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Ieri , sabato 5 luglio 2014, si è tenuta una Conferenza stampa organizzata dal Movimento5Stelle sui lavori per la variante alla regionale 69 in Valdarno aretino e fiorentino a cui hanno partecipato l'On. Samuele Segoni , membro della Commissione Ambiente ed i capigruppo consiliari di Terranuova e Figline Incisa, Marco Bonaccini e Lorenzo Naimi, oltre a Piero Caramello, Consigliere di Figline Incisa e Saverio Galardi, Consigliere di Reggello.
La variante alla Sr 69 è l'ennesimo esempio d'incapacità degli Amministratori locali del PD e della Sinistra che, oltre a non completare le opere pubbliche ritenute prioritarie e in certi casi neppure ad avviarle (vedi parte fiorentina dell'opera), riescono a far lievitare i costi, a volte raddoppiandoli e, tanto per non farsi mancare niente, quando capita pagano risarcimenti a privati per non aver rispettato le normative relative agli espropri.
Nel caso specifico, le disponibilità finanziarie c'erano, ma gli enti locali non sono riusciti ad utilizzarle a dovere mentre il territorio deve fare i conti con il traffico e le attività produttive sono penalizzate..
Per i cittadini, ciò che è intollerabile è l'aumento dei costi: "Nella parte aretina c'è la richiesta aggiuntiva di 11 milioni di euro da parte dell'impresa, mentre in quella fiorentina, con l'annullamento dell'iter per il lotto 5 e l'approvazione del nuovo progetto da parte della Provincia, si è reso necessario lo stanziamento di altri 4 milioni di euro".
Ecco dove finiscono i soldi dei cittadini che sono chiamati a pagare nuove tasse ed a far fronte ad aumenti ingiustificati (se non dall'incapacità degli Amministratori) di tutti i servizi.
Non è possibile restare in silenzio di fronte a costi delle opere pubbliche che aumentano di milioni di euro (la variante alla regionale 69 è solo un caso, ricordiamoci della ristrutturazione delle ex Scuole Lambruschini a Figline Valdarno), per questo il M5S scende in strada e si contrappone al 'silenzio assordante' dei sindaci, sperando che i cittadini si rendano conto di essere considerati solo sudditi da spremere.


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I deputati del MoVimento 5 stelle Massimo Artini e Samuele Segoni hanno incontrato Pirelli: "confronto aperto sullo stabilimento di Figline".

Pirelli Figline Valdarno

Il Movimento 5 Stelle ha incontrato ieri pomeriggio la dirigenza della Pirelli per chiedere chiarezza sul futuro dello stabilimento di Figline. I deputati valdarnesi Massimo Artini e Samuele Segoni hanno infatti avuto un confronto diretto con Filippo Maria Grasso responsabile per i rapporti istituzionali di Pirelli.

Un confronto franco e aperto: il responsabile ha ribadito che la trattativa con Bekaert è una trattativa esclusiva in stato avanzato "ma che allo stesso tempo non vede le condizioni un futuro così nero per lo stabilimento di Figline" riportano Massimo Artini e Samuele Segoni.

"In particolare Filippo Maria Grasso ha sottolineato che Pirelli ha previsto nella trattativa di cessione - operazione avviata a maggio e che è praticamente nella fase conclusiva - garanzie occupazionali a Figline per almeno i prossimi tre anni. Garanzie che non sarebbero state fornite per gli altri stabilimenti esteri. Ma sempre Pirelli ha sottolineato che si tratta di una operazione non finanziaria ma puramente industriale e che quindi il gruppo belga non compra per chiudere Figline" proseguono Artini e Segoni riportando quanto raccolto dall'incontro.

"Il messaggio di Pirelli è chiaro: è compito della politica e delle istituzioni, a tutti i livelli, creare le condizioni affinché Bekaert si mantenga a Figline a lungo. Questo vuol dire tornare a discutere e ad attuare una politica industriale seria e autorevole, che ormai in Italia manca da decenni, in cui le istituzioni riescano ad armonizzare da una parte gli interessi di chi investe in Italia, dall'altra il diritto ad un lavoro dignitoso, evitando contrapposizioni strumentali ed ideologiche" ribadiscono Artini e Segoni.

"Abbiamo ritenuto importante in questa fase storica per la realtà figlinese, parlare direttamente con Pirelli per capire lo stato della vertenza e allo stesso tempo lanciare un messaggio inequivocabile: i lavoratori non sono soli, ma sostenuti dalle istituzioni e gruppi parlamentari. Riteniamo allo stesso tempo positiva la disponibilità mostrata dalla multinazionale italiana ad interloquire con le forze politiche e sindacali. Allo stesso tempo ribadiamo vicinanza e solidarietà ai circa 600 dipendenti - compreso l'indotto - coinvolti nella vertenza e pensiamo che queste condizioni possano essere solo l'inizio di una trattativa aperta sullo stabilimento valdarnese. Come sottolineato dai rappresentanti sindacali nel corso del Tavolo dello Sviluppo Economico - concludono Massimo Artini e Samuele Segoni - è adesso quanto mai fondamentale aprire un confronto diretto con l'acquirente e conoscere quanto prima il nuovo piano industriale. E ci stiamo già muovendo in questa direzione".


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Il deputato del Movimento 5 Stelle Samuele Segoni partecipa allo sciopero dei lavoratori Pirelli a Roma: "Arroganza, mancanza di un adeguato profilo sociale e completo disinteresse per il destino dei propri lavoratori. La Pirelli conferma l'intenzione di cedere la divisione Steelcord al gruppo belga Bekaert e non fornisce rassicurazioni sullo stabilimento di Figline". "Adesso il Ministero dello Sviluppo Economico svolga la propria funzione e si faccia finalmente valere nei confronti delle multinazionali italiane". E' questo il commento del Movimento 5 Stelle in merito alla vertenza Pirelli di Figline. Il deputato Samuele Segoni ieri mattina ha partecipato al presidio dei lavoratori che manifestavano sotto la sede del MISE e, a differenza dei deputati del Pd, David Ermini ed Elisa Simoni, non è stato invitato a partecipare al tavolo. Il deputato del Movimento 5 Stelle ribadisce la propria solidarietà e vicinanza alle famiglie interessate dalla vertenza: "Vorrei che le cose si risolvessero al meglio per i dipendenti valdarnesi e del resto d'Italia ma sono pessimista: i politici che in questo momento stanno discutendo del futuro dei lavoratori non hanno un piano preciso, non hanno visione d'insieme e non hanno biglietti da visita rassicuranti. Appartengono alle stesse parti politiche che nei passati governi hanno favorito la delocalizzazione all'estero, hanno peggiorato le condizioni contrattuali dei lavoratori, hanno adottato politiche economiche che si sono ritorte contro gli italiani". "Purtroppo ad oggi - sottolinea Segoni - il lavoro del Mise e delle istituzioni non ha prodotto risultati concreti. Pirelli ha annunciato che la trattativa con Bekaert è in dirittura d'arrivo e nel frattempo le istituzioni, a cominciare dal Governo, non sono riuscite a mettere in atto un intervento deciso e concreto per la salvaguardia dello stabilimento figlinese e delle centinaia di posti di lavoro (compreso l'indotto). Oggi più che mai, il nostro territorio fa i conti con la mancanza di una politica industriale degna di questo nome, succube della spregiudicatezza delle proprie multinazionali. L'obiettivo è chiaro: svendere i gioielli dell'azienda per colmare voragini generate da operazioni finanziare fallimentari. Serve un cambio di rotta, immediato".


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Porcellino est, il Sindaco Nocentini: "Slittano i tempi di ultimazione dei lavori" e chiede aiuto ai deputati del MoVimento 5 stelle. Artini e Segoni: "Amministrazione inconcludente e inattendibile. Ormai la giunta Nocentini non riesce a gestire l'ordinaria amministrazione".

"Siamo alle comiche finali. Su Porcellino Est, l'inconcludente amministrazione comunale prende in giro i cittadini e si perde in un bicchier d'acqua". E' un commento duro e amaro quello del Movimento 5 Stelle. A prendere la parola sono direttamente i deputati Massimo Artini e Samuele Segoni, chiamati in causa nel consiglio comunale di giovedì dal sindaco Riccardo Nocentini.

Durante la seduta il primo cittadino ha risposto ad un'interrogazione del consigliere Andrea Frallicciardi sullo stato di avanzamento dei lavori per portare l'acqua potabile alle famiglie di Porcellino Est, che da più di 10 anni devono fare i conti con la mancanza di acqua potabile e con notevoli disagi ambientali. Nocentini ha in pratica smentito tutte le promesse fatte in questi mesi ai cittadini.

I lavori per l'installazione delle tubature, di competenza della Ditta Bindi, sono ormai bloccati da settimane, in quanto mancano proprio le tubazioni. I lavori erano ripresi a novembre ma subito si sono interrotti per la mancanza del materiale che doveva essere fornito da Publiacqua. "Il sindaco ha spiegato che le tubature destinate ai lavori di Porcellino Est sono state portate via da Publiacqua per effettuare un intervento in viale Galilei e che le nuove saranno messe a disposizione solo dopo che sarà completata la documentazione richiesta da Publiacqua alla ditta Bindi spa (ma nella conferenza stampa del 7 dicembre scorso l'Amministrazione non aveva affermato che tutte le carte erano a posto?). Ha annunciato così che il termine ultimo previsto inizialmente per allacciare le abitazioni alla rete idrica non sarà più il 31 dicembre ma slitterà ulteriormente. Allo stesso tempo ha invitato noi deputati a contattare Publiacqua per sollecitare la pratica" riportano Artini e Segoni.

"Un colpo di teatro finale che smentisce le rassicurazioni date in sede di consigli comunali, in conferenze e comunicati stampa, mettendo a nudo l'incapacità amministrativa della giunta Nocentini - attaccano Artini e Segoni - E' imbarazzante vedere un sindaco chiedere a due deputati - per altro del Movimento 5 Stelle - di chiamare Publiacqua, segno della grande considerazione che il sindaco ha per i deputati valdarnesi del Pd. Ormai il Comune di Figline non è più in grado nemmeno di gestire una pratica di competenza riguardante tra l'altro un diritto fondamentale dei cittadini, quello dell'accesso all'acqua potabile, e si affida ad una forza politica di opposizione che sta dimostrando sul territorio tutta la sua autorevolezza".

