MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Programma

L'urgenza e la necessità del cambiamento sono dettati da un quadro sociale ed ambientale allarmante, di cui l'attuale crisi economica ha reso ancora più evidenti i paradossi e le contraddizioni. È una situazione difficile e preoccupante a cui il regime partitocratico che ha occupato la scena politica italiana non è in grado né intende trovare rimedi e soluzioni.

prog.jpeg

Cittadini preparati e competenti che, sentendone il dovere e la responsabilità, offrano il proprio contributo per l'amministrazione della cosa pubblica. Cittadini che si mettono al servizio della comunità per eliminare così il concetto di politico di professione, senza cadere nel dilettantismo e nella disorganizzazione.
Questo significa utilizzare capacità professionali e competenze, all'interno di un'organizzazione, riconoscendo al cittadino che presta il proprio contributo alla politica un compenso equo e commisurato all'attività che svolge normalmente nel proprio ambito lavorativo.

In altri termini: la politica non è una professione, ma piuttosto un impegno richiesto a tutti i cittadini .

Il Metodo che dobbiamo costruire deve garantire una struttura operativa orizzontale, fondata su una serie di principi e di regole non negoziabili, all'interno della quale possa svilupparsi ed agire una rete di cittadini attivi, secondo il principio base della democrazia partecipativa: non affidarsi né a una casta politica né a un plebiscito di masse televisive, ma attribuire le scelte a quei cittadini che, mediante una partecipazione continua e informata, dimostrino l'interesse e la capacità di occuparsi della cosa pubblica, garantendo che ogni cittadino abbia il diritto e i mezzi necessari per poter diventare un cittadino attivo sulle questioni che lo interessano.

Valori come quelli della legalità, delle libertà individuali, della solidarietà, della laicità e della tutela ambientale, affiancati al principio di indipendenza dagli attuali partiti politici, sono valori e principi non negoziabili caratteristici del nostro Movimento e ne costituiscono l'identità stessa.

È L'INDIVIDUO, QUESTA SESTA STELLA, METAFORICAMENTE PARLANDO PIÙ LUMINOSA DELLE ALTRE, CHE DOVRÁ RESTARE CENTRALE E FONDATIVA DEL NOSTRO PROGRAMMA

10 commenti

| Commenta
  • Le ragioni dell'importanza della Libera Iniziativa_ Pagati per fare quello che ci piace. I veri 'precari' in Italia sono le partite IVA,_Vogliamo essere, gli artefici della nostra vita. No soprattutto a coloro che vorrebbero programmare il nostro avvenire
    Informazioni generali
    https://www.facebook.com/groups/76072732906/

    NO Auto BLU, NO Canone Rai, No Bollo Auto, No Stipendi ai Politici, Meno Tasse Stipendi Operai e Impiegati, Stop Finanziamenti Industrie che chiudono Filiali Italiane per aprire all'Estero, No speculazione su beni prima necessità. cibo, acqua, energia.

    PREMESSA

    Le ragioni dell'importanza della Libera Iniziativa_
    Pagati per fare quello che ci piace.
    I veri 'precari' in Italia sono le partite IVA,_Vogliamo essere, gli artefici della nostra vita.
    No soprattutto a coloro che vorrebbero programmare il nostro avvenire, prevedere il nostro futuro.
    Il coraggio di chi rinuncia alle certezze per i propri ideali.
    Tasse: lavorare tutti per pagare meno
    I giornalisti e direttori che hanno costruito..........._Quel giorno controlleranno le tue emozioni........._Dissolvere tradizioni e mestieri in burocrazia.
    Difesi sempre più poveri, i difensori sempre più ricchi_Legge di chi si fa forte delle proprie debolezze,_Trasformismo sbandierato come un valore.
    Impossibile essere difesi da chi non ci prevedeva nemmeno come soggetti economici.
    In Politica quando si riconoscono i propri torti......si deve far festa.
    Senza indipendenza economica le parole democrazia e libertà sono solo parole.
    Artigianato: un patrimonio di tutti.
    Per ogni posto di lavoro autonomo in meno c'é un disoccupato in più.
    Affermarsi per quello che siamo non per quello che sembriamo.
    ____________________________________________

    PRIMA PARTE

    Quanti Siamo? Troppo Pochi.
    Come siamo? Tranquilli e sereni ma determinati e testardi.
    Cosa Vogliamo? Garantire la sopravvivenza dell'Artigianato e della Piccola Impresa.
    Cosa Vi Chiediamo? Di aiutarci.
    Di cosa siamo certi? Senza indipendenza economica non c'è libertà.
    Chi la garantisce di fatto? L'opportunità di svolgere un lavoro autonomo.
    Cosa si biasima dei politici? Il Trasformismo sbandierato come un valore.

    In Politica, quando si sono sostenute per anni dottrine "discutibili", eufemisticamente parlando, trascinandosi pericolosamente dietro tanta brava gente, quando si riconoscono i propri torti e ci si converte alle opinioni, che per anni si sono aspramente combattute, la propria dignità e la fiducia degli altri, se si é sinceri e onesti, si riconquistano dimettendosi e cambiando mestiere.
    La Legge più odiosa: l'ipocrisia di chi si fa forza delle proprie debolezze.

    Cosa ci terrorizza:

    1) La preoccupazione del disavanzo Inps, che affligge e disturba i sonni dei pensionati d'oro (decine di migliaia di Euro al mese) incaricati di riformare questo sistema ideato e voluto da loro stessi.
    2) Un esercito di costosissimi difensori, singoli e organizzati, col risultato che i difesi restano sempre più o meno poveri, i difensori al contrario acquistano notorietà, si arricchiscono e si accaparrano prestigiosi incarichi di potere. E' difficile supporre che chi trae vantaggi dagli altrui disagi, voglia veramente combatterli.
    3) Parlamentari dinastici (quelli che contano), di seconda o terza generazione, allevati nelle segreterie politiche dei vari partiti. Le baronie nella ricerca, nella sanità, nelle università e famigliopoli negli enti pubblici.
    4) I privilegi economici che hanno attribuito a se stessi.
    5) Gli albi (dei giornalisti in particolare) nati per garantire i cittadini e diventati una sorta di privilegio per gli iscritti.
    6) Un sistema editoriale di proprietà e a sostegno delle concentrazioni economiche, cofinanziarle, che di fatto indirizzano le scelte nel nostro Paese.
    7) Per il sistema bancario valgono le stesse considerazioni.

    Cosa ci manca: la libertà di lavorare!

