispondente consumatore? Questa contraddizione fra volersi azienda sanitaria e uniformarsi invece al mandato regionale si paga anche rispetto alle dimensioni del progettato nuovo contenitore ospedaliero che per rispondere da solo al parametro ancor più virtuale rispetto all'attuale di 3,3 posti/letto ogni 1000 ab. e cioè di 2,5 p/l x 1000ab. dovrebbe attrezzarne 700 quando invece le opinioni degli esperti del settore valutala dimensione ottimale non oltre i 400 p/l come infatti avevano previsto all'inizio. Noi quindi a tal proposito ribadiamo che non si possa pensare per i 2 attuali bacini di utenza ad un unico presidio, seppur nuovo. La cosidetta mobilità passiva verso la vicina Romagna è più alta naturalmente verso confine e non si farebbe altro che motivarla ulteriormente spostando il servizio silla costa e al centro delle due città. Riguardo ai piccoli ospedali dell'entroterra che si vuole ridimensionare per quello che riguarda l'attività rivolta agli acuti allargando invece l'accoglienza per i lungo-degenti, c'è da dire che bisogna in qualche modo raassicurare quella popolazione che in caso di emergenza è troppo distante dai presidi ubicati sulla costa. La nuova delibera regionale 784 non contempla più ad esempio presidi di pronto intervento h24 che una soluzione a tale proccupazione la darebbe. C'è da riportare a tal proposito il caso dell'ospedale di Novafeltria che finchè è stato marchigiano era destinato a chiusura e una volta diventato romagnolo è rinato a nuova vita e si appresta a ricevere nuovi investimenti. Insomma un altro modo di fare organizzazione sanitaria è possibile, l'avevamo già detto.

Tutti sono invitati a venire a firmare presso i banchetti che terremo ogni sabato mattina e al pomeriggio in Corso Matteotti davanti a palazzo Gabuccini. Nei prossimi giorni ci organizzeremo per raccogliere le firme anche di mercoledì e anche nei pressi dell'ingresso dell'Ospedale di Fano.

scarica il testo della mozione


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66812_borgocavour_ralf.jpgLunedì scorso via Cavour si è riempita di gente per la sua festa del Borgo. Una festa di tutta la città: centinaia di fanesi e turisti che con serenità e calma hanno ammirato negozi, hanno assaggiato le specialità locali e ballato un po' al suono della musica. E' questa la vocazione di via Cavour e del centro storico. Ecco perché pedonalizzare anche questa via è un'azione saggia. Perché mai le associazioni di categoria e la giunta ancora si oppongono? La ragione è sempre la stessa: ci sono delle categorie di negozi che necessitano di uso dell'auto e di parcheggi davanti l'attività stessa. Questo, però, è un falso mito. E i miti vanno smontati con dati alla mano.

Abbiamo percorso via Cavour annotando le tipologie di esercizi commerciali. Ci siamo accorti che sono le stesse che insistono nel Corso e in altre zone pedonalizzate della città! Provate ad associare all'elenco che vi esponiamo, qualche altra attività conosciuta che avete incontrato per il centro pedonalizzato e la troverete. Bar e tabaccherie, pizzerie al taglio, farmacie, agenzie immobiliari, abbigliamento, fotografia, banche, prodotti per capelli, gelaterie, kebaberie, prodotti per l'ufficio, bigiotterie, gastronomia e alimentari, arredi per la casa (le consegne più voluminose si fanno solitamente a domicilio). E pensare che addirittura è stato aperto da poco un supermarket nello stabile ex-upim. In una zona completamente pedonalizzata: significa che fare la spesa è possibile e redditizio anche lì.

E' dimostrato in questo modo che il falso mito di via Cavour è solo una paura verso il cambiamento. Ma il cambiamento, in questo caso, può portare solo benefici: lo dimostrano le nostre zone pedonalizzate e quelle sempre più ampie di altre città. Dando la possibilità di esporre la merce e mettere fuori tavolini per accogliere i clienti, senza pagare per i primi anni la tassa di occupazione di suolo pubblico, potrà portare un incentivo al richiamo di cittadini e turisti. Via Cavour sarà più viva che mai L'applicazione della ZTL solo dalle 20 di sera, così deciso dalla giunta, causerebbe solo l'effetto contrario, ossia deprimere la zona a negozi ormai chiusi. Fano deve ormai crescere, di mentalità!


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via-cavour.jpgPerché mai pedonalizzare via Cavour è un bene per tutti? Perché rende il centro storico di Fano ancora più vivo e a misura d'uomo. Lo dimostrano tante città che hanno pedonalizzato grandi tratti viari con benefici anche per gli stessi commercianti. Invece a Fano si accampa la scusa che in via Cavour ci sono negozi che necessitano di parcheggi davanti l'attività stessa. Provate, invece, ad immaginare la stessa via priva di auto e con tanta gente che serenamente gira per vetrine e acquista. Bene, allora lanciamo questa proposta: pedonalizziamo la via ed eliminiamo i parcheggi a pagamento, assicurandone lo stesso numero, sempre a tariffa oraria, nel parcheggio degli ex carri di Carnevale, ora gratuiti. Così si salvaguardia sempre un buon ricambio di posti disponibili. Pensiamo che avere gli stessi stalli a 30 metri di distanza non penalizzi nessuna attività commerciale prima menzionata. Rimane la problematica della riqualificazione. Ebbene buona parte di questa può essere realizzata grazie a una sinergia privati-Comune. Già in consiglio comunale è stata approvata una nostra mozione che propone, per i primi anni, di esentare dal versamento della tassa di occupazione di suolo pubblico, quelle attività che insistono su nuovi tratti viari pedonalizzati. Quindi, i commercianti di via Cavour potrebbero esporre all'esterno dei locali le proprie mercanzie o utilizzare banchetti o tavoli per accogliere i clienti. Così si darebbe una mano agli esercenti stessi e si abbellirebbe e renderebbe viva una nuova via pedonalizzata.

Invece di pensare a mettere divieti per i ciclisti al Corso e alla Sassonia, la Giunta abbia il coraggio di rendere vivibile questa nostra città, aumentandone la qualità grazie a una valorizzazione della mobilità leggera: pedoni e ciclisti sono una risorsa per Fano, non scordiamocelo.

I candidati a Fano

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