Forlì - Di seguito si riporta l'intervento di mercoledì 11 maggio in Consiglio Comunale sulla delibera per modificare l'art 135 comma 2 del testo unificato per il funzionamento degli organi in relazione alle elezioni dei comitati di quartiere.
La proposta di regolamento di DestinAzione Forlì che si è cercato di sottoporre ai consiglieri di circoscrizione e ai coordinatori di quartiere è stata sottoposta anche all'assessore al decentramento, anche se, evidentemente, con ristrettezze temporali.
Nella mail in cui si chiedeva un avvallo da parte dell'assessore, si ricordava che 14 coordinatori su 18 nella Circoscrizione 1 avevano scelto un regolamento che non era in linea con quello votato nelle altre due circoscrizioni, almeno in parte.
Che ci sarebbe dovuto rivotare perché la volta precedente il PD e IDV sono usciti per far mancare il numero legale, per essere sicuri che non passasse il regolamento deciso con i coordinatori di quartiere.
Si ricordava anche che tutta la vicenda, indipendentemente dalle idee di ognuno, giuste o sbagliate che siano, si era tinta di toni poco brillanti, a partire dalla mail interna mandata a tutti i dipendenti comunali dai presidenti della 2 e della 3 per dire che chi aveva proposte diverse sull'organizzazione dei quartieri lo faceva solo per avere visibilità, comportamento assolutamente scorretto perché altrimenti ogni forza politica avrebbe il diritto di far pervenire i propri comunicati stampa ai dipendenti del Comune, mentre regola vuole che ne prendano conoscenza solo dagli organi di stampa, come tutti gli altri cittadini.
Si ricordava che il punto di illegittimità invocato da un dirigente (e non dal segretario generale, almeno inizialmente) sulla chiusura a chi non ha diritto di voto alle elezioni, non era il solo punto di illegittimità rilevabile in questa vicenda, perché il regolamento approvato nella 2 e nella 3, ampliando arbitrariamente l'ambito di competenza all'intera città di Forlì, stravolge di fatto il regolamento stesso.
Per questo abbiamo chiesto di avallare il regolamento proposto con l'istituzione delle assemblee permanenti di quartiere, senza elezioni (visti i tempi sarebbe stato anche più semplice) proprio per far vincere la partecipazione che è parte fondante del mandato dell'assessore.
Ci si immaginava la notizia, bellissima, di una circoscrizione, normalmente dilaniata da equilibri interni difficilissimi, anche perché un regolamento che preveda la parità fra le parti (numero di consiglieri pari, compreso il presidente) è quanto di più deleterio per l'efficienza amministrativa, in cui partiva un progetto pilota, unico in Italia, in cui il meccanismo di delega scompare nelle sedi più vicine al territorio e si fa partecipare in maniera diretta i cittadini, responsabilizzandoli al tempo stesso, garantendo la trasmissione delle idee della gente a chi poi avrà il compito di decidere, cioè l'amministrazione comunale.
Sarebbe potuta essere una grande cosa, una vera innovazione: da una situazione brutta di attrito si sarebbe generata una piccola punta di diamante.
Così non è stato e ci si è trovati a modificare un regolamento a tre giorni dal voto impedendo di fatto la partecipazione proprio alla grande maggioranza dei cittadini.
A questo si deve aggiungere la richiesta di ieri di anticipare anche al sabato le elezioni quando i coordinatori di quartiere avevano deciso per la domenica.
Ma ci si chiede: in assenza di una qualsiasi possibilità di comunicare agli abitanti dei quartieri della Circoscrzione 1 questo allargamento del periodo di voto, chi si sarebbe recato alle urne? Solo chi aveva la possibilità di essere avvisato personalmente?
Partecipazione? Chi è costei?
Ecco il testo dell'intervento:
"Grazie Presidente, non so se cominciare dalla parte polemica o da quella costruttiva. Direi che forse sarà meglio cominciare da quella costruttiva. Una cosa che effettivamente risulta impossibile da capire ai più qua dentro, e anche altrove, è che DestinAzione Forlì e MoVimento 5 Stelle sono qualcosa di diverso da qualsiasi schieramento e anche se alle volte, anche spesso, ci sono obiettivi comuni, tante altre le nostre idee vanno contro le ideologie di destra, di sinistra e di centro.
Che sia giusto o no lo decideranno i cittadini, però così è. Noi cerchiamo di fare gli interessi dei cittadini, proprio tutti.
Questo alle volte non è facile da capire anche perché il modo di concepire la politica attuale è spesso e volentieri avulso da questo tipo di pensiero.
Noi ci siamo chiesti, pur nei tempi veramente rapidi coi quali è stato presentata la proposta definitiva, se la proposta del PD era volta effettivamente ad ampliare la partecipazione attiva dei cittadini e la risposta è stata "no".