    Cosa proponiamo: facilitare, anzi non ostacolare, come avviene ora, l'entrata nel mondo del lavoro al neo imprenditore, riconoscendogli un premio per aver creato gratuitamente occupazione. (Un noto politico disse, che allo Stato un posto di lavoro costava a quel tempo qualche centinaio di milioni di Lire).
    Come? Esentando le ditte individuali per i primi tre anni da obblighi fiscali, disporre che i contributi Inps e Inail siano facoltativi e ridurre drasticamente tutte quelle assurde e dispendiose normative esistenti.
    Ridurre al minimo gli adempimenti contabili e esentare fiscalmente i redditi fino a 15.000 Euro annui (il minimo per sopravvivere). Liberalizzare l'assicurazione infortuni, il sistema pensionistico ecc.
    Rimuovere i registratori di cassa assolutamente costosi e inutili, ma preziosi per rimpinguare le entrate di chi li produce. Non a caso voluti da Formica e Visentin quest'ultimo, guarda strano, membro del CdA di Olivetti.
    Eliminare gli studi di settore una variante dell'odiosa Minimun Tax la cui matrice penso sia a tutti chiara.
    Ripristino dell'apprendistato, riconoscendo un rimborso a coloro che insegnano le arti e i mestieri ai giovani apprendisti.
    Riforma generale, che inquadri le piccole e medie aziende in un sistema adeguato alla loro sopravvivenza e induca chi è senza lavoro a crearselo.
    Molto migliore del solito assistenzialismo, legato a vecchie politiche e dannoso per gli assistiti perché li spinge alla rassegnazione e ai margini della società, invece di stimolarli e indurli a credere in se stessi. Condizione quindi umiliante e inutile.
    Dannoso anche per tutti i contribuenti che devono pagare più tasse per far fronte al mantenimento di quelli.
    Utile forse solo a quei politici, che varando questi provvedimenti, credono di aumentare i loro consensi elettorali.
    Lo scenario sopra descritto, in realtà, è un macigno che pregiudica la crescita e lo sviluppo economico-culturale del nostro paese in tutti i suoi aspetti, anche se noi lo rapportiamo solo alla sopravvivenza del ceto medio.

    Le ragioni dell'importanza della P.I.

    Tra le principali risorse dell'economia italiana ci sono la Piccola Impresa e l'Artigianato, infatti assicurano sviluppo e distribuiscono ricchezza a larghi strati della società.
    Sono stati in passato e rimangono tutt'oggi la matrice della grande industria e svolgono una funzione preziosa e insostituibile di ammortizzatore sociale.
    Altro che lavori socialmente utili.
    Soltanto per queste ragioni meriterebbero una grande attenzione e rispetto da parte della classe politica e delle forze del nostro Paese, che si auto definiscono sociali.
    Anche se la P.I. non ne è la parte predominante, è pur sempre un aspetto del capitalismo.
    Ebbene se Max Weber ne "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo" avesse conosciuto la realtà della nostra P.I. credo che dalla sua analisi avrebbe escluso l'Italia.
    La ricerca di altri scopi non strettamente economici, oltre al profitto, quale unico obiettivo, non ha per nulla frenato lo sviluppo industriale nel nostro Paese, semmai ne è stato uno stimolo ulteriore.
    Se noi considerassimo il solo profitto, il volano del successo dei nostri imprenditori, teorizzeremo una realtà che non ci appartiene.
    Il profitto è certamente il fine ultimo dell'impresa, ma non quello dell'imprenditore italiano.
    Da noi la creatività, l'immaginazione, l'estro, la fantasia e le capacità sono gli ingredienti che fanno di un uomo un imprenditore e lo spingono a interagire con gli altri e con il mondo esterno: il coraggio e la soddisfazione di chi rinuncia alle certezze per realizzare i propri ideali.
    Più il lavoro è coronamento di un mondo interiore e non solo un mezzo per raggiungere un fine economico, più si trasforma esso stesso in un premio. Noi dobbiamo risvegliare negli italiani le antiche passioni che hanno spinto migliaia di uomini a "non viver come bruti ma a seguire virtute e canoscenza".
    Pagati per fare quello che ci piace. "You are a dreamer" avrebbe sussurrato John Lennon. Invece no, è una realtà molto diffusa nel mondo del lavoro autonomo.


    L'artigianato e La P.I. sono la storia dell'uomo e non solo in Italia.

    Non dobbiamo dimenticare che tante industrie sono nate negli scantinati o nelle soffitte dei loro fondatori. Alla genialità e all'opera di singoli si devono grandi scoperte e conquiste che hanno cambiato il corso dell'umanità.
    Anche oggi: recenti colossi informatici mondiali sono nati in garages della California o di Seattle.
    Dobbiamo liberalizzare le risorse umane offrendo loro opportunità e sostegno, invece di deprimere la genialità e l'intraprendenza.

    Se vogliamo competere con gli altri, ma soprattutto se vogliamo rinnovarci, unica strada per farlo è che il primato dell'intelligenza non possa, in un paese moderno, essere insidiato dalla capziosità di certe leggi o da interessi corporativi, dalle clientele e dal nepotismo. Osservate quanto i soliti cognomi sono frequenti alla Rai per esempio.
    In Italia l'Artigianato e la piccola e media industria non hanno mai goduto di alcun privilegio. Sono state massacrate da un fisco iniquo anche con l'opera di Ministri spesso Consiglieri di Amministrazioni di Multinazionali, poi fallite o liquidate.
    Non controlliamo né catene editoriali, né banche, né assicurazioni.
    Siamo invece sinonimi di evasori fiscali arricchiti a spese degli onesti fannulloni, che per anni ci hanno aizzato contro.
    Purtroppo per loro non abbiamo mai fatto sottoscrivere, con la compiacenza delle banche, titoli spazzatura o inventato i derivati finanziari, altrimenti, ci potete scommettere, la crisi mondiale almeno in parte ce l'avrebbero addossata.
    Le ragioni:
    1) Assoluta mancanza di rappresentanza politica. E questo basta e avanza a spiegare tutto.
    2) Nessun membro nei consigli di amministrazione che contano.
    3) Sistema fiscale inadeguato.
    4) Incapacità di organizzarsi da parte dei piccoli imprenditori.
    5) Partiti più sensibili al fascino di qualche soubrette o ragazzotto di bella presenza e soprattutto obbedienti, che da seri rappresentanti della P.I.
    6) Confederazioni di categoria più disposte ad aumentare gli adempimenti contabili (dai quali traggono enormi vantaggi), che a sostenere le classi che rappresentano.
    7) La consapevolezza che inquadrare spiriti liberi è più difficile che guidare masse omogenee.
    8) Siamo troppo orgogliosi, non mendichiamo compiacenze, posti di lavoro o finanziamenti per crearli (lo sappiamo fare da noi), desideriamo solo di essere lasciati liberi di lavorare, creare occupazione non solo per noi ma anche per tutto il paese. Punto.

    Teniamoli d'occhio

    La Democrazia non si proclama né si annuncia, ma si compie giorno per giorno solo se sostenuta dal contributo e dalla vigilanza di tutti i cittadini.
    Quanto più lo spazio tra la gente e i politici aumenta, quanto più il sistema degenera e ci danneggia.
    Credo che la principale colpa, ricada proprio sulla gente che si disinteressa troppo, che non stimola e controlla la classe politica (visto che non possiamo cambiarla). Occorre, piuttosto che ascoltare supinamente le loro ragioni e opinioni, le prediche e gli"insegnamenti" come scolaretti alle elementari, indirizzarli con la forza dei nostri voti verso ciò in cui noi crediamo. Siamo anche francamente stanchi delle solite campagne elettorali, noiose e ripetitive, fatte di belle promesse raramente mantenute, di proclami e sermoni.
    Invertiamo i ruoli.
    Ora che avete l'onore o l'onere di rappresentarci, ora che avete il potere di fare o, se siete all'opposizione, quantomeno di tentare di fare, dimostrateci che meritate di ricoprire questo ruolo e di avere il nostro sostegno.

