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MoVimento 5 Stelle

Sviluppo: Maggio 2011


Forlì - 

Apprendiamo dalla stampa degli ottimi risultati che il sistema Porta a
Porta sta ottenendo nei quartieri Ronco, Villa Selva e San Leonardo,
con una raccolta differenziata che sfiora l'80%.

C'è chi ancora sostiene che è impossibile arrivare a queste
percentuali (Gianni Lettieri, Il candidato sindaco PDL di Napoli). E'
evidente, una volta di più, che chi fa affermazioni come queste è
profondamente ignorante sulla questione oppure ha tanto, veramente
tanto da nascondere.

Nel ringraziare tutti i cittadini e gli operatori per il lavoro
svolto, vorremmo ricordare ad Hera che non è necessario inventarsi
algoritmi e alchimie varie per aumentare "sulla carta" la percentuale
di raccolta mantenendo il sistema a cassonetto.
Basta proseguire in questa direzione, impegnandosi concretamente per
risolvere i piccoli problemi che via via si presenteranno.

La strada è quella giusta, tuttavia secondo noi si sta procedendo a
velocità fin troppo ridotta. L'informazione è certamente fondamentale,
tuttavia non capiamo perchè si debba camminare al ritmo di 2-3
quartieri all'anno. Siamo a Forlì, non a New York. Acceleriamo il
passo, per mettere presto questo sistema a regime e potere così
arrivare all'introduzione della tariffa puntuale: chi separa meglio
paga meno.

La filiera del riciclo inoltre porrà le condizioni per l'obiettivo
finale: lo smantellamento dell'inceneritore. Per quanto arduo ed
impegnativo, lo scopo di DestinAzione Forlì e del Movimento 5 Stelle è
questo, senza compromessi.

Nel settore privato chi fa investimenti sbagliati poi paga, invece per
Hera è fin troppo facile fare la SpA quotata in borsa con i soldi
nostri.

Le loro colpe non devono ricadere né sulle nostre tasche né tantomeno
sui nostri polmoni.

Siamo portati a pensare male quando sentiamo qualcuno gioire per i
risultati del Porta a Porta e, allo stesso tempo, leggere
dichiarazioni in cui si difende l'inceneritore. Sarebbe ora di di
essere un poco coerenti, oltre che trasparenti al di la dei manifesti
pubblicitari.

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale a 5 Stelle
Lista Civica DestinAzione Forlì


Forlì - 

Leggiamo sui giornali le esternazioni di uomini politici dalla
"grande" esperienza, che finora si sono occupati del Ridolfi, che si
incolpano l'un l'altro del fallimento dell'aeroporto di Forlì.

Se la situazione non fosse tragica ci sarebbe da ridere a guardare
questo arrampicarsi sugli specchi, questo agitarsi convulso quando dei
semplici cittadini entrati in politica, già da due anni fa, sapevano
come sarebbe andata a finire la storia.

Basta il buonsenso per far capire che l'aeroporto non ha futuro perché
non ha bacino d'utenza.

Secondo questi "luminari" noi di DestinAzione Forlì e del MoVimento 5
Stelle siamo quelli quelli inesperti, quelli dell'antipolitica.

Però siamo stati gli unici a fare un ragionamento semplice e dire che
nessun privato avrebbe mai speso una lira se non ci fossero stati i
soldi pubblici a tappare le perdite. Non ci vuole una laurea in
economia per arrivarci.

Siamo stati gli unici a votare contro i ripianamenti delle perdite di
Seaf. Gli altri tutti favorevoli, non c'erano né maggioranza né
opposizione. Sarà l'esperienza...

Poi sull'unione dei due aeroporti di Forlì e di Rimini abbiamo detto e
ripetuto che dall'unione di due buchi sarebbe potuto venir fuori solo
un buco più grande e questo succederà se ci si ostina a non fare
l'unica cosa necessaria, cioè portare i libri contabili in tribunale.

In due anni l'aeroporto ha perso circa 20 milioni di euro. Non c'è
ancora nessuno che prova vergogna per averli buttati sapendo che non
ci sarebbe stata nessuna via d'uscita?

Cari amministratori illuminati, che vedete il Ridolfi come una grossa
opportunità, perchè non iniziate a tirare fuori di tasca vostra i
soldi per la Seaf? Non chiedete più nulla ai cittadini di Forlì.

Magari capireste che ogni tanto si deve avere il coraggio di guardare
in faccia la realtà.

Raffaella Pirini
Consigliere Comunale a 5 Stelle
Lista Civica DestinAzione Forlì


Forlì - 

Forli, 18 maggio 2011 - Aree industriali, case e villette, strade e parcheggi. Negli ultimi 35 anni il suolo urbanizzato, cioé quello non agricolo, è salito dal 9,15% del 1976 al 14,01% del 2008. Ecco l'altra faccia dello sviluppo: più benessere, ma anche un territorio che si è via via lastricato d'asfalto e costruzioni. L'associazione ambientalista Italia Nostra ha raccolto ed elaborato una marea di dati e ne ha tratto un'approfondita analisi. Risultato: l'assalto del cemento è stato più intenso dell'aumento della popolazione. I rilievi fatti dagli aerei 'fotografano' nitidamente la situazione: col passare degli anni porzioni sempre più vaste di terreni, siepi e macchie boscose sono state ricoperte. Nel 1976 vivevano nel comune di Forlì 110 mila 275 abitanti, di cui 16 mila 323 in centro storico. All'epoca il suolo urbanizzato era il 9,15%. Erano anni di dinamismo economico, c'era bisogno di infrastrutture e 18 anni dopo, nel '94, il cemento si è esteso all'11,66% del territorio, anche se nel frattempo la popolazione è scesa di quasi 2 mila persone. Negli anni seguenti l'espansione rallenta: al 2003 il consumo di suolo è aumentato 'solo' dello 0,19%, mentre la curva demografica si è rialzata: i cittadini sono 110 mila e 209. Nei dieci anni fra il 1991 e il 2001, stando a dati dell'Agenzia del Territorio, il patrimonio immobiliare in provincia di Forlì-Cesena si è irrobustito da 147 a 160 mila abitazioni.
Fonte: Quotidiano.net

I candidati a Forlì

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