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MoVimento 5 Stelle

Discariche: a volte capita


Genova - 


mele(di Lorella Zafferri)

A volte capita ...

capita che un'amministrazione provi a far passare un progetto, presentato di gran corsa alla popolazione, in pochi giorni perché urgente e lo definisca di "riqualificazione ambientale", quindi migliorativo..

capita invece di scoprire che nella realtà è una discarica di smarino del Terzo Valico fatta sopra ad un'altra già esistente, magari bisognosa di una messa in sicurezza ma non con questa soluzione che pare "la toppa peggio del buco" e soprattutto in un terreno già franoso sopra le case del paese, proprio sulla testa dei suoi abitanti..

capita di conoscere poi la coincidenza che esiste tra l'operazione e la chiusura di Scarpino dove questi circa 700.000 metri cubi di terreno dovevano finire..

capita ancora di sapere che la Società Autostrade permetterebbe l'entrata e l'uscita da passaggi di servizio per raggiungere la discarica a circa 44.000 camion in totale, per 5 anni per 24 ore al giorno, con autocertificazione da parte della stessa ditta, sulla natura non inquinante dello smarino trasportato sempre sulle strade  tra le abitazioni..

capita anche di notare sul posto in questi giorni molti mezzi pesanti dell'esercito che operano in zona per due frane in corso causate dalle recenti alluvioni e allora sembra ancora più surreale la proposta..

Ma a volte capita..

che le persone reagiscano in difesa della sicurezza e della salute della comunità e del territorio e si ribellino a questa operazione di solo interesse privato ( il terreno è tale e così la ditta).

Così sabato siamo accorsi a Mele per sostenerli, ma dobbiamo ringraziarli perché è sempre una sorpresa che tocca i cuori, in un periodo per lo più di rassegnazione ed astensionismo, trovare una partecipazione così viva e fattiva e si ha molto da imparare in momenti di consapevolezza condivisi che forse piano piano riescono a diffondere un cambiamento totale di mentalità sulle scelte che non offendano più l'ambiente, la salute, le comunità, in poche parole la qualità della vita delle persone.

E solo così capiterà qualche volta che le multinazionali, i super potenti, le ditte nate ad hoc per l'occasione, con grandi nomi come Cociv, siano costrette a farsi due conti in più prima di passare sulle nostre teste come se niente fosse, nei terreni che continuano a franare, vicino a rivi a rischio esondazione, e magari a fare un passo indietro e noi speriamo che questa sia una di quelle volte.

Mele siamo con voi, come Movimento 5 Stelle Genova con i gruppi territoriali di Ponente.


Genova - 


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Novembre 2013 - Novembre 2014

E' trascorso un anno e purtroppo siamo di nuovo qui, nelle stesse identiche condizioni, questa volta a richiedere, oltre a interventi urgenti per la prevenzione, anche IMMEDIATI provvedimenti per la salvaguardia delle persone e del quartiere.

Noi abbiamo una proposta concreta, siamo di nuovo in via Fereggiano per condividerla con i cittadini e chiedere a gran voce che venga realizzata.


Video di approfondimento "Dopo il Fango"

Donazioni per l'alluvione

Iscriviti e partecipa alle attività del M5S di Genova


Genova - 


Raccolta fondi per l'alluvione 2014

(di Paolo Putti - portavoce M5S Genova)

Carissimi, 12 giorni dopo l'alluvione la situazione è questa. I CITTADINI hanno faticato con pale e secchi, senza sosta né colori. Con il solo obiettivo di far rialzare la testa alla nostra città. I VOLONTARI sono arrivati da tutta Italia. Una solidarietà ed un aiuto impagabili. Un abbraccio che ci ha dato calore e nuove energie. I POLITICI LOCALI ed I TECNICI, non vi sorprenderà, hanno giocato allo scarica barile con la solita tattica "responsabilità di tutti=responsabilità di nessuno".

A prima vista, passando per la città, sembra che Genova stia tornando, come si dice in questi casi, lentamente alla normalità. Se normale può intendersi vivere in un luogo in cui buona parte del territorio rischia di finire sott'acqua ogni autunno, se normale può essere vivere con ansia ogni volta che il cielo si oscura più del dovuto e la quantità di acqua che scende dal cielo dà l'impressione di essere troppo forte, troppo intensa, troppo duratura.

