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MoVimento 5 Stelle

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Dunque, dove eravamo rimasti con i Berluschini di casa nostra?
Certo al Principe Cesare Castelbarco Albani, Presidente di Carige Italia e al Sen. Maurizio Rossi socio unico della Errenova S.p.A. editrice dell'emittente ligure Primocanale.
Partiamo dal fondo per una volta.
Il Sen. Rossi si era impegnato, prima delle elezioni, nell'ordine a :

i. ad alienare
ii. o sottoporre a blind trust,
iii. ovvero a dare in gestione senza vincoli di conservazione o di informazione preventiva
le partecipazioni da me detenute direttamente o indirettamente nonché tramite fiduciarie, in società concessionarie di pubblico servizio ovvero di licenze televisive o radiotelevisive o di testate editoriali;

impegno confermato anche dal mai rimpianto Sen. (a vita....maledizione!) Mario Monti che, a casa di Bruno Vespa , parlava chiaramente e solamente delle prime due soluzioni come anche il sito di Primocanale conferma.

Ma, si sa, un conto è la campagna elettorale un conto è la coerenza nella quotidianità.

Difatti, il Nostro come ha risolto il Suo ben noto, perfino a Lui!, Conflitto? Nell'unico modo possibile e cioè con la terza soluzione: un fondo non cieco, tutt'altro! ma a undici decimi di diottrie! Di quelli che ci vedono benissimo, soprattutto vedono lontano! D'altronde rimarca che le prime due strade sono impercorribili come ben spiega nella Sua citata nota.

La domanda sorge spontanea: "Ma tutto questo non gli era noto subito all'atto della candidatura?" Sicuramente lo era per bene ai Senatori Rossi e Monti come anche a Noi era ben nota e prevedibile la conclusione di questa vicenda. Chissà cosa ne pensa la coscienza del Senatore Zanda! Infatti il perdurare di questa situazione pone il Sen. M. Rossi nella medesima situazione di Ineleggibilità alla stessa stregua del Silvione Nazionale.

Lo stabilisce la legge 361 del 1957 non siamo Noi a dirlo.

Passiamo al primo, all'algido Principe, il Gestore senza Vincoli di Conservazione. Anche nel Suo caso permane lo stato già precedentemente denunciato di incrocio tra Finanza, Politica e televisione . Certo che suscita una vaga tensione psichedelica la risposta che Castelbarco ha dato a Marco Preve : Carige Italia non opera in Liguria quindi non può incrociare l'attività di Primocanale o di Errenova S. p. A.

Stupefacente vero?

