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5. Progetto "Più connettività, Più informazione"

5. Progetto "Più connettività, Più informazione"

  • Progetto Cittadinanza Digitale: ad ogni residente nel comune di Firenze sarà associato un codice ed una pec (e-mail certificata) per l'accesso ai sistemi informatici cittadini e alla rete Internet Gratis per tutti i residenti grazie alla:

  • Utilizzazione della banda larga per la città, che utilizzerà tecnologie sia in fibra ottica che wireless e WiMax consentendo così di ottenere economie sui costi per le telecomunicazioni e di estendere la connettività per un uso mobile sul territorio

  • Istituzione di una smart-card per i turisti (comprenderà agevolazioni per la visita della città, maggiori per coloro che soggiorneranno più a lungo) che tra le altre possibilità dia accesso anche al sistema informatico cittadino e alla rete internet del comune.

  • Incentivazione, per gli enti pubblici e privati del telelavoro con agevolazioni e creazioni punti pubblici.

  • Adozione si software per la gestione del traffico urbano e la programmazione privata, via internet, degli spostamenti locali.

  • Trasmissione in streaming, via internet o televisione locale, delle sedute del consiglio comunale e delle commissioni

  • Aste online per gli appalti comunali

  • Diffusione dell'Open Source nella Pubblica Amministrazione Locale

     

3 commenti

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  • Città d'arte con vocazione al turismo,Firenze dovrebbe guardare ad alcuni progetti in attuazione a Venezia:
    "cittadinanza digitale" e "amministrare 2.0"

    Amministrare 2.0: la rivoluzione può aver inizio Amministrare 2.0, ovvero applicare il Web 2.0 alla Pubblica Amministrazione: è questa la sfida lanciata dal vice sindaco di Venezia all'interlocuzione tenutasi lunedì 10 marzo al Telecom Future Centre, a cui sono intervenuti anche il vice presidente di Cisco Systems, Stefano Venturi, la vice presidente di Sun Microsystems, Maria Grazia Filippini, il responsabile Marketing ICT di Telecom Italia, Claudio Contini, il responsabile Mercato Pubblica Amministrazione di Telecom Italia, Ettore Spigno, il responsabile dello sviluppo Partnership di Google Italia, Aldo Spivach, il direttore del Mobile Experience Lab del Massachussetts Institute of Technology, Federico Casalegno.

    Web 2.0 è partecipare, condividere, collaborare: per il vice sindaco è giunto il momento di trasferire questo tipo di approccio alla Pubblica Amministrazione per innovarla dal suo interno, a partire dal tipo di lavoro che svolgono i suoi impiegati, senza aspettare una legge che la riformi dall'alto. Il primo passo da compiere è allora quello di mettere a disposizione della collettività la "professionalità da dilettante" del lavoratore pubblico, facendo in modo che questi usi anche al lavoro le competenze informatiche e tecniche di cui quotidianamente si avvale nel privato, possedendo magari cellulari di ultima generazione, oppure interagendo su web nelle diverse forme possibili. Il vice sindaco ha dunque auspicato che si affermi una nuova idea di produttività, che sia il risultato di una maggiore condivisione della conoscenza e si possa quantificare con il numero delle connessioni al web, così come avviene con le sinapsi del cervello. L'obiettivo del vice sindaco è che la Pubblica Amministrazione diventi una rete sociale fatta di partecipazione attiva e dinamismo interattivo, tenendo il passo con un processo irreversibile che è in atto a livello globale. Piattaforma ideale di questa "rivoluzione" è l'open source, che consente l'utilizzo in rete di software e la condivisione del dato in un formato libero da schemi proprietari.

    E' alla luce di tali considerazioni che si spiega la decisione del Comune di Venezia di bloccare l'acquisto di tutti i pc e di avviare al contempo il processo di acquisizione di prodotti open source. A tal proposito, il vice sindaco ha voluto citare alcuni esempi concreti di applicazioni che già si potrebbero adottare: "Fixami", una piattaforma aperta per segnalare on-line la necessità di interventi manutentivi, cui l'amministrazione dovrebbe garantire una risposta pressoché immediata, essendo sottoposta alla "giuria degli utenti"; voip e chat, per far dialogare in maniera veloce il libero professionista con i tecnici dello Sportello unico; un programma che visualizza costantemente entrate e uscite del bilancio comunale, per garantire la massima trasparenza gestionale; videocamere che monitorano costantemente aree urbane critiche e proiettano le immagini su megaschermi, per disincentivare attività illecite. Il vice sindaco auspica anche che si arrivi al più presto ad un'integrazione tra le diverse cartografie che l'Amministrazione comunale già possiede.

    Tanti prodotti innovativi già pronti, dunque, che però necessitano di un nuovo approccio mentale da parte del dipendente pubblico. Per il vice sindaco, infatti, se si opera per obiettivi, si può anche superare la classica "timbratura del cartellino", sostituendola magari con l'utilizzo di una smart card inserita nel pc usato per lavorare a distanza. Il cosiddetto tele-lavoro, che finora è stato legato a fasce marginali di dipendenti, dovrebbe essere molto più diffuso, per contribuire a risolvere, tra l'atro, problemi di non poco conto per l'Amministrazione, quali la cronica carenza di spazi lavorativi, l'inquinamento atmosferico dovuto allo spostamento quotidiano dei pendolari su quattro ruote, il degrado urbano e la viabilità congestionata conseguente al traffico urbano ed extra-urbano.