In realtà, come un set dei film western dell'Italia anni '70, se volti dietro alla facciata, se volti l'angolo, ritrovi disperazione. La trovi nelle cataste d'auto private travolte dall'acqua, completamente distrutte e da rottamare appartenenti magari a persone che già l'avevano persa nel 2011, a lavoratori ai quali è necessaria per il lavoro quotidiano. La trovi negli occhi e nelle parole asciutte, che con grande dignità restituiscono la disperazione di decine di famiglie che sono state sfollate dalle case che erano il luogo di costruzione del loro progetto di vita ed ora non sanno se potranno mai rientrarvi. La trovi negli sguardi fieri, senza più lacrime o forse senza averne mai ospitate dei negozianti della nostra città, gente tosta a volte ruvida, che ha saputo resistere ad una crisi devastante, ad altre alluvioni, a concorrenze di multinazionali, ma che ora rischia di dire BASTA, di non farcela più a ripartire. Negozi e magazzini completamente distrutti; in molti caso gli stessi di 3 anni fa, per cui i titolari stanno ancora oggi ripagando i debiti contratti sui danni d'allora.

Rimangono quindi le ferite, profonde e dolorose, danni per centinaia di milioni di euro a edifici, strutture, attività.

Per questo vi chiediamo, comprendendo che il momento è durissimo per tutti, che dobbiamo ancora una volta essere noi persone comuni a supplire alle mancanze delle istituzioni, di dare una mano alla nostra città, alla sua comunità. Beppe ha aperto un conto corrente dedicato all'alluvione di Genova. Si farà tesoro della somma raccolta per portare un po' d'aiuto a chi si trova in difficoltà e vi restituiremo informazioni dettagliate sull'utilizzo delle risorse.

Grazie per quello che potrete donare. In alto i cuori.


Genova - 



Genova, 14 ottobre 2014


Al Presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno
Comune di Genova
Arch. Massimo Ferrante

Alla Giunta del Municipio III Bassa Val Bisagno

Oggetto: mozione su rischio idrogeologico e gestione delle emergenze

I recenti e nuovamente tragici avvenimenti che hanno travolto una Genova fortemente impreparata ed indifesa ci spingono ad una riflessione, che vorremmo in questa sede condividere.
Sulle possibili soluzioni alle problematiche di rischio idrogeologico abbiamo avuto in passato opinioni discordanti, a partire dal progetto del mini-scolmatore, che per come ci è stato presentato ci ha trovato contrari per le motivazioni già spiegate in Consiglio e pubblicate sui nostri siti per chi volesse andare a verificarle, ma sappiamo bene che tutte queste soluzioni - che ci trovino d'accordo o meno, che si parli di permeabilizzazione dei versanti, vasche di raccolta, rinforzo degli argini o scolmatori - sono comunque opere che non saranno realizzate domani.
In questo quadro dunque ci siamo posti come priorità la protezione delle persone, che è un tassello di una politica di prevenzione più ampia ma che, come già detto, ha inevitabilmente tempi di realizzazione più lunghi.

Un buon sistema di gestione delle emergenze dovrebbe essere composto da diversi punti:
- un sistema previsionale di allerta basato su rilevamenti meteorologici,
- un sistema di rilevazione puntuale che in tempo reale "traduce" i segnali in codici da trasmettere agli addetti ai lavori, con una doppia funzione: allertare in caso di emergenza e creare un data-base statistico per poter meglio programmare le opere di prevenzione utili su un determinato territorio,
- un sistema di informazione ai cittadini che possa gestire avvisi tramite pannelli luminosi (del Comune ma anche ad esempio di AMT per avere notizie in tempo reale su eventuali deviazioni del traffico), via SMS o mail, segnali acustici e visivi nelle zone più critiche (ad esempio sirene, semafori),
- un piano di gestione dell'emergenza collaudato tramite periodiche esercitazioni e prove di evacuazione che coinvolgano i cittadini e gli enti che di fatto devono gestire l'emergenza (Comune, Municipio, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, ecc.) sia durante la situazione di pericolo che nelle successive attività di assistenza e ripristino dei danneggiamenti.
Il principio basilare di questo sistema è che ognuno di questi passaggi deve essere ridondante: non si deve verificare il blocco del sistema se, per qualche motivo, un anello della catena salta. Per questo devono essere previste procedure alternative che consentano di proseguire nella catena.

Crediamo sia palese a tutti che, nonostante l'iniziativa e la buona volontà dei singoli, questo sistema purtroppo a Genova non abbia funzionato, per stessa ammissione del Sindaco Doria e, aggiungiamo noi, non ha funzionato né per questa né per le passate alluvioni, e se volessimo allargare il discorso potremmo dire che in tutta Italia la gestione delle emergenze è un problema da tempo irrisolto.

Non sta certo a noi indicare come gli anelli di questa catena vadano congiunti tra loro tramite procedure e coinvolgimento dei soggetti interessati; abbiamo solo cercato di dare un quadro di quello che dovrebbe essere una seria politica di gestione delle emergenze per introdurre la nostra proposta.

Auspicando che, a livelli che non sono certamente il nostro, si lavori immediatamente per sopperire alla mancata integrazione dei sistemi di rilevazione, allerta ed informazione, chiediamo oggi a questo Municipio di provare a porre una base a questo sistema, qualcosa che sia alla nostra portata in termini progettuali ed economici.
Abbiamo allegato a questa mozione un progetto, realizzato con il supporto di Limet, Associazione Ligure di Meteorologia (che ha già contribuito alla realizzazione di un sistema di questo tipo sul torrente Boate, a Rapallo), per una rete di rilevatori idrometrici e pluviometrici sul Fereggiano collegati ad un sistema di acquisizione dati in tempo reale, la cui realizzazione prevede un costo di 20-25000 euro.
Per un sistema di questo tipo naturalmente è fondamentale la sua gestione, ed è proprio su questo che dovrebbe ricadere il massimo impegno come Municipio, perché, forti di un intervento di nostra realizzazione, potremmo richiedere con maggior peso ai soggetti preposti la realizzazione in tempi brevi di un corretto sistema di gestione.
Ci teniamo a precisare che non vi chiediamo oggi di dare un voto al progetto presentato: questo è solo uno dei possibili esempi di intervento realizzabili ad un prezzo contenuto e in tempi brevi che potrebbero essere veramente utili.
Quello che vorremmo oggi è
impegnare il Presidente del Consiglio Municipale e la Giunta
- ad individuare in condivisione con il Consiglio ed a realizzare al più presto una proposta di progetto, con il supporto di Uffici tecnici ed altri eventuali soggetti esperti in materia e con le modalità ritenute più opportune, che vada ad incidere nella catena della gestione dell'emergenza sopra descritta e possa, con la sua realizzazione, facilitarne ed accelerarne il corretto funzionamento;
- a seguito della realizzazione del progetto, ad esercitare una forte pressione sui soggetti preposti (Comune, Regione, Arpal, ecc.) per l'integrazione del progetto e l'implementazione generale del sistema cittadino di gestione delle emergenze.
Speriamo si sia capito in questi due anni che, al di là delle possibili differenti visioni, non siamo qui per fare polemica ma per cercare di trovare delle soluzioni ai problemi; in questo frangente ci piacerebbe che non venissero prese posizioni "politiche" ma che si cercasse di rimboccarsi le maniche, come tutti noi abbiamo già fatto negli scorsi giorni, per dare ancora un aiuto concreto al nostro territorio, questa volta non da semplici cittadini ma all'interno delle istituzioni.

Cosimo Carlo Gastaldi
Cristina Capelli
Iliana Pastorino

Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle - Municipio III Bassa Val Bisagno

La mozione è stata approvata nel Consiglio municipale del 22/10/2014


Genova - 

(di Stefano De Pietro)

Durante l'ultimo Consiglio comunale abbiamo evidenziato il fatto che per l'impossibilità di Genova Parcheggi di bloccare tutti i parchimetri dislocati nelle aree blu e azzurre e per effetto di una inefficace di comunicazione ai cittadini, questi hanno continuato a pagare il posteggio nonostante, per effetto del piano di emergenza dovuto all'alluvione, siano stati dichiarati liberamente fruibili le aree di sosta stradali.

Abbiamo quindi presentato una mozione per indicare alla Giunta di dare disposizione a Genova Parcheggi di donare gli incassi di quei giorni al fondo comunale per gli alluvionati.

20141013.sdp.mozione gepark sospensione pagamento1


Genova - 

Genova, 10 ottobre 2014. Oggi non è giorno di polemiche politiche o di altra natura. Oggi è il giorno della preghiera, della solidarietà per le vittime. Una persona ha perso la vita, a lui e alla sua famiglia va il nostro commosso abbraccio. Invitiamo gli attivisti tutti e i cittadini genovesi a rimanere aggiornati con le pagine della Protezione civile e con le pagine del Movimento per capire dove prestare la propria opera di soccorso. Paolo Putti, il nostro portavoce, partirà per Roma per restituire comunque al Movimento tutto ciò che è stato fatto e per testimoniare questa nuova tragedia. Agli altri che sono in partenza per quello che doveva essere un incontro festoso, ma che invece è divenuto un momento di dolorosa testimonianza, chiediamo di raccontare a tutti con sobrietà cosa è Genova e chi sono i Genovesi, anche in questi momenti.


Genova - 

sciopero-scuola(di Paolo Putti)

"Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo...Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando." Così Munch descrive la sua angoscia di uomo ne "L'urlo".

È questa la mia sensazione di piccolo uomo nell'ascoltare ogni giorno il grido di dolore che proviene dalla gente della mia città:

  • dai lavoratori, spaventati per l'insicurezza della precarietà o della perdita di occupazione;
  • dagli studenti, che devono imparare sin dalla tenera età che quello che offre loro il mondo degli adulti è chiusura (di numero all'università e di opportunità), scarsa o nulla considerazione e frustrazione del loro slancio giovanile (al massimo li classifichiamo mammoni non curandoci del fatto che le classificazioni servono solo a chi le fa e per nulla a chi le subisce);
  • dai padri e dalle madri, che già in difficoltà ad imparare e a rinnovare il difficile ruolo di genitori, si trovano a dovere fare da tutor, da garanti , a dover pregare, a dover sperare con angoscia per un futuro dei figli a cui nulla più è assicurato, né i diritti, né le opportunità, né le speranze;
  • dagli anziani, posteggiati ai margini della società civile nella speranza che si tolgano dal disturbo al più presto, altrimenti aumenta la spesa sanitaria.
  • dai bambini, a cui abbiamo rubato il diritto e la possibilità di insegnarci quali siano le cose vere ed importanti della vita: la curiosità, la scoperta, l'amore gratuito, il sorriso, il pianto ... per sostituirle con il Pil, lo Spread, l'economia globale un tempo a nostro servizio, ora divinità a cui sacrificare tempo, affetti, relazioni.

Anche le case della mia città partecipano a quest'urlo con una avanzata fatiscenza legata alla mancanza di risorse per rifarne le facciate, per curarne gli impianti, anche loro sembrano piangere ed urlare; per non parlare della natura che pieghiamo e violiamo a nostro piacere e volere non ascoltandone le mille voci.

Ecco io TUTTI i giorni ascolto questo urlo di dolore che sale e non trova pace, lenitivo o calmante, possibile; Assessore PAITA! Regina del presenzialismo preelettorale, mi sorprende che Lei non riesca a sentire tutto ciò e passi il tempo a urlare che farà la GRONDA , che ci vuole la GRONDA , che presto verrà fatta la GRONDA, NON HA VERAMENTE ALTRO DA DIRE? Ormai lo abbiamo capito che, da esperti piazzisti, cercate di venderci quello che Vi interessa come soluzione per tutti i nostri problemi, sono convinto che  Lei non sappia neanche dove passa la Gronda, che non sappia che ad oggi si investono in città più di 7 miliardi di euro in infrastrutture (oltre dieci volte quello che si spende in qualsiasi altro campo) e pensi persino che non ci lavora quasi nessun genovese o ligure, come testimoniano i lavoratori edili, che non sappia che la Liguria è la regione più cementificata d'Italia, che non sappia che ormai tutti (persino i general contractor!) si sono espressi contro l'utilità, l'opportunità e l'economicità di quest'opera. Ma non entro nemmeno nel merito dell'opera con Lei, solo mi sorprendo ed un poco mi compiaccio, che ormai non

ABBIA PIU' NIENTE ALTRO DA VENDERCI.

Vorrei aggiungere qualche nota agli amici giornalisti che personalmente ho sempre cercato di capire per rispetto della professione altrui, perché non mi considero "imparato" in nulla e perché, se siete costretti a scrivere ciò che spesso proponete, molto è per colpa nostra che non vi chiediamo di scrivere dell'altro, esigendo di voler acquisire attraverso voi più consapevolezza, chiarezza , trasparenza. La mia aggiunta è questa: "ma perché dovete ogni giorno propinarci il minimo sussulto della Reginetta della comparsata che spesso non ha nulla da dirci, non vi chiedo di raccontare alcune cose interessanti che facciamo, può darsi non lo siano abbastanza, ma vi chiedo di aiutarci a costruire dei cittadini informati e consapevoli".


Genova - 
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Il volantino di una protesta contro la privatizzazione di Amt nel 2013

(di Stefano De Pietro - in collaborazione con Daniel Rinaldi e Marco Marsano, Orsa Tpl Genova di Amt)

In questi giorni assistiamo al solito teatrino tra governo ed amministrazioni locali (regionali e comunali) sulle modalità di salvataggio del sistema del trasporto pubblico locale, passando attraverso la agenzia regionale del tpl e altre misure che sortiranno il solito effetto di salvaguadia dei posti di direzione delle aziende, garantiti attraverso la garanzia politica, mentre è evidente a tutti che senza una vera riorganizzazione del sistema non si potrà arrivare ad alcuna soluzione accettabile e duratura.

Diamo spazio sul nostro blog ai lavoratori di Orsa Tpl Genovadi Amt, che riuniti intorno ad un tavolo di studio hanno messo a punto un documento (vedi allegati) dove sono indicati gli elementi che a loro avviso potrebbero, se correttamente messi in pratica, dare un futuro "pubblico" alla nostra azienda cittadina, mettendola al sicuro dalle privatizzazioni che paiono invece essere l'unica via di uscita per la politica oggi al timone del paese.

Sono opinioni in parte concordanti con quelle del Movimento, ma ricordiamo che non possono comunque essere isolate rispetto ad una riorganizzazione dell'azienda che oggi presenta un eccesso di personale non viaggiante e da declinarsi tenendo anche conto della possibilità di una "tassa di scopo" che consentirebbe, con un esborso contenuto ma collettivo, il raggiungimento dei livelli economici necessari, dopo gli interventi necessari dal punto di vista degli sprechi e dei clientelismi politici.

Aggiungeremmo a questo piano di Orsa Genova il ritorno di Amt alla forma di azienda speciale, un modo nuovo per parlare delle vecchie municipalizzate, con un controllo interno anche da parte dei cittadini, così come proponiamo da tempo anche per Amiu e Aster. Una forma "speciale" garantisce un capitale sociale monolitico, ossia non divisibile in quote e quindi al sicuro dalla vendita ai privati, e il reinvestimento degli eventuali utili nel servizio stesso. Infatti lo scopo statutario dell'azienda speciale non è l'utile economico, ma la fornitura di un servizio. Cosa di meglio si attenderebbero i cittadini?

Con l'interrogativo di dove trovare le risorse economiche per l'acquisizione dell'area Iren, citata nel documento, e consci del complesso argomento del bilanciamento tra personale impiegatizio e quello viaggiante, altro nodo complesso da districare e che prima o poi andrà affrontato in Consiglio comunale, e l'altro nodo della reinternalizzazione dei lavoratori oggi dipendenti di Servizi & Sistemi, vediamo quali sono le idee di Orsa Genova.

Innanzitutto hanno definito le aree di intervento, che sono la manutenzione, la gestione e il movimento, l'aumento della velocità commerciale e gli investimenti, concludendo con la ricerca dei finanziamenti anche attraverso nuove forme pubblicitarie. Queste necessità sono quindi declinate nelle rispettive competenze di Stato, Regione e Comune, oltre che naturalmente dell'azienda stessa.

