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Figline Valdarno - 

I deputati del MoVimento 5 stelle Massimo Artini e Samuele Segoni hanno incontrato Pirelli: "confronto aperto sullo stabilimento di Figline".

Pirelli Figline Valdarno

Il Movimento 5 Stelle ha incontrato ieri pomeriggio la dirigenza della Pirelli per chiedere chiarezza sul futuro dello stabilimento di Figline. I deputati valdarnesi Massimo Artini e Samuele Segoni hanno infatti avuto un confronto diretto con Filippo Maria Grasso responsabile per i rapporti istituzionali di Pirelli.

Un confronto franco e aperto: il responsabile ha ribadito che la trattativa con Bekaert è una trattativa esclusiva in stato avanzato "ma che allo stesso tempo non vede le condizioni un futuro così nero per lo stabilimento di Figline" riportano Massimo Artini e Samuele Segoni.

"In particolare Filippo Maria Grasso ha sottolineato che Pirelli ha previsto nella trattativa di cessione - operazione avviata a maggio e che è praticamente nella fase conclusiva - garanzie occupazionali a Figline per almeno i prossimi tre anni. Garanzie che non sarebbero state fornite per gli altri stabilimenti esteri. Ma sempre Pirelli ha sottolineato che si tratta di una operazione non finanziaria ma puramente industriale e che quindi il gruppo belga non compra per chiudere Figline" proseguono Artini e Segoni riportando quanto raccolto dall'incontro.

"Il messaggio di Pirelli è chiaro: è compito della politica e delle istituzioni, a tutti i livelli, creare le condizioni affinché Bekaert si mantenga a Figline a lungo. Questo vuol dire tornare a discutere e ad attuare una politica industriale seria e autorevole, che ormai in Italia manca da decenni, in cui le istituzioni riescano ad armonizzare da una parte gli interessi di chi investe in Italia, dall'altra il diritto ad un lavoro dignitoso, evitando contrapposizioni strumentali ed ideologiche" ribadiscono Artini e Segoni.

"Abbiamo ritenuto importante in questa fase storica per la realtà figlinese, parlare direttamente con Pirelli per capire lo stato della vertenza e allo stesso tempo lanciare un messaggio inequivocabile: i lavoratori non sono soli, ma sostenuti dalle istituzioni e gruppi parlamentari. Riteniamo allo stesso tempo positiva la disponibilità mostrata dalla multinazionale italiana ad interloquire con le forze politiche e sindacali. Allo stesso tempo ribadiamo vicinanza e solidarietà ai circa 600 dipendenti - compreso l'indotto - coinvolti nella vertenza e pensiamo che queste condizioni possano essere solo l'inizio di una trattativa aperta sullo stabilimento valdarnese. Come sottolineato dai rappresentanti sindacali nel corso del Tavolo dello Sviluppo Economico - concludono Massimo Artini e Samuele Segoni - è adesso quanto mai fondamentale aprire un confronto diretto con l'acquirente e conoscere quanto prima il nuovo piano industriale. E ci stiamo già muovendo in questa direzione".


Figline Valdarno - 

E' un commento ironico quello del Movimento 5 Stelle che ha presentato una interrogazione in Parlamento. A firmarla sono i deputati Samuele Segoni, Massimo Artini, Alfonso Bonafede e Federica Daga che hanno voluto rilanciare questo tema molto sentito dai cittadini e che prende spunto da un'analoga interrogazione che era stata presentata in consiglio comunale a Figline da Andrea Frallicciardi.

Le reti civiche italiane, ed anche quelle valdarnesi, fanno acqua da tutte le parti ed in larga parte non rispettano il decreto legislativo numero 33 del 14 marzo 2013 - Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Niente infatti sembra che sia cambiato con l'entrata in vigore delle nuove normative nazionali.
"Il nuovo decreto - sottolineano i deputati - ha l'obiettivo di favorire la prevenzione della corruzione, attivare un nuovo tipo di "controllo sociale" (accesso civico), sostenere il miglioramento delle performance, migliorare l'accountability dei manager pubblici e abilitare nuovi meccanismi di partecipazione e collaborazione tra amministrazione e cittadini. Riconosce così l'alta funzione della rete civica permettendo ai cittadini di vigilare, non solo sul corretto adempimento formale degli obblighi di pubblicazione, ma soprattutto sulle finalità e le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche".
"I dati però - sottolineano i parlamentari del Movimento 5 Stelle - sono impietosi, a testimoniarlo c'è un sito di monitoraggio permanente lanciato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione: la Bussola della Trasparenza (http://www.magellanopa.it/bussola/), che "ricerca e consulta le informazioni ed i servizi delle PA che vengono pubblicati nelle sezioni dei siti web istituzionali, in conformità alle regole ed agli standard definiti nei contenuti minimi delle linee guida dei siti web delle amministrazioni".
"Sulla bellezza di 65 indicatori su riordino della trasparenza, numerosi sono quelli non rispettati dai Comuni valdarnesi a cominciare da Castelfranco e Pian di Scò, fino a Loro, senza contare Figline ed Incisa che in questi primi giorni di fusione sono rimasti praticamente senza rete civica".
"Un fatto grave che testimonia, al di là dei proclami, lo scarso impegno delle amministrazioni comunali su un tema così fondamentale. Quali sono i motivi delle inadempienze? Il risultato mette in risalto l'opacità che ancora pervade la cosa pubblica italiana ed anche valdarnese, con poche e marginali eccezioni. Una opacità che favorisce comportamenti come quelli recentemente scoperti a San Giovanni, con la magistratura che indaga sul saccheggio delle casse del Comune. Per questo, come ribadito nella nostra interrogazione - concludono Samuele Segoni e Massimo Artini - è necessario che il Ministero metta immediatamente in atto strumenti che disincentivino la mancanza di pubblicazioni e trasparenza sulle reti civiche".

