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1 - Ambiente ed energia.

Difenderemo l'ambiente e tuteleremo la salute in tutte le nostre scelte.

Opereremo per il mantenimento dei beni comuni materiali ed immateriali, nelle stesse condizioni, o migliori, rispetto a quelle in cui si trovavano nel momento della loro presa in carico.

Spegneremo tutti gli inceneritori, con una politica di incentivi ed investimenti orientati alla riduzione dei rifiuti, alla raccolta differenziata porta a porta, alla separazione dell'umido, al recupero e al riciclo della materia.

Incentiveremo comportamenti virtuosi garantendo benefici sensibili a famiglie e imprese, che si impegnino per la riduzione dei rifiuti e lo sviluppo della raccolta differenziata.

Incentiveremo il risparmio e l'efficienza energetica, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la piccola generazione distribuita, anche attraverso strumenti urbanistici, a partire dagli edifici pubblici.

Limiteremo drasticamente le emissioni della turbogas e degli impianti del petrolchimico, per migliorare le condizioni ambientali.

Realizzeremo un sistema di controllo delle emissioni inquinanti in atmosfera, nel suolo e nell'acqua, orientando l'operato dell'ARPA e coinvolgendo i cittadini. Pubblicheremo regolarmente i dati nel sito del Comune.

Opereremo affinché venga predisposto un censimento completo delle aree inquinate nel territorio comunale e delle attività produttive ad esse correlate. Ci impegneremo per attivare i necessari piani di bonifica e per completare quelli in corso.

2 - Ceto politico, giunta, macchina comunale, aziende, servizi pubblici, partecipazione dei cittadini.

La politica è al servizio dei cittadini. E' un impegno assunto su base volontaria e a termine, per il progresso della comunità, nell'interesse collettivo. I nostri eletti rimarranno in carica per un massimo di due legislature e si sottoporranno periodicamente al giudizio degli elettori. Si dimetteranno in caso di mancato rispetto degli impegni assunti. Non assumeranno alcun doppio incarico.

Realizzeremo una nuova costituente che vada oltre i partiti e mobiliti quanti hanno a cuore il destino di Ferrara: mondo della cultura, imprenditori, forze sociali e cittadini, senza distinzioni di appartenenza politica.

Ridurremo la giunta comunale a sette componenti, le circoscrizioni a quattro, il numero di società collegate, istituzioni, presidenze, consigli di amministrazione, dirigenti e consulenti. Taglieremo l'inutile ed il superfluo. Riorganizzeremo il Comune, eliminando sprechi ed inefficienze. Interverremo contro corruzione, clientelismo e nepotismo. Valorizzeremo merito, professionalità e competenze nel Comune e nelle aziende collegate. Garantiremo trasparenza assoluta nei processi di selezione, reclutamento, formazione e valutazione del personale. Ci impegneremo a migliorare la fiducia ed i rapporti, oggi decisamente logorati, fra cittadini e amministrazione comunale, con particolare riferimento alla Polizia municipale, con forti cambi d'indirizzo.

Garantiremo la competizione tra soggetti pubblici e privati nell'affidamento dei servizi, per migliorare la qualità delle prestazioni e ridurre le tariffe praticate ai cittadini e alle imprese, mantenendo la "governance" nelle mani del Comune. Coinvolgeremo i cittadini e le imprese in un osservatorio permanente per la valutazione della qualità dei servizi erogati e per la proposta di miglioramenti. Agiremo perché le modalità operative delle attività di controllo e/o sanzionatorie affidate dal Comune a terzi, siano preventivamente sottoposte all'approvazione del Consiglio comunale.

Le esigenze di città e forese sono diverse; opereremo per risolvere problemi e/o progetti incompiuti, specie se segnalati dalle comunità locali, in piena armonia con l'azione generale di governo ed il rispetto delle regole, valorizzando anche il volontariato locale propositivo.