Movimento 5 Stelle Genova


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Quello che segue è una valutazione del nuovo Statuto di IREN posta a base degli interventi in Consiglio Comunale a Genova. E' frutto anche di elaborazioni collettive con i Consiglieri del Movimento di Parma Piacenza, Reggio Emilia e Torino.
Posto che o si tutelano i Cittadini o si fabbricano Dividendi, non esiste nessuna ragione per creare holding che non hanno alcuna funzione industriale, perché non ci sono vantaggi dimensionali da cogliere. L'unica motivazione che avete sempre dato è che essendo grossi possono avere prestiti dalle banche a tassi più bassi. A questo invece dovrebbe provvedere una finanza pubblica che ora non c'è, ma potrebbe esserci se solo si volesse. Mi riferisco alla Cassa Depositi e Prestiti.
Possiamo apprezzare che i tre Saggi abbiano proposto il loro piano senza compenso ma dopo un anno cosa ci viene proposto? NULLA. Inoltre la presenza di 2 consiglieri di amministrazione di IREN su tre saggi fa pensare che più che una riforma proposta dai soci, con la grave esclusione di Parma, sia più una riforma in autotutela della società stessa. In tutto il mondo quando si affrontano questi cambiamenti del governo di un'azienda ci si affida a Società specializzate (i.e. Corporate Advisor) che , sotto adeguato compenso, asseverano l'apprezzabile stima dei benefici economici e finanziari effettuata dal Management della Società derivante dalla nuova governance attraverso un dettagliato, preciso e riscontrabile Business Plan. Presentata in questo modo e quindi delegando la formazione del Piano Industriale o del Business plan al successivo nuovo Consiglio di Amministrazione e non almeno all'assemblea dei soci attraverso il meccanismo di cui sopra, questa proposta non è dettagliata in modo tale da consentire un'analisi seria su dati fattuali: il passaggio dal "Comitato esecutivo" allo schema classico "Presidente+Vice Presidente+Amministratore Delegato" garantisce funzionalità solo in via teorica, sembra frutto di presunzione ontologica! Non basta dire "IREN è talmente mal messa che qualcosa (qualunque cosa aggiungiamo noi) si deve pur fare". Questo è il segno di quanto disperata e disperante sia la condizione di IREN a cui si è arrivati grazie anche alla gestione del PD (...e non solo) con le giunte Pericu e Vincenzi di cui il Capogruppo Farello faceva parte.
Non deleghi quindi il PD a noi M5S il fardello di stroncare questa governante, trovi il coraggio di dire NO come quotidianamente compare sulla stampa cittadina: applichi a se stesso, una volta nella vita, quel principio di "responsabilità" che tanto pretende dagli altri.
Il M5S ha un'idea ben precisa di cosa dovrebbe essere IREN per interpretare al meglio il ruolo di una moderna multi utility che, prima di tutto, dovrebbe contribuire allo sviluppo di qualità del territorio erogando eccellenti livelli di servizio ai cittadini-clienti a prezzi competitivi, pertanto in sintonia con l'Europa, efficiente, efficace e in grado di guardare ai territori stessi come ad un alleato con cui valorizzare un "bene comune", non come 'piattaforma' di generazione di ricavi a fronte di costi crescenti per fronteggiare debito e sprechi.
Una moderna azienda che pone le sue fondamenta sulla trasparenza e condivisione per progettare con i territori e non a prescindere dai territori, un'azienda capace di essere in costante evoluzione ponendo l'innovazione come fattore chiave di sviluppo e di successo, innovazione che significa avere la capacità di ripensare quotidianamente il proprio modo di fare impresa, sviluppare capitale umano coltivando importanti e strategiche competenze interne, possibilità di essere protagonisti nel settore dell'energia e dell'ambiente avendo la capacità di "fare diversamente" tenendo conto dei paradigmi di sostenibilità ambientale, territoriale e sociale: non ultimo,un'azienda che fa riferimento alla finanza etica, si certifica, adotta un 'Codice Etico'.
Questi i temi su cui i Comuni soci si sarebbero dovuti confrontare per definire la nuova 'governance' di IREN purtroppo oggi ancora ferma su posizioni arretrate: ancora nel 2013 lamenta criticità ad investire non mantenendo gli impegni sul settore idrico, scommette su due nuovi inceneritori anziché puntare sul Trattamento Meccanico Biologico del rifiuto residuo post-raccolta differenziata, che significa minori costi per i clienti, minori impatti ambientali, posti di lavoro nella 'Fabbrica dei Materiali' che vuole l'UE.
Ancora sull'energia ha continuato ad investire su un rigassificatore off shore, che le cronache riportano come a rischio default a causa del drastico calo di consumi di gas naturale e grandi centrali a combustibile fossile, mancando di cogliere il vento di energie rinnovabili ed efficienza che governa il mercato.
A fronte di questa situazione, la riflessione sulla nuova governance non può ridursi a come eliminare l'unica figura apicale non di nomina PD ed un Comitato Esecutivo espressione dei territori: non basta questo per convincerci che il risultato sarà efficienza, efficacia ed integrazione.
Crediamo pertanto necessario l'avvio di un percorso di vero cambiamento da cui possa, e debba, trarre origine la nuova IREN che i nostri cittadini ed i nostri territori chiedono. Un percorso di cambiamento potrebbe essere quello di adottare la governance duale, con un consiglio di sorveglianza, nato dalla trasformazione del Comitato del Territorio, in cui siano presenti rappresentanti dei lavoratori (non dei sindacati!) e della cittadinanza attiva.
Infine Iren SpA dovrebbe essere smontata, o "spacchettata" (come si dice in gergo), come tutte le mutiutility

Stefano Camisasso


Genova - 

Vorrei adoperare questo spazio offertomi per segnalare la situazione di rischio esponenziale del quartiere della bassa Val Bisagno, che ricopre anche il rio Fereggiano, dall'evento. Ad oggi è passato un anno e mezzo e l'amministrazione pubblica non si è ancora adoperata per la mitigazione del rischio, attualmente si sta vagliando la proposta del miniscolmatore del Fereggiano, non voglio entrare nel merito dell'opera in quanto non conosco i dati e anche perché non sono in grado di approfondirli in quanto non sono competente in merito, ma sicuramente voglio segnalare l'immobilismo istituzionale per le opere di riduzione del rischio.
Come riportato dai vari documenti e tra questi anche nei piani di bacino del Bisagno, le opere si dividono in:

- opere strutturali quali anche quelle degli scolmatori che sono indubbiamente onerose e quindi la loro realizzazione richiede tempi lunghi sia per trovare i finanziamenti sia per la loro realizzazione;

- opere non strutturali

e che a loro volta si dividono in:

- manutenzioni sia ordinarie che straordinarie

sono quelle opere immediate che servono per ridurre significativamente il rischio di alluvioni e quindi permettono di convivere in una situazione di rischio accettabile, tali opere sono indispensabili per la regolamentazione della capacità di portata del fiume, per la conservazione della sezione utile di deflusso, per l'eliminazione di cause di pregiudizio della funzionalità delle opere e delle infrastrutture.