"Come Movimento 5 Stelle, siamo profondamente offesi del comportamento della Giunta per le modalità di gestione della vicenda. Tutti i passi che fin qui sono stati fatti si devono all'incessante azione portata avanti dal nostro Movimento negli ultimi 2 anni nonostante il freno dovuto all'incapacità gestionale della giunta figlinese che non ha saputo o voluto richiamare, quando necesssario, i soggetti privati ai loro impegni (in primis la ditta Bindi). Noi, sia chiaro, non ci arrendiamo. Siamo ormai alle porte del 2014, il Comune sarà (per fortuna dei cittadini) commissariato in attesa delle prossime elezioni e Porcellino Est non ha ancora l'acqua potabile: ci domandiamo - concludono Artini e Segoni - che senso abbia parlare di grandi opere e di risultati raggiunti dalla Giunta (al massimo una o due rotonde), se l'Amministrazione figlinese non è in grado di assicurare ai cittadini l'acqua potabile in casa dei propri cittadini, costringendo anziani di 80 anni a rifornirsi con le taniche ai fontanelli di San Giovanni".


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Il deputato Massimo Artini: "Terribili giochini dell'azienda sulla pelle dei 390 dipendenti. Basso profilo del Ministero dello Sviluppo Economico che ha risposto in maniera imbarazzante sulla vertenza. Serve maggior autorevolezza con le multinazionali".

"Ci uniamo alla preoccupazione generale per il futuro dei circa 400 dipendenti valdarnesi della Pirelli e siamo vicino alle tante famiglie. Ma ci preoccupa anche il basso profilo assunto dal Ministero dello Sviluppo Economico: la vertenza non sta assumendo purtroppo un respiro nazionale come auspicato, ma sembra rimanere confinata a Figline, dove le istituzioni locali poco o nulla possono contro lo strapotere delle multinazionali". A parlare è il deputato del Movimento 5 Stelle Massimo Artini.

Il parlamentare valdarnese ha in questi giorni ricevuto la risposta all'interrogazione parlamentare presentata alcuni mesi fa proprio sulla Pirelli, quando già erano iniziati gli interessamenti di altri gruppi internazionali per l'acquisto della business unit Steelcord. "Una risposta ai limiti del ridicolo e quanto mai imbarazzante che mal si addice ad un Ministero che dovrebbe invece avere autorevolezza nei confronti di una multinazionale italiana, che dallo Stato ha ricevuto tanto, per non dire tutto".

La risposta fornita dal sottosegretario Claudio De Vincenti è una mera presa d'atto. L'esponente del Pd, già nel governo tecnico di Monti e confermato da Enrico Letta, ha sottolineato "l'intenzione di esternalizzare la produzione dello steel cord: il rappresentante di Pirelli ha fatto presente che la società è attualmente nella ricerca di partnership nel business dello stesso steel cord e/o di altri prodotti al fine di ampliare la produttività. C'è già stata la manifestazione d'interesse da parte di alcuni partner disponibili a investire per continuare la produzione".

Il Ministero ha riferito delle preoccupazioni delle organizzazioni sindacali e precisato che "nella prima metà di dicembre sarà convocato un nuovo incontro in cui si tratterà anche della possibile proposta di acquisizione da parte di un investitore estero".

"Il tavolo - a quanto ci risulta - non sarebbe stato però ancora convocato, in attesa di sviluppi. In realtà sulla stampa nazionale, è stato dato risalto allo stato avanzato delle trattative in corso con il gruppo belga Bekaert che avrebbe pochi interessi a mantenere attivo il centro di ricerca e sviluppo di Figline. Quello a cui stiamo assistendo sembra prima di tutto un terribile gioco delle parti per alzare la posta in gioco e rilanciare la trattativa. In barba al rispetto dei 390 dipendenti figlinesi e delle loro famiglie, tenuti all'oscuro di queste brutte trame di potere".

Ufficio Stampa - MoVimento 5 Stelle - Figline Valdarno


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"Porcellino Est" ancora a secco. Il gioco delle 3 carte ..... sulla pelle e la salute dei cittadini. I lavori per portare l'acqua potabile sono di nuovo fermi: le tubazioni sono sparite.

Lunedì alle 15, tour della vergogna nella zona, organizzato dal M5S con la stampa ed i residenti.

Porcellino Est, l'Amministrazione Comunale celebra il proprio "8 settembre": "Ha scelto di defilarsi o per meglio dire di scappare di fronte alle proprie responsabilità" attaccano i deputati Massimo Artini e Samuele Segoni. Il Movimento 5 Stelle sosterrà i cittadini con tutti i mezzi e preannuncia azioni ancora più incisive. E annuncia per lunedì un tour con i cittadini e la stampa.

"Oggi i lavori per il posizionamento delle tubazioni ripartiti lunedì scorso per portare l'acqua potabile ai residenti dell'area Porcellino Est sono di nuovo fermi: non c'è traccia degli operatori che per 4 giorni hanno interrato circa 100 metri di tubazione" così dichiara il consigliere comunale Andrea Frallicciardi del Movimento 5 Stelle.

"Come da un copione consolidato da mesi di "messa in atto" - affermano i deputati del Movimento 5 Stelle Massimo Artini e Samuele Segoni, membro della commissione Ambiente della Camera - i "professionisti dell'avanspettacolo" continuano la recita: l'ultima battuta di questo triste spettacolo, che si regge sulla pelle e la salute dei cittadini ed il loro diritto irrinunciabile all'acqua potabile, prevede l'improvvisa scomparsa dei tubi destinati da Publiaqua ai lavori".

"Sì, è incredibile ma è proprio così - continuano i deputati Artini e Segoni- improvvisamente non ci sono più tubi, ma l'assessori Sbarriti, prima di eclissarsi, aveva dichiarato nel Consiglio Comunale del 17 settembre u.s. quanto segue: "Con questa ultima progettazione l'azienda Bindi farà all'interno del comparto su iniziativa pubblica e privata per quanto riguarda la decisionalità e le concessioni e gli accordi ma su spesa esclusivamente ed economicamente a carico dell'azienda Bindi ad esclusione di quanto riguarda la parte della tubatura che è stata messa a disposizione da Publiacqua, si parla di un intervento di 29 mila euro di tubatura, e azienda Bindi farà i dovuti lavori".

"Le parti in causa devono fornire una risposta in merito e pretenderemo da tutti i soggetti interessati il rispetto degli impegni assunti -proseguono i deputati Artini e Segoni - in quanto i media, le Istituzioni ed i cittadini devono sapere che dopo comunicati stampa, una decina di riunioni, con il coinvolgimento di Amministratori, tecnici comunali e soggetti privati, non possiamo continuare a giocare. Continueremo a sottolineare l'inefficienza e l'assordante silenzio degli Amministratori del Comune di Figline - ci riferiamo in particolare al Sindaco Nocentini ed all'assessore Sbarriti - che, oltre alle tante e belle parole spese, non hanno saputo amministrare una vicenda così delicata e a far rispettare gli impegni assunti con i cittadini".

"Sia chiaro, infine - concludono i deputati Artini e Segoni - che aspettiamo ancora risposte chiare sull'assetto dell'area, sull'impatto ambientale e sui risvolti urbanistici delle attività presenti. Deve essere chiaro che non ci fermeremo fino a quando le problematiche dell'area Porcellino Est non saranno definitivamente risolte."

Di conseguenza, il Movimento prosegue con l'operazione "Fiato sul Collo": il deputato Samuele Segoni effettuerà un ulteriore sopralluogo nell'area lunedì 2 dicembre p.v. ed illustrerà in una conferenza stampa sul posto - alle ore 15.00 - le problematiche e le nuove iniziative che saranno avviate.

"Resta inteso - conclude Segoni - che tutti i rappresentanti delle forze politiche sono invitati a partecipare al tour della vergogna, al pari degli Amministratori, se - caso mai - decidessero di mostrarsi nuovamente in pubblico".

Ufficio stampa M5S Figline Valdarno


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E' un dato di fatto, nessuno si occupa della salvaguardia del nostro territorio .
Ci troviamo sempre più spesso di fronte a tragedie facilmente pronosticabili ed a pagarne le spese sempre e solo i cittadini contribuenti. Coloro che lavorano dalla mattina alla sera, che pagano fino all'ultimo centesimo di tasse, ai quali spetterebbe quanto meno il sacrosanto diritto di potersi coricare tranquilli a fine giornata sicuri del fatto che le amministrazioni locali, investano correttamente i soldi delle loro tasse, nella pulizia degli argini, dei tombini , delle fognature, nel controllo del territorio in generale.
L'ultima inverosimile tragedia sarda poteva benissimo non essersi mai concretizzata. Come?
Seguendo quelle che sono le proposte del M5S, regolarmente bocciate dalle altre forze politiche che, a quanto pare preferiscono occuparsi d'altro piuttosto che della salute e della sicurezza ambientale dei propri concittadini.

