Archivio dei post di Novembre 2013


Figline Valdarno - 

"Porcellino Est" ancora a secco. Il gioco delle 3 carte ..... sulla pelle e la salute dei cittadini. I lavori per portare l'acqua potabile sono di nuovo fermi: le tubazioni sono sparite.

Lunedì alle 15, tour della vergogna nella zona, organizzato dal M5S con la stampa ed i residenti.

Porcellino Est, l'Amministrazione Comunale celebra il proprio "8 settembre": "Ha scelto di defilarsi o per meglio dire di scappare di fronte alle proprie responsabilità" attaccano i deputati Massimo Artini e Samuele Segoni. Il Movimento 5 Stelle sosterrà i cittadini con tutti i mezzi e preannuncia azioni ancora più incisive. E annuncia per lunedì un tour con i cittadini e la stampa.

"Oggi i lavori per il posizionamento delle tubazioni ripartiti lunedì scorso per portare l'acqua potabile ai residenti dell'area Porcellino Est sono di nuovo fermi: non c'è traccia degli operatori che per 4 giorni hanno interrato circa 100 metri di tubazione" così dichiara il consigliere comunale Andrea Frallicciardi del Movimento 5 Stelle.

"Come da un copione consolidato da mesi di "messa in atto" - affermano i deputati del Movimento 5 Stelle Massimo Artini e Samuele Segoni, membro della commissione Ambiente della Camera - i "professionisti dell'avanspettacolo" continuano la recita: l'ultima battuta di questo triste spettacolo, che si regge sulla pelle e la salute dei cittadini ed il loro diritto irrinunciabile all'acqua potabile, prevede l'improvvisa scomparsa dei tubi destinati da Publiaqua ai lavori".

"Sì, è incredibile ma è proprio così - continuano i deputati Artini e Segoni- improvvisamente non ci sono più tubi, ma l'assessori Sbarriti, prima di eclissarsi, aveva dichiarato nel Consiglio Comunale del 17 settembre u.s. quanto segue: "Con questa ultima progettazione l'azienda Bindi farà all'interno del comparto su iniziativa pubblica e privata per quanto riguarda la decisionalità e le concessioni e gli accordi ma su spesa esclusivamente ed economicamente a carico dell'azienda Bindi ad esclusione di quanto riguarda la parte della tubatura che è stata messa a disposizione da Publiacqua, si parla di un intervento di 29 mila euro di tubatura, e azienda Bindi farà i dovuti lavori".

"Le parti in causa devono fornire una risposta in merito e pretenderemo da tutti i soggetti interessati il rispetto degli impegni assunti -proseguono i deputati Artini e Segoni - in quanto i media, le Istituzioni ed i cittadini devono sapere che dopo comunicati stampa, una decina di riunioni, con il coinvolgimento di Amministratori, tecnici comunali e soggetti privati, non possiamo continuare a giocare. Continueremo a sottolineare l'inefficienza e l'assordante silenzio degli Amministratori del Comune di Figline - ci riferiamo in particolare al Sindaco Nocentini ed all'assessore Sbarriti - che, oltre alle tante e belle parole spese, non hanno saputo amministrare una vicenda così delicata e a far rispettare gli impegni assunti con i cittadini".

"Sia chiaro, infine - concludono i deputati Artini e Segoni - che aspettiamo ancora risposte chiare sull'assetto dell'area, sull'impatto ambientale e sui risvolti urbanistici delle attività presenti. Deve essere chiaro che non ci fermeremo fino a quando le problematiche dell'area Porcellino Est non saranno definitivamente risolte."

Di conseguenza, il Movimento prosegue con l'operazione "Fiato sul Collo": il deputato Samuele Segoni effettuerà un ulteriore sopralluogo nell'area lunedì 2 dicembre p.v. ed illustrerà in una conferenza stampa sul posto - alle ore 15.00 - le problematiche e le nuove iniziative che saranno avviate.