Nel rio Fereggiano fino ad oggi i vari enti preposti non sono intervenuti in nessuna di queste fasi manutentive.

L'unico intervento strutturale a posteriori dell'evento alluvionale è la creazione di un muro di contenimento della frana chiamata delle Brignoline, detto muro fatto in cemento armato parte dal letto del rio, questa opera aumenta la corrivazione della acque in quanto creando tali muri lisci non rallentano la forza dell'acqua nella sua corsa a valle.
Il rio ha materiale in alveo trasportato da anni di incuria che ha causato un innalzamento del suo alveo rispetto la sua quota originale e che quindi ha ridotto la già grave insufficiente portata prevista.
Nella parte esondata nel 2011 esistono dei ponti di attraversamento che occupano significativamente l'alveo del Fereggiano riducendone la portata, sempre nello stesso tratto è presente un fabbricato costruito sulla sponda del rio che anch'esso restringe il tratto dell'alveo, detto fabbricato è di proprietà del Comune che lo affitta ad una ditta di serramenti. Il tratto esondato nel 2011 è riportato anche nei piani di bacino del torrente Bisagno come un tratto ad alto rischio, tale dato è supportato anche da un Decreto del Presidente della Repubblica di emergenza successivamente prorogato, dove viene segnalato lo stato di emergenza del rio Fereggiano; anche nei piani di bacino sono riportate tutte le situazioni di rischio evidenti che riguardano sia il Bisagno che i suoi affluenti principali, sempre dai piani di bacini risulta che il rischio maggiore è nel tratto terminale del Bisagno, che comporta anche effetti di rigurgito della portata del Fereggiano, si evidenzia uno stato di rischio grave che viene definita come emergenza idraulica in considerazione che tale zona sia soggetta a inondazioni con frequenza poco più che ventennale rappresenta, sia a livello italiano che europeo, un caso limite di vulnerabilità alluvionale.
Questi sono dati estrapolati da piani di bacino che sono stati prodotti con finanziamenti pubblici per dare indicazioni e direttive agli enti preposti per la mitigazione del rischio e che quindi danno indicazioni puntuali sul territorio che deve essere soggetto di accorgimenti particolari per la tutela della pubblica incolumità.
Altre opere non strutturali sono quelle attive di protezione civile, tramite sistemi integrati di allarme e programmi di informazione di massa che permettano alla popolazione informata del rischio di adoperarsi per adottare misure di autoprotezione questa informazione deve coinvolgere tramite i canali principali di informazione tutta la popolazione, altresì deve essere preparata e coordinata una organizzazione che attivi gli enti preposti con personale che abbia indicazioni precise e che sia stato formato in modo adeguato al rischio desunto, tale formazione si deve fare anche tramite esercitazioni che servono per testare la capacità delle varie componenti del sistema, è stata fatta una esercitazione nel periodo primaverile del 2012 che ha dato esito negativo e che sarebbe servita, se inserita in un sistema di continua programmazione di protezione civile, ma che invece isolata in un singolo avvenimento non ha migliorato la situazione, l'informazione di protezione civile deve necessariamente essere capillare e quindi raggiungere tutta la popolazione,tale informazione si fa con campagne mirate sui principali sistemi di informazione di massa quali, televisioni, radio, quotidiani, internet, ecc. e non sicuramente con l'informazione adoperata sino ad oggi, parziale, locale, limitata, superficiale.
Queste ed altre informazioni che ho estrapolato da vari documenti, norme, leggi le ho già esposte agli enti preposti con lettere e con richieste puntuali e precise ma purtroppo ad oggi non hanno dato alcun esito.
Ultimamente ci sono notizie di iniziative di protezione civile comunale che sembrano destinate a generalizzare il problema senza analizzarne alcuno, si parla di informazioni alla popolazione indirizzando libretti informativi agli alunni delle scuole materne, elementari e medie, volutamente dimenticando gli istituti superiori, anziché fare corsi al personale preposto alla sicurezza degli istituti scolastici, detto personale è quello che prende decisioni in merito a situazioni di rischio e si attiva in emergenza, non è certo il bambino o ragazzo informato tramite tali opuscoli che deve svolgere una funzione attiva, si pensi che attualmente in fase di allerta l'istituto E Montale di via del Castoro a Genova non chiude anche se il fabbricato è nella zona rossa cioè quella ad altissimo rischio esondazione, questo è un esempio di come i vari responsabili, sia comune che dirigenza scolastica, non abbiano la cultura della prevenzione che è poi quella che vogliono insegnare ai bambini ragazzi tramite opuscoli.
Nello scantinato del civico 2B di via Fereggiano sono decedute cinque vittime nell'alluvione del 4 novembre ed a oggi in quello stesso scantinato non si è riusciti ad attivarsi per installare una porta per creare una segregazione dei locali sotto il livello della strada e che quindi riduca il rischio alla pubblica incolumità, una denuncia che ho già presentato agli uffici competenti ma che non ha dato esito.
In questi mesi ho assistito a innumerevoli convegni tenutisi a Genova e indetti da vari enti, istituzionali e no, convegni poco pubblicizzati e con pochissima partecipazione popolare, anche perché venivano indetti in giorni e orari cui le persone di regola lavorano, altresì la platea era gremita di personale preposto dei vari enti dove si assiste ad un rito di complimenti reciproci e di autoassoluzioni con spunti di provvedimenti che pensano di attivare ma che devono ancora essere esaminati, la cosa che ho rilevato più allarmante è che secondo quanto emerge dalle loro esposizioni esiste una responsabilità della popolazione in quanto con i propri comportamenti si mette a rischio da sola.
Ho ribadito più volte, anche nelle sedi appropriate con illustri politici e tecnici, che non si ci può proteggere da un rischio che non si conosce e che quindi la loro affermazione conferma la mancanza totale di preventiva informazione sui rischi.
Quindi per poter portare avanti un interesse comune che dovrebbe svolgere l'amministrazione io come cittadino inascoltato, purtroppo sono costretto a cercare canali diversi per sensibilizzare la cittadinanza su evidenti situazioni di rischio per l'incolumità pubblica.