Ogni diritto non esercitato è un diritto perso. Attueremo nuove forme di partecipazione: referendum consultivi a quoziente ridotto per le grandi scelte di interesse generale, consultazione diretta di forze economiche e sociali, elezione del difensore civico da parte del Consiglio Comunale. Settimanalmente sindaco, assessori e dirigenti saranno a disposizione dei cittadini. Garantiremo rapido accesso ai documenti pubblici a mezzo internet. I principali indicatori di costo e rendimento della macchina comunale (obiettivi, risultati, scostamenti, retribuzioni, presenze, produttività di gruppo, ecc..) saranno pubblicati nel sito del Comune. Accoglieremo nel sito anche suggerimenti e idee sulla città, con l'impegno a realizzare quelle migliori. Ridaremo dignità ad Agenda 21, ora simulacro di democrazia, riconsegnandola ai cittadini.
***

3 - Bilancio comunale, priorità di spesa, politica fiscale.


Il bilancio comunale è lo strumento che traduce in entrate ed uscite le scelte politiche del Comune. Lo sottrarremo ad una visione strettamente ragionieristica ed alla pratica consolidata dei partiti di considerarlo una diligenza da assaltare.

Le priorità di spesa del programma sono: ambiente e salute, sostegno alla famiglia, valorizzazione di giovani ed anziani, assistenza sanitaria e sicurezza sociale, incentivi allo sviluppo economico compatibile ed all'occupazione, traffico e mobilità urbana, Ferrara città d'arte e cultura.

Praticheremo una politica delle entrate basata sulle effettive condizioni economiche delle famiglie ferraresi, e sul numero dei componenti (quoziente familiare). Sosterremo quelle più bisognose, agendo su esenzioni, tariffe ed aliquote.

Combatteremo con i tutti i mezzi disponibili povertà ed emarginazione, sosterremo disoccupati, cassaintegrati e precari. Ci batteremo per abolire l'addizionale provinciale nella TIA ed esenteremo i beneficiari della social card dal pagamento di TIA e SII. Per contro, chi ha capacità di reddito elevata, contribuirà in proporzione al pagamento dei servizi e delle prestazioni erogate dal Comune (materne, nidi, trasporti, mense, case protette).

Ridurremo il prelievo fiscale, con una politica di riduzione dei costi, agendo su trasparenza e libera concorrenza negli acquisti e negli appalti. Ridurremo i costi del personale, intervenendo nell'organizzazione del lavoro e nella distribuzione dei compiti. Elimineremo sprechi ed inefficienze.

Favoriremo un sistema pubblico-privato per l'erogazione di servizi e prestazioni, garantendone l'accessibilità a tutti i cittadini, mantenendo governance, controllo di qualità e tariffe, nelle mani del Comune .

Reperiremo risorse finanziarie dallo smobilizzo dei beni non utilizzati o di partecipazioni non prioritarie, da destinare alla riduzione del debito e/o a nuovi investimenti infrastrutturali.

Potenzieremo la capacità dell'ente di elaborare e proporre nuovi progetti a Regione, Governo ed Europa, allo scopo di aumentare i finanziamenti per le infrastrutture del territorio.

4. Cona, Sant'Anna, sistema sanitario.

L'assistenza sanitaria deve in primo luogo favorire la prevenzione. Sono le buone politiche per l'ambiente e la salute la migliore assistenza sanitaria possibile. Vanno inoltre potenziati i servizi sanitari territoriali. Oggi il malato, specie se anziano o cronico, è solo nel reperire risposte, spesso offerte da RSA e case di riposo private, a fronte di rette poste a carico del malato e della famiglia, nonostante il d.lgs. 130/00, non applicato dai Comuni, lo vieti esplicitamente.

È un errore puntare tutto sulla ospedalizzazione o ancor peggio sulla aziendalizzazione. Le aziende sanitarie oggi operano al di fuori di ogni controllo democratico, gli Enti locali sono emarginati e le nomine dirigenziali sono legate a riconoscimenti partitici. Ci batteremo perché cambi l'impostazione attuale e per reintrodurre nel sistema sanitario quei valori di servizio sociale oggi sottomessi alla logica d'impresa.

Opereremo per la giusta integrazione tra pubblico e privato nell'erogazione dei servizi sanitari, a condizione che la "governance" del sistema (politiche, concessioni, tariffe, liste di attesa, agevolazioni, controllo della qualità) sia esclusivamente pubblica.

L'assistenza sanitaria deve essere vicina all'utente, accessibile ed economica. Una proposta innovativa è la Casa della Salute, lanciata da Maccacaro quando nacque il SSN. Si tratta di un insieme di attività specialistiche, integrate fra loro, concentrate in un unico luogo, che realizzano la presa in carico del cittadino. Una struttura sanitaria fisica, riconoscibile sul territorio, per fare prevenzione, sanità di base e di primo livello.