La manutenzione

La manutenzione operata con il sistema degli appalti ha manifestato tutta la sua inadeguatezza. La qualità meccanica dei mezzi è crollata a precipizio, non i riesce ad operare controlli adeguati sulle riparazioni, i tempi di atttesa tengono i bus inchiodati in officina privi dei pezzi necessari al loro funzionamento. Inoltre le manutenzioni sono affidate per tipologia, questo aumenta ancora i tempi di rimessa su strada per la complessità del sistema organizzativo.

Occorre riportare in casa la manutenzione dei mezzi, con la creazione di due nuovi poli manutentivi in grado di occuparsi di tutte le tipologie di macchine oggi in uso. Il primo a Gavette, acquisendo l'area Iren, il secondo nell'area ex Morini a Pra'. Con queste due officine Amt sarebbe in grado di operare con notevoli risparmi e soprattutto garantendo un'efficienza e pulizia dei mezzi oggi perdute nel sistema privatizzato. Efficienza riguadagnata anche in termini di tempi di riparazione e di ottimizzazione dei magazzini. I mezzi non ricoverabili in questi due poli troverebbero posto a Staglieno. Inoltre i due poli sarebbero perfetti anche per i mezzi di Atp, vista l'incombente necessità di amonizzazione per il trasporto provinciale con l'arrivo della città metropolitana.

Attraverso qualche forma legalmente percorribile, si potrebbe anche pensare di utilizzare le officine per garantire la manutenzione anche ai mezzi di Amiu e di Aster, visto che spesso esistono delle sovrapposizioni sulle tecnologie dei motori e addirittura dei modelli di motrice.

Per ridurrei consumi sarebbe poi indispensabile acquistare mezzi a metano ed elettrici, mentre oggi si continua a sostituire i vecchi mezzi con altri nuovi ma basati sulle solite superate tecnologie del diesel alimentato a gasolio.

La gestione e il movimento

Tra le azioni fondamentali c'è sicuramente quella di impegnarsi con i livelli nazionali della politica per abbattere il costo del carburante, che oggi paga una parte dell'accisa, attraverso la suadefiscalizzazione per l'uso pubblico. Questo consentirebbe un risparmio di alcuni milioni di euro. Oggi l'accisa non è scaricabile per le aziende del tpl private (anche se di proprietà pubblica), per motivi di concorrenza rispetto ai privati. Con un'azione come questa, il trasporto pubblico potrebbe trovare nuove risorse. Richiamando l'idea cinquestelle di una azienda speciale, sarebbe da valutare se tale sgravio sarebbe possibile già con la normativa attuale se Amt cambiasse natura societaria.

Non di secondaria importanza è il capitolo delle spese dovute agli sprechi. Luci accese, consumi di energia per riscaldamento sono argomenti che presentano ampissimi spazi di miglioramento, ad esempio con l'installazione di sensori di presenza per l'accensione (e lo spegnimento) automatico dell'illuminazione. Ma non ci limitiamo alle spese energetiche, ci sono anche enormi possibilità di ottimizzazione nella gestione dei ricambi e delle forniture.

Velocità commerciale e investimenti

L'efficienza del trasporto pubblico si misura in termini di velocità commerciale, che dipende direttamente da due fattori: una rete ben disegnata e le strade libere. Oggi la velocità dei percorsi è costantemente ostacolata sia dal traffico che da una rete semaforica che non favorisce i mezzi pubblici. Aggiungiamo che le corsie riservate sono ostacolate da soste selvagge e mal disegnate, sono presenti solo in alcuni dei percorsi, necessitano di manutenzilone e di sistemi di rilevamento dell'uso improprio.

Maggiore velocità commerciale si declina in risparmio di carburante, di tempo e maggior predisposizione dei cittadini all'uso del mezzo pubblico invece che di quello privato, quindi un aumento di introito da bigliettazione e abbonamenti, un traffico più scorrevole per tutti, minor inquinamento ambientale.

Per aumentare la velocità commerciale si può anche intervenire sulle modalità di trasporto, ad esempio creando delle piazzole di accosto che riducono il tempo di sbarco e imbarco e creando linee "celeri", come esistevano molti anni fa, adatte a chi deve effettuare spostamenti a distanze elevate. Questo tipo di trasporto contribuirebbe sia al risparmio di carburante che all'aumento di viaggiatori.