"Resta inteso - conclude Segoni - che tutti i rappresentanti delle forze politiche sono invitati a partecipare al tour della vergogna, al pari degli Amministratori, se - caso mai - decidessero di mostrarsi nuovamente in pubblico".

Ufficio stampa M5S Figline Valdarno


Figline Valdarno - 

Dopo l'assemblea al Circolo Fanin, ripartiti i lavori a Porcellino Est. Sopralluogo del deputato Samuele Segoni: "L'operazione Fiato sul Collo comincia a dare i suoi frutti. Il Movimento 5 Stelle di fatto si sta sostituendo all'amministrazione comunale al momento latitante. Ma continueremo a controllare settimanalmente l'avanzamento dei lavori".


Ripartiti i lavori per l'allacciamento alla rete idrica di Porcellino Est. Lo ha appurato il deputato del Movimento 5 Stelle Samuele Segoni che ha effettuato ieri pomeriggio un sopralluogo nella zona, accompagnato da alcuni residenti.

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>Sopralluogo dell' On.Samuele Segoni - membro della Commissione Ambiente >


Dopo l'incontro pubblico organizzato sabato al Circolo Fanin il Movimento 5 Stelle ha ritenuto opportuno verificare che quanto annunciato dal rappresentante della ditta Bindi - "I lavori inizieranno lunedì" - corrispondesse a verità.

Ed effettivamente ieri i lavori sono ripresi, dopo tanti ritardi e problemi, con i residenti che ormai da decenni fanno i conti con problemi sanitari e ambientali, chiedendo all'amministrazione che le loro abitazioni vengano allacciate alla rete idrica.

Come da accordi, la ditta Bindi ha riaperto ieri il cantiere in quella striscia di terra nel Comune di Figline, proprio al confine con San Giovanni. Ed il "blitz" è stato necessario per verificare da vicino i lavori e l'installazione delle tubazioni: "Il Movimento 5 Stelle prosegue nella propria operazione di "Fiato sul Collo" sostituendosi di fatto all'Amministrazione comunale che, in questa vicenda così come in numerose altre, è risultata colpevolmente latitante. Abbiamo verificato che gli escavatori sono entrati in funzione, anche se non ci sono ancora certezze su quando i residenti avranno finalmente l'acqua potabile nelle proprie abitazioni" fanno notare il capogruppo Andrea Frallicciardi ed i deputati Samuele Segoni e Massimo Artini.

Il Movimento 5 Stelle però non grida alla vittoria e non si dichiara soddisfatto. Del resto, non potrebbe essere altrimenti: "Purtroppo la storia di Porcellino Est - proseguono i tre esponenti - è costellata di promesse non mantenute, di lavori bloccati e di tanti contrattempi. Per questo è necessario adesso continuare nell'operazione "Fiato sul Collo" e monitorare periodicamente l'avanzamento dei lavori. In consiglio comunale, l'amministrazione promise che entro il 31 dicembre prossimo le abitazioni sarebbero state allacciate alla rete e questo per noi rimane il termine ultimo dei lavori che non può essere superato. Ritrovarsi nel 2013 con una zona completamente a secco di acqua potabile è scandaloso e per questo - conclude il M5S - non sono ammessi altri ritardi".

Massimo Artini, Andrea Frallicciardi, Samuele Segoni >foto_giornale_nazione_firenze


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E' un dato di fatto, nessuno si occupa della salvaguardia del nostro territorio .
Ci troviamo sempre più spesso di fronte a tragedie facilmente pronosticabili ed a pagarne le spese sempre e solo i cittadini contribuenti. Coloro che lavorano dalla mattina alla sera, che pagano fino all'ultimo centesimo di tasse, ai quali spetterebbe quanto meno il sacrosanto diritto di potersi coricare tranquilli a fine giornata sicuri del fatto che le amministrazioni locali, investano correttamente i soldi delle loro tasse, nella pulizia degli argini, dei tombini , delle fognature, nel controllo del territorio in generale.
L'ultima inverosimile tragedia sarda poteva benissimo non essersi mai concretizzata. Come?
Seguendo quelle che sono le proposte del M5S, regolarmente bocciate dalle altre forze politiche che, a quanto pare preferiscono occuparsi d'altro piuttosto che della salute e della sicurezza ambientale dei propri concittadini.