Ferrara è caratterizzata da un forte invecchiamento della popolazione. Un cittadino su quattro ha più di 65 anni. La stragrande maggioranza dei ferraresi vive nel centro storico o in prossimità di esso. Contrasteremo con ogni mezzo democratico la grave scelta di portare tutta l'assistenza ospedaliera a Cona, sottraendo alla città il proprio ospedale storico. Bologna, Modena, Reggio, Parma, Firenze, hanno ospedali storici efficienti a meno di due chilometri dalla sede municipale.

Ci batteremo per mantenere il Sant'Anna operativo ad elevati livelli di qualità (pronto soccorso, terapia d'urgenza, servizi ambulatoriali e diagnostici completi, terapie intensive). Chiederemo alla Regione di garantire gli investimenti necessari all'adeguamento del Sant'Anna, il ridimensionamento di Cona e di destinarne una parte ad altre funzioni (per esempio universitarie).

Ci batteremo affinché le competenti autorità sanitarie realizzino adeguate campagne epidemiologiche tese ad accertare l'incidenza delle principali patologie, le relazioni causa-effetto tra queste e gli inquinanti presenti nelle matrici ambientali, le principali fonti di inquinamento.


5 - Centro storico, parcheggi, mobilità urbana.


Ferrara città europea, d'arte e cultura, città attrazione per i turisti, ma anche fruibile per i ferraresi. Centro storico luogo di attrazione culturale e di rinascita delle attività commerciali ed artigianali, centro di aggregazione sociale e di nuova integrazione tra giovani ed anziani. Centro storico grande volano economico.

La città è cresciuta per decenni a macchia d'olio, senza alcun disegno strategico. Oggi manca lo spazio fisico per concepire una vera tangenziale esterna. Le uniche strade di nuova realizzazione sono quelle al servizio delle nuove urbanizzazioni, più o meno speculative. Questa mancanza di pianificazione è la prima causa del ricorso a soluzioni pasticciate (es. "tangenziale domestica" di San Giorgio).

La riorganizzazione della mobilità (traffico, ZTL, aree pedonali, aree di sosta, parcheggi, trasporto pubblico) deve contrastare l'aumento della motorizzazione privata. Realizzeremo nuove aree di sosta, parcheggi di attestamento esterni alle mura, collegati al centro con bus navetta o passanti; uno o più parcheggi entro le mura, interrati o fuori terra, per liberare le strade dalle auto.

Completeremo il sistema della grande viabilità esterna al centro storico.

Completeremo l'interconnessione del sistema di mobilità ciclabile, con la risoluzione strutturale dei punti di conflitto tra mobilità ciclabile e motorizzata, al fine di porre in sicurezza i ciclisti, ridurre l'incidentalità e rendere più attrattivo l'uso della bici. Completeremo il sistema delle piste ciclabili radiali, in considerazione del fatto che nel forese vive un terzo della popolazione residente.

Realizzeremo moderni sistemi di trasporto pubblico, integrato con quello delle piste ciclabili. Garantiremo il servizio pubblico anche agli insediamenti abitativi periferici del Comune, per ridurre il flusso di mezzi privati verso il centro e viceversa. Potenzieremo i collegamenti extra urbani su ferro.

Adegueremo le fermate dei mezzi pubblici con mappe dei percorsi e delle interconnessioni, nuove tabelle orari, pensiline adeguate. Doteremo gli autobus di emettitrici automatiche a bordo a sovrapprezzo zero. Realizzeremo corsie preferenziali e semafori intelligenti, per ridurre tempi di percorrenza ed attese.

Attueremo un rigoroso controllo degli abusi in materia di permessi, agevolazioni ed ogni altro beneficio riconosciuti alle categorie svantaggiate e/o professionali ed ai residenti.


6 - Economia, turismo, strategie industriali, Petrolchimico, occupazione.

L'economia ferrarese è in affanno, penalizzata dalla stagnazione della domanda e da alcuni limiti imprenditoriali che caratterizzano il nostro territorio. La crisi dura da anni e penalizza lavoratori e giovani in cerca di occupazione. Ferrara da troppo tempo è inchiodata agli ultimi posti delle classifiche regionali.