    Ai politici, dunque, diciamo semplicemente:
    Se volete il supporto, cioè i voti dei commercianti, artigiani, piccola e media impresa, prendete ora quelle iniziative adeguate per promuovere lo sviluppo del ceto medio piuttosto che prometterlo in campagna elettorale.

    L'equa distribuzione della ricchezza non deve essere imposta dall'alto, come qualcuno semplicisticamente e demagogicamente dichiara ma deve essere la naturale conseguenza di uno sviluppo economico armonioso e concorrenziale, tale che la sua struttura si diffonda meno verticalmente e più orizzontalmente.
    Questo non accade, certamente, in tutti quei paesi in cui due o trecento famiglie di industriali e finanzieri detengono il controllo di giornali, giornalisti e televisioni.

    Secondo voi, l'Italia e' tra questi paesi?

    Ai milioni di cittadini del ceto medio, che traggono benessere materiale e intellettuale direttamente o indirettamente da quella realtà economica, chiediamo intanto di sostenerci e unirsi a noi. Poi vedremo.

    Se sei d’accordo con la nostra iniziativa, indica di seguito i punti o le priorità che ritieni di maggiore importanza.
    Dai il tuo contributo.

    SECONDA PARTE

    Prendo spunto da un vecchio ma bellissimo film americano, nel quale l'autore già allora denunciava un pericolo incombente sulla società statunitense: essere "inquadrato".
    Questa condizione non solo, umilia ed impoverisce la vita della persona ma provoca gravi ripercussioni sociali.
    Il protagonista, che era Gregory Peck, dice tra l'altro al figlio >.
    Purtroppo il tentativo di saccheggiare lo spirito umano non è un fosco delitto di uno specifico orientamento ideologico e politico o di un certo periodo storico ma si ripete da parte di tutti e in tutti i tempi.
    Particolarmente minacciato da questa condizione, è quel ceto medio costituito da dipendenti, operai e impiegati, preziosi e indispensabili al funzionamento della società economica e dei quali ci dobbiamo e vogliamo preoccupare.
    Anche in questo caso la piccola impresa e l'artigianato svolgono un ruolo importante.
    All'interno delle piccole aziende, infatti, si respira un'aria più familiare.
    I ruoli sono meno rigidi, più umani; i rapporti tra datore di lavoro e dipendente sono più intonati all'amicizia, che alla condizione di titolare e sottoposto.
    Le mansioni sono meno ripetitive e alienanti, hanno un senso e sono più valorizzate e valorizzanti; spesso, infatti, un dipendente si mette in proprio e realizza il sogno della vita.
    Le persone con problemi di varia natura non si recuperano inserendoli in un programma dove è previsto un corso di apprendimento delle funzioni di una catena di montaggio di un’industria automobilistica ma in centri dove s’insegnano le arti e i mestieri.
    Certo moltissimo andrebbe fatto ancora per migliorare la condizione economica, esistenziale e lavorativa di questi cittadini (di questo parleremo più avanti).
    Non certo però con le modalità di certi difensori di professione, sapienti nell'alimentare l'odio di classe o meschine invidie, risoluti e intransigenti con i piccoli imprenditori ma obbedienti e proni alle direttive dei potenti.
    Un mondo fatto di "padroni" da una parte, di lavoratori e disoccupati dall'altra e loro nel mezzo: questo è il loro sogno ma anche il nostro incubo.

    TERZA PARTE

    In Italia, in tema di Evasione fiscale, ci marciano in molti.
    Qualcuno ha diffuso ad arte tra la gente un convincimento: sono onesti per definizione tutti quelli che hanno la busta paga e più o meno disonesti le cosiddette partite IVA, o meglio i lavoratori autonomi. Diciamo subito che questo è un subdolo sistema per dividere e diffondere ostilità tra la gente:
    pratica assai diffusa tra i cacciatori di consensi anche se disgustosa specialmente quando esercitata tra cittadini della stesso ceto.
    Comunque trattasi di un’analisi rozza e sbrigativa di considerare il fenomeno dell'evasione fiscale.
    Premetto che a me interessa unicamente smontare questo luogo comune, senza parteggiare per nessuno ma nell'interesse di tutti, specialmente di quei cittadini dipendenti che fanno il loro dovere e sono le vittime più danneggiate da questa opinione. Ogni cittadino é tenuto a pagare le imposte in base al reddito che produce, frutto della propria attività che si chiama lavoro. Non c'é dubbio che se si presume che tutti gli artigiani abbiano evaso le imposte dovute, si ammette implicitamente che tutti abbiano prodotto e distribuito ricchezza e non mi sembra poco.
    Quindi una certezza noi l'abbiamo: i cosi detti evasori fiscali lavorano tutti e questo è già un grande merito ed un implicito (anche se non voluto) riconoscimento di onestà. Possiamo avere questa stessa certezza di tutti i lavoratori dipendenti?
    Resta il fatto che, qualsiasi persona ragionevole, anche se non è un economista, intuisce che non si può generare un reddito e quindi uno stipendio dal quale si trattengono le imposte senza il presupposto di un’attività umana produttiva, che non sia però una discussione di calcio in ufficio; una puntata al bar di fronte seguita da un giretto per la spesa durante l'orario di lavoro; un periodo di riposo per un colpo di tosse o per un esaurimento esistenziale.
    Questo ipotetico cittadino quindi lavora poco, produce poco ma paga le tasse, secondo quello che sostengono certi economisti da strapazzo.
    Tutti si capisce che è impossibile.
    C'è da chiedersi quindi: non sarà vero che lo stipendio e le tasse le pagano per lui proprio quei disonesti evasori fiscali citati all'inizio e tutti quei dipendenti, onesti impiegati e operai, che fanno il loro dovere?

    LAVORARE TUTTI PER PAGARE MENO!

    Cari difensori di professione smettete di seminare zizzanie e difendete di più i vostri iscritti onesti.
    Non vorrei pensare che per voi solo perché tutti pagano la stessa tessera, siano tutti uguali.
    Quanti ospedali, asili nido, tickets, case popolari e carburante per le Forze dell'Ordine si potrebbero pagare con gli stipendi lordi dati a questi ipotetici "onesti" cittadini.

    Nei prossimi interventi parleremo più in generale della struttura fiscale, delle imposte dirette e indirette reali e personali nel nostro Paese molte delle quali risalgono al ventennio Fascista.
    Allora vedremo davvero chi paga e chi non paga.
    Leggo in tanti gruppi l'esasperazione della gente contro la politica.
    La democrazia non può fare a meno dei partiti, come non può fare a meno dei sindacati di categoria; il problema e che bisogna cambiare gli schemi mentali degli uomini che li rappresentano.