La nostra proposta è stata, visto che dobbiamo sempre cercare di migliorare quello che ci viene sottoposto, per quanto ci è possibile, quando ci vengono le idee giuste o quando almeno pensiamo che siano giuste per noi, e stata quella di non andare alle elezione dei comitati di quartiere e di dar vita invece, come abbiamo spiegato con un documento scritto, ad un progetto pilota che avrebbe garantito la partecipazione di tutti gli abitanti, "abitanti", della circoscrizione, senza bisogno di sovrastrutture.
Voi volete la condivisione delle vostre idee, ma dovete chiederla prima e non pretenderla dopo, perché altrimenti poi ognuno fa quello che ritiene più giusto.
Vista la situazione che si è creata, fra l'altro, avevo chiesto di ritirare la delibera e di decidere di andare al voto nelle circoscrizioni 2 e 3 che hanno fatto il loro regolamento e hanno già cominciato a distribuire i volantini e, invece, di portare avanti il progetto pilota che abbiamo presentato nella circoscrizione 1, con le assemblee permanenti dei quartieri, proprio perché si sarebbe venuta a creare una situazione paradossale cioè quella in cui la partecipazione tanto attesa sarebbe invece stata disattesa proprio perché ci si riduce l'11 a votare in Consiglio un qualcosa che va a cambiare le votazioni del 15 e che non garantisce nessun tipo di partecipazione.
Il discorso è che la situazione si sapeva già prima come si sarebbe evoluta, proprio per i rapporti di forza che sono più difficili nella circoscrizione 1. Non c'è stata nessuna capacità di prevedere i problemi, di cercare di superarli nella maniera, diciamo, più brillante.
Quello che si è proposto, come ho spiegato al Sindaco che mi tacciava di non capire nulla, di non avere un'idea della politica, perché non sapevamo neanche a chi fare le proposte, è stato fatto in maniera scritta, anche se sicuramente con tempi molto ristretti, alla Circoscrizione 1 in quanto, checché ne dica il Sindaco, ha la competenza per decidere la modalità delle elezioni dei comitati di quartiere, da statuto, articolo 135.
L'abbiamo proposta proprio perché nella Circoscrizione 1, visto il clima che si era creato, avrebbe consentito di garantire la partecipazione a tutti i cittadini, intesi come abitanti, quindi senza connotazione giuridica della parola, di partecipare in maniera attiva.
Che venisse garantito loro quello che finora non lo è stato con questi sistemi dei comitati di quartiere, e che si vorrebbe garantire con le elezioni, come se garantissero qualcosa queste elezioni. Vale a dire quello di trasmettere le proprie idee, i propri suggerimenti agli uffici competenti e alla Giunta, che poi, grazie alle competenze tecniche, alla conoscenza delle norme e alla maggioranza che ovviamente è stata consegnata all'amministrazione e alla Giunta da un'ampia fetta della popolazione, hanno il diritto di decidere che cosa sia giusto applicare e che cosa no.
Questo non è stato accettato, come se fosse una cosa stranissima.
Era di una semplicità disarmante; non si dovevano neanche fare le elezioni, avremmo garantito la partecipazione come da statuto, perché lo statuto comunale dice che la circoscrizione può, e sottolineo può, decidere di istituire i comitati di quartiere e deve garantire la partecipazione.
Noi avevamo fatto bingo, cercando di non far litigare nessuno, avevamo proposto un qualcosa che avrebbe permesso l'assenza totale di strumentalizzazione da parte di chicchessia, compresi noi se un giorno fossimo impazziti, del cittadino stesso, inteso sempre come abitante, e avremmo garantito quello che fino adesso i quartieri e anche, visto che siamo tirati in ballo dalla consigliera Benelli, nella circoscrizione stessa e sopratutto mi riferisco ad un episodio della ex 3, non venivano neanche riportati i pareri dei cittadini, ai quali non venivano consegnati per un anno e mezzo i verbali, consegnati solo nel momento in cui sono arrivata io a pretenderli.
E voi mi state parlando, mi state parlando, di partecipazione, e di attenzione per i cittadini?
Abbiamo voglia di ridere o di piangere?
Allora... comitati di quartiere che decidono di filtrare delle proposte, di bloccarle, proposte di cittadini presentate con firme, un elenco di persone, intorno a trenta persone, bloccate da chi?
Sulla base di che cosa? Saranno gli uffici tecnici a decidere se quella proposta è giusta o meno.
Nessuno ha la pretesa, nessun cittadino dovrà neanche averla, che tutto quello che viene proposto poi verrà accettato, ma è un diritto fondamentale trasmettere, avere la certezza che quelle idee vengano trasmesse all'amministrazione, che è l'unica che ha la facoltà, proprio per delega ampia, di decidere.
In una elezione di comitati di quartiere, dove gli stessi componenti del PD dicono che vanno quattro gatti a votare, una delega di tre persone che significato ha? Perché questa persona delegata da tre persone mi deve decidere su quello che possono proporre altri cittadini? Dove sta scritto?
Uno conta uno, almeno intanto che siamo alla base, poi arriva un livello dove ovviamente questo non è possibile pensare che possa garantire un'amministrazione efficiente; ma in quel punto, alla base della cittadinanza vera e propria, le idee devono valere. E uno conta uno.