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Non si tratta di approvare nuove leggi, ma semplicemente di adottare il principio di precauzione, che deriva semplicemente dall'applicazione dell'articolo 191 del Trattato europeo, in base al quale gli interventi sull'ambiente debbono ubbidire ai "principi della precauzione e dell'azione preventiva .... dei danni causati all'ambiente".
A tale proposito, il Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4227, del 21 agosto 2013, prevede addirittura una diretta applicabilità del Principio di Precauzione, in quanto lo stesso discende direttamente dal Trattato Ue che, per ciò solo, costituisce criterio interpretativo valido in Italia, a prescindere da singoli atti di recepimento delle direttive in cui esso si compendia. Tale principio obbliga le Autorità competenti ad adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell'applicazione delle migliori tecniche proprie del principio stesso. L'applicazione del principio di precauzione comporta che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un'attività potenzialmente pericolosa, l'azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali.
Edo Ronchi, attuale sub-commissario 'ambientale' per l'Ilva, scriveva nel 2005 (tratto da: Il territorio italiano e il suo governo - Indirizzi per la sostenibilità di Istituto Sviluppo Sostenibile Italia - Edizioni Ambiente, 2005) quanto segue:

Il principio di precauzione
Non possiamo d'altra parte permetterci di trascurare una diagnosi anche se questa è incompleta: il principio di precauzione richiede che ogni decisione sulla gestione del territorio venga presa con il massimo margine di sicurezza possibile. Poiché la complessità dei sistemi ecologici (e l'imprecisione stessa delle scienze) non permette mai di avere un quadro completo delle conoscenze, né di prevedere con esattezza lo sviluppo delle dinamiche dei sistemi, il principio di precauzione richiede che si agisca avendo sempre come riferimento lo scenario più prudente tra quelli possibili, quello che corrisponde all'attuale livello di dubbio nella conoscenza delle situazioni e nella previsione dei fenomeni futuri. La vera precauzione è nell'agire con i metodi della programmazione dinamica e della pianificazione in presenza di incertezza. È lo stesso principio che suggerisce di limitare la velocità di un'auto per prevenire incidenti gravi.
Precauzione significa limitare gli interventi sul territorio a quelle azioni delle quali possiamo ragionevolmente prevedere effetti non distruttivi e delle quali possiamo comunque assicurare la compatibilità. Poiché i sistemi ecologici sono regolati da un gran numero di interrelazioni con un alto grado di stocasticità, i modelli deterministici di previsione sono inutilizzabili. I modelli probabilistici, meno grezzi, sono spesso limitati dalla scarsità di informazioni sui parametri in gioco e sulle funzioni che li collegano.
Adottare il principio di precauzione su basi scientificamente fondate, specialmente quando i danni temuti possono essere seri, consente di ridurre i rischi e gli errori di valutazione. Il principio di precauzione è codificato in accordi e convenzioni internazionali importanti, a cominciare dalla Convenzione internazionale sulla biodiversità, e costituisce il riferimento più efficace finora disponibile per guidare l'azione antropica nella complessità delle dinamiche dei sistemi naturali.
Seguendo questo principio le risorse naturali devono essere considerate e gestite come risorse limitate, d'importanza vitale per l'uomo e la biosfera, la cui quantità e qualità devono essere gelosamente e continuamente salvaguardate con politiche volte a controllare e, ove possibile, a ridurre o azzerare sprechi, distruzioni e processi di inquinamento e di degrado evitando interventi dagli esiti incerti o non adeguatamente valutabili. La stessa esigenza si pone nei confronti del patrimonio paesistico e culturale come componente essenziale della qualità della vita ed espressione irrinunciabile dell'identità e della storia delle comunità locali e della collettività nazionale. Adottare il principio di precauzione nella gestione del territorio significa attribuire, nella scala delle valutazioni, un elevato livello di priorità alle qualità dei suoi assetti. Tale livello di priorità non deriva tanto e solo dall'aggravamento dei fattori di rischio - pure presente - ma dall'accresciuta percezione pubblica di tali rischi e dalla domanda diffusa di elevata qualità territoriale e ambientale. Solo l'adozione consapevole del principio di precauzione consente di praticare un livello elevato di tutela del territorio, in sintonia con la nuova percezione dei rischi e la nuova domanda sociale di qualità."

Purtroppo tale principio non viene preso in considerazione ed applicato.
A titolo esemplificativo, Il Consiglio Comunale di Figline Valdarno, a Luglio 2013, prima quindi degli avvenimenti alluvionali del 21 Ottobre 2013 di Figline Valdarno, ha bocciato compatto la nostra mozione "applicazione principio di precauzione' nei procedimenti amministrativi inerenti la localizzazione e la realizzazione di attività produttive"
Il principio di precauzione è un passaggio fondamentale che deve essere applicato da qualsiasi amministrazione di buon senso, e se lo fosse stato, adesso non saremo qui a piangere morti, ed a spendere milioni di soldi pubblici per le ricostruzioni. Lo scopo è quello di "investiamo prima" per vivere bene dopo. Ad oggi invece, si fa l'esatto contrario.
Quali erano gli obiettivi legati alla nostra mozione?

1) Principio di precauzione (art. 191 Lisbona , ex art. 174 TCE) è' uno dei principi più importanti, introdotto a livello comunitario col Trattato dell'UE, ma già presente a livello internazionale: nella Dichiarazione di Rio del 1992 questo principio è stato declinato nel seguente modo: gli stati, al fine di proteggere l'ambiente, devono largamente applicare il principio di precauzione adottando una serie di misure preventive ancor prima che abbia inizio un processo di degrado ambientale.

2)L'intento è quello di creare aree industriali coerenti in tutto e per tutto con il nostro territorio;

3)Grazie all'applicazione del Principio di precauzione avremmo un'attenzione maggiore relativamente all'impatto sanitario in senso lato - ant e post insediamento, tenuto conto che la valutazione di impatto sanitario non è un'attività espressamente prevista come processo a sé dalle norme ambientali o sanitarie (si prevedono pareri sanitari se richiesti o dovuti ad esempio per la L.152/06 per l'analisi di rischio sanitario nelle bonifiche dei siti contaminati). In sintesi, attualmente , per legge, NON è obbligatoria la valutazione di impatto sanitario in fase di costruzione di nuovo insediamento industriale. D'altro canto aumentano sempre più le istanze sociali relative all'approfondimento degli impatti sulla salute di impianti e progetti.

4) Grazie all'applicazione del Principio di precauzione, avremmo la possibilità di analizzare con più attenzione le attività produttive insalubri già previste dal D.leg. del '94.

5)E' opportuno per tutti noi procedere con la creazione di insediamenti industriali individuando prioritariamente i contesti idonei e tutte le potenziali ricadute sulla popolazione e sull'ambiente.

6)Per quanto riguarda la nascita di qualsiasi tipo di insediamento, la priorità è quella di coinvolgere in primis la cittadinanza (principio di concertazione).

7)L'intento , non è quello di bloccare o rallentare la creazione di nuovi insediamenti industriali, tutt'altro: intende favorire la coesistenza tra insediamenti civili ed insediamenti industriali, tra ambiente ed urbanizzazione.
La mozione del M5S ,rispecchia le attenzioni delle amministrazioni più avanzate nei confronti del territorio e della popolazione.

Dobbiamo rimettere al centro dell'economia l'uomo e l'ambiente in cui opera: un connubio imprescindibile che quando viene meno genera disastri: l'ILVA di Taranto, ma anche le aree da bonificare nel nostro territorio (il Porcellino Est a Figline Valdarno ) dovrebbero insegnarci qualcosa.


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"Non servono quattro chiacchiere nel partito democratico per risolvere la vertenza Valdarno. Ribadiamo la necessità di una cabina di regia istituzionale. Nelle prossime settimane viaggio nelle aziende in difficoltà."

"La vicenda Pirelli dimostra come i giochini politici, gli interessi di parte e le strumentalizzazioni sulla Pirelli non appartengono al Movimento 5 Stelle, ma al Partito Democratico". È duro il commento del Movimento 5 Stelle in merito all'incontro programmato tra i parlamentari del PD, tra i quali il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano e i sindacati Pirelli.
"La nostra proposta era chiara e precisa: aprire una cabina di regia che coinvolgesse tutte le istituzioni dal Comune fino al Governo, attraverso un incontro con i deputati di tutti gli schieramenti, perché la vicenda Pirelli non ha e non deve assumere connotazioni politiche come invece è successo per altre delicate vertenze della provincia di Firenze e come sta succedendo adesso con la Pirelli. Invece, l'onorevole Elisa Simoni, pur direttamente informata dell'azione del Movimento 5 Stelle, ha pensato bene di stravolgere tutto e far ciò che gli stessi sindacati avevano richiesto espressamente: non utilizzare questa vicenda come trampolino per una maggiore visibilità politica nella nostra zona" fa notare il deputato Massimo Artini.
"La nostra proposta non era una semplice formalità - spiega Artini insieme al capogruppo in consiglio comunale Andrea Frallicciardi - Con le trattative in atto per la vendita del divisione Steel Cord non c'è bisogno di incontri e di quattro chiacchiere all'interno del partito ma impegni istituzionali formali, autorevoli e seri. Non è una riunione del lacerato PD a mettere il fiato sul collo di una multinazionale. Invece prendiamo atto che all'interno dei democratici c'è chi ancora preferisce speculare sulle macerie di quello che una volta era il tessuto produttivo, economico e sociale fiorentino. Un interessamento sospetto per le modalità e la tempistica".
"I frutti di tali iniziative politiche - attacca Massimo Artini - sono ben chiari a chi conosce la realtà politico-sindacale della provincia di Firenze, di cui ovviamente l'ex assessore al Lavoro rimane una delle protagoniste. Ma sono ancora ben visibili guardando le centinaia di posti di lavoro persi in questi anni: dalla Richard Ginori, all'ex Isi Electrolux, dalla Brunelleschi fino alla Seves, il cui salvataggio quattro anni fa fu salutato come un "successo storico" dalle istituzioni fiorentine e che oggi è di nuovo a rischio scomparsa. Purtroppo il difficile momento si sta ripercuotendo anche sul Valdarno, dalla Pirelli fino al Gruppo Alimentare in Toscana, oggetto di nostre interrogazioni parlamentari, senza dimenticare le vertenze storiche nonché i profondi mutamenti che stanno interessando la filiera dell'alta moda".
"Questo giochino tutto pre-elettorale non lo asseconderemo - precisa Artini - Per questo, oltre a pressare le istituzioni, silenti e immobili in questo momento drammatico per il nostro territorio, ci attiveremo fin dai prossimi giorni per visitare e conoscere da vicino le aziende valdarnesi in crisi e per poter portare le vertenze all'attenzione romana. Un'iniziativa analoga a quella già intrapresa ascoltando le amministrazioni locali sui piccoli-grandi problemi del territorio".