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Non si tratta di approvare nuove leggi, ma semplicemente di adottare il principio di precauzione, che deriva semplicemente dall'applicazione dell'articolo 191 del Trattato europeo, in base al quale gli interventi sull'ambiente debbono ubbidire ai "principi della precauzione e dell'azione preventiva .... dei danni causati all'ambiente".
A tale proposito, il Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4227, del 21 agosto 2013, prevede addirittura una diretta applicabilità del Principio di Precauzione, in quanto lo stesso discende direttamente dal Trattato Ue che, per ciò solo, costituisce criterio interpretativo valido in Italia, a prescindere da singoli atti di recepimento delle direttive in cui esso si compendia. Tale principio obbliga le Autorità competenti ad adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell'applicazione delle migliori tecniche proprie del principio stesso. L'applicazione del principio di precauzione comporta che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un'attività potenzialmente pericolosa, l'azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali.
Edo Ronchi, attuale sub-commissario 'ambientale' per l'Ilva, scriveva nel 2005 (tratto da: Il territorio italiano e il suo governo - Indirizzi per la sostenibilità di Istituto Sviluppo Sostenibile Italia - Edizioni Ambiente, 2005) quanto segue:

Il principio di precauzione
Non possiamo d'altra parte permetterci di trascurare una diagnosi anche se questa è incompleta: il principio di precauzione richiede che ogni decisione sulla gestione del territorio venga presa con il massimo margine di sicurezza possibile. Poiché la complessità dei sistemi ecologici (e l'imprecisione stessa delle scienze) non permette mai di avere un quadro completo delle conoscenze, né di prevedere con esattezza lo sviluppo delle dinamiche dei sistemi, il principio di precauzione richiede che si agisca avendo sempre come riferimento lo scenario più prudente tra quelli possibili, quello che corrisponde all'attuale livello di dubbio nella conoscenza delle situazioni e nella previsione dei fenomeni futuri. La vera precauzione è nell'agire con i metodi della programmazione dinamica e della pianificazione in presenza di incertezza. È lo stesso principio che suggerisce di limitare la velocità di un'auto per prevenire incidenti gravi.
Precauzione significa limitare gli interventi sul territorio a quelle azioni delle quali possiamo ragionevolmente prevedere effetti non distruttivi e delle quali possiamo comunque assicurare la compatibilità. Poiché i sistemi ecologici sono regolati da un gran numero di interrelazioni con un alto grado di stocasticità, i modelli deterministici di previsione sono inutilizzabili. I modelli probabilistici, meno grezzi, sono spesso limitati dalla scarsità di informazioni sui parametri in gioco e sulle funzioni che li collegano.
Adottare il principio di precauzione su basi scientificamente fondate, specialmente quando i danni temuti possono essere seri, consente di ridurre i rischi e gli errori di valutazione. Il principio di precauzione è codificato in accordi e convenzioni internazionali importanti, a cominciare dalla Convenzione internazionale sulla biodiversità, e costituisce il riferimento più efficace finora disponibile per guidare l'azione antropica nella complessità delle dinamiche dei sistemi naturali.
Seguendo questo principio le risorse naturali devono essere considerate e gestite come risorse limitate, d'importanza vitale per l'uomo e la biosfera, la cui quantità e qualità devono essere gelosamente e continuamente salvaguardate con politiche volte a controllare e, ove possibile, a ridurre o azzerare sprechi, distruzioni e processi di inquinamento e di degrado evitando interventi dagli esiti incerti o non adeguatamente valutabili. La stessa esigenza si pone nei confronti del patrimonio paesistico e culturale come componente essenziale della qualità della vita ed espressione irrinunciabile dell'identità e della storia delle comunità locali e della collettività nazionale. Adottare il principio di precauzione nella gestione del territorio significa attribuire, nella scala delle valutazioni, un elevato livello di priorità alle qualità dei suoi assetti. Tale livello di priorità non deriva tanto e solo dall'aggravamento dei fattori di rischio - pure presente - ma dall'accresciuta percezione pubblica di tali rischi e dalla domanda diffusa di elevata qualità territoriale e ambientale. Solo l'adozione consapevole del principio di precauzione consente di praticare un livello elevato di tutela del territorio, in sintonia con la nuova percezione dei rischi e la nuova domanda sociale di qualità."

