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Giaveno - 



       



       




Lunedi 9
 
dicembre
 
ore 21





INCONTRO PUBBLICO
SANITA' + SALUTE




Federico Giovale Alet
Candidato sindaco


Davide Bono
Consigliere regionale


Maurizio  Romani
Vicepresidente
della commissione
Salute in Senato




Sala consiglio comunale GiaVeno
Via F. Marchini, 2  - ingresso libero -


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Giaveno - 


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Incontro aperto alla cittadinanza sul tema
delle tasse e tributi


con:
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foto dell'incontro

Laura Castelli (Portavoce in Parlamento)

Marco Scibona (Portavoce in Senato)

Marco Lombardi (Esperto finanziario)

Moderatore:  Federico Giovale Alet (Candidato M5S sindaco Giaveno)

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Sala del consiglio comunale di Giaveno
Palazzo Asteggiano Via F. Marchini 2


Sabato 23 novembre ore 21:00


info@valsangone5stelle.com

www.valsangone5stelle.com







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Giaveno - 

Intervista-candidato-sindaco-m5s-giaveno-09-2013.jpg


Giaveno - 

IL TERZO INCOMODO (ALL'ON. NAPOLI) Gli inaspettati ottimi risultati in Piemonte e non solo del Movimento 5stelle fondato dai blogger e dai meetup di Beppe Grillo nelle ultime tornate elettorali dimostrano che si può essere credibili e creduti dalla gente anche senza soldi senza contributi pubblici e senza visibilità mediatica. Impera invece sui media il sindaco da sempre sindaco di Valgioie e di Giaveno, Osvaldo Napoli, onnipresente sui talkshow ormai da mesi. La parola d'ordine di fronte alla sconfitta elettorale del PDL e della Lega è: "In 15 giorni ribalteremo tutto. Torneremo a parlare dei problemi e a stare con i cittadini del territorio. Stiamo uniti". Antico ritornello, abusato in Valsangone da Destra come da Sinistra. In passato ci abbiamo anche creduto, a chi diceva sì e faceva no. Per decenni cittadini, comitati e movimenti hanno chiesto, in piazza come nelle segrete sale, a Valgioie (+case che abitanti, +abitanti che gioia, nota per la dissennatezza e il ritardo del suo Piano regolatore), come a Coazze come a Giaveno,di occuparsi di sanità (a proposito, l'Ospedale?), di gestione rifiuti (a Valgioie l'amministrazione invita a mischiare il compost con l'indifferenziato...), di consumo di territorio e perdita di servizi (trasporti pubblici, urgenze neve, ambulanze nelle borgate, carobollette e tasse comunali), di mancanza di trasparenza (guai, guai alle videoriprese nei consigli comunali, accontentiamoci di qualche pilotato verbale), di sicurezza (tutto a posto a Villanova?), di salute (qualcuno ricorda quell'abnorme tasso di tumori in valle? 73% + alto della media regionale, chissà perchè)... Nella migliore delle ipotesi venendo corteggiati senza alcun riscontro concreto al problema, nel peggiore tacciati di catastrofisti, terroristi psicologici, antipolitici, demagogici... Le proposte e i progetti presentati in Consiglio Regionale dai consiglieri 5stelle, sempre presenti e che si sono fortemente ridotti l'indennità, così come hanno rifiutato il rimborso elettorale, sono regolarmente bocciati all'unisono da tutti i partiti, senza mai entrare nel merito. Sulle scelte sono identici. Chi fa di ogni erba un fascio? Chi è l'antipolitico? Chi il comico? Macchevvelloddicoaffa': nemmeno di fronte all'evidenza del crollo dei partiti, tutti, non Le viene in mente, sig, Onorevole, che la soluzione sarebbe semplice, Onorevolmente andare a casa, senza ulteriormente dedicare anima e corpo ed energia all'ennesimo trucco-alchimia, materia in cui è riconosciuto e rispettato - da chi? - maestro, uno x tutti il suo bluff del 2006 "se i valsusini bucolici e retrogradi non vogliono il TAV, facciamolo passare di qua", il cui unico scopo, mentre la povera gente si agitava in riunioni varie, era piazzare al tavolo delle trattative a Roma sul TAV i sindaci di comuni non toccati dal progetto definitivo TAV, tipo Giaveno- e fuori la maggioranza di quelli realmente interessati - come successo questo mese. Non le viene in mente che prima o poi anche nei suoi Feudi la gente si rifiuterà di negoziare furbescamente o ingenuamente delegare la propria salute e il futuro di figli e nipoti? Che non basterà al turismo il clientelismo, la propaganda e Lele Mora a Ferragosto? Non ve ne rendete conto, politici e giornalisti, collusi e vittime di vario grado e interesse, non solo per malafede, ma anche perchè da anni non leggete un libro, non vi informate, non vi applicate e non avete tempo di scoprire quella realtà nuova di ragazzi puliti nella quale non si può più mentire e trassare: la Rete. La Rete vi ritirerà la patente, e non per finta.