    QUARTA PARTE

    C'é un proverbio che dice " Chi sbaglia paga e i cocci......"
    In Italia invece funziona al contrario: chi sbaglia riceve premi, Encomi e Cariche Politiche.
    Infatti sembra che la prerogativa fondamentale per raggiungere i vertici specialmente in politica ma anche nel giornalismo e nel mondo intellettuale in genere, sia poter rivendicare un passato ideologico intriso di errori e peccati, più o meno giovanili e pretendere che il ravvedimento, sia un proprio merito da sbandierare orgogliosamente, da apprezzare come un indispensabile quanto sofferto percorso per approdare finalmente a quella maturità che li rende saggi ed infallibili interpreti della verità.
    Un notissimo e apprezzatissimo giornalista disse, parlando di se, che nel corso della sua lunga vita aveva aderito un po' a tutto, da strenuo sostenitore della monarchia a convinto repubblicano, da fascista ad antifascista "chi non cambia idea è uno stupido" e ricevette anche sonori applausi dal pubblico presente.
    Evidentemente lui era un esperto.
    La legge di chi si fa forte delle proprie debolezze come dicevamo all'inizio (è disponibile un elenco di "pentiti" non compilato solo per motivi di spazio).
    Altro che rinnovamento e larghe vedute, chiamiamolo semplicemente opportunismo o incapacità.
    Ma coloro che:
    -non possono esibire questi percorsi, questi preziosi precedenti,
    -non possono vantarsi di aver capito dopo 40 anni che le leggi razziali furono un crimine disgustoso o che un certo signore fu una catastrofe per l'Italia.
    -da sempre hanno detto che tutte le dittature senza "se e ma' sono una sciagura per l'umanità.
    -non possono compiacersi dei propri errori né possono farseli perdonare semplicemente perché hanno avuto il solo torto di non averli commessi, sono tutti dei coglioni ?

    La gente comune, odiosa locuzione ma tanto cara a molti signorotti nostrani, per definire chi la mattina tira su il bandone o va in fabbrica, ha diritto a più rispetto da questi gentiluomini.
    La Parabola del "figliol prodigo" in questi casi non va.

    QUINTA PARTE

    La Locomotiva

    "Troppo e troppo a lungo, ci sembra di avere ceduto l'eccellenza personale e i valori della comunità per il semplice accumulo di cose materiali. Il nostro prodotto nazionale lordo è ora stimato in 800MLD di dollari l’anno. Ma quel prodotto nazionale lordo, se dobbiamo giudicare gli Stati Uniti d’America in base ad esso, ebbene quel prodotto interno Lordo comprende l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per pulire le nostre autostrade dalle carneficine. Comprende serrature speciali per le nostre porte e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Conta la distruzione delle nostre sequoie e la perdita della nostre meraviglie della natura, nell’espansione caotica. Conta il napalm e il costo di una testata nucleare, e carri armati per la polizia che combattono scontri nelle nostre strade. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck e programmi televisivi che glorificano la violenza per vendere giocattoli ai nostri figli.
    "Tuttavia, il prodotto nazionale lordo non tiene conto della salute dei nostri figli, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la forza dei nostri matrimoni, l'intelligenza del nostro pubblico dibattere o l'integrità dei nostri pubblici funzionari. Esso non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra formazione, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. E ci dice tutto riguardo l'America, eccetto perché noi possiamo essere orgogliosi di essere americani ".
    Robert Bob Kennedy
    (Robert Kennedy - Discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University).

    Se la locomotiva ideale che muove un’azione, non corre su un binario morale che rimetta al centro l’uomo, alla prima curva deraglierà, aggrovigliando e sovvertendo l’ordine dei valori che trascina. Noi abbiamo cercato e cercheremo di spiegare su quali rotaie vogliamo che il nostro immaginario convoglio percorra il suo cammino. _L’angosciante relativismo, la spregiudicata strumentalizzazione degli eventi e il disinvolto uso della morale, sembra siano le verghe sulle quali scorre la politica italiana._ Gli stucchevoli discorsetti morali di chi crede nell'indissolubilità del matrimonio, ma non del suo, le false prediche di chi odia i capitalisti ma ama il capitale, i disgustosi battibecchi tra i portavoce, degni dei peggiori Talk Show, gli odiosi isterismi di chi rivendica il proprio primato morale, le percentuali dei sondaggi che angosciano chi li promuove, sono gli argomenti che quotidianamente tutti i telegiornali nazionali (Rai a pagamento) ci somministrano. Tutti i giorni le solite facce!
    Sai quanto importa a chi non arriva a fine mese col mutuo da pagare!
    Non ne possiamo più e rafforzano in noi la preoccupazione che il nostro treno sia già deragliato.
    Se vogliamo davvero cambiare dobbiamo provare: non perde chi arriva ultimo, ma chi si rassegna!

    SESTA PARTE

    Lo scrivo x te!
    Ci sono molte forme di razzismo.
    Quella più appariscente è senza dubbio quella razziale.
    Ma si parla di questo fenomeno anche quando le differenze sono legate alla religione, al sesso, alla condizione fisica, all'orientamento sessuale, al paese di provenienza piuttosto che alla regione.
    Le conseguenze pratiche di questa realtà sono l'esclusione del discriminato da certi contesti sociali ed economici, trattamenti diversi per prestazioni uguali, atteggiamenti di scherno se non addirittura offensivi. Io sono un incurabile "dreamer" per me l'aspetto più osceno della discriminazione è legato alla parte spirituale dell'uomo, alla mortificazione che subisce chi è vittima di questo sopruso.
    In Italia tra l'altro il razzismo è considerato un vero e proprio reato, ricordiamolo.
    Ma c'è un razzismo più subdolo, infame e sfacciato, arrogante ma silenzioso, perverso, incolore, impunito e beffardo, sotto gli occhi di tutti. Un razzismo antico, che toglie, che umilia, che prevarica e appesta la società, le aziende, la democrazia.
    Un razzismo trasversale ai partiti, alla razza, al sesso, all'orientamento sessuale, a tutto.
    Un razzismo prepotente praticato spesso ipocritamente da chi si vanta di combatterlo. Un razzismo diffuso che trova i suoi germi nei rivoli delle appartenenze politiche, religiose e sociali.
    Parlo di quel razzismo che distingue i cittadini italiani in RACCOMANDATI e DISGRAZIATI, in gente qualunque e in coloro che nel grembo delle loro madri hanno già il DNA del parlamentare, del direttore, del presidente, di una carriera luminosa.
    Perché si raccomanda qualcuno?
    Per generosità? per solidarietà? per simpatia? per amicizia? per stima?
    No, non illudetevi.
    La raccomandazione è semplicemente la moneta di scambio di oscuri intrighi, usata sempre con oculatezza, freddo calcolo e meschino tornaconto
    Chi raccomanda non segnala una persona meritevole, capace, intelligente, volonterosa, ma colui che gli permette di sdebitarsi o accumulare un credito che gli sarà ripagato con lo stesso meccanismo.
    Non dobbiamo rimanere indifferenti a questa odiosa pertica, non dobbiamo essere complici di chi ci relega ai margini della società e occupa un ruolo che non gli spetta, dobbiamo denunciare questa forma di razzismo e smascherare coloro che la professano altrimenti ci renderemo complici di un reato: lo dice la legge italiana.