Purtroppo tale principio non viene preso in considerazione ed applicato.
A titolo esemplificativo, Il Consiglio Comunale di Figline Valdarno, a Luglio 2013, prima quindi degli avvenimenti alluvionali del 21 Ottobre 2013 di Figline Valdarno, ha bocciato compatto la nostra mozione "applicazione principio di precauzione' nei procedimenti amministrativi inerenti la localizzazione e la realizzazione di attività produttive"
Il principio di precauzione è un passaggio fondamentale che deve essere applicato da qualsiasi amministrazione di buon senso, e se lo fosse stato, adesso non saremo qui a piangere morti, ed a spendere milioni di soldi pubblici per le ricostruzioni. Lo scopo è quello di "investiamo prima" per vivere bene dopo. Ad oggi invece, si fa l'esatto contrario.
Quali erano gli obiettivi legati alla nostra mozione?

1) Principio di precauzione (art. 191 Lisbona , ex art. 174 TCE) è' uno dei principi più importanti, introdotto a livello comunitario col Trattato dell'UE, ma già presente a livello internazionale: nella Dichiarazione di Rio del 1992 questo principio è stato declinato nel seguente modo: gli stati, al fine di proteggere l'ambiente, devono largamente applicare il principio di precauzione adottando una serie di misure preventive ancor prima che abbia inizio un processo di degrado ambientale.

2)L'intento è quello di creare aree industriali coerenti in tutto e per tutto con il nostro territorio;

3)Grazie all'applicazione del Principio di precauzione avremmo un'attenzione maggiore relativamente all'impatto sanitario in senso lato - ant e post insediamento, tenuto conto che la valutazione di impatto sanitario non è un'attività espressamente prevista come processo a sé dalle norme ambientali o sanitarie (si prevedono pareri sanitari se richiesti o dovuti ad esempio per la L.152/06 per l'analisi di rischio sanitario nelle bonifiche dei siti contaminati). In sintesi, attualmente , per legge, NON è obbligatoria la valutazione di impatto sanitario in fase di costruzione di nuovo insediamento industriale. D'altro canto aumentano sempre più le istanze sociali relative all'approfondimento degli impatti sulla salute di impianti e progetti.

4) Grazie all'applicazione del Principio di precauzione, avremmo la possibilità di analizzare con più attenzione le attività produttive insalubri già previste dal D.leg. del '94.

5)E' opportuno per tutti noi procedere con la creazione di insediamenti industriali individuando prioritariamente i contesti idonei e tutte le potenziali ricadute sulla popolazione e sull'ambiente.

6)Per quanto riguarda la nascita di qualsiasi tipo di insediamento, la priorità è quella di coinvolgere in primis la cittadinanza (principio di concertazione).

7)L'intento , non è quello di bloccare o rallentare la creazione di nuovi insediamenti industriali, tutt'altro: intende favorire la coesistenza tra insediamenti civili ed insediamenti industriali, tra ambiente ed urbanizzazione.
La mozione del M5S ,rispecchia le attenzioni delle amministrazioni più avanzate nei confronti del territorio e della popolazione.