Quindi: assemblee permanenti dei cittadini, nessun tipo di elezione, verbale, che è il punto fondamentale di questo tipo di partecipazione, che trasmette in maniera precisa quello che i cittadini chiedono, quello che i cittadini propongono; verbale che deve essere fatto vedere alle parti interessate perché queste devono vedere se sono state scritte le cose giuste e non che scoprano dopo un anno che dopo un'ora e mezza di discussione sulla chiusura di una strada non è stato scritto niente, mentre sui panettoni ci avevano scritto mezzo foglio protocollo. Allora...importante trasmissione di questi dati perché il comitato di quartiere, cosa deve decidere? Il comitato di quartiere deve trasmettere le idee e le richieste. Punto. Non c'è da decidere.
La decisione spetta a chi ha gli strumenti normativi e di delega reale, l'amministrazione comunale e gli uffici tecnici e poi... una persona che ogni sei mesi viene incaricata dall'assemblea dei cittadini di trasmettere i dati al funzionario di circoscrizione. Lo stesso riceve i dati dall'amministrazione comunale nel caso ci siano delle cose da valutare su cui i cittadini possono fare delle osservazioni che devono essere trasmesse.
Ricordo sempre che in questo sistema democratico fenomenale neanche le osservazioni precise e puntuali a due PUA di un consigliere di circoscrizione erano state trasmesse agli uffici tecnici.
La democrazia partecipata non si fa mandando a votare più persone un giorno e poi lasciando perdere ma si fa costruendo un sistema dove c'è un controllo continuo sulle cose che vengono trasmesse in amministrazione. E cerchiamo di non prenderci in giro! Grazie!
Poi stiamo parlando di illegittimità di un documento, tanto per tornare alle cose solo pratiche, perché questa era la cosa fondante, era quella che noi volevamo portare a casa. E noi avremmo potuto farlo, perché la Circoscrizione ha il potere di decidere come regolamentare la partecipazione come da statuto e quello poteva essere il mezzo che garantiva accesso a tutti quanti.
Ci è stato negato.
Sull'illegittimità voi avete fatto notare solo l'illegittimità del voto, della possibilità di far votare solo chi ha il diritto di voto.
Vi ricordo che ci sono delle decisioni del Consiglio dei Ministri del 2006, Governo Prodi, in merito a delle delibere comunali che sono state annullate perché si erano arrogate il diritto di decidere chi aveva la possibilità di andare al voto, di determinare la condizione giuridica.
Spetta allo Stato, invece, come pure la legislazione elettorale e non allo statuto comunale.
L'altro punto di illegittimità invece, assolutamente non toccato perché non fa parte del teatrino della politica, perché questo è teatrino della politica, non è tutela dei cittadini, era semplicemente il fatto che l'ambito di competenza del quartiere, che ovviamente è un quartiere, nel regolamento della 2 e della 3 è diventata miracolosamente tutta la città di Forlì.
Quindi avevo chiesto che si ritirasse la delibera, che si facesse questo progetto pilota.
Quest'idea è stata bocciata. Benissimo. Era una partecipazione democratica che il PD non ha voluto. PD, Italia dei Valori... la maggioranza, ma anche le altre forze non sono state concordi nel dire questo ed in circoscrizione la maggioranza non esiste.
Penso che sia ora che la smettiamo di usare questa parola per la Circoscrizione 1 visto che non esiste maggioranza perché siamo pari e patta. Non si può parlare di maggioranza: il Presidente conta come gli altri, non conta per due. Quindi... chiedo scusa, questa volta sforo un po'. Di solito cerco sempre di stare nei tempi. Non ci stiamo a questi attacchi, dove veramente uno non sa cos'altro dire, allora ci deve attaccare.
La proposta nostra era quella, e qui la porto avanti con forza. Dovremo passare dallo statuto comunale? Vedremo quali sono le forze politiche che accetteranno questo tipo di partecipazione. Grazie."
Dichiarazione di voto.
"Direi che veramente di cose se ne sono dette molte.
Dovrei semplicemente dire, dovrò semplicemente dire, che mi asterrò nella votazione di questa delibera proprio perché comunque non è quello che vogliamo noi. È stato fatto un pasticciaccio perché comunque sarebbe stato preferibile, perché siamo nel paese delle deroghe Abbiamo procrastinato tante di quelle decisioni che farne una in più una in meno non avrebbe cambiato nulla e forse avremmo trovato comunque una soluzione migliore. Non è stato fatto.
L'idea della partecipazione dei cittadini in maniera attiva per noi è fondamentale. Mi astengo proprio solo perché dietro questa vostra proposta, voglio leggere, e più che altro è un voglio, ma non so se in realtà c'è quest'idea nel PD.
Fatto sta che mi asterrò nella votazione."
Raffaella Pirini
consigliere comunale 5 stelle
Lista Civica DestinAzione Forlì