Ieri una troupe televisiva di Rai 1 è giunta a Ferrara per girare un servizio sull'ospedale di Cona, che andrà in onda domenica o lunedì con il TG di prima sera. Nei giorni scorsi la giornalista Marina Nalesso aveva preso contatti con il consigliere comunale Ppf/M5S Valentino Tavolazzi, a seguito della diffusione su Youtube del video girato da Nikilnero, nel quale l'esponente del Movimento 5 Stelle, insieme ad Angelo Storari, racconta in chiave ironica la vicenda di Cona. La Nalesso e la troupe della Rai hanno intervistato Tavolazzi e girato diverse riprese a Cona, nell'ambito di una serie di servizi del Tg1 sugli scandali della sanità nazionale.
Progetto per Ferrara/Movimento 5 Stelle
Comune di Ferrara
Ferrara 25 giugno 2010
Al Presidente del
Consiglio Comunale
di Ferrara
OGGETTO: Mozione Sant'Anna
di Roberto Zambelli
Maisto, in risposta alla sua ultima lettera sulla cultura ed indirizzata a Valentino Tavolazzi comparsa su www.croncacomune.it e su www.estense.com in data odierna, premesso che non interpreto, come ancora una volta fa lei, la cultura e la sua diffusione con i relativi costi una sua questione personale desidero puntualizzare solo alcuni punti dei tanti cui la sua lettera si offre:
1) il cittadino, nelle sue considerazioni, non compare mai se non in un cenno ad una presunta equità sociale relativamente ai soli accessi agli spettacoli;
L'assessore Maisto, come al solito risentito, replica al posto del presidente del Teatro Mangolini, costringendomi a gestire "due pugili nello stesso match". Il delegato alla cultura non entra nel merito delle considerazioni che ho portato all'attenzione dei cittadini: 1. Compatibilità finanziaria e sociale dello stanziamento comunale (incluso il contributo al Teatro); 2. Equità sociale del piano tariffario (soprattutto negli spettacoli ad elevato costo); 3. Ineludibile scopo di coinvolgere, con le iniziative culturali del Comune, ampi strati della popolazione. Evidentemente questi temi non lo interessano. Che il Comune, ente dotato di risorse limitate e al tempo stesso garante di giustizia sociale nella spesa pubblica, possa o no permettersi le scelte fatte da Maisto, dal Pd e dalla maggioranza, parrebbe del tutto marginale.
La valutazione della qualità dell'aria dopo la triplicazione dell'inceneritore di Cassana è un atto dovuto, previsto dall'autorizzazione della Provincia (AIA) rilasciata ad Hera nel 2007 e rivista nel 2008. A due anni dal suo rilascio gli organi competenti, deputati al controllo delle emissioni ed immissioni dell'impianto, non sono in grado di informare i cittadini circa le ricadute su ambiente e salute, dalla combustione di 130 mila tonnellate anno di rifiuti urbani e speciali.
La risposta più importante, che si aspettavano pubblico e consiglieri, dopo due ore e mezzo di relazioni iper tecniche in contesto tropicale, non è arrivata. L'inceneritore peggiora o no la qualità dell'aria? Silenzio totale, i tecnici non erano pronti a rispondere. Eppure l'invarianza delle "immissioni" tra la situazione antecedente la triplicazione dell'inceneritore e quella successiva, era la finalità del provvedimento di autorizzazione ad Hera. In altri termini la Provincia aveva detto chiaro e forte che avrebbe autorizzato l'impianto triplicato, solo se non avesse peggiorato la qualità dell'aria.
Da tempo affermiamo che è giunta l'ora di ridurre e ristrutturare la spesa locale, tagliando sprechi, iniziative e contributi non indispensabili per i cittadini. Al tempo stesso occorre dirottare maggiori risorse a favore delle famiglie e dell'occupazione. Infine occorre smobilizzare (non svendere) parte del patrimonio comunale, azioni Hera incluse, per ridurre il debito e dunque il suo costo, e per chiudere l'emorragia del derivato Dexia.
Dopo aver pervicacemente negato il rischio per la salute dei ferraresi rappresentato dalla presenza di Pfoa e Pfos nell'acqua dei nostri rubinetti, tacciando pure di demagogia Ppf che chiedeva a Comune, Arpa, Hera, Asl i dati al riguardo, l'Idv ha sottoposto al voto del consiglio, che l'ha votato, un ordine del giorno che recita: " Il Nostro Fiume (si notino i caratteri maiuscoli)....continua a subire lo sversamento di possibili interferenti endocrini come il PFOA e PFOS con ricadute sia in termini di pesanti costi sulla nostra comunità (dati i costi elevati di potabilizzazione), che si scaricano sulle bollette dell'acqua dei cittadini, sia in termini di possibili rischi per la salute."
Durante le conferenza dei capigruppo, Ppf ha ritirato il proprio ordine del giorno su Cona e Sant'Anna, che sarebbe stato discusso e votato nel prossimo consiglio di lunedì. Tutti i gruppi di opposizione infatti hanno firmato la richiesta di consiglio ai sensi dell'art.39 del D.Lgs 267/2000. Il presidente è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai 20 giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri. Dunque entro giugno maggioranza ed opposizione si confronteranno sui servizi sanitari che resteranno al Sant'Anna dopo l'apertura di Cona (quando?) e sulla destinazione dell'area Sant'Anna, che Pd e maggioranza intendono "valorizzare" dal punto di vista immobiliare, per finanziare Cona.