Dobbiamo rimettere al centro dell'economia l'uomo e l'ambiente in cui opera: un connubio imprescindibile che quando viene meno genera disastri: l'ILVA di Taranto, ma anche le aree da bonificare nel nostro territorio (il Porcellino Est a Figline Valdarno ) dovrebbero insegnarci qualcosa.


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• Interrogazione del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "parcheggi in sosta vietata al Matassino nel giorno di mercato".
• Interrogazione del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "individuazione dei 'soggetti' di riferimento a fronte del ritrovamento di cani abbandonati e/o randagi".
• Interrogazione del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "sosta giostrai in area non attrezzata adiacente via Kennedy".
• Interrogazione del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "situazione di degrado piazza Caduti di Nassiriya e giardino pubblico limitrofo".
• Interrogazione del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "eventi alluvionali del 21 ottobre 2013".
• Mozione del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "estendere il divieto di fumo negli spazi pubblici e/o aperti al pubblico".
• Mozione dei Capigruppo Frallicciardi, Mugnai e Trambusti (Gruppi Consiliari MoVimento 5 Stelle, Salvare il Serristori-UDC, Più Toscana): "mantenimento, potenziamento e salvaguardia dell'Ospedale Serristori (Figline Valdarno) come presidio per acuti di primo livello integrato nella rete ospedaliera dell'ASL 10 a fronte dei bisogni socio-sanitari della popolazione del Valdarno Fiorentino".
• Ordine del Giorno del Capogruppo Frallicciardi (Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle): "introduzione di incentivi fiscali, a decorrere dal 2014, nelle norme di applicazione dell'Imu e della Tares a favore delle attività commerciali e di pubblico spettacolo che si impegnano a no istallare nei propri locali slot machine e videopoker.


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Frallicciardi: "Via libera a sgravi fiscali per i locali senza macchinette"

Lotta alle slot machine e alla cosiddetta ludopatia: il consiglio comunale di Figline ha approvato un Ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle. "La nostra proposta dettata dal buon senso ha ricevuto un consenso unanime dalle forze politiche: abbiamo proposto sgravi fiscali per quelle attività che decidono virtuosamente di non tenere queste macchine mangiasoldi all'interno dei propri locali" spiega il capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Frallicciardi.
"Il consiglio comunale - sottolinea l'esponente di opposizione - ha preso atto del reale problema di salute e di ordine pubblico creato dal gioco d'azzardo. Un fenomeno che ha assunto dimensioni preoccupanti a Figline, ormai diventata come molte città italiane un vero e proprio casinò".
La proposta del Movimento è quella di una riduzione delle tasse a favore dei locali commerciali e di pubblico spettacolo senza slot. Il documento emendato, invita la Commissione specifica "a formulare di conseguenza una proposta con riferimento al prossimo esercizio finanziario 2014 da sottoporre all'attenzione del Consiglio Comunale e successivamente anche al nuovo Consiglio del Comune Unico". Allo stesso tempo "ad incrementare i controlli degli organi competenti per garantire il rispetto delle leggi in materia di giochi d'azzardo elettronici". Misure concrete insomma per prevenire e limitare la cosiddetta ludopatia: "Adesso - prosegue Frallicciardi - sarebbe opportuno che il Comune di Figline emettesse anche un'ordinanza come avvenuto a Rignano e Pontassieve per limitare le aperture di sale da gioco in questo periodo di vacatio legis, in attesa dell'entrata in vigore della legge regionale pubblicata sul BURT il 28 ottobre 2013 che disciplina la materia".