    SETTIMA PARTE

    Se Ludwig Von Mises, economista di scuola liberale, sostenitore della subordinazione della società alle esigenze dell'individuo, e quindi assolutamente contrario al collettivismo, fosse vivo, oggi si accorgerebbe che anche il liberalismo economico non assicura sempre l'indipendenza e la libertà della persona.
    Infatti, se il collettivismo garantisce solo "di difendere le classi dominanti e coloro che si trovano al potere" anche una degenerazione del liberalismo porta a simili conseguenze. I primi a denunciare questa grave anomalia dobbiamo essere proprio noi che crediamo nell'impresa e nell'imprenditore.
    Non dobbiamo temere di ammetterlo.
    La dinamica evolutiva, sarebbe meglio definirla involutiva, del sistema di mercato crea poteri cosi forti che alterano e vanificano il fine che si propone il liberalismo: assicurare uno sviluppo economico, un sistema che garantisca il consumatore, ma soprattutto garantire dialettica parlamentare, libertà di pensiero, libertà di associazione e libertà individuali.
    Non possiamo ignorare che in molti Paesi occidentali esistono concentrazioni finanziarie e industriali cosi forti capaci di condizionare non solo la vita dell'individuo ma di un’intera Nazione. Non possiamo sostituire il parlamento con un consiglio di amministrazione. A questo occorre porre rimedio se non vogliamo che il mondo finisca sotto una dittatura economica pur conservando formalmente l'aspetto di democrazia.
    Se il liberalismo quando nasce rappresenta una forte contrapposizione ai sistemi assolutistici che dominavano in Europa nel '700, oggi, si deve confrontare con una nuova realtà che impone nuove regole. Le recenti note vicende che hanno investito il mondo finanziario internazionale ne sono un aspetto.
    Le conseguenze della degenerazione del liberalismo non sono solo di carattere economico, che seppur disastrose possono essere corrette con manovre che in ogni caso richiedono pesanti sacrifici quasi sempre dei cittadini più poveri, ma i riflessi che il mutato assetto socio-economico piramidale provocano sull'individuo in quanto uomo e le relative conseguenze sulla società.
    L'appiattimento culturale, la fine della spontanea ricerca del proprio benessere, un’ossessiva e continua campagna acquisti, un’esasperante sollecitazione di esigenze artificiali, la sovversione di valori, i falsi ideali, provoca nell'individuo tensione, molta insoddisfazione e poca autostima che spesso si traducono in violenza, rabbia in comportamenti nocivi per se e per la comunità intera. Questo è il maggior pericolo cui va incontro la società dei nostri tempi.
    Sì, perché la suprema priorità dell'uomo è gestire intimamente il proprio destino. La vita è come una scalata.
    Lo scalatore non trascina in cima alla montagna il suo corpo ma il suo spirito.
    Da ogni chiodo che pianta sulla parete, da ogni passo che fa, da ogni appoggio che sceglie, dipende la sua vita.
    Quando finalmente conquista la cima, ha vinto la sfida con la montagna. L'illusione di essere il vero protagonista della sua sorte lo libera dalle paure, lo emoziona perché realizza un sogno.
    Si potrebbe pensare che sia un’esagerazione, la visione di un sognatore o di uno sbruffone. Non è cosi.
    Ognuno ha le proprie aspirazioni, non importa quanto siano grandi, ma quanto ti rendono felice nel realizzarle.
    La differenza tra vivere ed esistere consiste proprio in questo: realizzare i propri sogni.
    Chi prende in ostaggio la tua anima, chi pretende di programmarti, chi ti allontana dalla natura, chi ti inculca valori fasulli e ti fa credere in un colore, in un simbolo, in una squadra, chi ti propone finti eroi, negandoti quelli veri, chi suffraga false virtù, ti allontana sempre più da te stesso riducendoti a un burattino. Alla fine ti sentirai sempre più solo, più vuoto, più insoddisfatto, più stupido. Proprio quello che vogliono.
    La normale quotidianità ci offre ampi ed eloquenti esempi di quanto sopra.
    Molte sono le insidie per il ceto medio e la P.I., abbiamo parlato dell’eccesiva burocrazia, abbiamo detto che la cultura stenta ha liberarsi delle influenze collettivistiche, ma l'obiettività ci impone di non sottovalutare che il liberalismo se non supportato da adeguate regole può rappresentare un pericolo per l'uomo e la collettività e paradossalmente per l'iniziativa privata.
    Qualcuno ha parlato di un piano Marshall; noi siamo d'accordo ma deve essere varato per salvare la sopravvivenza delle piccole imprese che sono la sola garanzia, come abbiamo già detto, per arginare la monopolizzazione della produzione dei beni e delle coscienze.
    L'aspirazione dei grandi Statisti dovrebbe essere quella di garantire a ogni singolo uomo il massimo benessere, soprattutto dello spirito; purtroppo i grandi Statalisti, il benessere, quello economico, lo garantiscono anche troppo ma a loro stessi e ai loro portaborse.
    Iniziamo anche noi la nostra scalata per cambiare. Cominciamo a correre insieme e lanciare la palla, la meta non è poi cosi lontana!
    "La Libertà, l'unica che rispetta la personalità umana, l'iniziativa privata, il valore morale del rischio, la vitalità della società, la vera eguaglianza umana, la libertà va perdendo di giorno in giorno le sue posizioni chiave" (non l'ha scritto Adam Smith né la Signora Thatcher).

    OTTAVA PARTE

    Talor, mentre cammino per le strade
    Della città tumultuosa solo,
    mi dimentico il mio destino d'essere
    uomo tra gli altri e come smemorato,
    anzi, tratto fuor di me stesso, guardo
    la gente con aperti estranei occhi.
    M'occupa allora un puerile, un vago
    senso di sofferenza e d'ansietà
    come per mano che mi opprima il cuore..........