MoVimento 5 Stelle
Figline Valdarno



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M5S: "PROPONIAMO UN INCONTRO TRA DEPUTATI VALDARNESI DI TUTTI GLI SCHIERAMENTI E I SINDACATI PIRELLI. NON E' IL MOMENTO DEL SILENZIO: E' NECESSARIO FAR SENTIRE IL FIATO SUL COLLO ALLA PROPRIETA'. SERVE UNA CABINA DI REGIA ISTITUZIONALE"

"Un incontro tra i rappresentanti sindacali della Pirelli di Figline e i parlamentare valdarnesi di tutti gli schieramenti politici". E' questa la proposta del Movimento 5 Stelle che nei giorni scorsi ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica il delicato momento che sta vivendo lo storico stabilimento valdarnese.
"Prendiamo atto della nuova richiesta presentata dai sindacati confederali per ottenere un incontro al ministero dello Sviluppo Economico e ci stupisce la "latitanza" del Governo che fino a questo momento non ha dato una risposta alle istituzioni locali e ai rappresentanti dei lavoratori figlinesi. Stiamo parlando di una realtà con quasi 400 dipendenti, interessata da una trattativa di vendita i cui sviluppi sono chiaramente sconosciuti e allo stesso tempo preoccupanti" sottolineano i deputati 5 Stelle Massimo Artini e Samuele Segoni.
"Siamo convinti anche noi che la questione Pirelli non debba essere oggetto di strumentalizzazioni, di interessi di parte e di giochini politici, come del resto alcune delle più importanti vertenze sindacali della provincia di Firenze, su tutte l'ex Isi Electrolux e Richard Ginori, insegnano" precisano i due deputati.
"Pensiamo allo stesso tempo che non sia questo il momento del silenzio - fanno notare Artini e Segoni, insieme al capogruppo in consiglio comunale Andrea Frallicciardi - I più autorevoli quotidiani economici italiani, ma anche stranieri, hanno annunciato l'intenzione da parte di Pirelli di procedere alla vendita della divisione Steel Cord, che ha il suo centro direzionale proprio a Figline, entro l'inizio di novembre prima di presentare il piano strategico: non più una semplice partnership, secondo quanto riportato dai quotidiani, ma la possibile vendita dell'intero settore che produce la cordicella metallica dei pneumatici. Notizie mai smentite dall'azienda che in occasione del tavolo aperto in Regione quest'estate non ha fornito garanzie soddisfacenti sul futuro dello stabilimento figlinese e sulla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali".
"I tempi sono strettissimi, per questo ribadiamo la necessità da parte di tutte le istituzioni coinvolte di far sentire il fiato sul collo ai vertici Pirelli: dal Comune fino al Governo. Proponiamo quindi un incontro tra i parlamentari valdarnesi di tutti gli schieramenti e i sindacati per discutere le azioni istituzionali, e non, da mettere in atto. L'obiettivo - concludono Artini, Segoni e Frallicciardi - è creare quella cabina di regia che fino ad oggi è mancata".


Ufficio Stampa MoVimento 5 stelle Figline Valdarno


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Il Movimento 5 Stelle impegnato in Parlamento e in Comune per la Pirelli. "Sono giorni cruciali: trattative in atto per la cessione della divisione Steel Cord. Forte preoccupazione per lo stabilimento di Figline. Con un'interrogazione sollecitiamo il Ministero dello Sviluppo Economico a prendersi in carico la vicenda".

"Nonostante il silenzio generale, sono giorni decisivi per il futuro dello stabilimento Pirelli di Figline. Per questo abbiamo presentato immediatamente un'interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico e teniamo la massima attenzione sul rapido evolversi della vicenda". Questo il commento congiunto dei parlamentari valdarnesi del Movimento 5 Stelle, Massimo Artini e Samuele Segoni, e del gruppo consiliare.
Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani nazionali, supportato dalle notizie provenienti dalla fabbrica e dai siti stranieri, sarebbe già in atto la trattativa per la cessione della divisione "Steel Cord". In "pole" ci sarebbero la multinazionale coreana Hyosung e i belgi di Bekaert, seguiti da "due fondi di private equity, One Equity Partners (JP Morgan) e Unitas Capital".

"Secondo Milano Finanza - sottolinea il Movimento 5 Stelle - l'azienda ha aperto la data room ed entro la fine di ottobre dovrebbero arrivare le prime offerte sul suo tavolo in modo da poter poi dare l'esclusiva o fare un altro giro di offerte. L' Obiettivo sarebbe quello di chiudere le trattative e annunciare l'accordo a novembre: non più una semplice partnership, ma adesso viene ventilata l'ipotesi della vendita dell'intera divisione steel cord, la cordicella metallica dei pneumatici.

"Come riportato dalla stampa economica, la vendita al 100% di Pirelli Steel Cord Srl - che attualmente viene prodotto a Figline, Romania, Turchia, Cina e Brasile - varrebbe più di 300milioni di euro ma aprirebbe ben più serie preoccupazioni per il futuro dello stabilimento figlinese che attualmente occupa circa 390 dipendenti. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in Parlamento per chiedere di attivare immediatamente il Tavolo allo Sviluppo Economico come richiesto dalla Provincia di Firenze, dopo quello che si è tenuto in Regione all'inizio dell'estate e che ha avuto esiti negativi come ha annunciato l'assessore Simoncini" spiegano Massimo Artini e Samuele Segoni

"Al momento infatti, nonostante i proclami, non ci risulta che ci siano stati incontri al Ministero sul futuro della Pirelli, e ciò è preoccupante, considerato che è questo il momento perché tutte le istituzioni coinvolte facciano sentire forte la loro voce - proseguono i due deputati insieme al capogruppo del Movimento 5 Stelle a Figline, Andrea Frallicciardi - E' necessario portare l'attenzione sulla trattativa in atto a tutti i livelli e ribadire forte e chiaro il concetto che la Pirelli è il presente e il futuro di Figline: è necessario fare fronte comune" concludono i due deputati.

Oltre all'interrogazione in Parlamento, il Movimento si sta muovendo anche in Comune, dove Frallicciardi ha presentato nell'ultimo consiglio una nuova mozione sulla Pirelli approvata all'unanimità dal consiglio: "La mozione ribadisce l'obiettivo di mantenere la struttura produttiva nella città di Figline come elemento fondamentale del tessuto produttivo del territorio, di salvaguardare il valore tecnologico delle produzioni, le competenze degli addetti, l'eccellenza tecnica e il ruolo primario della ricerca e, in sintesi, di mantenere il livello occupazionale attuale senza disperdere alcuna professionalità".

"Sono giorni cruciali per Figline - conclude il consigliere di opposizione - da una parte la battaglia sul Serristori, dall'altra il futuro della più importante realtà produttiva valdarnese: ogni attore coinvolto, dal Comune fino al Ministero, deve fare la sua parte non lasciando soli i lavoratori. Per questo chiediamo al sindaco e alla commissione Lavoro di convocare immediatamente i dipendenti per fare il punto della situazione di questa intricata vicenda".

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Con l'ordine di servizio N°66 del 19 Agosto 2013 - scaricabile qui - , la nostra azione in Consiglio Comunale è completata.
Il 19 Agosto scorso, le strutture - Asili nido - del Comune di Figline Valdarno hanno ricevuto l'ordine di servizio sopra citato che introduce l'obbligo per i docenti, di contattare le famiglie dei bambini - assenti ingiustificati - entro le ore 10:00.
Come ho più volte ripetuto quando mi sono trovato a parlare di questo argomento, spero che mai si verifichi il bisogno da parte dei docenti di dover contattare le famiglie; ma se ciò dovesse succedere e se questo contribuisse a salvare la vita di una creatura , il nostro piccolo gesto assumerebbe un valore encomiabile. Spesso i piccoli gesti (a costo zero) possono essere in realtà i più grandi di quanto immaginiamo. Sono questi i principi cardine per il MoVimento 5 stelle.


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Figline Valdarno: "Lo smantellamento del Serristori entra nel vivo, nel silenzio generale dell'asl, della Regione Toscana e dell'amministrazione comunale di Figline Valdarno". E' quanto denuncia Andrea Frallicciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle di Figline.

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"Questa mattina abbiamo appreso dai Cobas e da alcuni lavoratori dell'ospedale che - sottolinea l'esponente di opposizione - è iniziato il trasferimento della chirurgia dal primo al terzo piano dell'ospedale Serristori, senza nessuna comunicazione ufficiale preventiva da parte dell'azienda" sottolinea Frallicciardi.

"Si tratta di una decisione che ci lascia esterrefatti in quanto mina l'attività ospedaliera e ha il celato obiettivo di ridurre ulteriormente i posti letto del Serristori rendendolo di fatto un piccolo ospedale, destinato nei prossimi mesi a diventare semplice casa di cura, in barba ai diritti e alle esigenze dei valdarnesi. Il passaggio successivo non può che essere la chiusura del pronto soccorso - prosegue Frallicciardi - Il trasferimento della chirurgia al terzo piano del complesso ospedaliero al posto dei reparti di medicina e il conseguente spostamento della medicina al primo piano (nelle stanze dell'attuale chirurgia), proprio accanto alle sale operatorie, infatti, renderanno impossibili le operazioni di urgenza così come quelle più complesse. I posti letto della chirurgia passeranno così da 28 a 15, senza considerare il fatto che le nuove sale operatorie costate 6,5 e mezzo di euro sono state realizzate volutamente proprio a fianco della chirurgia per rendere più agevoli gli interventi di chi opera nell'ospedale: la nuova disposizione obbliga il paziente ad uno slalom per raggiungere le sale operatorie vanificando anche quei fondi utilizzati per favorire gli accessi proprio dalla chirurgia alle sale operatorie".

"Insomma si tratta di una decisione opaca, illegittima in quanto non è stata data comunicazione ufficiale, e assai pericolosa per il futuro dell'ospedale. In tutto questo caos, il sindaco Nocentini e la giunta figlinese si fanno notare per il loro assordante silenzio e per la mancanza di autorevolezza di fronte alle scellerate scelte politiche compiute dalla asl 10. Domani alle 14 e 15 - conclude Frallicciardi - parteciperemo come Movimento 5 Stelle all'assemblea dei lavoratori indetta dai Cobas, che si terrà di fronte al bar dell'ospedale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare: serve una risposta forte a questo smantellamento della sanità pubblica in atto. Risposte che l'attuale amministrazione non ha il coraggio, e forse anche l'interesse politico, di dare".