Marco Costa


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Pubblichiamo l'intervento di Cristina De Pietro in Senato in data 8 maggio 2013, sulla tragedia di Genova. Il video del Senato inizia al minuto 490.

"Signor Presidente, signor Ministro, colleghe senatrici, colleghi senatori,
ringrazio tutti coloro che in quest'aula hanno manifestato vicinanza alla città di Genova e alle famiglie così duramente colpite.
Prendo la parola con animo affranto per il lutto che ha colpito la mia città.
La sciagura avvenuta ieri sera nel porto di Genova, il più importante porto italiano, infrastruttura d'eccellenza, snodo vitale per il sistema dei commerci italiani e internazionali, ha turbato profondamente tutti i cittadini genovesi.
I genovesi conoscono bene la laboriosità e la serietà dei lavoratori marittimi. Sanno con quanta abnegazione svolgono i loro compiti, delicati e rischiosi.
Fra questi lavoratori i piloti, che ogni giorno guidano fuori e dentro il porto con grande professionalità navi di tutte le dimensioni.
Quanto accaduto questa notte ci induce oggi a una serie di riflessioni, dalle quali chi ha il dovere di occuparsi del bene comune e della sicurezza della comunità non può esimersi.
La Jolly Nero è una di quelle grandi navi che ogni giorno transitano nel porto di Genova, misura 240 metri di lunghezza per una stazza di quasi 41 mila tonnellate.
Per cause ancora da accertare, fra le quali avarie ai motori o relative al traino, cioè problemi tecnici dei quali mai si può escludere la possibilità di accadimento, sette persone hanno perso la vita, quattro sono rimaste ferite e due sono ancora disperse.
Circostanza che ha purtroppo aggravato l'incidente è che esso sia avvenuto nel momento del cambio di turno, quando all'interno della torre si trovavano 13 persone.
Ciò ha reso ancora più pesanti le conseguenze in termini di perdite umane e di feriti.
Chi come me è amante del mare, ben conosce le leggi fisiche e le difficoltà di manovra delle imbarcazioni, soprattutto se di grandi dimensioni e all'interno dei bacini portuali.
Contrariamente ad un mezzo terrestre che più è lento più è sicuro, una nave lenta, come in fase di manovra e di transito nei ristretti canali portuali, è difficilmente manovrabile e quindi potenzialmente pericolosa.
Vista la criticità della navigazione per la sicurezza delle nostre coste e delle persone e per l'economia del nostro paese, questa tragedia deve far riflettere tutti noi e soprattutto i Ministeri coinvolti per competenza, affinché, nelle scelte che riguardano importanti infrastrutture la sicurezza rivesta il ruolo principale e siano valorizzati al massimo le competenze tecniche e operative.
Noi tutti ci auguriamo che le indagini dei tecnici e della magistratura, possano stabilire, nel più breve tempo possibile, la dinamica e le responsabilità di questo gravissimo incidente, ciò senza alcuna intenzione polemica, del tutto fuori luogo in questo momento. Verrà il tempo dei chiarimenti.
Conoscete la verità tecnica è indispensabile affinché si possano in futuro evitare simili tragedie.
Questo è il tempo del dolore e della vicinanza ai parenti, agli amici delle vittime e alla gente della mia città.
Insieme ai colleghi del Movimento 5 Stelle mi unisco al cordoglio manifestato dal sindaco di Genova Marco Doria ai familiari di coloro che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro".