Prof. Maria Eleonora Forno a nome di MoVimento 5stelle VaLSANGONE

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/giaveno/


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Giaveno - 

Così esterna il nostro Onorevole,

giaveno è la città + sicura del piemonte.pdf

a commento delle vicende di furti e rapine già da noi segnalate nel commento precedente:**

Sceriffi-a-giaveno-segnalati-da-ogni-dove-furti-di-salute-sicurezza-verita-giavenesiiiiii**

Le continue esternazioni sui media del feudatario, a difesa del sig. Berlusconi, hanno anche indignato anche altri:

michele serra.jpg


Giaveno - 

SCERIFFI A GIAVENO ??? Segnalati da ogni dove furti di salute, sicurezza, verità. Giavenesiiiiii !!!

Sì, vorrei tanti sceriffi a Giaveno, che impedissero i continui furti in corso da decenni di salute, sicurezza e verità.

Nell’isola felice, ci hanno chiuso il Pronto Soccorso. Ma non si dice così.

A Giaveno dopo che i pezzi grossi del PD, gli on. Boeti e Lepri, introdotti dai pezzi piccoli locali, hanno parlato di meriti pregressi e di “anzianizzazione e di sanitarizzazione del sociale”, una settimana fa, l’on. Allasia della Lega e il tecnico Zanon della giunta Cota , introdotti dai pezzi piccoli locali, ci hanno spiegato che ora si chiama “Primo Soccorso”, forse lo apriremo anche 24 ore al giorno, forse bastano 12. Non dite che è un taglio, si chiama “razionalizzazione”. Lo facciamo per evitare l’aumento delle tasse ai piemontesi, e per colpe pregresse.

Ci hanno chiuso Chirurgia. Non dite così, si chiamerà “Day Surgery”, forse a Giaveno, forse ad Avigliana. Staccare l’ospedale dal territorio non significa che la giunta Cota tolga euri alla sanità, ma si chiama “intuizione alla Tony Blair”. Non dite che chiude, si chiama “evitare gli sprechi e i doppioni senza intaccare la qualità”.

OSPEDALE Lunanuova 18 febbraio 2011.pdf

OSPEDALE La Valsusa 17 febbraio 2011.pdf

la gente si ribella ai tagli.pdf

Nell’isola felice, gli abitanti dell’una volta felice borgata Villanova, denunciano l’ennesima rapina con pestaggio a donne sole in casa. “Qui la gente vive costantemente con la paura, attenta ad ogni movimento di sconosciuti, alle auto che passano, con il timore di trovarsi da un momento all’altro qualcuno in casa”, ma, ammonisce la sindaca, più che mettere due lampioni ulteriori e spedire i volontari alla domenica non si può fare “Stiamo facendo tutto il possibile, ma certo non possiamo mettere Giaveno sotto una campana di vetro”

Segue l’invito del coordinatore del servizio di Sicuritalia a Giaveno, che plaude all’iniziativa dell’amministrazione comunale di sensibilizzare i cittadini a collegarsi a un istituto di vigilanza privata, qualunque sia, per garantire la propria sicurezza e quella del territorio.. “Giaveno, per fortuna, rispetto ad altri centri del circondario, è un’isola felice, con numeri di reati contro la proprietà bassi …”

SICUREZZA La Valsusa 17 febbraio 2011 (2).pdf

SICUREZZA Lunanuova 18 febbraio 2011 (1).pdf

la gente si unisce in comitato x la sicurezza in borgata.pdf

Rispetto alle vicine valli valsusine, che si guardi al decennio appena concluso o al secolo scorso è la Valsangone a detenere il primato nell’aumento della popolazione. Dal 1991 ad oggi è cresciuta di 6.694 abitanti, ossia il 28% in più, a fronte del 15% della Bassa e il 12% dell’Alta Valsusa. Da inizio ‘900, la Valsangone ha visto lievitare i suoi abitanti del 52% contro il 36% della bassa Valsusa e addirittura la decrescita del 30% dell’alta valle.

Nell’isola felice, il primato del comune più piccolo, Valgioie, quello senza raccolta differenziata del compost, sindaco l’on. Osvaldo Napoli, dai 510 abitanti del 1990 ai 952 attuali, quasi il doppio, più case che abitanti, ma anche Giaveno, dall’inizio del ‘900 il 45 per cento in più, negli ultimi venti anni è “lievitata” in maniera costante, all’incirca il 15% per decennio.

Cementificazione? Ma no, si chiama “scientificità”.“Il fatto che non si evidenzino scossoni - è il commento del sindaco Daniela Ruffino -* è la riprova della scientificità con la quale si è lavorato sulla materia urbanistica”.*

Cementificazione? ma no, si chiama “vocazione residenziale”.

E per il prossimo decennio, nessuno stop, ma non fate terrorismo e catastrofismo, ovviamente si “salvaguarderanno e territorio e qualità dei servizi”. Sempre in linea con i tempi, giavenesi, valsangonesi, eccovi Lele Mora ospite d’onore ad agosto x le nostre minorenni in zona spacciata per turistica, mentre sta diventando terra e dormitorio di miserie e miscele di fame e rabbia sotterrate dietro alle bugie, nascoste, non governate, non prevenute, che prima o poi esploderanno, lo dice la percentuale sorprendentemente alta a Giaveno Valgioie e Coazze rispetto alle zone limitrofe della presenza di stranieri, intorno all’8% nel 2009, e oggi?

VALSUSA valsangone anno unità valsusa 17 febbraio 2011.pdf

tabella crescita 1861.pdf

Sempre in linea con i tempi e in barba ai grandi cavalli di battaglia elettorali della Lega, che al gridare Roma ladrona ora preferisce mangiare con Roma l’amatriciana.

Clandestino chi fa le rapine? Io non so che accento abbia perchè della rapina m’importa, non dell’accento, ma a tanti dei cosiddetti padani ora senza Chirurgia e senza Pronto Soccorso segnalo un cartello secco netto gravido di promesse, l’ho fotografato in una borgata, c’è scritto: Abbasso i Piemontesi W i Rom.

valgioie W i rom abbasso i piemontesi.jpg

La disperazione quella sì è clandestina dalle nostre parti, e disperato certo era il giavenese exisolanofelice dotato di villaexfelice in quartiere exfelice che non ce la faceva più a non farsi rubare la felicità promessagli, colto con le mani nel trolley pieno di rame in un cimitero.

LADRO DISPERATO Lunanuova 8 febbraio 2011.pdf

Sì, vorrei anch’io uno sceriffo, ma senza pistole e senza stella, senza cinturone, armato solo della sua indignazione. E’ il cittadino che ogni giorno e ogni notte vede o subisce un sopruso, grande o piccolo.

La sua rabbia è alimentata dall’evidenza, dalla sfacciataggine del reato, del comportamento incivile che avviene in piena luce, con il silenzio assenso di chi la legge dovrebbe farla applicare, tra l’indifferenza di gran parte degli italiani che si fa rigorosamente i fatti suoi.

Il torrente inquinato da chi si sa benissimo, i servizi che se ne vanno e le bollette che triplicano, la droga che circola nelle scuole, i cacciatori che sparano a pochi metri dalle abitazioni, la distruzione del territorio, la segnalata abnorme evasione fiscale piemontese in edilizia, l’aumento fuori norma dei tumori in valle…

Il cittadino sceriffo che non ce la fa più, reagisce, alza la voce, denuncia, si arrabbia, fa il lavoro per cui paga quattro milioni di dipendenti pubblici.

L’esagerato, il fuorimisura, l’antipolitico è lui, non gli altri. Il dito che indica la luna marcia. Gli si dice che ha ragione, ma che non è quello il modo. Che ci vuole pazienza, bisogna sperare. Che le cose sono sempre andate così, e chi è lui per ribellarsi, per alzare la testa?

Isolato, insultato, qualche volta picchiato come è successo in Val di Susa a qualche pacifico cittadino che controllava il passaggio in mezzo alle case del pericolosissimo treno pieno di scorie nucleari, denunciato, querelato, visto con fastidio dai colleghi, dai vicini di casa, dai parenti e dagli amici. Dalle vittime stesse delle ingiustizie che denuncia, se prontamente intimidite dai potenti.

Chi dovrebbe sostenerlo si chiude in casa per paura di ritorsioni o per quieto vivere. Il cittadino sceriffo, come Gary Cooper in “Mezzogiorno di fuoco” è solo.

Giavenesiiii !!!

Sceriffi Maria Eleonora Forno e Beppe Grillo

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Giaveno - 

I manifesti che trovate affissi in questi giorni in tutta la valle vogliono esprimere la nostra drammatica nostalgia per una democrazia non imbavagliata, vedi ulteriori dettagli sul Pierino che fischia e la citazione LIBERO FISCHIO IN LIBERO STATO dal quanto rimpianto presidente della nostra repubblica Sandro Pertini: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/DefinitivoUltimo.pdf

e il nostro civile impegno (ma quanto è dura) per obbligare i nostri politici a ridursi gli stipendi esagerati: fuori soldi politica.jpg

Ribadiamo x chi fosse interessato le date del 2 e 9 febbraio a Sant’Ambrogio e Bussoleno, date in cui potrà anche conoscere noi di Giaveno, i nostri consiglieri regionali e lo staff.

Per informazioni sulle attività 5stelle è anche possibile contattare i nr:: 3384122458 e 349241262


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Giaveno - 

Da Torino Mirafiori (porta 16 nel 1970, papà lavorava in FIAT Aeronautica, mamma a FIAT Ufficio Bilanci, zia all’Assistenza Sociale, la befana FIAT la colonia a Massa, il dentista, le medaglie e gli attestati a zio Giovanni, prima che rendesse in età non biblica, a FIAT, l’anima logorata da FIAT fonderie).

La storia consola e deprime allo stesso tempo. Inocula sentimenti fatali x l’umanità: Speranza - già che i tempi erano ancora + bui di adesso - e allo stesso tempo Rassegnazione - non cambia niente, è tutto inutile - .

Corsero le masse, anche dalla mia valle già scarsa di metalmeccanici, nel 2003 alla camera ardente allestita al Lingotto di Gianni Agnelli, Fiat e Juventus, da molti giudicato + ricco di miliardi di rendite che di affetti, di cervello che di cuore, di stile che di anima, di coraggio che di ideali. Al Lingotto, il grande stabilimento datato 1916, l’anno in cui nelle canzoni popolari Carso e Trentino entravano come macelli di carne umana.

Ma nel 2011 e a 1 giorno dal referendum Ricattomarchionne, mi pare attuale uno sguardo alla Torino ottocentesca, stanca di velluti rossi, ruota di mantelli, osterie e salotti nei palazzi che ancora oggi paiono modelli del corpo sociale, le botteghe al pianterreno, i bottegai agli ammezzati, i ricchi al primo piano, chiamato nobile, la piccola borghesia a decrescere verso l’alto, sino ai disperati nelle soffitte. Sotto i portici della città costruita come espressione di una monarchia militare, ma destinata presto ad incoronarsi di camini e fabbriche e metalmeccanici, si aggira il nonno di Gianni, Giovanni Agnelli, sognando l’automobile come un sonetto.

Nel 1898, nei giorni della questione operaia e dei moti di Milano, i giorni in cui il politico nuovo Giolitti dichiarava “Non v’è paese al mondo in cui i consumi popolari siano gravati come in Italia, non vi è paese in cui la disuguaglianza a danno dei poveri sia così stridente”, il futuro fondatore della FIAT profeticamente afferma “Molte delle rivendicazioni per le quali quella povera gente si batteva pochi anni fa sono oggi pacificamente ammesse, e l’industria prospera, Segno che la ragione era dalla loro parte. La violenza è figlia dell’incomprensione, Quasi sempre. Essa verrà meno il giorno in cui i signori industriali si renderanno conto che è necessario mettere da parte i vecchi sistemi per avviarsi alla mutua comprensione e alle eque concessioni.”.

Ma nel 1899 l‘“Illustrazione Italiana” già ospita la pubblicità della Fabbrica Italiana di Automobili Torino, accanto al liquore Buton Bologna, un amaro e il “Fuoco” di Gabriele D’Annunzio.

Nel 1904 gli uffici regionali mancano di danaro, cade il Campanile di Venezia, soppresse le dotazioni a tutte le biblioteche del Regno, brucia quella di Torino e il cronista Ugo Ojetti profeticamente annota che le catastrofi artistiche in Italia sono logiche.

Nel 1905 Pelizza da Volpedo dipinge a olio il piccolo cartone “Automobile a Passo Penice”, e Giovanni Agnelli, definito da Antonio Gramsci “il grande bandito dell’industria”, è ormai ben convinto che gli industriali “ministeriali per definizione”, debbano sempre puntare sul cavallo vincente. L’automobile, secondo Roland Barthes, come la cattedrale gotica, grande creazione artistica e magìa profondamente connaturata nell’animo, e nell’uso del popolo, inconsapevole dei danni invece arrecati al suo quotidiano, qualità della sua vita e dell’economia nazionale.

Nel 1906 a Torino nasce la Lega Industriale, futura Confindustria, che si affretterà a raccomandare la serrata come strumento contro lo sciopero generale, considerato un affronto. Quell’anno l’utile netto della Fiat è pari al 24% del valore della produzione, con la distribuzione di un dividendo di 35 lire per ogni azione di 100. Agnelli, spesso a Detroit x trarre ammaestramenti, è primo, con un totale di 12.000 azioni su 27.914.

Nel 1912, in piena crisi economica, Agnelli è rinviato a giudizio per iniziativa del questore di Torino, “per aggiotaggio e alterazione dei bilanci sociali”. Seguirà un nebuloso non luogo a procedere, ma nessuno spiegherà come le azioni potevano resistere ad altezze sublimi non giustificate dal valore intrinseco e dal reddito dell’industria. Ben pochi dei colpiti e danneggiati dalla catastrofe in Borsa si fecero vivi in Tribunale.

Ma ecco un ottimo sistema x realizzare grossi utili: la guerra. “Domani - dice Gramsci - quando il monopolio cesserà, le maestranze potranno essere mandate a spasso, ma le ricchezze dei pezzi grossi superpagati saranno al sicuro”: Agnelli motorizza l’esercito italiano in Libia con i suoi 15 Ter e 18 BL, e dichiara che i vincitori degli scontri di Ain Zara , e di Gargaresch sono stati i suoi automezzi. Ma anche la legge della guerra non è uguale per tutti. Il 46% degli uomini alle armi nella Grande Guerra sono contadini, ma i contadini sono il 64% degli orfani di guerra, in maggioranza del Sud, denutriti, senza esoneri industriali e senza santi in paradiso, quindi destinati alla fanteria. L’Inchiesta parlamentare di Caporetto critica il Comando Supremo che dà “rifugio, come automobilisti, a figli di persone altolocate”. Un generale ha per autista il figlio e per meccanico il nipote.

Nel 1916 a Giovanni Agnelli spettano 213.724 lire x competenze annue e 420.000 x interessenze: il salario medio di circa 200 metalmeccanici. Marchionne raddoppierà. Eppure, contro gli operai si scatena una campagna ignobile, dalla “Stampa” al “Popolo d’Italia” contro le paghe dette eccessive, l’abitudine a bere vino, ai bagordi, mentre il generale Rho medico della Marina sostiene l’ipernutrizione della truppa, determinandone riduzioni.

E’ troppo: nell’assemblea Fiat del 1916 l’avvocato Torelli protesta contro i privilegi della dirigenza e propone una diminuzione degli altissimi stipendi. Ovviamente la proposta viene respinta, e Giovanni Agnelli dirà, precursore e profeta di tanti suoi infestanti simili, che “i cospicui proventi dei dirigenti sono la naturale contropartita dei crescenti impegni di lavoro e delle pesanti responsabilità assunte per contribuire al successo delle nostre armi.” Come il Vecchio Rockefeller che aveva gridato: “E’ Dio che mi ha dato il mio denaro”.

E’ troppo: a Ferragosto 1917, quasi Isonzo, a Torino, mentre non scarseggiano i dolci, manca il pane e gruppi di donne e ragazzi urlanti muovono verso il Municipio. Gli operai non riprendono il lavoro dopo Mezzogiorno, i tram si fermano, alcuni camion che portano pane sono saccheggiati. Nei giorni successivi il pane viene fatto arrivare, ma l’obiettivo è ora la pace. Lo sciopero è quasi totale, echeggiano i colpi delle armi da fuoco, truppe alpine, carabinieri allievi ufficiali del Genio e autoblindo a disperdere i dimostranti, morti e feriti a decine, arrestati a migliaia. Déja tragicamente vu, qui e altrove, ieri e oggi. Anche la memoria e le ragioni corse e rincorse della storia sono un NO ad un referendum che nessuno avrebbe mai dovuto nemmeno concepire.

                       **FERMARLI E' POSSIBILE - NOTAV Venaus dicembre 2005**

fiat 1970.jpeg i tre agnelli di italo pietra.jpeg marchionne.jpg


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I candidati a Giaveno

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    Federico Giovale Alet
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    Andrea Cappello
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    Celestina Vernero
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    davide cavalieri d'oro
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    ELENA GORIA
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    FABIO NICETO
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    maria eleonora forno
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    maria teresa cirillo
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    mauro lilliu
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    PAOLA CECCON
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    riccardo olivero
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    susanna rege