    Si tratta di cambiamenti epocali, culturali ancor prima che tecnici, ma il vice sindaco è fiducioso: "se non cambiamo noi la città non cambia: proviamo dunque a cambiare noi".

    Venezia, 10 marzo 2008

  • ancora da Venezia:

    //cittadinanza>digitale
    È l'anno della rivoluzione


    Internet gratis per tutti i residenti
    Da metà 2009 saranno attivati nell'intero territorio comunale 600 punti per collegarsi. Bastano computer portatili con wi-fi, palmari e cellulari di ultima generazione.

    Tutto in un clic, o anche meno. Basterà spostare il mouse del proprio portatile, oppure prendere in mano un palmare o un telefonino di ultima generazione, digitare password e login e il gioco sarà fatto. Ecco la rivoluzione informatica del 2009 che coinvolgerà l'intero territorio del Comune di Venezia. Il 2009 sarà infatti l'anno cui Ca' Farsetti "regalerà" ai suoi cittadini l'accesso ad Internet in molte aree del centro storico e della terraferma, con il progetto Cittadinanza Digitale avviato dal Comune attraverso Venis Spa, la sua azienda per le telecomunicazioni, che sarà avviato entro la metà di quest'anno.

    Ormai è quasi pronta la rete a banda larga per la città, che utilizzerà tecnologie sia in fibra ottica che wireless, consentendo così di ottenere economie sui costi per le telecomunicazioni e di estendere la connettività per un uso mobile sul territorio. «è un progetto che nasce soprattutto dall'esigenza dell'amministrazione di collegare i propri uffici sparsi in oltre 170 sedi diverse - spiega Marco Bettini di Venis -. Da qui l'idea, fortemente voluta dal vicesindaco Michele Vianello, di creare degli hot spot su suolo pubblico». Hot spot che, tanto per cominciare, saranno 600: luoghi dove i cittadini potranno collegarsi gratuitamente alla rete previa richiesta delle proprie coordinate. Per i turisti, invece, discorso diverso. «Non abbiamo ancora fissato una tariffa, ma si pensa a dei costi contenuti - annota Bettini - sempre nel principio che la rete deve essere un diritto».

    Gli hot spot sono oggi oggetto di un concorso on line che vede protagonisti i giovani: a loro è affidata la scelta dell'individuazione dei luoghi "caldi" dove si potrà navigare liberamente. «I più gettonati - afferma Bettini - sono al momento il Parco di San Giuliano, dove peraltro la rete esiste già, i campi in genere e le strade principali, tra cui anche il Gran Viale del Lido. Poi, c'è pure qualcuno che lo vorrebbe sotto la porta di casa...». Appena il residente o il turista accederà in un hot spot potrà collegarsi e navigare. «Ci sono alcuni telefonini o palmari che riconoscono da sé di essere in Wifi - spiega Bettini -. Appariranno subito informazioni locali, relative al Comune e alle sua società, eventi e intrattenimenti. Per entrare nella rete libera e navigare in Internet, invece, bisognerà digitare username e password». Coordinate che, dalla metà di gennaio, saranno fornite ai nuovi nati insieme al certificato di nascita.

    Sul fronte della salute non ci sarà, secondo Venis, di che temere. «Stiamo sperimentando quale sia la migliore delle soluzioni per quanto riguarda le antenne - conclude Bettini -. Saranno a bassissima emissione e non avranno alcun tipo di impatto sulla salute, ma stiamo cercando di minimizzare l'impatto dal punto di vista architettonico». Le antenne saranno lunghe dai 4 ai 20 centimetri, con un raggio di copertura massimo di 200 metri.

    Insomma, dalla metà di quest'anno cittadini e turisti potranno collegarsi facilmente alla rete per essere informati, prenotare un ristorante o pagare una bolletta, in mobilità oppure seduti al bar o nei parchi pubblici. Si potrà chattare, mandare mail, navigare in internet. Una curiosità: durante un incontro a Chirignago, i gruppi anziani si sono proposti per diventare hot spot. Come dire, bisogna sempre stare al passo coi tempi.

    Manuela Lamberti

    Fonte: Il Gazzettino di Venezia, 3 gennaio 2009

  • Dobbiamo guardare all'esperienza Veneziana:

    Venezia: acqua, palazzi, pedoni, storia, arte... nell'immaginario collettivo quanto di più lontano da tecnologia e innovazione.

    Errore.

    Quella stessa icona mondiale di bellezza urbana, 19 milioni di turisti e una curva demografica maligna, promette di diventare nel 2009 la prima città Web 2.0 d’Europa: una grande, unica comunità connessa in rete, innervata da 7400 chilometri di fibre ottiche e diffusa da 600 hot spot wi-fi ad accesso gratuito per i residenti.