Scarica l'interrogazione Parlamentare firmata dagli On.Samuele Segoni, Daga Federica, Artini Massimo, Bonafede Alfonso

Scarica l' Interrogazione - Applicazione Decreto legislativo 14 marzo 2013 n 33-2.pdf discussa dal consigliere Andrea Frallicciardi nel Comune di Figline Valdarno


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Il deputato del Movimento 5 Stelle Samuele Segoni partecipa allo sciopero dei lavoratori Pirelli a Roma: "Arroganza, mancanza di un adeguato profilo sociale e completo disinteresse per il destino dei propri lavoratori. La Pirelli conferma l'intenzione di cedere la divisione Steelcord al gruppo belga Bekaert e non fornisce rassicurazioni sullo stabilimento di Figline". "Adesso il Ministero dello Sviluppo Economico svolga la propria funzione e si faccia finalmente valere nei confronti delle multinazionali italiane". E' questo il commento del Movimento 5 Stelle in merito alla vertenza Pirelli di Figline. Il deputato Samuele Segoni ieri mattina ha partecipato al presidio dei lavoratori che manifestavano sotto la sede del MISE e, a differenza dei deputati del Pd, David Ermini ed Elisa Simoni, non è stato invitato a partecipare al tavolo. Il deputato del Movimento 5 Stelle ribadisce la propria solidarietà e vicinanza alle famiglie interessate dalla vertenza: "Vorrei che le cose si risolvessero al meglio per i dipendenti valdarnesi e del resto d'Italia ma sono pessimista: i politici che in questo momento stanno discutendo del futuro dei lavoratori non hanno un piano preciso, non hanno visione d'insieme e non hanno biglietti da visita rassicuranti. Appartengono alle stesse parti politiche che nei passati governi hanno favorito la delocalizzazione all'estero, hanno peggiorato le condizioni contrattuali dei lavoratori, hanno adottato politiche economiche che si sono ritorte contro gli italiani". "Purtroppo ad oggi - sottolinea Segoni - il lavoro del Mise e delle istituzioni non ha prodotto risultati concreti. Pirelli ha annunciato che la trattativa con Bekaert è in dirittura d'arrivo e nel frattempo le istituzioni, a cominciare dal Governo, non sono riuscite a mettere in atto un intervento deciso e concreto per la salvaguardia dello stabilimento figlinese e delle centinaia di posti di lavoro (compreso l'indotto). Oggi più che mai, il nostro territorio fa i conti con la mancanza di una politica industriale degna di questo nome, succube della spregiudicatezza delle proprie multinazionali. L'obiettivo è chiaro: svendere i gioielli dell'azienda per colmare voragini generate da operazioni finanziare fallimentari. Serve un cambio di rotta, immediato".

Trasparenza prima di tutto!


Figline Valdarno - 

Abbiamo fatto una cosa bellissima.
Nel merito e nel metodo.

Abbiamo presentato un'interrogazione al ministro per la pubblica amministrazione sullo stato dell'arte dell'effettiva applicazione del decreto legislativo n.33 del 14/03, il quale impone degli obblighi di trasparenza alla pubblica amministrazione. L'intento del nostro atto è di monitorare se effettivamente le forze politiche attualmente al potere stanno mantenendo gli impegni assunti sui quali è stata fatta molta pubblicità nell'ultimo periodo. Abbiamo chiesto quali azioni concrete s'intraprenderanno per ridurre la distanza tra Pubblica Amministrazione e cittadini. Nell'atto denunciamo in particolare che il sito 'Bussola della trasparenza', realizzato proprio a tale scopo dal Governo, in realtà è poco più che una buffonata: esso controlla solo la presenza di determinate pagine internet, prescindendo dai contenuti. In poche parole i comuni possono ottenere il punteggio di trasparenza massimo semplicemente creando delle pagine internet vuote, prive di qualsiasi informazione!

Ma la cosa più entusiasmante è il PROCESSO ed il METODO che ha portato a questa azione e ai possibili sviluppi futuri. Un processo sia "bottom-up" che "top-down" (dal basso verso l'alto e dall'alto verso il basso): tutto nasce dall'interrogazione di Andrea Frallicciardi, consigliere comunale del M5S a Figline Valdarno. I portavoce alla Camera Segoni e Daga sviluppano l'interrogazione in chiave nazionale e chiedono la collaborazione di altri attivisti locali per effettuare delle verifiche sui loro comuni, in modo da poterle integrare nell'interrogazione parlamentare a titolo esemplificativo. Il tutto viene coordinato anche con i consiglieri comunali di Roma, che a stretto giro hanno depositato un'interrogazione comunale sullo stesso tema, a prima firma Enrico Stefàno.