http://webtv.senato.it/webtvass_hq?seduta_assemblea=24 (minuto 490)


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Il Terzo Valico di Genova, un'opera quanto mai controversa: di dubbia utilità e dall'incerta conclusione dato il finanziamento parziale ricevuto finora, ma di cui si conoscono di sicuro il costo enorme e le gravi ripercussioni sul territorio e sulle persone in termini di salute, disagi a causa dei lavori ed espropri di terreni e case.
In questa cornice già di per sé critica, la fase embrionale dei lavori a cui stiamo assistendo a Genova peggiora enormemente la situazione: spesso vengono usati dei metodi al limite della legalità, o anche in contravvenzione alle regole, sempre con un uso sproporzionato della pubblica sicurezza ai danni dei soggetti più deboli, quelli che stanno subendo l'opera.
Di fronte a tutto questo la politica locale a parole dice di essere vicina ai cittadini, ma in realtà sono state date pochissime informazioni, scarsissime tutele e nessuna forte opposizione di fronte al mancato rispetto di alcune regole.
Perciò dal Municipio, proprio il livello istituzionale più vicino ai cittadini, abbiamo voluto lanciare questo forte segnale obbligando le istituzioni locali a confrontarsi a viso aperto con la popolazione.
Un'occasione imperdibile per far sentire la nostra voce e dimostrare i motivi di contrarietà a quest'opera, chiedere che le istituzioni pubbliche non siano succubi di folli decisioni a livello nazionale e di grandi società private che pensano di poter fare ciò che vogliono sulla nostra terra.
Per tutti questi motivi ci aspettiamo una grande partecipazione all' assemblea pubblica che il municipio Valpolcevera ha indetto a Genova Pontedecimo, alla Fratellanza di Pontedecimo giovedì 9 maggio alle ore 17 (in via Isocorte 13).

Manifesto scaricabile

Sul nostro meetup

Carlo di Bernardo
Giorgio Campi
Leonardo Cinquegrana
Marco Collami

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle municipio Valpolcevera.


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800px-Genova-Parco_di_Nervi-DSCF6704-300x225.jpg Testo dell'intervento di Alice Salvatore alla marcia della terra del 21 aprile 2013.
"I Parchi di Nervi sono oggi in pericolo. Opere dissennate hanno modificato la naturale distribuzione idrologica del parco, con conseguenze catastrofiche per l'inestimabile patrimonio floristico del parco monumentale più grande di Genova.
I vialetti interni sono stati asfaltati anche vicino ad alberi secolari, minacciandone le radici; i vialetti sono stati inoltre ampliati, penalizzando alberi e aiuole, per consentire il passaggio dei mezzi pesanti della ditta di manutenzione; molte canaline per la raccolta dell'acqua piovana s'interrompono contro i tronchi degli alberi, danneggiandoli con eccesso di umidità; e i prati sono stati rifatti, ma con errori nella realizzazione delle pendenze e del posizionamento dei tombini di raccolta, e come risultato si hanno zolle di erba secca alternate a pozze di umidità.
C'è poi il problema delle acque sotterranee. Mentre a inizio '800 chi disegnò i parchi aveva tenuto conto sapientemente dei rivoli sotterranei (il parco infatti si è mantenuto in buona salute fino a poco tempo fa), purtroppo ultimamente pini secolari crollano! Le loro radici marciscono a causa del ristagno dell'acqua, e le piante crollate non sono sostituite! Probabilmente si sono anche create gravi interferenze nel decorso delle acque sotterranee a causa della costruzione, a monte del parco, di grandi autosilos.
Potature sbagliate trasformano poi piante monumentali in tronchi secchi; i pochi alberi nuovi sono offerti dall'Associazione degli Amici dei parchi di Nervi, che da tempo si oppone a questi dissennati lavori di manutenzione, imposti dal Comune e decisi senza tenere in nessun conto le osservazioni delle associazioni ambientaliste.
I lavori di manutenzione sono suddivisi in due lotti, il primo è già terminato e ha dato questi risultati.
Il secondo dovrà concludersi entro il 2013 per non perdere i finanziamenti europei che ne consentono la realizzazione. Ma, anche per questo secondo lotto, non viene preso in considerazione il progetto di Italia Nostra, Legambiente e di altre associazioni ambientaliste, che vorrebbero veder destinati molti più soldi al verde dei parchi, anziché ai lavori edili (come le riasfaltaure o la creazione di parcheggi interni ad uso degli addetti ai lavori).
Ad oggi, la parte di finanziamento totale destinata al verde (del primo e del secondo lotto), corrisponde a un esiguo 27,4% su un totale di 3.545.000 Euro.
Le associazioni ambientaliste chiedono invece che l'intero secondo lotto sia riprogettato da un esperto di parchi storici. E propongono, ad esempio, di usare per i vialetti un materiale che consenta l'assorbimento dell'acqua, che libererebbe il terreno dei parchi dal dannoso ristagno di acqua piovana che oggi scivola sull'asfalto, e non è raccolta adeguatamente, formando le pozze di cui abbiamo parlato; il nuovo materiale darebbe sollievo alle radici degli alberi più grandi a bordo strada, e contribuirebbe a ridare bellezza al nostro parco storico, oggi asfaltato.
Le associazioni chiedono anche che vengano aggiunte nuove piante, e che il 51,5%, e non il 27% della somma complessiva (di 3 milioni e mezzo), sia destinato esclusivamente al verde.
Questa settimana il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle presenterà a Tursi una mozione a sostegno del progetto proposto dalle associazioni ambientaliste.
Sosteniamo questa iniziativa per dare una boccata d'aria, anzi di verde, al Parco storico più grande di Genova!"