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Il Movimento 5 Stelle punta il dito sull'Amministrazione Comunale di Figline Valdarno: "L'ennesima promessa non mantenuta. Le famiglie ancora senza acqua potabile mentre aumentano i disagi ambientali. I lavori per l'allacciamento alla rete idrica sono fermi a metà: il Comune faccia sentire la sua voce e sblocchi la situazione".

"Nonostante le mille promesse, le conferenze stampa e gli incontri pubblici, le famiglie di Porcellino Est sono ancora senza acqua potabile". A denunciarlo è il Movimento 5 Stelle di Figline che ha presentato innumerevoli interrogazioni sulla questione e ha portato più volte all'attenzione dell' Amministrazione un problema che ormai si trascina da anni: le case limitrofe alla SR 69 sono senza acqua potabile, con i pozzi inquinati e manca l'allacciamento alla rete idrica.

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"Quasi un anno fa, dopo proteste, esposti, verifiche ARPAT e interventi della Magistratura - sottolinea il capogruppo del Movimento, Andrea Frallicciardi - il Comune era corso ai ripari annunciando la soluzione del problema con un roboante comunicato stampa, in data 15 ottobre 2012, così intitolato "Porcellino-Est: iniziati lavori per portare acqua pubblica a famiglie - Ruspe già in azione: l'intervento realizzato grazie a sinergia tra Comune, Publiacqua e Bindi spa" e di seguito "Di particolare rilievo l'intervento di Porcellino-Est, che ha visto una proficua sinergia tra l'Amministrazione comunale di Figline, Publiacqua e un'azienda del territorio, la Bindi S.p.A., interessata per sua parte all'alimentazione all'interno del comparto.

L'intervento permetterà di fornire finalmente acqua pubblica anche alle 12 famiglie e alle attività artigianali di quell'area, dando inoltre la possibilità anche ad altre famiglie di allacciarsi alla rete.

"Questo intervento dimostra il vero ruolo del servizio pubblico ed è il risultato della buona collaborazione tra enti pubblici e aziende private - hanno commentato il sindaco di Figline, Riccardo Nocentini e l'assessore Danilo Sbarriti -, le famiglie e le aziende di Porcellino-est avevano questo problema da molti anni ed averlo risolto ci dà grande soddisfazione".

I lavori di Publiacqua erano partiti velocemente, i residenti avevano tirato un sospiro di sollievo pensando che fosse la volta buona. "Invece - fa notare Frallicciardi - la situazione negli ultimi mesi si è nuovamente arenata. Publiacqua ha svolto regolarmente i lavori di sua competenza, mentre i ritardi si sono accumulati sugli interventi a carico della ditta Bindi spa. Ad un certo punto i lavori per installare le nuove tubature si sono interrotti: problemi burocratici e di autorizzazioni, ma anche di volontà di fare - come riferiscono i residenti interessati - ed il Comune che avrebbe dovuto agevolare una rapida soluzione non si è impegnato con la forza e la volontà politica necessari a superare gli intoppi ed a richiamare i privati al rispetto degli impegni".

E così ancora lungo la SR 69, in quella striscia di terra "di confine" tra San Giovanni e Figline, è possibile notare le "tubature azzurre" in attesa di essere interrate.

Il Movimento 5 Stelle ha le idee chiare: "Il sindaco Riccardo Nocentini e l'assessore all'Ambiente Danilo Sbarriti devono tornare a far sentire la loro voce. Così non è possibile andare avanti: serve la volontà politica di portare a compimento questo intervento richiesto dai residenti ed approvato dall'Amministrazione con tanto di comunicato stampa. L'Amministrazione deve richiamare l'impresa, che si è impegnata a realizzare i lavori, a rispettare gli accordi. I residenti non sono più disponibili a sopportare questa situazione, alcuni hanno vissuto sulla propria pelle i disagi anche sanitari della mancanza di acqua potabile e del perdurante inquinamento circostante. Rumori elevati durante la notte che non permettono alle famiglie prossimi agli insediamenti di dormire, polveri che durante il giorno creano difficoltà nella respirazione, cattivi odori, insediamenti produttivi che dovrebbero essere costantemente monitorati in relazione alle particolari attività svolte". Frallicciardi continua: "Sono passati 2 anni, era l'11 agosto 2011 quando l'ARPAT effettuò un controllo nell'area che portò al successivo intervento della Magistratura con relativo sequestro giudiziario di alcune aree della zona. Cosa è cambiato da allora? Dove sono le promesse dell'Amministrazione per permettere ai residenti di avere almeno l'acqua potabile? E gli accordi con la ditta Bindi spa che si era fatta carico di tutti i lavori necessari per l'allacciamento alla rete idrica? Addirittura l'impegno era stato preso durante una conferenza stampa organizzata dal Movimento 5 Stelle sulla situazione ambientale dell'area Porcellino Est presso la sede comunale: era il 24 marzo 2012. Ne sono passati di mesi ma i residenti devono continuare a fare i conti con la mancanza di acqua potabile. Forse l'Amministrazione considera tutta l'area confinante con la provincia di Arezzo un territorio di periferia ed i residenti cittadini di serie B, un'area utile solo per confinarvi lavorazioni inquinanti, senza regole urbanistiche in attesa di una fantomatica lottizzazione che da un decennio aspetta di partire, senza viabilità, senza fogne e senza alcuna infrastruttura."

"Non è pensabile poi - conclude Frallicciardi - che appena si spengono le luci dei riflettori sulla vicenda, i lavori si fermano. C'è un interesse pubblico che è preminente: tutti devono fare la loro parte, in primo luogo i privati che si sono impegnati. Inoltre, a valle dell'intervento della Magistratura, i residenti si aspettavano il ripristino delle aree inquinate. Cosa è stato fatto? E le prescrizioni ARPAT sono state attuate? E' arrivato il momento da parte del Comune di dare risposte precise e puntuali con un obiettivo prioritario: subito l'acqua potabile ai residenti. Le promesse non bastano più".



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Il Movimento 5 Stelle si schiera al fianco di Confesercenti: "Le decisioni della giunta Nocentini ammazzano l'economia locale. Frallicciardi: "Viaggiamo verso la catastrofe, sarà sempre opposizione dura in consiglio comunale".

"Quella della vicesindaco Caterina Cardi e dell'intera amministrazione valdarnese è una visione miope". Così il Movimento 5 Stelle commenta la notizia dell'apertura di Decathlon a Figline, entro il prossimo dicembre. "Si tratta dell'ennesimo centro commerciale che apre nel nostro territorio a danno dell'economia locale e di quei tanti commercianti che tengono vivo il nostro paese" sottolinea Andrea Frallicciardi, capogruppo in Consiglio Comunale.

"Già in occasione della prima approvazione della variante al regolamento urbanistico che ha dato il via libera all'arrivo della multinazionale francese, nell'immobile che fino alla fine del era occupato dalla Coop, abbiamo ribadito la nostra contrarietà a questo folle disegno che prevede l'apertura di un altro grande magazzino" fa notare l'esponente del Movimento 5 Stelle.

Nelle prossime settimane il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare definitivamente l'atto di pianificazione ed il gruppo di opposizione annuncia battaglia: "Non ci arrendiamo e ci schieriamo al fianco di Confesercenti e di tutte le forze politiche e sociali, che in più di un'occasione hanno sottolineato la dannosità delle politiche portate avanti dall'amministrazione Nocentini. Anche noi ribadiamo che non possono essere i 25 nuovi posti di lavoro la giustificazione per sostenere l'apertura di Decathlon. Di che tipo di contratti stiamo parlando? Il Valdarno e i suoi giovani hanno già fatto i conti sulla loro pelle riguardo alla precarietà di questo settore. E non si parli di recupero di volumi esistenti: c'erano mille alternative per realizzare in quell'immobile servizi utili alla cittadinanza. Invece il nostro territorio sta morendo: i commercianti locali, che a fatica tengono vivi i nostri centri, sono fortemente penalizzati e costretti a giocare loro malgrado una battaglia impari, in nome della concorrenza più sfrenata e selvaggia".

"Prima gli outlet nei comuni limitrofi, poi la nuova coop infine Decathlon. Dove andiamo a finire è sotto gli occhi di tutti: Figline si sta trasformando sempre di più in una città dormitorio. Viaggiamo verso la catastrofe con ottimismo, guidati da questa amministrazione e intanto il centro storico sta morendo, senza interventi concreti, a parte i proclami verbali del vicesindaco Cardi.

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MoVimento 5 Stelle Il Movimento 5 Stelle di Figline all'attacco: "Bizzarro che il sindaco Nocentini metta il cappello sulla vittoria per le Borra. Invece di auto applaudirsi pensi ai rifiuti zero e alla raccolta differenziata, siamo ancora in alto mare".

"Fa sorridere la presa di posizione del sindaco Riccardo Nocentini che per l'ennesima volta si attribuisce meriti che non ha". Utilizza parole forti Andrea Frallicciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle di Figline Valdarno per commentare i toni entusiastici del sindaco dopo la pubblicazione della delibera di giunta della Regione Toscana che rinvia la discussione sulla discarica di Le Borra a dopo il 2021. "Il primo cittadino ha parlato "di una grande vittoria, merito della sinergia con i Comuni di Cavriglia e San Giovanni". Ci fa piacere anche a noi il buonsenso dimostrato dai vertici regionali ma riteniamo bizzarra la sortita del sindaco se si pensa alle sue innumerevoli capovolte su questo delicato tema. Troppo facile mettere il cappello su meriti politici di altri, come del resto ha fatto anche Sel" commenta Frallicciardi.

"Come non ricordare l'ambiguità mostrata dal Comune prima e dopo le elezioni amministrative.- Ci piace ricordare anche quanto bollò come "campagna elettorale" le preoccupazioni dei cittadini in merito agli accordi tra la Provincia di Firenze e Arezzo e dove era poi quando i sindaci di San Giovanni e Cavriglia scendevano in piazza a manifestare sotto la Provincia di Firenze? Se c'è qualcuno che deve gioire sono quei cittadini che hanno incrociato le braccia e quei sindaci che hanno saputo ascoltarli".

Adesso il Movimento 5 Stelle guarda al futuro: "Dal punto di vista amministrativo i problemi restano tutti e sono palesi. L'amministrazione dice di voler adesso puntare sui Rifiuti Zero prendendo spunto dalla mozione approvata su proposta del Movimento 5 Stelle. Siamo contenti ma attendiamo la giunta alla prova del nove. I dati parlano chiaro: al di là dei proclami e delle dichiarazioni di intenti la raccolta differenziata a Figline è ferma al palo e da mesi non riesce più a staccarsi dalla fatidica soglia del 50%". "Ci auguriamo infine - conclude Frallicciardi - che in questi pochi mesi che mancano al commissariamento del Comune, il sindaco e la giunta si impegnino seriamente, e non solo a parole, su problemi concreti quali la viabilità, il futuro del Serristori e il destino della Pirelli. Per auto-applaudirsi, c'è sempre tempo".

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Il Movimento 5 Stelle presenta nuovamente una mozione per la salvaguardia della Pirelli. Andrea Frallicciardi: "Dal piano industriale non emergono giustificazioni valide per lo smantellamento dello stabilimento figlinese. Il Comune si schieri dalla parte degli operai e apra con Regione e Governo un tavolo di trattativa permanente: stiamo parlando della realtà industriale più importante del Valdarno. A rischio 400 lavoratori".

"No all'esternalizzazione del settore steel cord. L'amministrazione si schieri senza tentennamenti a fianco dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e dei cittadini, impegnandosi direttamente per la salvaguardia dello stabilimento figlinese della Pirelli". E' questa la richiesta del Movimento 5 Stelle che ha oggi ripresentato una mozione sul tema. L'atto se approvato in consiglio comunale impegnerà la giunta a "promuovere, di concerto con la Presidenza della Regione Toscana e le altre Amministrazioni locali interessate, l'attuazione di un tavolo di trattativa permanente - fino ad una positiva risoluzione della vertenza - con l'azienda e tutte le parti sociali, col coordinamento a livello nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, che dovrà assumere come obiettivo prioritario il mantenimento del polo produttivo di Figline Valdarno" spiega il capogruppo Andrea Frallicciardi.

Il Movimento 5 Stelle aveva già presentato una mozione sulla Pirelli, ma aveva deciso di ritirarla in attesa degli incontri istituzionali con sindacati e proprietà. Incontri che hanno avuto esiti negativi. Per questo il documento è stato ripresentato e adesso dovrà essere discusso nel prossimo consiglio. "Le ultime notizie sul futuro dello stabilimento Pirelli di Figline - spiega il capogruppo - sono allarmanti in quanto i vertici aziendali ritengono che il settore della produzione di "Steel Cord" (la cordicella metallica dei pneumatici), che interessa direttamente Figline, non rivesta più alcun interesse strategico nella politica della multinazionale e quindi in mancanza di un partner industriale il proseguimento della produzione è a rischio".

Una dura realtà confermata nell'incontro in Regione, alla presenza del sindaco Nocentini e del presidente della provincia Barducci: dal 1° luglio lo stabilimento è confluito in una newco con la conseguente "separazione" amministrativa, e non solo, dello stesso dal Gruppo. "Una mossa - sottolinea Frallicciardi - che apre così formalmente la porta a qualsiasi ipotesi, anche la più drammatica per i lavoratori. Ma anche per l'intero Valdarno, considerato lo stabilimento Pirelli rappresenta la più importante realtà industriale territorio, di rilevanza internazionale, e che dà lavoro per circa 400 dipendenti".

Il Movimento ha ben chiaro l'obiettivo minimo da raggiungere, ribadito anche nella mozione: "E' quello di mantenere la struttura produttiva nella città di Figline come elemento fondamentale del tessuto produttivo del territorio, di salvaguardare il valore tecnologico delle produzioni, le competenze degli addetti, l'eccellenza tecnica e il ruolo primario della ricerca ed, in sintesi, di mantenere il livello occupazionale attuale senza disperdere alcuna professionalità. Infatti da un'analisi del piano industriale e della situazione finanziaria del gruppo Pirelli non emergono elementi tali da giustificare il ridimensionamento o la dismissione dello stabilimento figlinese".

Per questo secondo il gruppo di opposizione figlinese è "indispensabile capire quali siano le reali motivazioni che hanno indotto il Gruppo Pirelli all'ipotesi di non produrre più internamente lo steel cord ed a fare chiarezza sulla sua politica industriale in Italia ed in particolare nel Valdarno".

Nella mozione è inserito un passaggio fortemente simbolico: "La giunta deve inviare copia della mozione approvata a tutti i parlamentari toscani affinché nelle sedi istituzionali ricordino continuamente che, come prevede la Costituzione, " l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Senza lavoro - conclude Andrea Frallicciardi - il Paese non può avee coesione sociale e soprattutto non può sperare in un futuro migliore per i propri figli".

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"La sonora bocciatura della variante alla regionale, decretata prima dal Tar e successivamente dal Consiglio di Stato, sanciscono il fallimento politico e amministrativo del sindaco Riccardo Nocentini e della Provincia di Firenze".

Il Movimento 5 Stelle non usa mezzi termini per commentare le decisioni assunte dai tribunali amministrativi che prima hanno accolto il ricorso di un privato cittadino in merito agli espropri e successivamente hanno respinto l'appello del Comune che aveva chiesto la sospensione della sentenza. Ora non rimane che attendere il giudizio di merito del Consiglio di Stato, mentre la variante è stata "congelata".

La nuova regionale in riva destra dell'Arno doveva collegare i caselli autostradali di Incisa e Terranuova interessando quindi le province di Firenze e Arezzo. Ma nel Valdarno Fiorentino i lavori in questi lunghi anni non sono praticamente mai iniziati. A prendere la parola è il capogruppo Andrea Frallicciardi : "La verità è che dopo anni di ritardi, inefficienze e manifesta incapacità degli enti locali, le grandi opere previste in Valdarno saranno ricordate ai posteri solo come grandi incompiute".

Il rappresentante del Movimento ricorda: "Già durante la campagna elettorale, praticamente soli e inascoltati nel panorama politico valdarnese, sebbene non contrari, sottolineammo l'importanza di rivedere il progetto: faraonico, costoso e con un vistoso impatto ambientale. Non potevamo però sapere che a bloccare l'opera sarebbe stato un ricorso in merito agli espropri".

"Certo è che la lunga lista delle opere non realizzate in Valdarno, e a Figline in particolar modo, si allunga sensibilmente: dalla Variante, alla Variantina (anche questa bocciata dal Tar), senza dimenticare il secondo ponte sull'Arno, progetto presentato nei mesi scorsi e già perso tra gli scaffali di Palazzo Medici Riccardi" precisa Frallicciardi.

"Penosa è stata la performance del sindaco e dell'ex vicepresidente della Provincia, ora onorevole, Laura Cantini che nelle numerose apparizioni pubbliche hanno più volte rassicurato e promesso il completamento di queste opere tanto attese dai cittadini. In realtà, in tutti questi anni, non sono riusciti a spendere le decine di milioni di finanziamento stanziate dalla Regione. Mentre il Valdarno ha dovuto fare i conti con gravi problemi di viabilità " attacca il Movimento.

Adesso il gruppo di opposizione chiede alla giunta comunale ed alla Provincia parole chiare e impegni concreti: "Praticamente tutti i lavori sono fermi al palo. Le rassicurazioni adesso non bastano più: i cittadini pretendono di sapere quale futuro li attende e soprattutto che fine faranno i finanziamenti. L'ultima foglia di fico è caduta ed è arrivata l'ora di parlare seriamente della futura viabilità del nostro territorio" chiosa Frallicciardi.

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Andrea Frallicciardi riconfermato Consigliere dagli attivisti del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo: "Abbiamo ottenuto risultati storici con la presenza nel consiglio comunale: dai rifiuti zero fino allo stralcio della discarica di Le Borra. Senza dimenticare la diretta streaming del consiglio comunale". Adesso il Movimento 5 Stelle di Figline guarda al futuro e rilancia il proprio impegno in vista di questi ultimi mesi di legislatura.

Andrea Frallicciardi è stato confermato consigliere comunale dagli attivisti del Movimento 5 Stelle. Come ormai di routine, il capogruppo del Movimento ha deciso infatti di rimettere nelle mani degli attivisti le proprie dimissioni in bianco. Dimissioni respinte venerdì sera dai sostenitori a 5 Stelle, in un'assemblea aperta al pubblico.

"L'obiettivo è infatti quello di valutare il mio operato da consigliere e i risultati raggiunti con la nostra presenza nel consiglio comunale - sottolinea Frallicciardi - Far esprimere direttamente i cittadini sul nostro impegno politico, rappresenta prima di tutto un cambiamento culturale partendo proprio dalla partecipazione: quella data al Movimento non è una delega in bianco e non lo sarà mai".

Esame superato a pieni voti. "In questi mesi abbiamo raggiunto risultati importanti e vinto battaglie storiche - spiega il capogruppo riconfermato - Penso alla discarica di Le Borra, dove l'impegno del Movimento è stato massimo e costante: adesso c'è da vigilare affinché le decisioni prese dalla Regione non vengano disattese, affinchè la discarica non sia realizzata. Ma anche l'approvazione da parte del consiglio comunale della mozione sui rifiuti zero, presentata proprio dal Movimento 5 Stelle di Figline, rappresenta un successo storico: era uno dei punti principali del nostro programma elettorale e con questa approvazione il Comune ha deciso di aderire all'osservatorio rifiuti zero, di studiare un percorso per aumentare significativamente e in breve tempo la raccolta differenziata, di avviare un percorso per creare a Figline un centro del riuso dei beni durevoli e infine di pressare anche la provincia su questi temi. Il comune unico sarà la sede naturale dove dare applicazione effettiva a questa volontà politica".

Infine a Figline è diventata realtà anche la campagna "Fiato sul collo": da qualche mese a questa parte tutte le sedute dei consigli comunali sono trasmessi in diretta streaming, con un collegamento sulla rete civica. "Un servizio che può essere migliorato e sviluppato ulteriormente, ma che rappresenta sicuramente un bel segnale di trasparenza in questo momento difficile per la democrazia italiana".

Adesso il Movimento 5 Stelle guarda al futuro e a questi ultimi mesi di legislatura, prima della nascita del Comune Unico. Con vecchie e nuove battaglie da portare avanti: "Dalla Pirelli al Serristori. Dalla raccolta differenziata all'attuazione degli esiti referendari sull'acqua pubblica" chiosa Andrea Frallicciardi.

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La Pirelli decide di esternalizzare il settore dello steel-cord e lo storico stabilimento di Figline rischia di non avere più un futuro. Questo quanto denunciato nei giorni scorsi dai sindacati e che preoccupa e non poco anche il Movimento 5 Stelle. "E' l'atto conclusivo di un percorso senza ritorno, intrapreso in questi ultimi anni dalla multinazionale".

"Anche noi riteniamo che Figline rivesta un ruolo strategico per l'azienda e siamo profondamente preoccupati per i quasi 400 dipendenti che lavorano nello stabilimento. Quale sarà il futuro di questa realtà produttiva, qualora non si riuscisse a trovare un partner industriale?" si domandano il deputato Massimo Artini e il capogruppo in consiglio comunale Andrea Davide Frallicciardi. Lo stabilimento Figline, ormai da decenni, è specializzato nella produzione della cordicella metallica dei pneumatici, non solo di Pirelli ma anche di altri grandi marchi come Continental, Dunlop e Good Year. "Il timore dei sindacati ed anche nostro - sottolineano - è che il ramo possa essere ceduto a stranieri e la produzione venga spostata all'estero come già successo per altre multinazionali, creando un vero e proprio dramma sociale e occupazionale in Valdarno. Una scelta che permette alla proprietà di risparmiare in questo periodo di crisi ma che impoverisce ulteriormente un territorio che tanto ha dato alla Pirelli in questi lunghi anni". Per questo il Movimento 5 Stelle si schiera al fianco di lavoratori e sindacati, assicurando il massimo impegno nella vertenza, sia a livello locale che nazionale: "Le parti sociali infatti hanno chiesto di allargare il tavolo delle trattative anche al ministero dello sviluppo economico. Il nostro compito a Roma - assicura Massimo Artini - sarà quello di vigilare e di spingere il governo a ritrovare autonomia e autorevolezza di fronte alla spregiudicatezza delle multinazionali".


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Fronte comune contro il declassamento del Serristori. Nella sede del Calcit si sono incontrati deputati del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, Andrea Frallicciardi, Clara Mugnai, volontari e lavoratori dell'ospedale: "Chiediamo un incontro al presidente Rossi, le rassicurazioni dell'Asl sono inattendibili". Segoni e Frallicciardi: "Il governatore è stato interrogato per nove ore sullo scandalo di Massa, dedichi 5 minuti al Valdarno".

"Il governatore Enrico Rossi non dimentichi il Valdarno". E' questo l'appello lanciato all'unisono dal Movimento 5 Stelle, da altre forze politiche e da associazioni del territorio che ieri si sono incontrate nella sede figlinese del Calcit Valdarno Fiorentino per fare un punto della situazione sul futuro dell'ospedale Serristori. Presente il deputato 5 Stelle Samuele Segoni, così come l'onorevole David Ermini del Pd, il capogruppo Andrea Frallicciardi del Movimento 5 Stelle, la capogruppo Clara Mugnai di "Salvare il Serristori", volontari del Calcit e lavoratori dell'ospedale. "Da parte di tutti è stata espressa grande preoccupazione per il futuro del Serristori, che rappresenta un'eccellenza e una realtà strettamente legata al territorio ormai da secoli. Purtroppo le rassicurazioni fornite nelle scorse settimane dall'Asl ai sindaci, su un potenziamento dell'attività sanitaria, fanno sorridere anche le forze di maggioranza: non ci crede più nessuno. Per questo abbiamo deciso di iniziare una forte mobilitazione e varie forme di protesta per scongiurare l'ormai certo ridimensionamento del nostro ospedale" sottolineano il deputato Samuele Segoni e il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Frallicciardi. "Faremo fronte comune e inoltre - proseguono i due esponenti - tutti i parlamentari valdarnesi chiederanno un incontro al presidente Rossi per discutere del futuro del Serristori". Una richiesta che già era stata avanzata dall'altro neo-deputato del M5S, Massimo Artini, ma che ancora non ha ricevuto una risposta. "Se Rossi ha dedicato nove ore di tempo all'interrogatorio sullo scandalo di Massa, può concedere cinque minuti anche al Valdarno. Il nostro territorio merita rispetto e considerazione, non solo in campagna elettorale" concludono Segoni e Frallicciardi.

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La maggioranza spiana la strada all'arrivo di Decathlon a Figline. Forte opposizione del Movimento 5 Stelle: "Le piccole botteghe rischiano la chiusura. Queste decisioni mettono in crisi il territorio. Serve un cambio di rotta".

Via libera all'arrivo di Decathlon a Figline . Il consiglio comunale ha approvato la variante al regolamento urbanistico che prevede "l'insediamento di una grande struttura di vendita, anche nella forma del centro commerciale", nell'immobile della ex Coop. La famosa catena, leader mondiale per gli articoli sportivi, potrà così aprire il suo primo punto vendita in Valdarno. Forte opposizione del Movimento 5 Stelle, a cominciare dai neo-deputati Massimo Artini e Samuele Segoni che temono per la sopravvivenza dei piccoli negozi del centro. Come netto è il giudizio anche del capogruppo Andrea Frallicciardi: "Dal punto di vista politico si tratta sicuramente di una decisione controproducente e profondamente sbagliata. Serve un cambio di rotta, l'amministrazione persevera nei propri errori". Nel suo discorso in consiglio comunale, Frallicciardi ha preso spunto da una lettera di una cittadina su internet: "Come ha fatto notare una certa Sabina, storicamente nei nostri comuni sono sempre stati presenti il municipio, la chiesa e la farmacia. Negli ultimi anni a questi si sono aggiunti i grandi supermercati, costruiti anche a distanza di pochissimi chilometri l'uno dall'altro. Intanto i piccoli negozi falliscono per la concorrenza, così come i produttori locali. Quali vantaggi per il tessuto economico e sociale? Nessuno, tutto ciò ha prodotto solo un impoverimento generale della città. Andiamo verso la catastrofe con ottimismo". "La verità - sottolinea Frallicciardi - è che stiamo rincorrendo un treno sbagliato e che ci ha già portato in un vicolo cieco. Continuare a sostenere temi come il consumismo, la crescita e la concorrenza sfrenata, come fa la giunta figlinese con questo atto, significa non rendersi conto delle cause che hanno prodotto l'attuale crisi mondiale. Una crisi che tocchiamo con mano anche sul nostro territorio". Il capogruppo fa notare che "nell'Unione dei Comuni di Figline e Incisa è stato discusso il tema dei gemellaggi ed è stato approvato un emendamento presentato dai 5 Stelle per organizzare rassegne nelle città estere dove promuovere le nostre tecnologie e i nostri prodotti locali". Da qui la domanda provocatoria: "Se continuiamo a far fallire le nostre piccole realtà imprenditoriali, che prodotti metteremo in mostra? Forse quelli trovati sugli scaffali dei supermercati?".


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A Figline ha votato il 30,10% degli aventi diritto, a Incisa il 38,19%.

Quando la popolazione non si reca a votare rinunciando a partecipare alla definizione di scelte importanti per il proprio futuro è bene cercare di capire il perché.

Il referendum del Comune Unico è sì consultivo e non vincolante, ma è pur sempre un'occasione di espressione di volontà del singolo e della comunità.

E' un referendum che comunque imporrà ad una parte di valdarnesi una scelta che una volta avrebbe comportato lunghe ed accese discussioni, visto che la Toscana è la patria dei campanili.

Le Amministrazioni di Figline ed Incisa nonostante l'impegno profuso e le "ingenti risorse" utilizzate per "informare i cittadini", con un processo iniziato circa un anno e mezzo fa, hanno miseramente fallito con il loro 32-38% di partecipazione.

Statisticamente neanche gli elettori del partito promotore sono andati tutti a votare.

Paradossalmente Castelfranco di Sopra, che ha gestito il percorso referendario più in fretta, dove i cittadini hanno segnalato scarsità di informazione ed il mancato coinvolgimento, ha raggiunto il 60% di partecipanti doppiando Figline e Incisa.

Probabilmente, afferma il Consigliere del Movimento 5 Stelle di Figline, Andrea Frallicciardi, i Sindaci Nocentini e Giovannoni stanno pagando più di altri una crisi dei partiti tradizionali, che provoca un forte scollamento fra cittadino e politica.

A questo dobbiamo aggiungere la scarsa fiducia che i cittadini ripongono nei nostri Amministratori e nella loro capacità gestionale.

I milioni di euro che si libereranno dal patto di stabilità grazie alla creazione del Comune Unico possono indurre delle perplessità in merito al loro effettivo utilizzo. Non possiamo dimenticare di come i Sindaci, che dovrebbero essere i garanti di diritti fondamentali dei cittadini, come la difesa della salute e dei relativi servizi, hanno gestito e stanno gestendo le problematiche connesse all'Ospedale Serristori: le modalità adottate ed i risultati conseguiti dagli Amministratori ad oggi hanno minato definitivamente la fiducia dei cittadini.

Il movimento 5 stelle continuerà a monitorare lo sviluppo di queste unioni anche dal punto di vista economico per dare una informazione puntuale e precisa su quali saranno i reali vantaggi nell' interesse dei cittadini.


Figline Valdarno - 

Approvata la mozione rifiuti zero! un successo per il MoVimento!

Nel Consiglio di giovedì 31 Gennaio 2013, è stata approvata all'unanimità con il solo voto contrario del PDL, la mozione volta all'introduzione ed all'applicazione del protocollo rifiuti zero scaricabile quì.

Questo passaggio è da considerarsi un pilastro fondamentale. Era nel nostro programma, non è abitudine del MoVimento 5 Stelle confezionare libri dei sogni per ottenere voti in campagna elettorale. Siamo estremamente fieri del risultato ottenuto .
Adesso il nostro impegno non finisce qui. Monitoreremo l'amministrazione affinchè rispetti gli impegni presi in Consiglio; ecco cosa abbiamo chiesto al sindaco ed alla giunta:



  1. di aderire all' "Osservatorio verso Rifiuti Zero" che ha il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell'evolversi del quadro nazionale ed internazionale.
  2. di studiare un percorso, che proseguendo sul cammino intrapreso dall'amministrazione porti il comune di Figline Valdarno a massimizzare la quota di raccolta differenziata entro il più breve tempo possibile, estendendo quanto più possibile la modalità di raccolta "porta a porta";
  3. di avviare un percorso di studio, insieme con il gestore dei rifiuti, per l'inserimento nel territorio comunale di uno centro comunale per il riuso dei beni durevoli, anche in accordo con associazioni sociali e di volontariato;

  4. di farsi portavoce presso la provincia perché continui la progettazione di soluzioni migliorative per la raccolta e lo smaltimento della parte restante dei rifiuti, minimizzando il conferimento in discarica e individuando sempre soluzioni che salvaguardino per prima la salute dei cittadini;
  5. di farsi portavoce presso l'amministrazione del futuro comune unico perché vengano accolte le richieste di questo documento.

Figline Valdarno - 

MANIFESTAZIONE - Contro il Piano Interprovinciale dei Rifiuti, a tutela dell'Ospedale Serristori
manifestazione_figline_valdarno

Ci tagliano la sanità e ci aprono nuove discariche. Adesso BASTA, noi non ci stiamo!

Ritrovo in Piazza Marsilio Ficino Ore 10.50.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

La storia delle cose 2.0

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Figline Valdarno - 

Questo è l'aggiornamento, tradotto e doppiato in italiano dal MoVimento 5 Stelle di Palermo de "La storia delle cose" che da una chiara idea del processo industriale moderno e di come ci stiamo "rovinando" con le nostre stesse mani.

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Figline Valdarno - 

In tempi record e senza alcuna discussione nei vari consigli comunali, tutte le giunte valdarnesi socie della famosa Valdarno Sviluppo, stanno svendendo le quote di partecipazione.

Valdarno Sviluppo SpA, nata nel 2001 con la missione di "divenire un istituto di stimolo e supporto per lo sviluppo nel Valdarno", è stata negli anni il mezzo per operare alcune pianificazioni infrastrutturali importanti (come la rete in Fibra Ottica) ma è senz'altro stata sottoutilizzata da parte dei soci, che non le hanno conferito quella capacità propositiva che le era stata inizialmente assegnata. Negli ultimi anni infatti l'azione di Valdarno Sviluppo (per miopia o interesse politico) è stata irrilevante. In un momento di crisi come l'attuale, la mancanza di progettazione è andata di pari passo con l'insussistente volontà di infondere sviluppo (contraddicendo la stessa intestazione) da parte della classe politica valdarnese, che ha costituito la maggioranza nella società aziendale.
Questo "fallimento" è senz'altro dovuto alla mancanza di capacità dei soci e quindi dei comuni di saper far fruttare il patrimonio che negli anni la Valdarno Sviluppo ha costruito. Forse in questo c'è stata una volontà nascosta di trasferire, con redditività irrisoria per le casse pubbliche, il patrimonio verso i privati (già pronti a farsi carico del fardello dell'azienda) che si ritroverebbero quasi gratis una serie di infrastrutture potenzialmente molto redditizie.
Se infatti verifichiamo gli ultimi 3 anni di bilancio della Valdarno Sviluppo è facile constatare che l'ultimo anno attivo è il 2009; dal 2010 le perdite, se pur contenute, sono parallele all'assenza totale di azioni da parte dell'azienda per attuare la sua mission. È proprio del 2010 la norma che obbliga i comuni sotto i 30.000 abitanti ad uscire dalle partecipate (DL. 78/2010), con una deroga nel caso l'azienda fosse rimasta in attivo. Guarda caso la Valdarno Sviluppo SpA è in passivo da quell'anno.
Possibile che il patrimonio della Valdarno Sviluppo non abbia alcun valore?
E se non hanno alcun valore, come mai ci sono dei privati che si sono dichiarati disponibili all'acquisto?
Posto questo, il fuggi fuggi generale dalla società, che riteniamo possa essere anche corretto, in quanto a ragion veduta Valdarno Sviluppo non è stato altro che l'ennesimo carrozzone parastatale, va anche considerato che la società non ha come solo valore le quote di capitale sociale detenuto dai comuni (come le giunte vogliono farci credere), ma anche, lo ribadiamo, il patrimonio in termini di know-how e immobili: per esempio la sola rete in Fibra Ottica di proprietà di Valdarno Sviluppo ha un valore di realizzazione pari a circa 2.500.000 € (finanziato peraltro pubblicamente per l'80%); questo patrimonio non è stato minimamente valorizzato nelle cessioni deliberate dai consigli comunali di Reggello e Figline Valdarno (ma anche dagli altri comuni). Così come non è stato valorizzato niente altro, ma anzi si è dato come certa la perdita delle quote nominali di capitale sociale dimezzandone il valore: è così che a Reggello (per fare un esempio) la giunta ha giustificato l'uscita dall'azienda, forzando il consiglio tutto ad evitare qualsiasi discussione su questo argomento e portando il sindaco Benucci a richiamare all'ordine la propria maggioranza, dando per certa una perdita del 50% rispetto al valore nominale della partecipazione.
Tutto questo può configurare un danno all'erario, peraltro con un rischio maggiore della colpa grave da parte degli amministratori tutti (destra e sinistra) ed è per questo che tutto il MoVimento 5 Stelle valdarnese valuterà se presentare un esposto alla corte dei conti per ogni singola amministrazione.
La riduzione del peso pubblico nel mercato, l'eliminazione della partecipazione in aziende para-statali che altro non sono che un parcheggio (ben remunerato) per amici di amici, non significa che i cittadini si debbano far gabbare in tutte le fasi: nella costituzione di un carrozzone a spese della collettività (circa € 400.000), nella cattiva gestione che in 10 anni ha prodotto (fonte sito web www.valdarnosviluppo.it) solo 580 posti di lavoro (circa 60 l'anno pari ad un incremento dello 0,19% in più l'anno, a fronte di investimenti per € 31.000.000 totali) ed infine nella svendita ai privati del patrimonio già pagato ai cittadini.
Gli amministratori dei vari comuni del Valdarno dovranno giustificare ai cittadini queste loro scelte.

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Figline Valdarno - 

La frazione di Matassino subisce da anni ogni angheria senza battere ciglio, ormai da troppo tempo e senza nulla ottenere. Dalla frazione passa l'autostrada, la direttissima e tutte le auto della direttrice montagna - stazione di Figline. La frazione è diventata la donna di servizio di Figline visto il grande parcheggio e i servizi che ha.


Oltre a questo vedrà passare sul suo territorio la prossima variante alla SR 69 che nella frazione correrà su piloni. Praticamente un cavalcavia che oltrepasserà il Matassino a fianco dell'autostrada e della ferrovia e che sarà quasi inservibile per i matassinesi stessi. Questo aumenterà l'inquinamento in modo esponenziale in una zona dove già l'incidenza del tumore da inquinamento è superiore alla media nazionale. Per essere più chiari nella zona di cui stiamo parlando delle persone sopra i 65 anni una ogni 3, in media contrae un tumore, una ogni 6 muore entro 3/4 anni dalla scoperta della malattia. In più i lavori della variante e delle casse d'espansione porteranno un aumento enorme dei disagi ai cittadini. Oltre a questo il Matassino continua ad essere oggetto di disuguaglianze date dalla sua assurda divisione in tre comuni e due province.


Per questo il programma del Movimento 5 Stelle per il Matassino prevede:


- Accorpamento di tutto il Matassino sotto un unico comune ( e di conseguenza un'unica provincia) da far scegliere alla popolazione tramite referendum.


- Blocco immediato del progetto e dell'esecuzione dei lavori della variante alla SR 69 e revisione del progetto su piloni (cavalcavia)


- Riservare metà del parcheggio della stazione lato Matassino alle auto con almeno due persone per vettura per diminuire sensibilmente il traffico dalla montagna incentivando il car pooling e l'uso del mezzo pubblico.


- Obbligo per il comune di spendere tutti gli oneri di urbanizzazione della variante alla SR 69 (nel caso in cui dovesse essere comunque fatta) nella frazione stessa.


- Obbligo per il comune di spendere tutti gli oneri di urbanizzazione per i lavori sulle casse di espansione nella frazione stessa.


- Rifacimento dell'intero manto stradale delle strade di competenza comunale della frazione.


- Ridisegnare completamente, insieme con la provincia, la viabilità intorno al ponte, alla nuova rotonda e alla passerella sul ponte che così com'è è inservibile per la gente, una cattedrale nel deserto.


- Costruzione, in collaborazione con il comune di Reggello di una pista ciclabile in riva destra del Resco che possa essere usata dai cittadini di via Mameli e della zona reggellese verso la piazza Don Minzoni.


- Costruzione di una pista ciclabile sulla direttrice Matassino - Figline Valdarno Centro lungo il viale Bianca Pampaloni.


- apertura, in collaborazione con gli altri comuni di un centro per il rifiuto zero dove i matassinesi possano acquistare detersivi, acqua, latte e altri alimenti senza imballo per poter diminuire la quantità di rifiuti in quanto frazione di raccolta differenziata porta a porta.


Queste sono alcune delle nostre proposte, serie, concrete, senza sconti per nessuno, perchè il Matassino si è stancato di fare solo il serbatoio di voti in campagna elettorale. Questa è la più grossa frazione di Figline ed è ora che chi è nella stanza dei bottoni se lo ricordi.