    È Venice Connected. Così si chiama il progetto sul quale il Comune ha investito 7 milioni di euro per posarne i “binari”, come li chiama il vicesindaco e assessore all’Innovazione Michele Vianello, che parla di “diritto alla cittadinanza digitale per tutti i residenti, nell’era di Facebook e Wikipedia”. Parchi, edifici pubblici, campi, biblioteche, università, impianti sportivi, bar e negozi convenzionati: i veneziani potranno connettersi quasi da ogni dove alla rete. Id e password li riceveranno sin dal primo vagito, con il certificato di nascita. E per i “foresti” - come li chiamano da queste parti - tariffe scontate.

    A firmare Venice Connected è Venis, società di telecomunicazioni del Comune di Venezia, con la collaborazione della Fondazione Marconi. Non avrete speso 7 milioni solo per far chattare l’intera città? “Perché no? Oggi i giovani - e non solo loro - comunicano così, con e-mail, sms, blog: chiacchiere, ma anche scambio di idee, opinioni. È così che si stimola la creatività: il nostro obiettivo è creare un ecosistema d’innovazione, una città-cantiere che favorisca il nuovo, attraendo così anche nuovi abitanti. Venezia sarà la prima città a dare a tutti i suoi cittadini carta d’identità digitale e diritto alla rete, con accesso gratuito, per sempre. Perché i “binari” che stiamo posando sono e restano di proprietà del Comune di Venezia, ma i “vagoni” potrà metterceli chiunque abbia idee: siamo partiti nel luglio 2007 ed entro l’estate accenderemo gli hot spot”.

    Riepilogando: è settembre, ho con me il portatile, devo scrivere un pezzo urgente. “Si siede ad un bar, prende un caffè, scrive e poi si connette alla rete wi-fi – con la sua password - e invia l’articolo. Così come il ricercatore universitario potrà scambiarsi file con il collega del Mit da uno dei parchi pubblici della città, o come può fare il tecnico comunale che, finito un sopralluogo all’aeroporto di Tessera, non deve tornare in Comune sul Canal Grande per essere operativo. Per me, in ufficio, può proprio non tornarci mai, se non ha un incarico di sportello: se è più felice e produttivo lavorando da un parco o a casa sua di notte fonda, a me non interessa”.

    Una città di nomadic worker? “Sì, o come dice Vito Di Bari: l’opportunità di lavorare dove mi pare, quando mi pare. Appena il sistema sarà operativo, lancerò una sperimentazione per una ventina di dirigenti e quadri del Comune che intendano testare questo nuovo modo di operare. Altro che Brunetta e tornelli! A Mestre e al Tronchetto, stiamo poi attrezzando due piattaforme dove chiunque, dipendenti pubblici, studenti, professionisti di passaggio, potranno incontrasi, scambiarsi opinioni, definire procedure, lavorare, connettersi, perché farlo dal salotto di casa è bello se devi buttare un occhio ai bimbi piccoli, ma è spesso più stimolante l’incontro tra esperienze diverse”.

    Quando si parla di tecnologia l’oggi è già passato: quanto rischia di essere “vecchia” questa nuova rete ottica? “Noi siamo nel futuro. Ogni utente avrà a disposizione una potenzialità fino a 1 giga: un’enormità. Non mi interessa che a Venezia sbarchi Bill Gates con un call center Microsoft: vogliamo che studenti, ricercatori e professionisti veneziani restino a lavorare qui e altri ne vengano da fuori, con le loro famiglie, diventando nuovi residenti. Venezia ha un appeal e una qualità di vita uniche: noi diamo gli strumenti, posiamo i binari. Aspettiamo i vagoni, anche se i primi treni li facciamo partire noi”.

    Treni? “L’economia forte di Venezia è il turismo, ma va governata. Il Comune ha lanciato un portale per gestire l’accesso in città, premiando con sconti su trasporti, musei e servizi chi prenota. Con i ricercatori del Media Lab dell'Mit di Boston abbiamo poi stilato un protocollo per sviluppare – tra l’altro – un progetto per trasformare l’approccio dei visitatori ai musei. Tutti hanno un cellulare e non tutti intendono acquistare cataloghi o guide: basterà avvicinare il telefonino ad un’opera per scaricarne il profilo. Si paga solo quello che si vuole. Un altro progetto sul quale lavorare è la digitalizzazione di tutte le straordinarie opere che Venezia ha, ma che sono visibili solo a pochi: perché la prima traduzione in italiano del Corano, stampata a Venezia, non può essere visionata in versione digitale da chiunque? Dietro ognuno di questi servizi c’è una filiera di nuova produzione culturale, è lavoro. Questo è ecosistema dell’innovazione”.

    A Houston, però, la promessa gratuità della rete wi-fi cittadina per tutti è durata solo il volgere di una sperimentazione. “Non so lì, ma nostra non è solo una rete wifi: 7400 chilometri di cavi ottici danno una sostanza e potenza a questa rete, che non ha pari in Europa”.
    “Connetti? Ok”, dunque, entro l’estate: non resta che aspettare per provare.

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