M5S presente alla fiaccolata in difesa del Serristori. Consiglieri regionali, comunali, e attivisti tutti in corteo per dire basta alla nefasta politica sanitaria del PD


Figline Valdarno - 

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A pochi giorni dalla fiaccolata per manifestare il sostegno al presidio ospedaliero Serristori i consiglieri regionali, comunali e gli attivisti del territorio, confermano l'appoggio del M5S alla fiaccolata indetta per il 30 Ottobre. Da tempo il M5S condivide la battaglia in difesa del Serristori, sia in piazza come accaduto nel 2013, che nelle sedi istituzionali tramite atti ed esposti alle autorità competenti.

La politica sanitaria del PD - commentano i 5 Stelle - nei vari livelli istituzionali, conferma un disegno preciso per smantellare la sanità pubblica a favore di quella privata. Numerosi sono gli esempi ed il Serristori è uno dei più eclatanti.
La strategia utilizzata dagli amministratori del Partito Democratico e dai dirigenti ASL è chiara: creare una disaffezione indotta nei cittadini tramite un depotenziamento programmato e costante dei piccoli presidi ospedalieri che induce nei cittadini la percezione che tali ospedali non sono più idonei per curare i malati.

L'obiettivo finale - proseguono i consiglieri - è quello di creare dei piccoli pronto soccorsi/poliambulatori delegando agli ospedali più grandi presenti nelle maggiori città il resto dei servizi ospedalieri. Questo sistema chiaramente andrà a favorire le strutture private che, oltre a godere di convenzioni pubbliche, avranno la possibilità occuparsi di patologie ed interventi molto più remunerativi rispetto alla semplice stabilizzazione praticata al pronto soccorso. La situazione del Serristori purtroppo non esula dal disegno generale portato avanti da Renzi ed i suoi vassalli, sia in regione che nelle amministrazioni comunali.

Il nostro ospedale - continua il consigliere comunale Naimi - doveva essere garantito dai patti territoriali firmati non più tardi di due anni fa dai sindaci del territorio, dal Direttore Generale Morello e dall'allora assessore Marroni. Puntualmente gli accordi sono stati disattesi e oggi ci troviamo con un ospedale che ha visto progressivamente diminuire il numero dei posti letto; ridurre il personale compreso le figure specialistiche di cardiologia, ortopedia e pediatria che dovevano essere garantite dagli accordi; ci troviamo di fronte ad un ospedale in cui la chirurgia programmata non è più garantita nonostante le sale operatorie siano state inaugurate a dicembre 2012 per 6 milioni di euro ed il DH oncologico da due anni aspetta di essere ampliato quando da tempo le risorse sono state messe generosamente a disposizione dal Calcit.
In questo quadro desolante constatiamo amaramente che se da una parte c'è un ospedale a rischio, dall'altra non poco distante, è presente una clinica privata che ha visto aumentare i propri posti letto e si è vista concedere 461.000 € dall'Asl 10 per 45 interventi di ortopedia che potevano essere tranquillamente eseguiti al Serristori.

L'attenzione sul Serristori sarà tenuta alta anche in Consiglio Regionale dove il consigliere 5 Stelle Andrea Quartini membro della Terza Commissione competente in materia di Sanità e Politiche Sociali, presenterà a breve delle interrogazioni all'Assessore Saccardi, le cui risposte non potranno far altro che mettere a nudo le reali condizioni in cui versa l'ospedale e quali progetti realmente ci sono per il futuro.

Infine - conclude Naimi - mi viene spontanea una riflessione sulle dichiarazioni del sindaco Mugnai la quale per giorni, appoggiata anche dall'Unione comunale del Pd, ha ribadito di voler partecipare a tutti i costi alla fiaccolata di venerdì.
Trovo assolutamente irresponsabile il comportamento del primo cittadino che invece di valorizzare una democratica e pacifica forma di partecipazione ha preferito buttarla sulla rissa mediatica pensando solo al suo ego e dimenticandosi che dovrebbe essere il Sindaco di tutti, anche di chi non l'ha invitata alla fiaccolata. La domanda che si dovrebbe porre è che se sindacati dei lavoratori, gruppi politici che rappresentano migliaia di cittadini e associazioni della società civile hanno ritenuto inopportuna la sua presenza probabilmente è perché finalmente si comincia a dare un nome e un cognome ai responsabili dello smantellamento del Serristori. E' ora che Mugnai ed il suo partito si prendano le proprie responsabilità, smettendola con i soliti ritornelli che l'ospedale non chiude, che a breve si ristabiliranno i servizi, che i patti territoriali non si toccano.

Quando le parole saranno conseguenti alle azioni concrete allora cominceremo a stare più tranquilli, fino a quel momento appoggeremo ogni ulteriore iniziativa in difesa del Serristori rinnovando l'appello alla partecipazione a tutti i cittadini Valdarnesi che credono nel diritto alla sanità pubblica e non vogliono perdere il nostro ospedale.