Bocciata invece un'altra mozione presentata dal Movimento 5 Stelle: "La maggioranza è andata letteralmente in fumo" sottolinea il capogruppo figlinese. Infatti il documento contro il fumo nelle aree pubbliche del territorio comunale, utilizzate e frequentate in particolare dai bambini, è stata respinta alla seconda votazione. Il sindaco si è schierato a favore della mozione per il divieto all'interno di giardini, parchi, aree pertinenziali di scuole, asili, strutture sanitarie ed edifici pubblici, ma molti consiglieri del centro-sinistra non hanno fatto altrettanto ed è finita in parità: sei voti favorevoli contro sei contrari".
"Purtroppo - conclude Frallicciardi - alla seconda votazione è rientrata in aula la consigliera della maggioranza Pancrazi che ha dato il proprio voto contrario, facendo vincere sul filo di lana la lobby dei fumatori e mettendo in minoranza per la prima volta il proprio Sindaco".

SCARICA QUI LA MOZIONE SUL - DIVIETO DI FUMO NEGLI SPAZI PUBBLICI E APERTI AL PUBBLICO

Ufficio stampa MoVimento 5 Stelle Figline Valdarno


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VITTORIA! Il Consiglio Comunale ha approvato l' ORDINE DEL GIORNO presentato dal consigliere Andrea Frallicciardi :Introduzione di incentivi fiscali, a decorrere dal 2014, nelle norme di applicazione dell'Imu e della Tares a favore delle attività commerciali e di pubblico spettacolo che si impegnano a non installare nei propri locali slot machine e videopoker.

scarica il documento in pdf

PREMESSO CHE:

• le slot machines elettroniche sono sempre più diffuse nei bar, nelle tabaccherie, in alcuni circoli e nei centri scommesse;
• tali apparecchi hanno sostituito quasi del tutto gli altri giochi tradizionali e inducono singole persone a spendere ingenti somme giornaliere, spesso sottraendole alle primarie esigenze familiari;
• attualmente si stimano più di 15 milioni di giocatori abituali, di cui 3 milioni a rischio patologico e circa 800.000 già patologici;
• lo Stato spende annualmente milioni di euro per curare i dipendenti da gioco patologico;

CONSIDERATO CHE:


• le attuali difficoltà economiche spingono un numero sempre più crescente di persone a cercare una via d'uscita tentando la fortuna con il gioco d'azzardo elettronico, peggiorando ulteriormente la loro situazione economica;
• è fondamentale promuovere iniziative informative e culturali, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto, utilizzando tutti i possibili strumenti disponibili, con l'obiettivo prioritario di proteggere i più deboli e garantire la sicurezza urbana nell'interesse della comunità;
• uno strumento per proseguire una politica diretta all'affermazione di quanto sopra può essere la previsione di incentivi fiscali (IMU e TARES) a favore dei locali commerciali e di pubblico spettacolo senza slot;


TENUTO CHE:


• numerosi comuni hanno già adottato o sono in procinto di adottare analoghe iniziative (si citano, ad esempio, Bologna tra i grandi comuni e Montevarchi tra i comuni limitrofi);
• la competenza a deliberare le aliquote dell'IMU, comprese eventuali detrazioni, è del Consiglio comunale (art. 13, comma 6, del D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011);

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA LA COMMISSIONE COMPETENTE AL FINE DI:

• a prendere atto che il gioco d'azzardo elettronico è diventato un reale problema di salute e di ordine pubblico e conseguentemente a studiare idonee azioni per contrastare questo fenomeno, compresa l'adozione di incentivi fiscali attraverso una possibile riduzione su IMU e TARES a favore dei locali commerciali e di pubblico spettacolo senza slot;
• a formulare di conseguenza una proposta specifica con riferimento al prossimo esercizio finanziario 2014 da sottoporre all'attenzione del Consiglio Comunale e successivamente del nuovo Consiglio del Comune Unico;
• ad incrementare i controlli degli organi competenti per garantire il rispetto delle leggi in materia di giochi d'azzardo elettronici;
• ad inviare al Sindaco ed al Presidente del Consiglio di Incisa In Val D'Arno un invito formale per rendere proprio questo ordine del giorno, in quanto Comune partecipe al processo di fusione;
• ad informare la cittadinanza, tramite apposito comunicato, di questa iniziativa.