    "L'angoscia, il timore e l'ansia dell'essere umano di esistere, o meglio, forse, di sopravvivere in una società che di umano non ha più nulla, che va verso un futuro totalmente preda delle macchine, accanto all'estraneità e all'alienazione da quella massa informe e incosciente che è la folla; questi i temi che vagavano come ombre corvine in mantelli vermigli nei pensieri di un poeta di inizio Novecento, oggi, forse, tristemente dimenticato, Camillo Sbarbaro." Silvano Leone.
    Se l'uomo non fosse preservato in uno stato di parziale incoscienza, cadrebbe nella disperazione.
    Il mio psichiatra, un anziano professore dell'Università di Firenze, commentando questa mia convinzione, mi spiegò appunto, che non sono gli ansiosi, gli angosciati, gli afflitti e i depressi, i "malati", ma gli altri, quelli cioè che non sono tormentati da questi turbamenti e affrontano con una certa tranquillità la vita e grazie a Dio sono la maggioranza della popolazione.
    Francamente sono rimasto un po' perplesso anch'io ma poi riflettendoci ho finito per essere d'accordo con lui. Perché?
    Nel corso della sua evoluzione l'uomo, ha preso sempre più consapevolezza del proprio essere e quindi ha iniziato a porsi delle domande, a interrogarsi sul perché della vita e della morte. Solo questi due quesiti, se rimangono insoluti, bastano per sconvolgere qualsiasi essere cosciente.
    Quel provvidenziale stato di semi incoscienza accennato all'inizio ci preserva dall'angoscia e dalla paura ma non placa il nostro senso di smarrimento.
    Questa nuova condizione ci induce continuamente a cercare delle cose in cui identificarsi, in cui riconoscersi.
    Più ci si allontana da noi stessi e più ci perdiamo e la ricerca della nostra identità diventa affannosa, pressante e opprimente. Una manna per chi ne sa approfittare.
    Abbiamo sempre bisogno di riferimenti, dobbiamo identificarci in qualcosa o in qualcuno.
    Tentiamo di riconoscerci in un colore, in una squadra, in un abbigliamento, perfino negli atteggiamenti, pur di uscire da questo squallido deserto affollato di esseri umani sempre più anonimi, sempre più uguali.
    Abbiamo un bisogno disperato di identificarci per placare il nostro latente tormento di scoprire veramente chi siamo senza capire che la risposta la dobbiamo trovare calandoci e scavando dentro di noi come fossimo un minatore. Abbiamo in altre circostanze affermato che le attività umane, quando non sono solo il mezzo per raggiungere un fine economico, ma anche l'espressione delle proprie qualità, sono un sistema straordinario per placare le nostre angosce. Abbiamo parlato di sogni e quanto sia gratificante solo tentare di realizzarli. Abbiamo consigliato di assecondare il proprio talento. Tutte condizioni scoraggiate e ostacolate nel nostro Paese.
    Immaginiamo una società più matura meno superficiale, capace di interpretare se stessa senza farsi travolgere e ingannare da falsi valori e rimedi fasulli, che spingono milioni di persone a mutuare il successo altrui, a seguire stupide e costosissime mode e quant'altro, pur di rimanere nel branco. Noi ci battiamo per questo. Chi cerca solo ti trarre vantaggi e appiattire miseramente la nostra società, si guarda bene dal farlo.
    Noi ci battiamo per una società che nessuno statalista e nessun politicante vorrebbe che si realizzasse.
    Ci battiamo contro una società relativista, perché crediamo in valori assoluti e indivisibili: la Giustizia, la Libertà, la Democrazia, l'indisponibilità della vita, la dignità umana.
    Approfittare dello smarrimento individuale e sociale dando alla gente dei falsi riferimenti è un mezzo straordinariamente efficace per trasformare ignari cittadini in una fonte di consensi.
    Cavalli di battaglia per dividere? Gli stessi da millenni: ideologie, razzismo, religione, odio di classe, ecc.
    Nel corso della storia non mancano purtroppo esempi tragici di chi portando a estreme conseguenze questa pratica, approfittando della fragilità umana, esorcizzandone le paure, soffiando sulla sua latente aggressività, sul senso di conservazione dei propri caratteri genetici, sulle proprie incertezze, ha trasformato uomini in belve sanguinarie.
    Devo dire che il clima che si respira oggi in Italia non e molto rassicurante.
    Dichiararsi di sinistra o di destra equivale quasi a fornire le proprie generalità.
    Prendere posizione su temi di varia natura, che quasi mai coincidono con gli interessi della gente, ci dà l'illusione di partecipare, di appartenere a una "mandria" e ci sentiamo meno soli. Il meccanismo è sempre lo stesso, approfittarsi delle nostre debolezze, e cosi ci dividono e ci utilizzano.
    Spesso bastano poche parole di una persona per capire quale giornale legge, che telegiornale vede, quali programmi preferisce.
    E cosi facendo la maggioranza della popolazione consegna il potere a un’esigua ma organizzata ricchissima e potente minoranza. Se invece ci organizzassimo noi visto che gli interessi del Popolo del Ceto Medio, l'abbiamo detto, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono comuni e indivisibili, questo non accadrebbe. Se vogliamo una classe politica migliore, prima di tutto, dobbiamo migliorare noi stessi. L'ultima cosa che loro desiderano, per me un sogno per loro un’ossessione.
    Chi ha la sfortuna di essere "sano", sa che è inutile cercare soluzioni alle proprie angosce.


    CONTINUA .........................

    Scritto da: Dott. Michelangelo Miniati

  • NOI CI DIAMO DA FARE DA QUALCHE ANNO CON UN GRUPPO SU FB E AVEVAMO RAGGIUNTO 10.500 ISCRITTI SE TI INTERESSA LEGGERCI SIAMO ANCHE SUL FORUM DEL M5S

    GRUPPO FB:
    https://www.facebook.com/pages/ARTIGIANATO-E-PICCOLA-E-MEDIA-IMPRESA-A-DIFESA-DEL-CETO-MEDIO-PMI/366055412746

    M5S
    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/04/artigianato-e-piccola-e-media-impresa-a-difesa-del-ceto-medio-pmi.html

  • NOI CI DIAMO DA FARE DA QUALCHE ANNO CON UN GRUPPO SU FB E AVEVAMO RAGGIUNTO 10.500 ISCRITTI SE TI INTERESSA LEGGERCI SIAMO ANCHE SUL FORUM DEL M5S

    GRUPPO FB:
    https://www.facebook.com/pages/ARTIGIANATO-E-PICCOLA-E-MEDIA-IMPRESA-A-DIFESA-DEL-CETO-MEDIO-PMI/366055412746

    M5S
    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/04/artigianato-e-piccola-e-media-impresa-a-difesa-del-ceto-medio-pmi.html


  • ALTERNATIVA A QUESTO SISTEMA

    Salve, condivido l'esigenza di concretizzare un programma da presentare a livello nazionale.
    Vi espongo le mie idee su cui devo lavorare per renderle adatte allo scopo.
    Ho,anche intenzione di lavorare ad un sondaggio a livello locale, per estrapolare il punto di vista dei cittadini lontani dai blog o dall'attivismo in genere.
    La gente comune che non crede più ad un alternativa, ma che esperisce ogni giorno sulla propria pelle i disagi dell'attuale situazione.
    Le mie opinioni:
    Casta:
    ridurre il numero dei parlamentari,
    stabilire tetti max di stipendio e pensioni,
    abolire ogni forma di agevolazione, sono cittadini al servizio dei cittadini e niente di più, quindi
    Ridurre le spese di autorimessa, telefonia:
    si parla 1570338,14 euro.
    Noleggio mezzi: che ad oggi ammontano a, …....
    Eliminare i servizi di autonoleggio con conducente e il noleggio dei mezzi, escludere auto blu, o altri mezzi statalii. Con multe salate per i trasgressori.
    Devono sostenere le proprie spese come tutti , Quindi arrivare al lavoro finanziandosi il trasporto, tranne per i viaggi di lavoro e anche in questo caso nessuna prima classe o aerei privati, ma stare fra la gente sempre, come un normale cittadino.
    Hanno speso in viaggi 3413000,00 euro
    Eliminare: struttura presidi sanitari e servizi sanitari:
    (che ammontano a 10milioni e 117mila euro)
    nessuna spesa sanitaria sostenuta da camera e senato, ognuno fa fronte alle proprie spese come da Isee.
    Ridurre drasticamente la Ristorazione ai parlamentari.
    RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e
    bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla
    pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di
    contributi (**41 anni per il pubblico impiego !!! )
    Rivedere i contratti di locazione degli edifici istituzionali.
    Ridurrele spese per:
    Magazzino oggi le spese, lavori di condizionamento, Conservatoria: acquisto arredi,
    Utenze, Spese di rappresentanza, Ridurre la fornitura dei beni