E' stato un esercizio molto utile che può servire a rodare i meccanismi interni del MoVimento 5 Stelle: attivismo, partecipazione, sponda bidirezionale tra realtà locale e Parlamento.

Nei link seguenti potete trovare l'interrogazione comunale originale, l'interrogazione parlamentare, e l'interrogazione comunale presentata a Roma. In questo modo speriamo di permettere di allargare questa azione ai comuni dove il M5S ha dei consiglieri comunali, in modo da spingere tutta l'Italia verso un rapporto più trasparente tra pubblica amministrazione e cittadini.

Scarica l' Interrogazione discussa dal consigliere Andrea Frallicciardi nel Comune di Figline Valdarno

Scarica l'interrogazione Parlamentare firmata dagli On.Samuele Segoni, Daga Federica, Artini Massimo, Bonafede Alfonso

Scarica l'interrogazione presentata nel Comune di Roma



Figline Valdarno - 

"Niente è stato fatto dalle amministrazioni comunali per lo smog. Solo proclami e belle parole, ma il problema delle Pm 10 è reale. Perché nessuno è intervenuto?".

"Niente è stato fatto dalle amministrazioni comunali per lo smog. Solo proclami e belle parole, ma il problema delle Pm 10 è reale. Perché nessuno è intervenuto?". Il Movimento 5 Stelle di Figline ed Incisa prende la parola ad alcuni giorni di distanza dall'intervento del portavoce del Comitato Pendolari Maurizio Da Re che aveva denunciato: "Il Valdarno è avvelenato dallo smog ma i cittadini non lo sanno perché la centralina di Incisa non è più in funzione".

"Carta purtroppo canta - sottolinea il Movimento 5 Stelle - Il 31 gennaio del 2013 l'assessore Danilo Sbarriti rispose ad un'intepellanza di Andrea Frallicciardi spiegando, con toni rassicuranti, che la competenza delle centraline è di Arpat che non aveva previsto installazioni in Valdarno, ma assicurando che la nuova variantina, le nuove rotonde e il bici-plan avrebbero ridotto gli effetti del traffico. E concluse sottolineando che aveva chiesto ad Arpat l'utilizzo di centraline mobili per rilevare le polveri nocive, ma che al momento non erano disponibili"

"Per quanto riguarda l'amministrazione siamo sempre stati sensibili a questo anche per rilevazioni degli inquinanti elettromagnetici e siamo stati anche capofila di queste iniziative, quindi cercherò di percorrere questa possibilità" concluse Sbarriti.

"Ad un anno di distanza - commenta con sarcasmo il Movimento 5 Stelle di Figline e Incisa - abbiamo verificato quanto fosse sensibile l'amministrazione Nocentini al problema.
Purtroppo i superamenti di Pm10 registrati nel 2012 ad Incisa sono paragonabili a quelli di Viale Gramsci a Firenze, ma nel 2013 non è stato possibile appurare il grado dell'inquinamento valdarnese. Il problema quindi non è risolto ma è solo stato nascosto dalla mancanza di rilevazioni. Purtroppo anche l'amministrazione incisana è stata latitante e sull'argomento non è stato redatto nessun documento ufficiale. Per questo ribadiamo la necessità di riattivare la centralina ad Incisa, prevedendo contemporaneamente l'installazione di una nuova in una zona ad alta intensità di traffico come potrebbe essere Matassino. Naturalmente con risorse dei quattro Comuni valdarnesi, come abbiamo previsto nel nostro programma elettorale. Solo così è possibile testare la qualità dell'aria che respiriamo. Lo smog è causa di gravi malattie a cominciare dai tumori per questo gli amministratori devono farsi carico del problema".

"Inutile dire come gli interventi di viabilità non abbiano minimamente risolto e nemmeno ridotto il traffico di Figline e di Incisa. La Variantina è ancora un oggetto misterioso, così come la mobilità ciclabile e la nuova rotatoria al casello autostradale. Mentre anche le nuove ed innumerevoli rotonde non rappresentano interventi risolutivi: oltre al controllo della qualità dell'aria è quindi necessario intervenire con misure concrete per abbattere l'inquinamento, cosa che non è stata fatta in questi anni".

"Come affermò l'assessore provinciale Crescioli, i Comuni avrebbero potuto riattivare con proprie risorse la centralina. Ma non l'hanno fatto: le dichiarazioni di un anno fa di Sbarriti - conclude il Movimento - sono quindi le classiche prese di posizione di circostanza. Parole forse dette con la speranza che qualcuno se le dimenticasse".

Scarica l'interpellanza discussa in consiglio comunale nel gennaio 2013 dal consigliere Andrea Frallicciardi

Scarica il verbale del Consiglio Comunale con la risposta dell'assessore Sbarriti del 31 gennaio 2013