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(di Stefano De Pietro)
Poco tempo da abbiamo presentato, come gruppo consiliare del M5S di Genova, un ordine del giorno per creare all'interno del comune un registro pubblico delle lamentele, sulla scia di quanto avvenuto in Portogallo nel 2005 (20130129.sdp.emendamento regolamento controlli) . Il registro, che avrebbe contenuto qualsiasi informazione di ritorno verso l'amministrazione pubblica, avrebbe dato modo ai cittadini si poter segnalare liberamente notizie riguardanti sia il comune che le sue aziende partecipate, costituendo quindi uno strumento centralizzato utilissimo per l'amministrazione, e liberamente consultabile a differenza di quanto avviene oggi con il sistema di qualità certificata ISO9000, dove le segnalazioni restano un dialogo chiuso tra il singolo cittadino e l'ufficio che le riceve, nella maggior parte dei casi.
l Registro proposto dal M5S sarebbe invece stato davvero pubblico, consentendo una libera consultazione delle segnalazioni e delle relative risposte degli uffici. La proposta M5S non è passata in consiglio per una manciata di voti, con il blocco quasi totale da parte della maggioranza.
Però c'è un però, ovvero che abbiamo scoperto che questo registro esiste già, lo cura l'Autorità dei servizi del comune (asplgenova.it) e che funziona esattamente come speravamo, anche se è certamente migliorabile su alcune caratteristiche. Nessuno lo sapeva, altrimenti la nostra proposta sarebbe stata respinta dalla giunta con motivazioni diverse da quelle usate della inapplicabilità di un servizio simile (eccetera eccetera). Visto che esiste, usiamolo! Vediamo come si fa.
Cliccate in alto a destra nel nel banner che trovate nella colonna di destra oppure andate sul sito www.asplgenova.it e registratevi con un indirizzo email o il vostro nome.

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Una volta effettuata la registrazione, sarà possibile inserire una nuova segnalazione:

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Compilare il modulo in tutte le sue parti

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Quindi inviare la segnalazione per concludere l'attività.

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E' possibile consultare l'elenco delle segnalazioni

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Adesso l'accordo sottobanco tra PDL e PD-L è evidente a tutti.
La rielezione di un Presidente della Repubblica ottantottenne è la beffa finale per gli italiani che contavano di aver votato, ognuno per la propria convinzione politica, un reale cambiamento. La casta di Roma risponde invece con un inciucio di proporzioni mirabolanti e aberranti scartando una Giurista di fama internazionale e di ampie garanzie come Stefano Rodotà, promettendo per i prossimi giorni il solito giro di cariche tra i soliti personaggi triti e ritriti. Crediamo che il Movimento 5 Stelle abbia dimostrato come si fa la vera politica, quella al servizio dei cittadini, con posizioni chiare, senza i giochi di palazzo al quale siamo stati tristemente e dolorosamente abituati.
Esprimiamo quindi la nostra totale e incondizionata solidarietà ai militanti degli altri Partiti che si sono rispecchiati nella limpida candidatura di Stefano Rodotà, a cui va il nostro più profondo ringraziamento, e che sono stati traditi dalla loro dirigenza.
Invitiamo tutti i Cittadini a vigilare sulla Democrazia e sulle Istituzioni del nostro amato Paese nuovamente violentate da accordi sotto banco volti a tutelare solo gli interessi di pochi noti.

Alla fine, tutti insieme, riusciremo "a riveder le stelle".

M5S Genova


Genova - 


È in corso la terza tornata delle votazioni per l'elezione del Capo dello Stato. Dopo il fallimento della candidatura di Marini e l'ormai evidente dissoluzione del PD, qualsiasi coniglio Bersani tirerà fuori dal suo cappello sarà agli occhi della Storia perdente. Il vero vincitore di questa fase politica resterà comunque, anche se purtroppo difficilmente Rodotà riuscirà a passare, il M5S, se resterà coerente senza tentennamenti sino alla fine. Ma sono certo che andrà così.

Chi erano gli irresponsabili?

Il M5S è stato, da subito, accusato di non volersi assumere alcuna responsabilità di fronte al Paese, di essere una forza puramente ostruzionistica, il cui obiettivo sarebbe stato quello di "bloccare" il funzionamento delle istituzioni ed il ritorno alla "normalità" della vita democratica dopo l'esperienza del Governo "tecnico".
Ebbene, cos'è accaduto in questo mese? L'esatto contrario. Il M5S è stata l'unica forza politica ad opporsi alla decisioni di PD e PDL di paralizzare il Parlamento fino all'accordo sul nuovo Governo. L'unica forza che ha denunciato la violazione, da parte dei partiti politici, del dettato costituzionale e la sospensione della democrazia, realizzata impedendo la formazione delle commissioni permanenti ed il conseguente inizio dei lavori parlamentari. Chi ha difeso il Parlamento? Chi è stato irresponsabile?
Non bastava, però. Con un Parlamento bloccato, si èdefinito, dopo lunghe trattative rigorosamente riservate, quello che quasi nessuno si aspettava: l'accordo, l'inciucio tra Berlusconi e Bersani per la Presidenza della Repubblica.
Inciucio, e non accordo. Un accordo, infatti, è il risultato di una trattativa politica; l'inciucio, uno scambio di favori privati. Le votazioni di queste ore hanno confermato che si trattava di un inciucio: larga parte del PD, infatti, ha dimostrato di ritenere incomprensibile ed irresponsabile il "patto" con Berlusconi.
E il M5S non è forse stato responsabile? Ha proposto un nome di spessore, un grande giurista, d'area culturale vicina alle stesse istanze del PD, chiedendo semplicemente a Bersani: votatelo, sarà anche il vostro presidente. E su Rodotà, infatti, non stanno convergendo solo i voti del movimento, ma anche quelli di larga parte della sinistra.
Di cosa stiamo parlando,allora? Di tre semplici fatti, che le votazioni di queste ore dimostrano:

1) Il M5S si afferma come una forza che rappresenta almeno la volontà di metà di questo Paese, una forza responsabile e coerente che è in grado di esprimere proposte politiche che possano trovare ampio consenso anche all'interno dei partiti della sinistra.

2) Il vero irresponsabile del"blocco" politico è Bersani, il quale ha scelto di rifiutare ogni proposta del M5S, tentando un folle scambio con Berlusconi.

3) Qualunque candidato proporrà ora Bersani, non rappresenterà il popolo italiano e di ciò dovrà assumersene la responsabilità politica.

Siete circondati, arrendetevi ... finché siete ancora in tempo.

PAOLO BECCHI


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Scusate se abbiamo fatto passare un emendamento che :

va nella direzione di mantenere calmierato il prezzo del biglietto per consentirne l'utilizzo del mezzi pubblici al maggior numero possibile di persone. Non possiamo sempre chiedere a cittadini comuni di caricarsi di tutti gli oneri (vedi aree blù), devono essere le istituzioni a farlo.
Come asserisce anche il WWF nel suo commento alla delibera in oggetto dicendo"Ai ricatti non si dovrebbe mai cedere e in ogni caso deve esser palesato dai consiglieri che di questo si tratta, e che il colpevole è chi ricatta, sapendo che se da un lato l'aumento tariffario viene imposto come l'unica mediazione possibile per salvare una cosa fondamentale come la tariffa integrata, dall'altro subire gli aumenti significa per i consiglieri comunali diventare agli occhi dell'opinione pubblica i responsabili di un ulteriore sciagurato aumento delle tariffe, che porterebbero Genova non tra le più care in Italia, ma ad essere la più cara in assoluto."

Ci consente finalmente di capire chi prende più soldi dal biglietto integrato.Abbiamo messo in atto l'unico mezzo veloce ed inconfutabile per capire finalmente a chi vanno i soldi del biglietto integrato tra AMT E TRENITALIA, in modo tale che potremo così non assistere il prossimo anno a teatrini tra i due sul chi ci deve mettere i soldi perché ci guadagna. Probabilmente questo non interessa ad alcuni paladini del trasporto pubblico che preferiscono non sapere e soprattutto non far sapere chi prende più soldi e quindi chi può mettercene di più, temendo forse che la gente capisca e possa valutare; mi ricordano quelli che temono la valutazione, non comprendendo che, è vero, una valutazione può essere negativa ma è anche l'unico mezzo per sentirsi riconosciuto, invece, il buon lavoro eventualmente fatto.
Lo stesso WWF nel documento di commento alla delibera afferma" Il problema non è la presunta onerosità della tariffa integrata, ma casomai il criterio di valutazione di ripartizione degli introiti, che è cosa ben diversa."

Riesce a far rimanere soldi, l'Assessore dice 800000 euro, ai cittadini, altrimenti richiesti loro per un motivo non trasparente. Tanto è vero che poi non abbiamo sostenuto una delibera che ,in maniera non corretta, pretendeva di prendere risorse dai cittadini giustificandole come necessarie al mantenimento di un servizio ( il biglietto integrato) per cui in realtà, allo stesso dire della giunta, mancano molte meno risorse.

Emendamenti alla delibera da noi presentati:
1- mantenere prezzo invariato su tutti gli abbonamenti annuali=bocciato
2- mantenere prezzo invariato su abbonamento giovani=bocciato
3- abbassare prezzo abbonamento giovani ad €199,00=bocciato
4- introdurre abbonamenti trimestrali/semestrali=bocciato
5- annullare aumenti su biglietti non integrati (ascensori, funicolari, etc.)=bocciato
6- introdurre biglietto 100 minuti €1,50 solo AMT=approvato

Ordine del giorno da noi presentato su piano mobilità integrata, che comporta impegno a realizzare posteggi di interscambio.=approvato

Contrari agli aumenti , infine, ci siamo astenuti sulla delibera.
Scusate lo abbiamo fatto solo per cercare di sostenere una comunità in profonda crisi ed un settore strategico della mobilità cittadina.

Movimento 5 stelle Genova

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Apprendiamo dalla stampa cittadina che Carige Italia ha rinnovato i suoi vertici. Escono di scena il presidente Giovanni Berneschi e il vicepresidente Alessandro Scajola sostituiti dal Principe Cesare di Castelbarco e da Sandro Repetto.

Un po' di sorpresa ovviamente suscitano in noi questi nomi, mai avremmo pensato che queste pratiche d'antan venissero così amabilmente e celermente riscoperte in questa dura fase di transizione politica.

Stupisce ancora di più proprio in ragione dell'altrettanto nobile e amabile invito di Bersani rivolto al Movimento ad entrare al Governo con il suo partito così democratico in nome del totem chiamato "Cambiamento". D'altronde malpensanti noi a credere che il PD lasciasse senza lavoro Alessandro Repetto in questo duro periodo di crisi, tra i licenziandi dipendenti AMT e i licenziati della Centrale del Latte: meno male altrimenti chissà che zavorra sugli ammortizzatori sociali!

E altrettanto stupore, sempre in noi che male pensiamo, ha suscitato anche la nomina del Nobile Principe: lo pensavamo tenacemente impegnato alla Presidenza di Primocanale di proprietà del Sen. Maurizio Rossi. Quest'ultimo, a quanto ci è dato sapere, è tuttora principale azionista della citata Rete televisiva cittadina ed è approdato a Roma chiamato dal suo mentore Mario Monti in nome di non si sa quale ben definito principio di modernità e si è ben guardato dal dare corso al blind trust di cui menava vanto in campagna elettorale: potenza della precarietà del Parlamento!

Sempre noi malpensanti in queste scelte vediamo gli echi delle pratiche abituali di questi logori partiti: una bella triangolazione politica-televisione-finanza, quella che una volta si chiamava "conflitto di interessi" ma, come si poteva immaginare, i Berluschini crescono e si fanno più esigenti soprattutto se il PD ligure e nazionale riesce sempre e comunque a ritagliarsi, con il prode Repetto, la sua bella fetta!


Movimento 5 stelle Genova

I candidati a Genova

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    Paolo Putti
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    Andrea Boccaccio
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    Antonietta Faggiano
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    Enrico Baratelli
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    Marco Collami
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    rino valcavi
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    Stefano Camisasso
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