    Obbligo di pubblicazione della loro dichiarazione dei redditi e patrimoniali.
    La sola camera dei deputati costa al cittadino _Euro 2.215,00 al MINUTO !!_
    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati
    Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a
    disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre
    al suo servizio)
    la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
    conviventi more uxorio.
    I tagli devono iniziare da Camera e Senato, monitorare e imporre meno spreco.
    E' necessario dare un impronta ecologia a tutti i settori:
    Raccolta differenziata in ogni edificio pubblico ed istituzionale, con ammenda pecuniaria per i trasgressori.
    Anche i cittadini devono adeguarsi e potranno essere multati per i comportamenti non eco-friendly, in base alla gravità dell'azione compiuta, quindi nessuna tolleranza per chi butta le carte in terra o non raccoglie gli escrementi dei cani, ecc.
    Le aziende che prevedono l'utilizzo di sostanze inquinanti nel loro sistema produttivo vanno tassate, ma con l'onere di non aumentare il costo ai cittadini.
    Vietare gli involucri di plastica nel confezionamento degli alimenti.
    Incentivare l'energie alternative e le imprese che hanno un orientamento eco sostenibile.
    Multare fiere ed eventi che comportano la produzione massiccia di rifiuti, anche se riciclabili, che comporta uno spreco.
    Insomma basarsi su riciclo, riuso e rispetto dell'ambiente.
    Incentivi elettrodomestici ecologici.
    Finanza/economia:
    I finanziamenti alle imprese comporteranno l'onere di sitare i capitali ricevuti: con la libertà del capitale si assiste allo scempio di concedere agevolazioni ad imprese che dopo pochi mesi chiudono tutto e si trasferiscono all'estero.
    Tutelare le piccole e medie imprese, puntando alla qualità piuttosto che alla quantità.
    Agevolare le piccole imprese con allegerimento burocratico e contributi affitto per i fondi.
    Tutelare i piccoli artigiani, c'è una legge nazionale che prevede a coloro privi di partita iva di esporre e lavorare, ma alcuni comuni, es:Firenze l'hanno abrogata e molte persone sono costrette a non lavorare .Bisognerebbe invece, incenivare il ritorno in piazza di questi mestieri, per riportare allo scoperto vecchie mansioni, dare un'opportunità di lavoro a questa categoria e riavvicinare la gente al gusto dell'originale piuttosto che del conformismo.
    Agevolazioni e incentivi per nuovi imprenditori, effettivamente realizzabili: molti bandi prevedono che chi partecipa sia già prosperoso dal punto di vista economico, così i soldi girano sempre agli stessi: es l'inserimento dei giovani agricoltori.
    Esproprio delle terre incolte e assegnazione a giovani o famiglie che intendono iniziare un'attivutà agricola.
    I finanziamenti verranno erogati in base a criteri vicini al consumo critico.
    Richiedere la certificazione in merito a ciò che mangiano gli animali che giungono sulle nostre tavole.
    Sostenere il recupero e l'autorecupero degli edifici, non continuare a costruire gabbie di cemento.
    Appalti si ma alla bioedilizia.
    Trasporti
    Incentivi auto ibride o possibilmente elettriche.
    Abbonamenti mezzi pubblici in base all'Isee.
    Il prezzo di trasporto dei beni deve ricadere sull'impresa e non sul consumatore finale.
    Tasse:
    Tassa per prodotti o sistema produttivo inquinanti.
    Bloccare l'innalzamento dell'iva a carico del consumatore sui beni primari e soprattutto alimentari.
    Bloccare l'aumento e ridimensionare l'RCA.
    L'università per chi non ha reddito o uno molto basso deve essere gratuita.
    O prevedere un aiuto statale che verrà rimborsato solo nel momento in cui si raggiunge un certo tenore di vita, non deve subire aumenti nel prezzo. Bisogna investire sui cittadini.
    Le multiproprietà immobiliari dovrebbero sostenere una tassa proporzionale che aumenta col numero dei beni posseduti.
    Anche la Chiesa deve essere soggetta alle tasse che viggono sul territorio.
    Vietare di tenere edifici sfitti, e limitare i tetti massimi di canone di affitto.
    Scuola:Le scuole private devono autofinanziarsi, i finanziamenti statali solo per quelle pubbliche.
    Riforma del sistema scolastico:
    Laboratori , già dalla scuola media, che inseriscano i giovani effettivamente nel mondo del lavoro e li rendino consapevoli delle mansioni che dovranno svolgere in futuro.
    Per le scuole secondarie superiori: officine, laboratori, workshop, e stage in aziende o istituti inerenti agli studi, che valgano come crediti.
    Religione: che ci sia ma a patto che s'illustrino agli alunni tutte le varie religioniesistenti, per creare una coscienza critica in merito ed educare alla diversità.
    Inserire l'educazione sessuale, l'educazione alle sostanze pscicotropiche, in base alla scuola di pensiero di riduzione del danno. Basta a messaggi di terrore che ottengono esattamente il contrario, stimolando nell'adolescenza la voglia di trasgredire.
    Assicurare agli alunni svantaggiati l'educatrice di sostegno.
    Stimolare la coscienza critica e la consapevolezza, la capacità di scelta ed il giudizio critico.
    Vietare i psicofarmaci per i minori, tranne in casi di gravi disfunsioni cerebrali, quindi per danni fisici.
    Limitare la pubblicità per i minori, che li educa al consumismo di beni inutili e assottiglia le differenze economiche, creando discriminazioni e bullismo.
    Giustizia
    Ogni politico coinvolto in indagini deve sospendersi fino al chiarimento dei fatti.
    Chi viene condannato o tiene comportamenti scorretti deve dimettersi senza possibilità di revoca.
    Escludere la possibilita di decreti che vanifichino il lavoro dei magistrati, come succede da molto in Italia.
    Inasprimento pene per : Mafia, Truffa, Tangenti, Danni ambientali, estorsioni, Falsa o parziale inforamzione, danni a minori e animali.
    Eliminare la possibilità che per decorrenza dei termini i reati vengano prescritti.
    Garantire la libera informazione.
    Multare i tg che non forniscono informazioni rilevanti e/o veritiere con l'accusa di fuorviare l'attenzione del cittadino.

