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MoVimento 5 Stelle

Febbraio 2012

Genova Human Lab in Valbisagno


Genova - 

Venerdi 2 marzo 2012 - ore 21.00

Genova Human Lab del Movimento 5 Stelle di Genova in Valbisagno
presso la Sala del Consiglio della Media Valbisagno
Via Molassana 71 - Genova Molassana

clicca sull'immagine per scaricare il pdf della locandina
Locandina incontro in Valbisagno

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 


Ciao a tutti la prossima riunione plenaria si terrà in via San Luca.

Mercoledì 29 febbraio 2012, ore 21:00
Centro civico "Il Formicaio"
Via San Luca 15/1, GENOVA,

http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/53794482/

PRESENTAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 



Sabato 25 febbraio 2012, 16.30

Centro Civico (sala Ottagono)

Via Buranello - Sampierdarena

PRESENTAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Durata 16:30 - 18:30 circa

Sono invitati i cittadini di Sampierdarena che volessero conoscere i candidati, il programma e la scelta innovatrice del Movimento. E' previsto uno spazio nel quale i cittadini potranno parlare dei problemi del loro quartiere, delle istanze verso la Pubblica amministrazione e dei progetti alternativi che gli abitanti del posto vorrebbero vedere realizzati.

il volantino dell'evento
http://files.meetup.com/1545211/Volantino%20Sampierdarena.pdf
condividete l'evento su facebook con i vostri contatti
http://www.facebook.com/events/366983266653991/


Genova - 

13 febbraio 2012 - di Cristina De Pietro
svenderebbesi.jpgRicorderete l'accorato appello autunnale dell'imprenditore Giuliano Melani per far acquistare agli italiani il debito pubblico mediante la sottoscrizione dei titoli di Stato di nuova emissione.
La proposta piacque a molti rappresentanti dell'establishment economico finanziario. Sull'onda del consenso raccolto da parte, fra gli altri, di Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, Fulvio Conti, Giuseppe Recchi, Giovanni Perissinotto, Carlo Pesenti, Marco Tronchetti Provera, Sergio Marchionne, Francesco Micheli, John Elkann, Antonio Vigni, Gianni Zonin, e altri 15 mila nacque l' associazione «L' Italia c' è», e tutti insieme cercarono di convincerci ad acquistare titoli di Stato.
Fatto sta che le vendite alle aste andarono molto bene ma il debito pubblico italiano è cosa seria, ammonta a circa 1.900 miliardi di euro, pari al 120 per cento del Pil, e grava per più di 30 mila euro su ogni cittadino. Evidentemente i mezzi di persuasione sono non sufficienti.
Con grande perseveranza «L' Italia c'è» ha "migliorato" l'originaria idea basata sullo spirito di patria elaborando anche una proposta di legge per abbattere il debito mediante l'acquisto forzoso di titoli di Stato da parte dei cittadini, che fu inviata al Governo Berlusconi allora in carica, come si legge sul Corriere della Sera del 7 novembre in un articolo di Massimo Fabrizio. In ordine a questa proposta, secondo Paolo Panerai, giornalista ed editore di MF-Milano Finanza afferma: «Anche Mario Draghi ci telefonò perché l' iniziativa aveva avuto effetto anche a livello internazionale», «questo vuol dire che la strada è giusta. Anche il presidente della Repubblica, attraverso il segretario generale del Quirinale, ci ha dato sostegno». Panerai spiega che l'idea che siano gli italiani a comprare il debito pubblico è utile «perché consente di non far fallire le aste, non far salire gli spread e far rimanere in Italia la ricchezza garantita dagli alti rendimenti».
Se non fosse che, al ritmo di crescita attuale, anzi ormai conclamata decrescita, in piena crisi epocale di sistema, non è così evidente che lo Stato italiano possa onorare il debito alla sua scadenza. Ormai l'abbiamo capito bene: il costo della speculazione internazionale innescata dalle grandi banche d'affari salvate dagli Stati nel 2008, con un pauroso aumento del debito pubblico, ricada pure sui cittadini.
Dal mese di ottobre circola anche un'altra idea, proveniente da un pulpito autorevole, una delle tante varianti al concetto base (la crisi e il debito li paghino i cittadini). Ce la spiega il quotidiano online Lettera 43. Andrea Monorchio ex ragioniere generale dello Stato e l'ex vicesegretario generale di palazzo Chigi, prof. Guido Salerno Aletta hanno stilato un manifesto nel quale è indicata una brillante soluzione per la di riduzione del debito pubblico per riportarlo entro il tetto del 60% del Pil in 20 anni, tagliandolo di circa 900 miliardi di euro. Veniamo alla "soluzione Monorchio": un'ipoteca sul valore delle abitazioni private, ossia introdurre un'ipoteca sul 10% del valore delle abitazioni private a garanzia dei titoli del debito pubblico. Cioè i cittadini possessori di immobili effettuerebbero un prestito (volontario o forzoso, ancora da valutare) pari a circa il 10 per cento del valore dell'immobile.
La provvista di questi fondi potrebbe essere fatta dai cittadini presso le banche, mediante una ipoteca sul valore dell'immobile, le quali poi sconterebbero i mutui così garantiti dei cittadini presso la Bce dalla quale otterrebbero un tasso vicino a quello di sconto.
Dall'articolo di Ernesto Auci su First Online: "Insomma," spiega Monorchio" lo Stato si finanza a tassi molto più bassi ed inoltre trasferisce debito estero in debito interno. Se questa operazione viene fatta con perizia - conclude - il risparmio del costo del debito che ormai pesa sul bilancio pubblico per quasi 80 miliardi di euro l'anno, consentirebbe di ridurre in vent'anni il nostro debito al 60 per cento, come richiestoci dall'Europa. I cittadini avrebbero titoli dello Stato comunque negoziabili, che hanno un rendimento, sia pure modesto, e che comunque verranno rimborsati a scadenza. Quindi non si tratta di una tassa che una volta pagata non torna più indietro, ma di un modo per utilizzare il patrimonio immobiliare privato per costituirlo in garanzia del nostro debito pubblico ottenendo cosi' piu fiducia sui mercati e presso le autorità comunitarie".
Nell'articolo del 17 gennaio sul sito di Lettera 43, Gabriella Colarusso precisa la teoria Monorchio: "L'idea è quella di ridurre il costo del debito pubblico applicando i tassi Bce (al momento all'1,5%) su nuovi titoli pubblici garantiti da asset privati. Al tasso di Francoforte va poi aggiunto un 1% per ripagare il proprietario che ha dato in garanzia il bene. In questo modo lo Stato risparmierebbe comunque rispetto ai tassi di mercato. E il cittadino godrebbe di un bonus fiscale."
E' un meccanismo che presenta dei limiti. Come sarebbero ricompensati tutti quei proprietari che non hanno alcun reddito, disoccupati/inoccupati, e coloro che hanno un reddito molto basso che il buono fiscale non potrebbero in pratica utilizzarlo? E se devi venderti la casa perchè con la crisi non riesci più a tirare avanti, l'ipoteca chi la estingue? Il proprietario? Lo Stato? Probabilmente nessuno, cioè tutti ci ritroveremmo a comprare e vendere case ipotecate per almeno vent'anni! Ma quale straniero si comprerebbe più una casa in Italia! Non è difficile prevedere il crollo rovinoso del mercato immobiliare, già in rapida discesa, che ci infilerebbe in una crisi più nera del nero. L'idea circola da ottobre e fin'ora l'abbiamo scampata. Ma non è ancora detto.
Prof. Monti, dopo la super ICI, ci toccherà ingoiare anche l'ipoteca forzosa?

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

Ciao a tutti la prossima riunione plenaria si terrà in via San Luca.

Mercoledì 8 febbraio 2012, ore 21:00

Centro civico "Il Formicaio"
Via San Luca 15/1, GENOVA,

http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/52701202/

Due mondi. M5S Genova


Genova - 

20 febbraio 2012 - di Paolo Putti
Leggo oggi sul Secolo XIX un appello dal tono perentorio, un po' minaccioso e fastidioso, fatto ad un altro candidato sindaco da parte di un gruppo di "giovani imprenditori e professionisti". Siccome dubito che ne farebbero uno anche a me (altrimenti lo avrebbero già fatto, è da novembre infatti che sono candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle), lo recepisco come stimolo e colgo l'occasione per dare lo stesso alcune risposte.
Vorrei far notare alcune cose che emergono dall'analisi delle domande poste:


  • Tutte e dieci le domande prospettano o ammiccano all'investimento di risorse non provenienti dal mondo e dalle tasche dei proponenti; sei fanno pensare alla possibilità di fare convergere risorse esterne (spesso pubbliche) o altri benefici a tipologie di aziende simili a quelle dei proponenti; una ripropone il tema sulla sicurezza, vista unicamente come dimostrazione di forza contro gli ultimi e gli emarginati (in questo caso il mercatino di Raibetta, che sicuramente è molesto ed ambiguo, ma non pare una priorità genovese in tal senso). Mi sembra manchi una visione della sicurezza intesa come prevenzione delle situazioni di rischio (dispersione scolastica, percezione di non pericolosità delle sostanze compresi gli anabolizzanti, gioco d'azzardo legalizzato), non si chiede un miglioramento della percezione di insicurezza e della fruibilità degli spazi da parte delle categorie sociali a rischio: anziani, bambini e donne. Non si promuove un lavoro sulla prevenzione dei fattori di rischio nel campo della devianza, dell'uso e abuso di sostanze e di alcol e degli incidenti stradali, né tanto meno si nomina la prevenzione degli stati di insicurezza collegati alla mancanza alla fonte di risorse fisiche, nonchè di risorse umane per la prevenzione (forze dell'ordine, educatori di strada e non, associazioni di promozione sociale, insegnanti e altro) dovuta alla mancanza di risorse causata in gran misura dall'evasione fiscale.

  • Una domanda ripropone il bel tema demagogico della famiglia e, dico da padre di tre figli e marito felice, ma un po' colpevole per il poco tempo che riesco a dedicare a loro, che dalla domanda sembra trasparire la paura dell'omosessualità e delle coppie di fatto più che il giusto desiderio di garantire diritti e solidarietà. La realtà ci restituisce una situazione della famiglia che va oltre la rigidità dei vuoti formalismi ed è certificata dalle analisi Istat: basta analizzare i dati relativi al 2008 e possiamo apprendere che:

  • Ci si sposa più tardi a causa di un ritardo nel passaggio alla vita adulta (lavoro, reddito, abitazione)

  • È diminuito il tasso di natalità

  • Aumentano le nascite fuori del matrimonio

  • Aumentano i matrimoni con rito civile

  • Aumentano le coppie di fatto

  • Cresce l'instabilità coniugale: nel 2008 sono stati celebrati 280.000 matrimoni, ma sono avvenute circa 140.000 tra separazioni (84.165) e divorzi (54.351), le quali hanno coinvolto 430.000 coniugi e figli.(ogni due matrimoni celebrati, ne salta uno!) La situazione della famiglia è drammaticamente in movimento e ciò che cresce è la mancanza di supporto alle mamme con figli, che non possono permettersi di non lavorare e non possono accedere ad asili nido pubblici, e la drammatica situazione non solo economica di molti padri separati.

  • Nessuna delle domande invece è posta per la tutela di beni comuni e gratuiti (aria , acqua, terra), persino quella sulle strade e sui giardini sembra sottintendere a nuove fette di mercato da aprirsi, per non parlare di quella su Iren che sembra un appello a che la torta non scappi di sotto il naso. Anche quella su Amt è sospetta e la ricetta è francamente molto 'veteroindustriale'": invece di aumentare il biglietto, tagliamo gli stipendi agli operai. L'analisi è un po' più complessa. La crisi deriva in larga misura dalla carente visione politica ed imprenditoriale del servizio pubblico, originata dalle scelte operate dalle amministrazioni. Abbiamo recentemente promosso un convegno al riguardo e potremmo fornire un'analisi più puntuale.

  • In sei domande si auspica la solita litania: cemento, rifiuti, appalti.


Mi pare un po' pochino come sforzo creativo e capacità imprenditoriale.
Sono convinto che ci sia un grande lavoro da compiere nella trasformazione della città, nella messa in sicurezza, nel preservare le opportunità imprenditoriali assicurate dalle aree industriali dismesse, ponendo però l'accento su come queste e quelle preesistenti vanno ad interferire con la vita dei cittadini limitrofi, credo ci sia un grande lavoro possibile nella realizzazione delle infrastrutture viabili autenticamente al servizio della città,che sostengono e rendono competitivo il trasporto pubblico e non a quelle opere dannose, costosissime ed inutili come la gronda di levante e il terzo valico. Per quanto riguarda il gassificatore, qualsiasi ipotesi che sia dannosa e pericolosissima per la salute non è per me una soluzione, senza contare che ci sono esperienze che dimostrano come la raccolta differenziata sia più competitiva dal punto di vista economico ed occupazionale.Ci sono grandi scommesse da giocarci con la ricerca connessa alla green economy,
Mi sarei aspettato qualche domanda sulla scuola pubblica, sulla sanità, sui servizi sociali: ma è tutta roba a tutela di tutti. Mi sarei aspettato di trovare qualche cosa sulla responsabilità sociale di impresa o sull'impresa integrale: "L'impresa integrale è l'impresa che persegue in modo integrato elevate performance economiche e sociali, che agisce concretamente per proteggere e sviluppare l'integrità degli stakeholder e dell'ambiente fisico, economico e sociale, che ha condotte eticamente integre. Il modello dell'impresa integrale può essere utilizzato in Italia per la crescita di imprese built to last, che contribuiscano allo sviluppo di un italian way of doing industry".
Credo che la crisi in cui siamo sia terribile e crei ansie e paure fortissime, tanto a me quanto a voi, immaginiamoci a chi ha meno (per sfortuna o altre difficoltà) in termini di risorse o capitali, sociali, finanziari o economici che siano, e a chi deve pensare a costruire un futuro nel dopo di noi (i genitori dei disabili). L'unico modo per uscirne è quello di darsi un mano tutti assieme e mettere in comune le differenti forze e capacità, con le legittime aspettative di ognuno, anche economiche. E' tempo di immaginare il futuro fuori dagli schemi che la Storia ha spazzato via. Mi rifiuto di pensare a una città a due velocità: il due per cento agiato e il novantotto appartenente ad un altro mondo, quello delle bollette da pagare, degli asili che costano troppo, del precariato, dello spettatore che rimane sempre fuori dalle vetrine di negozio e non ha i soldi per entrare, quello del piccolo commercio, della piccola e media impresa. Non mi piacciono due mondi, voglio conservare integro questo per chi viene dopo, che sia figlio vostro, mio, o dell'altro 98% delle famiglie.
Con il Movimento 5 Stelle di Genova, Paolo Putti (portavoce e candidato sindaco a Genova)


Genova - 

19 febbraio 2012 - di Paolo Putti
doria.jpgTutto ciò in cui credo è esattamente il contrario di quanto pubblicato dal Direttore della Maona nella sua lettera al candidato Doria.
Non cercherò di spiegarle quale emozione prova un bimbo nel vedere i primi passi di un capriolo ai Piani di Praglia e quale malessere invece si portino dentro i bimbi cresciuti in palazzi all'ombra dei ponti autostradali.
Non le racconterò il dolore di Mauro che dopo sette anni di fatica sfiancante fatta per costruirsi una casa come aveva sempre sognato dovrà spostarsi in nome della speculazione per un'opera inutile, costosissima e dannosa.
Non le dirò neanche quale è il cruccio che prende un educatore come me, mandato a lavorare con bambini e ragazzi che stanno male e soffrono per mancanze, disuguaglianze, egoismi di cui si nutre e ci nutre la nostra società; quali sono i problemi morali che sente un operatore sociale che deve cercare di perseguire il benessere di un ragazzo, non amato, non pensato e ghettizzato, magari proponendogli un ruolo di comparsa, difficile da accettare per un giovane in una società che lo vorrebbe consumatore, silenzioso e marginale perché poco produttivo.
Devo cercare di accompagnarlo a costruirsi una professione ed una possibilità di progettazione di vita, in un mondo che lo vede come problema e non come risorsa , come numero da tagliare quando si vuole fare una riorganizzazione aziendale, o come collaboratore, da scaricare, quando mancano le commesse.
Le dirò invece che non trovo nessun valore nel mantenere delle promesse estorte, specialmente se queste promesse possono costruire l'infelicità, il dolore e la povertà di molti.
Le dirò che non trovo nessun valore nel consumare, in maniera dissennata: polmoni di uomini, donne e bimbi, territori, affetti e memorie come nel caso della gronda , del terzo valico e del gassificatore, solo per rispondere al desiderio di nuove vittime da sacrificare al "dio grande appalto" in cambio di poche, effimere, sfuggenti briciole.
La crisi è una cosa seria e se ne può uscire solo tutti insieme: imprenditori, commercianti, studenti, maestri , professori ... cittadini, non mantenendo i benefit (spesso enormi) di pochi sulla pelle di tanti; neanche se ne esce chiudendo gli occhi e sperando che stavolta la bomba prenda il mio vicino e non me, rialzandosi, asciugandosi la fronte, dicendo: "per stavolta è andata bene, ora cerchiamo di salvarci dalla prossima".
Credo in un imprenditore che ha a cuore la comunità in cui vive perché è quella che porta le risorse nelle sue diverse forme alla sua impresa permettendo a lui di realizzarsi come imprenditore e di avere un giusto guadagno, che ha a cuore la comunità in cui vive perché è fatta di uomini, donne, bambini con cui vivono , giocano e parlano i suoi familiari, che ha a cuore i suoi collaboratori e operai perché devono essere le prime risorse su cui costruire le fortune dell'azienda e le ultime da perdere se le cose non funzionano. Credo in un imprenditore che ha a cuore l'ambiente in cui sorge la sua impresa perché le imprese passano, cambiano, non respirano e non soffrono, mentre l'ambiente è l'unico scenario che abbiamo dove mettere in atto la nostra vita, il più bello, il più vario e ci sarà, anche quando l'impresa non ci sarà più, per accoglierci come figli un po' degeneri.
Credo che la proposta del polo botanico internazionale sia interessante e la ringrazio per l'idea ma, a differenza di quello che pensano i suoi conoscenti passati o presenti del Centro Sinistra e del Centro Destra, da Sindaco proverei a realizzarla con le risorse dei miei futuri collaboratori e lavoratori degli uffici progettazione e progetti europei del Comune, non con quelle del project financing che guardo con sospetto, perché si presta troppo a speculazioni edilizie. Proverei a realizzarla dal punto di vista progettuale e di fund raising con le risorse umane dell'Ente Pubblico, poi potrebbe essere fatta una gara di appalto chiara e trasparente per la realizzazione edilizia, affidandola a quelle imprese che garantissero una responsabilità sociale, ad esempio garantendo l'assunzione di giovani apprendisti usciti dalle scuole tecniche e professionali locali. La stessa gestione del polo botanico potrebbe poi essere affidata con bando a reti di associazioni, cittadini attivi e alle cooperative sociali di tipo B, che offrono la possibilità di diventare soci lavoratori a persone svantaggiate dell'area genovese.
Per chi fosse poi vittima del morbo compulsivo del costruire per costruire, suggerisco la scatola della Lego, serie Star wars, incrociatore spaziale con centinaia di pezzi.
Grazie.

Paolo Putti, candidato sindaco e portavoce del Movimento 5 Stelle di Genova, membro del Coordinamento Comitati Antigronda, marito di Francesca, padre di Sofia, Beatrice e Lucrezia, cittadino, uomo.

Riassunto della trasmissione Agorà di Telenord andata in onda giovedi 16 febbraio 2012.


Impegno preso - M5S Genova


Genova - 

16/02/2012 - di Paolo Putti
La promessa - Renè Magritte
La_Promesse_Rene_Magritte.jpg
"Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro." (Anonimo)
Nostro dovere come uomini e donne è quello di fare si che le future generazioni possano godere delle risorse primarie della natura, e nostro dovere è fare si che possano farlo sia che abbiano denaro e potere, sia che non lo abbiano. Il Movimento 5 Stelle Genova risponde con forza all'appello del Forum dei Movimenti per l'acqua: in continuità con la scelta di appoggiare i referendum, al cui splendido risultato abbiamo voluto concorrere per quanto abbiamo potuto sin dai primi passi della raccolta delle firme, affermiamo quindi nuovamente che l'acqua è un bene "non disponibile" ed a nulla valgono i tentativi, questi sì cinicamente bipartisan, di entrambi gli schieramenti di mascherare le privatizzazioni anti referendarie con patetiche "liberalizzazioni": potenza del maquillage linguistico!!!
Ricordiamo quindi che la scelta referendaria, con il conseguente risultato, è in primis una nostra scelta di cittadini genovesi e riaffermiamo la nostra totale indisponibilità a qualsiasi fusione di IREN con altre società, la nostra piena volontà di riportare la gestione del servizio idrico in ambito pubblico e partecipativo (da parte della comunità umana unica reale azionista che vogliamo insieme ai fiori,agli alberi, agli animali...) e di eliminare ogni conseguente forma di profitto garantito.
Per quanto mi riguarda come portavoce del Movimento 5 Stelle Genova metterò pertanto a disposizione le mie forze nell'impegno di riportare ad una gestione pubblica il servizio idrico e porterò avanti una totale indisponibilità alla fusione di Iren con altre società e ad un ulteriore allontanamento del governo dell'acqua dai cittadini e dai territori.
Con il Movimento 5 Stelle Genova, il Portavoce e candidato Sindaco Paolo Putti


Genova - 

14 febbraio 2012 - di Stefano Camisasso
2euro.jpgPrima buttano le firme per la legge di iniziativa popolare "Parlamento Pulito" negli scantinati del Senato ora, non soddisfatti, ci buttano direttamente il risultato dei referendum sull'acqua.
Nonostante inviti, diffide ed esposti il Governo e gli Enti Locali si ostinano a disconoscere la volontà popolare, per cui è giunto il momento di fare una cosa banale ma per niente facile: far valere la Costituzione, applicare la Legge.
Il Movimento 5 Stelle di Genova, che ha partecipato alla raccolta per le firme, che ha finanziato la campagna referendaria, che ha volantinato, appeso manifesti e convinto le persone, andandoci a parlare una a una insieme agli Amici del Comitato Acqua Pubblica, rinnova con entusiasmo e forza la sua volontà di lottare ancora una volta per confermare l'indisponibilità di tutti i Beni Comuni come l'acqua ad ogni forma di privatizzazione o, come piace dire a certuni, di liberalizzazione; essi appartengono solo e soltanto ai Cittadini di domani e i Genovesi di oggi ne sono solo fermi custodi.
I Cittadini raccolti nel Movimento 5 Stelle di Genova mettono quindi a disposizione la loro sede, il formidabile Scagno di via dei Giustiniani e tutta la loro volontà per informare e per lottare in questa nuova "Campagna di Obbedienza Civile", perché non è solo una questione legata al risparmio economico, è un motivo più alto e ben più etico: l'acqua non è una merce e la volontà popolare va rispettata, costi quel che costi.
In questa campagna elettorale per eleggere il nuovo Sindaco vediamo come questi temi, la preservazione dei Beni Comuni, la Legalità, il rispetto della Volontà popolare siano stati oscurati dalle beghe interne del Pd e dalla spasmodica ricerca identitaria di Marco Doria a cui basta dichiararsi di "sinistra" per pensare di aver risolto la propria Campagna, anche oggi che è stato incoronato e che, parola di Don Gallo, non ha un programma, non dice una parola che sia una su questi temi: evidentemente non li trova interessanti o, meglio, sa già che con la coalizione di affaristi con cui andrà a trattare, Idv, il gruppo Zara-Pericu-Pinotti, la salma del Pd, certi temi è proprio il caso che non li affronti.
Ecco quindi di chi è la bandiera dell'antipolitica e di chi è invece la bandiera dell'impegno civile e della democrazia partecipata.

Dovunque si combatte per uno spazio di dignità un lavoro decente, una mano d'aiuto, dovunque qualcuno lotta per esse libero, guardali negli occhi e vedrai me
(Bruce Springsteen - The ghost of Tom Joad)

Maggiori informazioni sul sito del Forum dei Comitati per l'Acqua pubblica.


Genova - 

13 febbraio 2012 - di Movimento 5 Stelle di Genova

2euro.jpgA proposito di Marco Doria, ci stavamo ancora chiedendo, sorpresi, come mai il pdmenoelle avesse fatto passare alle primarie a Genova una persona non del loro ambiente, che subito ci siamo dovuti ricredere. Definire "antipolitica" un Movimento di cittadinanza e di politica attiva come il Movimento 5 Stelle puzza di demagogia e di frase fatta.
Peccato che proprio Lui, che si propone come la soluzione ancora una volta personalistica dei problemi di Genova, si candidi come leader di una coalizione che vede tra i principali alleati un partito da 180 milioni di euro di finanziamento elettorale (o chiamatelo rimborso che è la stessa cosa), capace di chiederne senza vergogna ancora 2,00 ai propri elettori, per poter votare alle primarie.

Noi continueremo il nostro lavoro d'incontro con i cittadini genovesi, da cittadini tra i cittadini, portando avanti i nostri incontri pratici e legati ai bisogni della gente (che sono tanti ma sembra che i politici dei partiti non se ne accorgano), senza fronzoli, palloncini e campagne da decine di migliaia di euro; abbiamo elaborato, e continuamo a farlo, un programma per la Genova dei prossimi 5 anni, senza Gronde ed inceneritori, con un'idea di Puc completamente revisionato e collegato al Pum, che dia spazio alle persone e non alle multinazionali e ai gruppi di potere tanto amati dalle amministrazioni uscenti.

Chi ci definisce "populisti" e "antipolitici" ha solo paura della nostra forza perchè noi vogliamo restituire alla politica il suo vero ruolo, liberandola dalle speculazioni e dagli interessi economici degli attuali partiti, e sappiamo che in questo siamo unici!
Il "professore", rassicurato il partito di maggioranza, ".....insieme ai militanti e ai dirigenti del Pd" ha provveduto ad attaccare chi rappresenta un reale rinnovamento culturale, peccato sarà per un'altra volta ... a Maggio.

PRESENTAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 

Mercoledi 15 febbraio 2012 alle ore 21.00 presso il Circolo Arci Odicini di piazza Odicini 12 a Voltri (Genova) si terrà un incontro dal titolo:
"I cittadini voltresi incontrano il Movimento 5 Stelle di Genova".
Sarà l'occasione per conoscere meglio il movimento, il programma. i candidati e per avere uno spazio di ascolto delle istanze dei cittadini di Voltri.

L'evento sul Meetup.


Genova - 

10 febbraio 2012 - di Iliana Pastorino
Martedi sera abbiamo organizzato a Genova una rappresentazione dello spettacolo "Professione precario", ideato da Ivano Malcotti e recitato da Mirco Bonomi con l'accompagnamento di chitarra e "voce di contrappunto" di Davide Canazza, un brillante monologo semiserio (o forse meglio dire tragicomico) incentrato su una serie di aneddoti non così improbabili e sulle riflessioni di un precario, ormai talmente cronicizzato nella sua situazione da definirsi "precario professionista". locandina_7_febbraio.jpg
Al termine dello spettacolo, hanno fornito un utile spunto di riflessione gli interventi di due lavoratori dei servizi sociali, che hanno testimoniato l'insostenibile situazione di questo settore che, sgretolandosi di fatto sotto i colpi inferti dai tagli di bilancio, trascina con sé una parte importantissima dello stato sociale (basta pensare all'assistenza ai disabili, agli anziani, ai minori in situazioni svantaggiate, ecc.).
In particolare mi hanno colpito le parole riportate da uno di loro e scritte da una collega di Napoli trasferitasi da tempo a Genova, che non ha potuto partecipare perché impegnata in uno dei quattro lavori, tutti precari, che è costretta a svolgere per riuscire a tirare avanti. In quelle poche righe ho sentito condensata tutta la rabbia e la frustrazione di moltissimi giovani che come lei hanno scelto con vero interesse e passione un percorso formativo specifico, conseguendo brillantemente titoli di studio qualificanti (laurea, master, ...), per poi affacciarsi ad un mondo del lavoro che non solo non è in grado di sfruttare le loro abilità e le loro professionalità, ma li costringe spesso e volentieri a metterle da parte per riuscire a sopravvivere, accontentandosi di lavori precari quando non in nero, senza alcun futuro. Forse la conseguenza più brutta di questa situazione è vedere la passione e la motivazione di questi ragazzi che progressivamente si spengono per lasciare il passo alla rassegnazione.
Basta ascoltare queste esperienze per rendersi conto che il modello di sviluppo su cui si vorrebbe basare il nostro Governo, per compiacere le banche europee, non può funzionare: tutti i giorni ci sentiamo ripetere che il mondo del lavoro a cui eravamo abituati è finito, che d'ora in poi ci aspettano precariato, flessibilità e disponibilità agli spostamenti, che lo stato sociale ed i diritti dei lavoratori sono residuati di epoche antiche e non ci permettono di essere competitivi, ostacolano il "progresso"...già, peccato solo che i sistemi di accesso al credito non siano mai contemplati in questo continuo progredire...quelli restano sempre fissati a parametri tradizionali e va bene così: un titolare di un'azienda potrà ottenere ad occhi chiusi dalla banca il finanziamento per aprire l'ennesimo stabilimento in Romania, grazie alla competitività acquisita sulla pelle del suo dipendente precario che per contro non si vedrà mai concesso un mutuo per la prima casa dalla stessa banca. Evidentemente il precario dà maggiori garanzie al suo datore di lavoro che non viceversa.
Una persona razionale è portata a pensare che i modelli di sviluppo debbano perseguire benessere e progresso per tutti, ma questa visione cozza con queste contraddizioni, così come cozza con l'ultima infelice uscita del ministro del lavoro, sul fatto che gli italiani vogliono il posto vicino a mamma e papà...scusi signora Fornero, ma se, secondo la sua ferrea logica, la soluzione al problema è spostarsi lontano da mamma e papà, ci spiega dove dovremmo andare? Dovremmo lasciare una città piena di anziani soli perché i figli sono andati a lavorare...dove? All'estero? Torniamo all'annoso problema delle fughe dei cervelli, o alle emigrazioni di massa, alla faccia del tanto millantato progresso? O in altre città italiane, dalle quali altri giovani saranno partiti lasciando mamma e papà per andare a cercare lavoro "altrove"?
Il problema è questo: la sua frase presuppone che esista un "altrove" che pullula di posti di lavoro per i nostri giovani...io non so dove lei viva, ma inizio ad avere seri dubbi che non sia l'Italia...
Intanto si continua a vagheggiare di liberalizzazioni e liberismo, termini che, intesi "all'italiana", preludono a un imprenditorialismo selvaggio e sconsiderato, alla ricerca del maggior profitto personale senza un minimo di ritorno sociale, e comunque un modello che, così come è stato attuato finora, sta portando praticamente ovunque malessere sociale e disoccupazione sempre più diffusi, enormi indebitamenti degli stati e ricchezza per pochissimi.
E mentre l'italiano medio viene blandito con la promessa dell'agognato abbattimento delle caste, così potremo diventare tutti farmacisti, notai, tassisti, avvocati o architetti, come se le libere professioni bastassero a fornire il pane per tutti, si va di nuovo all'attacco dell'articolo 18.
Leggo sul Fatto che una delle ipotesi messe in campo è quella di sostituire il diritto di reintegro per il lavoratore ingiustamente licenziato con un'indennità economica oppure con l'ipotesi di far scattare anche per il licenziamento individuale la mobilità.
In merito a quest'ipotesi Luciano Gallino commenta: "C'è una grande differenza tra una legge che dice "non puoi licenziare per ingiusta causa" e una ipotesi di monetizzazione. Scambiare denaro con diritti significativi è un pessimo baratto.
Quest'ultima frase mi sembra adottabile anche al di là del contesto, perché prefigura un'inversione di rotta rispetto alla tendenza generale (e non solo in Italia) delle attuali politiche sociali e del lavoro...soprattutto se pensiamo che i diritti che scambiamo sono i nostri, acquisiti nel tempo con lotte, fatica e determinazione, mentre il denaro non lo sarà di certo...se ci va proprio bene, al massimo ci toccherà qualche briciola.

Adesione a manifestazione LA VALLE NON SI ARRESTA


Genova - 


domenica 12 febbraio 2012, 15.00

Piazza De Ferrari

De Ferrari, Genova, GE

Ciao a tutti,
Sono Giovanni del Terra di Nessuno, vi giro comunicato che indice manifestazione per domenica per chiedere la scarcerazione di Gabriele, compagno arrestato una settimana fa a causa degli scontri in Val Susa. Personalmente penso sia un ottimo ragazzo, era tutti i giorni a spalare il fango dopo l'alluvione, è laureato e lavora, c'è sempre per gli amici ed è molto altruista, intelligente e impegnato e quindi credo questa richiesta profondamente giusta e urgente non solo dal punto di vista politico ma anche umano e personale.
Vi scrivo per invitarvi alla partecipazione e per richiedere sottoscrizione formale per chi lo volesse del comunicato, sia come singoli che come associazioni. Vi chiedo di specificare la "firma" da apporre nel caso di sottoscrizione del comunicato. Vi sollecito nel farlo: il tempo stringe e ogni minuto è importante per dare forza alle nostre richieste.


il comunicato
http://autaut357.org/?p=1005147

l'evento su facebook
http://www.facebook.com/events/213521535411585/

il Movimento 5 Stelle di Genova Aderisce

http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/51676262/

RIUNIONE MOVIMENTO 5 STELLE GENOVA


Genova - 


Ciao a tutti la prossima riunione plenaria si terrà in via San Luca.

Mercoledì 8 febbraio 2012, ore 21:00

Centro civico "Il Formicaio"
Via San Luca 15/1, GENOVA,

http://www.meetup.com/AmicidiBeppeGrilloGenova/events/51100592/?a=ea1_grp&rv=ea1

I candidati a Genova

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    Paolo Putti
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    Andrea Boccaccio
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    Antonietta Faggiano
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    Barbara Scarcella
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    carlo di bernardo
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    Carlo Marino
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    cosimo gastaldi
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    cristiano panzera
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    Cristina Capelli
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    daniele
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    Daniele C.
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    Delio Colaianni
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    Diego Gaglia
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    Enrica Ottonello
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    Enrico Baratelli
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    enrico pazienti
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    Fabio Colombo
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    Gabriele Fiannacca
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    Giorgio Campi
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    Iliana Pastorino
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    laura bonafè
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    Lucio Alessandro Mezzone
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    Luisa Pastorino
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    Marco Collami
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    Marina Sonnino
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    maurizio bortolai
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    mauro assanti
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    Mauro Muscarà
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    milo flavio bernucci
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    PATRIZIA REBORA
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    rino valcavi
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    Stefano Camisasso
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    Stefano De Pietro
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