Anche creare delle aree di sosta dei Bus privati a pagamento potrebbe contribuire ad aumentare gli introiti per il tpl, fornendo al tempo stesso alle società di trasporto in cambio del costo un servizio di guardianaggio e di riposo per gli autisti, a tutto vantaggio della sicurezza stradale.

La pubblicità su tutti questi servizi è fondamentale, per cui sarebbe indispensabile una collaborazione con chi gestisce i portali web turistici della città per poter offrire direttamente la vendita delle offerte di trasporto già ancor prima della partenza dei turisti.

La creazione di posteggi di interscambio ai bordi della città, gratuiti o con un costo molto ridotto che comprenda un percorso in in bus potrebbe essere la soluzione per tutti quei pendolari che per motivi organizzativi non possono servirsi del treno. Questo servizio potrebbe anche essere abbinato ad un car, bike e motorbike sharing.

Occorre modernizzare il sistema di bigliettazione, offrendo tessere magnetiche e facendo largo uso del biglietto sms, svincolandosi dai fornitori attuali che comportano un costo aggiuntivo per i viaggiatori e riportando in casa il servizio. L'intera gamma offerta deve trovare uguale sistemazione in tutte le modalità di pagamento, oggi non è così.

Per il controllo del pagamento a bordo, i controllori dovrebbero essere dotati di apparecchiature collegate alla rete internet, per poter usufruire dei servizi di accesso alle banche dati al fine di verificare i documenti e di compilare rapidamente i verbali senza errori. In sede, occorre potenziare l'ufficio deputato alla verifica dei pagamenti delle sanzioni, oggi troppe restano inevase.

Non dimentichiamo che non esistono solo bus e treni: in una città montuosa come Genova gli ascensori, le funicolari, le cremagliere rivestono un'importanza fondamentale per la buona riuscita del servizio. Riteniamo fondamentale investire sugli storici impianti di risalita (ascensori e funicolari) e sulla ferrovia a scartamento ridotto Genova-Casella, veri e propri veicoli di attrazione turistica.

Sul fronte pubblicitario, sfruttare i servizi audio a bordo del bus apre un nuovo fronte di introito da messaggi commerciali. Il sistema di comunicazione esistente sul bus consente con sole modifiche software di implementare lo "Spotbus", un sistema già presentato all'azienda da alcuni autisti e mai preso in seria considerazione dalla stessa.

Come cinquestelle, auspichiamo che il sistema di trasporto integrato bus+treno possa restare in vigore, e che Trenitalia possa partecipare a questo percorso di miglioramento del tpl genovese, urbano e provinciale, in quanto il trasporto su ferro è un tassello fondamentale del muoversi nel territorio.

Questo conclude l'analisi dei lavoratori del sindacato Orsa Tpl Genova, già presentata ad Amt e della quale si attendono adesso le risultanze della lettura da parte dei vertici aziendali.

Documenti:

 

 


Genova - 

Banner Aspl Genova www.asplgenova.it(di Stefano De Pietro)

Pubblichiamo la delibera ASPL 31/2014 relativa ad una segnalazione sul malfunzionamento del servizio Taxibus, costruito senza pensare alla accessibilità.


Genova - 

(di Paolo Putti)


Ciao  a tutti sono Paolo Putti, portavoce di Genova

Condivido con voi le informazioni sulle città metropolitane, come abbiamo fatto con gli attivisti Genovesi, affinché abbiate la possibilità di decidere se sia importante o meno partecipare ad esse. Noi a Genova, con un sondaggio in plenaria e sul Meetup, abbiamo deciso di sì al 90 %.

La seguente è una sintesi di un estratto della camera:
"... alle città metropolitane sono attribuite le funzioni fondamentali delle province e quelle attribuite alla città metropolitana nell'ambito del processo di riordino delle funzioni delle province, nonché le seguentifunzioni fondamentali proprie:

a) piano strategico del territorio metropolitano ;

b) pianificazione territoriale generale;

c) organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano;

d) mobilità e viabilità;

e) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale;

f) sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano.

Ulteriori funzioni possono essere attribuite alle città metropolitane dallo Stato o dalle regioni."