    Politiche sociali:
    Assicurare gli spazi verdi.
    Fontanelle di acqua potabile in ogni quartiere.
    In base all'Isee (o a uno strumento equivalente) pagare tasse, ticket, ma non solo anche mezzi pubblici o ingressi per cinema, musei, ecc.
    La cultura è un esigenza primaria.
    I bambini delle famiglie disagiate potranno così accedere a corsi sportivi o di formazione in base alla loro reale possibilità.
    Cerchiamo di appianare le differenze di classe per i minori.
    Facilitare le adozioni.
    Sportelli d'informazione più vicini ai cittadini: prevedere bus che settimanalmente vanno nei quartieri cn lo scopo d'informare e consigliare i cittadini.
    Inserimento scolasico per tutti i minori anche se stranieri privi di residenza.
    Imporre almeno un programma educativo ad ogni rete.
    Multare i tg che non forniscono informazioni rilevanti e/o veritiere con l'accusa di fuorviare l'attenzione del cittadino.

    Garantire al lavoratore una linea diretta a cui rivolgersi in caso di mobing.

    Insomma io ho iniziato a pensarci ed è venuto furi questo, ovvio c'è da lavorare e molto d'aggiungere ma vorrei una vostra opinione in merito. grazie

  • ciao a tutti, uno dei punti che vorrei sottolineare per quanto concerne la solidarietà è la condizione dei figli degli immigrati. Regolari e non. Molti di questi bambini non sono iscritti a scuola, vivono ai margini subendo il destino dei loro padri.
    Spesso gli immigrati sono ghettizzati e additati come privi di civiltà, senza comprendere che le loro origini comportano un diverso modo di relazionarsi con l'ambiente e la città in generale, così com'è normale che non conoscano le buone maniere di una cultura che non è la loro. Personalmente ho vissuto un esperienza di coabitazione con molte etnie, in cui siamo riusciti a garantire la scolarizzazione e un minimo di orientamento civico, ma le istituzioni di competenza ci hanno ostacolato e sfinito, prima di concederci uno scuolabus o garantirci il posto per ciascuno di loro.
    Per non parlare dello sbattimento per ottenere l'STP, docum.sanitario temporaneo.
    Purtroppo dovendo lottare fra bisogni primari e i limiti della burocrazia, in un paese in grado solo di assistenzialismo, oggi quel progetto di vita comune e solidale sta svanendo nel degrado.
    Oltre un intenso e bel ricordo mi rimane la soddisfazione di incontrare dopo diversi anni i "ns bambini" ormai adolescenti, perfettamente inseriti nel tessuto sociale, grazie alla follia e tenacia di pochi temerari.
    Ma Firenze è piena di piccoli da indirizzare e inserire, che domani saranno risorse concrete su cui contare e altri adulti da evitare.
    Ho imparato che, indipendentemente dal paese di origine, tutti i genitori sperano in un futuro migliore per i loro figli , ma spesso non hanno informazioni sufficienti o la destrezza per orientarsi nel groviglio burocratico e istituzionale nel quale spesso s'inciampa anche noi.
    Dopo questa esperienza e le ns battaglie a firenze hanno iniziato a tradurre le informazioni sanitarie anche in romeno, quando già questa comunità era più che numerosa.
    Il mio interesse è centrato sui minori, sull'approccio verso gli immigrati per ottimizzare lo scambio interculturale in un rapporto paritario.

  • buogiorno a tutti!!!
    Sono un fiorentino che abita in danimarca e vorrei fare del bene alla mia citta.
    Vorrei essere dei vostri anche se penso che ci sono alcune idee che non condivido e altre che aggiugerei come cittadino fiorentino!
    Primo punto:Firenze deve essere una citta vivibile questo vuol dire che in tutte le vie della citta devono essere piste ciclabili con anche semafori per bici che diano un vero senso di traffico e disciplina ciclabile.
    I percorsi ciclabili fatti a caso non servono a niente e non invogliano i cittadini a lasciare a casa scooter e macchine perche e troppo pericoloso girare in bici!!!!

    punto secondo: Gli inceneritori sevono con un inceneritore che bruci i residui la citta di firenze riuscirebbe(con un inceneritore di ultima generazione) energia e riscaldamento gratis questo permetterebbe a firenze di levare parzialmente il gas per riscaldamento da firenze!!!!!
    Gli inceneritori qua in Danimarca vengono costruiti vicino alle abitazioni senza conseguenze per la salute dei cittadini!!!
    Punto terzo: Una citta per essere vivibile non deve avere solo piste ciclabili buone ma anche le strade devono essere sicure per motociclisti e automobilisti questo vuol dire che una priorita deve essere le buche nelle strade!!!!!!!!!!!
    Ogni volta che vengo a firenze ci sono sempre piu buche MA E POSSIBILE SEMBRA DI VIVERE IN AFRICA!!!!!!!
    Quando abitavo a firenze c erano molti turisti che venivano in macchina o in moto ora non viene piu nessuno cosi.
    Questi sono solo alcuni dei punti fondamentali che vedo io da fuori mi piacerebbe che qualcuno mi rispondi su questi punti. Il mio e-mail e guidolisi@mac.com srivetemi

  • ciao vi segnalo che cliccando sul numero 1. Progetto "Rifiuti Zero" indirizza alla 5

  • user-pic

    Domanda: e un programma per la sicurezza??

  • Ciao Jacopo, francamente credo che in Italia e a Firenze non ci siano molte aperture domenicali. L'esigenza si pone per coloro che lavorano a turni (come nel mio caso) per i quali non è sempre facile ritagliare del tempo per fare la spesa. Inoltre FIrenze è una città turistica e credo sia doveroso garantire l'apertura domenicale di alcuni negozi. Ovviamente questa è un'opinione del tutto personale e non della lista.

  • user-pic

    Mi piace il vostro programma.
    Io affronterei però anche la questione dell'apertura delle attività commerciali nei giorni festivi valutando la possibilità di ridurre il numero delle deroghe che ne consentono l'apertura perchè secondo me non si può equiparare lo shopping ad una qualsiasi altra attività ludica, ricreativa o culturale da svolgere nel tempo libero.

Invia un commento

I candidati a Firenze

  • user-pic
    Alfonso Bonafede
  • user-pic
    cenci riccardo
  • user-pic
    daniele gambineri
  • user-pic
    Dimitri Conciarelli
  • user-pic
    fabrizio biliotti
  • user-pic
    francesco bellone
  • user-pic
    giampiero palazzo
  • user-pic
    Giorgio L.C.
  • user-pic
    Giorgio Misuri
  • user-pic
    Marco Pericci
  • user-pic
    Milena Romano
  • user-pic
    Paolo Bronzi
  • user-pic
    rosalba visca
  • user-pic
    Sacha Meiattini
  • user-pic
    Simone Curini
  • user-pic
    stefania martelli
  • user-pic
    Valentina Fratoni

   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons