Ci permettiamo di intervenire nella querelle che ha coinvolto l'aeroporto di Forlì perché la situazione è paradossale. L'assessore Muzzarelli dice:"semplificare le cose complesse e' fare brutta politica, noi abbiamo il dovere di fare cose serie che hanno delle gambe. Dobbiamo ragionare cercando di anticipare i tempi e non ripetere gli stessi errori del passato",.

Noi ci chiediamo, se pensa che razionalizzare un sistema aeroportuale sia come giocare con Playmobil e se sa che finora l'errore fatto è stato proprio quello di continuare ad investire in un aeroporto morto e sepolto.

L'assurdità della proposta, denota una mancanza assoluta di conoscenza del territorio e di valutazione serena dello stato attuale dell'economia, visto che Forlì non è uno snodo di vie di comunicazione e che per la tipologia di aeroporto e per la sua ubicazione, in centro città, non ha nessuna prospettiva.

L'Assessore non conosce neanche i dati forniti dalla Seaf stessa sul trasporto merci e passeggeri. Ci permettiamo di ricordargliene alcuni

Nel 2004 furono movimentati dal Ridolfi 558.190 passeggeri e 1.533 tonnellate di merce, nel 2006 solo 618 tonnellate, nel 2007 addirittura 47 e nel 2009, mentre i passeggeri sono stati 523.944, la merce solo 1 tonnellata. Una tonnellata. Sicuramente una grossa vocazione al cargo.
A meno che... a meno che, l'assessore non stia cercando di affossare definitivamente l'economia del nostro territorio, in totale spregio proprio alla situazione di Forlì.

Come idea di buona politica l'assessore prevede quella di fare un cargo con collegamenti diretti con Shangai. Una domanda: chi ci guadagnerebbe veramente da tutto ciò?

Viene veramente lo sconforto a sentire questi discorsi e meno male che il segretario del PD Di Maio mette un freno a queste affermazioni che giustamente definisce "boutade", così come il Sindaco Balzani che si è affrettato a sentire l'assessore regionale ai trasporti Peri e che ci ha garantito in Consiglio Comunale che le posizioni di Muzzarelli non sono supportate dalla giunta.

Ricordiamo però che la privatizzazione reale dell'aeroporto, senza partecipazione del pubblico, se non nella fase di controllo, non è quello che si sta perseguendo.

Prima di dire che il pubblico non si assumerà altri oneri, vorremo vedere i patti parasociali che legano il 40% pubblico al 60% privato, affinché si chiarisca che non succederà come nel modello TAV in cui il 40% pubblico si assume tutti gli oneri, mentre al 60% privato non ne spetta neanche uno.

Molto più saggiamente si comporta il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Defranceschi ad insistere chiedendo la chiusura dell'aeroporto Ridolfi che rappresenta solo un continuo buco per le casse del Comune di Forlì, principalmente, e di quelle della Regione, nonché la riconversione dell'area ad attività che abbiano ricadute reali sul benessere e sull'economia del territorio.

Raffaella PIrini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì


Per quanto riguarda SAPRO io scelsi di uscire dall'aula al momento della votazione perché comunque i due scenari che si prospettavano non erano soddisfacenti per nulla per quanto riguardava le nostre idee di gestione del territorio.
Sia che si fosse andati verso il fallimento sia verso il salvataggio della società ci sarebbero stati grossi problemi per il territorio ed era giusto che questa società che non ha fatto altro che malversare e portare dei danni al territorio venisse chiusa.
Allo stesso tempo chiudendola così, senza prendere altri provvedimenti, si poteva pensare che nella gestione dei terreni in seguito al fallimento ci sarebbe stato un problema grave di svendita dei nostri territori e quindi per noi sarebbe stato fondamentale un'indicazione ben precisa sull'indirizzo che si sarebbe voluto dare a SAPRO e, in caso di scioglimento della società, una valutazione attenta delle possibili azioni che il Comune poteva effettuare sulle destinazioni d'uso dei terreni.
Era quello che avevo chiesto nell'intervento in consiglio comunale prima della votazione della delibera.
Chiedevo una commissione, che avrebbe potuto essere anche la commissione bilancio attuale, che avesse facoltà di intervenire su SAPRO per quanto riguarda gli indirizzi e non solo nel visionare il già fatto.
A parte l'accertamento di chi ha avuto le colpe fra gli amministratori della società, non ci si può tirare indietro sulle colpe politiche.
Sono comunque i politici che devono dare gli indirizzi per la gestione del territorio, non possono essere degli imprenditori che decidono quali terreni acquistare e decidere quali terreni potrebbero diventare industriali o commerciali.

Quindi le due proposte che erano allora sul piatto non erano per niente tranquillizzanti pur comprendendo le difficoltà dell'amministrazione di riuscire a fare il miglior atto possibile.

Adesso abbiamo sentito dalle parole del Sindaco quello che si propone di fare: se non intervengono fattori nuovi, cioè un'assunzione di responsabilità da parte delle banche che decidano di accollarsi buona parte del debito, mentre i Soci rimarrebbero con l'impegno dei 3,4 milioni di euro già previsti nell'ultima delibera, non si potrà far altro che aprire la procedura fallimentare.

Ribadisco che sarebbe opportuno un coinvolgimento del consiglio comunale in questo frangente proprio per la particolarità del caso. Spero che il Sindaco possa capire il perché di questa richiesta e prenderne atto e partire spediti una volta che sia deciso cosa fare della situazione attuale, compreso il caso della decisione di andare al fallimento.
Proprio anche in questo caso la gestione del territorio dovrà essere ben attenta perché in tutti quei terreni c'erano sì aree già previste come commerciali, ma anche aree soltanto in previsione di diventarlo e quindi la vigilanza del consiglio comunale, quantomeno dei gruppi che vogliono preservare il territorio, deve essere consentita, a mio avviso, e addirittura promossa.

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì


Ci troviamo di fronte all'approvazione della seconda fase dell'aggregazione delle aziende romagnole del Trasporto Pubblico Locale (TPL).
Ci troviamo di fronte all'ennesima creazione di un mostro, non so come altro chiamarlo, dopo Hera.
Con vari passaggi si è creata prima una holding, la Star holding, che poi si rinominerà in START Romagna spa, altra holding che controlla, attraverso partecipazioni, AVM ATM e TRAM SERVIZI.
L'ubicazione della sede legale e degli uffici della direzione generale sarà a Cesena, poi c'è l'impegno degli enti sottoscrittori ad unificare le tre agenzie per la mobilità sulla base di una convenzione che porterà la sede di questa agenzia unificata a Rimini.
E' una cosa talmente complicata che c'è solo da preoccuparsi.
Per risolvere un problema ce ne siamo creato uno molto più grande. Le regole di rotazione delle nomine dei componenti del consiglio di amministrazione lasciano veramente perplessi e nella assurda complessità della gestione lasciano supporre un peso inferiore per Forlì - Cesena rispetto alle altre due agenzie o società che dir si voglia.
E poi non affrontiamo il problema del contratto dei lavoratori, che rappresenterà un momento di tensione non da poco, perchè per ridurre i costi, in modo da giustificare e rendere vantaggiosa dal punto di vista imprenditoriale una tale operazione, si deve andare al ribasso dei costi e quindi dei contratti.

Una delle cose più gravi è che nello statuto si parla di scopi che sono sempre più lontani dall'obiettivo di una struttura che deve fornire un servizio di pubblica utilità riguardante il trasporto.
Si parla di "progettazione - produzione - vendita di servizi di navigazione, di vacanza e turismo, di progettazione - costruzione - gestione di opere e infrastrutture afferenti l'esercizio dei servizi pubblici e privati del trasporto, di realizzazione di stazioni di servizio e di impianti per la distribuzione di carburanti e di lubrificanti", per finire con la ciliegina sulla torta della "produzione - distribuzione - vendita ed utilizzo di energia da qualsiasi fonte prodotta".
Ma l'antitrust cosa dice?

Il capogruppo Rosetti in risposta al mio intervento in consiglio comunale il 26 luglio afferma che il mio allarmismo è fuorviante e che il turismo è previsto per via di una piccola partecipata inglobata che gestiva servizi turistici e che probabilmente l'azienda pensa di mettere un pannello fotovoltaico su una pensilina della fermata e che il pressapochismo lo ha stancato.

Mi dispiace per lui, ma a me ha stancato l'atteggiamento di chi pensa di poter prendere in giro gli altri.
E' ovvio che sono tutti tentativi di dare la possibilità alla holding di fare quello che vuole per realizzare profitti, compresa la produzione di energia dal carbone o dal nucleare, visto che non è specificato che si tratti di fonti rinnovabili, anzi...

Non c'è nessun bisogno di mettere fra gli scopi della società che forse si potrà montare un pannello fotovoltaico su un tetto di una fermata, ma se si vogliono usare i soldi (quali, anche quelli pubblici?) per fare grossi investimenti per produrre energia, allora va indicato.

Rifiuto l'accusa di pressapochismo e non considero saggezza quella di chi contribuisce a creare macrostrutture sempre più lontane dal territorio e che favoriscono la creazione di gruppi imprenditoriali senza scrupoli.
Con Area Vasta Sanità si sono sprecate risorse, basti pensare al laboratorio di Pievesestina che è un doppione dei laboratori ospedalieri, che ovviamente devono continuare a essere mantenuti in funzione, oltretutto peggiorando la qualità del servizio.

Con la creazione di Hera, ci hanno legato con un nodo scorsoio ad un mostro che non riusciamo più a toglierci di torno che causa danni all'erario dell'amministrazione e alla salute dei cittadini e che mostra un disprezzo per gli amministratori indegno di un gestore di servizi di pubblica utilità.

A questo punto viene da chiedersi di chi è il pressapochismo.
E' difficile confutare le critiche quando sono fondate e quando non si hanno argomenti validi si ricorre al "metodo Pinocchio" che scagliò il martello contro il Grillo Parlante.

Raffaella Pirini
Lista Civica
DestinAzione Forlì


Sapro fallirà, ora non ci sono più dubbi.
I flebili tentativi dei soci di ripianare i debiti contratti dagli amministratori componenti il CDA (nominati da loro stessi) che gestivano patrimoni pubblici con estrema leggerezza e negligenza, sono stati respinti dal PM Filippo Santangelo che ha rigettato il piano di salvataggio, ritenendo probabilmente che non esistano soluzioni diverse dal fallimento. Con questa decisione del tribunale di Forlì si chiude il maldestro tentativo delle amministrazioni locali di salvare la partecipata che versa in disastrosa situazione finanziaria.
Il piano di salvataggio proposto dalla Sinloc non era stato sottoscritto nemmeno dai soci di Sapro, ma sia alla Lista Civica DestinAzione Forlì che alla Lista Civica 5 Stelle beppegrillo.it di Cesena non era nemmeno piaciuto il tentativo di salvare la partecipata.

Lo scorso maggio, con un'azione congiunta, abbiamo deciso di non votare le proposte di salvataggio approdate ai consigli Comunali e ci siamo allontanate durante le operazioni di voto.
Questo perché le due soluzioni che si prefiguravano, cioè il tentativo di salvare la partecipata cercando di rientrare dei debiti vendendo tutti i terreni acquistati e, al contrario, il farla fallire senza prendere provvedimenti che contrastassero la svendita del territorio conseguente alla procedura fallimentare, non rispondevano a quanto richiesto dalle consigliere stesse.
Le richieste erano di punire i responsabili di questa gestione, di riconoscere che i soci avevano quantomeno fallito nel loro ruolo di controllori lasciando che venissero decise compravendite di terreni senza una regola, senza un minimo di buon senso, andando a speculare su aree nuove quando ancora quelle già edificate continuano a rimanere sfitte.
Il dubbio, lecito, potrebbe poi sorgere sul fatto che addirittura queste procedure fossero state favorite dai soci stessi, perché non ci si spiega, da comuni cittadini, come potessero decidere dell'impiego del territorio comunale dei meri imprenditori e non gli amministratori pubblici
stessi.
La domanda semplice a cui vorremmo fosse data risposta è: chi decideva quali acquisti fare? Gli amministratori o i soci?

Ora che ne sarà dei tanti patrimoni immobiliari ipotecati dalle banche? Non è difficile immaginare che finiranno sul mercato offerti a prezzi stracciati e che cadranno in mano ai soliti speculatori.
Leggiamo infatti che il patrimonio è stimato, secondo una recente perizia, in circa 120 milioni di euro, in gran parte costituito da aree industriali urbanizzate ed urbanizzabili, in maggioranza
invendute.
E' necessario vedere quali sono le aree già urbanizzate e quali no e pensare eventualmente, se necessario, di rivedere il PRG o di ricorrere ad opzioni sui terreni, per evitare di cementificare il
nostro territorio in maniera non solo inutile, ma anche inopportuna dal punto di vista economico oltre che da quello ambientale.
Mentre ci pare ottima la dichiarazione del Sindaco di Forlì Roberto Balzani che nel consiglio comunale di lunedì 12 luglio ha dichiarato che "rivalersi sugli amministratori è un atto dovuto", siamo un po' stupite dal silenzio calato dentro al palazzo Comunale di Cesena dove il sindaco Paolo Lucchi si è riservato di "esprimere opinioni in merito solo a seguito di un'attenta valutazione della situazione unitamente al C.d.A. di S.A.PRO. S.p.A.".

Durante i nostri interventi nei rispettivi Consigli Comunali a maggio abbiamo detto che, chi sarà riconosciuto colpevole dello sperpero compiuto, deve pagare.
Per questo motivo attendiamo le prossime mosse delle amministrazioni e del tribunale.


Natascia Guiduzzi
Consigliere Comunale
Lista Civica Cesena 5 Stelle beppegrillo.it

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì


Il mobile imbottito continua a imperversare sugli organi di informazione.
Chissà che anche i nostri politici e le associazioni di categoria non
se ne accorgano.
Martedì 13 luglio sono balzate agli onori della cronaca due notizie. Una riguarda
due arresti nel settore della pelletteria in due aziende cinesi a
Cesena. Come si può vedere il fenomeno coinvolge, come più volte
detto, tutto il territorio romagnolo e italiano. Si veda a questo
proposito l'operazione della Guardia di Finanza di Firenze che ha
svelato un giro di riciclaggio di denaro proveniente da lavoro nero di
aziende cinesei con tentacoli anche nel forlivese.

Potremmo supporre che questa notizia desti stupore in quanti,
confindustria in testa, continuano ad affermare che il problema della
mafia cinese non esiste e che la crisi che investe i settori del
mobile imbottito, della pelletteria e del manifatturiero è solo dovuto
alla situazione globale.
Motivazioni semplicistiche ed infondate, che vengono definitivamente
smentite da un'altra notizia, dal TG regionale dell'Emilia Romagna,
dove si afferma che da un'analisi del primo trimestre del 2010
l'export è aumentato in tutti i settori produttivi e specificatamente
per il mobile imbottito a Forlì c'è stato un incremento delle
esportazioni del 15,8%.
Un risultato strepitoso.
I nostri politici, Confindustria e CNA ripenseranno a quanto affermato
durante la commissione conoscitiva sul mobile imbottito che si è
tenuta pochi giorni fa a Forlì?
Dopo queste informazioni se la sentirebbero di dire ancora che le
aziende italiane chiudono perché non c'è lavoro e il settore è in
crisi?

Se gli onesti chiudono, chi sta lavorando per conto dei marchi
italiani che esportano sempre più?

Chi continua a dire che due più due fa tre potrebbe essere
clamorosamente inadeguato al proprio ruolo
oppure essere consenziente.
Non sappiamo quale ipotesi sia
la peggiore.

Raffaella PIrini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì


Il consigliere regionale PD Mazzotti pochi giorni fa ha avuto parole di approvazione per Area Vasta Sanità, difendendo strenuamente il laboratorio di Pievesestina che, si afferma, con la sua istituzione avrebbe addirittura portato ad un risparmio economico.
Questa dichiarazione ha dell'incredibile.

Partiamo nella disamina del problema ovviamente dall'affitto della struttura che, sovrastimato rispetto al valore assegnatogli dagli uffici tecnici dell'Ausl, potrebbe aver in ultima analisi al massimo favorito il Comune di Cesena, come si legge negli articoli in merito alla vicenda, ma penalizzato le finanze delle aziende ospedaliere facenti parte di Area Vasta e quindi dei cittadini, senza tener conto che con l'acquisto dello stesso immobile si sarebbero potuti risparmiare circa 20 milioni di euro, ma arriviamo anche ad una considerazione pratica che riguarda la gestione vera e propria.

Dal punto di vista della gestione economica, al contrario di quanto qualcuno afferma con molto coraggio, la decisione di mettere in attività una struttura come quella di Pievesestina è alquanto deprecabile e porta immediatamente ad un aumento esponenziale delle spese.
A chiunque salta immediatamente agli occhi che è ovvio che gli ospedali non possano chiudere i propri laboratori interni, perchè devono essere funzionanti per garantire le urgenze.
Nutriamo la speranza, infatti, che, in caso ci fosse la necessità di un emocromo all'una di notte di sabato, non debba partire un autista con il furgone per portare il campione a Pievesestina.

Chi conosce anche solo minimamente come funziona un macchinario di laboratorio sa benissimo che ha bisogno di manutenzione continua, di calibrazioni costanti e di personale in grado di farlo funzionare e quindi con la costruzione del laboratorio centralizzato ci siamo garantiti almeno un sostanziale raddoppio dei costi.
A questo vogliamo aggiungere che il trasporto danneggia sicuramente i campioni e che andrebbero accentrati in un unico punto solo quegli esami che richiedono una metodica particolare che è sostenibile solo con i grandi numeri.

A chi giova una struttura del genere di quelle dimensioni? Non certo ai cittadini, che perdono in qualità del servizio e vedono aumentare il debito dell'azienda sanitaria locale, che in ultima analisi ricade, come al solito, sulle loro teste, anzi, sulle loro tasche.

Speriamo poi che il Sindaco Balzani, giustamente contrariato dai comportamenti tenuti in Regione sulla vicenda delle dimissioni della Petropulacos, conceda attenzione a quanti pongono dubbi su questi modi di gestire la Sanità che portano alla creazione di centri di potere e all'allontanamento dei servizi dal territorio e dal cittadino, causando ferite difficilmente rimarginabili all'economia della nostra città.
Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista Civica DestinAzione Forlì


Leggere che l'assessore regionale Muzzarelli pensa che l'aeroporto di Forlì sia indispensabile per la città di Forlì solo perchè c'è il polo tecnologico aeronautico, lascia abbastanza interdetti.
La scuola di volo è sicuramente un'eccellenza per Forlì, ma da qui a legarlo in maniera indissolubile all'aeroporto, pena il suo declino, ce ne passa.

Questa affermazione, cioè che l'aeroporto di Forlì è indispensabile per il buon funzionamento della scuola di volo, è il solito ritornello che PD, PDL, UDC e LEGA, tutti insieme appassionatamente, iniziano a sciorinare quando non sanno come giustificare una struttura che causa perdite costanti annuali di svariati milioni di euro (dai 5 agli 8).
Ora viene spontaneo da chiedersi, se, a forza di raccontarsela, hanno pure cominciato a crederci .

Vorremmo rendere partecipe anche Muzzarelli del fatto evidente che la scuola di volo non sa che farsene di un aeroporto, in quanto ormai il volo simulato la fa da padrone e se poi, ad un certo punto, gli allievi al termine della loro formazione dovranno salire su un aereo e iniziare a guidarlo, potranno andare fino a Bologna.
Vorremmo ricordare che negli Stati Uniti la migliore università per astronauti si trova in una piccola cittadina dello stato dell'Indiana, West Lafayette, e non in Florida a Cape Canaveral e possiamo garantire che vicino a quell'università non esiste assolutamente una rampa di lancio per lo Shuttle.

È ora di smetterla di dire cose che non rispecchiano la realtà dei fatti solo per giustificare l'ingiustificabile.

Muzzarelli poi dice che l'aeroporto deve esserci anche se non sa quali voli ci siano a Forlì e se si deve fare lo scalo merci o lo scalo passeggeri.
Sarebbe meglio che lo sapesse, visto che in quanto assessore regionale deve preoccuparsi dello stato di salute delle finanze dei singoli Comuni che vanno a costituire la Regione stessa.
Pensa che non sia di interesse regionale il fatto che Forlì vorrebbe fare concorrenza a Bologna nella sezione cargo? Se si avverasse ciò, o si arrecherebbero danni all'economia già risicata dell'aeroporto di Bologna o si affosserebbe definitivamente quella di Forlì, mettendo in crisi le finanze di un Comune.
Siamo di fronte ad un sistema di trasporto, l'aereo, già di per sé in perdita, perché, se i cittadini dovessero pagare la quota reale dovuta per il servizio, non volerebbe nessuno per le tariffe fuori mercato. Si sostiene solo con il foraggiamento del pubblico, quindi cerchiamo di mantenere il più in salute possibile quello che ha più senso per un territorio vasto e per il resto potenziamo l'efficienza delle linee ferroviarie, tutelando i pendolari.
Raffaella Pirini
Consigliere Comunale
Lista CIvica DestinAzione Forlì


Riporto il mio intervento in consiglio comunale sulla delibera riguardante il passaggio di mezzi da ATR ad AVM, visto che torna di attualità in questi giorni con l'approvazione dell'aggregazione di ATM Ravenna, AVM Forlì-Cesena, Tramservizi Rimini in Star Holding, azienda a partecipazione pubblica che darà il via ad Area Vasta Romagna dei trasporti.
I dipendenti, in un'assemblea non molto partecipata, hanno approvato, praticamente con i voti nettamente a favore solo dei riminesi, questa aggregazione, mentre Forlì-Cesena e Ravenna (questa in maniera ancor più netta) si sono espressi in maniera contraria.
Che ci sia poca fiducia in queste operazioni, anche da parte dei dipendenti, è cosa comprensibile, considerate quali sono le esperienze simili in altri settori.
Potrebbe essere interessante analizzare le motivazioni sulla differenza, anche piuttosto notevole, delle votazioni espresse fra le varie province.

In Comune a Forlì durante il Consiglio Comunale del 14 giugno 2010, si è votata la delibera "AVM spa - partecipazione assemblea straordinaria per aumento capitale" con cui avviene la cessione degli autobus urbani da ATR ad AVM spa che porta ad un aumento di capitale: gli autobus rappresentano il credito per l'aumento di capitale.
Pur comprendendo che questa è una delibera meramente conseguente ad una decisione precedente, che la Giunta non era nemmeno tenuta a portarla in consiglio e che esiste una legge regionale che dice che l'agenzia deve costare non più del 2% del contributo regionale e che quindi deve essere snellita, l'intera operazione mi vede del tutto sfavorevole.

La trasformazione di consorzi in spa e in holding ha portato solo sventure per gli utenti, e anche per i Comuni stessi, anche se alle volte sembra che le amministrazioni non vedano quanto in realtà perdono per la gestione di queste aziende finto/pubbliche di diritto privato, come è ad esempio Hera.
E' un'operazione sbagliata per l'utenza e per l'amministrazione e quindi non ho potuto che votare contro questa delibera per il motivo politico che ho appena detto.

Il fatto che si cedano gli autobus in cambio di quote può anche essere una cosa opportuna per aumentare il peso del nostro Comune nella futura società, ma quello che si sta facendo e che purtroppo la normativa ci impone, cioè di privatizzare o di chiedere l'in-house (con i rischi che l'antitrust non conceda questa possibilità) ci obbliga a fare delle scelte, non ci vede favorevoli.
Il mio gruppo avrebbe preferito fare il tentativo di avere una gestione in-house.

Sarebbe stato molto meglio mantenere una formula tipo consorzio che avrebbe consentito un controllo più stretto da parte del territorio e aumentare il coordinamento con le aziende dei Comuni vicini, andando a risparmiare ove possibile, anche ricorrendo al privato, ma solo nella gestione di alcuni servizi, come ad esempio il servizio di autofficina, che se privato e già autosufficiente, non avrebbe prodotto sprechi di risorse umane ed economiche perché già in grado di mantenersi da solo con la sua attività preesistente.

Con Star holding ci troveremo di fronte al solito gioco delle società quotate in borsa con le perdite risanate dal pubblico?

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale LIsta Civica
DestinAzione Forlì


Ogni giovedì su TeleRomagna va in onda Ping Pong, una delle trasmissioni di punta dell'emittente, durante la quale si discute di attualità, economia, politica.
Lo scorso 17 giugno avrebbe dovuto essere trasmessa una interessante puntata su "Divanopoli" e sull'economia forlivese del mobile imbottito, al centro dell'attenzione e del dibattito da alcuni mesi.
Ospiti illustri Manuela Amadori ed Elena Ciocca, protagoniste dell'inchiesta di Report.
Tra gli invitati anche Stefano Angeli, già Consigliere Comunale di PDL a Cesena, Giovanni Favia (Consigliere Regionale per il Movimento 5 Stelle), il Sindaco PD di Bertinoro Nevio Zaccarelli e Raffaella Pirini, Consigliera Comunale di DestinAzione Forlì.
Fra questi, alcuni dei "rompiscatole" che più di tanti altri rifiutano di tacere su un sistema che arricchisce pochi "furbi" sulla pelle dei lavoratori sfruttati e delle aziende sull'orlo della chiusura.
La puntata è saltata, non è nemmeno stata registrata. Il motivo? Non è dato sapersi.
E' difficile credere che TeleRomagna abbia deciso, autonomamente e da un momento all'altro, di annullare un dibattito su un tema così caldo.
E' difficile credere che non ci siano state pressioni da parte di una lobby che vuole a tutti i costi spegnere i riflettori.
Or bene, gli disse il bravo, all'orecchio, questa trasmissione non s'ha da fare!
Perché? Chi lo ha deciso?
Ne sanno qualcosa i rappresentanti della politica e dell'economia, tutti intervenuti a propria discolpa negli ultimi giorni affermando di aver combattuto strenuamente l'illegalità?
E' all'oscuro di tutto Confindustria, che solo pochi giorni fa aveva vergognosamente parlato di "danno d'immagine" prendendosela con chi denuncia, esattamente come Berlusconi fece con Roberto Saviano?
Cari amministratori, siete certi di non avere a che fare con un sistema economico, quello che beneficia dello sfruttamento del lavoro sottopagato nei laboratori, omertoso e mafioso?
Chi sa, parli.
E' stata censurata una trasmissione televisiva, rendiamocene conto.
E non da "quelli là" di Roma ma da "questi qui" di Forlì.
La legge bavaglio, nella rossa Romagna (anzi, rosée) forse è già arrivata.

Lista CIvcia DestinAzione Forlì


Oggetto: Seduta di Consiglio di Circoscrizione del 16 Giugno 2010.

Alla seduta di consiglio della circoscrizione 3 del 16 Giugno scorso, all'ordine del giorno era previsto il parere, che la circoscrizione deve rendere al Consiglio Comunale, relativo al piano di localizzazione dei punti vendita esclusivi della stampa quotidiana e periodica.

La Presidentessa Ruffilli ha comunicato che per consentire un risparmio sui gettoni di presenza, lei e il Coordinatore, l'ing. Giuliano Preda, si erano confrontati per redigere una bozza di parere favorevole da votare in consiglio, evitando di convocare la commissione IIa.

Considerato che Presidentessa e Coordinatore di commissione, non hanno mai fornito ai consiglieri alcun tipo di informazione riguardante il piano di cui sopra, ritengo assolutamente biasimevole e grave una decisione di questo tipo.

Durante la seduta del 16 Giugno, non è stata neppure fornita una copia del piano perché potesse essere almeno consultata in quel momento.

La Ruffilli ha solamente riferito che la bozza di parere si allineava a quanto voluto dall'Assessora Maltoni.

Credo sia come asserire che i pareri che la circoscrizione si appresta ad elaborare, sono quantomeno inutili se devono uniformarsi, prescindendo da qualunque discussione, a quanto già deciso dagli assessori.

Ove poi si decidesse, per economizzare, di non indire le sedute di commissione, sarebbe buona pratica trasmettere, almeno ai consiglieri membri di commissione e per tempo, tutti i documenti relativi agli argomenti per i quali si dovrà esprimere parere in consiglio.

Ricordo che nelle circoscrizioni 1 e 2, riguardo allo stesso piano di localizzazione anzidetto, sono state regolarmente indette sedute di commissione IIa, cui peraltro hanno partecipato assessori e sindacati di categoria, proprio per rendere i consiglieri edotti sulla materia specifica.

Alle rimostranze sollevate da me e da altri consiglieri per questa grossolana mancanza, la Ruffilli, ha chiesto al consiglio, contando chiaramente nella maggioranza del PD, di votare se procedere o no alla votazione del parere favorevole al piano senza indire la seduta di commissione IIa.

Il parere favorevole è passato in consiglio sostenuto dai soli voti del PD.

Io credo che in circoscrizione si dovrebbe sempre cercare di avere una condivisione massima delle decisioni, ma in questo modo, ritengo con un eccesso della Presidentessa, si è precluso ogni possibile dialogo.

Addurre motivazioni come il risparmio economico del gettone di presenza è davvero grottesco. Stante a questa logica la Presidentessa Ruffilli, anche in considerazione delle affermazioni da lei espresse e riportate sopra, per coerenza dovrebbe rinunciare a una larga parte dello stipendio che percepisce dal Comune.

Tengo inoltre a rimarcare che lunedì 14 Giugno 2010, è stata indetta una seduta di commissione IIIa per discutere di questioni banalissime, come la concessione in uso dei locali della Circoscrizione 3 o i contributi richiesti per il II° semestre.

Tali argomenti erano già stati votati in passato, forse una semplice relazione di Presidente e coordinatore sarebbe stata oltre che sufficiente a fornire ai consiglieri ogni elemento necessario per votare, ma in questo caso non è stato ritenuto necessario sollevare il Comune dal gravame del gettone di presenza.

Vorrei, da subito, rinunciare al gettone se questo significa dover fare a meno all'informazione e alla possibilità di una reale partecipazione alle decisioni che riguardano il territorio.

E' passato ormai più di un anno dall'insediamento del consiglio e malgrado ripetute richieste, ancora non è possibile ricevere alcun documento da discutere in commissione anticipatamente.

Poiché tutti i documenti presenti in Comune esistono anche in formato elettronico, non si capisce perché, ancora oggi, non sia possibile ricevere una semplicissima, economica ed ecologica e-mail con i file allegati.

L'innovazione citata spesso nel programma elettorale del Sindaco mi pare totalmente disattesa e credo che nessuno si stia adoperando per risolvere questo problema, anche se lo sforzo da fare sarebbe minimo.

Con la presente sono a fare un appello a Sindaco e Assessora alla partecipazione affinché provvedano subito a rendere realmente trasparenti ed efficienti i consigli di circoscrizione affinché non accadano più abusi come quello denunciato.

Chiedo inoltre a Sindaco e Assessora uno sforzo affinché i documenti del Comune siano al più presto resi accessibili e disponibili, specialmente in formato digitale e in tempi debiti (non ha neppure senso ricevere plichi enormi di documenti da leggere un giorno prima della discussione degli stessi), per tutti i cittadini e, naturalmente, per i consiglieri eletti.

In difetto di questo impegno credo non sia possibile il lavoro in circoscrizione e sarei costretto a dimettermi dal consiglio.

Con fiducia.

Enrico Pantieri

Consigliere Circoscrizione 3

Lista Civica DestinAzione Forlì