Forlì -
Ore 8.30: esco dall'autofficina, dopo aver fatto tornare a più miti consigli l'auto che aveva deciso di "farsi scoppiare" la testa qualche
giorno fa.
Ho un'ora e mezzo di tempo prima dell'inizio delle commissioni  e mi
dirigo verso il Comune per lavorare un po' prima dell'inizio della
seduta.
Quando mi avvicino al centro, ecco comparire un cartello di blocco del
traffico. Ah già , oggi è giovedì, avevo dimenticato...
Visto che ho tempo e che piove a dirotto, vedo di sperimentare il
servizio navetta, invece di andare come al solito a piedi.
"Sui giornali si legge che nessuno ne usufruisce, chissà per quale
ragione...", mi chiedo. Ben presto comincerò a capire perché.
Su viale Salinatore, infatti, nemmeno l'ombra, non solo di un cartello
indicante che da qualche parte c'è una navetta gratis per il centro,
ma nemmeno di un cartello indicante il nuovo parcheggio.
La follia continua una volta raggiunto il parcheggio: non un cartello,
nemmeno di cartone, indicante che i cittadini possono usufruire del
servizio, molto utile, di navetta gratuita.
Non solo: non c'è nemmeno uno straccio di indicazione su dove si debba
andare per prendere questo benedetto autobus.
Con un diavolo per capello esco dal parcheggio, e mi dirigo in auto
verso piazza Guido da Montefeltro, che dovrebbe essere raggiungibile;
però, arrivata all'incrocio con via Andrelini, c'è un bel cartello
posizionato esattamente sullo spigolo dell'edificio in angolo con via
Romanello da Forlì, indicante che da lì non si passa per il blocco del
traffico.
Peccato che non si capisca dov'è il blocco, su via Romanello o su via
Andrelini... ? Ma tant'è... imbocco via Andrelini, arrivo in fondo e,
miracolo, vedo una navetta... la inseguo, così almeno vedrò dove si
ferma...
Incredibile, si ferma sul ciglio della carreggiata di viale
Salinatore, non entra nel parcheggio. Ma non doveva essere un
parcheggio scambiatore? I parcheggi scambiatori, se non hanno le
navette che arrivano al loro interno, che parcheggi scambiatori sono?
A quel punto, non potendo parcheggiare sulla strada, vado alla ricerca
di un posto. Nel frattempo cerco di vedere se sull'altro lato c'è
un'altra fermata, che magari mi è sfuggita. Perdo ulteriore tempo,
vado nel parcheggio. A questo punto voglio andare fino in fondo, costi
quel che costi: lascio l'auto, ovviamente l'ombrello è rotto, e,
infradiciandomi, salgo la scala che mi porta al piano stradale.
Quando arrivo, la navetta non c'è più, e sotto la pioggia battente
attraverso la strada e vado alla fermata provvisoria dell'autobus, che
è stata posizionata ben nascosta in linea con i cassonetti
dell'immondizia, tanto per aumentare il richiamo per i poveri
forlivesi e per i cittadini di qualsiasi città che si trovino nella
sventurata necessità di raggiungere il centro di Forlì.
Sotto un diluvio degno di Noè comincio a leggere il papiro per vedere
quali corse ci sono ancora: risulta essercene una alle 9:15, l'ultima,
perché il servizio dura solo dalle 8:45 alle 9:15, poi viene sospeso.
E chi viene dopo? Si arrangia...
Non solo, la lettura del papiro è ostica perché, essendo comprensivo
di tutto il servizio, non si chiarisce a quali fermate si riferiscano
gli orari. Alle 9:15 l'autobus partirà da viale Salinatore o solo
dalla stazione ferroviaria? Chi può dirlo?
Alle 9:05 devo decidere: o aspettare sperando di aver capito, e
intanto bagnarmi come un pulcino, confidando che poi passi, altrimenti
dovrò fare le corse sotto l'acqua, e partire subito.
Aspetto fiduciosa (non so bene in che, non certo nella chiarezza di
chi ha progettato questo servizio e la comunicazione delle
istruzioni).
Il mezzo arriva, meno male! Sono sola. Per forza. Al ritorno avrò
miglior fortuna, spero.
Ma io mi domando e dico. La lista Civica DestinAzione Forlì è
assolutamente favorevole ai parcheggi scambiatori perché sono l'unica
soluzione per ridurre il traffico veicolare in ambito urbano,
l'inquinamento, e per poter riconsegnare la città ai pedoni; ma non
può essere che si istituisca un servizio utile come questo, e poi lo
si renda zoppo e bersaglio delle bordate di tutti (anche di quelli che
dovrebbero essere a favore), solo perché nessuno si prende la briga di
pensare come penserebbe uno che ha bisogno di usare il servizio, e ha
bisogno di trovarlo subito, senza dover girare un'ora in auto,
mettendosi all'inseguimento del mezzo pubblico.
Non è detto che uno possa pianificare tutto prima: acquistare il
giornale che tenta di spiegare il funzionamento, ritagliare il
suddetto articolo, oppure cercare le indicazioni sul sito del Comune,
stampare la pagina (mica tutti usano il computer), e portarsela
appresso.
Chi viene da fuori, poi? Ancora peggio.
È inconcepibile che la navetta non scenda al parcheggio, e che non sia
segnalato dove si debba andare per prendere la suddetta navetta.
Chi arriva a Forlì, prima non trova il parcheggio, poi non trova la
navetta (dovrebbero esserci evidenti cartelli colorati, in grado di
attirare l'attenzione), poi, se sbagli l'ora e hai l'ardire di pensare
di aver bisogno di entrare dopo le 9:15, ti arrangi e ci vai a piedi,
o devi andare comunque a Canicattì, sempre a piedi, per prendere
l'autobus. Se non sei abituato a servirti degli autobus forlivesi,
perdi tempo per cercare l'altra fermata (quella ordinaria), rischiando
di perdere la corsa.
Se poi hai la sventura anche di avere l'ombrello rotto, allora ti
ridurrai come un cane bagnato come mi sono ridotta io.
Spero che da qui al prossimo giovedì un'anima pia metta dei cartelli
che favoriscano la buona riuscita dell'iniziativa.
Raffaella Pirini
Consigliere comunale a 5 stelle bagnate
Lista civica DestinAzione Forli