Capite cosa vuol dire: che li dentro ci saranno oltre alle funzioni delle vecchie provincie, come la formazione, la cura delle strutture scolastiche, i piani di bacino e tutte le altre deleghe fortemente legate alla tutela del territorio ed al contrasto al dissesto idrogeologico, alle città metropolitaneandranno robe come:

1) piano strategico del territorio (quali opere fare o meno, la possibilità di controllare o meno gli appalti),

2) pianificazione territoriale (piano urbanistico della metropoli, scelte strategiche di destinazione di uso dei territori),

3) mobilità e viabilità (TPL, mobilità dolce, piste ciclabili),

4) promozione e coordinamento sviluppo economico e sociale (macro pensiero economico sul territorio, quindi se vogliamo più o meno industrie, più o meno turismo, più o meno ricerca lo portiamo lì, e poi acqua pubblica lo portiamo lì),

5) sistemi di informazione e digitalizzazione in ambito metropolitano (mi sembra per noi molto interessante); più altro che potrebbero dare Regione o lo Stato.

Ci sono dentro almeno 4 o 5 punti della carta di Firenze, ci sono dentro tantissimi temi per cui la gente ha votato noi piuttosto che altri, io mi sento la responsabilità di tutelare i miei cittadini e non andandoci non li tutelo, non controllerei cosa fanno li dentro su questi temi importantissimi, non voglio che un domani mi dicano " si bravo però lo sapevi che si decideva lì e hai preferito non andarci".

In più i consiglieri non saranno un ulteriore carico economico (non saranno retribuiti), non cisaranno gruppi ed uffici in più , si ridimensioneranno gli uffici provinciali esistenti  insomma tutto ciò per cui non volevamo le provincie), forse anzi questo consiglio metropolitano soppianterà i consigli delle grandi città.

Vi aggiungo questi altri dati a proposito dell'elezione di secondo livello che sono presi da altra sintesi della legge 57 del 7 aprile 2014 detta Del rio :"tutti gli incarichi di sindaco metropolitano, di consigliere metropolitano o i componente della conferenza metropolitana sono svolti a titolo gratuito."

Per quanto riguarda gli emolumenti, al massimo la medesima legge può prevedere, in deroga, una specifica indennità di funzione per il sindaco metropolitano.."quindi solo se ci siamo dentro possiamo fare passare nello statuto anche l'elezione diretta e non di secondo livello e possiamo far sì che non ci sia (e proprio ci rode) indennità di funzione per sindaco.

L'unica cosa che rimane a sfavore sono le elezioni di secondo livello, ma se non siamo dentro mentre fanno lo statuto non possiamo neanche inserire il referendum propositivo senza quorum o consultivo,che per noi è un importante strumento di democrazia diretta.

Lo statuto della città metropolitana può prevedere l'elezione diretta del sindaco e del consiglio  metropolitano con il sistema elettorale che sarà determinato con legge statale, ma bisogna che ci sia qualcuno nel consiglio che lo chieda.

Per questo credo sia molto importante essere dentro, per controllare, riferire ai cittadini e proporre per le città metropolitane ma soprattutto per le comunità delle città metropolitane (che tra l'altro credo in Sicilia stiano già approntando o lo abbiano già fatto).

COMUNQUE INTENDIATE VOTARE, LA CITTA' METROPOLITANA NON E' LA VECCHIA PROVINCIA,  sta a noi scegliere se stare nella lotta (come sempre facciamo) o defilarsi liquidandola semplicemente con: "e' come le provincie".

I candidati a Genova

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    Paolo Putti
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    Andrea Boccaccio
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    anna
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    Antonietta Faggiano
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    Barbara Scarcella
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    carlo di bernardo
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    Carlo Marino
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    cosimo gastaldi
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    cristiano panzera
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    Cristina Capelli
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    daniele
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    Daniele C.
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    Delio Colaianni
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    Diego Gaglia
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    Enrica Ottonello
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    Enrico Baratelli
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    enrico pazienti
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    Fabio Colombo
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    Gabriele Fiannacca
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    Giorgio Campi
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    Iliana Pastorino
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    laura bonafè
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    Lucio Alessandro Mezzone
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