Occorre ristabilire un rapporto di fiducia, trasparente e leale, tra industria, cittadini, istituzioni e sindacati, per un nuovo sviluppo economico condiviso, compatibile con le condizioni ambientali e sanitarie della città, che dia prospettive alle future generazioni.

Non può esservi alcuna contrapposizione tra salute e lavoro. Al contrario l'inquinamento produce disoccupazione (vedi i casi Acna, Rumianca, Val Bormida, Massa Carrara). La tutela dell'ambiente e l'innovazione sono scelte che generano occupazione, stimolano nuove tecnologie e processi produttivi, che a loro volta coinvolgono l'università e formano nuove professionalità.

Il Petrolchimico è un patrimonio economico, occupazionale e professionale della città. Tuttavia non siamo disposti a chiudere gli occhi sull'impatto ambientale che esso produce. Troppo spesso e in mala fede le sorti del Petrolchimico sono state collegate all'avvio della nuova Turbogas. L'attenzione va invece rivolta alla ristrutturazione in atto della chimica nel paese, alle modalità di reclutamento e sfruttamento di manodopera non in regola, alle azioni mai avviate per risanare il sito che sta per essere abbandonato dalle multinazionali, indipendentemente dalla presenza della turbogas, totalmente avulsa dal contesto.

Destineremo quote di bilancio comunale per incentivare nuovi insediamenti produttivi, prioritariamente media e piccola impresa, con processi di trasformazione a basso impatto ambientale e a basso consumo energetico. Agiremo sulla sospensione di tasse e tariffe, sulla disponibilità di terreni edificabili ed opere di urbanizzazione a costi simbolici, su agevolazioni per il reclutamento e la formazione del personale locale (Irlanda docet). Definiremo allo scopo un dettagliato piano di marketing territoriale.

Realizzeremo inoltre un progetto poliennale di offerta turistica integrata per favorire il lancio delle attività economiche del centro storico. Per favorire il turismo cittadino ed extracittadino, organizzeremo nuove proposte di itinerari paesaggistico/monumentali. Tra queste la valorizzazione del canale Boicelli, raccordo fluviale tra centro città ed il Po, attraverso un servizio continuo di trasporto via acqua. Analogamente valorizzeremo altre vie d'acqua quali il Burana per Bondeno e il Primaro per la zona delle Delizie Estensi, affiancate dalle piste ciclabili. Infine renderemo fruibile e gradevole la Darsena ora abbandonata ad un inaccettabile degrado.

7 - Famiglia, nidi e materne, valorizzazione dei giovani e degli anziani.

Valorizzeremo il ruolo della famiglia fornendo ad essa i servizi a sostegno della procreazione e dell'occupazione femminile. Daremo sostegno alla capacità genitoriale e nella famiglia presteremo particolare attenzione ai suoi membri più deboli (minori, disabili, anziani).

Daremo una risposta alla cronica insufficienza nella nostra città di asili nido, realizzando nuove strutture con investimenti misti pubblico-privato, incrementando le concessioni di servizio a strutture private, sperimentando nuove soluzioni come gli asili di quartiere, nei condomini solidali, presso le famiglie e nei luoghi di lavoro, al fine di agevolare il lavoro femminile e i bilanci familiari.

Riformuleremo le rette in relazione al reddito familiare. Sotto un limite di reddito minimo il servizio sarà gratuito; a livelli di reddito medio alto sarà applicata una retta prossima al costo del servizio.

Da Confucio: "rispetta i più anziani per la loro esperienza e conoscenza ed impara da loro come comportarti correttamente". Questo insegnamento ci deriva anche dalla Grecia classica: nelle polis Atene e Sparta, culle della nostra civiltà, la considerazione degli anziani era altissima. Gli anziani sono una risorsa indispensabile per costruire un nuovo modello di stato sociale. L'aspettativa di vita in buona salute delle persone è di almeno 20 anni dopo la pensione. Esse dunque possono dedicarsi ad attività che richiedono impegno nella cultura, nello sport, nel volontariato, nel sociale, integrando il welfare pubblico ed abbattendo un costo collettivo.

Ci impegneremo per una società in cui le diverse componenti sociali e generazionali interagiscano, valorizzando le specifiche competenze.

Sosterremo la famiglia nell'assistenza degli anziani, in rapporto al quoziente familiare, agendo con contributi specifici ed agevolazioni nelle rette per case di riposo e protette. Assisteremo gli anziani soli ed indigenti.

Affiancheremo l'Università e le imprese nella realizzazione di percorsi formativi rivolti ai giovani diplomati e laureati in cerca di lavoro. Per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro organizzeremo corsi estivi rivolti ai giovani, fruendo delle strutture scolastiche vuote, con riferimento a talune specializzazioni professionali (FPGA, microcontrollori, Visual Basic e VBA, programmazione HTML ed analoghe in altri settori merceologici). Daremo l'accesso gratuito alla banda larga wi-fi in centro storico.

8 - Servizi sociali, accoglienza, integrazione, sicurezza, giustizia.

Le nostre comunità sono state interessate negli ultimi anni da grandi mutamenti nel quadro demografico e socioeconomico che hanno creato nuovi bisogni. L'invecchiamento della popolazione, la contrazione e l'aumento dei nuclei familiari con esigua relazione parentale, i flussi migratori, l'aumento delle forme di lavoro non stabili, la riduzione drammatica del potere d'acquisto dei salari e delle pensioni, l'iniqua distribuzione della ricchezza, l'attuale crisi economica, che incombe sui lavoratori e le famiglie, impongono un significativo cambiamento delle politiche sociali, per lo sviluppo di una società solidale, coesa e dinamica.

Riteniamo che una amministrazione debba promuovere la salute, il benessere, l'autonomia dei cittadini, dei nuclei familiari, della comunità locale. Difenderemo gli interessi dei più deboli (anziani, minori, disabili, persone con disagio economico e sociale) e salvaguarderemo i servizi primari anche nel sociale, con il medesimo impegno con cui garantiremo la tutela della salute e dell'ambiente e l'affermazione della moralità e della trasparenza dell'amministrazione della cosa pubblica. Contrasteremo la povertà e l'esclusione sociale. Promuoveremo i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con atti a tutela dei minori e con esperienze in grado di sviluppare la loro potenzialità e qualità di vita.

Promuoveremo progetti per il sociale, coinvolgendo insieme "anziani" e giovani, favoriremo la domiciliarità per il sostegno alla non autosufficienza, stanziando quote di bilancio più consistenti per i familiari che assistono, o per l'assistenza a pagamento (es. badanti). Provvederemo alla costruzione e/o ristrutturazione di edifici, per creare strutture socio-assistenziali, alloggi per anziani soli e alloggi sociali transitori per persone con momentaneo disagio economico e/o sociale.

Garantiremo la tutela dell'accesso al lavoro, alla scolarizzazione e alla fruizione dei servizi da parte dei cittadini diversamente abili. Per favorirne la mobilità adegueremo il servizio di trasporto pubblico, attualmente inefficiente e discriminatorio. Agiremo per eliminare l'inaccettabile presenza di barriere architettoniche.

Sosterremo le associazioni di volontariato, le cooperative sociali e le associazioni di promozione sociale, i circoli e i centri sociali, motori di aggregazione che diverranno i nostri punti di ascolto nel territorio ed interlocutori insostituibili per realizzare un nuovo welfare di comunità.

Siamo per l'accoglienza degli immigrati orientata all'integrazione sociale ed al rispetto delle regole. Favoriremo l'integrazione degli immigrati coinvolgendo i cittadini, le rappresentanze dei migranti, la scuola e l'università, le parti sociali ed economiche, l'associazionismo e il volontariato. Incentiveremo le associazioni miste italiani/immigrati, programmeremo l'assunzione nella Polizia municipale di personale delle varie etnie presenti in città, al fine di controllare "solidalmente" il territorio, avvieremo progetti di lavori socialmente utili anche con lavoratori stranieri. Favoriremo l'inserimento scolastico dei figli dei migranti e l'alfabetizzazione degli adulti, la riduzione degli ostacoli di natura sociale ed economica, lo scambio interculturale, per rendere possibile il futuro di una pacifica, coesa e solidale comunità multietnica. Investire in integrazione significa investire in sicurezza.

9 - Territorio, infrastrutture, piano strutturale, asta navigabile.


Ferrara da troppi anni è sottoposta ad una massiccia speculazione edilizia. Interi quartieri, in parte ancora non abitati, sono stati costruiti in assenza di una effettiva domanda abitativa. E spesso senza dotarli dei più elementari servizi, quali asili, scuole, negozi, ambulatori..

Ci batteremo per uno sviluppo urbanistico armonioso, rispettoso dell'ambiente e della salute, strettamente collegato alle effettive necessità di nuove costruzioni. Daremo priorità alle carenze infrastrutturali e nei servizi. Applicheremo il principio che il risparmio di territorio è un investimento.

La ripresa della competitività economica di Ferrara passa anche attraverso la disponibilità di infrastrutture urbane adeguate e la realizzazione di una città più attraente, in cui si viva meglio, di contesti urbani stimolanti. Creeremo più qualità urbana, più accessibilità diffusa, più servizi alle persone, più efficienza interna e competitività esterna.

Da anni sopportiamo costi rilevanti (economici e sociali) indotti dal protrarsi dell'abbandono in cui versano molte aree urbane (palazzo degli specchi, ex caserma in Cisterna del Follo, ex Agea, ex carcere, ex Mof, ..). Il riutilizzo delle aree dismesse, nell'ottica del riequilibrio delle funzioni di servizio, è uno dei temi centrali dell'urbanistica ferrarese. Dal governo o dall'opposizione ci batteremo per piegare le logiche del Psc a tali obiettivi.

Proteggeremo il centro commerciale naturale (piazze e strade con i negozi in centro storico), compensando l'impatto negativo e la concorrenza dei troppi centri commerciali attorno alle mura. La rivitalizzazione del centro storico serve anche ai fini della creazione di nuovi posti di lavoro.

Ci batteremo contro la costruzione dell'asta navigabile nel centro storico della città, una ferita profonda per il tessuto storico, un prezzo troppo elevato da pagare in nome del recupero delle sponde del canale, che tuttavia va perseguito con modalità meno invasive. Anche quest'opera, come Cona, come il Teatro Verdi e molte altre, è nata esclusivamente sull'onda di fondi regionali, che finora hanno foraggiato solo attività di progettazione pubblica e privata.



10 - Politica culturale, istruzione ed università, sport.


Articolo 34.2 della Costituzione Italiana: "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi; la Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio ed altre provvidenze." Siamo per una riforma della scuola e dell'Università che preveda maggiori risorse ed un loro impiego più qualificato, che elimini la mediocrità raccomandata, il nepotismo, le baronie e le corporazioni, che esalti il merito e la qualità della ricerca e dell'insegnamento, che coinvolga studenti e corpo insegnanti nella gestione del cambiamento.

Collaboreremo con Provincia, Regione e Stato per realizzare la migliore scuola, la migliore università e la migliore attuazione delle pratiche sportive; ma ci orienteremo, nelle scelte e nelle alleanze, al rispetto imprescindibile dell'opzione politica richiamata nel precedente punto.

La politica culturale sul territorio è competenza dell'ente locale, limitata soltanto dalla disponibilità di risorse reperibili, vero strumento di governo della politica culturale locale. Non ci schieriamo acriticamente contro i grandi eventi, ma li sottoporremo ad una mirata analisi che ne certifichi la compatibilità con le risorse della città e del territorio, con il gradimento dei cittadini e con la fruibilità vera, intesa come diritto inalienabile dell'intera popolazione locale. Diversamente dal passato non riproporremo l'insopportabile rapporto costo beneficio dei grandi eventi i quali, per il solo fatto di essere grandi e dispendiosi, hanno drenato tutte le risorse altrimenti destinabili ad altra e più ampia produzione di eventi culturali.

Non finanzieremo solo Teatro Comunale, Ferrara Musica, l'Istituto di Studi Rinascimentali, la gestione dei musei e delle civiche gallerie, degli archivi e delle biblioteche. Avremo grande attenzione per la composita realtà di cenacoli, associazioni, circoli e club culturali, e per la loro produzione di diffusi eventi teatrali, musicali, di danza, di letteratura, d'arte, di valorizzazione delle tradizioni locali, il più delle volte di indubbia qualità artistica e culturale, e sempre gradite dalla popolazione. Intendiamo contribuire alla crescita di tale tessuto, strappandolo dal precariato, ed al consolidamento e ad una affermazione vera, con un'oculata politica, rigorosamente selettiva e premiante la credibilità di progetti e d'azione, anche pluriennali, di cui ognuno di questi operatori sarà invitato d'essere portatore. Offriremo periodicamente le sale pubbliche (Estense, Boldini, Ponte) a manifestazioni dilettantistiche in vari campi (poesie, canto, karaoke, musica, danza).

Nell'ambito del diritto allo studio, inteso anche come pratica delle discipline sportive, rientrano l'adeguamento strutturale di alcune palestre e la possibilità di fruire delle strutture sportive pubbliche del territorio, anche per gli alunni delle scuole materne/elementari, medie e superiori. Opereremo per la diffusione di un'adeguata abilità natatoria, come avviene in tutta Europa, dove le istituzioni sono sensibili all'educazione sportiva ed in particolare al nuoto, considerato disciplina obbligatoria.

Ci batteremo affinché il Comune eserciti un maggior controllo sulla qualità del servizio nelle strutture sportive di proprietà, controllo attualmente inesistente e/o lasciato alle sole proteste dei cittadini.


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2 commenti

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  • Famiglie in difficoltà:scuola, libri, asili,sport GRATIS perchè almeno i giovani non devono essere penalizzati dai nostri errori.
    Sanzionare commercianti che praticano prezzi esagerati.
    Chi vende pane deve avere formati che costino 1euro/kg
    La pubbl.amm. Fe è piena di incapaci,che non sanno usare internet, chi non si aggiorna si trova un altro lavoro.
    Per l'ambiente, la teoria è buona, ma sappiamo tutti che inceneritore resterà e che montedison deve far lavorare migliaia di persone anche se ci avvelena da tanti anni.

  • da Per un nuovo Rinascimento lista civica di Torino

    Non un programma nazionale, ma un Metodo nazionale
    Il Metodo a cui dobbiamo insieme lavorare è quindi un nuovo modo di pensare e di fare politica. È un Metodo che, detto in due parole, deve riaffermare termini oggi in disuso come democrazia e partecipazione. Democrazia partecipativa, appunto.
    Ma, se la partecipazione è un valore che noi tutti riconosciamo, dovremo essere concreti, individuando ed attuando quegli strumenti e quelle procedure che ci consentano di non cadere nell'utopia irrisoluta ed includente dell'assemblearismo spinto. Parimenti, se anche la democrazia è per noi un valore, dovremo evitare di cadere nella cieca arbitrarietà della democrazia diretta, che non riconosce altri principi ed altri valori al di fuori della semplice ed effimera espressione numerica di una maggioranza (incerta e variabile nel tempo); e che si presta anche alle derive populistiche della politica ben evidenti in Italia e nel mondo.
    D'altro canto, non dovremo cedere ad intenti direttivi e autoritari, dovremo evitare di darci un'organizzazione verticistica simile alle attuali strutture di partito, in cui le segreterie decidono autonomamente, prescrivono il programma e dettano la linea alla base. In questo senso è necessario riconoscere che finora questo Movimento non ha affrontato seriamente il problema dell'organizzazione e del Metodo e che continuando su questa strada l'unico esito possibile, oltre all'abbandono di molti partecipanti, è la riedizione di un partitino ambientalista trent'anni in ritardo. Bisogna quindi porsi subito il problema di come definire il Metodo coinvolgendo tutti coloro che si riconoscono nei valori del progetto.

    Il Metodo che dobbiamo costruire deve garantire una struttura operativa orizzontale, fondata su una serie di principi e di regole non negoziabili, all'interno della quale possa svilupparsi ed agire una rete di cittadini attivi, secondo il principio base della democrazia partecipativa: non affidarsi né a una casta politica né a un plebiscito di masse televisive, ma attribuire le scelte a quei cittadini che, mediante una partecipazione continua e informata, dimostrino l'interesse e la capacità di occuparsi della cosa pubblica, garantendo che ogni cittadino abbia il diritto e i mezzi necessari per poter diventare un cittadino attivo sulle questioni che lo interessano.
    È quindi necessario individuare e definire insieme una prospettiva politica condivisa, fatta di valori e principi caratterizzanti, e di conseguenza individuare e definire un'organizzazione coerente con tali principi, puramente funzionale e non direttiva, capace di offrire gli strumenti utili per il confronto, per lo scambio di idee, per l'azione comune. Valori e principi, regole e strumenti.

    un suggerimento sulla Metodologia Condivisa da: http://www.listeciviche.org/mediawiki/index.php?title=Metodologia_Condivisa

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